ESERCIZIO A LIVELLO PERIFERICO FUNZIONI PER AMMORTIZZATORI SOCIALI E LICENZIAMENTO COLLETTIVO DOPO ABROGAZIONE DEC.LEGVO N.469/97.

ome è noto, con il  Dec.legvo n.469/97  sono state trtasferite alle Regioni alcune  funzioni  di competenza statale ed in  particolare , commi 1 e 2 dell’art.3 di detto provvedimento  prevedevano che:

1)al   Ministero del Lavoro  spettava esercitare     le funzioni ed i compiti relativi alle eccedenze di personale temporanee e strutturali;

 2)alle regioni competeva ,in   attesa di un’organica revisione degli ammortizzatori sociali ed al fine di armonizzare gli obiettivi di politica attiva del lavoro rispetto ai processi gestionali delle eccedenze,  promuovere   l’esame congiunto previsto nelle procedure relative agli interventi di integrazione salariale straordinaria ,nonche’ quello previsto nelle procedure per la dichiarazione di mobilita’ del personale.  Ed  altresì   altresi’ gli accordi e i contratti collettivi finalizzati ai contratti di solidarieta’.

Altrettanto noto e’ che  l’art.34 del   decreto legvo n.150/2015 ,in vigore dal   24 settembre 2015 , ha abrogato il  richiamato   decreto legislativo    le cui  disposizioni ,comprese quelle specifiche     concernenti   gli ammortizzatori sociali e  la riduzione del personale  di cui  all’art.4 della legge n.223/91 ,relativa alla procedura di mobilita’,sono state sostituite da nuove norme,determinandosi cosi’ una situazione nuova ,che tuttora,come si vedra’,è caratterizzata da dubbi ed incertezze ,non essendo state disposte dagli organi istituzionali competenti  i chiarimenti e le precisazioni del caso circa l’esercizio a livello periferico delle funzioni per la cigs ed il licenziamento collettivo.,  pur essendo stati approvati e    divenuti operativi dal 24 settembre 2015  i dec.legvi n.148/15 ,contenente la nuova regolamentazione delle integrazioni salariali ,e    n.150/15, istitutivo dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro-ANPAL.

In riferimento a quanto sopra  si ritiene  di  evidenziare  che:

A)Circa la procedura  per la cigs,ormai occorre fare riferimento all’art.24 del dec.legvo 148/15,che al comm1 e  2 dispone che :
 
1. L'impresa che intende richiedere il trattamento straordinario diintegrazione salariale per le causali di riorganizzazione e crisi aziendale   e' tenuta a comunicare, direttamente  o  tramitel'associazione imprenditoriale cui  aderisce  o  conferisce  mandato,alle  rappresentanze  sindacali  aziendali  o   alla   rappresentanzasindacale unitaria, nonche'  alle  articolazioni  territoriali  delleassociazioni  sindacali  comparativamente  piu'   rappresentative   a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell'orario

di  lavoro,  l’entita’  e  la  durata  prevedibile,  il  numero   dei

lavoratori interessati.

  

2. Entro tre giorni  dalla  predetta  comunicazione  e’  presentata

dall’impresa o dai soggetti di cui  al  comma  1,  domanda  di  esame

congiunto della situazione aziendale. Tale domanda e’  trasmessa,  ai

fini  della  convocazione  delle   parti,   al   competente   ufficio

individuato dalla regione  del  territorio  di  riferimento,  qualora

l’intervento richiesto riguardi unita’ produttive ubicate in una sola

regione, o al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, qualora

l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’  regioni.  In

tale caso il Ministero richiede, comunque, il  parere  delle  regioni

interessate.

 

Pertanto,in base a quanto sopra,con l’abrogazione del comma 2 dell’art.3 del dec.legvo n.469/97,competenti per ricevere ,esaminare ed attivare la richiesta di   esame congiunto sulle domande di integrazione salariale straordinaria per riorgnizzazione e crisi aziendale continuano  ad essere  rispettivamente :

a)l’ufficioindividuato dalla regione  del  territorio  di  riferimento,  qualora

l’intervento richiesto riguardi unita’ produttive ubicate in una sola

regione

 

b) il Ministero del lavoro  , qualora l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’  regioni.

 

Tuttavia, e’ da rimarcare   che le  disposizioni del citato art.24  del dec,legvo n.148/13 tacciono   a proposito della causale cigs della lettera c),riguardante il  contratto di solidarieta,,che in precedenza risultava esplicitamente menzionata dal comma 2 dell’art.3 del dec.legvoi n.469/97.

Per  gestire  detta carenza  occorre  ricorrere  ad un’interpretazione  che tenga  in modo espresso ed adeguato   conto del fatto che dal 24 settembre  2015 il contratto di solidarieta’,a differenza del tempo antecedente, rientra ad ogni effetto nella regolamentazione degli ammortizzatori sociali  e ,dunque, anche  il    ricorso  per tale causale e di competenza delle regioni ,cosi’ come per  le causali  di riorganizazione e di  crisi aziendale.

Ma in proposito  sarebbe confacente una esplicita pronuncia del mlps.

B)Analogo silenzio  da parte del citato Dicastero  ,purtroppo, si registra anche sulla procedura di riduzione dim personale tramite licenziamento collettivo,non potendosi’ oemai piu’ parlare di procedura di mobilita ,a fronte delle modifiche apportate in matertia dalla legge n.92/12.

Come gia  ‘ in precedenza sottolineato ,la procedura di mobilita’  ha trovato la propria fonte di regolamentazione   nella  legge n.223/91  ,che all’art.4   ,prevedeva quanto segue:

1. L’impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale  qualora nel corso di attuazione del programma di cui all’articolo 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, ha facoltà di avviare le procedure di mobilità ai sensi del presente articolo.

2. Le imprese che intendano esercitare la facoltà di cui al comma 1 sono tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali aziendali

3. La comunicazione di cui al comma 2 deve contenere indicazione: …

4. Copia della comunicazione di cui al comma 2 e della ricevuta del versamento di cui al comma 3 devono essere contestualmente inviate all’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione.

5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto…

 

6. La procedura di cui al comma 5 deve essere esaurita entro quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione dell’impresa. Quest’ultima dà all’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione comunicazione scritta sul risultato della consultazione e sui motivi del suo eventuale esito negativo. Analoga comunicazione scritta può essere inviata dalle associazioni sindacali dei lavoratori.

7. Qualora non sia stato raggiunto l’accordo, il direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione convoca le parti al fine di un ulteriore esame delle materie di cui al comma 5, anche formulando proposte per la realizzazione di un accordo. Tale esame deve comunque esaurirsi entro trenta giorni dal ricevimento da parte dell’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione della comunicazione dell’impresa prevista al comma 6.

Come si puo’ constatare ,la legge 223/91 ha previsto come destinatario   della comunicazione di avvio della procedura di mobilita’ nonche’ di quella relativa al mancato accordo in occasione della consultazione diretta tra le parti interesate ,ed infine del tentivo in sede istituzionale di accordo per evitare in tutto o in parte la riduziomne diu personale l’uffici periferico del Mlps (Uplmo,Dtl ed ora IPL).

Con nl’entrata in vigore del decrteto legvo n.469/97 l’esercizio di dette funzioni in materiua di riduzione strutturale del personale delle aziende risulta affidato alle Regioni e Province.

Dal momento ,pero’,come sopra accennato,che il citato dec.n.469/97 è stato abrogato dall’art.34 dekl dec.legvo n.150/15 , divenuto pienamente operativo con il funzionamento dell’Anpal ,logica giuridica vorrebbe che ,cessate le  funzioni delle Regioni e Province per il venir meno del sostegno derivante dal dec,n.469/97,la fase amministrtativa,su8ccessiva a quella sindacale ,tornase ad essere esertcitate dalle strutture territoriali del Mlps ,ossia dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro  .

 In concreto ,tuttavia, cio’ non risulta praticato ,stante il silente comportamento del Ministero competente,che si confida intervenga in modo sollecito e confacente   fornendo specigìfico e puntuale    chiarimento amministrativo , al fine di evitare     il rischio di contenzioso  a seguito d’impugn azione delle procedure di licenziamento per vizio di          incompetenza dell’organo istituzionale destinatario della comunicazione di avvio della procedura e di quella circa l’esito negativo della consultazione, finalizzato  all’ ulteriore  tentativo di accordo  presso la        sede amministrativa.

Pertanto ,si auspica che gli organi  competenti    del ministero e delle regioni   ndichino   il   definitivo e  corretto comportamento  da tenere da parte delle   aziende e delle oo.ss. interessate alla questione

In attesa che quanto sopra avvenga ,sarebbe auspicabile  quanto meno che a livvello territoriale fra  le rappresentanze  delle oo.ss.,delle associazioni datoriali e delle  istituzioni statali e regionali , si realizzino contatti ed incontri  che consentano  intese  operative funzionali a  prevenire contenziosi  sulla base di eccezioni sulla corretta gestione degli adempimenti  e le procedure di consultazione delle rappresentanze sociali  circa le procedure      di riduzione di personale.

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