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CASSAZIONE:PILLOLE GIIURISPRUDENZA LAVORO

16/01/2017

– Sentenza 12 gennaio 2017, n. 616

  Collaborazione autonoma – Natura di lavoro subordinato – Rapporto a tempo indeterminato – Riammissione in servizio – Pagamento retribuzioni maturate

 – Sentenza 12 gennaio 2017, n. 618

Operaio – Infortunio sul lavoro – Idoneità parziale alle mansioni – Proposta part time – Impossibilità di assegnazione ad altre mansioni e onere della prova – Rifiuto – Licenziamento

 – Sentenza 12 gennaio 2017, n. 619

 Destituzione dal servizio – Svolgimento di lavoro durante assenza per infortunio – Pregiudizio guarigione – Violazione 

Sentenza 12 gennaio 2017, n. 621

 Appalto – Assunzione presso l’impresa subentrante – Disposizioni del contratto collettivo – Riconoscimento diritto – Non sussiste

  – Sentenza 12 gennaio 2017, n. 622

Art. 18, Legge n. 300 del 1970 – Imprese gestite da società del medesimo gruppo – Computo organico complessivo – Lavoratori società italiana – Lavoratori stranieri dipendenti della capogruppo

  Sentenza 12 gennaio 2017, n. 623

 Licenziamento – Obbligo di comunicazione dei motivi – Sussistenza tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – Onere della prova

PROROGATI NEL 2017 CO.CO.CO PER PP.AA.

16/01/2017

L’art. 1, comma 8, del Decreto Legge n. 244/2016 (c.d. milleproroghe)  ha  modificato l’art. 2, comma 4, del decreto legislativo n. 81/2015, che prevedeva dal 1° gennaio 2017 il divieto alle Pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione con le presunzioni assolute di subordinazione previste dal comma 1 dello stesso decreto legislativo n. 81/2015 (rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro).

Il divieto è stato procastinato al 1° gennaio 2018.

INAIL:ISTRIUZIONE PER AUTOLIQUIDAZIONE 2016/17

16/01/2017

L’Inail, con la nota operativa n. 575 del 12 gennaio 2017, fornisce le istruzioni relative all’autoliquidazione annuale dei premi 2016/2017, riepilogando le scadenze degli adempimenti e i servizi da utilizzare nonché le percentuali dell’addizionale Fondo amianto e delle riduzioni contributive a legislazione vigente.

Fermo restando il termine del 16 febbraio 2017 per il versamento del premio di autoliquidazione in unica soluzione o della prima rata, il termine per la presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni effettivamente corrisposte nell’anno 20162 è il 28 febbraio 2017.

INPS: DATI MONITORAGGIO PENSIONAMENTO NEL 2016

16/01/2017

L’Inps ha aggiornato, in data 2 gennaio 2017, l’Osservatorio che si occupa del monitoraggio dei flussi di pensionamento, con la rilevazione dei dati attinenti le pensioni liquidate alla data del 2 gennaio 2017 aventi decorrenza entro dicembre 2016.

Il monitoraggio viene effettuato sui trattamenti liquidati nelle seguenti gestioni:

  • FONDO PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI,
  • COLTIVATORI DIRETTI MEZZADRI E COLONI,
  • ARTIGIANI,
  • COMMERCIANTI,
  • PARASUBORDINATI,
  • ASSEGNI E PENSIONI SOCIALI.

 

Fonte: Inps

CASSAZIONE:PILLOLE GIURISPRUDENZA LAVORO

15/01/2017

Esclusione

 Ordinanza 11 gennaio 2017, n. 524

Lavoro

Lavoro – Trasformazione del contratto di formazione e lavoro in un rapporto a tempo indeterminato – Indennità di presenza e premio produttività – Riconoscimento

 
 – Ordinanza 11 gennaio 2017, n. 548

Professionisti – Avvocato – Controversie – Liquidazione dei compensi

 – Sentenza 11 gennaio 2017, n. 476

Rapporto di lavoro – Sanzione disciplinare – Licenziamento per giusta causa – Marcatura del badge ad opera di altri dipendenti – Interpretazione del codice disciplinare

  Sentenza 11 gennaio 2017, n. 482

Lavoro

Avvocato dell’Inps – Dimissioni volontarie – Diritto alla retribuzione ed al trattamento di quiescenza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 gennaio 2017, n. 488

 Lavoro – Giornalista pubblicista – CCNL – Inquadramento – Trattamento economico

 
  – Sentenza 12 gennaio 2017, n. 614

Lavoro

Socio cooperativa – Demansionamento – Danno – Risarcimento – Rapporto di lavoro subordinato – Competenza giudice adito

 

DALL’1.1.2017 FINE ASSUNZIONI LAVORATORI IN MOBILITA’

15/01/2017

Sull’argomento ,occorre distinguere in relazione alle diverse tipologie di assunzioni

1) Assunzioni di lavoratori in mobilità entro il 31.12.2016 con la formula del tempo indeterminato a tempo pieno o part-time.

In via generale la legge di riferimento è la n. 223/91 nonchè successive circolari Inps.,che  hanno previsto   benefici contributivi ed incentivi economici per i datori di lavoro  in vcaso di  assunzioni  di  lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

Nello specifico sono state riconoscioute:

a) agevolazioni contributive, consistenti nella riduzione degli oneri sociali a carico dell’azienda;

b misure economiche,  ,vale a dire che .Qualora l’assunzione a tempo indeterminato è stato  a tempo pieno, si è affiancato  un incentivo economico pari al 50% della indennità di mobilità che sarebbe statsa  corrisposta al lavoratore se fosse rimasto disoccupato. Il limite massimo dell’agevolazione economica è stato di 12 mesi, elevato a 24  per  il lavoratore  con  più di 50 anni; elevato a 36 mesi  per  il lavoratore  residente nel Mezzogiorno

Nel caso inesame   ,inoltre , un’assunzione a tempo indeterminato, ha garantito al datore di lavoro una riduzione delle aliquote contributive a suo carico nella misura prevista per gli apprendisti dipendenti da aziende che occupano più di 9 dipendenti: 10% con esclusione della contribuzione aggiuntiva dell’1,61% (Naspi 1,31% e 0,30% fondo formazione). Tale beneficio spetta per i 18 mesi consecutivi successivi all’assunzione ed è riconosciuto sia nel caso di rapporto part-time che full-time. Rimanendo comunque ferma, a carico del dipendente, l’aliquota contributiva prevista a carico per la generalità dei dipendenti.

 

2) Assunzioni di lavoratori in mobilità entro il 31.12.2016 con la formula del tempo determinato a tempo pieno o part-time.

I lavoratori in mobilità  potevano  essere  asunti  anche   con contratto a termine, prorogabile, fino a 12 mesi, che in quanto definito dalle norme vigenti come “speciale” ,e’ rimasto  escluso dalla disciplina generale del contratto a tempo determinato.

In  particolare , il datore di lavoro che  ha stipulato  tale tipologia di contratto,ha  beneficiato  per un periodo massimo di 12 mesi della riduzione delle aliquote contributive nella misura prevista per gli apprendisti dipendenti da aziende occupanti  più di 9 dipendenti (10%) . Se per effetto di proroghe il contratto ha avuto una durata superiore a 12 mesi, il periodo che eccedeva  i 12 mesi non era coperto dall’agevolazione contributiva. Nel caso di trasformazione del contratto a termine, in contratto a tempo indeterminato, il datore di lavoro ha avuto diritto ad una proroga dello sgravio contributivo (10%) per ulteriori 12 mesi nonché se la trasformazione è a tempo pieno ad un contributo mensile pari al 50% dell’indennità di mobilità residua che sarebbe stata riscossa dal lavoratore e per non più di 12 mesi elevato a 24 se il lavoratore avevas  più di 50 anni; elevato a 36 mesi se il lavoratore  aveva  residenza  nel Mezzogiorno.

La scomparsa dell’agevolazione legata agli iscritti alle liste di mobilità è da ricondurre alla legge n. 92/2012 (Legge Fornero) che ha abrogato la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità a decorrere dal 1° gennaio 2017. A decorrere dalla stessa data  vengono  di conseguenza  espressamente abrogate pure  le disposizioni che prevedono incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, e  riportate sopra

La Circolare Inps n.137 del 12 dicembre 2012 ha fornito a riguardo l e seguenti precisazioni:

– gli incentivi in vigore prima dell’1.1.2017, trovano  applicazionealle assunzioni, trasformazioni o proroghe, che ,Pertanto,dovessero essere effettuate / intervenute fino al 31 dicembre 2016 .Pertanto,ad esempio, non spetterà l’incentivo per un’assunzione intervenuta il primo gennaio 2017, anche se il lavoratore sarà stato iscritto nelle liste di mobilità il 27 dicembre 2016, ovvero anche se il lavoratore rimarrà titolare dell’indennità di mobilità per un determinato periodo oltre il 31 dicembre 2016;

– alle assunzioni, proroghe e trasformazioni, che dovessero intervenire entro il 31 dicembre 2016 spetterà l’incentivo per la durata prevista dalle disposizioni abrogate, anche se l’incentivo dovesse scadere successivamente alla suddetta data.Quindi,ad esempio, se il datore di lavoro ha assunto  il 1° ottobre 2016 a tempo determinato per sei mesi un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, avrà diritto all’incentivo fino a marzo 2017; all’eventuale proroga del rapporto non potrà, però, più applicarsi l’incentivo previsto dalla disposizione abrogata.

A sua volta,il Messaggio Inps n.99/2017 ,rinviando allacircolare n.2/2013, ha previsto sull’argomento quanto segue-

Cme noto, l’art. 2, co. 71, della legge 28 giugno 2012 n. 92 e successive modificazioni, ha disposto, a far tempo dal primo gennaio 2017, l’abrogazione dei seguenti trattamenti erogati in caso di disoccupazione involontaria:

 

  • indennità di mobilità ordinaria;
  • trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui agli artt. 9 – 19 della legge 6 agosto 1975 n. 427.

La medesima legge 92/2012 ha, inoltre, abrogato la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità a decorrere dal primo gennaio 2017; a decorrere dalla stessa data sono altresì espressamente abrogate le disposizioni che prevedono incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

1. Cessazione dell’obbligo di versamento dei contributi di mobilità e  di disoccupazione speciale nell’edilizia.

L’abrogazione dei trattamenti sopra richiamati comporta, dalla medesima data del 1° gennaio 2017, la cessazione dell’obbligo di versamento delle seguenti forme contributive:

 

  • contributo ordinario di mobilità, pari allo 0.30% della retribuzione imponibile (art. 16, c. 2, lett. a), legge n. 223/91);
  • contributo d’ingresso alla mobilità (art. 5, c. 4, legge n. 223/91);
  • contributo aggiuntivo per il trattamento speciale DS per l’edilizia, pari allo 0.80% della retribuzione imponibile (art. 15 legge n. 427/75).

 

Tanto premesso, dal 1° gennaio 2017 i datori di lavoro già soggetti agli obblighi contributivi sopra richiamati, non saranno più tenuti al versamento della predetta contribuzione, salvo quanto di seguito indicato.

A partire da gennaio 2017, le procedure di calcolo delle denunce contributive UniEmens saranno implementate al fine di recepire le suddette disposizioni.

2. Recupero delle somme versate a titolo di anticipazione del contributo d’ingresso alla mobilità.

Le aziende che abbiano avviato una procedura di licenziamento collettivo ex artt. 4 e 24 della legge 223/91 ed adottato liceziamenti entro il 30 dicembre 2016, sono comunque tenute al versamento sia dell’anticipazione che del contributo d’ingresso alla mobilità.

Laddove, invece, i licenziamenti dei lavoratori intervengano a far tempo dal 31 dicembre 2016, i datori di lavoro non saranno più tenuti al pagamento del contributo d’ingresso ex art. 5, co. 4, legge n. 223/91, stante l’abrogazione di tale disposizione dal 1° gennaio 2017.Il venir meno dell’obbligo di versamento del contributo d’ingresso, comporta per le imprese il diritto al recupero integrale delle somme anticipate a tale titolo.

Il recupero potrà essere eseguito mediante il conguaglio con i contributi dovuti all’Istituto, in analogia con quanto disposto dall’art. 4, co. 10 della citata legge n. 223/91.

In particolare, i datori di lavoro potranno procedere alle operazioni di conguaglio fin dalla prima denuncia UniEmens utile (competenza gennaio 2017), utilizzando il noto codice “G800”, avente il significato di “Recupero ai sensi dell’art. 4, co. 10, legge n. 223/91”.

Parallelamente, in relazione a detti licenziamenti, le aziende saranno tenute al versamento del contributo di cui all’articolo 2, c. 31 della legge 92/12. A tale riguardo, si ricorda che nei casi in cui la dichiarazione di eccedenza del personale non abbia formato oggetto di accordo sindacale, il contributo in questione è moltiplicato per tre volte.

3. Abrogazione degli incentivi per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

 

Come già indicato nella circolare n. 137/2012, gli incentivi disciplinati dall’articolo 8, commi 2 e 4, e dall’articolo 25, comma 9, della legge 223/1991 troveranno applicazione fino alla loro naturale scadenza per le assunzioni, trasformazioni o proroghe effettuate entro il 31 dicembre 2016, anche se  il termine di fruizione dell’incentivo dovesse scadere successivamente alla suddetta data.

 

Per le assunzioni, proroghe o trasformazioni effettuate in data successiva al 31 dicembre 2016, il regime agevolato non potrà trovare applicazione, a prescindere dalla data di iscrizione del lavoratore nelle liste di mobilità.

Le procedure di elaborazione dei moduli telematici dell’Istituto sono state aggiornate sulla base delle previsioni normative in modo da inibire l’invio di istanze di riconoscimento del beneficio contributivo di cui agli articoli 8 e 25, comma 9, della legge 223/1991 con riferimento alle assunzioni, proroghe o trasformazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2017.

4)Assunzione con contratto apprendistato   lavoratori   beneficiari  mobilita’

A prevedere  l’estensione della possibilità di stipula del contratto di apprendistato professinalizzante senza limiti d’eta’  ai beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione”.è l’art.47,comma 4,dec.legvo n.81/15

Il presupposto indispensabile e’ che il lavoratore interessato sia titolare, al momento in cui si instaura il rapporto, di una qualsiasi indennità di sostegno del reddito(NASpI, Dis- Coll, ASDI, disoccupazione edile, disoccupazione agricola, ecc.). L’apprendistato professionalizzante, nel rispetto del piano formativo elaborato sulla base del contratto collettivo nazionale applicato, può riguardare una qualificazione ulteriore rispetto a quella già posseduta o una riqualificazione professionale.

Il Legislatore delegato chiarisce che non vige il divieto di licenziamento durante il periodo formativo (la regola generale e’ che il rapporto non possa essere risolto se non per giusta causa o giustificato motivo) e che nell’anno successivo alla trasformazione del rapporto non si applica il regime della contribuzione ridotta prevista nelle altre ipotesi di apprendistato professionalizzante (art. 47, comma 7).

gli elementi incentivanti  conseguenti  a rapporti di apprendistato profesionalizzante  con  i beneficiari di trattamento di disoccupazione possono  così riassumersi:

  1. Contribuzione ridotta:  , essa è del tutto uguale a quella in uso per i datori di lavoro con un organico fino a nove dipendenti (0 + 1,61% fino al 31 dicembre del 2016, nel rispetto del “de minimis” e degli altri elementi richiesti fin dalla circolare INPS n. 128/2012) e per quelli con un numero di dipendenti superiore (10%+ 1,61%). Ai fini del computo valgono sempre i criteri e le modalità individuate dall’Istituto con la circolare n. 22/2007;
  2. Percentuale di apprendisti: anche tale tipologia rientra nel numero massimo per le assunzioni. Il rapporto è di uno a uno se si calcola un apprendista in relazione ad un dipendente  qualificato o specializzato in forza presso l’azienda che ha un organico fino a nove dipendenti, per salire in quelle più grandi ad un rapporto di tre a due fermi restando i limiti dimensionali previsti per le aziende artigiane dall’art. 4 della legge n. 443/1985. Resta inteso che nelle imprese con un organico superiore alle quarantanove unità anche tali apprendisti rientrano nella percentuale di conferma del 20% riferita a quelli assunti nell’ultimo triennio;
  3. Retribuzione ridotta: anche ai soggetti titolari di indennità di disoccupazione assunti con contratto di apprendistato e’ applicabile la riduzione del livello retributivo (fino a due, secondo le previsioni di natura contrattuale, o, in alternativa, in percentuale “a salire” secondo l’anzianità di servizio);
  4. Non computabilita’ nell’organico per tutta la durata del periodo formativo: la previsione generale, prevista al comma 3 dell’art. 47, fa si’, ad esempio, che essi non si calcolino per tutta la durata della formazione triennale ( o quinquennale se riferita a qualifiche rinvenibili anche nel settore artigiano) ai fini del collocamento dei disabili cosa che  in un prossimo futuro, potrebbe assumere una specifica valenza se passerà nello schema di semplificazione in materia di lavoro, attualmente al parere delle Camere,  quanto previsto per le imprese dimensionate a quindici dipendenti ove l’adempimento dell’obbligo legale non sarà  più correlato ad una nuova assunzione, con possibilità di “onorarlo” nei successivi dodici mesi, ma scattera’ subito ( nei sessanta giorni successivi al raggiungimento del tetto occupazionale);
  5. .Licenziabilita’ durante il periodo formativo: il limite posto dalla norma generale circa la sostanziale impossibilità di risolvere il contratto durante il periodo formativo (fatta salva la giusta causa o il giustificato motivo) viene meno per gli apprendisti che, senza limiti di età, godono di un trattamento di disoccupazione. Il rapporto può essere risolto anche durante la formazione, con le tutele previste dal D.L.vo n. 23/2015 il quale, in caso di illegittimità delle motivazioni  prevede all’art. 3 ( e fatte salve le nullità, le discriminazioni e le ritorsioni tutelate dall’art. 2) la corresponsione di una indennità economica pari a due mensilità di retribuzione all’anno calcolata sull’ultima utile ai fini del TFR, partendo da una base di quattro, fino a ventiquattro, valori ridotti della metà con un tetto massimo fissato a sei per le associazioni di tendenza e per i datori di lavoro che non superano la soglia delle quindici unità (cinque per quelli agricoli)

Per tali  trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge”.

La Regione Abruzzo  ha emanato pecifiche  linee guida per l’apprendistato professionalizzante  ,prevedendo   che “Destinatari”  della  possibilità di assumere con apprendistato “i lavoratori senza limiti di età, beneficiari di  idennita’ di disoccupazione e di mobilita’.

Resta inteso ,per0′ che ,a far  data   dall’1.1.2017   , ‘abrogazione di cui alla legge Fornero  riguardanti la   lista di mobilita’ e la relativa indennita’,si                      riflettono immancabilmente  sull’   apprendistato profesionalizzante di cui all’art.47 ,comma 4 dec.legvo 81,nel senso che dalla suddetta data cessa la possibilita’  di costituire il rapporto di  apprendistato  vitato    ,mentre possono proseguire ed essere portati a termine i rapporti in questione gia’   costituiti        .

 

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

15/01/2017

Elenco di aziende con provvedimenti C.I.G.S. emanati dal 01/01/2017 al 07/01/2017


Denominazione azienda: BONI

Con sede in: SAMONE Prov: TO

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

 

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: Pulizia generale (non specializzata) di edifici

Unità di: SULMONA Prov: AQ

Settore: Pulizia generale (non specializzata) di edifici

Decreto del: 04/01/2017 N. 98210

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 25/07/2016 al 22/05/2017

Pagamento diretto INPS: No

 


Denominazione azienda: Finmeccanica S.P.A

Con sede in: ROMA Prov: RM

Causale di Intervento: Riorganizzazione, Conversione aziendale – editoria

Unità di: L’AQUILA Prov: AQ

Settore: Fabbricazione di aeromobili, di veicoli spaziali e dei relativi dispositivi nca

Unità di: CHIETI Prov: CH

Settore: Fabbricazione di aeromobili, di veicoli spaziali e dei relativi dispositivi nca

Decreto del: 04/01/2017 N. 98196

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/01/2016 al 31/08/2016

Pagamento diretto INPS: No

MLPS:DECRETO RIDUZIONE CONTRIBUTI SETTORE EDILE NEL 2016

15/01/2017

MINISTERO LAVORO – Decreto ministeriale 10 novembre 2016

Determinazione della riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali in favore dei datori di lavoro del settore edile per l’anno 2016

Decreta:

La riduzione prevista dall’articolo 29, comma 2, del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, è confermata, per l’anno 2016, nella misura dell’11,50 per cento.

DISCIPLINA CIGS AREE CRISI INDUSTRIALE NON COMPLESSA

15/01/2017

Il Ministero ha disciplinato le condizioni e le modalità per l’attuazione degli interventi per le situazioni di crisi industriale non complessa che presentano, comunque, impatto significativo sullo sviluppo e l’occupazione nei territori interessati.

Le Regioni propongono l’elenco dei sistemi locali del lavoro (SLL) da candidare alle agevolazioni individuati sulla base dei seguenti indicatori ISTAT:

  • Specializzazione produttiva prevalente
    SLL del «made in Italy» e della «manifattura pesante», i «non specializzati» e i «non manifatturieri». Nell’ambito di questi ultimi sono esclusi i «sistemi locali turistici» e i «sistemi locali a vocazione agricola»
  • Combinazione del tasso di occupazione e di disoccupazione 2014
    SLL che presentano combinazioni occupazionali non ottimali
  • Variazione occupazione e disoccupazione rispetto alla media 2008-14
    SLL che presentano combinazioni occupazionali non ottimali
  • Produttività del lavoro 2012 (valore aggiunto per addetto)
    produttività del lavoro inferiore alla media nazionale

Le proposte devono essere inviate dalle Regioni entro il 3 novembre 2016.

Nei trenta giorni successivi il Ministero, accertata la regolarità formale delle proposte trasmesse dalle Regioni, pubblica l’elenco nazionale dei territori candidati alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa e definisce i termini per la presentazione delle domande di agevolazione.

Le risorse sono a valere sulla Legge 181/89.

 

Strumenti

 

Normativa di riferimento

 

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2016


MLPS:ISTRUZIONI CIGS AREE CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA

15/01/2017

La CIGS per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa è un trattamento di integrazione salariale straordinaria previsto dall’art. 44, comma 11-bis, del d. lgs. n. 148/15, introdotto dal Decreto legislativo n. 185 del 24 settembre 2016.

Con la circolare n. 30 del 14.10 2016 sono state fornite le prime indicazioni e chiarimenti operativi.

Con la circolare n. 35 del 15.11.2016, a parziale rettifica e integrazione della precedente circolare n. 30 del 14.10.2016, sono state indicate ulteriori modalità applicative.

A chi spetta
Spetta ai lavoratori e alle imprese, aventi i requisiti previsti dalla normativa in materia di integrazione salariale straordinaria, operanti in un’area di crisi industriale complessa riconosciuta alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 185/2016, ai sensi dell’art. 27 del Decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134.

Durata
Può essere concesso per la durata massima di 12 mesi.

Onere di spesa
Il trattamento può essere autorizzato nel limite di spesa di 216 milioni di euro per l’anno 2016.
Con il Decreto interministeriale n. 1 del 12 dicembre 2016, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, le risorse sono state proporzionalmente ripartite tra le Regioni interessate in base alle rispettive esigenze.

Criteri di autorizzazione

  1. Il trattamento può essere concesso alle imprese che, avendo già beneficiato a qualunque titolo di precedenti trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria conclusi nel 2016, dichiarino di trovarsi, nell’annualità 2016, nell’impossibilità di ricorrere ad un ulteriore trattamento di integrazione salariale straordinaria, sia in base alle disposizioni del d. lgs. n. 148/2015, sia in base alle disposizioni attuative dello stesso.
  2. È necessario che l’impresa presenti un piano di recupero occupazionale che preveda appositi percorsi di politiche attive del lavoro concordati con la Regione e finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori.
  3. È previsto un accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la presenza del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione interessata.


Istanza

L’ istanza, compilata secondo l’ apposito modulo disponibile nella sezione modulistica, deve essere presentate alla Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e I.O. (mediante posta certificata all’indirizzo Dgammortizzatorisociali.div3@pec.lavoro.gov.it) entro un congruo termine.

Allegati all’istanza:

1. Relazione tecnica contenente:

  • l’espressa dichiarazione di non poter accedere ad altro trattamento di CIGS con l’indicazione delle motivazioni;
  • le ragioni del ricorso al trattamento richiesto;
  • un dettagliato piano di recupero occupazionale specificando gli appositi percorsi di politiche attive concordati con la Regione finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori.

2. Verbale di accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la presenza del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione interessata.

3. Verbale di accordo regionale

4. Elenco nominativo dei lavoratori


Misure anno 2017
L’art. 3, comma 1 del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 ha modificato l’art. 44, comma 11-bis, del d. lgs. n. 148/15, prevedendo, anche per il 2017, la possibilità di concedere l’intervento di integrazione salariale straordinaria destinato alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa , nel limite complessivo di 117 milioni di euro a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione.