Installazione Impianti Audiovisivi e altri strumenti di controllo ex art. 4 L. 300/1970

di Gianluigi Pascuzzi [*]

L’Ispettorato Nazionale del lavoro ha emanato una nuova circolare esplicativa relativa ai provvedimenti autorizzatori all’installazione e all’utilizzo di impianti audiovisivi.

In particolare questa nuova circolare che segue le modifiche legislative intervenute con l’art. 23 del D.Lgs 151/2015 e il successivo art. 5, co. 2 del D.lgs 185/2016 si concentra da un lato sugli aspetti organizzativi degli uffici deputati al rilascio delle autorizzazioni dall’altro focalizza l’attenzione sul concetto di “tutela del patrimonio aziendale”.

Senza volermi dilungare troppo nell’esame di una circolare estremamente esemplificativa, di cui allego il testo integrale in calce, mi preme qui evidenziare come viene finalmente snellito e de-burocratizzato tutto l’iter autorizzatorio. Infatti, nella presentazione dell’istanza non viene più richiesta l’esibizione di documentazione tecnica come planimetrie, posizionamento e numero delle telecamere. Viene di fatto mutata la modalità dell’accertamento, da quello formale e preliminare, su carta, a quello sostanziale, da esplicarsi in sede aziendale. Tutto effettuato a maggior tutela del lavoratore e anche a garanzia delle aziende che così possono con più semplicità presentare le istanze e più velocemente ottenere il provvedimento autorizzatorio.

Quindi l’oggetto dell’attività valutativa da parte degli uffici competenti delle sedi territoriali dell’Ispettorato del Lavoro dovrà concentrarsi solo sulla effettiva sussistenza delle ragioni legittimanti il controllo ovverosia: le ragioni organizzative e produttive; quelle di sicurezza sul lavoro e quelle di tutela del patrimonio aziendale. Di conseguenza il provvedimento va rilasciato in relazione alle ragioni dichiarate nell’istanza e l’attività di controllo è legittima se strettamente funzionale alla tutela dell’interesse dichiarato che giocoforza non potrà essere modificato nel corso del tempo.

Da un punto di vista strettamente organizzativo l’attività istruttoria sarà demandata al personale ispettivo ordinario e solo in casi assolutamente eccezionali comportanti valutazioni tecniche di particolare complessità anche al personale ispettivo tecnico.

Questo nuovo aspetto organizzativo consentirà di non distogliere, in attività meramente amministrative, il personale ispettivo tecnico, che sono una risorsa più limitata rispetto agli ispettori ordinari.

L’altro aspetto che la circolare va ad approfondire è quello di tutela del patrimonio aziendale sul quale si cerca di circoscriverne i contorni vista l’ampiezza della nozione.

Sul punto, come recita la circolare… i principi di legittimità e determinatezza del fine perseguito, nonché della sua proporzionalità, correttezza e non eccedenza, impongono una gradualità nell’ampiezza e tipologia del monitoraggio. Pertanto i controlli invasivi devono essere supportati da specifiche evidenze e susseguenti all’esito di misure preventive, così come va tenuta in debito conto la comparazione dei contrapposti diritti e interessi.

La circolare evidenzia come nessuna questione può essere posta per le richieste riguardanti dispositivi collegati ad impianti antifurto che di norma si attivano soltanto alla chiusura dell’azienda e pertanto non integrano il controllo del personale dipendente neanche incidentalmente.

E’ opportuno evidenziare come quest’ultima circolare segue l’emanazione della circolare 4/2017 dove all’indomani delle modifiche dell’articolo 4 della L. 300/1970 è stato affrontato e ben declinato il concetto di strumento utile a “…rendere la prestazione lavorativa…” richiamato anche nell’attuale circolare allorquando vengono esaminati i dispositivi che utilizzano raccolta e trattamenti di dati biometrici. Richiamando il concetto sopracitato e il provvedimento del Garante della Privacy pubblicato su G.U. n° 280 del 2/12/2014, l’INL deduce che il riconoscimento biometrico installato sulle macchine con lo scopo di impedire l’utilizzo delle macchine a soggetti non autorizzati, necessario per avviare il funzionamento della stessa non può che essere considerato uno strumento indispensabile a “rendere la prestazione lavorativa..” pertanto si potrà prescindere sia dall’accordo con le rappresentanze sindacali sia dal procedimento amministrativo di carattere autorizzatorio.

Le considerazioni contenute nel presente articolo sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non impegnano, in alcun modo, l’amministrazione di appartenenza.

[*] Ispettore del lavoro in servizio presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Chieti-Pescara, sede di Chieti.

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