SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA RAPPORTO LAVORO DOMESTICO

22/06/2015

.Con la sottostante sentenza ,su cui si richiama l’attenzione ,la Suprema Corte ha respinto il ricorso prodotto  avverso la decisione della Corte d’Appello che ,in riforma della sentenza  di  primo grado ,aveva affermato l’esistenza di un rapporto di lavoro domestìco tra due conviventi ,condannando la ricorrende a corrispondere la retribuzione e la contribuzione spettanti alla  lavoratrice per  i 20 di servizio prestato .

Nella sentenza della Cassazione si legge che si trattava, in definitiva, di prestazioni oggettivamente riconducibili allo schema del rapporto di lavoro domestico subordinato, dovendo escludersi che fosse stata provata l’instaurazione di quella comunanza di interessi che attrae il rapporto nell’orbita del vincolo di solidarietà, con presunzione di gratuità delle prestazioni. Il solo vincolo affettivo che legava i soggetti del rapporto non poteva comportare la sussistenza di tale presunzione.

Infatti dalle prove testimoniali fornite era  emerso che la sig.ra svolgeva le faccende domestiche, lavava i piatti, lucidava i pavimenti, faceva le pulizie ed eseguiva ogni incombenza dietro le direttive, il controllo e le indicazioni della odierna ricorrente. Inoltre, per tali prestazioni era stato sempre promesso il pagamento di un congruo compenso, senza che però questo fosse stato mai corrisposto. Tutto ciò escludeva e comunque superava la presunzione di gratuità delle prestazioni, a nulla rilevando il legame affettivo tra le due donne creatosi per effetto della prolungata durata del rapporto.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 giugno 2015, n. 12433

SENTENZA CASSAZIONE RIGUARDANTE SANZIONI DISCIPLINARI PER FURTO NOTEVOLI QUANTITA CARBURANTE

22/06/2015

Si segnala la decisione sotto evidenziata con cui ,a seguito di ricorso  ,la Suprema Corte si e’ pronunciata decidendo in ordine alle operazioni di   sottrazione di carburante da parte del dipendente ,colpito dalla  conseguente  sanzione  disciplinare della destituzione ,dopo che  il lavoratore è stato sottoposto a procedimento penale e sospeso dal servizio.

Anzitutto nella sentenza si legge chedeve essere dichiarato infondato il primo motivo di censura, con il quale il lavoratore sostiene l’implicita abrogazione della normativa disciplinare di cui al r.d. n. 148 del 1931 per effetto dell’entrata in vigore della disciplina limitativa dei licenziamenti di cui alle leggi n. 604 del 1966 e n. 300 del 1970;

g) tale tesi è, infatti, smentita dalla consolidata giurisprudenza di legittimità e dalla giurisprudenza amministrativa dalle quali non vi è motivo di discostarsi;

 Peraltro ,la Cassazione ha confermato il provvedimento di destituzione ,affermando  da ultimo  – con riguardo alla violazione dell’art. 18 della legge n. 300 del 1970, dedotta nel settimo motivo – che si tratta di una censura, nella specie, infondata, perché, in base alla consolidata e condivisa giurisprudenza di questa Corte, la procedura di irrogazione delle sanzioni disciplinari degli autoferrotranvieri è tuttora regolata dalla normativa speciale costituente un “corpus” compiuto ed organico di cui al r.d. n. 148 del 1931, non derogato dalle leggi generali successive relative al lavoro privato, mentre il ricorso alla normativa ordinaria prevista per la irrogazione delle sanzioni disciplinari nel rapporto di lavoro regolato dal diritto privato è considerato possibile soltanto ove si riscontrino nella suddetta normativa speciale lacune tali che non siano superabili neanche attraverso l’interpretazione estensiva o analogica di altre disposizioni appartenenti allo stesso “corpus” o relative a materie analoghe o secondo i principi generali dell’ordinamento (Cass. 6 marzo 2013, n. 5551; Cass. 10 luglio 2012, n. 11547).

Ipotesi, quest’ultima, che per quel che si è detto, non si verifica nella presente fattispecie, la quale trova la sua completa disciplina nel suddetto r.d. n. 148 del 1931, come affermato nella sentenza impugnata.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 giugno 2015, n. 12490

DECRETO LEGGE CON DISPOSIZIONI URGENTI ENTI LOCALI

22/06/2015

Nel  Suppl. ord. n. 32 alla G.U. 19 giugno 2015, n.140.risulta pubblicato il sottostante decreto legge ,che entra in vigore il giorno successivo,di cui si  riportano di seguito per il particolare  valore delle  questioni  disciplinate i seguenti articoli:

Art. 4

Disposizioni in materia di personale

1. In caso di mancato rispetto per l’anno 2014 dell’indicatore dei tempi medi nei pagamenti, del patto di stabilità interno e dei termini per l’invio della relativa certificazione, al solo fine di consentire la ricollocazione del personale delle province, in attuazione dei processi di riordino di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, e successive modificazioni, e delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 424, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, non si applicano le sanzioni di cui all’articolo 41, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, di cui all’articolo 1, comma 462, lettera d), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, e di cui all’articolo 31, comma 26, lettera d), della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni.

2. Il personale delle province che alla data del 31 dicembre 2014 si trova in posizione di comando o distacco presso altra pubblica amministrazione, è trasferito, previo consenso dell’interessato, presso l’amministrazione dove presta servizio, a condizione che ci sia capienza nella dotazione organica e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque ove risulti garantita la sostenibilità finanziaria a regime della relativa spesa.

3. All’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, dopo le parole “nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile” sono aggiunte le seguenti “; è altresì consentito l’utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente”.

4. All’articolo 41, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

“Ai fini del calcolo dei tempi medi di pagamento, si escludono i pagamenti effettuati mediante l’utilizzo delle anticipazioni di liquidità o degli spazi finanziari disposti dall’articolo 32, comma 2, nonché dall’articolo 1, commi 1 e 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.”

Art. 5

Misure in materia di polizia provinciale

1. In relazione al riordino delle funzioni di cui all’articolo 1, comma 85, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e fermo restando quanto previsto dal comma 89 della medesima legge relativamente al riordino delle funzioni da parte delle regioni, per quanto di propria competenza, il personale appartenente ai Corpi ed ai servizi di polizia provinciale di cui all’articolo 12 della legge 7 marzo 1986, n. 65, transita nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale, secondo le modalità e procedure definite nel decreto di cui all’articolo 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

2. Il transito del personale di cui al comma 1 nei ruoli degli enti locali avviene nei limiti della relativa dotazione organica e della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, in deroga alle vigenti disposizioni in materia di limitazioni alle spese ed alle assunzioni di personale, garantendo comunque il rispetto del patto di stabilità interno nell’esercizio di riferimento e la sostenibilità di bilancio. Si applica quanto previsto dall’art. 4 comma 1.

3. Fino al completo assorbimento del personale di cui al presente articolo, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale.

5. In attesa dell’attuazione del comma 3 si mantiene il rilascio della carta d’identità elettronica di cui all’articolo 7-vicies ter, comma 2, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.

Art. 15 Servizi per l’impiego

1. Allo scopo di garantire livelli essenziali di prestazioni in materia di servizi e politiche attive del lavoro, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le regioni e le province autonome, definiscono, con accordo in Conferenza unificata, un piano di rafforzamento dei servizi per l’impiego ai fini dell’erogazione delle politiche attive, mediante l’utilizzo coordinato di fondi nazionali e regionali, nonché dei programmi operativi cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo e di quelli cofinanziati con fondi nazionali negli ambiti di intervento del Fondo Sociale Europeo, nel rispetto dei regolamenti dell’Unione europea in materia di fondi strutturali.

2. Allo scopo di garantire i medesimi livelli essenziali attraverso meccanismi coordinati di gestione amministrativa, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stipula, con ogni regione e con le province autonome di Trento e Bolzano, una convenzione finalizzata a regolare i relativi rapporti ed obblighi in relazione alla gestione dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro nel territorio della regione o provincia autonoma.

3. Nell’ambito delle convenzioni di cui al comma 2 stipulate con le regioni a statuto ordinario, le parti possono prevedere la possibilità di partecipazione del Ministero agli oneri di funzionamento dei servizi per l’impiego per gli anni 2015 e 2016, nei limiti di 70 milioni di euro annui, ed in misura proporzionale al numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato direttamente impiegati in compiti di erogazione di servizi per l’impiego.

4. Subordinatamente alla stipula delle convenzioni di cui al comma 2 e nei limiti temporali e di spesa stabiliti dalle medesime, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è autorizzato ad utilizzare una somma non superiore a 70 milioni di euro annui, a carico del fondo di rotazione di cui all’articolo 9 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, per le finalità di cui al comma 3.

5. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, in deroga a quanto previsto dal comma 4 ed esclusivamente per l’anno 2015, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede, su richiesta di ciascuna regione a statuto ordinario e in via di mera anticipazione rispetto a quanto erogabile a seguito della stipula della convenzione di cui al comma 2, all’assegnazione a ciascuna regione della relativa quota annua, a valere sul Fondo di rotazione di cui al comma 4. Laddove con la medesima regione destinataria dell’anticipazione non si addivenga alla stipula della convenzione entro il 30 settembre 2015, è operata una riduzione di importo corrispondente alla erogazione effettuata a valere sui trasferimenti statali a qualsiasi titolo disposti in favore della regione stessa. Le predette risorse sono riassegnate al Fondo di rotazione di cui al primo periodo del presente comma.

6. All’articolo 1, comma 429, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole da “Allo scopo di consentire il temporaneo finanziamento dei rapporti di lavoro” fino alla fine del comma sono abrogate.

 

MLPS:ISTRUZIONI STRUTTURE TERRITORIALI INIZIATIVE CONTRASTO ELUSIONE CONTRIBUZIONI

21/06/2015

Come è risaputo ,la legge n.190/2014 ,in presenza di assunzioni a tempo indeterminato intervenute nel 2015  riconosce  ai datori di lavoro l’esonero contributivo inps triennale ,sempre che ricorrono i requisiti stabiliti   e le condizioni previste dalle norme in materia di incentivi ed agevolazioni  per l’occupazione.

Premesso quanto sopra ,si richiama l’attenzione sulla sottostate lettera.circolasre con cui il MLPS ha invitato òle strutture territoriali ,d’intesa con le sedi Inps Locali ,di avviare un programma di accessi ispettivi finalizzati a verificare e sanzionare situazioni aziendali in cui la norma sopra citata sia stata elusa  , attivando assunzioni   non conformi alla legislazione da applicare e rispettare

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MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Lettera circolare 17 giugno 2015, n. 9960

INPS:CIRCOLARE RIGUARDANTE MODALITA’ DOMANDE FONDI SOLIDARIETA’

18/06/2015

Premesso che l’art.3 della legge n.92/12:

a)   nel  comma 4.dispone: Al fine di assicurare la definizione, entro l’anno 2013,  di  unsistema inteso  ad  assicurare  adeguate  forme  di  sostegno  per  ilavoratori  dei  diversi  comparti,  le  organizzazioni  sindacali  e
imprenditoriali  comparativamente  piu’  rappresentative  a   livello
nazionale stipulano, entro sei mesi dalla data di entrata  in  vigore
della presente legge,  accordi  collettivi  e  contratti  collettivi,
anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di fondi  di
solidarieta’ bilaterali per i settori non coperti dalla normativa  in
materia di integrazione salariale, con la finalita’ di assicurare  ai
lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei  casi  di
riduzione o sospensione dell’attivita’ lavorativa per cause  previste
dalla normativa in materia  di  integrazione  salariale  ordinaria  o
straordinaria.;

b)al comma 11. stabilisce:” I fondi di cui al comma 4,  oltre  alla  finalita’  di  cui  almedesimo comma, possono avere le seguenti finalita’:
a) assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione  dal
rapporto di lavoro, integrativa  rispetto  all’assicurazione  sociale
per l’impiego;
b) prevedere assegni straordinari per  il  sostegno  al  reddito,
riconosciuti nel quadro dei processi  di  agevolazione  all’esodo,  a
lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il  pensionamento
di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
c)  contribuire  al  finanziamento  di  programmi  formativi   di
riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con
gli appositi fondi nazionali o dell’Unione europea;

. I fondi di cui al comma 4,  oltre  alla  finalita’  di  cui  al
medesimo comma, possono avere le seguenti finalita’:
a) assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione  dal
rapporto di lavoro, integrativa  rispetto  all’assicurazione  sociale
per l’impiego;
b) prevedere assegni straordinari per  il  sostegno  al  reddito,
riconosciuti nel quadro dei processi  di  agevolazione  all’esodo,  a
lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il  pensionamento
di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
c)  contribuire  al  finanziamento  di  programmi  formativi   di
riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con
gli appositi fondi nazionali o dell’Unione europea. ;

si segnala la sottostante circolare con cui l’Inps g ha dettato istruzioni  sulle modalità per le richieste  ai  fondi precitati   dell’assegno ordinario e di formazione

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INPS – Circolare 17 giugno 2015, n. 122

SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO PER MANCANZA TITOLI

18/06/2015

Si richiama l’attenzione sulla sotto richiamata sentenza con cui la Suprema Corte ha respinto il ricordo aziendale avverso la pronuncia della Corte d’Appello ,favorevole al dipendente ,dalla predetta licenziato per l’aserita mancanza dei titoli necessari allo svolgimento delle mansioni di assunzione.

Nella decisione la Cassazione  afferma che nessuno dei pur numerosi argomenti svolti al riguardo dalla M. tocca minimamente la suddetta statuizione della sentenza impugnata, sicché la relativa impugnazione si deve considerare meramente apparente e quindi inesistente e pertanto trova quindi applicazione il principio, costantemente affermato dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui, nel caso in cui venga impugnata con ricorso per cassazione una sentenza (o un capo di questa) che si fondi su più ragioni, tutte autonomamente idonee a sorreggerla, l’omessa impugnazione di una di tali ragioni rende inammissibile, per difetto di interesse, la censura relativa alle altre, la quale, essendo divenuta definitiva l’autonoma motivazione non impugnata, non potrebbe produrre in nessun caso l’annullamento della sentenza .

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 giugno 2015, n. 12486

 

MISE:ALBO COOPERATIVE SU INTERNET

18/06/2015

Da alcuni giorni a cittadini ed operatori economici è consentito in modo  agevole  acquisire informazioni  on line sulle cooperative ,in quanto sul sito del ministero dello sviluppo è consultabile in via telematica l’alb0  di tali enti ,che devono presentare apposita istanza per l’iscrizione,ai dsensi dell’art.10 ,comma 2 ,della legge n.99-2009.

La nuova piattaforma che fornisce un unico punto di accesso con l’obiettivo di rendere piu’ facile la consultazione  dei     dati, aggiornati periodicamente, che  possono essere ricercati con piu’ chiavi di lettura

Per l’acceso al sito ministeriale :  http://dati.mise.gov.it/)

55° REPORT SETTIMANALE PROGETTO MLPS GARANZIA GIOVANI

18/06/2015

55° Report settimanale – Aggiornamento all’11 giugno 2015

Il Report (1,67 Mb)

Visualizza le tabelle (92 Kb)

SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO SENZA CONSEGNA PROVVEDIMENTO LICENZIAMENTO

17/06/2015

Si richiama l’attenzione  sulla sottostante sentenza che affronta il caso di un licenziamento disposto senza che al lavoratore sia stata consegnata né trasmessa  la lettera di risoluzione del rapporto di lavoro ,il che ha compirtato l’accoglimento del ricorso del dipendente da parte della Suprema Corte per mancaza del requisito della forma scritta della comunicazione .

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 giugno 2015, n. 11479

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

17/06/2015

PERIODO 08 – 15 giugno 2015

Denominazione azienda: F.LLI MOLINO

Con sede in: VASTO Prov: CH

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: SAN SALVO Prov: CH

Settore: Produzione di calcestruzzo pronto per l’uso

Unità di: VASTO Prov: CH

Settore: Produzione di calcestruzzo pronto per l’uso

Unità di: SAN SALVO Prov: CH

Settore: Frantumazione di pietre e minerali vari fuori della cava

Decreto del: 12/06/2015 N. 90523

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/02/2015 al 31/01/2016

Pagamento diretto INPS: Si

 

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Denominazione azienda: JA.GOR.

Con sede in: CEPAGATTI Prov: PE

Causale di Intervento: Crisi aziendale

Unità di: CEPAGATTI Prov: PE

Settore: Movimentazione merci relativa ad altri trasporti terrestri

Decreto del: 12/06/2015 N. 90505

Reiezione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/09/2014 al 31/08/2015

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Denominazione azienda: OLIVETTI

Con sede in: IVREA Prov: TO

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta’

Unità di: CARSOLI Prov: AQ

Settore: Fabbricazione di macchine per ufficio

Decreto del: 10/06/2015 N. 90492

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/03/2015 al 29/02/2016

Pagamento diretto INPS: No

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Denominazione azienda: SEDIMA IMPIANTI TECNOLOGICI

Con sede in: CAPPELLE SUL TAVO Prov: PE

Causale di Intervento: Crisi aziendale

Unità di: CAPPELLE SUL TAVO Prov: PE

Settore: Installazione e riparazione di impianti per la distribuzione dell’energia elettrica

Unità di: CAPPELLE SUL TAVO Prov: PE

Settore: Lavori generali di costruzione di edifici

Decreto del: 12/06/2015 N. 90508

Approvazione del programma C.I.G.S. dal: 23/06/2014 al 22/06/2015

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 23/06/2014 al 22/06/2015

Pagamento diretto INPS: Si