VERIFICHE DTL RICHIESTE CIGS,ESCLUSIONE RIMBORSO TFR CIGS E DIVIETO CONTESTUALE INTERVENTO CIGO E CIGS SECONDO DEC,.LEGVO N.148/15

11/10/2015

Rigiuardo gli argomenti di cui al titolo ,si precisa quyabto segiue:

a)Verifiche DTL su domande cigs

Le Direzioni territoriali del lavoro competenti per territorio, nei tre mesi antecedenti la conclusione dell’intervento di integrazione salariale, procedono alle verifiche finalizzate all’accertamento degli impegni aziendali. La relazione ispettiva deve essere trasmessa al competente ufficio ministeriale entro 30 giorni     dalla     conclusione     dell’intervento     straordinario     di integrazione salariale autorizzato. Nel caso in cui dalla relazione ispettiva emerga il mancato svolgimento, in tutto o in parte, del programma presentato dall’impresa, il procedimento amministrativo volto al riesame del decreto del Mlps di cigs  si conclude nei successivi 90 giorni con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, fatte salve eventuali sospensioni che si rendano necessarie ai fini istruttor

b)Escluso  rimborso impresa quote tfr corrispondenti periodo cigs

In caso di ricorso alla CIGS,per causali diverse dal contratto di solidarieta’,,stante l’abrogazione della legge n.464/1972  , disposta dall’art.44 ,comma 1 ,lett.e), del provvedimento in esame , e’ da evidenziare il venir meno    per l’impresa di ottenere il rimborso delle quote di TFR versate in corrispondenza delle integrazioni salariali in caso di licenziamento del dipendente al termine del periodo di cassa integrazione, che  in precedenza era consentito  ex art.4,comma 2 ,della legge sopra citato

c) Limitazione divieto contestuale ricorso cigs e cigo per medesima unita’,produttiva

Il decreto riduce   l’impossibilità assoluta di richiedere l’intervento straordinario di integrazione salariale per le unità produttive per le quali l’impresa abbia richiesto, con riferimento agli stessi periodi, l’intervento ordinario, prevedendo che tale divieto viga solo per causali sostanzialmente coincidenti

PERDITA CIGO E CIGS SECONDO DEC.LEGVO N.148/15

11/10/2015

L’argomento di cui al titolo è disciplinato dall’art.8 del dec.legvo n.148/15 ,che comunque si pone nel solco della previgente disposizione ,stabilendo quanto segue::

1. I lavoratori beneficiari di integrazioni salariali per i quali e’ programmata una sospensione o riduzione superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi, sono soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 22 del decreto legislativo 150/15  che recita:

“1. I lavoratori dipendenti per i quali la riduzione di orario connessa all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarieta’, o intervento dei fondi di solidarieta’   , sia superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di dodici mesi, devono essere convocati in orario compatibile con la prestazione lavorativa, dal centro per l’impiego con le modalita’ ed i termini stabiliti   per stipulare il patto di servizio personalizzato di cui all’articolo 20,  . ,che prevede :”Allo scopo di confermare lo stato di disoccupazione, i lavoratori disoccupati contattano i centri per l’impiego, con le modalita’ definite da questi, entro 30 giorni dalla data della dichiarazione di cui all’articolo 19, comma 1, e, in mancanza, sono convocati dai centri per l’impiego, entro il termine stabilito con il decreto di cui all’articolo 2, comma 1, per la profilazione e la stipula di un patto di servizio personalizzato.

2. Il lavoratore che svolga attivita’ di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate.

3. Il lavoratore decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale nel caso in cui non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede territoriale dell’INPS dello svolgimento dell’attivita’ di cui al comma 2.

4. Le comunicazioni a carico dei datori di lavoro e delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo, di cui all’articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, sono valide al fine dell’assolvimento degli obblighi di comunicazione di cui al presente comma.

NEO DIPLOMATI TECNICI ED ISCRIZIONE ALBI PROFESSIONALI

10/10/2015

Sull’argomento di cui al titolo ,che vede le associazioni professionali dei diplomati tecnici (periti,geometri,interpreti,ecc) su posizioni discordanti , il Miur è intervenuto  gia’  due volte

Una prima volta ,con la circolare n. 7201/2015 ,in cui si afferma che i diplomi rilasciati ,a partire  da giugno 2015,a periti ,geometri ,interpretri ,ecc. ,  previsti dalla nuova istruzione tecnica di cui al dpr n.88/2012,non permettono l’iscrizione negli albi profesionali ,  risultando perciò  indispensabile disporre  almeno di una laurea triennale  .

In proposito  il Miur ha fornito precisazioni e chiarimenti  in materia alle struttuire territoriali ,evidenziando  In particolar modo  che  i diplomi degli Istituti Tecnici Italiani consentono solo di assumere una certa responsabilità, ma non tale da poter esercitare una professione intellettuale.

A seguito di tale documento , le posizioni dei  rappresentanti delle associazioni  circa l’ ammissione dei neo diplomati tecnici ai tirocini per l’esame di abilitazione professionale sono differenti,a seconda delle categorie interessate,almeno per ora,trovandosi divisi tra coloro che ritengono che il contenuto della circolare Miur non imponga alcun tipo di restrizione e coloro che al contrario sono del parere che le indicazioni ministeriali mettono un punto fermo circa l’esclusione dei neo diplomati dai tirocini e quindi dall’esame di abilitazione ,per cui,quindi,sarebbe  necessario  conseguire una lasurea almeno triennale ovvero un titolo scolastico di specializzazione.

Tra i primi si collocano ,ad esempio,le asociazioni dei periti agrari e dei geometri ,mentre decisamente contrari si dichiarano i rappresentanti dei periti industriali.

Vale a dire che mentre per i primi sono consentite     le iscrizioni per il praticantato ,i secondi asseriscono che  i nuovi diplomati tra giugno e luglio 2015  non possono accedere ai tirocini, in mancanza di specifici e precisi chiarimenti da parte del Miur e del Ministero di Giustizia ,come da sollecitazione rivolta agli stessi in occasione di apposito incontro intervenuto  il 22 settembre scorso.

In conseguenza di   detto  incontro  ,da parte dell’Uficio legislativo del MIUR e’ intervenuto il  parere    (Parere 28/9/2015, recante rubrica “Accesso agli esami abilitanti alle professioni di perito agrario, perito industriale, geometra e agrotecnico”).

In tale documento ,In sostanza, gli esperti del MIUR, pur ammettendo che esistono due opposte interpretazioni sull’accesso dei diplomati tecnici post-riforma Gelmini agli esami di abilitazione all’esercizio della professione di Geometra (ma il discorso vale anche per i Periti industriali e gli Agrotecnici), afferma di ritenere valida quella secondo la quale i diplomati degli Istituti CAT potranno partecipare agli esami di Stato per l’accesso alla professione di Geometra secondo le disposizioni normative attualmente vigenti. Proprio come avviene per chi possiede un diploma rilasciato dai vecchi istituti tecnici per geometra (ITG).

L’interpretazione, si legge nel parere del MIUR, discende direttamente dall’analisi del combinato disposto dell’art. 6, co. 4 del d.P.R. 87/2010 e dell’art. 8, co. 1 del d.P.R. 88/2010: la ratio della norma è chiara, ovverosia considerare perfettamente equipollenti, ai fini dell’accesso al tirocinio abilitante e al successivo esame di stato per l’accesso alla professione i “vecchi” diplomi ITG e i “nuovi” diplomi CAT.

Ma il parere del MIUR lascia aperto uno spiraglio  quando afferma   che, ciò posto, sarebbe necessaria una riflessione sui requisiti generali di accesso alle professioni tecniche e specifica sul titolo di studio della laurea (almeno triennale), specifica in relazione al tipo di abilitazione professionale di riferimento, quale titolo necessario per l’esercizio delle professioni.  .

Logicamente pienamente soddisfatti circa il nuovo documento  si sono dichiarati i rappresentanti di agrotecnici e geometri ,   senza ottenere però  analoga adesione da  quelli dei periti industriali ,che insistono  a voler attendere il pronunciamento anche del Ministero di Giustizia , cui  ,come è noto , compete la vigilanza sugli ordini professionali.

Pertanto ,la questione  assume contorni di incertezza , che  non e’  facile capire  se e come trovera’ una   definizione condivisa   da tutte le associazioni interessate.,su cui si fa riserva di aggiornamento

TERMINI , MODALITA’ PRESENTAZIONE E CONCESSIONE ISTANZE CIGO E CIGS SECONDO DEC.LEGVO 148/2015

09/10/2015

Quanto esposto sull’argomento del titolo concerne le istanze presentate per l’intervendo della cigo e cigs decorrente dal 24 settembre 2015 ,data d’entrata in vigore del dec.legvo n.148/201

a)ISTANZE DI CIGO 

L’art. 15  del  decreto n.148/15 disciplina il procedimento amministrativo e istruttorio curato dall’INPS per l’ammissione al trattamento , disponendo quanto segue

1)Per l’ammissione al trattamento ordinario di integrazione salariale, l’impresa presenta in via telematica all’INPS domanda di concessione in cui devono essere indicati la causa della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro e la presumibile durata, nonché i nominativi dei lavoratori

La richiesta deve essere inviata telematicamente da parte delle aziende e dei consulenti del lavoro, muniti di regolare PIN di autenticazione. La compilazione e l’invio dei moduli on-line (mod. SR 21- SR33) è disponibile sul sito ufficiale dell’Inps (www.inps.it), alla pagina “Moduli”, sezione “Prestazioni a sostegno del reddito” o alternativamente attraverso la sezione “Servizi per le Aziende” interessati e le ore richieste.

2) Il termine di presentazione della domanda aziendale di cigo risulta modificato e ridotto rispetto alla previgente disciplina ,che stabiliva il 25 del mese successivo a quello dell’inizio d’intervento previdenziale in questione.Infatti ,dal 24.9.2015 risulta fissato il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.per la richiesta tlematica d’integrazione salariale alla sede territorialmente competente

3)Con riferimento all'unita' produttiva oggetto di  sospensione  o riduzione  dell'orario  di  lavoro,  nella  domanda  di concessione dell'integrazione  salariale  l'impresa  comunica il   numero   dei lavoratori mediamente occupati nel semeste precedente, distinti  per orario contrattuale.

4)Qualora la domanda venga presentata dopo il termine indicato nel n. 2, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione , che risulta essere la medesima conseguenza stabilita dalla precedente disciplina

5).Qualora dalla omessa o tardiva presentazione della domanda derivi a danno dei lavoratori la perdita parziale o totale del diritto all’integrazione salariale, l’impresa è tenuta a corrispondere ai lavoratori stessi una somma di importo equivalente all’integrazione salariale non percepita

6)Le informazioni contenute nella domanda aziendale di cigo ,di cui al n.1), sono inviate  dall’INPS alle Regioni e Province Autonome, per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, ai fini delle attivita’ e degli obblighi di cui all’articolo 8, comma 1. del dec.148/15  ,secondo cui :”1. I lavoratori beneficiari di integrazioni salariali per i quali e’ programmata una sospensione o riduzione superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi, sono soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 22 del decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.,vale a dire il dec.legvo n.150/2015 ,ricordamndo che il ciotato art,..22 recita.”:

” 1. I lavoratori dipendenti per i quali la riduzione di orario connessa all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzionedell’attivita’ lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarieta’, o intervento dei fondi di solidarieta’ di cui agliarticoli 26 e 28 del decreto legislativo adottato in attuazionedell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge n. 183 del 2014 , sia superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro, calcolato in unperiodo di dodici mesi, devono essere convocati in orario compatibile con la prestazione lavorativa, dal Centro per l’impiego con le modalita’ ed i termini stabiliti con il decreto decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome,di cui all’articolo 2, comma 1, per stipulare il patto di servizio personalizzato di cui all’articolo 20″

6)La concessione della Cigo viene disposta dall’Inps su autorizzazione , sino al 31 dicembre 2015 ,delle Commissioni competenti  ,mentre a decorrere dal 1° gennaio 2016 le integrazioni salariali ordinarie sono concesse dalla sede   dell’INPS   territorialmente competente e con decreto del Ministro del lavoro  ,da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, sono definiti i criteri di esame delle domande  diconcessione.

b) ISTANZE DI CIGS

1)La domanda aziendale di concessione di trattamento straordinario di integrazione salariale è presentata entro sette giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale (contratto solidarieta’)relativo al ricorso all’intervento

2)La domanda in questione va inviata contestualmente con modalità telematica, tramite il canale “CIGSonlìne”, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e 1.0. – Divisione IV – e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti per territorio.

3)Nelle more della predisposizione dei nuovi modelli di presentazione delle istanze e delle relative schede tecniche coerenti con le modifiche normative intervenute, le imprese istanti potranno avvalersi dei modelli attualmente in uso, per quanto compatibili, ed integrandoli laddove necessario. In particolare, con riferimento a tutte le causali l’istanza dovrà essere corredata dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario, e per le causali di crisi e riorganizzazione aziendale, l’istanza dovrà essere integrata anche con l’indicazione del numero dei lavoratori mediamente occupati presso l’unità produttiva o le unità produttive oggetto dell’intervento nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale.

4)Per le istanze presentate precedentemente all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 148/2015 e le istanze relative a proroghe dei trattamenti di CIGS nell’ambito di programmi di ristrutturazione o di riorganizzazione nonché nell’ambito di contratti di solidarietà già presentati alla data di entrata in vigore del decreto citato , si applicheranno le disposizioni relative al procedimento amministrativo di cui alla previgente normativa.

5)A norma dell’art.25 del dec.148/15 ,comma 1 ,secondo   e terzo  periodo ,  le informazioni previste per le domande di cigs   ed in particolare l’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario,  sono inviate  dall’INPS alle Regioni e Province Autonome, per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, ai fini delle attivita’ e degli obblighi di cui all’articolo 8, comma 1.,in base al quale:”I lavoratori dipendenti per  i  quali  la  riduzione  di  orario connessa all’attivazione di una procedura di sospensione o  riduzione dell’attivita’ lavorativa per integrazione  salariale,  contratto  di solidarieta’, o intervento dei fondi  di  solidarieta’     ,  sia superiore al 50 per cento dell’orario  di  lavoro,  calcolato  in  un periodo di dodici mesi”, devono essere convocati in orario compatibile con la prestazione  lavorativa,  dal  Centro  per  l’impiego    per stipulare il patto di servizio personalizzato ,previsto dall’art.20 ,che prevede la disciplina dello stesso ad opera di un decreto del Ministro del Lavoro ,previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome

Nel decreto legislativo 148/15 , non si indica da chi ,come e quando   le informazioni contenute nelle istanze di cigs e l’elenco nominativo dei lavoratori destinatari delle sospensioni e riduzioni dell’orasrio di lavotro vanno rimesse all’Inps ,. affinche’ l’Istituto  provveda ad informarne Regioni e Province Autonome, per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, ai fini delle attivita’ e degli obblighi di cui all’articolo 8, comma 1.,il vui testo è sopra riportato

6) Per le causali di cui all’articolo 21, comma 1, lettere a) (riorganizzazione) , e b)(crisi aziendale), nella domanda di concessione dell’integrazione salariale l’impresa comunica inoltre il numero dei lavoratori mediamente occupati presso l’unita’ produttiva oggetto dell’intervento nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale.

6)Si rappresenta che l’impresa, sentite le rappresentanze sindacali aziendali o la rappresentanza sindacale unitaria, o in mancanza le articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, dopo la ìtrasmissione della domanda di cigs al Ministero del Lavoro, potrebbe eventualmente richiedere una modifica del programma nel corso del suo svolgimento.

7) Il procedimento amministrativo si svolge esclusivamente in via telematica ,tramite il canale ufficiale “CIGSonlìne

Nell’ambito del procedimento, l’Ufficio competente esamina le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l’emanazione del provvedimento finale. Inoltre, adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento del procedimento. In particolare, può chiedere chiarimenti, documentazione integrativa, il rilascio di dichiarazioni, la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può richiedere esibizioni documentali nonché – qualora necessario – accertamenti ispettivi ulteriori, rispetto a quelli già previsti a livello normativo.

Nei casi sopra specificati, ad eccezione della richiesta d’intervento ispettivo, l’Ufficio invia la comunicazione di sospensione dei termini del procedimento amministrativo all’impresa istante invitandola a produrre quanto richiesto nel termine massimo di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione stessa.

A seguito della ricezione di quanto richiesto, esaminato quanto prodotto e documentato dall’azienda, l’Ufficio procede ad avviare il procedimento e ad adottare il provvedimento finale. In caso di mancata ricezione di quanto richiesto entro il termine di trenta giorni ovvero riscontrata la mancanza dei requisiti, presupposti e condizioni legittimanti l’accesso al trattamento, si provvede all’invio della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 241 del 1990, sia in via telematica che per raccomandata AR o tramite posta elettronica certificata.

8)Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della suddetta comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di dieci giorni.

Le eventuali osservazioni presentate dall’azienda sono esaminate nei successivi trenta giorni al fine della definitiva determinazione. All’esito dell’esame, si procederà all’adozione del conseguente provvedimento finale.

9)La concessione del predetto trattamento avviene con decreto Direttoriale del Ministero del lavoro per l’intero periodo richiesto. Fatte salve eventuali sospensioni del procedimento amministrativo che si rendano necessarie a fini istruttori, il decreto di cui al periodo precedente è adottato entro 90 giorni dalla presentazione della domanda da parte dell’ impresa

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PROCEDURA CONSULTAZIONE SINDACALE CIGO E CIGS SECONDO DEC.LEGVO N.148/2015

09/10/2015

Si ricorda che dal 24.9.2015 sono in vigore le disposizioni del provvedimento citato nel titolo ,riguardante la revisione della disciplina dell’integrazioni salariali,che ha innovato anche la procedura di consultazione sindacale ,di cui si espone di seguito separatamente per la cigo e la cigs

a) PROCEDURA CONSULTAZIONE SINDACALE PER CIGO

Il percorso da seguire e’ il seguente:

1) L’impresa è tenuta a comunicare prima dell’inizio della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro ,alle RR.SS. o alla RSU rappresentanza sindacale unitaria, ove esistenti,  nonché  alle articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale:a) le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro,b) l’entità e la durata prevedibile, c)   il numero dei lavoratori interessati.

Pertanto ,la predetta comunicazione va rimessa  sempre    alle  articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale  ,a prescindere dalla presenza o assenza  in azienda delle rappresentanze interne.

2) Se   alla comunicazione segue la richiesta di una delle parti(impresa o soggetti sindacali)di  si procede all’ esame congiunto  avente a oggetto la tutela degli interessi dei lavoratori, in relazione alla crisi dell’impresa, restando inteso che  se  entro la scadenza  prevista dalla norma per la conclusione della procedura ,non interviene la richiesta d’incontro , l’impresa puo’ dar corso alla presentazione della domanda di cig

3)L’intera procedura deve esaurirsi entro 25 giorni dalla data della comunicazione di cui al n.1), ridotti a 10 per le imprese fino a 50 dipendenti

Esempio:

A) Impresa con oltre 50 dipendentI

– comunicazione impresa ai soggetti sindacali di cui al n.1) :10 ottobre 201

– eventuale richiesta incontro soggetti sindacali di cui al n.1) : deve essere tempestiva ,tenendo conto del scadenza fissata per la conclusione della procedura

-conclusione procedura :5 novembre 2015 ,anche in caso di mancata richiesta d’incont

B) Impresa sino a 50 dipendentI

-comunicazione impresa ai soggetti sindacali di cui al n.1) :10 ottobre 201

– eventuale richiesta incontro soggetti sindacali di cui al n.1) : deve essere tempestiva ,tenendo conto della scadenza fissata per la conclusione della procedura

– conclusione procedura : 20 ottobre 2015 ,anche in caso di mancata richiesta d’incontro

4)Nei casi di eventi oggettivamente non evitabili(circ. Inps 27/06/1975 n. 57684 e (Cass. 04/12/1982),che rendano non differibile la sospensione o la riduzione dell’attività produttiva, l’impresa è tenuta a comunicare ai soggetti di cui al n.1) la durata prevedibile della sospensione o riduzione e il numero dei lavoratori interessati ,restando stabilito che:

a) quando la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro sia superiore a sedici ore settimanali, si procede, a richiesta dell’impresa o dei soggetti di cui al comma 1, da presentarsi entro tre giorni dalla comunicazione   di   cui   al primo periodo,   a un esame congiunto   in ordine alla ripresa della normale attività produttiva e ai criteri di distribuzione degli orari di lavoro.La procedura deve esaurirsi entro i cinque giorni successivi a quello della richiesta

Esempio

-comunicazione impresa ai soggetti sindacali il 10 ottobre 201

-richiesta esame congiunto non oltre tre giorni ,quindi ,entro 13 ottobre 201

-incontro e conclusione procedura entro 18 ottobre 20

b) ) quando la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro prevede sino a sedici ore settimanali ,l’impresa non deve fare la comunicazione ai soggetti sindacali di cui al n.1) e puo’ presentare immediatamente la domanda di cigo

5) Imprese dell’industria e dell’artigianato edile e dell’industria e dell’artigianato lapideo

a) per le richieste   sino a 13 settimane di cigo , le disposizioni di cui ai numeri precedenti non si applicano;

b),invece,si applicano limitatamente alle richieste di proroga dei trattamenti di cigo per la sospensione dell’attività lavorativa oltre le 13 settimane continuative.

b)PROCEDURA CONSULTAZIONE SINDACALE PER CIGS

1)L‘articolo 24 del dec.legvo 148/15 introduce nuove disposizioni in materia di procedure sindacali prodromiche e necessarie, già secondo la normativa previgente, per l’accesso al trattamento straordinario d’integrazione salariale.per le causali di riorganizzazione e crisi aziendale

In particolare, in sede di consultazione sindacale, le parti , trattandosi  di imprese non edili  od affini, devono espressamente dichiarare la non percorribilità della causale di contratto di solidarietà. In tal modo s’intende ancora attuare il principio espresso dalla legge delega all’articolo 1, comma 2, lettera a) punto 3 ,secondo cui,appunto: sussiste la necessita’ di regolare l’accesso alla cassa integrazione guadagni solo a   seguito   di   esaurimento   delle   possibilita’ contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro,   eventualmente destinando una parte delle risorse attribuite alla cassa integrazione a favore dei contratti di solidarieta’

Nei commi da 1 a 5 la disposizione reca la disciplina delle procedure di consultazione sindacale ed esame congiunto,prevedendo quanto segue:

1)L’impresa che intende richiedere il trattamento straordinario di integrazione salariale per le causali di crisi e riorganizzazione , e’ tenuta a comunicare,direttamente o tramite l’associazione imprenditoriale cui aderisce o conferisce mandato,sia alle RR SS AA e/ o   alla  RSU,. che alle articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente piu’   rappresentative   a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entita’ e la durata prevedibile, il numero   dei lavoratori interessati.

2)Entro tre giorni dalla predetta comunicazione ,e’ presentata dall’impresa o dai soggetti di cui al comma 1, domanda di esame congiunto della situazione aziendale , ai fini della convocazione delle   parti,   al   competente   ufficio individuato dalla regione del territorio di riferimento,ricordando che in Abruzzo ,sono uffici competenti in materia sia le Province ,se trattasi di cig relativa ad unita’ prroduttiva/e ubicata/e nel solo territorio provinciale , che la Regione se la cigs interessa   unita’ produttive situate su due o piu’ province abruzzesi .Invece , va presentata al Ministero del Lavoro , qualora l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’ regioni. In tale caso il Ministero richiede, comunque, il parere delle regioni interessate.

Si  valuta che ,per uniformita’ con quanto previsto dalla normativa previgente in materia e per celerita’ procedurale ,  l’impresa possa  provvedere   a trasmettere contestualmente  ai soggetti sindacali interessati ,nonche’ a Provincia, ovvero Regione , ovvero Ministero Lavoro, sia la comunicazione di cui al n.1), sia la richiesta di convocazione .

3)Costituiscono oggetto dell’esame congiunto il programma che l’impresa intende attuare, comprensivo della durata e del numero deilavoratori interessati alla sospensione o riduzione di orario e delle ragioni che rendono non praticabili forme alternative di riduzioni di orario, nonche’ delle misure previste per la gestione delle eventuali eccedenze di personale, i criteri di scelta dei lavoratori da sospendere, che devono essere coerenti con le ragioni per le quali e’richiesto l’intervento e le modalita’ della rotazione tra   i lavoratori o le ragioni tecnico-organizzative della mancata adozione di meccanismi di rotazione.

4. Ad eccezione delle richieste di cigs   presentate da imprese edili e affini, le parti devono espressamente dichiarare in sede di consultazione la non percorribilita’ della causale di contratto di solidarieta’.

Tale disposizione  intende  attuare il principio espresso dalla legge delega n.183/2014 all’articolo 1, comma 2, lettera a) punto 3 ,secondo cui,appunto: sussiste la necessita’ di regolare l’accesso alla cassa integrazione guadagni solo a   seguito   di   esaurimento   delle   possibilita’ contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro,   eventualmente destinando una parte delle risorse attribuite alla cassa integrazione a favore dei contratti di solidarieta’

5) L’intera procedura di consultazione , si esaurisce entro i 25 giorni successivi a quello in cui e’ stata avanzata la richiesta di esame congiunto, ridotti a 10 per le imprese che occupano fino a 50 dipendenti.

6)A conclusione della fase procedurale dell’esame congiunto, le Regioni , sia per le domande di cigs per cui hanno ospitato l’incontro di consultazione sindacale ,sia perche’ informate sull’esito della consultazione svolta presso le Province ovvero il Ministero del lavoro , esprimono motivato parere in merito alle richieste di intervento straordinario di integrazione salariale. Il suddetto parere è rilasciato dalle regioni entro venti giorni dalla conclusione della procedura di consultazione sindacale attivata dalla richiesta di esame congiunto della situazione aziendale.

7)Al fine di consentire la conclusione del procedimento nei termini previsti dall’articolo 25 del decreto legislativo n. 148, decorsi i venti giorni in questione, il Ministero del Lavoro ,alla stregua dei principi di carattere generale contenuti nell’articolo 16 della legge 7 agosto 1990, n. 241, potrà procedere indipendentemente dall’acquisizione del suddetto parere.

 

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

08/10/2015

PERIODO:DAL 24 AL 30 SETTEBRE 2015

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Denominazione azienda: Ivy Oxford Co.

Con sede in: BUSTO ARSIZIO Prov: VA

Causale di Intervento: Concordato preventivo

Unità di: CITTA’ SANT’ANGELO Prov: PE

Settore: Confezione di abbigliamento esterno

Decreto del: 24/09/2015 N. 91982

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 02/04/2015 al 01/04/2016

Pagamento diretto INPS: Si

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Denominazione azienda: Librerie Feltrinelli

Con sede in: MILANO Prov: MI

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta’

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari n.c.a.

 Decreto del: 24/09/2015 N. 92085

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/03/2015 al 29/02/2016

Pagamento diretto INPS: No

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Denominazione azienda: PICENA in Liquidaz. e Concord. Preventivo

Con sede in: MARTINSICURO Prov: TE

Causale di Intervento: Concordato preventivo

Unità di: MARTINSICURO Prov: TE

Settore: Fabbricazione di giocattoli (inclusi i tricicli e gli strumenti musicali giocattolo)

 

Decreto del: 24/09/2015 N. 92002

Approvazione del programma C.I.G.S. dal: 25/06/2015 al 24/12/2015

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 25/06/2015 al 24/12/2015

Pagamento diretto INPS: Si

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Denominazione azienda: VIBAC

Con sede in: TICINETO Prov: AL

Causale di Intervento: Ristrutturazione aziendale

Unità di: L’AQUILA Prov: AQ

Settore: Fabbricazione di imballaggi in materie plastiche

Decreto del: 24/09/2015 N. 91997

Approvazione del programma C.I.G.S. dal: 01/04/2014 al 31/03/2015

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/04/2014 al 31/03/2015

Pagamento diretto INPS: No

SENTENZA CORTE CASSAZIONE INERENTE LICENZIAMENTO PER INSUBORDINAZIONE

08/10/2015

Con la sentenza sottostante ,la Suprema Corte ha respinto il ricorso del dipendente che era stato licenziato per giusta causa   ,confermando quanto asserito dalla Corte d’Appello circa la sussistenza    dei  fatti addebitati al  lavoratore  consistenti in atti di insubordinazione nei confronti del superiore gerarchico concretizzatisi nell’avergli rivolto espressioni ingiuriose e minacciose in occasione di una discussione avuta per motivi di lavoro e con la quale il G., addetto al reparto di verniciatura, rappresentava irregolarità nelle relative operazioni da parte di altro dipendente addetto al medesimo reparto. La Corte territoriale ha considerato non attendibili le dichiarazioni scritte di altri dipendenti ed acquisite nel corso del giudizio, ed ha ritenuto probanti le dichiarazioni del superiore gerarchico presente all’episodio contestato ed oggetto del comportamento censurato. La stessa Corte d’appello ha pure considerato la gravità del comportamento del lavoratore e, in particolare, il suo comportamento intimidatorio verso il suo superiore gerarchico, le offese e minacce poste in essere, elementi ritenuti integranti la giusta causa di licenziamento.

Pertanto i motivi del ricorso sono stati dichiarati infondati e inammissibili  .

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 ottobre 2015, n. 20071

ANCHE COMUNI DESTINATARI INTERPELLI DEI CONTRIBUENTI

08/10/2015

Quanto ripotato nel titolo discende dalla disciplina in materia rinnovata con il  DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 156

Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario, in attuazione degli articoli 6, comma 6, e 10, comma 1, lettere a) e b), della legge 11 marzo 2014, n. 23,che risulta pubblicato sulla gazzetta ufficiale  del  7 ottobre 2015, n. 233 – Suppl. Ordinario n. 55.

Nel rinviare al testo del provvedimento sotto evidenziato ,in particolsare si sottolinea il contenuto dell’art.8,comma 3 ,che recita:”3. Gli enti locali provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ad adeguare i rispettivi statuti e gli atti normativi da essi emanati ai principi dettati dal presente Titolo I.”

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DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 156

SENTENZA CASSAZIONE RIGUARDANTE LICENZIAMENTO PER ILLEGITTIMA FRUIZIONE PERMESSI LEGGE 104/92

08/10/2015

Con la sentenza sotto riportata ,la Corte Suprema  respinto il ricorso  del dipendente che  impugnava ex art. 1 comma 48 della L. 92/2012 il licenziamento irrogatogli dall’Azienda S.M. S.p.A. per ragioni disciplinari, relative all’illegittima fruizione di permessi ex L. n. 104 del 1992, nelle giornate del 16, 17 e il 18 luglio del 2012.

2. L’ordinanza di rigetto veniva confermata dal Tribunale con la successiva sentenza e la Corte d’appello rigettava il reclamo proposto dal D. La Corte territoriale argomentava che dall’istruttoria espletata era emerso che nei tre giorni sopra indicati, per i quali il D. aveva richiesto ed ottenuto i permessi ex L. n. 104 del 1992 per assistere la suocera, in realtà egli aveva compiuto attività di tipo sportivo e ricreativo e nell’orario lavorativo per il quale aveva fruito del permesso non aveva svolto alcun tipo di assistenza in favore dell’invalida.

3. Per la cassazione della sentenza G.W.D. ha proposto ricorso, affidato ad un unico motivo. L’Azienda S.M. S.p.A. è rimasta intimata.

4. Il ricorso e’ stato dichiarato  inammissibile, non risultandoil compimento del processo notificatorio.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 ottobre 2015, n. 20072

TESTO LEGGE 223/91 VIGENTE DAL 24 SETTEMBRE 2015

07/10/2015

Sul  sito Dottrina per il lavoro risulta pubblicato il nuovo testo della legge di cui al titolo  con  le modifiche ,abrogazioni ed integrazioni apportate al testo dalla stessa dal dec.legvo n.148/2015 ,le cui  disposizioni di regola  sono in vigore dal 24 dello scorso mese fatte salva diversa indicazione.

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scarica  legge n. 223/1991 

icona_pdf2dopo  dec.legvo n.148/15

L. 223/91 prima dec.legvo n.148