DISPOSIZIONI LEGISLATIVE AMMORTIZZATORI SOCIALE ABROGATE DEC.LEG.VI 148/15 E 185/16

Per comodita’ di consultazione,di seguito sono precisate le disposizioni legislative in materia di    ammortizzatori abolite e sostituite dai  provvedimenti precisati   di seguito

 1) ABROGAZIONI PREVISTE    ART.46 DEC.LEGVO N.148/15

A)in vigore dal 25 settembre 2015:

  
 a)Decreto legislativo luogotenenziale  9  novembre  1945,  n.788 : Istituzione della Cassa per l'integrazione dei guadagni degli operai dell'industria e disposizioni transitorie a favore dei lavoratori dell'industria dell'Alta Italia 

b)Decreto legislativo del Capo  provvisorio  dello  Stato  12agosto 1947, n. 869:Nuove disposizioni sulle integrazioni salariali   

c)legge 3 febbraio 1963, n. 77 :Disposizioni in favore degli operai dipendenti dalle aziende industriali dell'edilizia e affini in materia di integrazione guadagni.
 d) gli articoli da 2 a 5 della legge 5 novembre 1968, n. 1115 :Estensione, in favore dei lavoratori, degli interventi della Cassaintegrazione guadagni, della gestione dell'assicurazione contro la disoccupazione e della Cassa assegni familiari e provvidenze in favore dei lavoratori anziani licenziati

-Art.2
 A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge agli operai delle aziende industriali, comprese quelli dell’edilizia e affini, che siano sospesi dal lavoro o lavoranti ad orario ridotto in dipendenza di crisi economi che settoriali o locali delle attivita’ industriali o ne casi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, e’ corrisposta per la durata di tre mesi l’integrazione salariale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788, a carico della Cassa per l’integrazione dei guadagni degli operai dell’industria nella misura dell’80 per cento della retribuzione globale, che sarebbe ad essi spettata per le ore di lavoro non prestato compreso tra le 0 ore ed il limite massimi di ore previste dai contratti collettivi di lavoro, mi comunque non oltre le 44 settimanali. La durata di detto trattamento puo’ essere prolungata a 6 mesi con disposizione del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale ed, eccezionalmente, a 9 mesi con decreto interministeriale da emanarsi con le modalita’ indicate nell’articolo 3.
 Art.5
Il primo comma dell’articolo 8 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869, contenente disposizioni sulle integrazioni salariali, ratificato con modificazioni dalla legge 21 maggio 1951, n. 498, e’ cosi’ modificato: “La concessione dell’integrazione data dalle sedi provinciali dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, su deliberazione di una commissione nominata con decreto del prefetto presso ogni sede dell’istituto stesso e composta dal direttore della sede, presidente, da un funzionario dell’ispettorato del lavoro, da un funzionario dell’intendenza di finanza, da tre rappresentanti degli imprenditori e da tre rappresentanti dei lavoratori dell’industria designati dalle rispettive organizzazioni sindacali”.
 e) la legge 8 agosto 1972, n. 464:Modifiche ed integrazioni alla legge 5 novembre 1968, n. 1115, in materia di integrazione salariale e di trattamento speciale di disoccupazione.
f) gli articoli da 1 a 7 e da 9 a 17 della legge 20 maggio  1975,n. 164:Provvedimenti per la garanzia del salario(N.B. : Circa le disposizioni citate in questa lettera ,si rinvia al n.2 del presente post 

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  Art. 1. Interventi di integrazione salariale. – Agli operai dipendenti da imprese industriali che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto è dovuta l’integrazione salariale nei seguenti casi: 1) integrazione salariale ordinaria per contrazione o sospensione dell’attività produttiva: a) per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai; b) ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato; 2) integrazione salariale straordinaria: a) […] b) per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali.

Art. 2. Misure dell’integrazione salariale. – L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80 per cento della retribuzione globale che agli operai sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore 0 e il limite dell’orario contrattuale, ma comunque non oltre le 40 ore settimanali.

Art. 3. Trattamento previdenziale nei periodi dell’integrazione salariale. – I periodi di sospensione per i quali è ammessa l’integrazione salariale sono riconosciuti utili d’ufficio per il conseguimento del diritto alla pensione per l’invalidità, vecchiaia e superstiti e per la determinazione della misura di questa fino ad un massimo complessivo di trentasei mesi nell’intero rapporto assicurativo del lavoratore. Per detti periodi il contributo figurativo sarà calcolato sulla base della retribuzione cui è riferita l’integrazione salariale. Le somme occorrenti alla copertura della contribuzione figurativa saranno versate, a carico della Cassa integrazione guadagni, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Art. 4. Assistenza sanitaria nei periodi d’integrazione salariale. – Ai fini del diritto all’assistenza sanitaria, i periodi di integrazione salariale sono equiparati a quelli di effettiva prestazione lavorativa. L’assistenza sanitaria spetta anche nel corso dell’istruttoria delle domande d’integrazione salariale straordinaria e di disoccupazione speciale, ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge 8 agosto 1972, n. 464. Il trattamento speciale di disoccupazione di cui all’articolo 8 della legge 5 novembre 1968, n. 1115, ed all’articolo 4 della legge 8 agosto 1972, n. 464, sostituisce, in caso di malattia, l’indennità a carico degli Enti gestori dell’assicurazione contro le malattie.

Art. 5. Procedure di consultazione sindacale. – Nei casi di eventi oggettivamente non evitabili che rendano non differibile la contrazione o la sospensione dell’attività produttiva, l’imprenditore è tenuto a comunicare alle rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, la durata prevedibile della contrazione o sospensione e il numero dei lavoratori interessati. Quando vi sia sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, superiore a sedici ore settimanali, si procederà, a richiesta dell’imprenditore o degli organismi rappresentativi dei lavoratori di cui al comma precedente, ad un esame congiunto in ordine alla ripresa della normale attività produttiva e ai criteri di distribuzione degli orari di lavoro. La richiesta di esame congiunto dovrà essere presentata entro tre giorni dalla comunicazione di cui al primo comma e la relativa procedura dovrà esaurirsi entro i cinque giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta medesima. Negli altri casi di contrazione o sospensione dell’attività produttiva di cui all’articolo 1, l’imprenditore è tenuto a comunicare preventivamente alle rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, nonché per il tramite dell’associazione territoriale degli industriali, in quanto vi aderisca o le conferisca mandato, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati. A tale comunicazione seguirà, su richiesta di una delle parti, un esame congiunto della situazione avente ad oggetto i problemi relativi alla tutela degli interessi dei lavoratori in relazione alla crisi dell’impresa. L’intera procedura di consultazione, ove attivata dalla richiesta dell’esame congiunto di cui al precedente comma, dovrà esaurirsi entro 25 giorni dalla data della richiesta medesima, ridotti a 10 per le aziende fino a 50 dipendenti. All’atto della presentazione delle richieste di integrazione salariale ordinaria o straordinaria dovrà darsi comunicazione dell’esecuzione degli adempimenti di cui al presente articolo

Art. 6. Durata dell’integrazione salariale ordinaria. – L’integrazione salariale prevista per i casi di cui al precedente articolo 1, n. 1) è corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi continuativi; in casi eccezionali detto periodo può essere prorogato trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 12 mesi. Le proroghe sono autorizzate dal Comitato speciale di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, numero 788. Qualora l’impresa abbia fruito di 12 mesi consecutivi di integrazione salariale, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l’integrazione è stata concessa, quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa. L’integrazione salariale relativa a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 12 mesi in un biennio. Le disposizioni di cui al terzo e quarto comma non si applicano nei casi d’intervento determinato da eventi oggettivamente non evitabili.

Art. 7. Procedimento d’integrazione salariale ordinaria. – Per l’ammissione al trattamento d’integrazione salariale l’imprenditore presenta alla sede provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale apposita domanda nella quale dovranno essere indicati la causa della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro e la loro presumibile durata, il numero dei lavoratori interessati e delle ore di effettivo lavoro. La domanda deve essere presentata entro il termine di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. Qualora la domanda venga presentata dopo il termine indicato nel comma precedente, lo eventuale trattamento d’integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione. Qualora dall’omessa o tardiva presentazione della domanda derivi a danno dei lavoratori dipendenti la perdita totale o parziale del diritto all’integrazione salariale, l’imprenditore è tenuto a corrispondere ai lavoratori stessi una somma d’importo equivalente all’integrazione salariale non percepita.

Art. 9. Ricorso contro il provvedimento della Commissione provinciale. – Avverso il provvedimento della Commissione provinciale è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla notifica, al comitato di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788. Il ricorso può essere proposto entro il termine di trenta giorni dalla data della delibera anche da parte di ciascuno dei partecipanti alle sedute della commissione che, nel corso della votazione, abbia motivato il proprio dissenso chiedendone l’inserimento a verbale. Sui ricorsi di cui al presente articolo il Comitato speciale decide in via definitiva.

Art. 10. Procedimenti d’integrazione salariale straordinaria. – Per quanto non disposto dalla presente legge, l’integrazione salariale straordinaria è regolata dalla legge 5 novembre 1968, n. 1115, modificata dalla legge 8 agosto 1972, n. 464.

Art. 11. Durata dell’integrazione salariale straordinaria. – Nei casi di crisi economiche settoriali o locali la proroga trimestrale, di cui all’articolo 1 della legge 8 agosto 1972, n. 464, è ammessa nel limite massimo di sei mesi. La proroga dell’integrazione salariale nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale, dopo il primo anno, è disposta, per periodi non superiori a sei mesi, mediante decreto interministeriale da adottarsi nelle forme e nei modi previsti dall’articolo 3 della legge 5 novembre 1968, n. 1115. La concessione di tale proroga è subordinata all’accertamento dell’attuazione dei programmi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale.

Art. 12. Finanziamento della Cassa integrazione guadagni. – La Cassa integrazione guadagni è alimentata dai seguenti proventi: 1) contributo a carico delle imprese industriali nella misura dell’1 per cento della retribuzione, determinata a norma dell’articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153; per le imprese fino a 50 dipendenti il contributo è determinato nella misura dello 0,75 per cento. Al fine di assicurare l’equilibrio della gestione, al termine di ciascun esercizio, sulla base delle risultanze di bilancio dell’esercizio stesso, le aliquote contributive predette possono essere modificate, mantenendo lo stesso rapporto proporzionale, mediante decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per il tesoro, sentito il Comitato speciale di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788; tale modifica è obbligatoria quando la differenza fra le entrate e le uscite per le integrazioni salariali ordinarie risulti superiore al 10 per cento; 2) contributo addizionale a carico delle imprese che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale nella misura dell’8 per cento dell’integrazione salariale corrisposta ai propri dipendenti, ridotta al 4 per cento per le imprese fino a 50 dipendenti, che sarà versato, in sede di conguaglio, alla Cassa integrazione guadagni. Il contributo addizionale non è dovuto quando l’integrazione salariale è corrisposta per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro determinante da eventi oggettivamente non evitabili; 3) contributo a carico dello Stato previsto dall’articolo 13 della legge 5 novembre 1968, n. 1115, e dall’articolo 6 della legge 8 agosto 1972, n. 464, che resta determinato nella misura annua di 20 miliardi di lire, per gli anni successivi al 1975.

Art. 13. Computo dei dipendenti. – Ai fini della determinazione del limite di dipendenti, indicato al presente articolo 12, si tiene conto, fino al 31 dicembre 1975, del personale complessivamente in forza alla data del 10 gennaio 1975. Per gli anni successivi, il limite anzidetto è determinato, con effetto dal 10 gennaio di ciascun anno, sulla base del numero medio di dipendenti in forza nell’anno precedente dichiarato dall’impresa. Per le aziende costituite nel corso dell’anno solare si fa riferimento al numero di dipendenti alla fine del primo mese di attività. A tal fine l’impresa è tenuta a fornire all’INPS apposita dichiarazione al termine di ciascun anno. Agli effetti di cui al presente articolo sono da comprendersi nel calcolo tutti i lavoratori, compresi i lavoratori a domicilio, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all’interno che all’esterno dell’azienda.

Art. 14. Bilancio della Cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria. – Nel bilancio della Cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria devono essere esposti, in voci distinte, i contributi degli imprenditori e dello Stato, secondo l’elencazione del precedente articolo 12 e le diverse forme di integrazione salariale di cui all’articolo 1 della presente legge. Tra le entrate o le uscite sono iscritti gli avanzi o i disavanzi del precedente esercizio finanziario.

Art. 15. Impiegati. – Il limite dell’integrazione fissato dall’articolo 1, quarto comma, della legge 8 agosto 1972, n. 464, è elevato a lire 300.000. L’integrazione si calcola sulla base della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate.

Art. 16. Termine per il rimborso delle prestazioni. – Il termine di tre mesi fissato dall’articolo 9 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869, è elevato a sei mesi

. Art. 17. Formazione professionale. – Nei casi di integrazione salariale straordinaria, l’Ufficio regionale del lavoro, sentite le organizzazioni sindacali interessate, promuove le opportune iniziative, formulando proposte, per l’istituzione di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale. Il lavoratore sospeso dal lavoro cessa dal beneficio dell’integrazione salariale quando rifiuti di frequentare i corsi di qualificazione o riqualificazione professionale. Il trattamento d’integrazione salariale non è cumulabile con gli assegni, le indennità, i compensi spettanti per i corsi nonché con l’indennità o con il sussidio straordinario di disoccupazione o con altre provvidenze sostitutive o aggiuntive

g) gli articoli 1, 2, e da 4 a 8 della legge 6 agosto 1975, n. 427: Norme in materia di garanzia del salario e di disoccupazione speciale in favore dei lavoratori dell’edilizia e affini.

Art. 1. 
 L'integrazione salariale prevista dall'articolo  1  della  legge  3febbraio 1963, n. 77, e successive modifiche, e' corrisposta fino  ad un  periodo   massimo   di   tre   mesi   continuativi,   prorogabili
eccezionalmente, nei soli casi di riduzione  dell'orario  di  lavoro,per periodi trimestrali fino ad un massimo complessivo di 12 mesi. 
  Qualora  l'impresa  abbia  fruito  di  12   mesi   consecutivi   di integrazione salariale, una nuova domanda puo' essere proposta per lamedesima unita' produttiva  per  la  quale  l'integrazione  e'  stata
concessa, quando sia trascorso un periodo di almeno 5 settimane  di normale attivita' lavorativa. 
L'integrazione salariale relativa a piu'  periodi  non  consecutivinon puo' superare  complessivamente  la  durata  di  12  mesi  in  un biennio. 

Art. 2. 
 Per  l'ammissione  al   trattamento   di   integrazione   salariale l'imprenditore presenta  alla  sede  provinciale  dell'INPS  apposita
domanda nella quale devono essere indicati la causa della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro e la loro  presumibile  durata,  il numero dei lavoratori interessati e delle ore di effettivo lavoro. La
domanda deve essere presentata entro il termine di  2 giorni  dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana  in  cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro. 
Qualora la domanda venga presentata dopo il  termine  indicato  nel comma precedente, l'eventuale trattamento di  integrazione  salarialenon puo' aver luogo per periodi anteriori di una  settimana  rispettoalla data di presentazione. 

Art. 4. 
 
  Avverso il provvedimento della commissione provinciale  e'  ammesso
il ricorso, entro 30 giorni dalla notifica, alla commissione centrale
di cui  all'articolo  5  della  legge  3  febbraio  1963,  n.  77,  e
all'articolo 5 della legge 6 dicembre 1971, n. 1058. 
  Il ricorso puo' essere proposto entro il termine di 30 giorni dalla
data della delibera anche da parte di ciascuno dei partecipanti  alla
seduta della commissione provinciale che, nel corso della  votazione,
abbia  motivato  il  proprio  dissenso  chiedendone  l'inserimento  a
verbale. 
  Sui ricorsi di cui al presente  articolo  la  commissione  centrale
decide in via definitiva. 


Art. 5. 
 
  I periodi di sospensione per  i  quali  e'  ammessa  l'integrazione
salariale sono riconosciuti utili d'ufficio per il conseguimento  del
diritto alla pensione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti e per
la  determinazione  della  misura  di  questa  fino  ad  un   massimo
complessivo  di  36  mesi  nell'intero  rapporto   assicurativo   del
lavoratore. 
  Per detti periodi il contributo figurativo e' calcolato sulla  base
della retribuzione cui e' riferita l'integrazione salariale. 
  Le somme occorrenti alla copertura della  contribuzione  figurativa
sono versate, a carico della Cassa integrazione  guadagni,  al  Fondo
pensioni lavoratori dipendenti.

   Art. 6. 
 
  Ai  fini  del  diritto  all'assistenza  sanitaria,  i  periodi   di
integrazione  salariale  sono  equiparati  a  quelli   di   effettiva
prestazione lavorativa. 
  Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza  sociale  di
concerto con il Ministro per il tesoro si provvedera'  a  determinare
il contributo a carico della gestione  speciale  dell'edilizia  della
Cassa integrazione guadagni da destinare all'Istituto  nazionale  per
l'assicurazione contro le malattie e alle Casse mutue provinciali  di
malattia di Trento  e  Bolzano,  in  relazione  ai  rispettivi  oneri
derivanti dall'assistenza sanitaria, erogata ai sensi del  precedente
comma, oltre il normale periodo di copertura assicurativa.
Art. 7. 
 
  Il lavoratore che, durante il periodo di sospensione o di riduzione
dell'orario di lavoro, si dimette perche' assunto  in  altra  azienda
dello  stesso  settore  di  attivita',  non  perde  il  diritto  alla
integrazione salariale fino alla cessazione del  precedente  rapporto
di lavoro. 

 Art-8
 
  I contributi previsti dall'articolo 2 della legge 2 febbraio  1970,
n. 14, e dall'articolo 2 della legge 6 dicembre 1971, n.  1058,  sono
elevati rispettivamente al 3  per  cento  e  al  2  per  cento  della
retribuzione lorda imponibile, a decorrere dal  periodo  di  paga  incorso al primo giorno del mese successivo  a  quello  di  entrata  invigore della presente legge. 
  A carico  delle  imprese  che  si  avvalgono  degli  interventi  di integrazione salariale e' posto un contributo addizionale pari  al  5per  cento  dell'integrazione   salariale   corrisposta   ai   propri dipendenti. Detto contributo e' versato, in sede di conguaglio,  alla gestione speciale dell'edilizia della Cassa integrazione guadagni. Il
contributo addizionale non e' dovuto quando l'integrazione  salarialee' corrisposta per  sospensione  o  riduzione  di  orario  di  lavoro
determinate da eventi oggettivamente non evitabili. 
  Al fine di assicurare l'equilibrio della gestione,  al  termine  di ciascun  esercizio  sulla   base   delle   risultanze   di   bilancio
dell'esercizio stesso, le aliquote contributive di cui al primo comma possono essere  modificate  mediante  decreto  del  Presidente  della
Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro  e  la  previdenza sociale, di concerto con  il  Ministro  per  il  tesoro,  sentita  la commissione centrale di cui all'articolo 5  della  legge  3  febbraio
1963, n. 77, e all'articolo 5 della legge 6 dicembre 1971,  n.  1058.
Tale modifica e' obbligatoria quando la differenza tra le  entrate  e le  uscite  delle  contabilita'  separate  della  gestione   specialedell'edilizia, distintamente considerate, risulti superiore al 10 percento. 
h)LEGGE 13agosto 1980, n. 427:Modifica della disciplina dell’integrazione salariale straordinariarelativa alle categorie operaie e impiegatizie.

i) gli articoli 1 e 2 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863:MISURE URGENTI A SOSTEGNO E AD INCREMENTO DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI

ART. 1
– IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA
SOCIALE, ACQUISITO IL PARERE DI CUI AL SUC-
CESSIVO COMMA TERZO, E COMUNQUE
SCADUTO IL TERMINE IVI PREVI
STO, CONCEDE IL TRATTAMENTO
DI INTEGRAZIONE SALARIALE, DI CUI AL SUCCESSIVO
COMMA SECONDO, AGLI OPERAI ED AGLI IMPIEGATI
DELLE IMPRESE INDUSTRIALI E DI QUELLE DI CUI ALL’
ARTICOLO 23 DELLA LEGGE 23 APRILE 1981, N. 155,
E ALL’ ARTICOLO 35 DELLA LEGGE 5 AGOSTO 1981, N.
416, LE QUALI ABBIANO STIPULATO CONTRATTI COL-
LETTIVI AZIENDALI,
CON I SINDACATI ADERENTI
ALLE CONFEDERAZIONI
MAGGIORMENTE RAPPRESENTA-
TIVE SUL PIANO NAZIONALE, CHE STABI
LISCANO UNA RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO AL FINE DI EVITARE, IN TUTTO O IN PARTE, LA RIDUZIONE O LA
DICHIARAZIONE DI ESUBERAN
ZA DEL PERSONALE AN-CHE ATTRAVERSO UN SUO PIÙ RAZIONALE IMPIEGO.
ART.2
. L’AMMONTARE DEL TRATTAMENTO DI INTEGRAZ
IONE SALARIALE DI CUI AL COMMA PRIMO È
DETERMINATO NELLA MISURA DEL CINQUANTA PER
CENTO DEL TRATTAMENTO RETRIBUTIVO PERSO A
SEGUITO DELLA RIDUZIONE DI ORARIO. IL TRATTAME
NTO RETRIBUTIVO PERSO VA DETERMINATO INIZIAL-
MENTE NON TENENDO CONTO DEGLI
AUMENTI RETRIBUTIVI PREVISTI DA CONTRATTI COLLETTIVI AZIEN-
DALI NEL PERIODO DI SEI MESI ANTECEDENTE LA ST
IPULA DEL CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ. IL PREDET-
TO TRATTAMENTO DI INTEGRAZIONE SALARIALE,
CHE GRAVA SULLA CONTABILITÀ SEPARATA DEI TRAT-
TAMENTI STRAORDINARI DELLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI, VIENE CORRISPOSTO PER UN PERIO-
DO NON SUPERIORE A VENTIQUATTRO MESI ED IL
SUO AMMONTARE È RIDOTTO IN CORRISPONDENZA DI
EVENTUALI SUCCESSIVI AUMENTI RETRIBUTIVI INTERVENUTI IN SEDE DI CONTRATTAZIONE AZIENDALE.
l) l’articolo 8, commi da 1 a 5, e 8 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160  :Art. 9. Ricorso contro il provvedimento della Commissione provinciale. – Avverso il provvedimento della Commissione provinciale è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla notifica, al comitato di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788. Il ricorso può essere proposto entro il termine di trenta giorni dalla data della delibera anche da parte di ciascuno dei partecipanti alle sedute della commissione che, nel corso della votazione, abbia motivato il proprio dissenso chiedendone l’inserimento a verbale. Sui ricorsi di cui al presente articolo il Comitato speciale decide in via definitiva. Art. 10. Procedimenti d’integrazione salariale straordinaria. – Per quanto non disposto dalla presente legge, l’integrazione salariale straordinaria è regolata dalla legge 5 novembre 1968, n. 1115, modificata dalla legge 8 agosto 1972, n. 464. Art. 11. Durata dell’integrazione salariale straordinaria. – Nei casi di crisi economiche settoriali o locali la proroga trimestrale, di cui all’articolo 1 della legge 8 agosto 1972, n. 464, è ammessa nel limite massimo di sei mesi. La proroga dell’integrazione salariale nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale, dopo il primo anno, è disposta, per periodi non superiori a sei mesi, mediante decreto interministeriale da adottarsi nelle forme e nei modi previsti dall’articolo 3 della legge 5 novembre 1968, n. 1115. La concessione di tale proroga è subordinata all’accertamento dell’attuazione dei programmi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale. Art. 12. Finanziamento della Cassa integrazione guadagni. – La Cassa integrazione guadagni è alimentata dai seguenti proventi: 1) contributo a carico delle imprese industriali nella misura dell’1 per cento della retribuzione, determinata a norma dell’articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153; per le imprese fino a 50 dipendenti il contributo è determinato nella misura dello 0,75 per cento. Al fine di assicurare l’equilibrio della gestione, al termine di ciascun esercizio, sulla base delle risultanze di bilancio dell’esercizio stesso, le aliquote contributive predette possono essere modificate, mantenendo lo stesso rapporto proporzionale, mediante decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per il tesoro, sentito il Comitato speciale di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788; tale modifica è obbligatoria quando la differenza fra le entrate e le uscite per le integrazioni salariali ordinarie risulti superiore al 10 per cento; 2) contributo addizionale a carico delle imprese che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale nella misura dell’8 per cento dell’integrazione salariale corrisposta ai propri dipendenti, ridotta al 4 per cento per le imprese fino a 50 dipendenti, che sarà versato, in sede di conguaglio, alla Cassa integrazione guadagni. Il contributo addizionale non è dovuto quando l’integrazione salariale è corrisposta per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro determinante da eventi oggettivamente non evitabili; 3) contributo a carico dello Stato previsto dall’articolo 13 della legge 5 novembre 1968, n. 1115, e dall’articolo 6 della legge 8 agosto 1972, n. 464, che resta determinato nella misura annua di 20 miliardi di lire, per gli anni successivi al 1975. Art. 13. Computo dei dipendenti. – Ai fini della determinazione del limite di dipendenti, indicato al presente articolo 12, si tiene conto, fino al 31 dicembre 1975, del personale complessivamente in forza alla data del 10 gennaio 1975. Per gli anni successivi, il limite anzidetto è determinato, con effetto dal 10 gennaio di ciascun anno, sulla base del numero medio di dipendenti in forza nell’anno precedente dichiarato dall’impresa. Per le aziende costituite nel corso dell’anno solare si fa riferimento al numero di dipendenti alla fine del primo mese di attività. A tal fine l’impresa è tenuta a fornire all’INPS apposita dichiarazione al termine di ciascun anno. Agli effetti di cui al presente articolo sono da comprendersi nel calcolo tutti i lavoratori, compresi i lavoratori a domicilio, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Art. 14. Bilancio della Cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria. – Nel bilancio della Cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria devono essere esposti, in voci distinte, i contributi degli imprenditori e dello Stato, secondo l’elencazione del precedente articolo 12 e le diverse forme di integrazione salariale di cui all’articolo 1 della presente legge. Tra le entrate o le uscite sono iscritti gli avanzi o i disavanzi del precedente esercizio finanziario. Art. 15. Impiegati. – Il limite dell’integrazione fissato dall’articolo 1, quarto comma, della legge 8 agosto 1972, n. 464, è elevato a lire 300.000. L’integrazione si calcola sulla base della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Art. 16. Termine per il rimborso delle prestazioni. – Il termine di tre mesi fissato dall’articolo 9 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869, è elevato a sei mesi. Art. 17. Formazione professionale. – Nei casi di integrazione salariale straordinaria, l’Ufficio regionale del lavoro, sentite le organizzazioni sindacali interessate, promuove le opportune iniziative, formulando proposte, per l’istituzione di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale. Il lavoratore sospeso dal lavoro cessa dal beneficio dell’integrazione salariale quando rifiuti di frequentare i corsi di qualificazione o riqualificazione professionale. Il trattamento d’integrazione salariale non è cumulabile con gli assegni, le indennità, i compensi spettanti per i corsi nonché con l’indennità o con il sussidio straordinario di disoccupazione o con altre provvidenze sostitutive o aggiuntive
1. Le imprese che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale straordinaria sono
in ogni caso tenute al versamento del cont
ributo addizionale di
cui all’art. 12, numero 2), della L. 20 maggio 1975, n. 164 (a), nella
misura del 4,5 per cento dell’integrazione
salariale corrisposta ai propri
dipendenti, ridotta al 3 per cento per le imprese fino a
cinquanta dipendenti.
1- bis. A decorrere dal primo
periodo di paga successivo a qu
ello in corso alla data di
entrata in vigore della legge
di conversione del presen
te decreto, il contributo
addizionale di cui all’art. 16, quarto
comma, della L. 23 aprile 1981, n. 155 (b),
è dovuto anche dalle imprese esercenti attivi
tà commerciale che occupano più di mille
dipendenti.
2. Sono abrogati la lettera a) del numero
2) dell’art. 1 della L. 20 maggio 1975, n. 164
(a), e i commi quinto e sesto dell’art. 21
della L. 12 agosto 1977, n. 675 (c), fermo
restando quanto disposto dall’art. 2,
secondo comma, della L.
8 agosto 1972, n.
464 (d).
2- bis. Il secondo periodo del comma 5 de
ll’art. 1 del D.L. 30 ottobre 1984, n. 726,
convertito, con modifica
zioni, dalla L. 19 dicembre 1984,
n. 863 (e), è sostituito dal
seguente: “Le quote di accanton
amento relative alla retrib
uzione persa a seguito della
riduzione dell’orario
di lavoro sono a carico della
cassa integrazione guadagni”.
3. L’ammissione del lavoratore ai trattamenti di integrazione salariale straordinaria è
subordinata al conseguimento
di una anzianità lavorativa
presso l’impresa di almeno
novanta giorni alla data della
richiesta del trattamento.
4. Il lavoratore che svolga attività di lavo
ro autonomo o subordinat
o durante il periodo di
integrazione salariale non ha diritto al tratta
mento per le giornatedi lavoro effettuate.
5. Il lavoratore decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale nel caso in cui non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede provinciale dell’Istituto
nazionale della previdenzasociale dello svolgimento
della predetta attività

.

8. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione per le domande diintegrazione salariale presentate successivamente alla data di entrata in vigore delpresente decreto e per i relativi periodi che siano successivi alla predetta data.
Le disposizioni in materia di contributo addizionale non trovano applicazione per i trattamenti di integrazione salariale concessi ai sensi dell’art. 1 del D.L. 30 ottobre
l) l'articolo 8, commi da 1 a 5, e 8 del decreto-legge  21  marzo1988, n. 86, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  20  maggio 1988, n. 160  :Norme in materia previdenziale, di occupazione giovanile e di mercato del lavoro

-Art.8 commi da 1 a 5
1. Le imprese che si avvalgono degli interventi di integrazione ))
(( salariale straordinaria sono in ogni caso tenute al versamento  ))
(( del contributo addizionale di cui all'articolo 12, numero 2),   ))
(( della legge 20 maggio 1975, n. 164 (a), nella misura del 4,5    ))
(( per cento dell'integrazione salariale corrisposta ai propri     ))
(( dipendenti, ridotta al 3 per cento per le imprese fino a        ))
(( cinquanta dipendenti.                                           ))
(( 1-bis. A decorrere dal primo periodo di paga successivo a       ))
(( quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di   ))
(( conversione del presente decreto, il contributo addizionale di  ))
(( cui all'articolo 16, quarto comma, della legge 23 aprile 1981,  ))
(( n. 155 (b), e' dovuto anche dalle imprese esercenti attivita'   ))
(( commerciale che occupano piu' di mille dipendenti.              ))
(( 2. Sono abrogati la lettera a) del numero 2) dell'articolo 1    ))
(( della legge 20 maggio 1975, n. 164 (a), e i commi quinto e      ))
(( sesto dell'articolo 21 della legge 12 agosto 1977, n. 675 (c),  ))
(( fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, secondo comma,  ))
(( della legge 8 agosto 1972, n. 464 (d).                          ))
(( 2-bis. Il secondo periodo del comma 5 dell'articolo 1 del       ))
(( decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con          ))
(( modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863 (e), e'     ))
(( sostituito dal seguente: "Le quote di accantonamento relative   ))
(( alla retribuzione persa a seguito della riduzione dell'orario   ))
(( di lavoro sono a carico della cassa integrazione guadagni".     ))
  3.  L'ammissione  del  lavoratore  ai  trattamenti  di integrazione
salariale  straordinaria  e'  subordinata  al  conseguimento  di  una
anzianita'  lavorativa presso l'impresa di almeno novanta giorni alla
data della richiesta del trattamento.
  4.  Il  lavoratore  che  svolga  attivita'  di  lavoro  autonomo  o
subordinato durante il  periodo  di  integrazione  salariale  non  ha
diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate.
  5.  Il lavoratore decade dal diritto al trattamento di integrazione
salariale nel caso in cui non  abbia  provveduto  a  dare  preventivacomunicazione  alla  sede  provinciale  dell'Istituto nazionale dellaprevidenza sociale dello svolgimento della predetta attivita'.
-Art.8.comma 8
8. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione per le
domande di integrazione  salariale  presentate  successivamente  alla
data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto e per i relativi
periodi che siano successivi alla predetta data. Le  disposizioni  in
materia  di  contributo  addizionale  non  trovano applicazione per i
trattamenti di integrazione salariale concessi ai sensi dell'articolo
1  del  decreto-legge  30  ottobre  1984,  n.  726,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19  dicembre  1984,  n.  863  (e).  ((  La
disposizione  di  cui al comma 3 trova applicazione per le domande di
integrazione  salariale  presentate  successivamente  alla  data   di
entrata in vigore del presente decreto. ))

m) gli articoli 1, 2, e da 12 a 14 della legge 23 luglio 1991, n. 223:NORME IN MATERIA DI CASSA INTEGRAZIONE,

MOBILITA’, TRATTAMENTI DI DISOCCUPAZIONE,
ATTUAZIONE DI DIRETTIVE DELLA COMUNITA’ EUROPEA, AVVIAMENTO AL LAVORO ED ALTRE
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MERCATO DEL LAVORO”
TITOLO
Art. 1
Norme in materia di intervento straordinario di integrazione salariale
. -1. La disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale trova applicazione
limitatamente alle imprese che abbiano occupato mediamente più di quindici lavoratori nel semestre
precedente la data di presentazione della richiesta di cu
i al comma 2. Nel caso di richieste presentate prima
che siano trascorsi sei mesi dal trasferimento di azienda,
tale requisito deve sussistere, per il datore di lavoro
subentrante, nel periodo decorrente alla data del predetto
trasferimento. Ai fini dell’applicazione del presente
comma vengono computati anche gli apprendisti ed i lavora
tori assunti con contratto di formazione e lavoro.
2. La richiesta di intervento straordinario di integraz
ione salariale deve contenere il programma che l’impresa
intende attuare con riferimento anche alle eventuali misu
re previste per fronteggiare le conseguenze sul
piano sociale. Il programma deve essere formulato in c
onformità ad un modello stabilito, sentito il Comitato
interministeriale per il coordinamento della politica indu
striale (CIPI), con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale. L’impresa, sentite le rappres
entanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste,
le organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, può
chiedere una modifica del programma nel corso del suo svolgimento.
3. La durata dei programmi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale non può essere
superiore a due anni. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale ha facoltà di concedere due proroghe,
ciascuna di durata non superiore a dodici mesi, per quelli tra i predetti programmi che presentino una
particolare complessità in ragione delle caratteristiche tecniche dei processi produttivi dell’azienda, ovvero in
ragione della rilevanza delle conseguenze occupazionali che detti programmi comportano con riferimento
alle dimensioni dell’impresa ed alla sua articolazione sul territorio
4. Il contributo addizionale di cui all’art. 8, comma
1, del D.L. 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con
modificazioni, dalla L. 20 maggio 1988, n. 160, è dovut
o in misura doppia a decorrere dal primo giorno del
venticinquesimo mese successivo a quello in cui è fiss
ata dal decreto ministeriale di concessione la data di
decorrenza del trattamento di integrazione salariale.
5. La durata del programma per crisi aziendale non può essere superiore a dodici mesi. Una nuova
erogazione per la medesima causale non può essere disposta prima che sia decorso un periodo pari a due
terzi di quello relativo alla precedente concessione.
6. Il CIPI fissa, su proposta del Ministro del lavoro e de
lla previdenza sociale, sentito il comitato tecnico di cui
all’art. 19, L. 28 febbraio 1986, n. 41, i criteri per l’i
ndividuazione dei casi di crisi aziendale, nonché di quelli
previsti dall’articolo 11, comma 2, in relazione alle situazioni occupazionali nell’ambito territoriale e alla
situazione produttiva dei settori, cui attenersi per la
selezione dei casi di intervento, nonché i criteri per
l’applicazione dei commi 9 e 10.
7. I criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere nonché le modalità della rotazione prevista nel
comma 8 devono formare oggetto delle comunicazioni e dell’esame congiunto previsti dall’articolo 5 della
legge 20 maggio 1975, n. 164.
8. Se l’impresa ritiene, per ragioni di ordine tecn
ico-organizzativo connesse al mantenimento dei normali
livelli di efficienza, di non adottare meccanismi di rotazione tra i lavoratori che espletano le medesime
mansioni e sono occupati nell’unità produttiva interess
ata dalle sospensioni, deve indicarne i motivi nel
programma di cui al comma 2. Qualora il CIPI abbi
a approvato il programma, ma ritenga nongiustificati i
motivi addotti dall’azienda per la mancata adozione della rotazione, il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale promuove l’accordo fra le parti sulla materia e, qualora tale accordo non si
a stato raggiunto entro tre
mesi dalla data del decreto di conce
ssione del trattamento straordinario di
integrazione salariale, stabilisce
 con proprio decreto l’adozione di meccanismi di rota
zione, sulla base delle specifiche proposte formulate
dalle parti. L’azienda, ove non ottemperi a quanto previsto
in tale decreto, è tenuta, per ogni lavoratore
sospeso, a corrispondere con effetto immediato, nella misura doppia, il contributo addizionale di cui
all’articolo 8, comma 1, del citato decreto-legge 21 ma
rzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla
legge 20 maggio 1988, n. 160. Il medesimo contributo, con effetto dal primo giorno del venticinquesimo
mese successivo all’atto di concessione del trattam
ento di cassa integrazione, è maggiorato di una somma
pari al centocinquanta per
cento del suo ammontare.
9. Per ciascuna unità produttiva i trattamenti straordinari di integrazione salariale non possono avere una
durata complessiva superiore a trentasei mesi nell
‘arco di un quinquennio, indipendentemente dalle cause
per le quali sono stati concessi, ivi compresa quella pr
evista dall’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984,
n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 di
cembre 1984, n. 863. Si computano, a tal fine, anche i
periodi di trattamento ordinario concessi per contrazioni o sospensioni dell’attività produttiva determinate da
situazioni temporanee di mercato. Il predetto limite può essere superato, secondo condizioni e modalità
determinate dal CIPI ai sensi del comma 6, per i casi prev
isti dall’articolo 3 della presente legge, dall’articolo
1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n.
863, dall’articolo 7 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
febbraio 1988, n. 48, ovvero per i casi di proroga di cui al comma 3.
10. Per le imprese che presentino un programma di
ristrutturazione, riorganizzazione o conversione
aziendale a seguito di una avvenuta significativa tras
formazione del loro assetto proprietario, che abbia
determinato rilevanti apporti di capitali ed investimenti produttivi, non sono considerati, ai fini
dell’applicazione del comma 9, i periodi antecedenti la data della trasformazione medesima.
11. L’impresa non può richiedere l’intervent
o straordinario di integrazione salariale per le unità produttive per
le quali abbia richiesto, con riferimento agli stessi periodi, l’intervento ordinario.
Art. 2
.Procedure
1. Il trattamento straordinario di integrazione salarial
e è concesso mediante decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, previa approvazione del prog
ramma, di cui all’articolo 1, comma 2, da parte del
CIPI, per la durata prevista nel programma medesimo.
2. Le modifiche e le proroghe dei programmi di cui all’articolo 1, commi 2 e 3, sono approvate dal Ministro
del lavoro e della previdenza sociale nel caso in cui i lavoratori interessati alle integrazioni salariali siano in
numero pari o inferiore a cento unità; sono approvate dal CIPI negli altri casi.
3. Successivamente al primo semestre l’erogazione del
trattamento è autorizzata, su domanda, dal Ministro
del lavoro e della previdenza sociale per periodi semestrali subordinatamente all’esito positivo
dell’accertamento sulla regolare attuazione del programma da parte dell’impresa.
4. La domanda del trattamento straordinario di inte
grazione salariale e l’eventuale domanda di proroga del
trattamento medesimo devono essere presentate, nel termine previsto dal primo comma dell’articolo 7 della
legge 20 maggio 1975, n. 164, all’ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione ed all’ispettorato
regionale del lavoro territorialmente competenti. Nel caso di presentazione tardiva della domanda si
applicano il secondo ed il terzo comma del predetto articolo 7 (3).
5. L’Ufficio regionale del lavoro e della massima o
ccupazione, sulla base degli accertamenti disposti
dall’Ispettorato regionale del lavoro, esprime il parere pr
evisto dal primo comma dell’articolo 8 della legge 8
agosto 1972, n. 464, entro trenta giorni
dalla data di presentazione della domanda.
6. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale può disporre il pagamento diretto ai lavoratori, da parte
dell’INPS, del trattamento straordinario di integraz
ione salariale, con il connesso assegno per il nucleo
familiare, ove spettante, quando per l’impresa ricorrano co
mprovate difficoltà di ordine finanziario accertate
dall’Ispettorato provinciale del lavoro territorialmente competente. Restano fermi gli obblighi del datore di
lavoro in ordine alle comunicazioni prescritte nei confronti dell’INPS.
7. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vi
gore della presente legge, con la procedura prevista
dall’articolo 19, comma 5, della legge 28 febbraio
1986, n. 41, viene stabilita la nuova composizione del
comitato tecnico di cui all’articolo 1, comma 6, della
presente legge, e vengono fissati i criteri e le modalità
per l’assunzione delle determinazioni riguardanti l’istr
uttoria tecnica selettiva. Con lo stesso decreto viene
stabilita la misura del compenso da corrispondere ai componenti del comitato tecnico. Al relativo onere,
valutato in lire 80 milioni in ragione d’anno a partire dal 1991, si provvede a carico del capitolo 1025 dello
stato di previsione del Ministero del bilancio e della programmazione economica per l’anno 1991 e
corrispondenti capitoli per gli anni successivi
comprensiva di quella prevista all’articolo 25, comma 1.
  
ART 12 -Norme finali e transitori
.
Estensione del campo di applicazione della disciplina del trattamento straordinario di integrazione salariale
.
1. A decorrere dal 1° aprile 1991, le disposizioni in ma
teria di integrazione salariale straordinaria si applicano
anche ai dipendenti delle imprese artigiane aventi i requisiti occupazionali di cui all’articolo 1, comma 1, e
che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o contrazioni dell’attività
dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prev
alente come definito dal comma 2 e che sia stata
ammessa al trattamento straordinario in ragione di tali sospensioni o contrazioni.
2. Si ha influsso gestionale prevalente, ai fini di
cui al comma 1, quando, in relazione ai contratti aventi ad
oggetto l’esecuzione di opere o la prestazione di servizi o la produzione di beni o semilavorati costituenti
oggetto dell’attività produttiva o commerciale dell’impres
a committente, la somma dei corrispettivi risultanti
dalle fatture emesse dall’impresa destinataria delle
commesse nei confronti dell’impresa committente,
acquirente o somministrata abbia superato, nel biennio precedente, secondo quanto emerge dall’elenco dei
clienti e dei fornitori di cui all’art. 29, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come da ultimo sostituito dall’art. 11,
D.P.R. 30 dicembre 1980, n. 897, il cinquanta per cento del complessivo fatturato dell’impresa destinataria
delle commesse.
3. Le disposizioni in materia di trattamento straordina
rio di integrazione salariale sono estese alle imprese
esercenti attività commerciali che occupino più di duecento dipendenti
Art. 13-Norme in materia di contratti di solidarietà
.
1. L’ammontare del trattamento di integrazione salariale co
ncesso ai sensi dell’art. 1, D.L. 30 ottobre 1984, n.
726, convertito, con modificazioni, dalla L. 19 dicembre 1984, n. 863, non è soggetto alla disciplina
sull’importo massimo come determinato dalla L. 13 agos
to 1980, n. 427, e non subisce riduzioni a seguito di
eventuali successivi aumenti retributivi inte
rvenuti in sede di contrattazione aziendale.
2. Nelle unità produttive interessate da contratti di solidarietà e da programmi di cassa integrazione guadagni
straordinaria, le condizioni alle quali è consentito il cumulo dei due distinti benefici sono disciplinate con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
sentito il comitato tecnico di cui all’art. 19, della L.
28 febbraio 1986, n. 41
Art. 14-Norme in materia di trattamenti di integrazione dei guadagni
.1. L’ammontare dei trattamenti di integrazione salarial
e, compresi quelli ordinari, qualunque sia la causa di
intervento, non può superare, ferme restando le disposiz
ioni di cui all’articolo 13, comma 1, l’importo
massimo determinato ai sensi della legge 13 agosto 1980, n. 427. La presente disposizione non si applica
nel caso di trattamento concesso pe
r intemperie stagionali nei settori de
ll’edilizia e dell’ag
ricoltura nonché,
limitatamente al trattamento ordinario di integrazio
ne salariale, per i primi sei mesi di fruizione del
trattamento medesimo.
2. Le disposizioni in materia di trattamento ordinario di
integrazione salariale per gli operai dell’industria, per
gli operai agricoli e per gli operai delle aziende industriali e artigiane dell’edilizia ed affini, nonché delle
aziende esercenti l’attività di escavazione di materia
li lapidei sono estese ai lavoratori appartenenti alle
categorie degli impiegati e dei quadri
n) l’articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 19 luglio 1993, n. 236:Interventi urgenti a sostegno dell’occupazione”
Art-5 commi da 1 a  4-Contratti di solidarieta’
  1. La riduzione dell’orario di lavoro prevista nell’articolo 1 )) (( del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con )) (( modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, nonche’ )) (( dal comma 5 del presente articolo, puo’ essere stabilita nelle )) (( forme di riduzione dell’orario giornaliero, settimanale, )) (( mensile o annuale. )) (( 2. I datori di lavoro che stipulino accordi ai sensi )) (( dell’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, )) (( convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. )) (( 863, con una riduzione dell’orario superiore al 20 per cento, )) (( beneficiario di una riduzione dell’ammontare della )) (( contribuzione previdenziale ed assistenziale da essi dovuta per )) (( i lavoratori interessati al trattamento di integrazione )) (( salariale. La misura della riduzione e’ del 25 per cento ed e’ )) (( elevata al 30 per cento per le imprese operanti nelle aree )) (( individuate per l’Italia dalla CEE ai sensi degli obiettivi 1 e )) 2 del regolamento CEE n. 2052/88. Nel caso in cui l’accordo )) (( disponga una riduzione dell’orario superiore al 30 per cento, )) (( la predetta misura e’ elevata, rispettivamente, al 35 e 40 per )) (( cento. La presente disposizione trova applicazione con )) (( riferimento alla contribuzione dovuta a decorrere dal 10 marzo )) (( 1993 e fino alla data di scadenza del contratto di solidarieta’ )) (( e comunque non oltre il 31 dicembre 1995. )) 3. Sino al 31 dicembre 1995 i periodi di integrazione salariale )) (( derivanti dall’applicazione dell’articolo 1 del decreto-legge )) (( 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla )) (( legge 19 dicembre 1984, n. 863, non si computano ai fini )) (( dell’articolo 1, comma 9, primo periodo, della legge 23 luglio 1991, n. 223. 4. L’ammontare del trattamento di integrazione salariale )) (( corrisposto per i contratti di solidarieta’ stipulati nel )) (( periodo compreso tra il 1› gennaio 1993 ed il 31 dicembre 1995, )) (( e’ elevato, per un periodo massimo di due anni, alla misura del (( 75 per cento del trattamento perso a seguito della riduzione di )) orario e per lo stesso periodo all’impresa e’ corrisposto, mediante rate trimestrali, un contributo pari ad un quarto del monte retributivo da essa non dovuto a seguito dela predetta riduzione.                      
o) il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2000, n. 218 :REGOLAMENTO RECANTE NORME PER LA SEMPLIFICAZIONE DEL PROCEDIMENTO PER LA CONCESSIONE DEL TRATTAMENTO DI CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA E DI INTEGRAZIONE SALARIALE A SEGUITO DELLA STIPULA DI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, AI SENSI DELL’ARTICOLO 20 DELLA LEGGE 15 MARZO 1997, N. 59 – ALLEGATO 1, NUMERI 90 E 91
p) l’articolo 44, comma 6 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326: Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici”
-Art.44 comma 6
6. L’articolo unico, secondo comma, della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che, nel corso di un anno solare, il trattamento di integrazione salariale compete, nei limiti dei massimali ivi previsti, per un massimo di dodici mensilità, comprensive dei ratei di mensilità aggiuntive
q) i commi 1, da 4 a 19-  da 22 a 45, dell’articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92. :Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita
 aRT.3 COMMA 1
All'articolo 12 della legge 23 luglio  1991,  n.  223,  dopo  il comma 3 e' aggiunto il seguente: 
  «3-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2013 le disposizioni in  materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e  i  relativi obblighi contributivi sono estesi alle seguenti imprese: 
    a) imprese esercenti attivita' commerciali con piu' di  cinquanta
dipendenti; 
    b)  agenzie  di  viaggio  e  turismo,  compresi   gli   operatori
turistici, con piu' di cinquanta dipendenti; 
    c) imprese di vigilanza con piu' di quindici dipendenti; 
    d) imprese del  trasporto  aereo  a  prescindere  dal  numero  di
dipendenti; 
    e) imprese del sistema aeroportuale a prescindere dal  numero  di
dipendenti». 

-ART.3, COMMI 4 a 19-ter
4. Al fine di assicurare la definizione, entro l'anno 2013,  di  un
sistema inteso  ad  assicurare  adeguate  forme  di  sostegno  per  i
lavoratori  dei  diversi  comparti,  le  organizzazioni  sindacali  e
imprenditoriali  comparativamente  piu'  rappresentative  a   livello
nazionale stipulano, entro sei mesi dalla data di entrata  in  vigore
della presente legge,  accordi  collettivi  e  contratti  collettivi,
anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di fondi  di
solidarieta' bilaterali per i settori non coperti dalla normativa  in
materia di integrazione salariale, con la finalita' di assicurare  ai
lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei  casi  di
riduzione o sospensione dell'attivita' lavorativa per cause  previste
dalla normativa in materia  di  integrazione  salariale  ordinaria  o
straordinaria. 
  5. Entro i successivi tre mesi, con decreto del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro  dell'economia
e delle finanze, si provvede all'istituzione presso l'INPS dei  fondi
cui al comma 4. 
  6. Con le medesime modalita' di cui ai commi 4 e 5  possono  essere
apportate  modifiche  agli  atti  istitutivi  di  ciascun  fondo.  Le
modifiche aventi ad oggetto la  disciplina  delle  prestazioni  o  la
misura delle aliquote sono  adottate  con  decreto  direttoriale  dei
Ministeri del lavoro e delle  politiche  sociali  e  dell'economia  e
delle finanze, sulla base di una proposta del comitato amministratore
di cui al comma 35. 
  7. I decreti di cui  al  comma  5  determinano,  sulla  base  degli
accordi, l'ambito di applicazione dei fondi di cui al  comma  4,  con
riferimento al settore di attivita', alla natura giuridica dei datori
di lavoro ed alla  classe  di  ampiezza  dei  datori  di  lavoro.  Il
superamento  dell'eventuale  soglia  dimensionale  fissata   per   la
partecipazione al fondo si verifica mensilmente con riferimento  alla
media del semestre precedente. 
  8. I fondi di cui al comma 4 non  hanno  personalita'  giuridica  e
costituiscono gestioni dell'INPS. 
  9. Gli oneri di amministrazione di ciascun fondo di cui al comma  4
sono determinati  secondo  i  criteri  definiti  dal  regolamento  di
contabilita' dell'INPS. 
  10. L'istituzione dei fondi di cui al comma 4 e'  obbligatoria  per
tutti  i  settori  non  coperti  dalla  normativa   in   materia   di
integrazione  salariale  in  relazione  alle  imprese  che   occupano
mediamente piu' di quindici dipendenti. Le prestazioni e  i  relativi
obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se  non
espressamente previsto. 
  11. I fondi di cui al comma 4,  oltre  alla  finalita'  di  cui  al
medesimo comma, possono avere le seguenti finalita': 
    a) assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione  dal
rapporto di lavoro, integrativa  rispetto  all'assicurazione  sociale
per l'impiego; 
    b) prevedere assegni straordinari per  il  sostegno  al  reddito,
riconosciuti nel quadro dei processi  di  agevolazione  all'esodo,  a
lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il  pensionamento
di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni; 
    c)  contribuire  al  finanziamento  di  programmi  formativi   di
riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con
gli appositi fondi nazionali o dell'Unione europea. 
  12. Per le finalita' di cui al comma 11, i fondi di cui al comma  4
possono essere istituiti, con le medesime modalita' di cui  al  comma
4, anche in relazione a settori e classi  di  ampiezza  gia'  coperti
dalla normativa in materia di integrazioni salariali. Per le  imprese
nei confronti delle quali  trovano  applicazione  gli  articoli  4  e
seguenti  della  legge  23  luglio  1991,  n.   223,   e   successive
modificazioni, in materia di indennita' di mobilita', gli  accordi  e
contratti collettivi con le modalita'  di  cui  al  comma  4  possono
prevedere che il fondo di solidarieta' sia  finanziato,  a  decorrere
dal 1° gennaio 2017, con un'aliquota contributiva nella misura  dello
0,30 per cento delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali. 
  13. Gli accordi ed i contratti di cui al comma 4 possono  prevedere
che nel fondo di cui al medesimo comma confluisca  anche  l'eventuale
fondo interprofessionale istituito dalle medesime parti firmatarie ai
sensi dell'articolo 118 della legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e
successive modificazioni. In tal caso, al fondo  affluisce  anche  il
gettito del contributo integrativo stabilito dall'articolo 25, quarto
comma,  della  legge  21  dicembre  1978,  n.   845,   e   successive
modificazioni, con riferimento ai datori di lavoro cui si applica  il
fondo e le prestazioni derivanti dall'attuazione  del  primo  periodo
del presente comma sono riconosciute nel limite di tale gettito. 
  14. In alternativa al modello previsto dai commi da 4 a 13 e  dalle
relative disposizioni attuative di cui ai commi  22  e  seguenti,  in
riferimento ai settori di cui al comma 4 nei  quali  siano  operanti,
alla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  consolidati
sistemi di bilateralita' e in considerazione delle peculiari esigenze
dei   predetti   settori,   quale   quello    dell'artigianato,    le
organizzazioni sindacali e imprenditoriali di cui al citato  comma  4
possono, nel termine di sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, adeguare le  fonti  istitutive  dei  rispettivi
fondi bilaterali alle finalita' perseguite  dai  commi  da  4  a  13,
prevedendo misure intese  ad  assicurare  ai  lavoratori  una  tutela
reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione  o
sospensione dell'attivita' lavorativa, correlate alle caratteristiche
delle attivita' produttive interessate. 
  15. Per le finalita' di cui al comma 14, gli accordi e i  contratti
collettivi definiscono: 
    a)  un'aliquota  complessiva  di   contribuzione   ordinaria   di
finanziamento non inferiore allo 0,20 per cento; 
    b) le tipologie di prestazioni in funzione  delle  disponibilita'
del fondo di solidarieta' bilaterale; 
    c) l'adeguamento dell'aliquota in funzione  dell'andamento  della
gestione ovvero la rideterminazione delle  prestazioni  in  relazione
alle erogazioni, tra l'altro tenendo presente in via previsionale gli
andamenti del relativo settore  in  relazione  anche  a  quello  piu'
generale dell'economia e l'esigenza dell'equilibrio  finanziario  del
fondo medesimo; 
    d) la possibilita' di far  confluire  al  fondo  di  solidarieta'
quota  parte  del   contributo   previsto   per   l'eventuale   fondo
interprofessionale di cui al comma 13; 
    e) criteri e requisiti per la gestione dei fondi. 
  16. In considerazione delle finalita' perseguite dai fondi  di  cui
al comma 14, volti a  realizzare  ovvero  integrare  il  sistema,  in
chiave universalistica, di tutela del reddito in costanza di rapporto
di lavoro e in caso di sua cessazione, con  decreto,  di  natura  non
regolamentare, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentite  le
parti  sociali  istitutive  dei  rispettivi  fondi  bilaterali,  sono
dettate disposizioni per determinare: requisiti di professionalita' e
onorabilita' dei soggetti preposti alla gestione dei fondi  medesimi;
criteri e requisiti per la contabilita' dei fondi; modalita' volte  a
rafforzare la funzione di controllo sulla loro corretta gestione e di
monitoraggio sull'andamento delle prestazioni,  anche  attraverso  la
determinazione di standard e parametri omogenei. 
  17. In via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014  e  2015
l'indennita' di cui all'articolo 2, comma 1, della presente legge  e'
riconosciuta  ai   lavoratori   sospesi   per   crisi   aziendali   o
occupazionali  che  siano  in   possesso   dei   requisiti   previsti
dall'articolo  2,  comma  4,  e  subordinatamente  ad  un  intervento
integrativo pari almeno alla misura del 20 per cento  dell'indennita'
stessa a carico dei fondi bilaterali di cui al  comma  14,  ovvero  a
carico dei fondi di solidarieta' di  cui  al  comma  4  del  presente
articolo. La durata massima del trattamento non puo' superare novanta
giornate da  computare  in  un  biennio  mobile.  Il  trattamento  e'
riconosciuto nel limite delle risorse non superiore a 20  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015; al relativo onere  si
provvede mediante  corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di
spesa di cui all'articolo 24, comma 27, del decreto-legge 6  dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre
2011,  n.  214.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze   e'
autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti
variazioni di bilancio. 
  18. Le disposizioni di cui al comma 17 non trovano applicazione nei
confronti  dei  lavoratori  dipendenti  da  aziende  destinatarie  di
trattamenti di integrazione salariale, nonche' nei casi di  contratti
di  lavoro  a  tempo  indeterminato  con  previsione  di  sospensioni
lavorative programmate e di contratti  di  lavoro  a  tempo  parziale
verticale. 
  19.  Per  i  settori,  tipologie  di  datori  di  lavoro  e  classi dimensionali comunque superiori ai quindici dipendenti,  non  coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, per i quali non
siano stipulati, entro il 31 marzo  2013,  accordi  collettivi  volti
all'attivazione di un fondo di cui al comma 4, ovvero  ai  sensi  del
comma 14, e' istituito, con decreto non  regolamentare  del  Ministro
del lavoro e delle politiche sociali, di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, un fondo  di  solidarieta'  residuale,
cui contribuiscono i datori di lavoro dei settori identificati.

ART.3 COMMI da 22 a 45

22. I decreti di cui ai commi 5, 6, 7 e 19 determinano le  aliquote
di  contribuzione  ordinaria,  ripartita  tra  datori  di  lavoro   e
lavoratori nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo,
in  maniera  tale  da  garantire  la   precostituzione   di   risorse
continuative adeguate sia  per  l'avvio  dell'attivita'  sia  per  la
situazione a regime, da verificare anche sulla base  dei  bilanci  di
previsione di cui al comma 28. 
  23. Qualora sia prevista la prestazione di  cui  al  comma  31,  e'
previsto, a carico del datore di lavoro che ricorra alla  sospensione
o riduzione dell'attivita'  lavorativa,  un  contributo  addizionale,
calcolato in rapporto alle retribuzioni perse, nella misura  prevista
dai decreti di cui ai commi 5, 6, 7 e 19  e  comunque  non  inferiore
all'1,5 per cento. 
  24. Per la prestazione straordinaria di cui al  comma  32,  lettera
b),  e'  dovuto,  da  parte  del  datore  di  lavoro,  un  contributo
straordinario di importo corrispondente al  fabbisogno  di  copertura
degli assegni straordinari erogabili e della contribuzione correlata. 
  25. Ai contributi di finanziamento di cui ai commi da 22  a  24  si
applicano  le  disposizioni  vigenti  in  materia  di   contribuzione
previdenziale obbligatoria, ad  eccezione  di  quelle  relative  agli
sgravi contributivi. 
  26. I fondi istituiti ai sensi dei commi 4, 14 e 19  hanno  obbligo
di bilancio in pareggio e non possono erogare prestazioni in  carenza
di disponibilita'. 
  27. Gli interventi a carico dei fondi di cui ai commi 4,  14  e  19
sono concessi previa costituzione di specifiche  riserve  finanziarie
ed entro i limiti delle risorse gia' acquisite. 
  28. I fondi istituiti ai sensi dei commi 4 e 19  hanno  obbligo  di
presentazione, sin dalla loro costituzione, di bilanci di  previsione
a otto anni basati sullo scenario macroeconomico coerente con il piu'
recente  Documento  di  economia  e  finanza  e  relativa   Nota   di
aggiornamento. 
  29. Sulla base del bilancio di previsione di cui al  comma  28,  il
comitato amministratore di cui al comma 35 ha  facolta'  di  proporre
modifiche in relazione all'importo delle prestazioni  o  alla  misura
dell'aliquota di contribuzione. Le modifiche sono adottate, anche  in
corso d'anno, con decreto direttoriale dei  Ministeri  del  lavoro  e
delle politiche sociali e dell'economia e delle  finanze,  verificate
le compatibilita' finanziarie interne  al  fondo,  sulla  base  della
proposta del comitato amministratore. 
  30. In caso di necessita' di assicurare  il  pareggio  di  bilancio
ovvero di far fronte a prestazioni gia' deliberate o  da  deliberare,
ovvero di  inadempienza  del  comitato  amministratore  in  relazione
all'attivita' di cui al comma 29, l'aliquota contributiva puo' essere
modificata con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e  delle
politiche sociali e dell'economia e delle finanze, anche in  mancanza
di proposta del comitato amministratore. In  ogni  caso,  in  assenza
dell'adeguamento contributivo di cui al comma 29, l'INPS e' tenuto  a
non erogare le prestazioni in eccedenza. 
  31. I fondi di cui al comma 4 assicurano almeno la  prestazione  di
un assegno ordinario di importo pari all'integrazione  salariale,  di
durata  non  superiore  a  un  ottavo  delle   ore   complessivamente
lavorabili da computare in  un  biennio  mobile,  in  relazione  alle
causali previste dalla normativa in  materia  di  cassa  integrazione
ordinaria o straordinaria. 
  32. I fondi di cui al comma 4 possono inoltre erogare  le  seguenti
tipologie di prestazioni: 
    a) prestazioni integrative,  in  termini  di  importi  o  durate,
rispetto a quanto garantito dall'ASpI; 
    b) assegni straordinari per il sostegno al reddito,  riconosciuti
nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a  lavoratori  che
raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia  o
anticipato nei successivi cinque anni; 
    c)  contributi  al  finanziamento  di  programmi   formativi   di
riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con
gli appositi fondi nazionali o dell'Unione europea. 
  33. Nei casi di cui al comma 31, i fondi di cui ai  commi  4  e  19
provvedono  inoltre  a  versare  la  contribuzione   correlata   alla
prestazione alla gestione di iscrizione del  lavoratore  interessato.
La contribuzione dovuta  e'  computata  in  base  a  quanto  previsto
dall'articolo 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183. 
  34. La contribuzione correlata di cui al  comma  33  puo'  altresi'
essere  prevista,  dai  decreti   istitutivi,   in   relazione   alle
prestazioni di cui al comma 32. In tal caso, il fondo di cui al comma
4 provvede a versare la contribuzione correlata alla prestazione alla
gestione di iscrizione del lavoratore interessato. 
  35. Alla gestione di ciascun fondo istituito ai sensi del  comma  4
provvede un comitato amministratore con i seguenti compiti: 
    a) predisporre, sulla base dei criteri stabiliti dal consiglio di
indirizzo e vigilanza dell'INPS,  i  bilanci  annuali,  preventivo  e
consuntivo, della gestione, corredati da  una  propria  relazione,  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
    b) deliberare in ordine alla concessione degli interventi  e  dei
trattamenti e compiere ogni altro  atto  richiesto  per  la  gestione
degli istituti previsti dal regolamento; 
    c)  fare  proposte  in  materia  di  contributi,   interventi   e
trattamenti; 
    d) vigilare sull'affluenza dei contributi,  sull'ammissione  agli
interventi e sull'erogazione dei trattamenti, nonche'  sull'andamento
della gestione; 
    e) decidere in unica istanza sui ricorsi in ordine  alle  materie
di competenza; 
    f) assolvere ogni altro compito ad  esso  demandao  da  leggi  oregolamenti. 
  36. Il comitato amministratore e'  composto  da  esperti  designati
dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei  lavoratori
stipulanti  l'accordo  o   il   contratto   collettivo,   in   numero
complessivamente non superiore a dieci, nonche'  da  due  funzionari,
con qualifica di dirigente, in rappresentanza,  rispettivamente,  del
Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  del  Ministero
dell'economia e delle finanze. Le funzioni  di  membro  del  comitato
sono incompatibili con quelle connesse a  cariche  nell'ambito  delle
organizzazioni sindacali. Ai componenti del comitato non spetta alcun
emolumento, indennita' o rimborso spese. 
  37. Il comitato amministratore e' nominato con decreto del Ministro
del lavoro e delle politiche sociali e rimane in carica  per  quattro
anni o per la diversa durata prevista dal decreto istitutivo. 
  38.  Il  presidente  del  comitato  amministratore  e'  eletto  dal
comitato stesso tra i propri membri. 
  39. Le deliberazioni del comitato  amministratore  sono  assunte  a
maggioranza e, in caso di parita' nelle votazioni,  prevale  il  voto
del presidente. 
  40. Partecipa alle riunioni del comitato amministratore  del  fondo
il collegio sindacale dell'INPS, nonche' il  direttore  generale  del
medesimo Istituto o un suo delegato, con voto consultivo. 
  41.   L'esecuzione   delle   decisioni   adottate   dal    comitato
amministratore puo' essere sospesa,  ove  si  evidenzino  profili  di
illegittimita',  da  parte  del  direttore  generale  dell'INPS.   Il
provvedimento di sospensione deve  essere  adottato  nel  termine  di
cinque giorni ed essere sottoposto, con l'indicazione della norma che
si  ritiene  violata,  al  presidente  dell'INPS  nell'ambito   delle
funzioni di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto  legislativo  30
giugno 1994, n. 479, e successive modificazioni; entro tre  mesi,  il
presidente stabilisce se dare ulteriore corso  alla  decisione  o  se
annullarla. Trascorso tale termine la decisione diviene esecutiva. 
  42. La disciplina dei fondi  di  solidarieta'  istituiti  ai  sensi
dell'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n.  662,  e'
adeguata alle norme dalla presente legge con decreto del Ministro del
lavoro e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, sulla base  di  accordi  collettivi  e
contratti   collettivi,   da   stipulare   tra   le    organizzazioni
comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 30
giugno 2013. 
  43. L'entrata in vigore dei decreti di cui al  comma  42  determina
l'abrogazione del decreto ministeriale  recante  il  regolamento  del
relativo fondo. 
  44.  La  disciplina  del  fondo  di  cui  all'articolo  1-ter   del
decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, e' adeguata alle norme  previste
dalla presente legge con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze, sulla base di accordi  collettivi  e  contratti  collettivi,
anche intersettoriali,  stipulati  entro  il  30  giugno  2013  dalle
organizzazioni  comparativamente  piu'  rappresentative   a   livello
nazionale nel settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale. 
  45. La disciplina del fondo di cui all'articolo 59, comma 6,  della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, e' adeguata alle norme previste dalla
presente legge con decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
sulla base  di  accordi  collettivi  e  contratti  collettivi,  anche
intersettoriali,  stipulati   entro   il   30   giugno2013   dalle organizzazioni  comparativamente  piu'  rappresentative   a   livello nazionale nel settore del trasporto ferroviario.
 B)A decorrere dal 1° gennaio 2016 sono abrogate le seguenti disposizioni:
a)  articolo 8 della legge 20 maggio 1975, n. 164
8. Commissione provinciale della Cassa integrazione guadagni.
L’integrazione salariale è disposta dalla sede provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale,competente per territorio, previa conforme deliberazione di una commissione provinciale, nominata condecreto del direttore dell’ufficio regionale del lavoro e composta dal direttore dell’ufficio provinciale dellavoro e della massima occupazione, che la presiede, da un funzionario dell’ispettorato provinciale del lavoro, da tre rappresentanti dei lavoratori e da tre rappresentanti dei datori di lavoro dell’industria desi-
gnati dalle rispettive organizzazioni sindacali di categoria più rappresentative operanti nella provincia.
Partecipa con voto consultivo alle sedute della commissione un funzionario della sede provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale
b) l’articolo 3 della legge 6 agosto 1975, n. 427; c) il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 7 febbraio 2014, n. 79141; d) i commi 20, 20-bis, e 21 dell’articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92. 3.
C)A decorrere dal 1° luglio 2016
 a )   e’ abrogato l’articolo 5 del decreto-legge n. 626/84convertito in legge 863/84 Disciplina contratti solidarieta’
Art. 5-Contratti di solidarieta'
(( 1. La riduzione dell'orario di lavoro prevista nell'articolo 1  ))
(( del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con      ))
(( modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, nonche'    ))
(( dal comma 5 del presente articolo, puo' essere stabilita nelle  ))
(( forme di riduzione dell'orario giornaliero, settimanale,        ))
(( mensile o annuale.                                              ))
(( 2. I datori di lavoro che stipulino accordi ai sensi            ))
(( dell'articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726,      ))
(( convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. ))
(( 863, con una riduzione dell'orario superiore al 20 per cento,   ))
(( beneficiario di una riduzione dell'ammontare della              ))
(( contribuzione previdenziale ed assistenziale da essi dovuta per ))
(( i lavoratori interessati al trattamento di integrazione         ))
(( salariale. La misura della riduzione e' del 25 per cento ed e'  ))
(( elevata al 30 per cento per le imprese operanti nelle aree      ))
(( individuate per l'Italia dalla CEE ai sensi degli obiettivi 1 e ))
(( 2 del regolamento CEE n. 2052/88. Nel caso in cui l'accordo     ))
(( disponga una riduzione dell'orario superiore al 30 per cento,   ))
(( la predetta misura e' elevata, rispettivamente, al 35 e 40 per  ))
(( cento. La presente disposizione trova applicazione con          ))
(( riferimento alla contribuzione dovuta a decorrere dal 10 marzo  ))
(( 1993 e fino alla data di scadenza del contratto di solidarieta' ))
(( e comunque non oltre il 31 dicembre 1995.                       ))
(( 3. Sino al 31 dicembre 1995 i periodi di integrazione salariale ))
(( derivanti dall'applicazione dell'articolo 1 del decreto-legge   ))
(( 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla   ))
(( legge 19 dicembre 1984, n. 863, non si computano ai fini        ))
(( dell'articolo 1, comma 9, primo periodo, della legge 23 luglio  ))
(( 1991, n. 223.                                                   ))
(( 4. L'ammontare del trattamento di integrazione salariale        ))
(( corrisposto per i contratti di solidarieta' stipulati nel       ))
(( periodo compreso tra il 1› gennaio 1993 ed il 31 dicembre 1995, ))
(( e' elevato, per un periodo massimo di due anni, alla misura del ))
(( 75 per cento del trattamento perso a seguito della riduzione di ))
(( orario e per lo stesso periodo all'impresa e' corrisposto,      ))
(( mediante rate trimestrali, un contributo pari ad un quarto del  ))
(( monte retributivo da essa non dovuto a seguito della predetta   ))
(( riduzione.                                                      ))
(( 5. Alle imprese non rientranti nel campo di applicazione        ))
(( dell'articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726,      ))
(( convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. ))
(( 863, che, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di          ))
(( personale nel corso della procedura di cui all'articolo 24      ))
(( della legge 23 luglio 1991, n. 223, stipulano contratti di      ))
(( solidarieta', viene corrisposto, per un periodo massimo di due  ))
(( anni, un contributo pari alla meta' del monte retributivo da    ))
(( esse non dovuto a seguito della riduzione di orario. Il         ))
(( predetto contributo viene erogato in rate trimestrali e         ))
(( ripartito in parti uguali tra l'impresa e i lavoratori          ))
(( interessati. Per questi ultimi il contributo non ha natura di   ))
(( retribuzione ai fini degli istituti contrattuali e di legge,    ))
(( ivi compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed         ))
(( assistenziali. Ai soli fini pensionistici si terra' conto, per  ))
(( il periodo della riduzione, dell'intera retribuzione di         ))
(( riferimento. La presente disposizione non trova applicazione in ))
(( riferimento ai periodi successivi al 31 dicembre 1995.          ))
(( 6. Ai fini di cui al comma 5, l'impresa presenta istanza,       ))
(( corredata dall'accordo sindacale, agli uffici del Ministero del ))
(( lavoro e della previdenza sociale competenti a norma            ))
(( dell'articolo 4, comma 15, della legge 23 luglio 1991, n. 223;  ))
(( l'ammissione e' disposta, con decreto del Ministro del lavoro e ))
(( della previdenza sociale, entro quarantacinque giorni dalla     ))
(( presentazione dell'istanza, ovvero dalla data di entrata in     ))
(( vigore del presente decreto, qualora l'istanza sia stata        ))
(( presentata in data ad essa anteriore e comunque fermi restando  ))
(( i trattamenti in essere.                                        ))
(( 7. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano anche a tutte ))
(( le imprese alberghiere, nonche' alle aziende termali pubbliche  ))
(( e private operanti nelle localita' termali che presentano gravi ))
(( crisi occupazionali. Il Presidente del Consiglio dei ministri,  ))
(( entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge ))
(( di conversione del presente decreto, d'intesa con il Ministro   ))
(( del lavoro e della previdenza sociale e sentite le              ))
(( organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, forma    ))
(( l'elenco delle localita' termali cui si applicano le suddette   ))
(( disposizioni.                                                   ))
(( 8. Le disposizioni di cui al comma 5 trovano applicazione anche ))
(( per le imprese artigiane non rientranti nel campo di            ))
(( applicazione del trattamento straordinario di integrazione      ))
(( salariale, anche ove occupino meno di 16 dipendenti, a          ))
(( condizione che i lavoratori con orario ridotto da esse          ))
(( dipendenti percepiscano, a carico di fondi bilaterali istituiti ))
(( da contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati      ))
(( dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei       ))
(( lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale,    ))
(( una prestazione di entita' non superiore a quella               ))
(( corrispondente alla meta' del contributo pubblico destinato ai  ))
(( lavoratori.                                        (( 9. Fino al 31 dicembre 1995, il requisito di ventiquattro mesi  ))
(( di cui all'articolo 19, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. ))
(( 223, e' ridotto a dodici mesi. I trattamenti relativi ai        ))
(( dipendenti delle imprese beneficiarie dell'intervento           ))
(( straordinario di integrazione salariale da meno di ventiquattro ))
(( mesi possono essere autorizzati nei limiti del complessivo      ))
(( importo di lire 95 miliardi con riferimento all'intero periodo  ))
(( di anticipazione.                                               ))
(( 10. Nel contratto di solidarieta' vengono determinate anche le  ))
(( modalita' attraverso le quali l'impresa, per soddisfare         ))
(( temporanee esigenze di maggior lavoro, puo' modificare in       ))
(( aumento, nei limiti del normale orario contrattuale, l'orario   ))
(( ridotto determinato dal medesimo contratto.                     ))
(( 11. Per in contratti di solidarieta' gia' stipulati alla data   ))
(( di entrata in vigore della legge di conversione del presente    ))
(( decreto, ove le parti non provvedano a disciplinare la materia  ))
(( di cui al comma 10, puo' provvedervi, su richiesta              ))
(( dell'impresa, l'ispettorato del lavoro territorialmente         ))
(( competente.                                                     ))
(( 12. Il maggior lavoro prestato ai sensi del comma 10 comporta   ))
(( una corrispondente riduzione del trattamento di integrazione    ))
(( salariale ovvero del contributo previsto dal comma 5.           ))
(( 13. Alle finalita' del presente articolo si provvede nei limiti ))
(( delle risorse finanziarie preordinate allo scopo nell'ambito    ))
(( del Fondo di cui all'articolo 1, comma 7. Le modalita' di       ))
(( rimborso alle gestioni previdenziali interessate sono definite  ))
(( con i decreti di cui all'articolo 1, comma 5.                   
2)E’ abrogata ogni altra disposizione contraria o incompatibile con le disposizioni del presente decreto.legvo
  3). Laddove disposizioni di legge o regolamentari dispongano un rinvio all’articolo unico, secondo comma, della legge n. 427 del1980, oppure all’articolo 3, commi da 4 a 45, della legge n. 92 del2012, ovvero ad altre disposizioni abrogate dal presente articolo,tali rinvii si intendono riferiti alle corrispondenti norme del presente decreto legvo 148/15

2) Disposizioni abrogate dall’art.2,comma 1 lett.h) del  dec.legvo n.185/16 ,in vigore dall’8.10.2016

Premesso che  l’articolo 46, comma 1, l lettera f)  del dec.legvo 148/15   recita  sono abrogati  gli articoli da 1 a 7 e da 9 a 17 della legge 20 maggio 1975, n. 164; ,detta lettera e’ sostituita dalla seguente: «f) gli articoli da 1 a 7, da 9 a 11, 12, comma 1, numeri 1) e 2), e da 13 a 17 della legge 20 maggio 1975, n. 164;» ,che si riportano di seguito :

Att.da 1 a 7

Art. 1. Interventi di integrazione salariale. – Agli operai dipendenti da imprese industriali che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto è dovuta l’integrazione salariale nei seguenti casi: 1) integrazione salariale ordinaria per contrazione o sospensione dell’attività produttiva: a) per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai; b) ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato; 2) integrazione salariale straordinaria: a) […] b) per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali. Art. 2. Misure dell’integrazione salariale. – L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80 per cento della retribuzione globale che agli operai sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore 0 e il limite dell’orario contrattuale, ma comunque non oltre le 40 ore settimanali. Art. 3. Trattamento previdenziale nei periodi dell’integrazione salariale. – I periodi di sospensione per i quali è ammessa l’integrazione salariale sono riconosciuti utili d’ufficio per il conseguimento del diritto alla pensione per l’invalidità, vecchiaia e superstiti e per la determinazione della misura di questa fino ad un massimo complessivo di trentasei mesi nell’intero rapporto assicurativo del lavoratore. Per detti periodi il contributo figurativo sarà calcolato sulla base della retribuzione cui è riferita l’integrazione salariale. Le somme occorrenti alla copertura della contribuzione figurativa saranno versate, a carico della Cassa integrazione guadagni, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Art. 4. Assistenza sanitaria nei periodi d’integrazione salariale. – Ai fini del diritto all’assistenza sanitaria, i periodi di integrazione salariale sono equiparati a quelli di effettiva prestazione lavorativa. L’assistenza sanitaria spetta anche nel corso dell’istruttoria delle domande d’integrazione salariale straordinaria e di disoccupazione speciale, ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge 8 agosto 1972, n. 464. Il trattamento speciale di disoccupazione di cui all’articolo 8 della legge 5 novembre 1968, n. 1115, ed all’articolo 4 della legge 8 agosto 1972, n. 464, sostituisce, in caso di malattia, l’indennità a carico degli Enti gestori dell’assicurazione contro le malattie. Art. 5. Procedure di consultazione sindacale. – Nei casi di eventi oggettivamente non evitabili che rendano non differibile la contrazione o la sospensione dell’attività produttiva, l’imprenditore è tenuto a comunicare alle rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, la durata prevedibile della contrazione o sospensione e il numero dei lavoratori interessati. Quando vi sia sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, superiore a sedici ore settimanali, si procederà, a richiesta dell’imprenditore o degli organismi rappresentativi dei lavoratori di cui al comma precedente, ad un esame congiunto in ordine alla ripresa della normale attività produttiva e ai criteri di distribuzione degli orari di lavoro. La richiesta di esame congiunto dovrà essere presentata entro tre giorni dalla comunicazione di cui al primo comma e la relativa procedura dovrà esaurirsi entro i cinque giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta medesima. Negli altri casi di contrazione o sospensione dell’attività produttiva di cui all’articolo 1, l’imprenditore è tenuto a comunicare preventivamente alle rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, nonché per il tramite dell’associazione territoriale degli industriali, in quanto vi aderisca o le conferisca mandato, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati. A tale comunicazione seguirà, su richiesta di una delle parti, un esame congiunto della situazione avente ad oggetto i problemi relativi alla tutela degli interessi dei lavoratori in relazione alla crisi dell’impresa. L’intera procedura di consultazione, ove attivata dalla richiesta dell’esame congiunto di cui al precedente comma, dovrà esaurirsi entro 25 giorni dalla data della richiesta medesima, ridotti a 10 per le aziende fino a 50 dipendenti. All’atto della presentazione delle richieste di integrazione salariale ordinaria o straordinaria dovrà darsi comunicazione dell’esecuzione degli adempimenti di cui al presente articolo Art. 6. Durata dell’integrazione salariale ordinaria. – L’integrazione salariale prevista per i casi di cui al precedente articolo 1, n. 1) è corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi continuativi; in casi eccezionali detto periodo può essere prorogato trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 12 mesi. Le proroghe sono autorizzate dal Comitato speciale di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, numero 788. Qualora l’impresa abbia fruito di 12 mesi consecutivi di integrazione salariale, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l’integrazione è stata concessa, quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa. L’integrazione salariale relativa a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 12 mesi in un biennio. Le disposizioni di cui al terzo e quarto comma non si applicano nei casi d’intervento determinato da eventi oggettivamente non evitabili. Art. 7. Procedimento d’integrazione salariale ordinaria. – Per l’ammissione al trattamento d’integrazione salariale l’imprenditore presenta alla sede provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale apposita domanda nella quale dovranno essere indicati la causa della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro e la loro presumibile durata, il numero dei lavoratori interessati e delle ore di effettivo lavoro. La domanda deve essere presentata entro il termine di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. Qualora la domanda venga presentata dopo il termine indicato nel comma precedente, lo eventuale trattamento d’integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione. Qualora dall’omessa o tardiva presentazione della domanda derivi a danno dei lavoratori dipendenti la perdita totale o parziale del diritto all’integrazione salariale, l’imprenditore è tenuto a corrispondere ai lavoratori stessi una somma d’importo equivalente all’integrazione salariale non percepita.
Artt.da 9 a 17

Art. 9. Ricorso contro il provvedimento della Commissione provinciale. – Avverso il provvedimento della Commissione provinciale è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla notifica, al comitato di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788. Il ricorso può essere proposto entro il termine di trenta giorni dalla data della delibera anche da parte di ciascuno dei partecipanti alle sedute della commissione che, nel corso della votazione, abbia motivato il proprio dissenso chiedendone l’inserimento a verbale. Sui ricorsi di cui al presente articolo il Comitato speciale decide in via definitiva. Art. 10. Procedimenti d’integrazione salariale straordinaria. – Per quanto non disposto dalla presente legge, l’integrazione salariale straordinaria è regolata dalla legge 5 novembre 1968, n. 1115, modificata dalla legge 8 agosto 1972, n. 464. Art. 11. Durata dell’integrazione salariale straordinaria. – Nei casi di crisi economiche settoriali o locali la proroga trimestrale, di cui all’articolo 1 della legge 8 agosto 1972, n. 464, è ammessa nel limite massimo di sei mesi. La proroga dell’integrazione salariale nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale, dopo il primo anno, è disposta, per periodi non superiori a sei mesi, mediante decreto interministeriale da adottarsi nelle forme e nei modi previsti dall’articolo 3 della legge 5 novembre 1968, n. 1115. La concessione di tale proroga è subordinata all’accertamento dell’attuazione dei programmi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale. Art. 12. Finanziamento della Cassa integrazione guadagni. – La Cassa integrazione guadagni è alimentata dai seguenti proventi: 1) contributo a carico delle imprese industriali nella misura dell’1 per cento della retribuzione, determinata a norma dell’articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153; per le imprese fino a 50 dipendenti il contributo è determinato nella misura dello 0,75 per cento. Al fine di assicurare l’equilibrio della gestione, al termine di ciascun esercizio, sulla base delle risultanze di bilancio dell’esercizio stesso, le aliquote contributive predette possono essere modificate, mantenendo lo stesso rapporto proporzionale, mediante decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per il tesoro, sentito il Comitato speciale di cui all’articolo 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788; tale modifica è obbligatoria quando la differenza fra le entrate e le uscite per le integrazioni salariali ordinarie risulti superiore al 10 per cento; 2) contributo addizionale a carico delle imprese che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale nella misura dell’8 per cento dell’integrazione salariale corrisposta ai propri dipendenti, ridotta al 4 per cento per le imprese fino a 50 dipendenti, che sarà versato, in sede di conguaglio, alla Cassa integrazione guadagni. Il contributo addizionale non è dovuto quando l’integrazione salariale è corrisposta per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro determinante da eventi oggettivamente non evitabili; 3) contributo a carico dello Stato previsto dall’articolo 13 della legge 5 novembre 1968, n. 1115, e dall’articolo 6 della legge 8 agosto 1972, n. 464, che resta determinato nella misura annua di 20 miliardi di lire, per gli anni successivi al 1975. Art. 13. Computo dei dipendenti. – Ai fini della determinazione del limite di dipendenti, indicato al presente articolo 12, si tiene conto, fino al 31 dicembre 1975, del personale complessivamente in forza alla data del 10 gennaio 1975. Per gli anni successivi, il limite anzidetto è determinato, con effetto dal 10 gennaio di ciascun anno, sulla base del numero medio di dipendenti in forza nell’anno precedente dichiarato dall’impresa. Per le aziende costituite nel corso dell’anno solare si fa riferimento al numero di dipendenti alla fine del primo mese di attività. A tal fine l’impresa è tenuta a fornire all’INPS apposita dichiarazione al termine di ciascun anno. Agli effetti di cui al presente articolo sono da comprendersi nel calcolo tutti i lavoratori, compresi i lavoratori a domicilio, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Art. 14. Bilancio della Cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria. – Nel bilancio della Cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria devono essere esposti, in voci distinte, i contributi degli imprenditori e dello Stato, secondo l’elencazione del precedente articolo 12 e le diverse forme di integrazione salariale di cui all’articolo 1 della presente legge. Tra le entrate o le uscite sono iscritti gli avanzi o i disavanzi del precedente esercizio finanziario. Art. 15. Impiegati. – Il limite dell’integrazione fissato dall’articolo 1, quarto comma, della legge 8 agosto 1972, n. 464, è elevato a lire 300.000. L’integrazione si calcola sulla base della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Art. 16. Termine per il rimborso delle prestazioni. – Il termine di tre mesi fissato dall’articolo 9 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869, è elevato a sei mesi. Art. 17. Formazione professionale. – Nei casi di integrazione salariale straordinaria, l’Ufficio regionale del lavoro, sentite le organizzazioni sindacali interessate, promuove le opportune iniziative, formulando proposte, per l’istituzione di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale. Il lavoratore sospeso dal lavoro cessa dal beneficio dell’integrazione salariale quando rifiuti di frequentare i corsi di qualificazione o riqualificazione professionale. Il trattamento d’integrazione salariale non è cumulabile con gli assegni, le indennità, i compensi spettanti per i corsi nonché con l’indennità o con il sussidio straordinario di disoccupazione o con altre provvidenze sostitutive o aggiuntive

 

 

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