SENTENZA CORTE CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO PER FALSA ATTESTAZIONE PRESENZA LAVORO MEDIANTE BADGE

10/04/2016

 L’A.N.A.S.  appellava la sentenza  del Tribunale  con cui era stata respinta la sua domanda ,diretta alla declaratoria di legittimità della sanzione del licenziamento irrogata al dipendente ,lamentando  l’erronea valutazione delle risultanze istruttorie da cui, a differenza di quanto ritenuto dal primo giudice, era emersa la piena prova del fatto contestato all’O. (essere stato assente dal lavoro nei periodo 25-29.8.08, mentre dal sistema di rilevazione elettronica delle presenze risultavano sue regolari timbrature).

La Corte d’appello   rigettava il gravarne. e quindi l’Anas impugnava il rigetto per cassazione per  quattro motivi, ,dichiarati inammissibili dalla Corte Suprema che ,peraltro , ha rimarcato   che la sentenza impugnata ha accertato, in base alle risultante istruttorie, il fatto storico controverso (la contestata assenza dal lavoro nei giorni 24-28 agosto e la loro presunta attestazione di presenza a mezzo di timbrature non veritiere), ritenendo che dalle emergenze di causa era risultato che l’O. si era assentato unicamente il giorno 28.8.08 e per sole due ore (tra le 15,30 e le 17,30), peraltro per assistere la moglie in stato di gravidanza. Risulta dunque un adeguato esame del fatto storico decisivo, ed una corretta valutazione della proporzionalità della sanzione, calibrata dall’azienda dei resto sulla ben più grave contestata assenza per più giorni e fraudolentemente occultata attraverso illecita timbratura dei cartellini di presenza per tutti i quattro giorni contestati.

 Inoltre ha aggiounto che  risulta ammissibile la censura laddove lamenta che anche l’assenza per due ore il giorno 28.8.08 doveva ritenersi, a differenza di quanto motivato dalla sentenza impugnata, giustificare il licenziamento, trattandosi di apprezzamento di fatto rimesso al prudente giudizio di giudice di merito.

Infine  , fatto presente che anche quanto alla valutazione dei precedenti disciplinari, deve rilevarsi che la Corte di merito ha motivatamente accertato che trattavasi di precedenti non specifici, ed in larga parte assai risalenti nel tempo, sicché non poteva tenersene conto al fine di valutare la legittimità del licenziamento in questione, ha rgettato il ricorso.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 aprile 2016, n. 6587

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DECRETO MINISTERO GIUSTIZIA ESAME STATO PROFESSIONE FORENSE

10/04/2016

Si richiama l’attenzione sul sotto riportato decreto del Ministero di  Giustizia   relativo al  Regolamento   recante la  disciplina delle modalità e delle procedure per lo svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali

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MINISTERO GIUSTIZIA – Decreto ministeriale 25 febbraio 2016, n. 48

INPS:AVVIO ATTIVITA’ TERMALI 2016-2018

10/04/2016

Si segnala il sotttosegnato Messaggio con cui l’Inps fornisce indicazioni circa l’avvio delle attivita’ termali per il periodo 2016/18  ,precisando l’elenco delle   strutture convenzionate.

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INPS – Messaggio 06 aprile 2016, n. 1508

MLPS:BLOCCO TEMPORANEO CLICLAVORO

07/04/2016

Comunicato dfel Mlps

 

A partire dalle ore 14.00 di venerdì 8 aprile e fino alle ore 9.00 di lunedì 11 aprile 2016, cliclavoro non sarà raggiungibile per un intervento di manutenzione alla piattaforma tecnologica.

Si informa che la procedura delle dimissioni telematiche rimarrà accessibile per i soli cittadini muniti di PIN INPS dispositivo dal sito www.lavoro.gov.it.

Sarà inoltre possibile per le aziende, registrate al portale e abilitate all’utilizzo del servizio, effettuare le comunicazione per il lavoro intermittente tramite la modalità SMS, esclusivamente in caso di prestazione da rendersi non oltre le 12 ore dalla comunicazione. In alternativa potrà essere inviato il modulo UNI_INTERMITTENTI, all’indirizzo PEC intermittenti@pec.lavoro.gov.it, o via fax al numero della Direzione Territoriale del Lavoro competente.

 

Fonte: cliclavoro.gov.it

 

MLPS:AGGIORNAMENTO FAQ CONVALIDA DIMISSIONI E RISOLUZIONI CONSENSUALI

07/04/2016

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, in data 5 aprile 2016, sul proprio sito http://www.cliclavoro.gov.it, le ultime FAQ in materia di procedura per le dimissioni telematiche (dalla 26 alla 32).

Pertanto si riportano  tutte, insieme alla circolare n. 12/2016, per avere una visione completa dell’argomento.

 

1. Quali categorie di lavoratori non dovranno utilizzare la procedura per presentare le proprie dimissioni o risoluzione consensuale?
Il Decreto Legislativo n.151/2015 esclude i lavoratori domestici, le risoluzioni consensuali raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale. Sono poi esclusi i genitori lavoratori nelle ipotesi indicate nell’articolo 55, comma 4 del Decreto Legislativo n.151/2001 che prevedono la convalida presso gli Uffici territoriali competenti. La circolare n.12/2016 specifica inoltre che non dovrà essere utilizzata la procedura nei casi di recesso durante il periodo di prova e per i rapporti di lavoro marittimo.

2. La procedura dovrà essere utilizzata solo dai lavoratori del settore privato?
Sì, come indicato al punto 1.2 della circolare n.12/2016, la procedura non si applica ai rapporti di lavoro del pubblico impiego.

3. Anche le lavoratrici che hanno pubblicato la data del loro matrimonio per cui vige il divieto di licenziamento devono effettuare la procedura?
Sì, anche in questo caso, dovrà essere compilato il modello telematico per presentare le proprie dimissioni o effettuare la risoluzione consensuale.

4. La procedura dovrà essere utilizzata dai collaboratori coordinati e continuativi nei casi di recesso anticipato?
No, la procedura si applica ai rapporti di lavoro subordinato, così come indicato al punto 1.1 della circolare n.12/2016.

5. L’interruzione anticipata del tirocinio prevede l’applicazione della procedura per le dimissioni volontarie?
No, perché il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro subordinato.

6. Dovranno utilizzare la procedura anche i lavoratori che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata?
Sì.

7. Nell’ipotesi di dimissioni presentate in data antecedente al 12 marzo 2016 ma la cui cessazione avvenga successivamente, per effetto della decorrenza del preavviso, è necessario utilizzare la procedura?
No. Il DM 15 dicembre 2015 disciplina le modalità di comunicazione delle dimissioni al momento in cui si manifesta la volontà e non già la data di decorrenza. Pertanto se le dimissioni sono state presentate prima del 12 marzo 2016 trova applicazione la normativa di cui alla legge n. 92/2012.

8. Devo presentare le dimissioni o la risoluzione consensuale, come accedo alla procedura telematica in qualità di cittadino?
È necessario essere in possesso del PIN INPS dispositivo.

9. A chi devo rivolgermi per ottenere il PIN INPS dispositivo?
Il PIN dispositivo è rilasciato dall’INPS  e potrà essere richiesto online sul sito www.inps.it o recandosi presso una delle sedi territoriali dell’Istituto.

10. Non conosco l’indirizzo PEC del datore di lavoro, cosa devo inserire?
È possibile inserire come recapito email anche una casella di posta non certificata.

11. È necessario possedere il PIN INPS dispositivo e la firma digitale anche se si presentano le dimissioni – o la risoluzione consensuale – attraverso un soggetto abilitato?
No.

12. Posso rivolgermi solo ad un soggetto abilitato presente nel mio luogo di residenza?
No, l’assistenza di un soggetto abilitato potrà essere richiesta sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla propria residenza o sede lavorativa.

13. Il modello è disponibile anche in altre lingue?
Sì, è disponibile anche una versione del modello telematico in lingua tedesca, secondo quanto previsto dallo Statuto della Provincia Autonoma di Bolzano.

14. Sono un soggetto abilitato come devo accedere alla procedura?
Sarà necessario registrarsi su Cliclavoro con il profilo di “Operatore” per ottenere le credenziali di accesso.

15. Sono un consulente del lavoro, posso essere abilitato?
No, l’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015 non prevede che il singolo professionista possa ritenersi abilitato alla trasmissione dei modelli di dimissione o risoluzione consensuale del rapporto. Sono abilitate le Commissioni di certificazione istituite presso i consigli provinciali dei consulenti del lavoro ai sensi dell’articolo 76, comma 1 lett c-ter) del D.lgs. 276/2003.

16. I lavoratori con contratto a tempo determinato che intendano dimettersi dovranno usare la nuova procedura?
Sì, come indicato al punto 1.1 della circolare n. 12/2016 le dimissioni da rapporto di lavoro a tempo determinato rientrano nel campo di applicazione della nuova procedura.

17. La procedura influisce sul periodo di preavviso da parte del lavoratore?
No. Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sull’obbligo di preavviso in capo al lavoratore e non modifica la disciplina del rapporto e della sua risoluzione. Pertanto restano ferme le disposizioni di legge o contrattuali in materia di preavviso.

18. Qual è la data di decorrenza da indicare nella compilazione del modello telematico?
La data di decorrenza delle dimissioni è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro cessa. Pertanto la data da indicare sarà quella del giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.

19. Per gli esodi volontari effettuati a seguito di accordo sindacale aziendale e realizzati anche attraverso il Fondo di Solidarietà di categoria, la nuova procedura deve essere applicata?
La nuova procedura non trova applicazione se le risoluzioni consensuali sono state raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale (cd. Sedi “protette”), secondo quanto previsto dal comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.

20. Il modulo telematico ha la funzione di convalidare delle dimissioni già presentate con altra forma o quella di comunicare la volontà di dimettersi?
Il modello telematico non ha la funzione di convalidare dimissioni rese in altra forma bensì introduce la “forma tipica” delle stesse che per essere efficaci devono essere presentate secondo le modalità introdotte dall’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.

21. Nel caso in cui, dopo l’invio della comunicazione, il lavoratore si ammali durante il periodo di preavviso e il datore di lavoro deve rinviare la chiusura del rapporto di lavoro, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione?
In questo caso il lavoratore non deve revocare le dimissioni già comunicate perché la malattia non incide sulla sua manifestazione di volontà. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. L’eventuale discordanza tra la data di cessazione comunicata dal lavoratore e quella indicata dal datore di lavoro è del resto comprovata dallo stato di malattia del primo.

22. Nell’ipotesi in cui il lavoratore e il datore di lavoro si accordino per modificare il periodo di preavviso, spostando quindi la data di decorrenza indicata nel modello telematico, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione?
Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sulle disposizioni relative al preavviso lasciando quindi alle parti la libertà di raggiungere degli accordi modificativi che spostino la data di decorrenza delle dimissioni o della risoluzione consensuale. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, senza che il lavoratore revochi le dimissioni trasmesse telematicamente.

23. Se la data di decorrenza è stata inserita dal lavoratore calcolando erroneamente il preavviso e sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni, come può essere comunicata la data di cessazione esatta?
La procedura telematica introdotta dall’articolo26 del D.lgs.151/20015 e dal DM del 15 dicembre 2015 interviene sulle modalità di manifestazione della volontà, la quale non viene inficiata da un eventuale errore di calcolo o di imputazione. In questa ipotesi, la Comunicazione obbligatoria di cessazione, da effettuare secondo le vigenti disposizioni normative, fornisce l’informazione esatta sull’effettiva estinzione del rapporto di lavoro.

24. Le aziende come possono visualizzare le comunicazioni relative alle dimissioni volontarie o alle risoluzioni consensuali dei propri dipendenti?
Accedendo alla propria Area riservata del portale Cliclavoro, le aziende possono ricercare le comunicazioni nella sezione “Dimissioni volontarie”.

25. I soggetti abilitati sono responsabili dell’accertamento dell’identità del lavoratore che richiede la trasmissione del modello telematico?
Sì, come specificato nell’allegato B del DM 15 dicembre 2015. I soggetti abilitati dovranno quindi adottare tutte le misure idonee all’accertamento dell’identità del lavoratore che si reca presso le loro sedi per accedere alla procedura telematica.

26. Le Commissioni di certificazione costituite presso le DTL in che modo possono assistere il lavoratore nella trasmissione del modello telematico?
Come chiarito nella Nota direttoriale del 24 marzo 2016, la procedura può essere esercitata direttamente dal Direttore della DTL, in qualità di Presidente della Commissione, anche per il tramite del personale appositamente incaricato.

27. Le dimissioni possono essere presentate anche rivolgendosi alle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile. Tale disposizione, a sua volta, rinvia tra gli altri all’articolo 411 C.P.C. che individua, testualmente, la “sede sindacale”. Cosa si intende esattamente per “sede sindacale”?
Tale espressione indica, di prassi, l’ipotesi in cui il lavoratore pone in essere determinati atti con l’assistenza di un sindacalista di sua fiducia. È quindi sufficiente che la formalizzazione delle dimissioni o della risoluzione consensuale avvenga alla presenza di un sindacalista, in quanto la stessa costituisce garanzia circa la spontaneità e la consapevolezza dell’atto.

28. In caso d’invio di dimissioni telematiche errate perché non rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 26 del D.lgs.151/2015, quelle telematiche vanno revocate?
No, in questo caso non è necessaria la revoca.

29. Se la data di decorrenza delle dimissioni coincide con il sabato o un giorno festivo, quale giorno andrà inserito?
La nuova modalità telematica di trasmissione delle dimissioni non ha innovato la disciplina giuridica che regola il rapporto di lavoro, ma solo la modalità di tale trasmissione. Se il contratto collettivo o individuale applicato non dispone nulla in proposito, il conteggio dei giorni comprende giorni consecutivi e quindi il primo giorno non lavorato può coincidere con un giorno festivo.

30. I lavoratori assunti presso una società privata a totale partecipazione pubblica dovranno effettuare la procedura?
Sì, in quanto la procedura deve essere effettuata con riferimento ai rapporti di lavoro privati, come ha specificato la circolare n.12/2016, a prescindere dalla natura del datore di lavoro.

31. Per i rapporti di lavoro domestico in somministrazione si applica la nuova procedura?
Il rapporto di lavoro in questa ipotesi intercorre tra l’agenzia di somministrazione ed il lavoratore. La procedura telematica deve essere quindi seguita dal lavoratore in somministrazione, in quanto tale rapporto non rientra tra le fattispecie escluse, di cui all’art. 26, comma 7, D.lgs. 151/2015 e riprese dalla circolare n. 12 del 4 marzo 2016.

32. La comunicazione obbligatoria di cessazione è valida anche se il lavoratore non ha proceduto con l’invio del modello telematico relativo alle proprie dimissioni o alla risoluzione consensuale?
La comunicazione obbligatoria di cessazione è inefficace se non è stata preceduta da una comunicazione del lavoratore resa con le modalità telematiche di cui al DM 15 dicembre 2015.

 

Fonte: Ministero del Lavoro

 

MLPS:RIPARTIZIONE TERRITORIALE 2016 RISORSE AMMORTIZZATORI IN DEROGA

07/04/2016

Il   comma 304 dell’articolo unico della legge di stabilita’ dell’anno corrente n.208/15 prevede  che,al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro,ai sensi del decreto legislativo 148/15,vengono stanziati per il 2016 250 milioni di euro  per essere destinati a finanziare gli ammortizzatori sociali   in deroga alla normativa vigente

Pertanto, fermo  restando quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro n. 83473/2014 ,nel periodo gennaio-dicembre  2016 puo’  essere concessa ,  per un periodo non superiore a tre mesi, la cig in deroga ,mentre a parziale rettifica di quanto stabilito dall’art.3 del predetto decreto del mlps ,l’indennita’ di mobilita’ in deroga ,nel  periodo gennaio-dicembre 2016 ,non puo’ essere riconosciuta ai lavoratori che,   alla data di decorrenza della stesa,  ne  abbiano gia ‘beneficiato per almeno tre anni ,anche non continuativi.

Per i restanti lavoratori il trattamento di mobilita’ può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili,più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree
individuate dal testo unico di cui al dpr n.218/78, ,che comprendono l’Abruzzo
 Per tali lavoratori il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo
di tre anni e quattro mesi.

Le regioni e le  province  autonome  di Trento e  diBolzano possono  disporre  la  conces-sione dei trattamenti  di integrazione  salariale  e  di  mobilità,  anche in deroga ai criteri di  cui  agli  articoli 2  e  3 del  citato  decreto MLPS in misura non superiore al 5 % delle risorse ad esse attribuite ovvero in misura superiore, imputando gli oneri eccedenti  alle  finanze regionali e provinciali nei piani e programmi coerenti con la specifica destinazione,ai sensi dell’art.1. comma 253, della legge n.228/12 e smi.

Premesso quanto sopra ,si segnala che :

a)il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sottoscritto il decreto che dispone la prima ripartizione  tra le  Regioni e Province autonome per la  per la concessione dei trattamenti di cassa integrazione e di mobilità in deroga per l’anno 2016  (200 milioni di euro).,sulla base del riparto concordato in sede di Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome il 26 settembre 2013.

b) alla regione Abruzzo risultano assegnati 6.136.503 euro

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il Decreto Interministeriale del 23 marzo 2016

Studi professionali: Cassa integrazione in deroga in Abruzzo

DISCIPLINA AGGIORNATA ASSEGNO DISOCCUPAZIONE -ASDI

07/04/2016

L’iniziale fonte normativa  sulla disciplina dell ‘Asdi è stata  per qualche tempo  il d.lvo n.22/15 , in cui si stabiliva che  all’eventuale estensione  di tale indennita’  agli anni successivi al 2015 si  sarebbe provveduto con  risorse previste da successivi provvedimenti legislativi  di stanziamento  delle occorrenti risorse finanziari,cosa che effettivamente  intervenuto con il dec.legvo n.148/15

La nuova indennita’ ,da applicare dall’1.5.2015  e che avrebbe dovuto avere un carattetre    sperimentale   per il solo    2015, con la funzione di fornire   una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori percettori della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego- NASpI- che ,avendo fruito  della stessa  per l’intera sua durata ,non sono riusciti a trovare una nuova  occupazione e  versano   in condizione economica di bisogno,sulla base dell’Isee

Nel primo anno di applicazione,si stabiliva che gli interventi dell’ASDI  sarebbero stati  prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e quindi ai lavoratori in età vicina al pensionamento,  senza aver maturato  i requisiti per i trattamenti di quiescenza.,mentre ,in relazione al monitoraggio della misura, al termine del primo anno di applicazione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,  si sarebbero stabilite modalità di estensione sino eventualmente a coprire l’intera platea dei lavoratori beneficiari della NASpI ,che pur avendo  fruito di  questaper l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015,  siano rimasti   privi  di occupazione  , trovandosi  in una condizione economica di bisogno

La situazione originaria  ,tuttavia ,risulta modificata dall’art.43 ,comma 5 del dec.legvo n.168/15 ,secondo cui: 5. Ai fini della prosecuzione della  sperimentazione  relativa  alriconoscimento della prestazione ASDI di  cui  all’articolo  16  deldecreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, anche  con  riferimento  ailavoratori beneficiari della prestazione NASpI che abbiano fruito diquesta per l’intera sua durata oltre la data del 31  dicembre  2015,l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 16, comma 7 del decretolegislativo n. 22 del 2015 e’ incrementata di 180 milioni di euro perl’anno 2016, di 270 milioni di euro per l’anno 2017, di 170  milionidi euro per l’anno 2018 e di 200 milioni di euro annui  a  decorreredall’anno 2019. Per effetto della prosecuzione della sperimentazionerelativa al riconoscimento della prestazione ASDI di  cui  al  primoperiodo del presente comma, in ogni caso nel limite delle risorse dicui alla citata autorizzazione di spesa di cui all’articolo 16, comma7 del decreto legislativo n. 22 del 2015 come incrementata dal primoperiodo medesimo  del  presente  comma,  fermi  restando  i  criteridisciplinati dall’articolo 16 del citato decreto legislativo  n.  22del 2015, in ogni caso la prestazione ASDI non puo’ essere usufruitaper un periodo pari o superiore a 6 mesi nei 12 mesi  precedenti  iltermine del periodo di fruizione  della  NASpI  e  comunque  per  unperiodo pari o superiore a 24 mesi  nel  quinquennio  precedente  ilmedesimo termine. Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze, sentita la Conferenza permanente  per  i  rapporti  tra  loStato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  daadottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, sono  definite  le   modalita’   per   prosecuzione   dellasperimentazione relativa al riconoscimento della prestazione ASDI dicui al presente comma. All’onere derivante  dal  primo  periodo  delpresente comma pari a 180 milioni  di  euro  per  l’anno  2016,  270milioni di euro per l’anno 2017, 170 milioni di euro per l’anno 2018e a 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 si provvedemediante corrispondente riduzione del fondo di cui  all’articolo  1,comma 107, della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presentearticolo.

Infine si e’ previsto  che, in via aggiuntiva a quanto stabilito dall’articolo 17, comma 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, il fondo per le politiche attive del lavoro, istituito dall’ articolo 1, comma 215, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 è incrementato di 32 milioni di euro per l’armo 2016, di 82 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2017-2019, di 72 milioni di euro per l’anno 2020, di 52 milioni di euro per l’anno 2021, di 40 milioni di euro per l’anno 2022, di 25 milioni di euro per l’anno 2023 e di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2024.

L’importo dell’Asdi   è pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della NASpI,  che ,se non superiore alla misura dell’assegno sociale   è incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore

L’INPS, con circolare pubblicata il 31 dicembre 2015, ha comunicato l’importo annuo dell’assegno sociale aggiornato al 2016. Il nuovo importo è pari ad euro 5.825 (euro 448,07 mensili per 13 mensilità) .

Al fine di incentivare la ricerca attiva del lavoro, sono stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente i limiti nei quali i redditi derivanti da nuova occupazione possono essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità attraverso cui il sostegno declina gradualmente al perdurare dell’occupazione e in relazione al reddito da lavoro.

Il sostegno economico è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, secondo modalità definite con il decreto del MLPS  richiamato, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro. La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte è obbligatoria, pena la perdita del beneficio.

Il sostegno economico è erogato per il tramite di uno strumento di pagamento elettronico, secondo le modalità definite dal decreto ministeriale

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta n. 13 del 18 gennaio 2016, il Decreto 29 ottobre 2015, con il quale si da attuazione all’assegno di disoccupazione (ASDI), così come previsto dall’articolo 16, comma 6, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22,in base al quale l’ASDI è concesso, nei limiti delle risorse disponibili, a coloro i quali:

  1. a) abbiano fruito, entro il 31 dicembre 2015, della NASpI per la sua durata massima, come definita dall’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22;
  2. b) siano ancora in stato di disoccupazione, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo n. 181 del 2000, al termine del periodo di fruizione della NASpI;
  3. c) siano, al termine del periodo di fruizione della NASpI, componenti di un nucleo familiare in cui sia presente almeno un minore di anni 18 o abbiano un’eta’ pari a 55 anni o superiore e non abbiano maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  4. d) siano in possesso di una attestazione dell’ISEE, in corso di validita’, dalla quale risulti un valore dell’indicatore pari o inferiore ad euro 5.000. Ai fini del mantenimento dell’ASDI, la dichiarazione sostitutiva unica a fini ISEE e’ aggiornata in gennaio, entro il termine del mese. In mancanza di aggiornamento della dichiarazione, il beneficio e’ sospeso. Qualora ricorrano le condizioni di cui all’art. 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013, ai fini della richiesta dell’ASDI puo’ essere utilizzata una attestazione dell’ISEE corrente;
  5. e) non abbiano usufruito dell’ASDI per un periodo pari o superiore a 6 mesi nei 12 mesi precedenti il termine del periodo di fruizione della NASpI e comunque per un periodo pari o superiore a 24 mesi nel quinquennio precedente il medesimo termine;
  6. f) abbiano sottoscritto un progetto personalizzato.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la nota direttoriale n. 33/6704 del 29 dicembre 2015, con la quale informa che dall’11 gennaio 2016 gli operatori dei Centri per l’impiego, tramite un’apposita sezione del portale ClicLavoro, potranno trasmettere all’Inps le informazioni utili all’accoglimento delle domande per l’assegno di disoccupazione (ASDI) di quei lavoratori particolarmente svantaggiati che hanno esaurito la Naspi e si trovano ancora in stato di disoccupazione.

In particolare, la nota stabilisce che per accedere al nuovo sussidio, il richiedente dovrà prima presentare la domanda di ASDI attraverso uno specifico form online disponibile sul portale Inps e, in seguito, recarsi fisicamente al Centro per l’impiego di residenza per la sottoscrizione di un «progetto personalizzato», contenente l’impegno a partecipare a corsi di formazione e orientamento e ad accettare adeguate proposte di lavoro.

Nel frattempo, tramite il sito http://www.cliclavoro.gov.it, i Centri per l’impiego dovranno comunicare solo le informazioni relative alla sottoscrizione del progetto personalizzato, i relativi aggiornamenti e il verificarsi di eventi eventualmente sanzionabili. Inoltre, sul portale sarà possibile la registrazione dell’annullamento di precedenti comunicazioni relative all’ASDI.

Tutte le comunicazioni ASDI saranno trasmesse all’Inps per l’erogazione del sussidio al cittadino richiedente. Pertanto, il portale ClicLavoro rappresenterà l’unico strumento possibile attraverso il quale inviare le comunicazioni all’Inps, previste nel processo di erogazione e controllo dei requisiti dell’ASDI.

La nota direttoriale n. 33/6704 del 29 dicembre 2015

DISCIPLINA FONDO INTEGRAZIONE SOCIALE-F.I.S.- DOPO DECRETO INTERMINISTERIALE n.94343/2016

06/04/2016

1)INTRODUZIONE

Come e’ noto iIl decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015 ha rivisitato

la disciplina delle integrazioni salariali ed in particolare gli artt.da 26

a 40 del medesimo hanno rivisto l’ambito di applicazione dei fondi di

solidarieta’ di cui all’art. 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92, fissando un termine certo per l’avvio dei fondi medesimi

 

In particolare ,l’art.28 disciplina il fondo di solidarieta’ residuale,

volto adassicurare una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei

casi diriduzione o sospensione dell’attivita’ lavorativa ai lavoratori dei

settori non rientranti nella normativa in materia di integrazione

salariale per i quali non sia stato costituito un fondo   di

solidarieta’ bilaterale di settore

 

Il comma 4, del predetto art.28.stabilisce che, con decreto del

Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il

Ministro dell’economia e delle finanze, la disciplina del fondo di

solidarieta’ residuale e’ adeguata, a decorrere dal 1° gennaio 2016,

alle disposizioni del medesimo decreto legislativo n. 148

A sua volta , il successivo art. 29 prevede che ,a decorrere dal 1° gennaio

2016, il Fondo disolidarieta’ residuale citato, istituito con decreto

del MLPS e MEF 7 febbraio2014, n. 79141, assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale ed e’ soggetto alle disposizioni del medesimo art. 29 in

aggiunta a quelle che disciplinano il fondo residuale e ritenuto, quindi,

di dover adeguare la disciplina del decreto

interministeriale n. 79141 del 7 febbraio 2014 alle norme del decreto

legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, ai sensi dell’art. 28,

comma 4, del medesimo decreto legislativo n. 148 ,con decreto 3 febbraio 2016,n.94343 ,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.74/2016 e’ stato istituito il “Fondo Integrazione

Salariale-FIS),i cui aspetti rilevanti e significativi si precisano di seguito ,sottolineando che si resta in attesa che l’Inps con proprio Messaggio fissi la data a partire dalla quale decorreranno i sette giorni per la presentazione delle domande riguardanti gli eventi dal 1° gennaio scorso alla giornom di pubblicazione del Messaggio.

 

 

2) Denominazione del Fondo

Il Fondo ,che dall’1.1.2016 si adegua in materia di integrazione salariale alle previsioni del dec.legvo n.148/15,muta la propria denominazione da ” Fondo di solidarieta’ residuale” in “Fondo d’Integrazione Salariale”

 

3) Datori lavoro soggetti al FIS

Sono soggetti alla disciplina del Fondo salariale i datori di lavoro che occupano mediamente(nel semestre precedente la data di decrrenza della prestazione )) piu’ di cinque dipendenti,compresi gli apprendisti , appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione del Titolo I del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, per i quali non siano stati costituiti Fondi di solidarieta’ bilaterali di cui all’art. 26 o fondi di solidarieta’ bilaterali alternativi di cui all’art. 27 del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015,evidenziando che:

A) “i settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione del Titolo I art.10 del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015,” ,destinatari della disciplina delle integrazioni  salariali  ordinarie  e dei relativi obblighi contributivi  sono i seguenti:

a) imprese industriali manifatturiere, di trasporti,  estrattive,di   installazione   di   impianti,   produzione   e    distribuzionedell’energia, acqua e gas;     b) cooperative di produzione  e  lavoro  che  svolgano  attivita’lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali,ad eccezione delle cooperative elencate dal Decreto  del  Presidentedella Repubblica 30 aprile 1970, n. 602;     c) imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;     d)  cooperative  agricole,  zootecniche  e  loro   consorzi   cheesercitano   attivita’    di    trasformazione,    manipolazione    ecommercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenticon contratto di lavoro a tempo indeterminato;     e) imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e disviluppo e stampa di pellicola cinematografica;     f) imprese industriali per la frangitura delle  olive  per  contoterzi;     g) imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;     h) imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;     i) imprese addette all’armamento ferroviario;     l) imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in  cuiil capitale sia interamente di proprieta’ pubblica;     m) imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;     n) imprese industriali esercenti l’attivita’ di  escavazione  e/olavorazione di materiale lapideo;     o) imprese artigiane che svolgono attivita’ di escavazione  e  dilavorazione di materiali  lapidei,  con  esclusione  di  quelle  chesvolgono tale attivita’ di lavorazione in laboratori con strutture eorganizzazione distinte dalla attivita’ di escavazione.

B) i settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione del Titolo I art.20 del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015,” ,destinatari della disciplina delle integrazioni  salariali  straordiunarie   e dei relativi obblighi contributivi  sono i seguenti:

a) imprese industriali, comprese quelle edili e affini;     b)  imprese  artigiane  che  procedono   alla   sospensione   deilavoratori in conseguenza di sospensioni o riduzioni  dell’attivita’dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente;     c) imprese appaltatrici di servizi di mensa o  ristorazione,  chesubiscano una riduzione di attivita’ in dipendenza di situazioni  didifficolta’ dell’azienda  appaltante,  che  abbiano  comportato  perquest’ultima il ricorso al trattamento ordinario o straordinario  diintegrazione salariale;     d)  imprese  appaltatrici  di  servizi  di  pulizia,   anche   secostituite in forma di cooperativa, che subiscano una  riduzione  diattivita’ in conseguenza della riduzione delle attivita’ dell’aziendaappaltante, che abbia comportato  per  quest’ultima  il  ricorso  altrattamento straordinario di integrazione salariale;     e) imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario, ovverodel comparto della produzione e  della  manutenzione  del  materialerotabile;     f) imprese cooperative di trasformazione di prodotti  agricoli  eloro consorzi;     g) imprese di vigilanza.

 

La  disciplina  in  materia  di  intervento  straordinario   diintegrazione salariale e i relativi  obblighi  contributivi  trovano altresi’ applicazione in relazione alle seguenti  imprese,  che  nel semestre precedente la data di presentazione della domanda,  abbiano occupato mediamente  piu’  di  cinquanta  dipendenti,  inclusi   glia pprendisti e i dirigenti:     a) imprese esercenti attivita’ commerciali, comprese quelle dellalogistica;     b)  agenzie  di  viaggio  e  turismo,  compresi   gli   operatorituristici.   3.

 

La  medesima  disciplina  e  i  medesimi  obblighi  contributivi trovano applicazione, a prescindere dal numero  dei  dipendenti,  in relazione alle categorie seguenti:     a) imprese del trasporto  aereo  e  di  gestione  aeroportuale  esocieta’ da   queste   derivate,   nonche’   imprese   del   sistemaaereoportuale;     b) partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni esezioni territoriali, nei limiti di spesa di 8,5 milioni di euro perl’anno 2015 e di 11,25 milioni di euro annui a  decorrere  dall’anno2016, a condizione  che  risultino  iscritti  nel  registro  di  cuiall’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149,convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13.

 

 

Peraltro resta precisato che:

a) entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto,

l’INPS provvede a individuare i soggetti tenuti al versamento del

contributo al Fondo d’integrazione salariale

 

b)ai sensi dell’art. 28, comma 2, del decreto legislativo n. 148

del 14 settembre 2015, qualora gli accordi di cui all’art. 26 del

medesimo decreto legislativo avvengano in relazione a settori,

tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali gia’ coperte dal

Fondo di cui al presente decreto, dalla data di decorrenza del nuovo

fondo i datori di lavoro del relativo settore rientrano nell’ambito

di applicazione di questo e non sono piu’ soggetti alla disciplina

del Fondo di integrazione salariale, ferma restando la gestione a

stralcio delle prestazioni gia’ deliberate;

c)i contributi eventualmente gia’ versati o dovuti, in base al

presente decreto, restano acquisiti al Fondo   di   integrazione

salariale.

 

 

4) Lavoratori destinatari prestazioni del FIS

 

Sono destinatari delle prestazioni di al FIS i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresigli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante,con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio, che abbiano un’anzianita’ di effettivo lavoro presso l’unita’ produttiva per la quale e’ richiesta la prestazione di almeno novanta giornialla data di presentazione della domanda di   concessione   deltrattamento.

Resta stabilito che:

 

a)si fini del requisito dei 90 gg di anzianita’ aziendale di cui sopra , l’anzianita’

di effettivo lavoro del lavoratore che passa alle   dipendenze dell’impresa

subentrante nell’appalto si computa tenendo conto delperiodo durante il quale il   lavoratore   e’   stato   impiegato nell’attivita’ appaltata;

b)per gli apprendisti professionalizzanti ,   alla   ripresa

dell’attivita’ lavorativa a seguito di sospensione o riduzione

dell’orario di lavoro, il periodo di apprendistato e’ prolungato in

misura equivalente all’ammontare delle ore di integrazione salariale

fruite.

 

 

5)  Amministrazione del Fondo di integrazione salariale

 

Il Fondo e’ gestito da un comitato amministratore composto da

cinque esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di

lavoro e cinque esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei

lavoratori comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale

nonche’ da due rappresentanti con qualifica di dirigente,   in

rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle

politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze, in

possesso dei requisiti di onorabilita’ previsti dall’art. 38 del

decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 148.

La partecipazione al comitato amministratore e’ gratuita e non

da’ diritto ad alcun emolumento, indennita’ ne’ ad alcun rimborso

spese.

Il Comitato amministratore rimane in carica per quattro anni e,

in ogni caso, fino al giorno di insediamento del nuovo Comitato.

Ciascun componente non puo’ durare in carica per piu’ di due mandati.

Il presidente del comitato amministratore e’ eletto dal comitato

stesso tra i propri membri.

Il Comitato svolge i compiti previsti dall’art.5 del decreto in esame

 

 

7) Prestazioni del Fondo

 

Il Fondo fornisce due prestazioni ossia l’assegno di solidarieta e l’asegno ordinario ,i cui aspetti si esaminano di seguito.

 

7.A) Assegno di solidarieta’

 

Tale prestazione e’ disciplinato dall’art.6 del decreto n.94343/16 ,che dispone quanto segue:

 

 

a)Per consentire l’  assegno disolidarieta’ in favore dei lavoratori dipendenti ,i datori di lavoro stipulano con le organizzazioni sindacali comparativamente piu’

rappresentative accordi collettivi aziendali che stabiliscano una

riduzione dell’orario di lavoro, al fine di evitare o ridurre le

eccedenze di personale nel corso della procedura di cui all’art. 24

della legge 23 luglio 1991, n. 223, o al fine   di   evitare

licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo.

 

 

b)Il trattamento di  integrazione  salariale ,con riferimento all’art.3 del dec.legvo n.148/15,  ammonta  all’80  per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al  lavoratore

per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le  ore  zero  e  il

limite dell’orario contrattuale. Il trattamento si  calcola  tenendo

conto dell’orario di ciascuna settimana indipendentemente dal periodo

di paga. Nel caso in cui la  riduzione  dell’orario  di  lavoro  sia

effettuata con ripartizione dell’orario su periodi  ultrasettimanali

predeterminati, l’integrazione e’  dovuta,  nei  limiti  di  cui  ai

periodi precedenti,  sulla  base  della  durata  media   settimanale

dell’orario nel periodo ultrasettimanale considerato.

La misura dell’assegno e’ ridiotta di un importo pari a 5,84% ,a norma

dell’art. 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41 ,che resta nelledisponibilita’ del Fondo.

 

 

c)L’assegno di solidarieta’ puo’ essere corrisposto per un periodo

massimo di dodici mesi in un biennio mobile

 

 

d) Gli accordi collettivi aziendali di cui alla lettera a) della

presente disposizione devono individuare i lavoratori interessati dalla

riduzione oraria ,che non puo’ essere superiore    al 60 per cento dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati , fermo che per ciascun lavoratore  la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non puo’ essere superiore

al 70 per cento nell’arco dell’intero periodo per il quale l’accordo di solidarieta’ risulta stipulato.

e)Gli accordi di cui alla lettera a) devono specificare le modalita’

attraverso le quali, qualora sia necessario soddisfare temporanee

esigenze di maggior lavoro, il datore di lavoro puo’ modificare in

aumento, nei limiti del normale orario di lavoro, l’orario ridotto.

Il maggior lavoro prestato comporta una corrispondente riduzione

dell’assegno di solidarieta’.

 

f)Per l’ammissione all’assegno di solidarieta’, dal  datore di

lavoro va presentata in via telematica all’INPS domanda di concessione,

corredata dall’accordo di cui alla lettera a) entro sette giorni dalla

data di conclusione del medesimo accordo ,allegando alla domanda  l’elenco dei lavoratori interessati dalla riduzione di orario ,

sottoscritto dalle organizzazioni sindacali partecipanti all’accordo    e dal

datore di lavoro. Tali informazioni sono inviate anche  alle

regioni e province autonome interessate , per il tramite del sistema informativo

unitario delle politiche del lavoro, ai fini dell’attivita’ e degli

obblighi previsti in materia

 

g) La riduzione dell’attivita’ lavorativa deve in iziare  entro

il trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della

domanda

 

h) Gli interventi e i trattamenti di cui al presente articolo sono

autorizzati, previa istruttoria, alla luce dei criteri di cui

Decreto Ministeriale n. 94033 sui criteri per CIGS. per l’approvazione dei programmi di cassa integrazione guadagni straordinaria ai sensi del decreto legislativo n. 148 del 14

settembre 2015, con particolare riferimento alla   causale   del

contratto di solidarieta’ di cui all’art. 21, comma 1, lettera c),

del medesimo decreto legislativo, dalla struttura territoriale INPS

competente in relazione all’unita’ produttiva,mentre in  caso di aziende

plurilocalizzate ,l’autorizzazione e’ comunque unica e va  rilasciata

dalla sede INPS ove si trova la sede legale del datore di lavoro o

presso la quale il datore di lavoro ha richiesto l’accentramento

della posizione contributiv

 

i)All’assegno di solidarieta’ in parola si applica, per quanto compatibile, la normativa in   materia   di integrazioni salariali ordinarie.

.

l)Per la prestazione di cui al presente articolo il Fondo

provvede a versare alla gestione di iscrizione del lavoratore

interessato la contribuzione correlata alla prestazion

 

 

m) La contribuzione dovuta e’ computata secondo quanto previsto

dall’art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183, che recita:” 1. Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno o integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, è pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi.

 

n).   L’assegno   di solidarieta’   puo’   essere   riconosciuto

esclusivamente in favore dei lavoratori di cui all’art. 3 del

decreto n.04343/16 ,dipendenti di datori di lavoro che abbiano occupato

mediamente piu’ di cinque lavoratori nel semestre precedente la data

di inizio delle riduzioni dell’orario di lavoro ,compresi gli apprendisti.

 

7.B)Assegno Ordinario

La prestrazione in parola è regolamentata dall’art.7 del decreto in esame ,che diospoine quanto segue:

 

 

a)Ai lavoratori di cui all’art. 3 del presente decreto, dipendenti

di datori di lavoro che occupano mediamente piu’ di quindici

dipendenti, compresi gli apprendisti, nel semestre precedente la data

di inizio delle sospensioni o delle riduzioni dell’orario di lavoro,

il Fondo di integrazione salariale garantisce, oltre all’assegno di spolidarieta di

cui alla lettera A) ., anche l’ulteriore prestazione di un assegno ordinario

d’importo pari all’integrazione salariale in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attivita’lavorativa previste dall’art. 11 del decreto legislativo n. 148/2015 in materia di cassa   integrazioni   guadagni

ordinaria, ad esclusione delle intemperie stagionali e dall’art. 21

del medesimo decreto legislativo in materia di cassa integrazione

guadagni   straordinaria,   limitatamente   alle   causali   per

riorganizzazione e crisi aziendale, con esclusione della cessazione

anche parziale di attivita’.

 

b) Il trattamento di  integrazione  salariale ,con riferimento all’art.3 del dec.legvo n.148/15,  ammonta  all’80  per

cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al  lavoratore

per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le  ore  zero  e  il

limite dell’orario contrattuale. Il trattamento si  calcola  tenendo

conto dell’orario di ciascuna settimana indipendentemente dal periodo

di paga. Nel caso in cui la  riduzione  dell’orario  di  lavoro  sia

effettuata con ripartizione dell’orario su periodi  ultrasettimanali

predeterminati, l’integrazione e’  dovuta,  nei  limiti  di  cui  ai

periodi precedenti,  sulla  base  della  durata  media   settimanale

dell’orario nel periodo ultrasettimanale considerato.

La misura dell’assegno e’ ridotta di un importo pari a 5,84% ,a norma

dell’art. 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41 ,che resta nelle disponibilita’ del Fondo

 

 

c) Ciascun intervento per riduzione o sospensione dell’attivita’

lavorativa per le causali di cui alla lettera a) del presente decreto e’

corrisposto fino a un periodo massimo di 26 settimane in un biennio

mobile.

 

d)La domanda di accesso alla prestazione in questione

si presenta all’INPS territorialmente competente

in relazione all’unita’ produttiva non prima di 30 giorni dall’inizio

della sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa programmata e

non oltre il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o

riduzione dell’attivita’ lavorativa.

 

e)Gli interventi e i trattamenti di cui al presente articolo sono

autorizzati dalla struttura territoriale INPS competente in relazione

all’unita’ produttiva.   In   caso   di   aziende   plurilocalizzate

l’autorizzazione e’ comunque unica ed e’ rilasciata dalla sede INPS

ove si trova la sede legale del datore di lavoro o presso la quale il

datore di lavoro ha richiesto l’accentramento della   posizione

contributiva.

 

f)L’INPS valuta le istanze presentate secondo i criteri di cui al

decreto ministeriale adottato ai sensi dell’art. 16, comma 2, del

decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, per le causali in

materia di integrazione salariale ordinari a,da emanare entro 60 giorni decorrenti dal 24 settembre 2015 ,ma non ancora in vigore ,  ad esclusione delle

intemperie stagionali, e del decreto del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali adottato per l’approvazione dei programmi di cassa

integrazione guadagni straordinaria(Decreto Ministeriale n. 94033/2016,) con particolare riferimento alle causali della riorganizzazione e della crisi aziendale

Pertanto, in attesa del decreto ministeriale di cui sopra ,si ritiene che troveranno applicazione i criteri previsti dagli indirizzi amministrativi del MLPS e dell’Inps in materia  ,tra cui, quelli di cui alla Circolare n.197 del 2/12/2015 – dell’Istituto previdenziale

 

g)Il Fondo provvede a versare alla gestione di iscrizione del

lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione che recita .

 

h)La contribuzione dovuta e’ computata in base a quanto previsto

dall’art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183 , secondo cui:” 1. Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno o integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, è pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi”

 

i) All’assegno ordinario si applica per quanto compatibile la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie.

 

8)Durata massima complessiva assegno solidarieta’ ed assegno ordinario

 

La relativa disciplina e’ prevista dall’art.8 del decreto n.94343/16 , secondo cui segue

per ciascuna unita’ produttiva, i trattamenti relativi alle prestazioni del titolo non possono comunque superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile,restando stabilito che ,ai fini del calcolo del limite complessivo di cui sopra , entro il limite di 24 mesi nel quinquennio mobile, la durata dell’intervento che da’ luogo alla corresponsione dell’assegno di solidarieta’, viene computato nella misura della meta’ ,.mentre , oltre tale limite ,la durata di tali trattamenti viene computata per intero.

 

9) Modalita’ di erogazione e termine per il rimborso delle prestazioni

 

Sull’argomento provvede l’art.9 del decreto in commento , secondo cui:

 

a)L’erogazione delle prestazioni e’ effettuato dal datore di

lavoro ai dipendenti aventi diritto, alla fine di ogni periodo di

paga.

 

b)L’importo delle prestazioni e’ rimborsato al datore di lavoro o

conguagliato da questo secondo le norme per il conguaglio tra

contributi dovuti e prestazioni corrisposte.

 

c)Il conguaglio o la richiesta di rimborso delle prestazioni

corrisposte ai lavoratori non sono ammessi, a pena di decadenza, dopo

che siano trascorsi sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso

alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data

del provvedimento se successivo.

 

d)La sede INPS territorialmente competente puo’ autorizzare il

pagamento diretto in presenza di serie e documentate difficolta’

finanziarie del datore di lavoro, su espressa richiesta del datore di

lavoro.

 

 

10) Finanziamento delle prestazione del FIS

 

In ordine a quanto previsto dal titolo ,l’art.10 del provvedimento stabilisce:

Per le prestazioni di assegno di solidarieta’ ed ordinario e’dovuto al Fondo

 

a) per i datori di lavoro che occupano mediamente piu’ di quindici

dipendenti, un contributo ordinario dello 0,65% della retribuzione

mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti,

esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio, di cui due terzi a

carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori

 

b) per i datori di lavoro che occupano mediamente da piu’ di cinque

a quindici dipendenti, un contributo ordinario dello 0,45% della

retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori

dipendenti, esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio, di cui

due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei

lavoratori

 

E’ stabilito inoltre un contributo addizionale a carico del

datore di lavoro che ricorra   alla   sospensione   o   riduzione

dell’attivita’ lavorativa, pari al 4% della retribuzione persa.

 

Ai contributi di finanziamento si applicano le disposizioni

vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria,

compreso l’art. 3, comma 9, della legge n. 355/1995, ad eccezione di

quelle relative agli sgravi contributivi.

 

I datori di lavoro con una media occupazionale di piu’ di cinque

dipendenti nel semestre precedente sono tenuti al versamento mensile

del contributo di finanziamento di cui al comma 1, lettera b) del

presente articolo a decorrere dal 1° gennaio 2016. A decorrere dalla

medesima data, i datori di lavoro con una media occupazionale di piu’

di quindici dipendenti nel semestre precedente sono tenuti al

versamento mensile del contributo di finanziamento di cui al comma 1,

lettera a) del presente articolo.

 

 

11) Obblighi di bilancio

 

Il FIS ha obbligo di bilancio in pareggio e non puo’ erogare

prestazioni in carenza di disponibilita’

 

 

12)Disposizioni finali

 

Le disposizioni di cui al presente decreto trovano applicazione

a decorrere dal 1° gennaio 2016, fatto salvo quanto previsto  al periodo seguente

 

I datori di lavoro che occupano mediamente, alla data del 1°

gennaio 2016, da piu’ di 5 a 15 dipendenti nel semestre precedente,

compresi gli apprendisti, possono richiedere le prestazioni previste

dal Fondo di integrazione salariale per gli eventi di riduzione del

lavoro verificatisi a decorrere dal 1° luglio 2016,mentre i datori di lavoro occupanti sino a 5 dipendenti poso ricorrere al FIS dall’1.1.2016


Per completezza  informativa , consultare :

  1. circolare Inps n.22/2016
  2. messaggio Inps n.05-05-2016 ,n. 1986

 

 

INAIL:RIDUZIONE CONTRIBUZIONE DIPENDENTI IMPRESE AGRICOLE

06/04/2016

Con la Determina del Presidente n. 109 del 31 marzo 2016, l’Inail fissa, per l’anno 2015, nella misura del 20% la riduzione dei contributi Inail dovuti per l’assicurazione dei lavoratori dipendenti dalle imprese agricole per le quali ricorrono le condizioni di cui all’art. 1, comma 60, della Legge n. 247/2007.

AGENZIA ENTRATE :CIRCOLARE RIGUARDANTE LE MODIFICHE IN MATERIA DI INTERPELLI

06/04/2016

Si richiama l’attenzione sulla sottostante circolare  con cui l’Agenzia delle Entrate provvede a fissare indicazioni ed indirizzi  operativi circa le novità del decreto legislativo 24 settembre 2015, n.156 recanterevisione della disciplina degli interpelli

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CIRCOLARE N.9/E ROMA, 1 Aprile 2 016