COMPUTO FORZA LAVORO AZIENDALE PER OBBLIGHI SICUREZZA SUL LAVORO

Le misure di protezione che la disciplina del T.U.n.81/09,riformato dal dec.leg.vo n.106/09,impone al il datore di lavoro di adottare per ridurre al minimo possibile i rischi per la salute e sicurezza del lavoratori ,dipendono anche dalla dimensione dell’organico aziendale,ossia dal numero dei lavoratori presenti in azienda o in un’unità produttiva.
A conferma si porta l’esempio dei datori di lavoro che occupano sino a 10 lavoratori a cui le norme consentono che la valutazione dei rischi sia effettuata sulla base delle procedure standardizzate , ammettendo non oltre il 30.6.2012 l’autocertificazione .Il ricorso alle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi è previsto anche per i datori di lavoro occupanti sino a 50 lavoratori, senza però gli stessi poter ricorrere all’autocertificazione .
Pertando ,considerato che la forza lavoro è una variabile che incide sugli obblighi acarico delle imprese per le misure di prevenzione e sicurezza,appare utile esaminare i criteri che l’art.4 del T.U.fissa per la determinazione del numero dei dipendenti .
Anzitutto è da annotare che il T.U. stabilisce che nel computo del personale si prescinde dalla durata del contratto e dall’orario effettuato.
Derogano a tale principio la somministrazione di lavoro ed i rapporti a tempo parziale,il cui computo deve avvenire sulla base del numero delle ore di lavoro effettivamente prestate nell’arco di un semestre..
Un’altra deroga concerne l numero degli oprai ha tempo determinato,utilizzati anche come stagionali ,nel settore agricolo, che si computa,in base alla normativa comunitaria ,per frazioni di unità lavorative anno (Ula),precisando che una Ula corisponde ad una persona che durante tutto un anno ha lavorato per l’intero anno nell’impresa o per conto dell’impresa a tempo pieno.Pertanto i soggetti che non hanno lavorato tutto l’anno ovvrto l’hanno fatto a tempo parziale o come lavoratori stagionali,sono contabilizzati in frazioni di Ula.
Il calcolo dei lavoratori deve avvenire considerando tutti i lavoratori,intesi come persone che ,indipendentemente dalla tipologia contrattuale ,svolgono un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato,con o senza retribuzione,anche al solo fine di apprendere un mestiere ,un’arte o unaprofessione, Ai lavoratori, come sopra definiti, sono equiparati :
-il socio lavoratore di cooperativa o di società,anche di fatto ,che presta la sua opera per conto della società :
-l’associato in partecipazione .
Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il decreto legislativo sulla sicurezza fa discendere particolari obblighi non sono computati:

a) i collaboratori familiari di cui all’articolo 230-bis del codice civile;

b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento;

c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali;

d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro;

e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensi degli articoli 70, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, nonché prestazioni che esulano dal mercato del lavoro ai sensi dell’articolo 74 del medesimo decreto.

f) i lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente;

g) i volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile;

h) i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;

i) i lavoratori autonomi di cui all’articolo 2222 del codice civile, fatto salvo quanto previsto dalla successiva lettera l);

l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, nonché i lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente.
m) i lavoratori in prova.

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