INPS:DATI OSSERVATORIO PRECARIATO PRIMO SEMESTRE 2015

11/08/2015

Nel primo semestre del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+252.177), rimangono sostanzialmente stabili i contratti a termine mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.500).
Nel primo semestre del 2015 la variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni, pari rispettivamente a 2.815.242 e 2.177.002, è di 638.240; nello stesso periodo dell’anno precedente è invece stata di 393.658.

Sono i nuovi dati dell’”Osservatorio sul precariato” Inps, pubblicati sul sito istituzionale.

Nei primi sei mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 952.359, il 36% in più rispetto all’analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 331.917 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 è del 30,6%.

il Report gennaio-giugno 2015 icona_pdf2

Fonte: Inps

INPS:MISURA INTERESSI MORA RITARDATO PAGAMENTO SOMME ISCRITTE RUOLO

25/05/2017

L’Inps, con la circolare n. 91 del 24 maggio 2017, comunica la misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo a decorrere dal 15 maggio 2017.

Detta somma è stata fissata 3,50% in ragione annuale.

 

CASSAZIONE:PILLOLE GIURISPRUDENZA LAVORO

25/05/2017

– Sentenza 23 maggio 2017, n. 12907

 Licenziamento – Per giustificato motivo oggettivo – Requisito dimensionale ex art. 18, Legge n. 300/1970 – Assenza

 – Sentenza 23 maggio 2017, n. 12916

 

Inps – Verbale ispettivo – Omessa applicazione del CCNL – Versamento dei contributi – Inadempienze

 – Sentenza 23 maggio 2017, n. 12919

 

Trasferimento d’azienda – Assenza ingiustificata – Contestazione

ESERCIZIO A LIVELLO PERIFERICO FUNZIONI PER AMMORTIZZATORI SOCIALI E LICENZIAMENTO COLLETTIVO DOPO ABROGAZIONE DEC.LEGVO N.469/97.

25/05/2017

ome è noto, con il  Dec.legvo n.469/97  sono state trtasferite alle Regioni alcune  funzioni  di competenza statale ed in  particolare , commi 1 e 2 dell’art.3 di detto provvedimento  prevedevano che:

1)al   Ministero del Lavoro  spettava esercitare     le funzioni ed i compiti relativi alle eccedenze di personale temporanee e strutturali;

 2)alle regioni competeva ,in   attesa di un’organica revisione degli ammortizzatori sociali ed al fine di armonizzare gli obiettivi di politica attiva del lavoro rispetto ai processi gestionali delle eccedenze,  promuovere   l’esame congiunto previsto nelle procedure relative agli interventi di integrazione salariale straordinaria ,nonche’ quello previsto nelle procedure per la dichiarazione di mobilita’ del personale.  Ed  altresì   altresi’ gli accordi e i contratti collettivi finalizzati ai contratti di solidarieta’.

Altrettanto noto e’ che  l’art.34 del   decreto legvo n.150/2015 ,in vigore dal   24 settembre 2015 , ha abrogato il  richiamato   decreto legislativo    le cui  disposizioni ,comprese quelle specifiche     concernenti   gli ammortizzatori sociali e  la riduzione del personale  di cui  all’art.4 della legge n.223/91 ,relativa alla procedura di mobilita’,sono state sostituite da nuove norme,determinandosi cosi’ una situazione nuova ,che tuttora,come si vedra’,è caratterizzata da dubbi ed incertezze ,non essendo state disposte dagli organi istituzionali competenti  i chiarimenti e le precisazioni del caso circa l’esercizio a livello periferico delle funzioni per la cigs ed il licenziamento collettivo.,  pur essendo stati approvati e    divenuti operativi dal 24 settembre 2015  i dec.legvi n.148/15 ,contenente la nuova regolamentazione delle integrazioni salariali ,e    n.150/15, istitutivo dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro-ANPAL.

In riferimento a quanto sopra  si ritiene  di  evidenziare  che:

A)Circa la procedura  per la cigs,ormai occorre fare riferimento all’art.24 del dec.legvo 148/15,che al comm1 e  2 dispone che :
 
1. L'impresa che intende richiedere il trattamento straordinario diintegrazione salariale per le causali di riorganizzazione e crisi aziendale   e' tenuta a comunicare, direttamente  o  tramitel'associazione imprenditoriale cui  aderisce  o  conferisce  mandato,alle  rappresentanze  sindacali  aziendali  o   alla   rappresentanzasindacale unitaria, nonche'  alle  articolazioni  territoriali  delleassociazioni  sindacali  comparativamente  piu'   rappresentative   a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell'orario

di  lavoro,  l’entita’  e  la  durata  prevedibile,  il  numero   dei

lavoratori interessati.

  

2. Entro tre giorni  dalla  predetta  comunicazione  e’  presentata

dall’impresa o dai soggetti di cui  al  comma  1,  domanda  di  esame

congiunto della situazione aziendale. Tale domanda e’  trasmessa,  ai

fini  della  convocazione  delle   parti,   al   competente   ufficio

individuato dalla regione  del  territorio  di  riferimento,  qualora

l’intervento richiesto riguardi unita’ produttive ubicate in una sola

regione, o al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, qualora

l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’  regioni.  In

tale caso il Ministero richiede, comunque, il  parere  delle  regioni

interessate.

 

Pertanto,in base a quanto sopra,con l’abrogazione del comma 2 dell’art.3 del dec.legvo n.469/97,competenti per ricevere ,esaminare ed attivare la richiesta di   esame congiunto sulle domande di integrazione salariale straordinaria per riorgnizzazione e crisi aziendale continuano  ad essere  rispettivamente :

a)l’ufficioindividuato dalla regione  del  territorio  di  riferimento,  qualora

l’intervento richiesto riguardi unita’ produttive ubicate in una sola

regione

 

b) il Ministero del lavoro  , qualora l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’  regioni.

 

Tuttavia, e’ da rimarcare   che le  disposizioni del citato art.24  del dec,legvo n.148/13 tacciono   a proposito della causale cigs della lettera c),riguardante il  contratto di solidarieta,,che in precedenza risultava esplicitamente menzionata dal comma 2 dell’art.3 del dec.legvoi n.469/97.

Per  gestire  detta carenza  occorre  ricorrere  ad un’interpretazione  che tenga  in modo espresso ed adeguato   conto del fatto che dal 24 settembre  2015 il contratto di solidarieta’,a differenza del tempo antecedente, rientra ad ogni effetto nella regolamentazione degli ammortizzatori sociali  e ,dunque, anche  il    ricorso  per tale causale e di competenza delle regioni ,cosi’ come per  le causali  di riorganizazione e di  crisi aziendale.

Ma in proposito  sarebbe confacente una esplicita pronuncia del mlps.

B)Analogo silenzio  da parte del citato Dicastero  ,purtroppo, si registra anche sulla procedura di riduzione dim personale tramite licenziamento collettivo,non potendosi’ oemai piu’ parlare di procedura di mobilita ,a fronte delle modifiche apportate in matertia dalla legge n.92/12.

Come gia  ‘ in precedenza sottolineato ,la procedura di mobilita’  ha trovato la propria fonte di regolamentazione   nella  legge n.223/91  ,che all’art.4   ,prevedeva quanto segue:

1. L’impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale  qualora nel corso di attuazione del programma di cui all’articolo 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, ha facoltà di avviare le procedure di mobilità ai sensi del presente articolo.

2. Le imprese che intendano esercitare la facoltà di cui al comma 1 sono tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali aziendali

3. La comunicazione di cui al comma 2 deve contenere indicazione: …

4. Copia della comunicazione di cui al comma 2 e della ricevuta del versamento di cui al comma 3 devono essere contestualmente inviate all’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione.

5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto…

 

6. La procedura di cui al comma 5 deve essere esaurita entro quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione dell’impresa. Quest’ultima dà all’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione comunicazione scritta sul risultato della consultazione e sui motivi del suo eventuale esito negativo. Analoga comunicazione scritta può essere inviata dalle associazioni sindacali dei lavoratori.

7. Qualora non sia stato raggiunto l’accordo, il direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione convoca le parti al fine di un ulteriore esame delle materie di cui al comma 5, anche formulando proposte per la realizzazione di un accordo. Tale esame deve comunque esaurirsi entro trenta giorni dal ricevimento da parte dell’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione della comunicazione dell’impresa prevista al comma 6.

Come si puo’ constatare ,la legge 223/91 ha previsto come destinatario   della comunicazione di avvio della procedura di mobilita’ nonche’ di quella relativa al mancato accordo in occasione della consultazione diretta tra le parti interesate ,ed infine del tentivo in sede istituzionale di accordo per evitare in tutto o in parte la riduziomne diu personale l’uffici periferico del Mlps (Uplmo,Dtl ed ora IPL).

Con nl’entrata in vigore del decrteto legvo n.469/97 l’esercizio di dette funzioni in materiua di riduzione strutturale del personale delle aziende risulta affidato alle Regioni e Province.

Dal momento ,pero’,come sopra accennato,che il citato dec.n.469/97 è stato abrogato dall’art.34 dekl dec.legvo n.150/15 , divenuto pienamente operativo con il funzionamento dell’Anpal ,logica giuridica vorrebbe che ,cessate le  funzioni delle Regioni e Province per il venir meno del sostegno derivante dal dec,n.469/97,la fase amministrtativa,su8ccessiva a quella sindacale ,tornase ad essere esertcitate dalle strutture territoriali del Mlps ,ossia dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro  .

 In concreto ,tuttavia, cio’ non risulta praticato ,stante il silente comportamento del Ministero competente,che si confida intervenga in modo sollecito e confacente   fornendo specigìfico e puntuale    chiarimento amministrativo , al fine di evitare     il rischio di contenzioso  a seguito d’impugn azione delle procedure di licenziamento per vizio di          incompetenza dell’organo istituzionale destinatario della comunicazione di avvio della procedura e di quella circa l’esito negativo della consultazione, finalizzato  all’ ulteriore  tentativo di accordo  presso la        sede amministrativa.

Pertanto ,si auspica che gli organi  competenti    del ministero e delle regioni   ndichino   il   definitivo e  corretto comportamento  da tenere da parte delle   aziende e delle oo.ss. interessate alla questione

In attesa che quanto sopra avvenga ,sarebbe auspicabile  quanto meno che a livvello territoriale fra  le rappresentanze  delle oo.ss.,delle associazioni datoriali e delle  istituzioni statali e regionali , si realizzino contatti ed incontri  che consentano  intese  operative funzionali a  prevenire contenziosi  sulla base di eccezioni sulla corretta gestione degli adempimenti  e le procedure di consultazione delle rappresentanze sociali  circa le procedure      di riduzione di personale.

AGENZIA ENTRATE:CHIARIMENTI AGEVOLAZIONI PER CHI TRASFERISCE RESIDENZA ITALIA

24/05/2017

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 17 del 23 maggio 2017, con la quale fornisce i chiarimenti interpretativi in merito ai regimi agevolativi per persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.

In particolare:

– Articolo 44 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, ricercatori e docenti;

– Articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, lavoratori impatriati;

– Articolo 24-bis del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

Il sistema fiscale italiano, al fine di favorire lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese, prevede una serie di misure agevolative, alcune vigenti da diversi anni ed altre di recente emanazione, dirette ad attirare risorse umane in Italia.

La legge 11 dicembre 2016, n. 232 (c.d. “Legge di bilancio 2017”) interviene in tale quadro normativo potenziando l’efficacia delle norme previgenti e introducendo nuove ipotesi agevolabili, in modo da configurare un sistema variegato, idoneo a cogliere le diverse realtà.

Sono, quindi, attualmente vigenti misure volte ad agevolare le persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro, per le quali è prevista una tassazione agevolata dei redditi prodotti in Italia, e misure volte ad agevolare le persone fisiche che si trasferiscono in Italia a prescindere dallo svolgimento di una particolare attività lavorativa, per le quali è prevista una tassazione agevolata dei redditi prodotti all’estero.

In sintesi, a seguito delle disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2017:

a) sono diventati permanenti gli incentivi fiscali previsti per il rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero, di cui all’articolo 44 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;

b) il regime fiscale di favore per i lavoratori cosiddetti “impatriati”, riguardante laureati, manager e lavoratori con alta qualificazione, previsto dall’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147 (c.d. “decreto internazionalizzazione”), è stato esteso anche ai lavoratori autonomi ed è stata ulteriormente aumentata la misura dell’agevolazione;

c) è stato introdotto l’articolo 24-bis nel D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 – Testo Unico delle imposte sui redditi (c.d. “TUIR”) -, rubricato “Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia”.

La circolare, illustra, nella Parte I, il tratto comune a tutte le misure agevolative, costituito dal trasferimento della residenza in Italia dei soggetti beneficiari. Nelle parti successive sono illustrati i singoli regimi agevolativi, sintetizzati nella tabella riepilogativa allegata.

In particolare, la Parte II fornisce chiarimenti in merito alle norme che agevolano i redditi prodotti in Italia da docenti e ricercatori (articolo 44 del d.l. n. 78 del 2010), da soggetti cosiddetti “impatriati” – termine che individua i destinatari dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 147 del 2015, rivolto a laureati che hanno svolto attività lavorative all’estero e a studenti che hanno conseguito un titolo accademico all’estero (articolo 16, comma 2), a manager e lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni (articolo 16, comma 1).

Per ciascuna di tali categorie sono previsti specifici presupposti soggettivi al verificarsi dei quali è applicabile una riduzione percentuale del reddito di lavoro dipendente o autonomo prodotto in Italia. È, inoltre, esaminato il regime di favore previsto dalla legge 30 dicembre 2010, n. 238, tuttora vigente seppur in via di esaurimento, rivolto a lavoratori dipendenti, autonomi e imprenditori rientrati in Italia, cosiddetti “contro-esodati”, vale a dire a coloro che sono stati residenti in Italia e che, dopo essersi trasferiti all’estero, hanno fatto ritorno in Italia entro il 31 dicembre 2015, ai quali è riconosciuto il diritto di optare per l’applicazione del regime degli impatriati (articolo 16, comma 4, del decreto internazionalizzazione).
Fonte: Agenzia delle Entrate

MLPS:INDICAZIONI PER DOMANDA RINNOVO INSERIMENTO ELENCO SOGGETTI ABILITATI VERIFICARE ATTREZZATURE LAVORO

24/05/2017

La Direzione Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 11 del 17 maggio 2017,  nella quale sono riportate le indicazioni per il rinnovo quinquennale dell’iscrizione nell’elenco dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, di cui all’Allegato VII del Decreto legislativo n. 81/2008.

 

Modalità di presentazione dell’istanza di rinnovo

In attuazione di quanto previsto al punto 4 dell’Allegato III del D.I. 11 aprile 2011, il soggetto abilitato all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, alla scadenza del quinquennio di iscrizione nell’elenco dei soggetti abilitati, ove permanga l’interesse a continuare ad operare in tale settore, è tenuto a presentare istanza di rinnovo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione Generale della tutela delle  condizioni di lavoro e delle relazioni industriali – divisione III.

Tale istanza, sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto abilitato, dovrà essere prodotta completa della documentazione di seguito descritta (anche essa datata, timbrata e firmata dal legale rappresentante), in regola con l’imposta di bollo ai sensi del d.P.R. n. 642/1972 e successive modificazioni. L’istanza di rinnovo dovrà anche riportare il numero di iscrizione alla Camera di Commercio territorialmente competente.

L’istanza dovrà essere trasmessa, completa di tutti gli allegati, esclusivamente mediante posta elettronica ad entrambi i seguenti indirizzi:

  • PEC: dgtutelalavoro.div3@pec.lavoro.gov.it
  • verificheperiodiche@lavoro.gov.it

Documentazione da allegare all’istanza di rinnovo

L’istanza di rinnovo deve essere corredata dalla seguente documentazione:

a) fotocopia, pienamente leggibile, del documento di identità in corso di validità del legale rappresentante del soggetto abilitato richiedente;

b) dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), con la quale i soggetti di cui all’articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136) dichiarano la non sussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’articolo 67 del medesimo decreto legislativo;

c) dichiarazione, resa ai sensi del citato d.P.R. n. 445/2000, rilasciata dal legale rappresentante del soggetto richiedente, da cui risulti che permangono le condizioni che hanno consentito il rilascio dell’abilitazione all’effettuazione delle verifiche periodiche, che si intende rinnovare, tra cui il possesso dei requisiti riportati nell’Allegato I al D.I. 11 aprile 2011. In particolare, in calce alla dichiarazione dovrà essere indicato il numero del documento di identità, l’ente che lo ha rilasciato, la data di rilascio e di scadenza;

d) copia della polizza di assicurazione per responsabilità civile di cui al punto 1, lettera e), dell’Allegato I al D.I. 11 aprile 2011, in corso di validità e riferita al quinquennio di cui si chiede il rinnovo;

e) prospetto delle attività di aggiornamento del personale dipendente e del personale con rapporto esclusivo di collaborazione, ivi comprese le attività di formazione previste al punto 3 del medesimo  Allegato I al D.I. 11 aprile 2011, riferite al quinquennio di abilitazione in corso di rinnovo;

f) matrice delle competenze territoriali e del personale verificatore (da produrre in formato excel) e dichiarazione di avvenuta pubblicazione della stessa sul sito internet del Soggetto Abilitato;

g) documentazione idonea a comprovare che tutte le attrezzature in uso siano state sottoposte a manutenzione e, ove prescritta, a taratura nel quinquennio di abilitazione in corso di rinnovo;

h) elenco analitico delle verifiche effettuate con esito negativo e relativi verbali, con indicazione della procedura adottata per la gestione successiva delle verifiche con esito negativo e modalità di gestione di tali verifiche.

Fonte: Ministero del Lavoro

 

CASSAZIONE:PILLOLE GIURISPRUDENZA LAVORO

24/05/2017

  – Sentenza 02 maggio 2017, n. 10642

 

Licenziamento per giusta causa – Contestazione – Tardività – Riqualificazione del recesso – Per giustificato motivo soggettivo

 – Sentenza 17 maggio 2017, n. 12371

 

Fallimento – Revocazione stato passivo – Ricorso – Difetto di legittimazione attiva – Crediti previdenziali Inps – Non sussiste

 
 Sentenza 22 maggio 2017, n. 12801

 

Rapporto di lavoro subordinato – Sussistenza – Soggezione al potere organizzativo, gerarchico e disciplinare del datore – Onere probatorio

 – Sentenza 22 maggio 2017, n. 12804

 

Licenziamento disciplinare – Demansionamento – Mobbing – Risarcimento danni

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 maggio 2017, n. 12825

 

Licenziamento – Contestazione disciplinare – Inadempimento della prestazione – Danno all’immagine aziendale – Proporzionalità della sanzione – CCNL

INPS:DIS-COLL ANCHE PER EVENTI INTERVENUTI NEL SECONDO SEMESTRE 2017

23/05/2017

L’Inps, con la circolare n. 89 del 23 maggio 2017, impartisce le istruzioni applicative in merito alla previsione di cui all’art. 3, comma 3octies del decreto legge n. 244 del 2016, che ha esteso la tutela della prestazione DIS-COLL – introdotta a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, dal D.L.vo n. 22 del 2015 in via sperimentale per l’anno 2015 e successivamente prorogata per le cessazioni dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 dall’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015 – anche per gli eventi di disoccupazione che si verificano a far data dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017.

Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

Rientrano nell’ambito della tutela in argomento anche i collaboratori delle Pubbliche Amministrazioni.

I lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, ai fini dell’accesso alla prestazione in presenza dei requisiti legislativamente previsti, devono essere privi di partita IVA al momento della presentazione della domanda.

 

Fonte: INPS

 

INAIL:AUTOLIQUIDAZIONE 2016/17 DISPONIBILE PROCEDURA ON LINE

23/05/2017

L’Inail ha emanato la nota operativa del 17 maggio 2017 con la quale comunica che il servizio online, relativo alla Comunicazione delle Basi di Calcolo per l’autoliquidazione di giugno 2016/2017, è disponibile in http://www.inail.it nella sezione “Fascicolo Aziende – Visualizza Comunicazioni”.

L’Istituto informa, altresì, che sono già disponibili in http://www.inail.it – Servizi Online, i servizi telematici “Visualizza Basi di Calcolo” e “Richiesta Basi di Calcolo”.

Infine, dal 22 maggio 2017 sono disponibili il servizio telematico “AL.P.I. Online” nella nuova versione “UX”1 e il Servizio “Invio telematico dichiarazione salari”.

 

INPS: ISTRUZIONI DOMANDA TELEMATICA FREQUENZA ASILI NIDO

23/05/2017

L’Inps, con la circolare n. 88 del 22 maggio 2017, fornisce le istruzioni operative per la presentazione della domanda telematica per le agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati, di cui all’articolo 1, comma 355 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS che, su domanda del genitore, provvede al pagamento dell’importo fino ad un massimo 1000 euro.

In sede di presentazione dell’istanza sarà necessario specificare l’evento per il quale si richiede il beneficio e precisamente:

a)   Pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (d’ora in poi denominato “Contributo asilo nido”);

b)   Introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche (d’ora in poi denominato “Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”).

 

Fonte: INPS

 

INPS:OSSERVATORIO CIG E DISOCCUPAZIONE -DATI APRILE 2017

23/05/2017

L’Inps ha pubblicato – in data 18 maggio 2017 – l’Osservatorio statistico sulla cassa integrazione guadagni e disoccupazione, con i dati del mese di aprile 2017.

Il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate ad aprile 2017 è di 23,9 milioni. Si registra una contrazione del 58,1% rispetto alle ore autorizzare ad aprile 2017 (57 milioni).

In dettaglio, le ore autorizzate per gli interventi di:

  • Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) sono 7,4 milioni, in diminuzione del 50,3% rispetto ad aprile 2016 (15 milioni);
  • Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria ( CIGS) sono 14,5 milioni, in diminuzione del 62,7% rispetto ad aprile 2016 (38,8 milioni);
  • Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) sono 2 milioni, in diminuzione del 38,2% rispetto ad aprile 2016 (3,2 milioni).

Le domande presentate per eventi di disoccupazione a marzo 2017 sono 111.334, registrando un aumento del 12% rispetto a marzo 2016 (99.435).
In dettaglio:

  • 109.823 domande di NASpI;
  • 1.139 domande di mobilità;
  • 353 domande di disoccupazione;
  • 15 domande di ASpl;
  • 4 domande di mini ASpl.

In appendice  all’Osservatorio sulla Cassa Integrazione Guadagni (CIG)  è pubblicato l’aggiornamento del tasso di utilizzo del numero delle ore di CIG autorizzate (cosiddetto “tiraggio”).