A PROPOSITO ESENZIONE FISCALE TRATTAMENTI PENSIONISTICI VITTIME DOVERE ,EQUIPARATI E LORO FAMILIARI SUPERSTITI

L’occasione  per intrattenersi sull’argomento  di cui al titolo è fornito dal  quesito pervenuto al  Blog  , che chiede di precisare se l’esenzione fiscale in questione ,prevista dalla legge n.232/2016, trovi o meno applicazione  anche alle vittime del lavoro  e relativi superstiti ,  nei confronti dei qualidei quali come e risaputo, l’art.3 ,comma 123 ,legge n.244/207.stabilisce :”Le  disposizioni  relative   al   diritto   al   collocamento obbligatorio di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 23  novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni, sono estese agli orfani  o,in alternativa, al coniuge superstite di coloro che siano  morti  per fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell’aggravarsi  delle mutilazioni o infermita’  che  hanno  dato  luogo  a  trattamento  di rendita da infortunio sul lavoro.”

Al  predetto quesito ,salvo diverso avviso da parte degli organi istituzionali competenti,si ritiene di dover fornire risposta negativa ,in riferimento  alle valutazioni e considerazioni  che si espongono di seguito,reputando opportuno preliminarmente   evidenziare che :

a)  la  questione   in esame   risulta  prevista  e disciplinata dall’articolo 1, comma 211, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 prevedendo  che “a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti, di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e all’articolo 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applicano i benefìci fiscali di cui all’articolo 2, commi 5 e 6, della legge 23 novembre 1998, n. 407, e dell’articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 2004, n. 206, in materia di esenzione dall’imposta sui redditi”;

b) in merito l’Inps ha fornito istruzioni informative ed operative  prima con  con  Messaggio del 26 gennaio 2017 n. 368 e piu’ di recente con Messaggio n.1412 del 29.03.2017,

Nei richiamati    documenti  sono  contenuti   elementi informativi e considerazioni valutative  ,che   in modo   decisivo   indirizzano verso  la soluzione del quesito nel senso sopra espresso.

Infatti,tra l’atro ,negli stessi si citano le vittime del  dovere ed i familiari    di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e all’articolo 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,che , tuttavia,  essendo tali ,non  hanno alcuna attinenza con le vittime del lavoro ,come dimostra la  constatazione  che :

1)la legge 466/1980   si applica ai soggetti deceduti in attività di servizio per diretto effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di eventi connessi all’espletamento di funzioni d’istituto e dipendentida rischi specificamente attinenti a operazioni di polizia preventiva e represso all’espletamento di attività di soccorso, nonché agli appartenenti alle Forze di Polizia che abbiano riportatoun grado di invalidità non inferiore all’80% della capacità lavorativa;

2) la egge 20 ottobre 1990, n. 302 si applica in favore degli appartenenti alle Forze diPolizia che abbiano subito  una invalidità permanente, quantificata in punti percentuali di invalidità,per effetto di ferite o lesioniriportate in conseguenza di:

•atti di terrorismo;
•eversione dell’ordinedemocratico;
•fatti delittuosi commessi per ilperseguimento dellefinalità delle associazioni criminali,di cui all’art. 416-bis del C.P.;
•operazioni di prevenzione e repressione di atti diterrorismo o mafia.

 3)l’art. 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, recita:

“563. Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:
a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
d) in operazioni di soccorso;
e) in attività di tutela della pubblica incolumità;
f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

564. Sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563 coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative”

Se le vittime del dovere ed equiparate  sono quelle di cui  ai precedenti nn.1),2) e 3), va da sé    tenerle  distinte  e separate    ,ai fini che qui interessano  ,dallle vittime del lavoro e delle malattie profesionali.  una volta accertato che  per questec) :

a)il l nostro legislatore riconosce che si è in presenza di infortunio sul lavorose il lavoratore, a causa dell’attività lavorativa che sta svolgendo e per una causa violenta riporta danni fisici e/o psichici tali da impedirgli di continuare a lavorare per un periodo più o meno lungo ovvero mai piu’ ,che deve essere certificato da un medico (certificato medico di infortunio).

b)con l’espressione “malattia professionale” si intende una malattia contratta durante l’attività lavorativa a causa delle lavorazioni effettuate (ad esempio: sordità da rumori, tumori causati dall’uso di particolari vernici o coloranti, malattie respiratorie…),che al pari dell’infortunio,deve essere certificata da un medico su apposito documento detto certificato medico di malattia professionale.

c)infine, si  deve prendere  atto che, per tutelare i lavoratori vittime di infortunio la legge, ha previsto (con il D.P.R. n. 1124 del 1965) una specifica assicurazione obbligatoria che consente di beneficiare di prestazioni sanitarie specifiche e di ottenere un indennizzo rapportato all’evento traumatico subito e alle conseguenze che ne sono derivate.

Che  ,nell’ambito della questione trattata , le vittime del dovere  non comprendono le vittime da lavoro , di modo  che   le norme riguardanti le prime non  si applicano  pure  alle seconde ,  fatti salvi      casi  espressamente  previsti e regolamentati, e’ comprovato dal fatto che  per estendere a quest’ultime le norme   che disciplinano il collocamento o0bbligatorio ,destinate in origine solo alla vittime del dovere ,terrorismo  e malavita organizzata, si e’ reso necessario uno specifico   intervento del legislatore , che ha emanato  l‘art. 3, comma 123, legge 24 dicembre 2007, n. 244  ,   secondo cui:

1))l’estensione delle disposizioni relative al collocamento obbligatorio di cui all’art. 1, comma 2, della legge n. 407/1998 , e successive modificazioni, agli orfani o, in alternativa, al coniuge superstite di coloro che siano morti per fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell’aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento di rendita da infortunio sul lavoro .

2)  detti soggetti ,al pari di tutti quelli destinatari  dell’art.1, commi 1 e 2, della legge n.407/98,hanno diritto al  collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad ogni altra categoria  destinataria  delle assunzioni da effettuare  e con preferenza a parità di titoli ,anche se gli stessi non risultano in possesso dello stato di disoccupazione, avendo titolo però ,per espressa previsione dell’art 1 comm 2 del dpr n.333/2000 ,all’iscrizione negli elenchi degli aspiranti al collocamento  obbligatorio istituiti presso  i Servizi per l’Impiego ,prescindendo  ,se orfani ,dalla minore età al momento del decesso del genitore;

3) per “fatto di lavoro”deve intendersi l’evento dannoso ,quale l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale ,comportante il decesso del lavoratore ,occorso in un luogo di lavoro privato  ;

4)   e’ prevista l’applicazione  nei confronti degli orfani e dei coniugi superstiti dei deceduti per fatto di lavoro delle  medesime modalità del collocamento obbligatorio  destinate  ai sogggetti di cui alla legge n.407/98, il che significa che la legge n.244/07 ha operato una   sottrazione degli stessi alla disciplina generale prevista dalla legge n.68/99 e dal dpr n.333/2000,cui ,invece ,continuano ad essere assoggettate le altre categorie protette enunciate dall’art.18 comma  2 della legge n.68/99 ,vale a dire :orfani e  coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa   di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause, nonché dei coniugi e dei figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra,di lavoro  e di servizio e  e dei profughi italiani rimpatriati, il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763 ;

5) l’infermità che ha provocato il decesso del lavoratore può esere connessa anche a cause di lavoro usuranti o di ordine ambientale ,purchè le  stesse diano  luogo al trattamento di rendita da infortunio  sul lavoro  di cui all’art.85 del dpr n.1124/65,così come sostituito dall’art.7 della legge 10/5 /82, n.251;

6)la pensione privilegiata non equivale alla rendita  da infortunio sul lavoro,in quanto il primo trattamento spetta,a sensi del dpr 29.12.73 n.1092,solamente ai dipendenti pubblici che rimangono esclusi dall’applicazione dell’art.3 comma 123 della legge n.244/07;

7) ai fini del collocamento obbligatorio  dei soggetti di cui all’art.3, comma 123, della legge n. 244/07,l’evento (decesso) che ammette a tale beneficio deve essersi verificato -cosi ‘ come è per le  vittime  e per i relativi congiunti della criminalità ,del terrorismo e del dovere -in relazione alla  esplicita previsione dell’art.82, commi 5  e 6,della legge n.388/2000,a decorrere dal 1° gennaio 1967,data   cui vanno ricondotti tutti i benefici previsti dalla legge n.407.

Nel concludere  il presente    documento  , si affaccia  l’ipotesi che  a suggerire il quesito ,cui si è dato riscontro  negativo potrebbe essere  stato   il veder   dichiarato       nei       Messaggi Inps sopra citati che   “si applicano i benefìci fiscali  della legge 23 novembre 1998, n. 407″,ossia della   legge che , come è noto, , ha esteso alle vittime del lavoro  le norme del collocamento obbligatorio    in precedenza  destinate alle vittime del dovere,della criminalita’ orgnizzata e del terrorismo  ,pure a quelle del lavoro ,senza, per0′ ,  tener  conto che     il richiamo alla legge n.407-98  c’e’ stato,,ma soltanto con riferimento  ai commi 1 e 2 dell’art.1 della stessa,,  che  appunto riguardano il  collocamento obbligatorio   ,    mentre  ,  ai fini dell’esonero fiscale riconosciuto  ai trattamenti pensionistici, il  richiamo alla piu’ volte citata legge 407/98,si  riguarda l’art.2,  commi 5 e 6  , in  cui non si prendono in  considerazione le vittime del lavoro  e relativi superstiti ,posto che  tali  commi recitano:

“5. Il trattamento speciale di reversibilità corrisposto ai superstiti dei caduti (del  dovere ,terrorismo e associazioni criminali) non concorre a formare il reddito imponibile ai fini dell’IRPEF; sul trattamento speciale é corri sposta l’indennità integrativa speciale con decorrenza dalla data di liquidazione del predetto trattamento e senza corresponsione di somme a titolo di rivalutazione o interessi anche se il beneficiario percepisca tale indennità ad altro titolo.
6. Le pensioni privilegiate dirette di prima categoria erogate   alle vittime e  loro familiari supersestiti del dovere ,terrorismo e associazioni cvriminali  , che siano anche titolari dell’assegno di superinvalidità di cui all’articolo 100 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e successive modificazioni, non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini dell’IRPEF.

 Ad ogni buon conto ,   si esprime l’opinio che non sarebbe superfluo   non     superfluo che     ,   per  favorire    uniformita’ e conformita ‘   di comportamento  degli utenti interessati e  delle strutture pubbliche  competenti in materia,   la questione qui  trattata  possa formare oggetto   di   attenzione e  considerazione da parte  degli organi istituzionali di riferimento  in   collaborazione con le  associazioni  rappresentative delle vittime del lavoro e familiari superstiti.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: