PUBBLICATI DPCM APE SOCIAL E PER LAVORATORI PRECOCI

 Di seguito si   riassume    il contenuto del  :

-DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 maggio 2017, n. 87 Regolamento di attuazione dell’articolo 1, commi da 199 a 205, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in materia di riduzione del requisito contributivo di accesso al pensionamento anticipato per i lavoratori c.d. precoci

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 maggio 2017, n. 88 Regolamento di attuazione dell’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in materia di APE social.

I predetti pèrovvedimenti,,pubblicati in   GU Serie Generale n.138 del 16-06-2017 ,in    vigore dal giorno successivo,  , in  13 articoli ed 1 Allegato , prevedono  i  Regolamenti di attuazione  , in materia di APE social e per lavoratori precoci ,ricordando che tali sono  considerati  i lavoratori  , con almeno un anno di contribuzione   in riferimento alla gestione di appartenenza   per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

  Soggetti eneficiari

Il  nuovo ammortizzatore sociale è riservato a chi ha compiuto almeno 63 anni ovvero a prescindere dall’eta’ anagrafica se lavoratori precoci , se  rientra  in una delle seguenti  categorie di disagio   :

a) disoccupazione   da almeno 3 mesi per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, della legge 15 luglio 1966, n. 604,

b) assistenza a  familiari  conviventi di primo grado con disabilità grave ,

c) una invalidità pari o superiore al 74%,

d)aver svolto un lavoro usurante per almeno 6 anni negli ultimi 7.(Ved.Allegato A  dpcm)

 I soggetti appartenenti alle  prime tre categorie devono contare su 30 anni almeno di contribuzione ,compresa quella figurativa,mentre  per  quelli della lettera d) i contributi devono risultare almeno pari a 36 anni ed infine  per i lavoratori precoci devono  essere  pari almeno a  41 anni

).


Importo massimo assegno 

L’Ape sociale è una vera e propria indennità ponte verso la pensione. Il suo importo è commisurato alla pensione attesa, con un massimo di 1.500 euro lordi mensili per 12 mensilità (circa 1.325 netti) fino a un massimo di 43 mesi, ma il termine potrebbe allungarsi di qualche mese se dal 2019 cambieranno i requisiti di pensionamento per l’adeguamento alla nuova aspettativa di vita (si parla di un allungamento possibile di 3 o 5 mesi). L’Ape sociale  spetta per 12 mesi e,quindi ,senza tredicesima ,non prevede l’assegno  familiare   , è tassata come reddito da lavoro dipendente e gode quindi di tutte le detrazioni e i crediti d’imposta spettanti a tali redditi, compreso quindi il “bonus” 80 euro che i pensionati non hanno.

 Per accedere si terrà conto di tutta la contribuzione versata, compresi i contributi figurativi cumulati in caso di cassa integrazione, per esempio, principio attualmente non previsto per l’accesso alla pensione anticipata.

 

 Domanda di accesso all’APE sociale

1. La domanda di APE sociale e’ presentata alla sede INPS di residenza dell’interessato. 2. L’APE sociale e’ corrisposta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di accesso, alla maturazione di tutti i requisiti e le condizioni previste e all’esito del positivo riconoscimento di cui all’articolo 4, e fino al conseguimento dell’eta’ anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 3. In fase di prima applicazione del presente decreto e per le sole domande presentate entro il 30 novembre 2017, in deroga a quanto previsto dal comma 2, l’APE sociale e’ corrisposta con decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni e, comunque, con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017. 4. Le domande di APE sociale sono accolte entro il limite di spesa di 300 milioni di euro per l’anno 2017, di 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647 milioni di euro per l’anno 2019, di 462 milioni di euro per l’anno 2020, di 280 milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni di euro per l’anno 2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023.

 

Incompatibilita' e decadenza 
 
  1. L'APE sociale e per i precoci    è  compatibile con lo svolgimento di attivita'  di
lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e  continuativa  che
danno titolo ad un reddito annuo non superiore a 8.000 euro e con  lo
svolgimento di attivita' di lavoro autonomo  che  da'  titolo  ad  un
reddito annuo non superiore a 4.800 euro, considerati tali importi al
lordo delle imposte e dei contributi  previdenziali  e  assistenziali
dovuti dal lavoratore. In caso di superamento di tali  limiti  annui,
l'APE sociale percepita nel corso dello stesso anno diviene  indebita
e l'INPS procede al recupero del relativo importo. 
  2. Il titolare dell'APE   decade dal  diritto  all'indennita'
alla data di decorrenza del trattamento di pensione anticipato. 
  3. L'APE   non e' compatibile con i trattamenti  di  sostegno
al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con il
trattamento di cui all'articolo 16 del decreto  legislativo  4  marzo
2015, n. 22(ASDI), nonche' con l'indennizzo previsto  dall'articolo 1
 Dec.legvo n.207/96 (indennizzo cessazione attivita' commerciale),erogati 
per periodi per  iquali e' corrisposta l'APE sociale.


 Circolari Inps

I due decreti sono ufficialmente in vigore dal 17 Giugno e per produrre le istanze (telematiche) di accesso ,mentre sono in attesa di pubblicazione anche    le due circolari dell'Inps n.99 e n.110 anno 2017, che sono praticamente già pronte.

Dopiia doimanda all'Inps 

Gli interessati dovranno effettuare una doppia domanda: prima dovranno produrre l’istanza di verifica delle condizioni di accesso (entro il 15 luglio 2017) per dimostrare di trovarsi in uno dei profili di tutela individuati dalla legge (cioè trovarsi in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento; assistere da almeno sei mesi un familiare convivente con handicap grave; invalidità civile almeno al 74%; svolgere un’attività gravosa o usurante). L’Inps a quel punto verificherà se ci sono le condizioni oggettive per la concessione degli strumenti (APE o quota 41) inclusa la disponibilità dei fondi e comunicherà al lavoratore (entro il 15 ottobre) la prima decorrenza della prestazione (se i fondi saranno insufficienti il lavoratore avrà garanzia di accesso anche se vedrà posticipata la decorrenza della prestazione) o il rifiuto della stessa per mancanza dei requisiti. L’interessato, al momento del compimento dei requisiti, dovrà produrre, inoltre, la domanda di pensionamento (con 41 anni di contributi o con l’ape sociale) in modo da accedere alla pensione dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Ove la prima decorrenza utile sia anteriore a quella di presentazione della domanda al lavoratore sarà riconosciuta garanzia della retroattività del trattamento dal primo giorno del mese successivo a quello di perfezionamento dei requisiti (che tuttavia non potrà essere antecedente al 1° maggio 2017) a condizione, però, che presenti la domanda entro il 30 novembre 2017. 

La maturazione dei requisiti

Si rammenta che i requisiti oggettivi per il conseguimento delle prestazioni devono sussistere al momento dell’istanza di verifica delle condizioni (in particolare lo stato di disoccupazione per licenziamento, invalidità non inferiore al 74%, assistenza al disabile, svolgimento di mansioni gravose o usuranti); tuttavia i requisiti contributivi e anagrafici possono essere maturati successivamente, entro l’anno di riferimento. Si tratta dei 63 anni d’eta’  (per l’ape sociale)  , del minimo contributivo (30 o 36 anni, 41 anni per i precoci,  di contributi versati ,ma anche dei tre mesi dal termine del sussidio di disoccupazione (per i disoccupati), della condizione di aver svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7 un’attività gravosa (lavori gravosi). Tali requisiti possono maturare entro il dicembre dell’anno in cui si presenta l’istanza di accesso (ed il lavoratore potrà autocertificare il perfezionamento di tali requisiti).

Ad esempio un disoccupato in possesso dei 63 anni e 30 anni di contributi che termina i tre mesi dalla scadenza della disoccupazione il 10 ottobre 2017 dovrà, comunque, presentare l’istanza entro il 15 luglio. Alla maturazione dei suddetti requisiti presenterà, invece, domanda di accesso all’APe ottenendo pertanto la prestazione a partire dal 1° novembre 2017. Il termine del 15 Luglio non è perentorio: i DPCM stabiliscono, infatti, che gli interessati possono produrre l’istanza entro il 30 novembre di ogni anno ma in tal caso la domanda sarà accettata solo a fronte di risorse residue. Dunque chi ha già i requisiti è meglio che non attenda oltre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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