VIGENTE REGOLAMENTAZIONE PER INPIEGO IN LSU BENEFICIARI TRATTAMENTI PREVIDENZIALI SOSTEGNO REDDITO:

  Riguardo all’impiego nelle attivita’ dei  lavori socialmente utili  dei percettori di trattamenti previdenziali di sostegno al reddito,anzitutto si segnala che   ’ l’ordinamento giuridico  statale   attualmente  registra la   presenza  degi artt.  26  e 34 del dec.legvo n.150/2015
 

L’art.26  ,al comma 12  , inizialmente disponeva ,che ” Gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, si applicano ai soli progetti di attivita’ e lavori socialmente utili in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.;“

-l’art.34  ha stabilioto     al comma 1 ,lettera  m) , che tra le norme abrogate  a far  data dal 24.9.2015, rientrano anche quelle del   dec.legvo n.468/97, riguardante la ” Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili” ,     precisando ,peraltro , che gli articoli 7 e 8 del   suddetto  provvedimento,continuavano a  trovano applicazione ,ma   soltanto  per i  progetti di attivita’ dei  lavori socialmente utili in corso alla   data  del 24 settembre 2015.

In riferimento alle previsioni delle richiamate disposizioni contenute nel     dec.legvo n.150/15 , si  è temuto ,   da parte delle pubbliche amministrazioni interessate   ,di dover subire il blocco  sia    del  rinnovo alla loro scadenza  dei contratti lsu in corso  .,sia  l’avvio di nuovi progetti  e   di non poter    dar corso  soprattutto   nei comuni    a servizi  importanti ,come quelli delle pulizie  nelle   scuole, della gestione delle biblioteche o degli uffici comunali ,   non di rado   garantiti solo attraverso le attivita’  degli lsu.

 Tale  rischio  pero’   è stato accantonato   a seguito della   conversione   del  dec.legge n.154/2015   in legge n.189/2015 ,publicata sulla G.U.n.279 del 30.11.2015 ed entrata in vigiore dall’1.12.2015 , che ha reso  operativo l’art.1 bis   , in cui si stabilisce Allo scopo di consentire alle amministrazioni pubbliche  di  cuiall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.165, e successive modificazioni,  la  continuita’  nello  svolgimento
delle attivita’ di pubblica utilita’ di cui agli articoli 7 e  8  deldecreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, all’articolo 26,  comma12, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, le parole: «incorso alla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto»  sono sostituite dalle seguenti: «che hanno avuto inizio prima  della  data di adozione della convenzione quadro di cui al comma 2»,che ,sua volta recita:
” Allo scopo di dar corso alle attivita’che  permettano il mantenimento  e  lo  sviluppo  delle competenze acquisite, i lavoratori  che  fruiscono  di  strumenti  di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro possono essere chiamati a svolgere attivita’ a fini di pubblica utilita’ a beneficio della comunita’ territoriale di appartenenza, sotto la  direzione  ed il coordinamento di amministrazioni pubbliche di cui all’articolo  1,comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nel territorio  del comune ove siano residenti. ,   le regioni e province autonome stipulano, con le amministrazioni  pubbliche predette operanti sulterritorio,specifiche  convenzioni,  sulla  base  della convenzione quadro predisposta dall’ANPAL-Agenzia Nazionale Politiche Attive”.

 

Pertanto ,sino a quando  , essendo   stato promulgato lo Statuto dell ’Anpal  ,l’Agenzia non avra’ predisposto     l’apposita convenzione- quadro,che consentira’ alle regioni e province autonome di stipulare  accordi con le pubbliche amministrazioni operanti sul territorio dei comuni  interessati a  svolgere attivita’  di pubblica utilita’ impiegando  i lavoratori   fruitori di  strumenti  di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro  , resta stabilito che   per le   attività di  lsu si continuera’ ad operare   transitoriamente come da regolamentazione precedente all’art.26 comma 12 del dec.legvo n.150/15  ,  facendo riferimento n ed  applicando     a gli  artt.7 ed 8 dec.legvo  n.468 /97 , per cui ,anche   dopo il 24.9.2015  ,le  pp.aa.interessate possono  continuare , l’utilizzo  dei lavoratori coinvolti in progetti  di pubblkica utilita’

 Resta inteso che nel periodo   transitorio in cui continua l’ applicazione degli artt.7 e 8 del decreto legvo 468/97 ,l’impiego diretto da parte delle pubbliche amministrazione  ed in  particolare da parte dei   comuni, potra’ interessare, giusta  l’esplicita previsione dei  richiamati   articoli  7 ed 8 del dec.legvpo 468/98   i lavoratori,titolari del trattamento straordinario di integrazione salariale, del trattamento di indennita’ di mobilita’( autorizzata centro il 30.12.206) e di altro trattamento speciale di disoccupazione  ,res identi nel comune o nell’area  dei singoli Centri   ove si svolge la prestazione per le attivita’  in questione

Decorso il periodo transitorio  ,  a seguito  della predisèpopsizione  da parte   dell’ANPAL  dell’apposita convenzione- quadro di cui al dec.legvo    150/15 ,laddove     regioni e province autonome  stipulino specifici  accordi in merito con le pp.aa.  operanti sul territorio dei comuni  interessati a  svolgere attivita’  di pubblica utilita’ con  l’impiego di  fruitori   di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro ,trovera’ applicazione  l’art.26 del citato d.lvo 150/5o,    che dispone quanto segue:

a) nel  comma 1:
“Allo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro per la riduzione di orario connessa all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa che sia superiore al 50 per cento  ,per integrazione   guadagni , contratto di solidarieta’ o intervento ei fondi di solidarieta’ , calcolato in un periodo di dodicimesi, possono essere chiamati a svolgere attivita’di pubblica utilita’ a beneficio della comunita’ territoriale di appartenenza, sotto la direzione ed il coordinamento di amministrazioni pubbliche   di cui all’articolo 1,comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nel territorio del comune ove siano residenti”.;

 

b) nel comma 5:

“Le convenzioni di cui al comma 2 possono prevedere l’adibizione alle attivita’ di cui al comma 1, da parte di lavoratori disoccupati, con piu’ di sessanta anni, che non abbiano ancora maturato il diritto al pensionamento di vecchiaia o anticipato. I lavoratori di cui al presente comma, utilizzati in attivita’ di cui al comma 1, non possono eccedere l’orario di lavoro di 20 ore settimanali e ad essi compete un importo mensile pari all’assegno sociale, eventualmente riproporzionato in caso di orario di lavoro inferiore alle 20 ore settimanali. Tale assegno e’ erogato dall’INPS ,  previa certificazione delle presenze secondo le modalita’ fissate dall’INPS a cura dell’ente utilizzatore e per esso trovano applicazione, in quanto non diversamente disposto, le disposizioni in materia di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.-NASPI ,  gli oneri restano a carico delle amministrazioni regionali e delle province autonome stipulanti.”

 Sembra  il caso di  far notare  che, mentre nel periodo transitorio, ontinuando ad operare gli artt.7 ed 8 del decreto legvo n.468/97, i lavoratori impiegabili nelle attività dei lsu sono i  fruitori di cigs,mobilita’ ed altro trattamento speciale di disoccupazione , quando         sara’ operativo l’art.26 del dec.legvo 150/15  ,sono impiegabili negli lsu nuove  categorie di soggetti, esplicitati dallo stesso art.26 ,commi 1 e 5,

 

Inoltre,  si ritiene confacente  evidenziare che la regolamentazione contenuta  in materia di lsu  negli art.7 ed 8 del dec.legvo n.468/97 ,non fa cenno alle conseguenze che possono intervenire  a carico  di quanti,senza giustificato e  documentato motivo non accettano  l’impiego o non frequentano con regolarita’le attivita’degli lsu

 

Dette conseguenze ,ed in particolare la decadenza dal trattamento previdenziale di cui sono beneficiari i lavoratori,in effetti trovano regolamentazione nell’art.9 del decreto legvo n468/97,che  ,tuttavia, a differenza degli artt.7 ed 8 , al pari di  tutti gli altri del provvedimento in questione , risulta  abrogato dal 24.9.2015 dal dec.legvo 150/15,e quindi  non puo’ trovare applicazione  .

 

Si pone allora il problema,con previsione di risposta  affermativa,se durante il periodo transitorio ,ai fruitori di cigs ,siano applicabili le disposizioni del dec.legvo 150/15,che,in caso di  mancata  partecipazione   alle iniziative  di cui all’articolo 26 ,prevedono :

1) la decurtazione di  una  mensilita’  per  la  prima  mancata  partecipazione;

2) la decadenza dalla  prestazione  per  la  ulteriore  mancata presentazione.

 Alla domanda ,si ritiene di potersi dare risposta   affermativa, considerato che i  percettori di cigs  sono inclusi tra i lavoratori  impiegabili   negli lsu tanto dal dec.legvo 468/97 ,quanto dal dec.legvo n.150/15

Invece ,non altrettanto positiva  ,in mancanza di diversa espressa indicazione   istituzionale degli organi competenti  ompetenti , appare la  risposta per i     percettori “di mobilita’ e di altro trattamento speciale di disoccupazione” ,che sono previsti dal d.lvo 468/97,posto che le disposizioni dell’ar,26  dedicato  nel  dec.legvo 150/15  a tale aspetto, non  menzionano tali soggetti,tra  coloro che posso venire    utilizzati   nelle attività degli lsu

Il che puo’aver determinato o continuare a  determinare durante il periodo transitorio incertezza applicativa  rispetto  agli strumenti che  gli organi competenti dei servizi dell’impiego coinvolti  possono assumere per dissuadere quanti ,  avviati nell’attuale   periodo transitorio alle attività degli lsu presso le pp.aa. richiedenti , una volta che siano  individuati ed avviati come   fruitori di “mobilita’ o di altro trattamento speciale di disoccupazione “, secondo  la previsione dell’art.7 dec.legvo 468/97,  non accettano  o frequentino in maniera irregolare le attività di lsu di destinazione.

 Su tale aspetto si esprime l’avviso  che , onde  evitare adempimenti a carico delle strutture dell’impiego senza ricevere consenso da parte vdegli avvianti agli lsu,nonche’ probali iniziative di contenzioso amministrtativo e giudiziario da parerte dei lavoratori mcoinvolti epreocciupatri di vedersi non piu’  attribuito  a causa della mancata partecipazione a dette attivita’ i trattamento previdenziali in godimento,  potrebbe risultare  consono ,prima di procedere direttamente all’assegnazione dei lavoratori alle amministrazioni richiedenti,di convocare ,sulla base delle rispettive posizioni degli stessi  negli elenchi e/o nelle graduatorie appositamente formate   applicando i criteri vigenti,per acquisirne la  volontaria disponibilita’  ,  prescindendo in tal modo  dall’esistenza a carico degli stessi di un vero e proprio obbligo ,che se non ottemperato imponga la segnalazione all’organo previdenziale  per  i provvedimenti di spettanza.

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