SPESE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE A CARICO CONDANNATI

ottobre 6, 2013

Il pagamento delle intercettazioni telefoniche da parte del condanato ,anche con effetto retroattivo(dal 4.luglio. 2009) ,è previsto dal sottostante decreto del Ministro della Giustizia n.111 dell’8 agosto 2013 ,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.233 del 4 0ttobre 2013.

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 8 agosto 2013, n. 111

Regolamento recante disposizioni in materia di recupero delle spese del processo penale. (13G00154) (GU Serie Generale n.233 del 4-10-2013)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/10/2013

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 

                           di concerto con 

              IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE 

  Visto l'articolo 205 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di spese di giustizia di  cui  al  decreto
del Presidente della Repubblica del 30  maggio  2002,  n.  115,  come
modificato dal comma 3, lett. e), dell'articolo  67  della  legge  18
giugno 2009, n. 69, secondo cui la misura del  recupero  delle  spese
del processo penale anticipate dall'erario e' stabilita  con  decreto
del  Ministro  della  giustizia,  di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze; 
  Visto l'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23  agosto  1988,  n.
400; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 21 marzo 2013; 
  Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio  dei  Ministri
in data 13 giugno 2013; 

                             A d o t t a 

                      il seguente regolamento: 

                               Art. 1 

                       Recupero forfettizzato 

  1. Le spese del processo penale anticipate dall'erario, diverse  da
quelle indicate nell'articolo 2, sono recuperate nella  misura  fissa
stabilita nella tabella A,  allegata  al  presente  regolamento,  nei
confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta'. 

Art. 2 

                   Recupero per intero e per quota 

  1. Le spese del  processo  penale  anticipate  dall'erario  per  la
consulenza tecnica e per  la  perizia,  per  la  pubblicazione  della
sentenza penale di condanna e per la demolizione di opere  abusive  e
la riduzione in pristino dei luoghi, di cui all'articolo  205,  comma
2, ultimo periodo, del testo unico delle disposizioni  legislative  e
regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115,  e  successive
modificazioni, sono recuperate per intero nei  confronti  di  ciascun
condannato, senza vincolo di solidarieta'. In caso di  pluralita'  di
condannati, il recupero delle spese avviene in parti uguali. 
  2. Fino all'emanazione  del  decreto  ministeriale  previsto  dallo
stesso articolo 205, comma 2-bis, le disposizioni di cui al  comma  1
si applicano anche al recupero delle spese relative alle  prestazioni
previste dall'articolo 96 del decreto legislativo 1° agosto 2003,  n.
259, e successive modificazioni, e di quelle funzionali  all'utilizzo
delle prestazioni medesime. 

Art. 3 

                      Disposizioni transitorie 

  1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e  2  si  applicano  alle
spese anticipate dall'erario, relative a processi penali per i  quali
la sentenza di condanna e' stata  emessa  dopo  l'entrata  in  vigore
della legge 18 giugno 2009, n. 69. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 8 agosto 2013 

                                          Il Ministro della giustizia 
                                                  Cancellieri         

Il Ministro dell'economia 
     e delle finanze 
       Saccomanni 

Visto, il Guardasigilli: Cancellieri 

Registrato alla Corte dei conti il 24 settembre 2013 
Registro n. 8 Giustizia, foglio n. 29 

 Tabella A 

=====================================================================
  Tipologia di processo                                     Importo
=====================================================================
  1) I grado
  a) Dibattimento a seguito di decreto che dispone il       180 euro
     giudizio;

  b) Dibattimento a seguito di citazione diretta            150 euro
     a giudizio;
     giudizio direttissimo;
     giudizio abbreviato;
     giudizio immediato;
     remissione di querela;
     giudizio davanti al giudice di pace ex art. 20,
     20 bis, 20 ter, 21 e 30 D.Lgs 274/2000;

  c) Giudizio abbreviato a seguito di giudizio               80 euro
     direttissimo;
     procedimento di oblazione;

  d) Decreto penale di condanna (art. 460 c.p.p.);           60 euro
     sentenza di applicazione della pena su
     richiesta delle parti, in caso di condanna alle
     spese (art. 445 c.p.p. e art. 204 D.P.R. 115/2002).

     Corte d'assise                         Maggiorazione di 30 euro
=====================================================================
  2) II grado
  a) Tutti i giudizi di impugnazione o gravame               60 euro
     anche a seguito di richiesta di riesame.

  b) Corte di assise d'appello              Maggiorazione di 30 euro
=====================================================================
  3) Corte di cassazione
  a) Tutti i procedimenti davanti alla Corte                 60 euro
     di cassazione

  Altri procedimenti                                         60 euro
=====================================================================

PROSSIMA ABOLIZIONE CONTRASSEGNO CARTACEO ASSICURAZIONE R. C. AUTO

ottobre 6, 2013
 In merito a quanto in oggetto ,anzitutto si richiama l'art.31 della legge n.27/12 di 
conversione del dec.legge n.1/12  Decreto legge n.1/12,conversione in legge n.27/12,in 
 cui  si dispone quanto segue:                           
Contrasto della contraffazione dei contrassegni relativi ai contratti
di assicurazione per la responsabilita' civile verso i  terzi  per  i
  danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada 

  1. Al  fine  di  contrastare  la  contraffazione  dei  contrassegni
relativi ai contratti di assicurazione per la responsabilita'  civile
verso i terzi per danni derivanti dalla circolazione  dei  veicoli  a
motore su strada, il Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto
con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  sentito
l'ISVAP, con regolamento da emanare entro  sei  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di  conversione  del  presente  decreto
legge, definisce le modalita' per la progressiva  dematerializzazione
dei contrassegni, prevedendo la loro sostituzione o integrazione  con
sistemi elettronici o telematici, anche in  collegamento  con  banche
dati, e prevedendo l'utilizzo, ai fini dei  relativi  controlli,  dei
dispositivi o mezzi tecnici di controllo  e  rilevamento  a  distanza
delle violazioni delle norme del  codice  della  strada,  di  cui  al
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il regolamento di cui  al
primo periodo definisce le caratteristiche  e  i  requisiti  di  tali
sistemi e fissa il termine, non superiore a due anni dalla data della
sua entrata in vigore, per la conclusione del  relativo  processo  di
dematerializzazione. 
  2. Il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti,  avvalendosi
dei dati forniti  gratuitamente  dalle  compagnie  di  assicurazione,
forma periodicamente un elenco dei veicoli a motore che non risultano
coperti dall'assicurazione per  la  responsabilita'  civile  verso  i
terzi prevista  dall'articolo  122  del  codice  delle  assicurazioni
private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209.  Il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica ai rispettivi
proprietari l'inserimento dei veicoli nell'elenco  di  cui  al  primo
periodo, informandoli circa le conseguenze previste a loro carico nel
caso in cui i veicoli stessi siano posti in circolazione su strade di
uso pubblico o su aree a queste equiparate.  Il  predetto  elenco  e'
messo a disposizione  delle  forze  di  polizia  e  delle  prefetture
competenti in ragione del luogo di  residenza  del  proprietario  del
veicolo. Agli adempimenti di cui al comma 1 e di cui al primo periodo
del presente comma si provvede con le risorse  umane,  strumentali  e
finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
  3.   La   violazione   dell'obbligo    di    assicurazione    della
responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli  puo'
essere rilevata, dandone informazione agli automobilisti interessati,
anche attraverso i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi  tecnici
per il controllo del traffico e per il rilevamento a  distanza  delle
violazioni delle norme di  circolazione,  approvati  o  omologati  ai
sensi dell'articolo 45, comma 6, del codice della strada, di  cui  al
decreto  legislativo  30  aprile   1992,   n.   285,   e   successive
modificazioni, attraverso i dispositivi e le apparecchiature  per  il
controllo a distanza dell'accesso nelle  zone  a  traffico  limitato,
nonche' attraverso altri sistemi per la  registrazione  del  transito
dei veicoli sulle autostrade o sulle strade sottoposte a pedaggio. La
violazione  deve  essere  documentata  con  sistemi  fotografici,  di
ripresa video o analoghi che, nel rispetto delle  esigenze  correlate
alla tutela della riservatezza personale,  consentano  di  accertare,
anche in momenti successivi, lo  svolgimento  dei  fatti  costituenti
illecito amministrativo,  nonche'  i  dati  di  immatricolazione  del
veicolo ovvero il  responsabile  della  circolazione.  Qualora  siano
utilizzati i dispositivi, le apparecchiature o i mezzi tecnici di cui
al presente comma, non vi e' l'obbligo  di  contestazione  immediata.
Con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  da
emanare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentiti
l'ISVAP e, per i profili di tutela della riservatezza, il Garante per
la protezione dei dati personali, sono  definite  le  caratteristiche
dei predetti sistemi di rilevamento a distanza, nell'ambito di quelli
di cui al primo periodo, e sono stabilite le modalita' di  attuazione
del presente comma, prevedendo a tal fine anche  protocolli  d'intesa
con i comuni, senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza
pubblica. "
Ormai, quanto previsto dalle sopra riportate disposizioni legislative
sta per trovare concreta attuazione ,considerato che   sulla Gazzetta 
Ufficiale n.232/13 è stato pubblicato il decreto del Ministro dello 
Sviluppo Economico n.110 del 9 agosto 2013 ,che definisce le modalita' 
per la progressiva  dematerializzazione dei contrassegni,
 prevedendo la loro sostituzione o integrazione  con
sistemi elettronici o telematici, anche in  collegamento  con  banche
dati, e prevedendo l'utilizzo, ai fini dei  relativi  controlli,  dei
dispositivi o mezzi tecnici di controllo  e  rilevamento  a  distanza
delle violazioni delle norme del  codice  della  strada.

Si riporta il testo   del richiamato provvedimento  ministeriale

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 9 agosto 2013, n. 110

Regolamento recante norme per la progressiva dematerializzazione dei contrassegni di assicurazione per la responsabilita’ civile verso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada, attraverso la sostituzione degli stessi con sistemi elettronici o telematici, di cui all’articolo 31 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. (13G00153) (GU Serie Generale n.232 del 3-10-2013)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/10/2013

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L MINISTRO 
                      DELLO SVILUPPO ECONOMICO 

                           di concerto con 

                             IL MINISTRO 
                DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

  Visto l'articolo 31  del  decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,
convertito con modificazioni in legge 24 marzo 2012, n.  27,  recante
"Disposizioni  urgenti  per  la  concorrenza,   lo   sviluppo   delle
infrastrutture e la competitivita'", il quale, al fine di contrastare
la  contraffazione  dei  contrassegni  relativi   ai   contratti   di
assicurazione per la responsabilita' civile verso i terzi  per  danni
derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore  su  strada,  detta
disposizioni  in  tema  di   dematerializzazione   dei   contrassegni
medesimi, prevedendo la loro sostituzione con sistemi  elettronici  o
telematici, anche in collegamento con banche dati; 
  Visto, in particolare, il comma 1 del richiamato  articolo  31  del
decreto-legge n. 1 del 2012, il quale rinvia ad apposito regolamento,
adottato dal Ministro dello sviluppo economico  di  concerto  con  il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  sentito  l'ISVAP,  la
definizione delle modalita' per  la  progressiva  dematerializzazione
dei predetti contrassegni, delle caratteristiche e dei requisiti  dei
sistemi  elettronici  o  telematici  sostitutivi   dei   contrassegni
medesimi nonche' la fissazione della loro entrata in vigore; 
  Visto l'articolo 21, commi 4 e 5 del decreto-legge 18 ottobre 2012,
n. 179, convertito con modificazioni in legge 17  dicembre  2012,  n.
121; 
  Visto l'articolo 45, comma 6, del  decreto  legislativo  30  aprile
1992, n. 285, e l'articolo 127 del decreto  legislativo  7  settembre
2005, n. 209; 
  Ritenuto di dover provvedere  a  dare  attuazione  alla  richiamata
disposizione legislativa contenuta nell'articolo  31,  comma  1,  del
decreto-legge  n.  1  del  2012,  nonche',  limitatamente  alle  sole
informazioni  contenute  nella  banca  dati  di   cui   al   presente
regolamento, dare attuazione al citato  articolo  21,  comma  5,  del
decreto-legge n. 179 del 2012; 
  Sentito l'IVASS che, istituito ai sensi dell'articolo  13,  decreto
legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni in  legge  7
agosto 2012, n. 135, e' subentrato all'ISVAP dall'1 gennaio  2013  ed
ha espresso il proprio parere con nota n. 09-13.004012 del 12  aprile
2013; 
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Udito il parere del Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per  gli
Atti Normativi, espresso nell'adunanza del 21 febbraio 2013; 
  Data comunicazione al Presidente del Consiglio in  data  11  giugno
2013, ai sensi dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto  1988,
n. 400; 

                               Adotta 

                      il seguente regolamento: 

                               Art. 1 

                             Definizioni 

  1. Ai fini del presente decreto si intendono per: 
    a) "dematerializzazione dei contrassegni":  la  sostituzione  dei
contrassegni  relativi  ai  contratti   di   assicurazione   per   la
responsabilita' civile  verso  i  terzi  per  danni  derivanti  dalla
circolazione dei veicoli a motore su strada, con sistemi  elettronici
o telematici che garantiscano, attraverso la connessione con la banca
dati di cui alla lettera c), anche mediante l'utilizzo di dispositivi
o  mezzi  tecnici  di  controllo  e  rilevamento  a  distanza   delle
violazioni  delle  norme  del  codice  della  strada,  approvati   od
omologati ai sensi dell'articolo 45, comma 6, del decreto legislativo
30 aprile 1992, n.  285,  la  corrispondenza  dei  dati  relativi  al
veicolo con l'esistenza e la validita' della  copertura  assicurativa
obbligatoria; 
    b) "processo  di  dematerializzazione":  l'insieme  dei  processi
organizzativi e tecnici tesi alla progressiva dematerializzazione dei
contrassegni; 
    c) "banca dati": quella costituita presso il Centro  elaborazione
dati della Direzione generale per  la  motorizzazione  del  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, alimentata  dalle  informazioni
contenute  nell'Archivio  nazionale  dei  veicoli   e   nell'Anagrafe
nazionale degli abilitati alla guida, di cui agli articoli 225 e  226
del decreto legislativo n. 285 del 1992, nonche' dalle informazioni e
dai  dati  forniti  gratuitamente  dalle  imprese  di  assicurazione,
direttamente o attraverso sistemi informativi centralizzati istituiti
presso le associazioni  di  rappresentanza,  relativi  alla  data  di
decorrenza, di sospensione e di scadenza delle coperture assicurative
r.c. auto dei veicoli a motore; 
    d)  "sistemi  elettronici  o  telematici":  il  complesso   delle
procedure   e    tecnologie    utilizzate    per    la    progressiva
dematerializzazione dei contrassegni; 
    e)  "impresa  di  assicurazione":  quella  con  sede  legale  nel
territorio della Repubblica autorizzata ai sensi dell'articolo 13 del
decreto  legislativo  7  settembre  2005,   n.   209,   all'esercizio
dell'attivita' assicurativa nel  ramo  r.c.  auto;  quella  con  sede
legale in un  altro  Stato  membro  dello  Spazio  Economico  Europeo
abilitata ai sensi degli articoli 23 e 24 del decreto legislativo  n.
209  del  2005  nel   territorio   della   Repubblica   all'esercizio
dell'assicurazione nel ramo r.c. auto, in regime di stabilimento o di
liberta' di prestazione di servizi, nonche' quella con sede legale in
uno Stato terzo, autorizzata ai sensi dell'articolo  28  del  decreto
legislativo  n.  209  del  2005  nel  territorio   della   Repubblica
all'esercizio dell'attivita'  assicurativa  nel  ramo  r.c.  auto  in
regime di stabilimento.
Art. 2 

            Oggetto, ambito di applicazione e decorrenza 

  1.  Il  presente  regolamento  definisce  le   modalita'   per   la
progressiva dematerializzazione dei contrassegni di assicurazione per
la responsabilita' civile verso i terzi  per  danni  derivanti  dalla
circolazione  dei  veicoli  a  motore  su   strada,   attraverso   la
sostituzione degli stessi con sistemi elettronici o telematici, cosi'
come previsto dall'articolo 31 del decreto-legge 24 gennaio 2012,  n.
1, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 27. 
  2. Il processo di dematerializzazione si conclude  entro  due  anni
dall'entrata in  vigore  del  presente  regolamento  con  conseguente
cessazione  da  quella   data   dell'obbligo   di   esposizione   del
contrassegno di  cui  all'articolo  127  del  decreto  legislativo  7
settembre  2005,  n.  209,  nonche'  all'articolo  181  del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285. 
  3. Entro il termine previsto dal successivo articolo  4,  comma  1,
lettera e), la  corrispondenza  dei  dati  relativi  al  veicolo  con
l'esistenza e la validita' della copertura assicurativa obbligatoria,
potranno essere verificate anche mediante l'utilizzo dei  dispositivi
o  mezzi  tecnici  di  controllo  e  rilevamento  a  distanza   delle
violazioni delle norme del codice della strada approvati od omologati
ai sensi dell'articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285. 

rt. 3 

                             Banca dati 

  1. Presso la Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e' istituita la  banca  dati  di
cui all'articolo 1, comma 1, lettera c). 
  2.  Al  fine  di  garantire  la  completa  dematerializzazione  dei
contrassegni di cui all'articolo 2, comma 1,  nonche'  la  successiva
operativita' dei sistemi  di  controllo  previsti  dall'articolo  31,
comma 3, del decreto-legge n.1 del 2012, la banca dati e'  alimentata
in  tempo  reale,  all'atto   del   rilascio   del   certificato   di
assicurazione, di cui all'articolo  127  del  decreto  legislativo  7
settembre 2005,  n.  209  e,  in  ogni  caso,  entro  il  termine  di
decorrenza della  copertura  di  cui  all'articolo  1901  del  codice
civile, nonche' all'atto della sospensione o dell'eventuale  scadenza
anticipata delle coperture assicurative della responsabilita'  civile
per  la  circolazione  dei  veicoli  a  motore.  A  tale  adempimento
provvedono  le  imprese  di  assicurazione,  direttamente  o,   ferma
restando  la  loro   responsabilita'   e   garantendo   comunque   la
veridicita', tempestivita' e validita'  delle  informazioni,  per  il
tramite  degli   intermediari   di   assicurazione   che   ne   hanno
rappresentanza, attraverso  collegamento  web  ed  idonee  interfacce
messe a disposizione dal Ministero delle infrastrutture e  trasporti,
ovvero  avvalendosi,   in   alternativa,   di   sistemi   informativi
centralizzati istituiti  presso  le  associazioni  di  rappresentanza
delle imprese di assicurazione. 
  3. Le informazioni relative  alla  copertura  assicurativa  per  la
responsabilita' civile verso i terzi sono rese  disponibili  mediante
l'accesso telematico gratuito alla banca dati da parte di chiunque ne
abbia interesse. 
  4. Limitatamente alle sole informazioni,  corrispondenti  a  quelle
dei contrassegni, contenute nella  banca  dati  di  cui  al  presente
regolamento,  la  trasmissione  dei  dati  relativi  alla   copertura
assicurativa per la responsabilita' civile verso i  terzi,  rilevanti
in chiave  antifrode,  prevista  al  comma  4  dell'articolo  21  del
decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179,  convertito  in  legge,  con
modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012 si  attua,  ai  sensi  del
comma 5 del medesimo articolo 21, con le modalita' di cui al comma  2
del presente articolo. 

 Art. 4 Processo di dematerializzazione 1. Al fine di garantire la completa dematerializzazione dei contrassegni assicurativi, secondo criteri di gradualita' e sostenibilita' tecnologica dell'implementazione della banca dati, il processo di dematerializzazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), si articola nelle seguenti fasi, ciascuna delle quali seguita da un congruo periodo di sperimentazione: a) nel termine di trenta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, la Direzione generale per la motorizzazione definisce e rende operativa la struttura informatica del database costituente la banca dati di cui all'articolo 3; b) nel termine di sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente regolamento, la Direzione generale per la motorizzazione provvede al popolamento del database attraverso la connessione ed il trasferimento massivo alla banca dati delle informazioni contenute negli archivi istituiti presso l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA); c) nel termine di un anno dalla entrata in vigore del presente regolamento, la Direzione generale per la motorizzazione definisce e, nel successivo termine di mesi sei, rende operative, le connessioni informatiche, nonche' i sistemi di accesso e trasmissione via web delle informazioni necessarie all'aggiornamento del database, da parte delle imprese di assicurazione secondo tutte le modalita' previste all'articolo 3, comma 2; d) nello stesso termine di operativita' di cui alla precedente lettera c), la Direzione generale per la motorizzazione definisce ed attiva i sistemi di accesso via web da parte dei cittadini alle informazioni detenute nella banca dati e indica le modalita' e i requisiti per l'accesso; e) nel termine di diciotto mesi dalla entrata in vigore del presente regolamento, la Direzione generale per la motorizzazione definisce e rende operativa la predisposizione della banca dati di cui all'articolo 3 per garantire la possibilita' di collegamento con i dispositivi, le apparecchiature ed i mezzi tecnici per il controllo del traffico e per il rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del codice della strada previsti dalle vigenti disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 285 del 1992, fatta salva l'eventuale adozione del decreto di cui all'articolo 31, comma 3, ultimo capoverso, del decreto-legge n. 1 del 2012. 2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministero dello sviluppo economico rendono noto, attraverso comunicazione fornita sui rispettivi siti web, lo stato di realizzazione del processo di dematerializzazione, di cui al presente articolo, e delle relative fasi di sperimentazione. Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 9 agosto 2013 Il Ministro dello sviluppo economico Zanonato Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lupi Visto, il Guardasigilli: Cancellieri Registrato alla Corte dei conti il 26 settembre 2013 Ufficio di controllo atti MISE - MIPAAF, registro n. 9, foglio n. 269

CASSAZIONE: ESCLUSE DA COMPORTO ASSENZE MALATTIA RICONDUCIBILI CONDOTTA AZIENDA

ottobre 3, 2013

Si richiama l’attenzione per la particolarita’ delle  questioni affrontate e definite la sottostante sentenza con cui la Corte di Cassazione ha escluso la leggittimita’ del licenziamento motivato dal superamento del periodo di vcomporto per le malattie del dipenfdente ,sostenendo che la medesime risultavano    diretta conseguenza dell’ambiente lavorativo e della condotta aziendale posta in essere nei suoi confronti, in particolare con le numerose sanzioni disciplinari poi accertate come illegittime.

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Sentenza 02 ottobre 2013, n. 22538

Svolgimento del processo

G. C. espose al Tribunale di Monza di essere dipendente della società B., e di aver prestato attività lavorativa in qualità di addetto al reparto macelleria presso il supermercato di B.; che dal luglio 2002 iniziò a ricevere una numerosa serie di contestazioni disciplinari, con altrettante sanzioni che andavano dalla multa alla sospensione; che durante i periodi di malattia, dal mese di dicembre 2002 al febbraio 2003, era stato sottoposto a ben 15 visite mediche di controllo; che nel marzo 2003 egli aveva avuto l’ennesimo rimprovero da altro superiore (Mauri), in seguito al quale aveva avuto una crisi psicologica ed aveva quindi ripreso ad assentarsi per malattia durante le quali assenze aveva ricevuto ulteriori numerose visite Fiscali; di essere stato quindi licenziato con lettera del 14 luglio 2003 per superamento del periodo di comporto.

Lamentò il C. la illegittimità delle sanzioni disciplinari inflittegli; il nesso causale tra la malattia e le condizioni di lavoro, le pressioni e le sanzioni illegittime subite, sia quindi la illegittimità del licenziamento, non potendosi ritenere superato il comporto, attesa la riconducibilità delle assenze per malattia alla condotta aziendale. Resisteva la società.

Il Tribunale ritenne, sulla scorta dell’istruttoria espletata, che le sanzioni irrogate fossero illegittime, alcune perché sproporzionate, altre per essere gli addebiti contestati insussistenti sul piano disciplinare, accertando altresì alcune condotte discriminatorie operate dalla società nei confronti del C.; ritenne inoltre, dopo aver disposto c.t.u. medico legale, che le assenze per malattia fossero conseguenza dell’ambiente lavorativo e della condotta aziendale posta in essere nei suoi confronti, in particolare con le numerose sanzioni disciplinari poi accertate come illegittime, da ciò derivando la loro non computabilità ai fini del calcolo del periodo di comporto. Condannò dunque la società alla reintegrazione del C. nel suo posto di lavoro ed al risarcimento del danno ex art. 18 legge n. 300\70, riconoscendo al lavoratore un danno non patrimoniale in base all’incapacità lavorativa accertata dal c.t.u. La B. s.p.a. proponeva appello; resisteva il C..

La Corte d’appello di Milano, con sentenza depositata il 22 dicembre 2010, respingeva il gravame.

Per la cassazione propone ricorso la società B., affidato a quattro motivi, poi illustrati con memoria.

Resiste il C. con controricorso.

Motivi della decisione

1.- Con il primo motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 414 c.p.c., nonché vizio di motivazione su un punto decisivo della controversia (ex art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 c.p.c.).

Lamenta che la sentenza impugnata ritenne erroneamente rituale il ricorso introduttivo della lite di cui essa ricorrente aveva eccepito tempestivamente la nullità per mancanza dei requisiti di cui all’art. 414 c.p.c. II motivo è infondato.

Questa Corte ha già osservato, che nel rito del lavoro, la valutazione di nullità del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, per mancata determinazione dell’oggetto della domanda o per mancata esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto sulle quali questa si fonda, implica una interpretazione dell’atto introduttivo della lite, riservata – salva la censurabilità in sede di legittimità per vizi della motivazione – al giudice del merito, il quale, in sede di appello, può peraltro trarre elementi di conforto del proprio convincimento circa la sufficienza degli elementi contenuti nel ricorso dal rilievo che essi consentirono al giudice di primo grado di impostare e svolgere l’istruttoria ritenuta necessaria per la decisione della controversia (Cass. 9 maggio 2012 n. 7097; Cass. n. 7843 del 2003).

La nullità del ricorso introduttivo per omessa determinazione dell’oggetto della domanda o per mancata esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto su cui essa si fonda, è in sostanza ravvisabile solo quando attraverso l’esame complessivo dell’atto risulti impossibile l’individuazione esatta della pretesa del ricorrente ed il resistente non possa apprestare una compiuta difesa, ciò che comporta l’esame non solo dell’atto ma anche delle ragioni esposte nella sentenza impugnata per affermare che il ricorso stesso sia o meno affetto dal vizio denunciato (Cass. n. 3126 del 2001; Cass. n. 820 del 2007).

A tale principio occorre qui dare continuità, rilevando non solo che il giudice di appello ha escluso, dall’esame complessivo dell’atto, che il ricorso rendesse impossibile l’individuazione esatta della pretesa del ricorrente, ma che, come risulta anche dalla parte espositiva, il primo giudice svolse adeguata attività istruttoria in ordine alle pretese avanzate dal C., nel pieno contraddittorio, anche di merito, con la società convenuta.

2. Con il secondo motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 c.c., 61, 62, 194, 416 e 421 c.p.c., nonché contraddittoria ed insufficiente motivazione su di un punto decisivo della controversia (ex art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 c.p.c.).

Lamenta che il giudice di appello si era ripetutamente sostituito alla parte nella ricerca delle prove, esercitando in modo irrituale i poteri ufficiosi dì cui all’art. 421 c.p.c. Evidenzia ala riguardo che il C. si limitò a produrre taluni certificati medici, ad avviso della ricorrente privi di valore probatorio in quanto contenenti giudizi e mere congetture, sicché la c.t.u. disposta dalla Corte territoriale era caratterizzata da inammissibili fini esplorativi, così come l’ordine di esibizione ad un Ospedale pubblico (ex art. 213 c.p.c.) di una cartella clinica del dipendente, sopperendo cosi alle lacune istruttorie su quest’ultimo gravanti.

3. Con il terzo motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 213, 416 e 421 c.p.c., nonché contraddittoria ed insufficiente motivazione su di un punto decisivo della controversia (ex art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 c.p.c.).

Lamenta che la Corte territoriale, confermò erroneamente quanto ritenuto dal Tribunale circa l’esistenza di significativi spunti di indagine, così da disporre una c.t.u. medico legale, da svolgersi per giunta sulla base di cartella clinica acquisita agli atti attraverso la richiesta ufficiosa ex art. 213 c.p.c., ciò che comunque determinava l’irrimediabile vizio della c.t.u. svolta.

Lamenta che i poteri ufficiosi non possono spingersi sino al punto di sanare decadenze già verificatesi.

4. Con il quarto motivo la società denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., nonché illogicità e contraddittorietà della motivazione su un punto decisivo della controversia (ex art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 c.p.c.), e cioè circa la sussistenza di un nesso di causalità tra le patologie riscontrate e le condizioni di lavoro, accertata dal c.t.u. solo in via probabilistica. Da ciò derivava anche il rigetto della domanda di illegittimità del licenziamento, basata sulla imputabilità a responsabilità del datore di lavoro delle assenze per malattia e conseguente loro irrilevanza ai fini del calcolo del periodo di comporto.

5. I motivi, che per la loro connessione possono congiuntamente esaminarsi, sono in parte inammissibili e per il resto infondati. Inammissibili in quanto il documento (la c.t.u.) su cui si fondano, risulta solo invocato ma non prodotto (e neppure invocata la sua esatta ubicazione all’interno dei fascicoli di causa).

Al riguardo deve infatti rimarcarsi che il ricorrente che, in sede di legittimità, denunci il difetto di motivazione sulla valutazione di un documento o di risultanze probatorie o processuali, ha l’onere di indicare specificamente le circostanze oggetto della prova o il contenuto del documento trascurato od erroneamente interpretato dal giudice di merito, producendolo ovvero indicandone la sua esatta ubicazione all’interno dei fascicoli di causa (Cass. sez.un. 3 novembre 2011 n. 22726), al fine di consentire al giudice di legittimità il controllo della decisività dei fatti da provare, e, quindi, delle prove stesse, che, per il principio dell’autosufficienza del ricorso per cassazione, la S.C. deve essere in grado di compiere sulla base delle deduzioni contenute nell’atto (Cass. ord. 30 luglio 2010 n. 17915).

Quanto alla denunciata violazione dell’art. 213 c.p.c., deve evidenziarsi che la richiesta di documentazione ivi prevista, a differenza dell’ordine di esibizione, non è subordinata all’istanza di parte e nella specie risulta giustificata dal materiale probatorio acquisito.

Nel rito del lavoro, del resto, caratterizzato dall’esigenza di contemperare il principio dispositivo con quello della ricerca della verità materiale, allorché le risultanze di causa offrono significativi spunti di indagine (nella specie correttamente ravvisati dalle deposizioni testimoniali, nonché dalla certificazione medica ritualmente acquisita in sede di merito), occorre che il giudice, anche in grado di appello, ex art. 437 cod. proc. civ., ove reputi insufficienti le prove già acquisite, eserciti il potere – dovere di provvedere di ufficio agli atti istruttori sollecitati da tale materiale probatorio (nella specie testimonianze e certificati medici), idonei a superare l’incertezza sui fatti costitutivi dei diritti in contestazione, sempre che tali fatti siano stati puntualmente allegati (ex plurimis, Cass. n. 2379 del 2007).

L’esercizio del potere ufficioso ex art. 421 c.p.c. presuppone in sostanza l’opportunità di integrare un quadro probatorio tempestivamente delineato dalle parti, come nella specie (da ultimo: Cass. 11 marzo 2011 n. 5878).

Risulta pertanto legittima anche la nomina del c.t.u., costituendo peraltro l’esercizio di un potere discrezionale rimesso alla discrezionale valutazione del giudice di merito, Cass. 13 marzo 2009 n. 6155.

Avendo il ricorrente allegato e quanto meno in parte provato la sussistenza di condizioni di lavoro potenzialmente dannose, la nomina del c.t.u. non risulta meritevole di censure.

Quanto all’idoneità di essa a costituire prova, deve rilevarsi che, come notato da Cass. n. 3990 del 2006, il giudice può affidare al consulente non solo l’incarico di valutare i fatti accertati o dati per esistenti (consulente deducente), ma anche quello di accertare i fatti stessi (consulente percipiente), ed in tal caso la consulenza costituisce essa stessa fonte oggettiva di prova, essendo solo necessario che la parte deduca il fatto che pone a fondamento del suo diritto e che il giudice ritenga che l’accertamento richieda specifiche cognizioni tecniche. (Cass. 13 marzo 2009 n. 6155; Cass. 26 novembre 2007 n. 24620; Cass. 15 aprile 2002 n. 5422; Cass. 7 marzo 2001 n. 3343).

5. Il ricorso deve pertanto respingersi.

Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in €.50,00 per esborsi, €.4.000,00 per compensi, oltre accessori di legge

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

ottobre 3, 2013

Si riporta l’elenco delle Aziende operanti in Abruzzo per cui ,nel periodo dal 23 al 30 settembre 2013,il Ministero del Lasvoro ha autorizzato l’intervento della CIGS.

Denominazione Azienda :    AUCHAN

con sede in :   ROZZANO

Prov :    MI

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Unità di :    PESCARA

Prov :    PE

Settore:    COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI

Decreto del  30/09/2013 n.  75917

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   01/04/2013   al   31/03/2014

********************

Denominazione Azienda :    MODA GROUP

con sede in :   CORATO

Prov :    BA

Causale di Intervento :    Crisi aziendale

Unità di :    SPOLTORE

Prov :    PE

Settore:    Commercio al dettaglio di confezioni per adulti, escluso l’abbigliamento in pelle

Decreto del  26/09/2013 n.  75786

Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   11/03/2013   al   10/03/2014

Con autorizzazione al pagamento diretto

Con autorizzazione al pagamento diretto

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Denominazione Azienda :    PUBLIPRESS

con sede in :   L’AQUILA

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Unità di :    L’AQUILA

Settore:    Edizione di riviste e periodici

Unità di :    PESCARA

Settore:    Edizione di riviste e periodici

Decreto del  26/09/2013 n.  75796

Con pagamento direttoi

*********************

Denominazione Azienda :    SAILA S.P.A.

con sede in :   CREMONA

Prov :    CR

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Unità di :    SILVI

Prov :    TE

Settore:    Produzione di cacao in polvere, cioccolato, caramelle e confetterie

Decreto del  26/09/2013 n.  75803

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   01/03/2013   al   28/02/2014

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Denominazione Azienda :    SECURMED S.P.A.

con sede in :   THIENE

Prov :    VI

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Unità di :    CAMPLI

Prov :    TE

Settore:    Fabbricazione di altri articoli in materie plastiche n.c.a.

Decreto del  26/09/2013 n.  75804

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   01/03/2013   al   28/02/2014

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Denominazione Azienda :    SILVER CAR SRL

con sede in :   AVEZZANO

Prov :    AQ

Causale di Intervento :    Concordato preventivo

Unità di :    AVEZZANO

Prov :    AQ

Settore:    FABBRICAZIONE DI CARROZZERIE PER AUTOVEICOLI

Decreto del  30/09/2013 n.  75877

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   01/06/2013   al   30/04/2014

Con autorizzazione al pagamento diretto

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Denominazione Azienda :    SITEF SERVICE SRL

con sede in :   CASTELLALTO

Prov :    TE

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Unità di :    ROSETO DEGLI ABRUZZI

Prov :    TE

Settore:    FABBRICAZIONE DI PARTI ED ACCESSORI PER AUTOVEICOLI (ESCLUSI QUELLI IN LEGNO) E PER I MOTORI DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI

Decreto del  24/09/2013 n.  75666

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   15/04/2013   al   14/04/2014

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Denominazione Azienda :    SODEXO ITALIA C/O BURGO GROUP

con sede in :   CINISELLO BALSAMO

Causale di Intervento :    Crisi aziendale

Unità di :    AVEZZANO

Settore:    Mense

Decreto del  26/09/2013 n.  75755

Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   01/02/2013   al   30/09/2013

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Denominazione Azienda :    SOGIPER SRL

con sede in :   MONSAMPOLO DEL TRONTO

Causale di Intervento :    Contratti di solidarieta

Settore:    Ipermercati

Unità di :    CHIETI

Settore:    Ipermercati

Unità di :    L’AQUILA

Decreto del  24/09/2013 n.  75704

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal   01/04/2013   al   31/03/2014

*********************

 

OPERATIVA SEMPLIFICAZIONE APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE PREVISTA DECRETO LEGGE 76/2013

ottobre 3, 2013

La parziale semplificazione di cui al titolo è quella  prevista dal decreto legge n.76/13 ,convertito in legge n.99/13,contenute nell’art.2 ,commi 1 ,2 e 3 che così  recitano:

1. Le disposizioni di cui al presente articolo contengono misure volte a fronteggiare la grave situazione occupazionale che coinvolge in particolare i soggetti giovani.

2. In considerazione della situazione occupazionale richiamata al comma 1, che richiede l’adozione di misure volte a restituire all’apprendistato il ruolo di modalita’ tipica di entrata dei giovani nel mercato del lavoro, entro il 30 settembre 2013 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano adotta linee guida volte a disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, anche in vista di una disciplina maggiormente uniforme sull’intero territorio nazionale dell’offerta formativa pubblica di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. Nell’ambito delle linee guida di cui al precedente periodo, possono in particolare essere adottate le seguenti disposizioni derogatorie dello stesso decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167:

a) il piano formativo individuale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a) e’ obbligatorio esclusivamente in relazione alla formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche;

b) la registrazione della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita e’ effettuata in un documento avente i contenuti minimi del modello di libretto formativo del cittadino di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 10 ottobre 2005, recante «Approvazione del modello di libretto formativo del cittadino»;

c) in caso di imprese multi localizzate, la formazione avviene nel rispetto della disciplina della regione ove l’impresa ha la propria sede legale.

3. Decorso inutilmente il termine per l’adozione delle linee guida di cui al comma 2, in relazione alle assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere trovano diretta applicazione le previsioni di cui alle lettere (( a), b) e c) )) del medesimo comma 2. (( Nelle ipotesi di cui al precedente periodo, resta comunque salva )) la possibilita’ di una diversa disciplina in seguito all’adozione delle richiamate linee guida ovvero in seguito all’adozione di disposizioni di specie da parte delle singole regioni.

Poiche’ entro il 30 settembre scorso la Conferenza Stato Regioni nonn hanno deliberato le linee guida  ,che avrebbero dovuto adottare ,dal primo ottobre  ,i principi contenuti nelle lettere , b) e c) trovano diretta applicazione ai contratti di apprendistato profesionalizzante costituiti  sino  al 31 dicembre 2015,   .

In particolare le modifiche intervengono su questi tre aspetti:

a) il piano formativo individuale è obbligatorio esclusivamente in relazione alla formazione perl’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche (formazione on the job);
b) la registrazione della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmenteacquisita è effettuata in un documento avente i contenuti minimi del modello di libretto formativo del cittadino di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 10 ottobre 2005;
c) in caso di imprese multi localizzate, la formazione avviene nel rispetto della disciplina dellaRegione ove l’impresa ha la propria sede legale.
 Circa  Il contenuto della lettera c) del comma 1 che introduce una
semplificazione per le imprese multi localizzate   tuttavia si ritiene di ricordare ,   che analoga previsione  è    già  presente  nell’attuale ordinamento , in virtù di quanto previsto nell’articolo 7, comma 10 delD.Lgs. 167/2011 (“I datori di lavoro che hanno sedi in più Regioni possono fare riferimento alpercorso formativo della Regione dove è ubicata la sede legale…”).
 E’ vero che   tra le due disposizioni  l’unica differenza è  rappresentata dall’utilizzo del verbo “possono” presente nel Testo Unico ,ma in merito si ritioene , l’utilizzo del verbo “possono” deve intendersi autorizzatorio per i datori di lavoro al pari di quanto indicato nella richiamata lettera c)
Va sottolineato che in questa ipotesi specifica possono fruire degli interventi di semplificazione icontratti sottoscritti dal 28 giugno 2013 in poi e non solo quelli sottoscritti dal 1 ottobre 2013.

Sempre in materia di novita’  sull’ apprendistato ,si segnala il comma

3 dell’art.9 del  provvedimento  legislativo in esame ,secondo cui:

“3. All’articolo 3 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n.167, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«2-bis. Successivamente al conseguimento della qualifica o diploma
professionale ai sensi del decreto legislativo 17ottobre 2005, n.226,contenente le Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell’articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53, allo scopo di conseguire la qualifica professionale ai finicontrattuali,e’ possibile la trasformazione del contratto inapprendistato professionalizzante o contratto di mestiere; in tal caso la durata massima complessiva dei due periodidi apprendistato non puo’ eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva di cui al presente decreto legislativo».
Si tratta    di una aggiunta che  riguarda il “dopo”’ottenimento della qualifica o del diploma professionale attraverso l’iter previsto dall’art. 3 ,del citato dec.legvo n. 167/2011
Si conclude riportando lo stralcio in materia della circolare del MLPS n.35/13
  A partire dal 1° ottobre 2013, in assenza della adozione delle linee guida, gli elementi d

cui alle precedenti lettere a), b) e c)
troveranno diretta applicazione
in relazione alleassunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
.Al riguardo, sotto il profilo ispettivo
,va pertanto tenuto presente quanto segue.
Rispetto ai citati
rapporti di apprendistatorimane intatto l’obbligo di svolgimento della
formazione finalizzataalla
acquisizione di competenze di base e trasversalidisciplinata dalle
Regioni. Ciò appare del resto confermato dalla circostanza secondo
cui per le imprese multi
localizzate, va osservata la disciplina “
della Regione ove l’impresa ha la propria sede legale
”,disciplina che evidentemente non può cheidentificarsi inquella
concernentel’offerta formativapubblica.
A tal proposito, attese le finalità di semplifica
zione della disposizione, va chiarito che il
richiamo ad un’unica disciplina
per l’acquisizione di competenze
di base e trasversaliva
principalmenteriferito a quelli che sono i contenutie la duratadella stessa formazione.
Ladisposizione vainfatti applicata compatibilmente con l’offerta formativa pubblica della Regione dove l’apprendista svolge la propria attività, senza che ciò comporti pertantoun obbligo difrequenza di corsiextra-Regione e quindi
maggiori oneri per le imprese
.In secondo luogo, atteso che l’elaborazione del Piano Formativo Individuale (PFI) èobbligatoria limitatamente alla “formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche”–e quindi alla formazione disciplinata dalla contrattazione collettiva– e che lo stesso Piano Formativo costituisce il principale riferimento ai fini della valutazione della
correttezza degli adempimenti in capo al datore di lavoro,
il personale ispettivo focalizzerà in via
assolutamente prioritaria la propria attenzione sul
rispetto del Piano,adottando eventuali provvedimenti dispositivi o sanzionatori,
secondo le indicazioni già fornite con circ. n. 5/2013esclusivamente in relazione ai suoi contenu
Quanto alla registrazione della formazione va invece evidenziato che
il relativo documento deve riportare i “contenuti minimi
” già individuati con il D.M. 10 ottobre 2005 ossia
queicontenuti
che, nell’ambito del Libretto Formativo del Cittadino
,fanno evidentementeriferimento alle
“Competenze acquisite in percorsi di apprendimento
” (sezione 2) oltre, evidentemente, alle
“informazioni personali
 del lavoratore (nome e cognome, codice fiscale ecc.)
.

EMENDAMENTI ED OO.DD.GG. CONVERSIONE DEC.LEGGE 101/13 IN DISCUSSIONE SENATO

ottobre 3, 2013

Si pubblicano alcuni degli emendamenti   al testo del provvedimento citato nel titolo,che risultano  approvati dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato ,presso cui il predetto e’ all’esame per la conversione in legge entro il 30 c.m-.rimarcando che gli emendamenti in questione devono essere vagliati e condivisi dala Comissione Bilancio.

EMENDAMENTI
(al testo del decreto-legge)
Art. 1.
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 1. -
(Disposizioni in materia di Pubblico impiego). – 1.
Al rap-porto di lavoro del pubblico impiego si applicano le disposizioni relative

al rapporto di lavoro privato

Al comma 2 sostituire le parole:
lev PP.AA non possono destinare risorse di «ammontare superiore all’80 per
cento del limite di spesa previsto per l’anno 2013 per l’acquisto, la manu-
tenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonche’per l’acquisto di
buoni taxi.»
con le seguenti:
«ammontare superiore al 50 per cento del li-
mite di spesa previsto per l’anno 2013 per l’acquisto, la manutenzione, il
noleggio e l’esercizio di autovetture, nonche
per l’acquisto di buoni taxi,ne’ possono acquistare nuove autovetture»
Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
«3-
bis
. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, non si applicano per
l’acquisto di mezzi necessari allo svolgimento di servizi a carattere so-
cio-sanitario correlati alla garanzia dei livelli essenziali di assistenza».
Al comma 4, aggiungere, in fine, le seguenti parole:
«, e comunquegarantendo ai comuni con meno di 5000 abitanti almeno una autovettura
necessaria allo svolgimento di servizi tecnico-amministrativi».
Dopo il comma 4, inserire il seguente:
«4-bis. Nei casi in cui e`ammesso l’acquisto di nuove autovetture, le
amministrazioni pubbliche ricorrono a modelli a basso impatto ambientale

e a minor costo d’esercizio, salvo motivate e specifiche eccezioni.”

Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:
«6-bis.
Al fine di favorire il contenimento delle spese per consulenze
esterne e velocizzare l’immissione in ruolo dei vincitori dei concorsi, in
deroga al limite del 20 per cento previsto all’articolo 66 del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 ago-
sto 2008, n. 133, per l’anno 2014, nei limiti delle risorse finanziarie deri-
vanti dalla riduzione di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo vengono
autorizzate le immissioni in ruolo, in numero pari ai posti messi a bando,
dei vincitori e degli idonei dei concorsi, cosı
`come risultanti dalle graduatorie definitivamente approvate»
«Art. 1-bis.(Riduzione delle spese per le auto blu)
1. Nessuna amministrazione pubblica, comprese le forze armate, puo
`avere in dotazione auto di servizio, ad esclusione di quelle adibite a fun-
zioni di difesa nazionale, sicurezza interna e soccorso pubblico.
2. Fermo restando quanto stabilito al comma precedente, hanno di-
ritto all’utilizzo per fini istituzionali dell’auto di servizio esclusivamente
i titolari delle seguenti cariche: il Capo dello Stato, i Presidenti del Senato
e della Camera, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente
della Corte costituzionale. Ciascun Ministero puo’ avere in dotazionenon piu
`di un auto di servizio.
3. Il personale in esubero per effetto dell’applicazione dei precedenti
commi 1 e 2 e collocato in mobilita
`
.4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi
entro 90 giorni dal’entrata in vigore della presente legge, su proposta del

 Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione e del
Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuate le auto vetture
di proprietapubblica risultanti in eccesso per effetto dell’applicazione
dei precedenti commi e sono disposte le modalita’per la loro dismi
ssione.
Dopo il comma 1, inserire i seguenti:
«1-bis
. Nelle more dell’adozione di una disciplina organica delle
so cieta’ controllate direttamente o indirettamente dalla medesima pubblica
amministrazione di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo30 marzo 2001, n. 165, o dai suoi enti strumentali,
ad esclusione di quelleemittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e delle so-
cieta
`dalle stesse controllate, anche al fine di dare attuazione alla norma-
tiva vigente in materia di societa
`pubbliche, gli enti che controllano le pre-
dette societaapprovano, in relazione ad esigenze di
riorganizzazione delle funzioni e dei servizi esternalizzati,
nonche’ di razionalizzazione delle
spese, di risanamento economico-finanziario e di eventuale accorpamento
delle stesse, piani industriali di risanamento, anche su proposta della so-
cieta, e adottano relativi atti di indirizzo e di attuazione, vigilando sul ri-
spetto degli stessi. Per le finalita di cui al presente comma si applicano,
per l’anno 2014, secondo le indicazioni contenute nei piani industriali e
negli atti di indirizzo adottati dagli enti controllanti, le procedure di cui
ai commi da 2 a 7, riferite al personale in servizio alla data del 31 dicem-
bre 2012 e in ogni caso prima di avviare nuove procedure di reclutamento
di risorse umane da parte delle medesime societa
`
.
1-ter
. Le autoritindipendenti di regolazione dei servizi di pubblica
utilita’ di cui alla legge 14 novembre 1995, n. 481, e di cui all’articolo
37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla
legge 22dicembre 2011, n. 214, assicurano il rispetto dei vincoli di
finanza pub-blica individuando autonomamente i capitoli di
spesa da ridurre al fine

di garantire il raggiungimento degli obiettivi di risparmio

fissati dalla legge».
Conseguentemente, sopprimere il comma 3.
Art. 2.

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis.
Gli Enti Locali, al fine di riorganizzare le proprie strutture
amministrative e ridurre le spese di personale, possono procedere alla ri-
soluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei propri dipen-
denti in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che avrebbero com-
portato la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre
2015 secondo la disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’arti-
colo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella legge
22 dicembre 2011, n. 214, con conseguente valenza dei requisiti anagrafici
e di anzianitacontributiva nonche’ del regime delle decorrenze previsti
dalla predetta disciplina pensionistica. Tali Enti procedono conseguente-
mente alla rideterminazione della dotazione organica entro 90 giorni dalla
cessazione del rapporto di-lavoro dei dipendenti di cui al periodo prece-
dente. Le cessazioni dal servizio dei predetti dipendenti possono essere
calcolate come risparmi utili per definire l’ammontare delle disponibilita
`finanziarie da destinare ad assunzioni, secondo la vigente legislazione imateria di limiti alle assunzioni, realizzabili nell’annualita
`successiva aquella in cui si verifica il collocamento a riposo».
Dopo l’
articolo 2
, inserire il seguente:
«Art. 2-
bis.
(Norme in materia di mobilita
`
dei dipendenti
delle Pubbliche Amministrazioni statali)
1. Al fine di un piu
`
efficace e razionale utilizzo delle risorse umane
finalizzato al contenimento della spesa pubblica il personale delle pubbli-
che amministrazioni statali, con qualifica non dirigenziale, in servizio alla
data del 31 dicembre 2012 in amministrazione statale diversa da quella di
appartenenza, in posizione di comando o fuori ruolo, con esclusione del
personale militare e delle forze di polizia, su domanda da presentarsi entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e inqua-
drato nei ruoli delle amministrazioni in cui presta servizio. in esse com-
presa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nei limiti dei posti vacanti.
Il personale e trasferito nel rispetto dell’ordine di anzianita
del servizio prestato in posizione di comando o fuori ruolo ed e
`inquadrato nella qua-lifica corrispondente.
A seguito delle procedure di trasferimento di cui al
presente comma, le dotazioni organiche delle amministrazioni di prove-
nienza sono ridotte in misura pari alle unitadi personale trasferito e
sono contemporanemnte a l’ ente trasferite le corrispondenti risorse finanziarie
relative al trattamento stipendiale.
2. A seguito dell’inquadramento del personale di prestito nelle quali-
fiche dell’organico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, eridotto in
misura corrispondente il contingente di personale non di ruolo utile per
l’espletamento dei compiti istituzionali di cui all’articolo 9 del decreto le-
gislativo 30 luglio 1999, n. 303.
3. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ,il personale non im-
mediatamente trasferito per carenza di posti disponibili in organico per-
mane nella posizione di comando o fuori ruolo, previo assenso dell’inte-
ressato, fino al successivo inquadramento a copertura dei posti resi si di-
sponibili in organico. E escluso ogni onere aggiuntivo per retribuzioni ri-
ferite, a qualsiasi titolo, a periodi precedenti alla data di entrata in vigore
della presente legge. Alle spese derivanti dall’attuazione del presente arti-
colo, si provvede in parte mediante le risorse trasferite di cui al comma 1

 e per la restante parte mediante le risorse finanziarie attualmente esistenti
nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
4. Le disposizioni del presente articolo, fermo restando il rispetto del-
l’invarianza finanziaria, non determina effetti sui saldi di finanza pub-

blica»

Sostituire il comma 1 con i seguenti:
«1. Per sopperire alle gravi carenze di personale degli uffici giudi-
ziari, il Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Organizzazione Giudi-
ziaria – utilizza le proprie graduatorie concorsuali in corso di validita
`
,in
assenza delle quali ricorre alle graduatorie vigenti nell’ambito del proprio
comparto di contrattazione collettiva e, successivamente, alle graduatorie
delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 2, comma l, del de-
creto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge
7 agosto 2012, n. 135, secondo le modalita
`
di cui all’articolo 3, comma
61, terzo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 fino a concorrenza
di almeno il 50 percento della carenza organica accertata alla data di en-
trata in vigore del presente decreto.
l-bis
. A copertura di una percentuale non inferiore al 30 per cento, o
a totale copertura della percentuale che dovesse residuare a seguito delle
assunzioni di cui al comma l, il Ministero della Giustizia – Dipartimento
dell’Organizzazione Giudiziaria, utilizza il personale dirigenziale e non di-
rigenziale delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 2, comma l,
del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 agosto 2012, n. 135, che presentano situazioni di soprannumera-
rietao di eccedenza rispetto alle loro dotazioni organiche ridotte. A tale
personale, e ‘consentito, sino al 31 dicembre 2014, il passaggio diretto a
domanda presso il Ministero della giustizia per ricoprire i posti vacanti
del personale amministrativo operante presso i predetti uffici giudiziari
con inquadramento nella qualifica corrispondente. Il passaggio avviene
mediante cessione del contratto di lavoro e previa selezione secondo cri-

 teri prefissati dallo stesso Ministero della giustizia in apposito bando. Al
personale trasferito si applica l’articolo 2, comma 11, lettera d)
, terzo e quarto periodo del predetto decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95.
l-ter
. Al fine di non disperdere le professionalita risultanti dalle con-
venzioni erogate in favore del personale tirocinante – ex lavoratori cassa
integrati, in mobilitaordinaria ed in deroga e lavoratori socialmente utili –operanti
presso i tribunali e le sedi distaccate del Ministero della Giustizia,
vengono stipulati contratti di formazione lavoro, con trattamento econo-
mico non inferiore ai minimi tabellari previsti per la qualifica corrispon-
dente, per la durata massima prevista dalla legislazione vigente, in favore
di coloro i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, risul-
tano gia assegnati alla propria sede di attivita
`
l-quater
. A copertura delle assunzioni di cui al comma 1, e alla sti-
pula dei contratti di cui al comma 3, si provvede utilizzando una quota del
gettito derivante dai commi 1 e 2 dell’articolo 13 del decreto del Presi-
dente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115 per un totale di
e
250.000.000 da ripartire in:
e
100.000.000 per l’anno 2014,
e
100.000.000 per l’anno 2015,
e

50.000.000 per l’anno 2016»

Art. 4.
 Dopo il comma 6, inserire il seguente:
«6-bis.
Per gli anni 2013, 2014 e 2015, le amministrazioni pubbliche
che hanno proceduto, ai sensi dell’articolo 1, comma 560, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, a indire procedure selettive pubbliche per titoli ed
esami, possono, in relazione al proprio effettivo fabbisogno e alle risorse
finanziarie disponibili, procedere alla stabilizzazione, a domanda del per-
sonale non dirigenziale di cui all’articolo 1, comma 558 della legge citata,
dei soggetti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato sotto-
scritto a conclusione delle procedure selettive precedentemente indicate,
che hanno maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, al-
meno tre anni di servizio alle proprie dipendenze negli ultimi cinque anni.
Nelle more delle procedure di stabilizzazione di cui al presente comma, i
contratti di lavoro in essere possono essere prorogati fino a conclusionedelle procedure stesse»
Dopo il comma 9, aggiungere i seguenti:
«9-bis.
Le graduatorie di merito del concorso di cui all’articolo 5,
comma 1, della legge 18 luglio 2003, n. 186, gia
`espletato in applicazionedel decreto del direttore generale per il personale della scuola – Diparti-
mento per l’istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’universita
e della ricerca) del 2 febbraio 2004, di cui all’avviso pubblicato nella
GazzettaUfficiale4a serie speciale, n. 10 del 6 febbraio 2004, sono trasformatein graduatorie ad esaurimento.
9-ter.
Le graduatorie di cui al comma 9-bis
sono utilizzate nella mi-sura del 50 per cento dei posti vacanti e disponibili nelle dotazioni orga-
niche previste dall’articolo 2 della legge n. 186 del 2003 per l’assunzione
a tempo indeterminato del personale docente di cui all’articolo 1 della me-
desima legge n. 186 del 2003.
9-quater.
Le assunzioni a tempo indeterminato a seguito della proce-
dura di cui all’articolo 3 della legge n. 186 del 2003 sono effettuate nella
misura del 50 per cento dei posti vacanti e disponibili nelle dotazioni or-
ganiche previste dall’articolo 2 della legge n. 186 del 2003.
9-quinquies.
Qualora le graduatorie di cui al comma 9-bis
siano esau-rite, i posti ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato sono intera-
mente assegnati alla procedura concorsuale prevista dall’articolo 3 della
legge n. 186 del 2003.
9-sexies.
Ai fini dell’inquadramento nei ruoli del personale di cui aicommi 9-ter
,9-quatere9-quinquiessi applicano le disposizioni di cuiall’articolo 1-ter
del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, ferme restando le
procedure di autorizzazione previste dall’articolo 39, comma 3-bis
, dellalegge 27 dicembre 1997, n. 449
Sostituire il comma 2 con il seguente:
«2. Gli ordini e i collegi professionali locali e nazionali sono esclusi
dall’applicazione dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,
n.135, nonchedel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il rapporto
di lavoro dei dipendenti dei predetti enti edisciplinato da ciascun ordine
e collegio nazionale mediante regolamento e contratto collettivo sotto-
scritto con le organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresen-

tative

Dopo il comma 5, inserire i seguenti:
«5-bis
. L’articolo 24, comma 14, letterae), primo periodo, del de-
creto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, si interpreta nel senso che tra i lavoratori
ivi individuati sono da intendersi inclusi anche i lavoratori, compresi i di-

 pendenti delle Regioni, delle Aziende sanitarie locali e degli Enti strumen-
tali, che alla data del 4 dicembre 2011 hanno in corso l’istituto dell’eso-
nero dal servizio ai sensi di leggi regionali di recepimento, diretto o indi-
retto, dell’istituto dell’esonero dal servizio di cui all’articolo 72, comma 1,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
5-ter
. L’articolo 24, comma 14, lettera e), secondo periodo, del de-
creto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, si interpreta nel senso che l’istituto del-
l’esonero si considera comunque in corso qualora il provvedimento di con-
cessione sia stato emanato a seguito di domande presentate prima del 4dicembre 2011
Al comma 8, aggiungere, in fine, il seguente periodo:
«Le regioni, le
province autonome e gli enti locali possono prorogare fino al 31 dicembre
2014 gli incarichi conferiti ai dirigenti ai sensi del comma 6 dell’articolo
19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dell’articolo 110,
commi 1 e 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, tenuto conto
del loro fabbisogno e dell’esigenza di assicurare la continuita amministra-
tiva nella prestazione dei servizi essenziali; il differimento della data di
scadenza del contratto non costituisce nuovo incarico, ma provoca esclu-
sivamente estensione dell’efficacia del contratto vigente».
Dopo il comma 8, inserire il seguente:
«8-bis.
L’articolo 19, comma 6-quater del Decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e
`abrogato. L’articolo 110 del Decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, ecosı sostituito:

“1. Il Regolamento di organizzazione puo prevedere che gli incarichi
di responsabilita dei servizi e degli uffici di livello dirigenziale e gli inca-
richi di alta specializzazione possano essere attribuiti mediante contratto a
tempo determinato stipulato con soggetti esterni all’ente nel caso di as-
senza di professionalita’ interne o con funzionari direttivi dell’ente nel
caso di carenza di dirigenti con contratto a tempo indeterminato.
2. Lo stesso Regolamento definisce il numero dei contratti a tempo
determinato, in misura pari o superiore ad una unita’
In ogni caso il nu-mero dei contratti a tempo determinato non puo`superare un terzo dei po-
sti a tempo indeterminato previsti nelle dotazioni organiche.
3. Gli incarichi assegnati con contratto a tempo determinato sono
conferiti previa selezione pubblica per esami e test volta ad accertare la
professionalita nelle materie oggetto dell’incarico, l’esperienza acquisita
per almeno 5 anni negli enti locali o in altre amministrazioni pubbliche
e l’idoneita’psico-attitudinale a svolgere l’attivita’ dirigenziale o di altspecializzazione negli enti locali”
Dopo il comma 11, inserire il seguente:
«11-bis
. A decorrere dall’anno 2014, in sede di contrattazione inte-
grativa delle Amministrazioni statali, le retribuzioni dei pubblici dipen-
denti sono commisurate anche al costo medio della vita nelle Province
in cui i dipendenti svolgono la loro attivita lavorativa. Entro il 30 novem-
bre di ciascun anno l’lstat elabora e fornisce al Ministero dell’economia e
delle finanze l’indice del costo medio della vita su base nazionale con la
relativa suddivisione su base provinciale. La perequazione delle retribu-
zioni dei pubblici dipendenti, per tener conto del costo medio della vita,
ecalcolata il primo di gennaio di ogni anno con la seguente modalita
`adeguamento proporzionale ove l’indice del costo medio della vita in

quella provincia sia differente rispetto a quello medio nazionale»

Dopo il comma 13, aggiungere i seguenti:
«13-
bis
. Il comma 31-
bis
dell’articolo 24 del decreto-legge n. 211 del
2011 e
`
sostituito dal seguente:
“31-
bis.
Il primo periodo del comma 22-
bis
dell’articolo 18 del de-
creto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, in legge
n. 111 del 2011, e
`
sostituito dal seguente: ’In considerazione della ecce-
zionalita
`
della situazione economica internazionale e tenuto conto delle
esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica
concordati in sede europea, a decorrere dal 1º gennaio 2014, i redditi, qua-
lunque sia la loro natura, sono assoggettati ad un contributo di perequa-
zione pari:
a)
al 10 per cento della parte eccedente l’importo di 90.000 euro
lordi annui fino a 120.000 euro lordi annui;
b)
al 15 per cento della parte eccedente l’importo di 120.000 euro
lordi annui fino a 150.000 euro lordi annui;
c)
al 20 per cento della parte eccedente l’importo di 150.000 euro
lordi annui fino a 200.000 euro lordi annui;
d)
al 25 per cento della parte eccedente l’importo di 200.000 euro
lordi annui fino a 260.000 euro lordi annui;

e)
al 30 per cento della parte eccedente l’importo di 260.000 euro
lordi annui fino a 300.000 euro lordi annui;
f)
al 30 per cento della parte eccedente l’importo di 300.000 euro
lordi annui fino a 350.000 euro lordi annui;
g)
al 40 per cento della parte eccedente l’importo di 350.000 euro
lordi annui fino a 390.000 euro lordi annui;
h)
al 50 per cento della parte eccedente l’importo di 390.000 euro

lordi annui”’»

Dopo il comma 13, aggiungere il seguente:
«13-bis.
Ai fini del contenimento della spesa pubblica, a decorrere
dall’anno 2014 la spesa annua per aspettative, distacchi e permessi sinda-
cali nei confronti delle amministrazioni di cui agli articoli 1, comma 2 e
70, comma 4 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in base ai
contingenti fissati dagli accordi quadro di cui all’articolo 50 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dai contratti collettivi di cui al
comma 4 dell’articolo 70 del medesimo decreto legislativo, non puo
essereuperiore, rispettivamente, al 30 per cento per i distacchi sindacali ed al

70 per cento per i permessi sindacali di quella sostenuta nell’anno 2012»

Dopo il comma 13, aggiungere il seguente:
«13 bis.
Ai fini dell’equiparazione dei trattamenti disciplinari tra il
settore pubblico ed il settore privato, il Governo e’ delegato ad emanare,
entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, uno o
piudecreti legislativi volti a regolare i licenziamenti individuali per giusta
causa o giustificato motivo soggettivo nel pubblico impiego secondo i se-
guenti principi e criteri direttivi:
1) il licenziamento deve essere comunicato in forma scritta;

2) la comunicazione deve contenere la specificazione dei motivi
che lo hanno determinato;
3) il termine per il ricorso giudiziale efissato in 180 giorni;
4) previsione di un’indennita
risarcitoria onnicomprensiva determi-
nata tra un minimo di dodici ed un massimo di ventiquattro mensilita
`dell’ultima retribuzione di fatto».
Dopo il comma 13, aggiungere il seguente:

«13-bis.
In occasione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali del
pubblico impiego successivi all’entrata in vigore della legge di conver-
sione del presente decreto-legge, l’orario ordinario di lavoro applicato al
settore del pubblico impiego dovra’ essere elevato a quaranta ore settima-
nali, armonizzandolo a quello del settore privato. L’aumento delle ore
contrattuali di lavoro non comporta un incremento di salario.»

ORDINI DEL GIORNO

Soppressione Tribunali Militari

 In  attesa di una riforma costituzionale dell’articolo 103, terzo
comma, che preveda il definitivo superamento dei tribunali militari con
l’istituzione presso ogni organo giudiziario ordinario di una sezione spe-
cializzata per i reati militari, vi ela pressante necessita, anche in conside-
razione della grave crisi economica che sta vivendo il nostro Paese e te-
nuto conto di quanto teste
`motivato, di razionalizzare le risorse destinate
all’amministrazione della giustizia militaresi impegna il Governo
a valutare la necessita di ridurre, ai fini del contenimento della
spesa e della razionalizzazione dell’ordinamento giudiziario militare la
consistenza degli organici della magistratura militare e del relativo perso-
nale, per calibrarli sulle effettive esigenze di servizio, e di conseguenza a
considerare la soppressione dei tribunali militari e delle procure militari
della Repubblica di Verona e di Napoli, nonche’ del tribunale e dell’ufficio
militare di sorveglianza di Roma.

NUOVE MODALITA’ PER RINNOVO PATENTI GUIDA

ottobre 3, 2013

Le nuove modalita’ sono previste e disciplinate dal decreto del Ministro dei Trasporti sottostante,pubblicato sulla G.U.n.231 del 2 ottobre 2013

 

          IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

  Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante "Nuovo
Codice  della  strada",  come  da  ultimo  modificato   dal   decreto
legislativo  18  aprile  2011,  n.  59,  recante  "Attuazione   delle
direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida",
e dal Capo I del decreto legislativo  16  gennaio  2013,  n.  2,  che
modifica ed integra le disposizioni del citato decreto legislativo n.
59 del 2011; 
  Visto in particolare l'articolo 119, commi  2  e  4,  del  predetto
decreto legislativo n. 285 del 1992, concernente l'individuazione dei
soggetti  certificatori  in  materia  di   requisiti   di   idoneita'
psicofisica alla guida; 
  Visto il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante  "Codice
dell'ordinamento militare" ed in particolare  il  combinato  disposto
degli articoli 200,  comma  1,  lettera  e),  e  201,  comma  1,  che
attribuisce a talune strutture mediche militari competenza in materia
di certificazione dei requisiti di idoneita' psichica e  fisica  alla
guida di autoveicoli; 
  Visto altresi' l'articolo 126,  comma  8,  del  piu'  volte  citato
decreto legislativo n. 285 del 1992 che, in materia  di  conferma  di
validita' della  patente  di  guida,  prevede  che  la  stessa  venga
comprovata a mezzo della emissione  di  un  duplicato  della  patente
posseduta, recante la nuova data di scadenza: a tal fine dispone  che
i medici di cui all'articolo 119, comma 2, e le  Commissioni  mediche
locali, di cui al comma 4 dello stesso articolo 119,  sono  tenuti  a
trasmettere all'ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la
navigazione ed i sistemi informativi e statistici i dati e ogni altro
documento utile; 
  Vista la legge 29 luglio 2010, n.  120,  recante  "Disposizioni  in
materia di sicurezza stradale",  ed  in  particolare  l'articolo  21,
comma  2,  che  prevede  che   con   decreto   del   Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti  siano  stabiliti  i  contenuti  e  le
procedure di comunicazione del rinnovo di validita' della patente, di
cui al comma 5 (ora comma 8) del suesposto articolo 126  del  decreto
legislativo n. 285 del 1992, come modificato dal comma 1 dello stesso
articolo che, nelle more, non e' efficace; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre  1992,
n. 495, recante "Regolamento di esecuzione ed  attuazione  del  Nuovo
Codice della strada", ed in  particolare  l'articolo  331,  comma  2,
nella parte in cui prevede che, in  caso  di  conferma  di  validita'
della patente, l'esito della visita medica deve essere comunicato  al
competente ufficio centrale del  Dipartimento  per  i  trasporti,  la
navigazione ed i sistemi informativi e statistici in forma cartacea o
in via telematica o su supporto magnetico secondo  precisi  tracciati
record; 
  Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  come  modificato
dalla   legge   17   dicembre   2012,   n.   221,   recante   "Codice
dell'amministrazione digitale", ed in particolare il Capo II, sezione
I "Documento informatico", che detta disposizioni in ordine  alla  de
materializzazione della documentazione amministrativa; 
  Visto il decreto del Capo del  Dipartimento  per  i  trasporti,  la
navigazione ed i sistemi informativi e statistici  31  gennaio  2011,
pubblicato nella G.U. 16 febbraio 2011, n. 38 recante  "Modalita'  di
trasmissione della certificazione medica per il  conseguimento  e  il
rinnovo della patente di guida", e successive modificazioni,  con  il
quale, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, della citata legge n.  120
del 2010, e' stato assegnato un codice di identificazione a  ciascuno
dei summenzionati soggetti certificatori; 
  Considerato  che   l'applicazione   delle   disposizioni   di   cui
all'articolo 126, comma 8, del decreto legislativo n. 285  del  1992,
e' funzionale a soddisfare l'obbligo comunitario di cui  all'articolo
3, paragrafo 3, della direttiva 2006/126/CE, che impone  la  graduale
sostituzione di tutte le patenti emesse prima del 19 gennaio 2013 con
quella conforme al modello UE; 
  Considerata  la  necessita'  di  dare  seguito  alle   disposizioni
previste  dal  citato  "Codice  dell'amministrazione  digitale",  che
prevedono la progressiva digitalizzazione delle procedure attualmente
in  essere,  favorendo  il  processo   di   dematerializzazione   con
conseguente  drastica  riduzione  della   documentazione   in   forma
cartacea; 
  Ritenuto, pertanto, di dover uniformare l'applicazione del  dettato
del summenzionato articolo 331, comma 2, del d.P.R. n. 495 del  1992,
alle disposizioni del piu' volte citato "Codice  dell'amministrazione
digitale",  prediligendo  la  trasmissione  dell'esito  della  visita
medica  al  competente  ufficio  centrale  del  Dipartimento  per   i
trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi  e  statistici  in
via telematica; 
  Sentito il Ministero della salute; 

                              Decreta: 

                               Art. 1 

Contenuti della comunicazione del rinnovo di validita' della  patente
                              di guida 

  1. Ai fini del rinnovo di validita' di  una  patente  di  guida,  i
medici e le strutture di cui all'articolo 119, comma 2,  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285  e  successive  modificazioni,  le
commissioni mediche locali di cui al comma 4 dello stesso articolo  e
strutture di cui all'articolo 201, comma 1, del  decreto  legislativo
15 marzo 2010, n. 66, all'esito di' ciascuna  visita  medica  per  la
conferma dei requisiti di idoneita' psichica e fisica alla  guida  di
veicoli a motore, trasmettono telematicamente,  all'ufficio  centrale
operativo del Dipartimento per  i  trasporti,  la  navigazione  ed  i
sistemi informativi e statistici, una comunicazione dei contenuti del
certificato medico, redatta nel  rispetto  dei  principi  di  cui  al
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante Codice in materia
di protezione dei dati personali e relativa al titolare della patente
di cui e' richiesta la predetta conferma, avente i seguenti contenuti
minimi: 
  a) cognome, nome, luogo e data di nascita; 
  b) numero e categoria della patente posseduta; 
  c) indirizzo presso il quale inviare il  duplicato  della  patente,
rinnovato nella validita'; 
  d) luogo e data della visita medica; 
  e)  espressione  del  giudizio  di   idoneita',   con   indicazione
specifica, se del caso, del termine ultimo di validita' del  rinnovo,
se  stabilito  in   misura   ridotta   rispetto   alle   disposizioni
dell'articolo 126 del decreto legislativo n. 285 del  1992,  e  della
riclassificazione della patente posseduta dall'interessato; 
  f) eventuali prescrizioni relative al conducente o a modifiche  del
veicolo, da indicarsi con i prescritti codici armonizzati unionali  o
nazionali; 
  g) codice di identificazione del medico, dell'amministrazione e del
corpo o della commissione medica locale, di  cui  rispettivamente  ai
commi 2 e 4 dell'articolo 119, del predetto  decreto  legislativo  n.
285 del 1992, o della struttura di cui al citato articolo 201,  comma
1, del decreto legislativo n. 66 del, 2010. 

Art. 2 

Acquisizione della  fotografia  e  della  firma  del  titolare  della
                          patente di guida 

  1. Ai fini dell'emissione del duplicato  della  patente,  rinnovato
nella   validita',   il   sanitario   o   l'ufficio    che    procede
all'accertamento trasmette,  unitamente  alla  comunicazione  di  cui
all'articolo 1 e nelle medesime forme,  foto  e  firma  del  titolare
della patente stessa. 

                               Art. 3 

 Ricevuta dell'avvenuta conferma di validita' della patente di guida 

  1.  Il   sistema   informatico,   in   caso   di   esito   positivo
dell'acquisizione e verifica dei dati e della documentazione  di  cui
rispettivamente agli articoli I e 2, genera una  ricevuta  recante  i
dati anagrafici del titolare di patente, il  numero  e  la  categoria
della stessa, le eventuali prescrizioni relative al  conducente  o  a
modifiche del veicolo e la  nuova  data  di  scadenza  della  patente
stessa. 
  2. Il medico, stampata in carta semplice  la  ricevuta  di  cui  al
comma 1, la consegna immediatamente all'interessato. 
  3. La  ricevuta  di  cui  al  comma  1  e'  valida  ai  fini  della
circolazione fino al  ricevimento  del  duplicato  della  patente  di
guida, rinnovato nella  validita',  e  comunque  non  oltre  sessanta
giorni dalla data di rilascio. 

rt. 4 

                 Ulteriori disposizioni procedurali 

  1. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti,
da adottare entro trenta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  del
presente  decreto,  d'intesa  con  il  Ministero  della  salute  sono
stabilite le procedure necessarie all'applicazione delle disposizioni
di cui agli articoli 1, 2 e 3. 

   Disposizioni finali 

  1. Le amministrazioni competenti provvedono a dare attuazione  alle
disposizioni di cui al presente  decreto  nell'ambito  delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a  legislazione  vigente
e, comunque, senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica. 
 Art. 6 

                          Entrata in vigore 

  1. Le disposizioni del presente decreto si  applicano  a  decorrere
dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in  vigore,  ad
eccezione di quelle contenute nell'articolo 4. 
  Il presente  decreto  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana entra in vigore il giorno  successivo  alla  data
della sua pubblicazione. 
    Roma, 9 agosto 2013 

                                                    Il Ministro: Lupi

PREVISTE MODIFICHE D.L.101/13 PER RILASCIO CERTIFICATI SANITARI E VISITE FISCALI

ottobre 2, 2013

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ,che ha completato l’esame di competenza sul dec,legge n.101/13 ,da convertiore in legge  ha approvato varie modifiche ed integrazioni al testo del provvedimento ,tra cui le seguenti previste dall’art.4 bis aggiunto  al testo del decreto in questione:

All’articolo 4bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertit , con modificazioni,dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il comma 2 è sostituito dal seguente:

’’2. I certificati per l’attività sportiva non agonistica di cui all’articolo 3 del
 citato decreto delministro della salute 24 aprile 2013 vengono rilasciati dai medici di medicina generale e dai pediatridi libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport e daimedici della Federazione medico-sportiva italiana del Comitato olimpico nazionale italiano
. Aifini del rilascio di tali certificati, i medici certificatori si avvalgono, oltre chedell’esame clinico, degli accertamenti previsti dalle linee guida approvate con decreto del Ministro della salute, suproposta della Federazione
nazionaledegli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatr, sentito il ConsigliosuperiorediSanità’’.
7. Le funzioni di accertamento medico-legale relative alle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti svolte dalle aziende sanitarie locali sono trasferite all’Istituto nazionale della previdenzasociale (I.N.P.S.), che succede in tutti i rapporti attivi epassivi. Per i dipendenti delleamministrazioni pub
bliche, gli accertamenti sono disposti nel rispetto del regime previstodall’articolo 55-
septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
8. In sede di approvazione della legge di bilancio è stabilita la dotazionedeglistanziamenti a favoredell’I.N.P.S. con destinazione vincolataagliaccertamenti medico-legali per le assenze permalattia,
secondo quanto previsto dall’articolo 17, comma 5, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,convertitocon modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
9. Gli oneri per l’espletamento degli accertamenti medico legali di cui al comma 8 sono acarico dell’I.N.P.S. Le liste speciali, già costituite ai sensi del comma 12 dell’articolo 5 del decreto- legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n.638, sono trasformate in liste speciali ad esaurimento, nelle quali vengono confermati i medici inseriti nelle suddette liste alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e che vi risultavano già iscritti alla datadel 31 dicembre 2007.
10. Entrocentottantagiorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto sono stabilite le modalità attuative delle disposizioni di cui ai commi da 7 a 9 e i requisiti di idoneità ed appropriatezza delle strutture e delle risorse umane dedicate alla specificafunzione, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concertocon il Ministro del lavoro e della previdenzasociale e
il Ministro dell’economia e delle finanze,sentito il Ministro della salute.

INPS:RISULTATI CLICK DAY INCENTIVI ASSUNZIONI GIOVANI

ottobre 2, 2013

Sono state oltre 5.500 le domande di incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani tra 18 e 29 anni nelle prime 3 ore di avvio delle prenotazioni. Lo comunica l’Inps, ricordando che l’incentivo sarà di un terzo della retribuzione fino a un massimo di 650 euro al mese.

”Nella prima ora di collegamento – scrive l’Inps – si è registrato un ritmo di arrivo di una richiesta al secondo. Nelle prossime ore l’Istituto fornirà i dati della ripartizione regionale e della distribuzione dei fondi”. In questo modo sono state avviate le procedure per l’assegnazione dei 794 milioni di incentivo sperimentale per promuovere contratti a tempo indeterminato di circa 100.000 giovani assunti fra il 7 agosto 2013 e il 30 giugno 2015. Potranno accedere alle agevolazioni le aziende che assumono giovani fra i 18 e i 29 anni privi di impiego da almeno sei mesi o senza un diploma di scuola media superiore.

L’incentivo, per i nuovi contratti a tempo indeterminato che aumentino l’occupazione complessiva dell’azienda, sarà di un terzo della retribuzione (fino a un massimo di 650 euro al mese) per una durata massima di 18 mesi (12 mesi nel caso di trasformazioni di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato). Dei 794 milioni stanziati, 148 sono previsti per il 2013 e 248 per il 2014 e il 2015. Per il 2016 sono previsti 150 milioni. Quasi due terzi delle risorse sono destinate alle Regioni del Sud (500 milioni nel complesso).

In ordine a quanto sopra ,si registra una decisa presa di posizione dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro ,secondo cui”Partecipare al ‘Click day’ Inps di ieri per il bonus under 30 per molti consulenti del lavoro si è rivelata un’altra lotta contro il malfunzionamento dei sistemi della Pubblica amministrazione”. Un “altro disastro” L’associazione dei consulenti   parla  di “matricole di aziende rifiutate, comunicazioni di irregolarità nella applicazione informatica, criticità nella compilazione on line della modulistica”. E questo con “il risultato che molte aziende rimarranno fuori dalle agevolazioni non per un loro ritardo di presentazione della domanda, ma per il disservizio”. L’Ancl “si riserva di intraprendere azioni legali”

ISTAT: DATI OCCUPATI E DISOCCUPATI AGOSTO 2013

ottobre 2, 2013

Ad agosto 2013 gli occupati sono 22 milioni 498 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione dell’1,5% su base annua (-347 mila).

Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di 0,8 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 127 mila, aumenta dell’1,4% rispetto al mese precedente (+42 mila) e del 14,5% su base annua (+395 mila).

Il tasso di disoccupazione si attesta al 12,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti nei dodici mesi.

Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 667 mila e rappresentano l’11,1% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 40,1%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,5 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente (-42 mila unità) e dello 0,8% rispetto a dodici mesi prima (-113 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua.


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