LINEE INTEPRETATIVE CIV PER MODIFICA INDIRIZZI OPERATIVI INPS RIGUARDANTI ACCESSO CIGO

 Tra gli organi collegiali operanti nell’Inps   figura il CIV- Consiglio di indirizzo e di vigilanza-  , che ha i compiti di   predispone le linee di indirizzo generale,indicare    gli obiettivi strategici dell’Istituto  ed approvare  il bilancio, predisposto dal Presidente   del medesimo

 Dello stesso fanno parte  22  componenti designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi  che , nominati    con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. ,  restano   in carica 4 anni.

Il Presidente del CIV è eletto, nella prima seduta del Consiglio, tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti e anche la sua durata in carica è di 4 anni.

 Nell’esercizio delle   proprie competenze ,  il CIV con  provvedimento  n. 5 del 21 marzo 2017 , richiamando la   circolare Inps  n. 139/2016 , ha deliberato di impegnare gli Organi di Gestione Dell’Inps a dettare linee interpretative ed applicative uniformi sul territorio, raccomandando a tale scopo  che, per la concreta attuazione dello spirito e della lettera della   deliberazione emanata , i summenzionati Organi di gestione si uniformino  alle seguenti linee  :

1.contenere i tempi della decisione sulla domanda di CIGO nel termine di 90 giorni;

2.per  ridurre il contenzioso, bisogna   che la sede territoriale competente alla decisione sulla domanda di CIGO, in tutte le ipotesi in cui ritenga di dover rigettare la domanda per carenza di elementi valutativi, debba previamente ricorrere alla procedura di cui all’art. 11 del DM 15 aprile 2016, n. 95442;

3.  onde  semplificare il procedimento di concessione della CIGO ,mantenendo inalterata l’esigenza probatoria a carico del richiedente ed in coerenza con la legislazione sulla documentazione amministrativa (DPR n. 445/2000, art. 47) ed il richiamato DM 95442, necessita  assegnare valenza essenziale alla Relazione  prevista nel decretro citato , così valorizzando la natura di autocertificazione con responsabilizzazione del dichiarante, in sostituzione di ogni produzione documentale;

4. con  riguardo alle causali indicate nel richiamato DM 15 aprile 2016, n. 95442, occorre  fornire alle sedi indicazioni univoche,  conformandosi ai seguenti principi:

a.) la prova della probabilità della ripresa è legata alla evidenziazione delle iniziative concrete, assunte dall’impresa ed esplicitate nella Relazione, volte a ricercare ulteriori occasioni di business, risulta quindi incongrua la richiesta di dimostrare l’avvenuto conseguimento di ordinativi/commesse;

b.) laddove l’azienda evidenzi nella Relazione gli estremi di ordinativi relativi ad un periodo successivo a quello della domanda, la stessa è esonerata dalla produzione di ulteriori strumenti probatori e la prospettiva di ripresa si intende provata;

c. )è escluso il rilievo del regime di monocommittenza nella concessione della CIGO;

d.) posto che il DM 95442 richiamato assegna un ruolo centrale alla Relazione e prevede solamente la possibilità che l’azienda alleghi ulteriori documenti, la domanda di CIGO è decisa sulla base della Relazione e della documentazione che il richiedente ritenga di allegare;

e.) laddove, nel periodo intercorrente tra la domanda di CIGO e la decisione, l’azienda abbia nel frattempo ripreso l’attività, il presupposto della previsione della ripresa si ritiene provata ed è sufficiente, di per sé solo, ai fini del riconoscimento della CIGO;

f.) relativamente agli eventi meteorologici, poiché i relativi bollettini sono già in possesso della pubblica amministrazione, al fine di ritenere comprovati i presupposti di legge per la concessione della CIGO, l’azienda può fare riferimento ai dati in possesso della pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 43 del richiamato DPR 445/2000, che l’Istituto potrà continuare a raccogliere secondo le procedure precedentemente seguite;

g. per gli eventi meteorologici, bisogna  considerare le peculiari esigenze dei differenti settori (es. i rischi di alcune lavorazioni – es., del marmo – derivanti da quantità di pioggia inferiore a quella prevista nelle circolari dell’Istituto o le conseguenze derivanti dal gelo che limita particolari lavorazioni – es., in edilizia – o fasi del ciclo produttivo)

h). per gli eventi meteorologici, in caso di temperature particolarmente elevate o rigide, prendere in considerazione anche le temperature percepite, che sono espressamente indicate nei bollettini meteorologici, laddove queste siano maggiori o inferiori della temperatura reale.

5. organizzare incontri periodici, preferibilmente a cadenza mensile, con le parti sociali del territorio di riferimento al fine di rappresentare e condividere l’andamento delle istruttorie, le criticità riscontrate, i possibili strumenti di risoluzione, eventualmente confermando eventuali prassi condivise già in essere ed ispirate ai criteri sopra indicati;

6. in caso di rigetto della domanda, prevedere sempre l’obbligo di adeguata motivazione che ne indichi le dettagliate ragioni ed evidenzi l’avvenuta integrazione dell’istruttoria ai sensi dell’art. 11 del richiamato DM 95442 o i motivi per i quali la stessa non è stata attivata;

Infine il CIV nel provvedimento in questione ha  dichiarato di  impegnare t  il Presidente dell’Istituto, considerate le difficoltà registrate sul territorio nella gestione della procedura di concessione della CIGO e l’incremento del contenzioso amministrativo e giudiziario, a rappresentare con urgenza nelle competenti sedi istituzionali l’esigenza di ripristinare la competenza dei Comitati provinciali a decidere sulle domande di CIGO, abrogando la modifica normativa apportata dall’art. 16 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148.

Premesso quanto sopra , pare confacente soffermare l’attenzione su alcune delle premure espresse dal Comitato

 Tempi decisione domanda cigo

Si sottolinea  l’opportunita ‘che le richieste del sostituto del salario siano decise entro 90,così come  viene stabilito da  dalla normativa e questo si pèuo’ otternere facendo a meno di passaggi caratterizzati da richieste che le disposizioni e la prassi annmministrative non dispongono e ul punto    Il Civ richiama in particolare  il  fatto che la consultazione sindacale ex art. 14 deve avvenire soltanto per raccomandata o per PEC, a pena  dell’ improcedibilità della domanda

 

Riduzione del contenzioso

Posto  che si registra una  crescita  del  contenzioso ,conseguente al  rigetto della istanza di CIGO,si raccomanda ,oltre che una motivazione adeguata  , tenendo   conto    degli elementi documentali e  quelli di fatto  nonche’ della prevedibilità della ripresa lavorativa, si  suggerisce  che, prima della reiezione, sia attivato quanto previsto al comma 2 dell’art. 11 del D.M. n. 95442 del 15 aprile 2016 (che regola i criteri per la concessione del trattamento), ossia il supplemento di istruttoria, qualora necessario ma, soprattutto, l’audizione delle organizzazioni sindacali che hanno partecipato alla consultazione ex art. 14

Semplificazione del procedimento

In proposito, s’invitano le strutture competenti a  valorizzare in modo idone la   relazione di accompagnamento,  ricordando  che  molte delle documentazioni    richieste   , non debbono essere prodotte e  ,  dando piena applicazione agli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/  sono comprovabili ti dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

  Osservazioni relative  alle  causali della domanda di cigo

1) per quanto concerne la probabilità della ripresa   il CIV  dichiara  appare incongrua la richiesta di dimostrare il conseguimento dei nuovi ordinativi. ,per cui ,se l’impresa evidenzia nella relazione ordinativi che saranno “in portafoglio” in un periodo successivo a quello dell’istanza di CIGO, la prospettiva di ripresa,deve intendersi   provata  ,senza che siano  prodotti altri elementi di natura probatoria;

2)circa la  Mono committenza ,e’ richiamata  la circolare n. 139/2016,in cui si  chiarisce che l’organizzazione di un’impresa che è legata in modo esclusivo ad un’altra non può costituire di per sé un elemento di valutazione avendo chiarito il Ministero del Lavoro che la mono committenza non può essere di per se stessa causa di rigetto;

 3)  per la ripresa dell’attività prima della decisione del’Organo collegiale  il riconoscimento della Cassa integrazione ordinaria che postula la ripresa dell’attività produttiva è dimostrato,  da tale avvenimenti, senza bisogno di alcun ulteriore elemento di valutazione;

4) Eventi meteorologici:  il  Civ  asserisce  la illogicità della richiesta al datore di lavoro dei bollettini meteo, ricorda il contenuto dell’art. 43 del DPR n. 445/2000 (modificato dall’art. 15 della legge n. 183/2011 nel caso di specie, con la circolare n. 139/2016 dell’INPS e con il D.M. n. 95442   si sostiene che : “le Amministrazioni pubbliche ed i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive e i documenti che siano in possesso delle Pubbliche Amministrazioni (e tali sono, sino a prova contraria, sia le Arpa Regionali che il Ministero della Difesa da cui dipende l’Aeronautica )”. In realtà, la richiesta dei bollettini meteorologici oltre che contraria alla previsione legale appena citata, appare come una forma di coercizione nei confronti dei datori di lavoro (quasi a dire “ti voglio rendere l’iter il più difficile possibile”), in quanto l’Istituto acquisisce, tuttora, i bollettini per la  ,mentre  la relativa   procedura ,secondo l’art. 18 del D.L.vo n. 148/2015,  compete tuttora alla specifica Commissione ,mentre   il trattamento viene riconosciuto,  quasi  per la totalità dei casi, per maltempo;

5)  particolare attenzione il Civ richiama in merito alla  valutazione degli eventi meteorologici    per  certi settori come, ad esempio, quello della lavorazione del marmo, non vengano considerate attraverso il mero calcolo dei millimetri di pioggia caduti, ma che tengano presenti la “scivolosità” dell’attività o il “gelo” che rende difficoltose le prestazioni in edilizia .Affermare ,come è accaduto da parte di qualche sede,che “la causale gelo non è contemplata nella circolare n. 139/2016 paragrafo 6.4”   con l’avallo   della  Direzione Regionale sovra ordinata,che  ha ritenuto di non  accogliere  le domande CIGO per gelo, generano perplessita’ all’utenza coinvolta , constatando che   l’art. 11 del D.L.vo n. 148/2015   parla    espressamente, di “intemperie stagionali” come causa di integrabilità,  mentre  l’evento “gelo” risulta previsto nel  messaggio INPS n. 28336 del 1998.

Pertanto , il CIV ha richiesto  fondatamente  che, in presenza di lavorazioni svolte con temperature particolarmente elevate o rigide si tenga conto della c.d. “temperatura percepita”, se maggiore o inferiore a quella reale  ,la quale   si  rileva  dai bollettini meteorologici.

 Circa gli aspetti oggetto delle valutazioni ed indicazioni del CIV ,si ritiene  che senza dubbio le stesse saranno tenute nel dovuto conto dalla Direzione Generale competente,che,quindi , non manchera’ di rimettere   puntuali indicazioni al riguardo alle strutture territoriali con l’invito di recepimento

Si ritiene  di utilizzare la presente    occasione ,peraltro ,  per presente che   risultano  espresse  osservazioni   anche      su una   questione  prevista  nella     circolare n. 139/2016 ,che, se non tempestivamente chiarita , costituisce    fondato   motivo di   contenzioso.da parte dell’utenza  a carico dell’Inps.

 La citata circolare ,tra l’atro, afferma    che “l’azienda deve indicare nell’apposito campo della domanda telematica le informazioni richieste e deve inoltre allegare, pena l’inammissibilità della domanda stessa, copia della comunicazione (PEC, raccomandata) inviata alle organizzazioni sindacali come elencate all’art. 14 del D.L.vo n. 148/2015 ed eventuale copia del verbale di consultazione nel caso di esperimento della stessa”.

Orbene ,su tale aspetto  l’art. 14:del dec.legvo 148/15  recita: “ Nei casi di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, l’impresa è tenuta a comunicare preventivamente alle rappresentanze sindacali aziendali o alla rappresentanza sindacale unitaria, ove esistenti, nonché alle articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati”.

 Vale a dire che  il legislatore non ha indicato   le modalità  con  cui deve essere inviata la comunicazione  ,mentre la circolare suddetta  ha provveduto a legarvi ,  nel caso di mancata osservanza  ,specifiche conseguenze.

 Su questo  esistono disposizioni  di legge In materia di lavoro , che dichiarano apertamente  le suddette modalita’ ed in merito si richiamano ,  a titolo d’  esempio,  l’art. 410 cpc, comma 5  e  l’art. 7, comma 4, della legge n. 604/1966 ,per cui la richiesta d’intervento istituzionale  va inviata per raccomandata.  

 Per la consultazione sindacale  relativa alla  cigo , invece, il Legislatore  nulla non ha detto  e  ciò significa che la inammissibilità della domanda, evidenziata nella circolare n. 139/2016,  non  dovrebbe essere confermata , perche’ manca  il   supporto di una  disposizione legislativa   e cio’  vale  in modo specifico   se, successivamente, nei termini previsti dalla norma, si è  svolto  l’incontro sindacale  ,cui   è pure  seguita la sottoscrizione dell’accordo  .

Altrettanto significativo  in termini negativi ,se  risultasse confermata   la segnalazione secondo cui     che in qualche e caso l’istanza dell’impresa è stata respinta con la motivazione che  l’informativa  aziendale  risultava  rimessa  alle organizzazioni sindacali con lettera raccomandata a mano e non A/R, che oggettivamente  appare tanto piu’  lecita  e valida  soprattutto  se    la pratica di CIGO viene “gestita” dall’Associazione datoriale alla quale aderisce il datore  .

 In tali casi si tratta  di tener conto che    che la cosi’ detta  “raccomandata a mano”   ha  un  valore identico a quello della   raccomandata A/R,  ponendo attenzione all’intervenuta  l firma per ricevuta sulla copia della lettera   da parte del destinatario ovvero del ricevente-

 

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