INPS:DATI OSSERVATORIO PRECARIATO PRIMO SEMESTRE 2015

11/08/2015

Nel primo semestre del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+252.177), rimangono sostanzialmente stabili i contratti a termine mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.500).
Nel primo semestre del 2015 la variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni, pari rispettivamente a 2.815.242 e 2.177.002, è di 638.240; nello stesso periodo dell’anno precedente è invece stata di 393.658.

Sono i nuovi dati dell’”Osservatorio sul precariato” Inps, pubblicati sul sito istituzionale.

Nei primi sei mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 952.359, il 36% in più rispetto all’analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 331.917 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 è del 30,6%.

il Report gennaio-giugno 2015 icona_pdf2

Fonte: Inps

I.N.L. :DISPOSTO TRASFERIMENTO PRIME RISORSE FINANZIARE

29/03/2017

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro informa che il Decreto 28 dicembre 2016 è stato registrato dalla Corte dei Conti in data 10 marzo 2017.

Con detto Decreto, si trasferiscono le prime risorse all’Ispettorato nazionale del lavoro e si individua la data di effettiva operatività dell’Agenzia al 1° gennaio u.s.

 

 

INPS:PRECISAZIONI CIRCA CONTRIBUZIONE PRESTAZIONE EROGATA LAVORATORI PER ESODO

29/03/2017

L’Inps, con il messaggio n. 1360 del 28 marzo 2017, fornisce alcune precisazioni in merito alla prestazione erogata al lavoratore, con finanziamento interamente a carico del dal datore di lavoro, dalla data di esodo fino alla data di maturazione della prestazione pensionistica (prevista dall’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012).

Per tali periodi il datore di lavoro è tenuto a versare anche la contribuzione figurativa correlata.

L’Istituto ha elaborato un apposito algoritmo di calcolo per valorizzare correttamente la contribuzione correlata sulla base della media delle retribuzioni dei due anni o quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, per i lavoratori che accedono alla prestazione di esodo e che abbiano prestato attività lavorativa in part time, anche per un breve periodo, nell’arco del biennio o quadriennio di riferimento.

Ove nel biennio o quadriennio precedente l’accesso all’esodo il lavoratore abbia fruito di un periodo di part time, il medesimo algoritmo determina il valore delle settimane utili da assegnare mensilmente all’intero periodo oggetto di contribuzione correlata.

Qualora il biennio o quadriennio precedente sia stato interessato unicamente da rapporto di lavoro prestato in regime di full time, il valore delle settimane utili coinciderà esattamente con le settimane di diritto e nessuna riduzione sarà operata sulla misura.

Pertanto – operando in ogni caso l’algoritmo – nell’esposizione della contribuzione correlata flussi mensili Uniemens, i datori di lavoro non dovranno valorizzare le settimane utili né le coperture settimanali riferite ai lavoratori in prestazione di esodo ex art. 4, Legge 92/2012.

Dovranno, invece, essere obbligatoriamente indicati i seguenti valori all’interno degli elementi sotto riportati:

–      <Qualifica1> = “T” o “V” a seconda del momento di presentazione della domanda di esodo se antecedente o successivo al 1° maggio 2015;

–      <Qualifica2> = medesimo valore inserito nel flusso relativo all’ultimo mese di attività lavorativa precedente alla cessazione del rapporto di lavoro.

Al fine di permettere il corretto accreditamento delle settimane di contribuzione correlata per i lavoratori esodati la cui decorrenza del trattamento pensionistico cade all’interno del mese (es. lavoratori ferrovieri e postali) è stata inoltre istituita in <tipocessazione> dell’elemento <cessazione> una nuova causale, individuata dal codice 5, avente come significato “Cessazione della fruizione della prestazione di esodo art. 4, commi da 1 a 7 ter, L. n. 92/2012, per i soggetti con decorrenza inframese del trattamento pensionistico”.

In tale campo il datore di lavoro indicherà la data di cessazione della prestazione di esodo di cui al citato art. 4, commi da 1 a 7 ter, L. n. 92/2012.

 

 

Fonte: Inps

 

INPS:INDICAZIONI RELATIVE 14MA MENSILITA’ PENSIONATI

29/03/2017

L’Inps, con il messaggio n. 1366 del 28 marzo 2017, fornisce le prime istruzioni per l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 1, comma 187 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, che ha incrementato la misura della somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima mensilità) prevista per i soggetti in possesso di un reddito individuale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e che ha previsto, altresì, che la predetta somma sia corrisposta, in misura diversa, anche in favore dei soggetti in possesso di un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il menzionato trattamento minimo.

Come è noto, l’articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127 ha previsto la corresponsione di una somma aggiuntiva a favore dei pensionati ultra sessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria, in presenza di determinate condizioni reddituali personali.

L’articolo 1, comma 187 della legge dell’11 dicembre 2016, n. 232 ha sostituito la tabella A allegata al decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127 con la tabella A di cui all’allegato D annessa alla citata legge di bilancio

Il predetto articolo 1, comma 187, lettera b) ha sostituito le parole “e spetta a condizione che il soggetto non possieda un reddito complessivo individuale relativo all’anno superiore a una volta e mezza il trattamento minimo annuo del FPLD”  con le parole “e spetta: nella misura prevista nell’allegata tabella A punto 1) a condizione che il soggetto possieda un reddito complessivo individuale relativo all’anno stesso non superiore a una volta e mezza il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti; fermo restando quanto stabilito dal comma 2, nella misura prevista nell’allegata tabella A punto 2) a condizione che il soggetto possieda un reddito complessivo individuale relativo all’anno stesso compreso tra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti”.

L’articolo 1, comma 187, lettera c) ha sostituito il primo periodo dell’articolo 5, comma 2, con i seguenti periodi : “Nei confronti dei soggetti che soddisfano le condizioni di cui al comma 1 e per i quali l’importo complessivo del reddito individuale annuo, al netto dei trattamenti di famiglia, risulti di importo superiore a una volta e mezza il trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato dell’importo della somma aggiuntiva spettante, l’importo è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato. Nei confronti dei soggetti che soddisfano le condizioni di cui al comma 1 e per i quali l’importo complessivo del reddito individuale annuo, al netto dei trattamenti di famiglia, risulti di importo superiore a due volte il trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato dell’importo della somma aggiuntiva spettante, l’importo è attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato”.

La norma in argomento ha incrementato la misura della somma aggiuntiva prevista per i soggetti in possesso di un reddito individuale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

 

Trattamento minimo 2017

mensile = € 501,89

annuale = € 6.524,27

annuale x 1,5 = € 9.786,86

annuale x 2= € 13.049,14

 

La norma ha inoltre previsto che la somma aggiuntiva sia corrisposta anche in favore dei soggetti in possesso di un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il menzionato trattamento minimo), determinandone la relativa misura.

Si riportano di seguito gli importi della somma aggiuntiva per l’anno 2017, di cui alla Tab. A, all. D, art.1, co 187, lettera a, L. 232/2016.

 

Lavoratori dipendenti – Anni di contribuzione Lavoratori autonomi – Anni di contribuzione Somma aggiuntiva (in euro) – Anno 2017
1) Fino a 1,5 volte il trattamento minimo
Fino a 15 Fino a 18 437
Oltre 15 fino a 25 Oltre 18 fino a 28 546
Oltre 25 Oltre 28 655
Da 1,5 volte a 2 volte il trattamento minimo
Fino a 15 Fino a 18 336
Oltre 15 fino a 25 Oltre 18 fino a 28 420
Oltre 25 Oltre 28 504

 

La predetta disposizione ha ridefinito la c.d. clausola di salvaguardia prevedendo che, nel caso in cui il reddito complessivo individuale annuo risulti superiore ad 1,5 volte ovvero a 2 volte il trattamento del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e inferiore a tale limite incrementato della somma aggiuntiva spettante, l’importo in parola viene corrisposto fino a concorrenza del predetto limite maggiorato.

Il pagamento verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017 ovvero di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017.

Si rammenta che il beneficio sarà erogato in via provvisoria sulla base dei redditi presunti e sarà verificato non appena saranno disponibili le informazioni consuntivate dei redditi dell’anno 2016 o, nel caso di prima concessione, dell’anno 2017.

 

 

Fonte: Inps

 

CASSAZIONE :PILLLOLE GIURISPRUDENZA LAVORO

29/03/2017

– Sentenza 24 marzo 2017, n. 7675

Lavoro subordinato – Congedo di maternità – Successiva aspettativa non retribuita per accudire prole – Nuova gravidanza – Richiesta all’Inps dell’indennità di maternità – Intervallo di tempo superiore a sessanta giorni – Sussiste

 Sentenza 24 marzo 2017, n. 7679

Contratti di collaborazione coordinata e continuativa – Natura subordinata dell’attività – Prova

 – Sentenza 24 marzo 2017, n. 7681

Indennità di disoccupazione – Licenziamento per giusta causa – Domanda di restituzione dell’Inps – Decadenza dal diritto

 – Sentenza 24 marzo 2017, n. 7683

   – Assegni familiari – Riliquidazione delle spese del giudizio – Tariffa professionale

 – Sentenza 24 marzo 2017, n. 7685

Lavoro – Contratto a progetto – Risoluzione anticipata – Inadempimenti gravi – Giustificazione del recesso

 – Sentenza 24 marzo 2017, n. 7686

Licenziamento collettivo – Trasferimento d’azienda – Conservazione dell’entità aziendale – Configurabilità

 – Sentenza 24 marzo 2017, n. 7687

Licenziamento – Procedimento disciplinare – Mancata individuazione dell’ufficio competente – Conseguenze di carattere patrimoniale

FONDAZIONE C.L.: APPROFONDIMENTO SU RAPPORTI LAVORO ALTERNATIVI A LAVORO ACCESSORIO ABROGATO

28/03/2017

La Fondazione dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato, in data 24 marzo 2017, un approfondimento con le possibili tipologie contrattuali da utilizzare come valida alternativa ai buoni lavoro, per regolarizzare i rapporti di lavoro occasionale.

Il documento della Fondazione Studi prende in esame il contratto di somministrazione, le collaborazioni coordinate e continuative ed il lavoro intermittente, comparando i costi – su base mensile e su base oraria – di queste forme contrattuali con quelli derivanti dal contratto di lavoro accessorio per rilevare le differenze ed i vantaggi per il datore di lavoro ed il lavoratore.

I.N.L.:ISTRUZIONI OPERATIVE PER ATTIVITA’ VIGILANZA ASPETTI PREVIDENZIALI EDV ASSICURATIVI

28/03/2017

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L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la nota prot. 103/2017/RIS del 27 marzo 2017, con la quale fornisce, ai propri ispettori, alcuni chiarimenti in materia di vigilanza qualora intervengano profili di natura previdenziali ed assicurativi.

 

Questo il testo integrale della nota:

Oggetto: attività di vigilanza – profili previdenziali e assicurativi

Con il D.I. 28 dicembre 2016 è stata individuata la data di piena operativa dell’Ispettorato nazionale de lavoro nel 1° gennaio 2017.

A partire dalla stessa data, come previsto dal D.P.C.M. 23 febbraio 2016, anche al personale ispettivo degli Istituti previdenziali è conferita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.

Rispetto ai poteri e prerogative che tale qualifica comporta ed agli adempimenti connessi alla funzione, questa Amministrazione ha già avviato uno specifico percorso formativo che prevede ulteriori iniziative a livello territoriale da avviare nei prossimi giorni.

Ciò premesso va altresì evidenziato che, salvo le ipotesi di espressa delega da parte della A.G., l’attività di polizia giudiziaria nell’ambito di accertamenti di carattere lavoristico e previdenziale/assicurativo, in considerazione della ormai quasi totale depenalizzazione dei relativi illeciti (con la sola eccezione  della materia della salute e sicurezza sul lavoro), appare assolutamente residuale.

Ordinariamente invece l’attività del personale ispettivo ha come obiettivo l’accertamento di specifiche fattispecie di non corretta applicazione della disciplina lavoristica, ovvero previdenziale o assicurativa, senza che sia prevista a priori – salvo ipotesi specificatamente indicate dall’Ufficio – una  verifica di carattere generale.

Ciò premesso, così come avviene per gli accertamenti di carattere lavoristico, normalmente finalizzati al riscontro di specifiche fattispecie di violazione, anche gli accertamenti ispettivi nella materia previdenziale e assicurativa sono orientati alla verifica sul rispetto dei relativi obblighi nei confronti degli Istituti, ferma restando la contestazione, notificazione e gestione di quegli illeciti amministrativi, che il personale ispettivo INPS e INAIL era già tenuto a trattare prima dell’entrata in vigore del citato D.I. 28 dicembre 2016.

In tal senso, il personale ispettivo degli Istituti avrà cura di evidenziare tale ambito di accertamento all’interno del verbale conclusivo, sostituendo la parte di testo “il presente verbale, che si riferisce al periodo dal … al …:” con il seguente testo: “il presente verbale, che si riferisce al periodo dal … al …, e attiene esclusivamente alla materia previdenziale/assicurativa di competenza dell’Istituto”, nell’apposito riquadro in premessa agli esiti.

Pertanto, qualora in fase di primo accesso o nel prosieguo dell’accertamento emergano, con evidenza, ipotesi di violazione di disposizioni normative in materia lavoristica che comportino la contestazione di ulteriori illeciti amministrativi, il personale ispettivo degli Istituti, fino a quando non saranno definiti i percorsi formativi sui diversi aspetti della vigilanza in materia di lavoro, avrà cura di interessare l’Ispettorato territoriale del lavoro, al fine dar vita ad un unico accertamento, comprensivo sia della materia previdenziale/assicurativa che lavoristica.

Parimenti, sempre fino alla definizione dei relativi percorsi formativi da parte degli Istituti sulla materia previdenziale e assicurativa, il dirigente  territoriale dell’Ispettorato, unitamente al dirigente territoriale/referente regionale dell’Istituto, in presenza di violazioni previdenziali/assicurative nel corso di una vigilanza avente ad oggetto esclusivamente la materia lavoristica, valuteranno l’opportunità di ampliare l’ambito dell’accertamento ed unificarne gli esiti.

 

Fonte: Ispettorato nazionale del lavoro

 

ANPAL:FAQ RIGUARDANTI ASSEGNO RICOLLOCAZIONE-ADR

28/03/2017

L’ANPAL pubblica le risposte ai quesiti più frequenti sull’Assegno di ricollocazione per il quale è stata avviata la fase sperimentale con l’invio delle lettere indirizzate a circa 30 mila destinatari.

 

IL CAMPIONE

1. Come faccio a sapere se sono nel campione?

Arriverà, tramite posta, una comunicazione congiunta ANPAL-Regione/Provincia autonoma di riferimento, all’indirizzo di domicilio che la persona disoccupata ha comunicato quando ha fatto la domanda all’Inps per il sostegno al reddito (NASPI). Se la persona ha poi comunicato altri recapiti, quali indirizzo e-mail  o il numero di cellulare, arriverà apposita comunicazione anche via sms o e-mail, in aggiunta alla lettera di cui sopra.

2. Se non sono nel campione, cosa posso fare per entrarci?

Per la sperimentazione in atto è già stato estratto il campione con metodo statistico sulla base dell’ultima lettera del codice fiscale dei potenziali beneficiari dell’assegno di ricollocazione. Pertanto non vi è modo di entrare in aggiunta al campione selezionato casualmente ed eventuali proposte di inserimento anche dietro compenso sono prive di fondamento e vanno segnalate alla casella di posta elettronica info@anpal.gov.it.

3. Sono un percettore NASPI da almeno 4 mesi e voglio verificare se sono nel campione. Come faccio?

Accedendo al sito dell’Anpal e cliccando sulla home page la voce “assegno di ricollocazione” è possibile, attraverso l’inserimento del proprio codice fiscale, sapere se si è o meno nel campione selezionato per la sperimentazione.

 

LA RICHIESTA DELL’ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

4. Se una persona a cui è stato rilasciato l’AdR termina successivamente la NASPI, anche durante il periodo di fruizione del servizio di assistenza alla ricollocazione, quali sono le conseguenze? 

La percezione della NASPI (da più di 4 mesi) è esclusivamente requisito di accesso alla misura. Quindi, il destinatario che termini la fruizione della NASPI mantiene il diritto a fruire dell’AdR per tutta la sua durata.

5. In caso di mancata accettazione di un’offerta congrua di lavoro da parte del destinatario dell’AdR, che non sia più percettore della NASPI, quali sono le conseguenze con riferimento all’AdR?

In caso di mancata accettazione di un’offerta congrua di lavoro, il destinatario esce dalla misura (decade dall’assegno).

6. Quanto tempo ha il percettore di NASpI da oltre i quattro mesi per richiedere l’assegno di ricollocazione?

La persona disoccupata che percepisce la NASPI da oltre 4 mesi può richiedere l’assegno di ricollocazione entro il periodo di percezione della stessa Naspi.

7. Perché si riconoscono come successo occupazionale, solo nelle Regioni meno sviluppate, i contratti di durata tra 3 e 6 mesi?

Per offrire un’occasione di lavoro in più nei territori con maggiori tassi di disoccupazione, per favorire maggiori opportunità di ricollocazione e rientro nel mercato del lavoro. Le Regioni “meno sviluppate” sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, ai sensi del Regolamento UE n. 1303/2013.

I contratti a tempo determinato di durata superiore o eguale a tre mesi sono considerati successo occupazionale a condizione che in una delle 5 regioni “meno sviluppate” si trovi la sede operativa del soggetto erogatore e la sede di lavoro.

8. Se uno aderisce, gli viene sospeso il sussidio NASPI?

No. Continua a percepire il sussidio NASPI. L’Assegno non è denaro che va al percettore ma è un buono da spendere per ricevere da un soggetto erogatore pubblico o privato un servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione. L’assegno sarà riconosciuto al soggetto erogatore scelto, prevalentemente a risultato occupazionale conseguito.

9. Si può usufruire del servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione anche dopo la conclusione del periodo di percezione della NASPI? 

Si, dal momento che il periodo di percezione della NASPI (dopo 4 mesi) è condizione per la sola richiesta dell’ADR.

10. Una volta che un destinatario ha richiesto l’ADR, il CPI ha modo di verificare le “Modifiche dichiarative ai dati di sistema”? quali azioni vanno intraprese, in caso di incongruenza dei dati?
Sì, è possibile. In caso di incongruenza, va inviato un preavviso di rigetto, tramite sistema informativo, indicandone la motivazione nel campo note. Il destinatario può correggere eventuali errori commessi nella dichiarazione. A seguito della correzione della dichiarazione, l’operatore rilascerà l’AdR.

 

ADR E PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO

11. Chi ha richiesto l’AdR ma non ha fatto il Patto di Servizio Personalizzato deve comunque passare dal CPI per sottoscriverlo?
No, tenuto conto della previsione di cui all’articolo 23, comma 5, del D.Lgs. 150/2015, secondo la quale “La richiesta del servizio di assistenza alla ricollocazione, per tutta la sua durata, sospende il  patto  di  servizio  personalizzato eventualmente stipulato ai sensi dell’articolo  20”.
12. È sottoposto ai meccanismi di condizionalità il destinatario e richiedente di ADR che non ha preventivamente stipulato un patto di servizio personalizzato presso il CPI?  
Sì, tenuto conto del combinato disposto dell’articolo 23, comma 5, lett. e) e dell’articolo 21, commi 7 e 8 del d.lgs. 150/2015.

 

IL RILASCIO DELL’ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

13. Chi rilascia l’Assegno di ricollocazione?

È il Centro per l’Impiego (CPI) di domicilio, indicato dalla persona disoccupata in sede di richiesta all’Inps della NASPI. Se la persona ha stipulato un Patto di Servizio Personalizzato, l’assegno è rilasciato dal  il CPI presso il quale lo ha sottoscritto.

14. L’assegno di ricollocazione può essere erogato da tutti i Centri per l’impiego?

In questa prima fase sperimentale, solo i centri per l’impiego individuati dalle competenti amministrazioni regionali e delle Province Autonome potranno essere scelti come soggetti erogatori dell’Assegno di ricollocazione. I Centri per l’impiego, identificati dalle competenti amministrazioni regionali come soggetti erogatori, sono direttamente visualizzabili sul portale Anpal, nella procedura di richiesta dell’assegno di ricollocazione, dal menu a tendina per la scelta dell’ente erogatore. Informazioni in tal senso, inoltre, possono essere richieste direttamente al Centro per l’impiego competente al rilascio dell’assegno di ricollocazione o al numero verde 800.00.00.39 o alla mail info@anpal.gov.it.

15. Il Centro per l’Impiego che rilascia l’Assegno di ricollocazione può essere scelto per erogare i servizi al destinatario?

Sì, può essere scelto, laddove rientri tra i Centri per l’impiego identificati dalle competenti amministrazioni regionali o delle province autonome.

16. Qual è il CPI competente al rilascio dell’ADR? 
Il CPI competente al rilascio dell’ADR è quello del domicilio del percettore indicato nella domanda NASPI fatta all’INPS. Lo stesso CPI è competente per applicare i meccanismi di condizionalità ed è il destinatario di tutte le relative comunicazioni da parte dei soggetti erogatori. In caso di cambio del domicilio, sarà cura del destinatario dell’ADR darne pronta comunicazione.

17. Nell’ambito della sperimentazione, è compatibile con la richiesta di ADR lo svolgimento in corso di un tirocinio o la frequenza di un corso di formazione, entrambi non finanziati con fondi pubblici?

Il tirocinio è incompatibile con l’AdR. La frequenza di corsi di formazione autofinanziati è, in linea generale, compatibile con ADR, fermo restando che il destinatario dovrà garantire la partecipazione alle attività previste nel programma di ricerca intensiva, concordate con il soggetto erogatore.

18. Ai fini del rilascio dell’ADR, quali sono i dati da prendere in considerazione ai fini della verifica della posizione lavorativa del richiedente da parte del CPI competente?

Nell’ambito della sperimentazione, ai fini del rilascio, fanno fede esclusivamente i dati delle CO presenti a sistema al momento della verifica da parte del CPI competente, da effettuarsi entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta dell’ADR.

 

LA GESTIONE DELL’AGENDA DA PARTE DELLA SEDE OPERATIVA 

19. Come si inseriscono gli slot nell’agenda Anpal?
Ciascuna sede operativa, accedendo con proprie credenziali, ha nel menu la voce “Agenda” – ambito “Richieste AdR”. Tramite “Configurazione globale” può inserire tutti gli slot e precisamente: numero operatori disponibili ai colloqui nella mattina e nel pomeriggio, estremi orari per i colloqui alla mattina e al pomeriggio, tempo medio di ciascun colloquio (campo tabellato). Tramite “Gestione Chiusure” può gestire i giorni di chiusura per festività nazionali o locali o per altri eventi che possono provocare la indisponibilità al ricevimento delle persone. Con “Gestione Periodi Specifici” può gestire (anche per un singolo giorno) in aggiornamento i dati eventualmente già fissati con “Configurazione Globale”.
20. Una volta inseriti gli estremi dell’Agenda, come sono calcolati gli slot?
Gli slot che appariranno, per ogni sede operativa terranno conto dei seguenti elementi: numero operatori (fascia oraria mattina e pomeriggio), numero ore (fascia oraria mattina e pomeriggio), tempo medio slot.

Esempio:

numero operatori mattina = 3

numero operatori pomeriggio = 3

fascia oraria mattina = dalle 8 alle 11 (quindi 3 ore)

fascia oraria pomeriggio = dalle 13 alle 16 (quindi 3 ore)

tempo medio = 30 minuti (cioè 2 appuntamenti a ora)

FORMULA: [(3 (operatori mattina) x 3 (ore mattina) x 2 (appuntamenti all’ora)) + (3 (operatori pomeriggio) x 3 (ore pomeriggio) x 2 (appuntamenti all’ora))] = 36 Slot disponibili al giorno.

 

DETTAGLI SUL PROGRAMMA DI RICERCA INTENSIVA

21. Tra il primo appuntamento e la fine del percorso di assistenza intensiva può essere attivato un tirocinio?

Sì. Essendo il tirocinio una misura a carattere formativo non è un risultato occupazionale e non dà diritto al pagamento dell’ammontare dell’assegno al soggetto erogatore né concorre tra i risultati utili per il calcolo della soglia del Fee4service.  Se il tirocinio si trasforma in rapporto di lavoro, e se il contratto ha una delle durate previste come casi di successo occupazionale individuati da ANPAL nella Delibera n. 01/2017, sarà riconosciuto come risultato occupazionale e, quindi, darà diritto al riconoscimento dell’importo per i casi di successo. Il tirocinio deve essere comunque inserito come misura nel Programma di Ricerca Intensiva, in quanto momento di rafforzamento delle competenze della persona.

 

GESTIONE DEL PRIMO APPUNTAMENTO E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA INTENSIVA

22. Cosa succede se la persona non si presenta al primo appuntamento?

Se l’assenza avviene senza giustificato motivo, la sede operativa del soggetto erogatore sarà tenuta ad avviare le procedure per l’applicazione delle misure sanzionatorie. In particolare, con riferimento all’ipotesi di prima mancata presentazione, la sanzione prevista è la decurtazione di un quarto della mensilità dell’indennità NASPI percepita.

23. Quali sono i giustificativi motivi che possono essere adotti dal percettore per non presentarsi agli appuntamenti, partecipare alle attività previste dal Patto di ricerca intensiva e rifiutare l’offerta congrua?

Con riferimento a “giustificato motivo” si ritiene che lo stesso ricorra in caso di:

  1. Documentato stato di malattia o di infortunio;
  2. Servizio civile o di leva o richiamo alle armi;
  3. Stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge;
  4. Citazioni in tribunale, a qualsiasi titolo, dietro esibizione dell’ordine di comparire da parte del magistrato;
  5. Gravi motivi familiari documentati e/o certificati;
  6. Casi di limitazione legale della mobilità personale;
  7. Ogni altro comprovato impedimento oggettivo e/o causa di forza maggiore, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di presentarsi presso gli uffici, senza possibilità di alcuna valutazione di carattere soggettivo o discrezionale da parte di quest’ultimo.

24. Entro quando devo comunicare il giustificato motivo?

Le ipotesi di giustificato motivo dovranno essere comunicate e documentate, di regola, entro la data e l’ora stabiliti per l’appuntamento, e comunque entro e non oltre il giorno successivo alla data prevista.

 

INCOMPATIBILITA’ CON MISURE ANALOGHE

25. Può una persona disoccupata con 4 mesi di Naspi inserito in Tirocini richiedere l’assegno di ricollocazione?

Lo svolgimento di un tirocinio extracurriculare è causa di incompatibilità rispetto al rilascio dell’ assegno di ricollocazione e pertanto non dà possibilità alla persona di richiederlo.

 

ALTRE COMPATIBILITA’

26. Durante i sei mesi dell’ADR il beneficiario esaurisce la Naspi. Se ne ha i requisiti, potrebbe richiedere l’ASDI. È compatibile con la fruizione dell’ADR?

Sì è compatibile, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 5 del DM 29 ottobre 2015 “Attuazione dell’articolo 16, comma 6, del decreto legislativo 4 marzo 2015,  n.  22, in materia  di  assegno  di  disoccupazione  (ASDI)”. Il riferimento, previsto dallo stesso articolo 5 sopra menzionato, al contratto di ricollocazione dell’articolo 17, del d.lgs. 22/2015 è da intendersi all’assegno di ricollocazione, di cui all’articolo 23 del d.lgs. 150/2015.

 

OBBLIGHI 

27. La sede operativa ha l’obbligo della presa in carico?

Sì, non può rifiutare nessuno.

28. Il destinatario dell’assegno di ricollocazione ha l’obbligo di partecipare al primo appuntamento e alle attività/incontri di verifica previsti nel Patto di Ricerca Intensiva?

Sì.

29. Se un percettore di naspi da più di 4 mesi è stato individuato nel campione dei potenziali partecipanti all’iniziativa di sperimentazione dell’AdR e risulta già iscritto a Garanzia Giovani può richiedere l’ADR?

La sola iscrizione al Programma Garanzia Giovani non è motivo di incompatibilità con la richiesta di ADR.

 

SUCCESSO OCCUPAZIONALE E CONTRATTI PREVISTI 

30. L’instaurazione di un rapporto lavorativo con un’agenzia di somministrazione di lavoro fa riconoscere l’assegno di ricollocazione a risultato occupazionale conseguito?

Sì, se il contratto con l’agenzia di somministrazione ha durata uguale a quelle previste dalla Tavola 5 della Delibera ANPAL 01/2017.

31. Un collaboratore domestico in NASpI può accedere all’ assegno di ricollocazione?

Sì, ma deve aver maturato il termine dei 4 mesi di percezione della NASPI.

32. Il tirocinio è ricompreso tra i successi occupazionali?

No, perché non è un contratto di lavoro.

 

MANCATO RAGGIUNGIMENTO DELL’OBIETTIVO OCCUPAZIONALE E FEE4SERVICE

33. Che cosa è il Fee4service?

È un sistema previsto per il riconoscimento di una “ragionevole percentuale di casi di insuccesso occupazionale” al soggetto erogatore, a seguito dell’attività di assistenza intensiva alla ricollocazione (cd. remunerazione a processo).

34. Il valore del Fee4service è fisso?

Sì. Equivale a € 106,5. Non è fisso il suo riconoscimento perché la sede operativa del soggetto erogatore deve raggiungere una soglia stabilita di successi occupazionali nel semestre solare passato e solo al conseguimento della soglia, la stessa avrà diritto a tanti Fee4service quanti sono i casi di insuccesso occupazionale. Se non raggiunge la soglia, alla sede operativa non verrà riconosciuto alcun Fee4Service e potrà essere remunerato solo con gli assegni andati a buon fine, ovvero quelli con successo occupazionale raggiunto. Le soglie sono indicate nell’avviso pubblicato il 27/02/2017.

 

RECUPERO, IN CASO DI SUCCESSO OCCUPAZIONALE, PER MANCATA CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO

35. In caso di dimissioni o di licenziamento per giusta causa del lavoratore avviato a seguito di fruizione di un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro erogato mediante Assegno di Ricollocazione, l’assegno viene riconosciuto?

In caso di dimissioni o licenziamento per giusta causa, l’assegno non viene conteggiato né ai fini della remunerazione per successo occupazionale, né per il raggiungimento della soglia per il Fee4service. In questo caso (calcolo Fee4service,) si elimina dal denominatore del calcolo il lavoratore che si dimette o che viene licenziato per giusta causa.

 

DECADENZA E SOSPENSIONE DALL’ADR

36. Nell’ipotesi in cui durante il servizio di assistenza alla ricollocazione il destinatario trova (anche autonomamente) un lavoro di durata inferiore a 6 mesi che sospende la NASPI, quali sono le conseguenze con riferimento all’AdR?

Nel caso in cui il lavoratore trovi un lavoro di durata inferiore a sei mesi, il servizio di assistenza alla ricollocazione si sospende. Il servizio può riprendere nel caso in cui il rapporto di lavoro si concluda entro il termine di sei mesi.

37. In caso di perdita dello stato di disoccupazione durante il servizio di assistenza alla ricollocazione, per provvedimento motivato o perché la persona trovi un lavoro (anche autonomamente) con un contratto di lavoro di durata superiore a 6 mesi, quali sono le conseguenze rispetto alla fruizione della misura? 

Il destinatario che perda lo stato di disoccupazione nel corso del servizio di assistenza alla ricollocazione decade dalla misura.

Fonte: ANPAL

MLPS:INTERVENTI FAVORE POPOLAZIONI COLPITE EVENTI SISMICI

27/03/2017

La Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 8 del 27 marzo 2017, con la quale fornisce alcuni chiarimenti ed indicazioni in merito all’applicazione della Convenzione, stipulata in data 23 gennaio 2017 tra il Ministro del Lavoro, dell’Economia ed i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, recante Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016″.

Nel dettaglio, il punto 2 chiarisce il rapporto tra le misure di sostegno al reddito introdotte dall’art. 45, comma 1, del D.L. n. 189/2016 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 229/2016) e gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro previsti dal D.L.vo n. 148/2015.

Il successivo punto 3 analizza le problematiche relative all’ambito soggettivo di applicazione e, infine, il punto 4 precisa che i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

 

Fonte: Ministero del Lavoro

 


 

MLPS:INDICAZIONI OPERATIVE PER INTERVENTI ANNO 2017CIGS IMPRESE OPERANTI AREA CRISI INDUSTRIALE COMP’LESSA

27/03/2017

La Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 7 del 24 marzo 2017, con la quale fornisce, fermo restando quanto già indicato nella circolare n. 30 del 14 ottobre 2016, gli elementi distintivi che differenziano la misura per il 2017 dell’intervento straordinario di integrazione salariale destinato alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa.

Il Decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 (proroga e definizione di termini) ha previsto il finanziamento, per l’anno 2017, dell’intervento straordinario di integrazione salariale destinato alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa, per un importo di 117 milioni di euro a carico del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione.

In particolare, il Ministero, con la circolare n. 7/2017, fa presente che il trattamento di integrazione salariale straordinario di cui al comma 11-bis dell’art. 44 del D.L.vo n. 148/2015, per il 2017, è destinato a quelle imprese che, avendo già beneficiato a qualunque titolo di precedenti trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, conclusi nell’arco temporale 2016 – 2017, si trovino, nel 2017, nell’impossibilità di ricorrere ulteriormente ad un trattamento di integrazione salariale straordinaria, sia in base alle disposizioni del D.L.vo n. 148/2015, sia in base alle disposizioni attuative dello stesso.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in corso di emanazione, le risorse saranno proporzionalmente ripartite tra le Regioni in base alle richieste, fermo restando il limite complessivo di spesa di 117 milioni di euro.

INL:APPROVATO PIANO TRIENNALE PREVENZIONE CORRUZIONE E TRASPARENZA-PTPCT

27/03/2017

Nel corso della riunione del 13 marzo 2017, con delibera n. 3/2017,  il Consiglio di Amministrazione (CdA)  dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL), quale organo di indirizzo preposto all’approvazione del Piano triennale (2017-2019) per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza (PTPCT), ha adottato il PTPCT 2017-2019.

Il Piano rappresenta lo strumento attraverso il quale l’INL sistematizza e descrive il processo finalizzato a definire una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo e di garanzia della trasparenza riferita alla propria peculiare realtà.