A PROPOSITO COMPUTO PER COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO LAVORATORI RICONOSCIUTI INVALIDI EX ART 4,COMMI 3BIS E 4 ,LEGGE 68/99

Prima di parlare delle modifiche introdotte dal dec.legvo n.151/01  circa  la computabilita’ da parte del datore di lavoro interessato nella quota di riserva dei lavoratori  che sono   riconosciuti  disabili sia  prima ,che  nel corso   del rapporto di lavoro ,si ritiene confacente   precisare  qual’era la previsione prevedeva   la disciplina legislativa ed amministrativa previgente sull’argomento       al 24 settembre 2015,data d’entrata in vigore del dec.levo 151/15,che,  nel testo dell’art.4  della legge n.68/99 ,    dopo il  comma 3 e prima del comma 4 , ha inserito   il comma 3 bis..

In proposito  si fa presente  che in materia, anzitutto  erano  e sono rimasti vigenti le seguenti norme legislative:

a)il comma 4 dell’art.4 della legge 68/99 ,secondo cui:”4. I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60 per cento o, comunque, se sono divenuti inabili a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro…”;

b) l’art.3 ,commi 1) ,2) ,3)e 4) del dpr n.333/2000,contenente il Regolamento di attuazione della legge 68/99,che disponevano  :

“1. Accanto ai lavoratori che non costituiscono base di computo per la determinazione della quota di riserva, sono parimenti esclusi, ai fini di cui all’articolo 4, comma 1, della legge n. 68 del 1999, i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, con contratto di apprendistato, con contratto di reinserimento, con contratto di lavoro temporaneo presso l’impresa utilizzatrice, e con contratto di lavoro a domicilio. Sono altresì esclusi dalla base di computo i lavoratori assunti per attività lavorativa da svolgersi esclusivamente all’estero, per la durata di tale attività, e i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 del 1999, nei limiti della percentuale ivi prevista.

2. I lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni per infortunio o malattia, di cui all’articolo 4, comma 4, della legge n. 68 del 1999, e che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al sessanta per cento, sono esclusi dalla base di computo e sono computabili nella percentuale di riserva, a meno che l’inabilità non sia stata determinata da violazione, da parte del datore di lavoro pubblico o privato delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, accertato in sede giudiziale. Gli stessi lavoratori sono ascrivibili alla quota parte di assunzioni da effettuare con chiamata numerica.

3. Qualora non sia possibile l’assegnazione a mansioni equivalenti o a mansioni inferiori, con la conservazione del trattamento più favorevole, i lavoratori di cui al comma 2 sono avviati presso altro datore di lavoro, con diritto di precedenza e senza inserimento nella graduatoria, e assegnati a mansioni compatibili con le residue capacità lavorative. L’accertamento della compatibilità delle mansioni è svolto dalle Commissioni di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sentito il Comitato tecnico di cui all’articolo 6, comma 2, lettera b), della legge n. 68 del 1999, con le modalità ivi previste.

4. Quanto previsto dai commi 2 e 3 si applica anche ai lavoratori che si sono invalidati successivamente all’assunzione per infortunio sul lavoro o malattia professionale, di cui all’articolo 1, comma 7, della legge n. 68 del 1999. I predetti lavoratori sono esclusi dalla base di computo e sono computati nella percentuale d’obbligo, alle medesime condizioni di cui ai citati commi 2 e 3, qualora abbiano acquisito un grado di invalidità superiore al 33 per cento.”

, In aggiunta  a quelle legislative,inoltre operavano le disposizioni amministtrative  contenute rispettivamente:

1)per quanto riguarda i lavoratori  di cui   alla  suddetta    lettera a), nella circolare del MLPS n.2/2010 ,  che  dichiarava  :”Con esclusivo riferimento “all’ambito privatistico” è riconosciuta la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto all’epoca non disabili ,alla triplice condizione c–l’invalidità determini inabilità a svolgere le proprie mansioni

–non sia stata causata dalla violazione delle norme di sicurezza da parte dello stesso datore di lavoro

–la percentuale di invalidità civile sia almeno pari al 60% (anziché al 46%), fermo restando che,  se si tratta di invalidità derivante da causa di lavoro, all

-la possibilità di  dcomputare nella quota di riserva anche i lavoratori disabili assunti al di fuori  delle procedure di collocament

obbligatorio ai quali sia stata riconosciuta un’invaliditàcivile non inferiore al60% o un’invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale superiore al 33% e l’inabilità a svolgere le mansioni precedentemente assegnate”

2) nella circolare n.66/2001,secondo cui :

“Una specifica precisazione appare necessaria in ordine alla possibilità di includere nel compto, ai fini dell’osservanza dell’obbligo di copertura delle quote, i lavoratori già invalidi prima della costituzione del rapporto di lavoro, pur se assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio. Il datore di lavoro,con ilconsenso del lavoratore interessato, potrà infatti chiedere la visita di accertamento dello stato invalidante, in costanza di rapporto di lavoro, per la verifica della compatibilità delle mansioni cui il lavoratore è adibito; si ritiene che, in analogia con la disciplina di cui all’articol4, comma 4, della legge n.68 (che poggia sulla medesima ratio pur se riferita ai lavoratori divenuti invalidi durante il rapporto di lavoro), la predetta visita di accertamento debba riscontrare, ai fini dell’inserimentnelle quote di riserva, un grado di invalidità almeno pari al sessanta per cento.”

3)nell’interpello n.40/2008 ,  che recitava:
“Il Consiglio Nazionale dell’rdine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato richiesta di
interpello per conoscere il parere della scrivente Direzione in merito alla computabilità dei lavoratori disabili assunti al di
fuori delle liste del collocamento obbligatorio ed alla conseguente
possibilità di interrompere le procedure di avviamento obbligatorio eventualmente già avviate da
parte dei Servizi competenti, anche in mancanza di una convenzione ai sensidell’art. 11 della L. n.68/1999.
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale del Mercato del Lavoro, si conferma l’orientamento già espresso con la circ. n. 66/2001, in merito alla
possibilità dcomputare nellaquota di riserva anche i lavoratoridisabili assunti al di fuori delle procedure di collocamento
obbligatorio ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità civile non inferiore al60% o un’invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professi
onale superiore al 33% e l’inabilità a svolgere le mansioni precedentemente assegnate (v. risposta ad interpello n. 31/2008).
Si precisa che la computabilità dei lavoratoriin possesso della certificazione attestante tale grado di invalidità non è subordinata alla preventiva iscrizione
nelle liste del collocamentoobbligatorio dei disabili, né alla stipula di una
convenzione con i Servizi competenti, ma deessere semplicemente comunicata ai Servizi competenti.
Si precisa, inoltre, che qualora il dipendente abbia ottenuto la necessaria certificazione in costanza di rapporto di lavoro non può considerarsi imputabile al datore di lavoro la scopertura venutasi a determinare nel lasso di tempo intercorso fra la richiesta di verifica dello statoinvalidante ed il successivo accertamento sanitario”.
4) nell’interpello n.17/2010,,nel quale  ,in merito alla problematica concernente la computabilità nella quota di riserva ex art. 4, comma 4, della L. n. 68/1999, ai fini dell’assolvimento degli obblighi di cui alla stessa Legge, del soggetto assunto come normodotato divenuto inabile durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, era riportata  la seguente risposta    :

“…Tuttavia ciò che rileva, a seguito della abrogazione da parte del D.L. n. 112/2008 della certificazione di ottemperanza rilasciata Uffici competenti all’inserimento dei disabili, è la “attestazione” da parte del datore di lavoro concernente l’osservanza degli obblighi di cui alla L. n. 68/1999, attestazione che produce i suoi effetti con riferimento al periodo considerato.

Nella fattispecie in esame, trattandosi di una attestazione concernente la computabilità nella aliquota d’obbligo di un lavoratore assunto come normodotato e divenuto inabile nel corso del rapporto con percentuale superiore al 60% e non in conseguenza di una responsabilità datoriale, la circostanza fondamentale è che il soggetto che rilascia l’attestazione sia in grado di affermare con certezza l’esistenza dei due presupposti sopraccitati.

Tali presupposti, peraltro, non necessitano di alcuna valutazione di carattere “discrezionale” in quanto consistono in due elementi “di fatto”: il primo legato ad una certificazione medica che indichi una percentuale di invalidità pari o superiore al limite legale e l’altro legato alla mancanza di una sentenza passata in giudicato che accerti responsabilità datoriali nell’accadimento di un evento infortunistico…”

 Le risultanze  derivanti dalla combinazione  delle  disposizioni legislative ed amministrative sopra  precisate , in modo univoco ed esplicito,gia’  prima dell’inserimento nell’art.4  della legge 68/99 ,tra il comma 3 ed il comma 4 ,del comma  3bis, disposto dal dec. legvo n.151/2015 con effetto dal 24 settembre 2015    :

A) ammettevano la possibilità del datore di lavoro  di computare nella quota di riserva anche i lavoratori  riconosciuti  ‘disabili sia prima che nel corso del rappoprto di lavoro ,pure se  assunti al di fuori  delle procedure di collocamento obbligatorio ,purche’ agli stessi risulta  riconosciuta un’invalidità civile non inferiore al 60% o un’invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale  non inferiore   al 34% ,nonché , qualora dipendenti, l’inabilità a svolgere le mansioni precedentemente assegnate;

B)  limitavano   ai datori di lavoro  appartenenti “all’ambito privatistico”  della possibilità di computare ,ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo ,anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto all’epoca non disabili

Dopo aver premesso quanto sopra , si tratta ora  di  individuare  in concreto e valutare la reale  portata della disposizione  contenuta nel comma 3 bis aggiunto ,con effetto dal 24 settembre 2015 ,al testo dell’art.4 della legge 68/99  ,dal dec.legvo n.151/2015.

In merito a  tale previsione ,risulta preminente    evidenziare  che  il comma 3 bis  :recita”:” I lavoratori, gia’ disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 nel caso in cui abbiano una riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, o con disabilita’ intellettiva e psichica, con riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dagli organi competenti.».

Posti a confronto  ,i  testi dei due commi sopra   riportati  consentono   di accertare  che:

a)  il   comma 3 bis ,invece ,concerne lavoratori riconosciuti  disabili gia’   prima  della costituzione del rapporto di lavoro in atto,anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio;

b ) il  comma 4,invece  fa riferimento a lavoratori   che   durante   il  rapporto di lavoro  ,  divengono   inabili alle mansioni , non a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. ,ma  per infortunio o malattia , avendo  riportato   una riduzione della capacita lavorativa pari  almeno al  60%,(per Malattia) ,ovvero pari almeno al 34% (per infortunio),pur se bisogna   tener conto che ,rispetto   ai lavoratori previsti dalla  lettera b),    la circolare del MLPS n.2/2010    ,come in precedenza riportato ,malgrado l’  assenza di una specifica norma legislativa in tal senso , ha espressamente ed esplicitamente dichiarato  che:”… è riconosciuta la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto al’epoca non disabili ,..”

Come prima detto ,anche prima  dell’entrata in vigore   del richiamato comma 3 bis, le fonti interpretative del Mlps ed in particolare la circolare n.61/2010 , in via analogica avevano esteso ai dipendenti la possibilità di includere nel computo, ai fini dell’osservanza dell’obbligo di copertura delle quote, i lavoratori già invalidi prima della costituzione del rapporto di lavoro, pur se assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio.

Stando così le cose  ed allo scopo di prevenire possibili  contenziosi ,il legislatore del dec.legvo 151/15 ha ritenuto non rinviabile l’inserimento esplicito e specifico nell’ordinamento giuridico  di un’apposita norma legislativa  idonea a   dare  fondamento e sostegno legale  all’interpretazione   fornita  e sostenuta  solo  in via amministrativa, inserendo  nell’art.4 della legge 68/99 il comma 3 bis ,che conferma quanto gia’ affermato dagli interpreti istituzionali.

Peraltro , si aggiunge  di   ritenere     che l’ingresso nell’ordinamento  giuridico  del comma 3-bis  va visto con favore anche per un  ulteriore motivo ,ossia   perché da’ soluzione ad  un altro aspetto,  che rischiava di porre  qualche   problema  , concernente   l’  impossibilita’ che  pure     i datori pubblici   computino  nella quota di riserva i lavoratori  riconosciuti invalidi    ex commi 3 bis e 4 dell’art.4 legge 68/99 ,  visto che  nella circolare n.2/2010  il MLPS , con  riferimento all’ipotesi di cui al  comma 4 dell’art.4.  , si è  dichiarato  :”Con esclusivo riferimento “all’ambito privatistico” è riconosciuta la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto all’epoca non disabili “.

Il che  ha comportato  che i datori lavoro pubblici dovevano considerarsi  esclusi  dalla predetta possibilita , esclusione che pero’ l’entrata in vigore del comma 3 bis  ha  annullato , considerato  che  la nota operativa del Mlps n.0000970/2016 , riportandosi   nell’oggetto al decreto direttoriale n.33/43 del 17.02.2016,  recita testualmente:
” Il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 ha introdotto all’articolo 4 della n.68/99 il comma 3 bis,  prevedendo la computabilità nella quota di riserva di cui all’articolo 3, della legge n. 68 del 1999, dei lavoratore già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio.
La computabilità del lavoratore  assunto ,è subordinata:
1.alla dimostrazione, mediante idonea documentazione medica, che anteriormente alla costituzione del rapporto,il lavoratore si trovava in condizioni:
-di riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento ovvero di minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo
unico delle norme in materia di pensioni di guerra ovvero di riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento per le persone con disabilità intellettiva e psichica.
2.all’assunzione del lavoratore al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio.
3.all’idoneità del lavoratore con disabilità riconosciuta a continuare a svolgere le mansioni cui è adibito.
Il datore di lavoro con il consenso del lavoratore interessato,è tenuto a richiedere lavisita per l’accertamento della compatibilità delle mansioni cui è adibito
La computabilità nella quota di riserva di cui all’articolo 3, della legge n. 68 del 1999, dei lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro,è possibile sia per i datori di lavoro privati che per i datori di lavoro pubblici, tenuto conto della genericità della previsione normativa”,
In conclusione ,potendosi  tener conto che  l’asserita” genericità della previsione normativa”  prevista  nella nota ministeriale citata prima non ha  motivo   che debba   valere soltanto per le fattispecie di cui al comma 3 bis   e non pure per quelle del comma 4 ,dell’art.4 della l egge 68/99   in materia di riconoscimento d’invalidita’ ,così da risultare,  ,quindi,  esclusa per  entrambe le tipologie di cui mai citati commi    la limitazione ai soli datori di lavoro privati ,così come si era espresso  il  Mlps   nella sopra richiamata  circolare n.2/2010   con  riferimento all’ipotesi di cui al  comma 4 dell’art.4.
Pertanto  la conseguenza logica  e  normale risulta   che tanto  i datori lavoro privati  ,quanto  quelli pubblici devono ormai   considerarsi     ammessi  ad utilizzare   la computabilita’ nella quota di riserva  degli invalidi che siano riconiosciuti tali secondo la previsione del comma 3bis  e 4 .ripetutamente citati nella presente esposizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: