REGOLAMENTAZIONE VIDEO SORVEGLIANZA SUL POSTO DI LAVORO

Dal 24 settembre  2015 ,  la normativa sulla  videosorveglianza sul posto di lavoro,   ,risulta  profondamente   riformata , a seguito dell’ entrata in vigore  del   decreto legislativo n. 151/  2015, il cui   art.23  ha apportato   diverse e significative  e  modifiche   all’art.4 della legge n.300/1970,che negli anni precedenti ha disciplinato tale materia.          portata. Infatti, nella precedente formulazione, l’art. 4 vietava l’installazione di impianti audiovisivi e di qualsiasi altro apparecchio finalizzato al controllo dell’attività lavorativa del personale dipendente,risultando      ricomprese in tale divieto  anche le apparecchiature di controllo suggerite  da esigenze organizzative, come palmari, tablet in dotazione etc…, cosi come previsto dalla nota di risposta ad vinterpello     28 novembre 2006  n.6585-  del Ministero Lavoro 

Il   prospetto che segue   potra’  consentire un facile  raffronto  sull’evoluzione intervenuta nella regolamentazione della videosorveglianza in questione :

Testo Precedente                                                  Testo  attuale

1: “E’ vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.” 1: “Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.”
2: “Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le Rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la Commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.” 2: “La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.
3: “Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le Rappresentanze sindacali aziendali o con la Commissione interna, l’Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, dettando all’occorrenza le prescrizioni per l’adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti.” 3: “Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.».
4: “Contro i provvedimenti dell’Ispettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le Rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la Commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.”

 

L’analisi dei due testi normativi esposti  permette di   denotare   immediatamente  le  specifiche  e rilevanti variazioni , che si riassumono di seguito  .

Prima del dec.legvo 151/   per poter installare l’impianto di videosorveglianza secondo l’accezione prevista, necessitava :

 

a)la presenza di un accordo tra il datore di lavoro e le RSA o, in mancanza di essa, la Commissione interna;

 

b)in assenza di accordo, il datore di lavoro doveva  interpellare la Direzione Territoriale del Lavoro al fine di ottenere un provvedimento autorizzativo utile per poter installare gli impianti di video sorveglianza;

 

  1. c) la DTL al fine di rilasciare l’autorizzazione chiedeva la produzione della documentazione tecnica dell’impianto con l’indicazione anche della localizzazione e raggio di visione delle telecamere stesse, al fine di verificare se esistono, le condizioni per concedere l’autorizzazione e nel caso dettare le modalità d’uso dell’impianto, oltre alla produzione di dichiarazione di assenso dei lavoratori per l’installazione delle telecamere, al fine della normativa sulla privacy;

 

d)in caso di violazione del dettato normativo ,infine era  prevista un’ammenda che andava da € 154,00 ad € 1.549, o l’arresto da quindici giorni ad un anno.

 

Dopo il nuovo testo normativo  si constata   subito  una grandissima apertura ed un’inversione  di tendenza in materia

Infatti:

 

  1. a) è venuto meno “IL DIVIETO” di uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Quella che prima era prevista quale unica deroga possibile,  e’   la  base di partenza del  nuovo   4 dello Statuto dei Lavoratori.;

 

b)risulta  l’introdotta  la “tutela del patrimonio aziendale”,  di natura civilistica e garantita,   che prima mancava  nelle motivazioni addotte per  conseguire  l’installazione;

 

c)viene disciplinata in maniera più ampia la possibilità di richiesta di autorizzazione ove nella concezione precedente si limitava alla territorialità dell’autorizzazione di competenza della DTL. Invece, con il nuovo dettato normativo, è possibile addirittura ricorrere direttamente al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per i datori di lavoro che hanno più sedi in diverse Direzioni Territoriali, il tutto per lo snellimento delle procedure burocratiche e duplicazione delle stesse. d)  circa il regime sanzionatorio   tutto  è rinviato all’art. 171 del D.Lgs. n. 196/2003, cosi come modificato dal comma 2 del D.Lgs. n. 151/2015: “La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 113 e all’articolo 4, primo e secondo comma della legge 20 maggio 1970 n. 300, è punita con le sanzioni di cui all’articolo 38 della legge n. 300 del 1970”.

Si conclude  la presente esposizione ,richiamando l’attenzione sulle direttive fornite in materia di sorveglianza sulposto di lavoro con le sottostanti circolari:

-I.N.L. :NUOVI CHIARIMENTI IN MATERIA VIDEO SORVEGLIANZA

 

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 4619 del 24 maggio 2017, ha dettato alcuni chiarimenti concernenti la video sorveglianza alla luce del nuovo articolo 4 della legge n. 300/1970, come modificato dal decreto legislativo n. 151/2015.

Questi i punti essenziali:

– la procedura autorizzativa dell’Ispettorato territoriale del Lavoro è successiva al mancato accordo verificatosi in sede aziendale con gli organismi sindacali interni;

– l’autorizzazione rilasciata dall’ITL può essere sostituita da un successivo accordo sindacale;

– le organizzazioni sindacali deputate al raggiungimento dell’accordo sono la RSU o la RSA e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale;

– le intese raggiunte ex art. 8, comma 2, della legge n. 148/2011 in materia di video sorveglianza debbono trovare il proprio fondamento negli obiettivi indicati al comma 1. Gli accordi, derogatori rispetto all’art. 4, debbono garantire il rispetto della Costituzione, delle norme comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia di lavoro;

– l’accordo viene ritenuto valido se raggiunto con la sola maggioranza della RSA (nota del Ministero del Lavoro n. 2975 del 5 dicembre 2015).

-INL: cir.2/2016 – chiarimenti sull’installazione di impianti GPS e procedura autorizzatoria

Ispettorato del Lavoro: chiarimenti per impianti di videosorveglianza in ambito domestico

Ispettorato del Lavoro: disponibili i nuovi modelli videosorveglianza

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: