Archive for dicembre 2016

CASSAZIONE:PILLOLE DI GIURISPRUDENZA LAVORO

14/12/2016
  – Sentenza 09 dicembre 2016, n. 25263

Licenziamento – Servizio pubblico di raccolta dei rifiuti – Utilizzo  – Sentenza 09 dicembre 2016, n. 25265

 Contratto di fornitura – Agenzia di lavoro – Causale – Lavoro  – Sentenza 09 dicembre 2016, n. 25273

Soggetti colpiti dagli eventi alluvionali – art. 9, comma 17, I. n. 289/2002 – Pagamento dei contributi – Disposizioni comunitarie sugli aiuti di Stato

  – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25363

INPDAP – Qualifica dirigenziale – Indennità di buonuscita e del trattamento pensionistico

  – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25364

Pensione di invalidità – Revoca – Visita di revisione – Superamento limiti di legge – Insussistenza del requisito reddituale

  – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25371

Inps – Quota di pensione di anzianità – Restituzione – Incumulabilità tra reddito da lavoro dipendente e trattamento pensionistico – Risarcimento del danno – Indebiti versamenti IRPEF.

 – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25374

Rapporto di lavoro – Sanzione disciplinare – Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione – Licenziamento per giusta causa – Proporzionalità

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25377

Lavoro

Inquadramento – Titolo di studio posseduto – Posizione economica – Differenze retributive – Danno per perdita di chance

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25378

Lavoro

Dipendente pubblico – Licenziamento – Reintegrazione – Risarcimento dei danni – Anzianità contributiva di 40 anni – Preavviso – Motivazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 dicembre 2016, n. 25379

Trasferimento – Ragioni tecniche, organizzative produttive – Assistenza familiare con handicap grave – Valida documentazione – Accertamento – Permessi ex L. n. 104/92

MLPS:COSTITUITO CdA INAP ex ISFOL

14/12/2016

Con il Decreto Ministeriale del 7 dicembre 2016, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato costituito, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo n. 150/2015, il Consiglio di amministrazione dell’INAPP (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (ex ISFOL).

Il Consiglio di amministrazione, composto dal prof. Stefano Sacchi (presidente), dott.ssa Anita Pisarro e dott. Giovanni Bocchieri, durerà in carica 4 anni.

 

Fonte: Ministero del Lavoro

 

 


 

 

CONFPROFESSIONI:SOTTOSCRITTA INTESA QUADRO PER ACCEDERE DETASSAZIONE PREMI PRODUTTIVITA’

14/12/2016

Confprofessioni e le controparti sindacali (Fisascat Cisl, Uiltucs e Filcams Cgil) hanno sottoscritto l’intesa quadro che di consente a tutte le strutture professionali di accedere alla detassazione dei premi di produttività.

Le parti sociali hanno adottato un modello di accordo territoriale che lascerà ai singoli studi la facoltà di scegliere gli indici e gli obiettivi di produttività, nonché i criteri di misurazione più adatti alle caratteristiche del proprio contesto.

 

INAIL: DISPONIBILE GUIDA COMPILAZIONE MODELLO OT/24 PER 2017

14/12/2016

L’Inail ha messo a disposizione, sul proprio sito internet, la Guida per la compilazione del modello OT/24 per l’anno 2017.

Modalità applicazione delle Tariffe dei premi. Mod. OT/24

 

AGENZIA ENTRATE:PROVVEDIMENTO RELATIVO MODALITA’ VERSAMENTO ACCONTO IVA DICEMBRE 2016

13/12/2016

AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 12 dicembre 2016, n. 218772

Modalità di riversamento all’Erario dell’acconto dell’imposta sul valore aggiunto del mese di dicembre 2016

 

Dispone:

 

  1. Le somme versate alle banche, agli uffici postali ed agli agenti della riscossione, a titolo di acconto dell’imposta sul valore aggiunto nei giorni 22, 23 e 27 dicembre 2016 devono essere riversate in Banca d’Italia – Sezione di Tesoreria dello Stato di Roma – Succursale, sulla contabilità speciale n. 1777 denominata “Agenzia delle entrate – fondi della riscossione”, entro le ore 14,50 del 30 dicembre 2016. È data facoltà ai predetti intermediari di dar luogo o meno alla prenotazione dei bonifici da regolare il 30 dicembre 2016.
  2. Le somme conferite con il sistema I24 entro il giorno 27 dicembre 2016 e trasmesse dall’Agenzia delle Entrate agli intermediari convenzionati devono essere riversate nei termini ordinari concordati ed attualmente vigenti e, comunque, entro i termini di cui al punto 1.
  3. Le banche, Poste Italiane S.p.A. e gli Agenti della riscossione trasmettono in via telematica all’Agenzia delle Entrate, secondo gli standard tecnici di cui al Manuale SIA – RI – VEUN 001 in vigore alla data, i dati relativi alle somme versate a titolo di acconto dell’imposta sul valore aggiunto nella giornata del 23 dicembre 2016 entro il 2 gennaio 2017 e nella giornata del 27 dicembre 2016 entro il 3 gennaio 2017.
  4. Gli intermediari di cui al punto precedente possono riversare cumulativamente con un unico bonifico le somme versate a titolo di acconto dell’imposta sul valore aggiunto nelle giornate del 22, 23 e 27 dicembre; in tal caso, il flusso rendicontativo, unico per le tre giornate, dovrà pervenire all’Agenzia delle Entrate entro il 30 dicembre 2016.
  5. Nei giorni 22, 23 e 27 dicembre 2016 non si applicano da parte delle banche le disposizioni relative all’anticipato riversamento di cui all’art. 21, comma 2-bis del decreto legislativo n. 241 del 1997.
  6. Le somme versate a titolo di acconto dell’imposta sul valore aggiunto il giorno 27 dicembre 2016 agli Istituti di Pagamento diversi dalle banche, iscritti all’albo ai sensi dell’art. 114-septies del T.U.B. e convenzionati con l’Agenzia delle Entrate, devono essere riversate in Banca d’Italia – Sezione di Tesoreria dello Stato di Roma – Succursale, sulla contabilità speciale n. 1777 denominata “Agenzia delle entrate – fondi della riscossione”, entro le ore 14,50 del 30 dicembre 2016. È data facoltà a tali Istituti di dar luogo o meno alla prenotazione dei bonifici da regolare il 30 dicembre 2016.
  7. La Banca d’Italia – Sezione di Tesoreria dello Stato di Roma – Succursale è autorizzata a prelevare, dalla citata contabilità speciale, le somme versate il 30 dicembre 2016 ai sensi dei punti 1, 2, 4 e 6 per l’imputazione al pertinente capitolo del bilancio dello Stato (cap. 1203/1) nella stessa data, ad eccezione di euro 85 milioni, quale stima del gettito dell’acconto dell’imposta sul valore aggiunto spettante alla Regione Siciliana, salvo successivo conguaglio.
  8. La somma sopra indicata verrà riversata, nella stessa data del 30 dicembre 2016, dalla predetta Tesoreria direttamente alla Regione Siciliana, sulla contabilità speciale di tesoreria unica n. 305982 intestata alla Regione medesima, aperta presso la sezione n. 515 della Banca d’Italia.
  9. Sono escluse dalle disposizioni di cui al punto 7 del presente provvedimento le somme affluite il 30 dicembre 2016 sulla contabilità speciale n. 1777 e relative ai versamenti eseguiti tramite il modello “F24 enti pubblici” (F24 EP).

 

Motivazioni

I contribuenti sottoposti agli obblighi di versamento dell’imposta sul valore aggiunto sono tenuti, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 405 ad eseguire il pagamento dell’IVA dovuta a titolo di acconto entro il 27 dicembre di ciascun anno.

Il versamento dell’imposta è effettuato, ai sensi degli articoli 19, commi 1 e 6 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 22 febbraio 1999, n. 37 mediante delega alle banche convenzionate, agli uffici postali, agli agenti della riscossione e, dal 2014, agli istituti di pagamento diversi dalle banche iscritti all’albo ai sensi dell’art. 114-septies del T.U.B. e convenzionati con l’Agenzia. Il riversamento delle somme corrisposte dai contribuenti deve poi avvenire, come disposto dall’articolo 6, comma 5-bis della legge n. 405 del 1990, non oltre il successivo 31 dicembre.

Si rammenta che le somme devono essere riversate in Banca d’Italia con distinti bonifici, secondo gli standard tecnici di cui al Manuale SIA – RI – VEUN 001 in vigore alla data.

Con il presente provvedimento, pertanto, si dispongono, come previsto dall’articolo 6 della predetta legge n. 405 del 1990, i tempi e le modalità per il riversamento all’Erario, avendo acquisito sulle suesposte determinazioni il parere favorevole del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato nonché, per i profili di competenza, della Regione Siciliana.

Si è, infine, precisato che le somme riscosse tramite modello F24 EP e regolate il 30 dicembre 2016 sono escluse dalle disposizioni di cui al punto 7 del presente provvedimento, in quanto non si tratta di versamenti eseguiti a titolo di acconto IVA.

La pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate (http://www.agenziaentrate.gov.it) tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

 

Riferimenti normativi

 

  1. a) Ordinamento delle Agenzie:

Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (articolo 8, comma 1)

 

  1. b) Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate:

Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (art. 68, comma 1)

 

  1. c) Disposizioni in materia di versamenti unitari:

Decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e successive modificazioni

 

  1. d) Disposizioni relative al versamento dell’acconto IVA:

Legge 29 dicembre 1990, n. 405 (art. 6, comma 2, 5-bis, 5-ter).

 

Provvedimento pubblicato il 12 dicembre 2016 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

MLPS:DECRETO ASSEGNAZIONE RISORSE FINANZIRIE CIGS IMPRESE AREA CRISI INDUSTRIUALE COMèPLESSA

13/12/2016

– Decreto ministeriale 12 dicembre 2016, n. 1

Assegnazione risorse finanziarie per la concessione di un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa

 

Art. 1

 

Sono assegnate, per le competenze relative al 2016, le seguenti risorse finanziarie alle Regioni Lazio, Puglia, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Molise, Marche, Abruzzo, Sardegna, Liguria e Umbria, al fine della concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale di cui al comma 11-bis dell’articolo 44 del decreto legislativo 14 settembre 2015, introdotto dall’articolo 2, comma 1, lettera f), punto 3) del decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185:

– Regione Lazio – Euro 26.000.000;

– Regione Puglia – Euro 25.000.000;

– Regione Toscana – Euro 16.000.000;

– Regione Friuli Venezia Giulia – Euro 20.000.000;

– Regione Sicilia – Euro 31.000.000;

– Regione Molise – Euro 6.589.440;

– Regione Marche – Euro 5.000.000

– Regione Abruzzo – Euro 7.720.000

– Regione Sardegna – Euro 970.000;

– Regione Liguria – Euro 22.502.400

– Regione Umbria – Euro 9.000.000

 

Art. 2

 

All’onere complessivo, pari ad euro 169.781.840,00 (centosessantanovemilionisettecentottantunomilaottocentoquaranta/00), si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, come incrementata dall’articolo 43, comma 5, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e dall’articolo 1, comma 387, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

 

Art. 3

 

Le Regioni sono tenute a rispettare il limite delle risorse finanziarie ad esse attribuite.

L’Inps provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, come individuato dal precedente articolo e trasmette relazioni semestrali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.

Il presente decreto sarà pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali http://www.lavoro.gov.it.

INPS:ISTRUZIONI EROGAZIONE VOUCHER SERVIZI BABYSETTING LAVORATRICI AUTONOME O IMPRENDITRICI

13/12/2016

Estensione dell’erogazione del voucher per l’acquisto di servizi di babysitting o, per fare fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici – Decreto 1 settembre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2016 – Disposizioni per l’anno 2016

SOMMARIO:

1. Premessa

2. Ambito di applicazione

3. Misura e durata del beneficio

3.1 Contributo per l’acquisto di servizio di baby sitting

3.2 Contributo per la fruizione dei servizi della rete pubblica e privata accreditata – Elenco delle strutture

4. Presentazione della domanda

5. Variazione e cancellazione della domanda

6. Cambiamento della struttura erogante servizi per l’infanzia

7. Termini e condizioni per la presentazione delle domande

8. Accoglimento o rigetto della domanda

8.1 Indicazione in domanda di un indirizzo di posta elettronica certificata

8.2 Indicazione in domanda del solo indirizzo di posta elettronica non certificata.

9. Rinuncia al beneficio

10. Monitoraggio

Premessa

La legge di stabilità per l’anno 2016 ha previsto l’estensione del beneficio di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b, della legge n. 92/2012 (voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, oppure contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati) anche per le madri lavoratrici autonome o imprenditrici. Il contributo è stato previsto in via sperimentale per l’anno 2016, nel limite di spesa di 2 milioni di euro (art. 1, comma 283, della legge 208/2015).

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali dell’1 settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2016, sono stati definiti i criteri di accesso e le modalità di utilizzo del beneficio relativamente alla predette lavoratrici.

Con la presente circolare si forniscono, quindi, le istruzioni operative relative alle disposizioni in esso contenute.

2. Ambito di applicazione

Possono accedere al beneficio in questione (voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, oppure contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati) le madri lavoratrici autonome o imprenditrici ed in particolare:

– le coltivatrici dirette, mezzadre e colone;

– le artigiane ed esercenti attività commerciali;

– le imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui all’art. 66, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

La domanda di beneficio (voucher o contributo asilo nido) è consentita alle lavoratrici aventi diritto al congedo parentale; infatti l’accesso al nuovo beneficio presuppone la rinuncia a mesi di congedo parentale corrispondenti alle mensilità di beneficio concesse.

Si ricorda che per le predette categorie di lavoratrici, il diritto al congedo parentale è fruibile per un massimo tre mesi entro l’anno di vita del bambino oppure entro un anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato, a condizione che la lavoratrice sia in regola con il versamento dei contributi (cfr circolare n. 46 del 17 marzo 2006). (NOTA 1)

Il contributo può essere richiesto anche nel caso in cui la lavoratrice autonoma ha fruito in parte del congedo parentale (quindi se la lavoratrice ha già fruito di un mese di congedo parentale, la domanda di beneficio può essere presentata per gli altri due mesi a condizione che al momento della domanda di beneficio sussista la regolarità contributiva sopra specificata).

Si precisa che, al pari del congedo parentale, anche il contributo in questione è concesso in ragione del singolo figlio (e quindi anche per più figli).

Sono, in ogni caso, escluse dal beneficio le seguenti categorie:

1. le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;

2. le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art. 19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

Al successivo paragrafo 7 sono specificati i termini e le condizioni di presentazione delle domande per le lavoratrici in argomento.

3 – Misura e durata del beneficio

Il contributo è pari ad un importo massimo di 600,00 euro mensili.

Nel caso in cui la madre lavoratrice richieda il contributo per l’acquisto dei servizi di baby sitting, l’Istituto corrisponderà alla lavoratrice madre 600 euro in voucher, secondo le modalità di cui alla circolare n. 75 del 6 maggio 2016, per ogni mese di congedo parentale al quale la stessa rinuncia (vedi infra par. 3.1).

Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, invece, verrà erogato attraverso pagamento diretto da parte dell’INPS alla struttura prescelta dalla lavoratrice madre, dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, fino a concorrenza dell’importo di 600 euro mensili per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia (vedi infra par. 3.2).

Il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi, solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione di altrettanti mesi di congedo parentale ai quali la lavoratrice, di conseguenza, rinuncia.

Si precisa che per frazione mensile intera deve intendersi un mese continuativo di congedo: a titolo esemplificativo, se la lavoratrice ha usufruito di un mese e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare solo come congedo parentale. Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile così come sopra definita.

3.1 Contributo per l’acquisto di servizio di baby sitting

I voucher (o buoni lavoro) sono corrisposti esclusivamente in modalità telematica, secondo le istruzioni di cui alla citata circolare n. 75/2016, contenente altresì le indicazioni relative alle fasi da seguire nella procedura per l’utilizzo telematico dei buoni lavoro.

In ogni caso le madri dovranno procedere all’appropriazione telematica dei voucher entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici (vedi infra par. 8).

La mancata appropriazione o l’appropriazione parziale, entro il termine sopra indicato, comporterà l’automatica rinuncia totale o parziale al beneficio con il conseguente ripristino della possibilità di utilizzo del periodo di congedo parentale.

3.2 Contributo per la fruizione dei servizi della rete pubblica e privata accreditata – Elenco delle strutture

Il contributo per la fruizione dei servizi per l’infanzia erogati da strutture della rete pubblica e private accreditate, potrà essere erogato esclusivamente se il servizio viene svolto – entro e non oltre il 31 luglio 2017 – da una struttura scelta dalla lavoratrice tra quelle presenti nell’elenco gestito dall’Istituto e relativo all’anno 2016.

Tale elenco è pubblicato sul sito web istituzionale (www.inps.it) ed è aggiornato in tempo reale, affinché le lavoratrici possano consultarlo prima di effettuare l’iscrizione del bambino alla struttura prescelta e prima di presentare la domanda di ammissione al beneficio.

Le istruzioni per l’iscrizione o la conferma delle strutture eroganti servizi per l’infanzia, nonché le modalità di pagamento delle stesse, sono pubblicate sul sito istituzionale http://www.inps.it al seguente percorso: home page>concorsi e gare>avvisi.

Le procedure telematiche di iscrizione/conferma di iscrizione resteranno attive fino al 31 dicembre 2016.

L’Istituto provvederà a comunicare, a mezzo posta elettronica certificata, ad ogni struttura il nominativo delle madri beneficiarie, nonché il numero di mesi di beneficio concesso.

Secondo quanto disposto dall’art. 2 del Decreto Ministeriale dell’1 settembre 2016, il pagamento sarà corrisposto direttamente dall’INPS fino ad un massimo di 600,00 euro mensili per ogni bambino e per un periodo massimo di tre mesi, sulla base delle mensilità concesse alla beneficiaria e sarà erogato, nei termini di legge, a seguito dell’invio alla sede provinciale INPS territorialmente competente da parte della struttura, della richiesta di pagamento, in cui dovranno essere riportati:

– il nominativo ed il codice fiscale della madre lavoratrice beneficiaria;

– il dettaglio dei mesi di servizio fruiti (es. dicembre 2016, gennaio 2017 e così via);

– il nome ed il codice fiscale del minore iscritto alla struttura.

Le strutture presenti nell’elenco, sono altresì tenute ad inviare presso la propria sede provinciale INPS territorialmente competente, unitamente alla richiesta di pagamento, il modello di delegazione liberatoria e la dichiarazione della madre beneficiaria di utilizzo del contributo economico, sono disponibili nel sito istituzionale http://www.inps.it nella home page>concorsi e gare>avvisi. In mancanza delle quali l’Istituto non provvederà al pagamento delle predette richieste afferenti alla fruizione dei suddetti servizi all’infanzia.

Le richieste di pagamento dovranno essere intestate all’Istituto. Qualora le richieste siano effettuate mediante emissione di fattura, si ricorda che le fatture stesse dovranno pervenire tramite sistemi di fatturazione elettronica di cui all’art. 1, commi da 209 a 214, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni (circolare n. 30 del 3 marzo 2014).

Le richieste di pagamento non potranno avere ad oggetto periodi di fruizione dei servizi per l’infanzia successivi al 31 luglio 2017.

4. Presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata all’Istituto in modo esclusivo attraverso il sito web istituzionale, accedendo direttamente tramite PIN dispositivo (circolare n. 50 del 5/03/2011) oppure tramite patronato.

Le istruzioni per la presentazione della domanda di beneficio sono consultabili sul sito web istituzionale attraverso il seguente percorso: home>concorsi e gare> avvisi.

Il servizio d’invio delle domande è disponibile attraverso il seguente percorso: -> Servizi per il cittadino ->Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

Nella domanda la madre lavoratrice deve:

a) indicare a quale dei due benefici intende accedere ed, in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice stessa ha effettuato l’iscrizione del minore (si precisa che la scelta del beneficio non può essere variata, salvo la presentazione di una nuova domanda, che comporta revoca della precedente, entro i limiti temporali di presentazione);

b) indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;

c) dichiarare la rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale;

d) dichiarare di aver presentato la dichiarazione ISEE valida.

Nel caso in cui la madre volesse fruire del contributo per più figli dovrà presentare una domanda per ogni figlio e conseguentemente la riduzione del congedo parentale opererà in riferimento al figlio per il quale il contributo è concesso.

5. Variazione e cancellazione della domanda

L’invio della domanda compilata on line può essere effettuato immediatamente oppure rinviato ad un momento successivo, utilizzando in quest’ultimo caso l’apposita funzionalità di salvataggio dei dati inseriti, presente nella procedura.

La domanda salvata e non inviata può essere modificata sino al momento dell’invio, termine oltre il quale la domanda non potrà più essere modificata, ma solamente cancellata ed eventualmente ripresentata. Il tutto fino all’emanazione del provvedimento di accoglimento, dopo il quale la domanda non potrà più essere cancellata ma si potrà rinunciare al beneficio con le modalità di cui al successivo punto 9.

Una volta inviata la domanda, la tipologia di beneficio scelto (servizi di baby sitting o servizi per l’infanzia erogati da strutture pubbliche o private accreditate) non potrà più essere modificata, salvo ripresentazione di nuova domanda.

Solamente le domande inviate sono considerate validamente presentate. Le domande salvate e non inviate non saranno prese in considerazione.

6. Cambiamento della struttura erogante servizi per l’infanzia

La madre lavoratrice può cambiare la struttura erogante i servizi per l’infanzia, prescelta al momento della domanda.

La variazione deve essere effettuata dalla madre lavoratrice accedendo nuovamente alla procedura presente sul sito WEB istituzionale (percorso: Home page > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito> Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia), oppure tramite patronato.

7. Termini e condizioni per la presentazione delle domande

Possono presentare domanda di beneficio le madri lavoratrici autonome che, alla data di entrata in vigore del citato DM 1.9.2016, ossia dall’11 novembre 2016, e fino al 31.12.2016 (salvo esaurimento anticipato dello stanziamento previsto dall’art. 1, comma 283 della legge di stabilità 28 dicembre 2015, n. 208), si trovino nelle seguenti condizioni:

sia concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità (tale periodo, nei casi di parto e di affidamento non preadottivo, coincide con i tre mesi dalla data di nascita o di ingresso in famiglia – vedi esempio 1; nei casi di adozione/affidamento preadottivo nazionale o internazionale coincide con i cinque mesi dalla data di ingresso in famiglia – vedi esempio 2);

non sia decorso 1 anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia (nei casi di adozione e affidamento).

Inoltre, poiché il contributo può essere concesso per un massimo di 3 mesi ed è erogato solo per frazioni mensili intere, occorre conseguentemente che:

– il beneficio sia richiesto dalla madre che, al momento di presentazione della domanda, abbia ancora a disposizione almeno un mese di congedo parentale (vedi esempio 3);

– alla data di presentazione della domanda sussista una corrispondenza tra le mensilità richieste e le mensilità di congedo parentale ancora fruibili alle quali la lavoratrice rinuncia;

– la domanda non sia presentata durante il 12° mese di vita o dall’ingresso in famiglia del minore, in quanto al 12° mese non sussiste più l’unità minima di congedo parentale (una mensilità), alla quale la madre può rinunciare (vedi esempi 4).

Esempio 1

Data di nascita: 2 settembre 2016

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (3 mesi dopo il parto): 2 dicembre 2016.

Dal giorno successivo al termine del periodo di maternità, ossia dal 3 dicembre 2016 è possibile presentare domanda di beneficio, fino al 31 dicembre 2016 (salvo esaurimento anticipato dei fondi), per un massimo di tre mesi di beneficio.

Esempio 2

Data di ingresso in famiglia (in caso di adozione/affidamento preadottivo): 5 luglio 2016.

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (5 mesi dall’ingresso in famiglia): 5 dicembre 2016.

Dal giorno 6 dicembre 2016 è possibile presentare domanda di beneficio, fino al 31 dicembre 2016 (salvo esaurimento anticipato dei fondi), per un massimo di tre mensilità di beneficio.

Esempio 3

Data di nascita: 7 maggio 2016.

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (3 mesi dopo il parto): 7 agosto 2016.

Nella fattispecie il congedo parentale è fruibile fino al 7 maggio 2017, ossia fino al compimento dell’anno di vita del bambino.

Se la lavoratrice non ha fruito affatto di periodi di congedo parentale, la stessa può presentare domanda di beneficio dall’11 novembre 2016 al 31 dicembre 2016, per tre mensilità.

Se la lavoratrice invece ha fruito di 20 giorni di congedo parentale, la stessa può presentare domanda di beneficio dall’11 novembre 2016 al 31 dicembre 2016, per due mensilità, residuando comunque la possibilità di fruire del congedo parentale residuo (10 giorni) entro l’anno di vita del bambino.

Esempio 4

Data di nascita: 1 gennaio 2016.

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (3 mesi dopo il parto): 1° aprile 2016.

Nella fattispecie il congedo parentale è fruibile fino al 1° gennaio 2017 ossia fino al compimento dell’anno di vita del bambino.

Se la lavoratrice non ha fruito affatto di periodi di congedo parentale, la stessa può presentare domanda di beneficio dall’11 novembre 2016 al 1° dicembre 2016, per una sola mensilità.

8. Accoglimento o rigetto della domanda

Il provvedimento di accoglimento o rigetto è pubblicato sul sito web istituzionale ed è consultabile mediante accesso personale della lavoratrice madre alla procedura di presentazione della domanda.

8.1 Indicazione in domanda di un indirizzo di posta elettronica certificata.

Il menzionato provvedimento è altresì trasmesso presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) indicato dalla madre lavoratrice al momento della presentazione della domanda. Qualora in domanda si indichi anche un indirizzo di posta elettronica non certificata, nessuna comunicazione sarà in questo caso inviata su tale casella di posta, prevalendo la trasmissione del provvedimento sulla casella PEC. Pertanto, qualora la madre richiedente abbia indicato in domanda l’indirizzo di posta elettronica certificata del patronato, il provvedimento è inviato esclusivamente a tale indirizzo PEC.

Si ricorda che detto provvedimento è comunque sempre consultabile sul sito web istituzionale, mediante accesso personale della lavoratrice madre alla procedura di presentazione della domanda.

L’efficacia recettizia del provvedimento di accoglimento o rigetto decorre dalla data di trasmissione dello stesso a mezzo PEC.

8.2 Indicazione in domanda del solo indirizzo di posta elettronica non certificata.

In caso di mancata indicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata, la notizia della comunicazione a mezzo pubblicazione sul sito web istituzionale è data alle madri lavoratrici all’indirizzo e-mail dalle stesse comunicato al momento della compilazione della domanda.

Si precisa che la notizia trasmessa all’indirizzo e-mail non contiene copia del provvedimento di accoglimento o di rigetto della domanda, bensì solo l’avvertenza che sul sito web dell’Istituto detto provvedimento è stato pubblicato con l’invito ad accedere per la consultazione.

L’efficacia recettizia del provvedimento decorre, in questo caso, dall’accesso in procedura per la visualizzazione del provvedimento e, comunque, dal sessantunesimo giorno successivo alla presentazione della domanda.

9. Rinuncia al beneficio

La rinuncia al beneficio può essere effettuata dal giorno successivo all’accoglimento della domanda, esclusivamente in via telematica attraverso la medesima procedura utilizzata per l’acquisizione della domanda.

In caso la rinuncia avvenga successivamente all’appropriazione dei voucher, i voucher non ancora utilizzati potranno essere restituiti secondo le modalità indicate al punto 3 della circolare 75/2016.

Considerato che il beneficio è divisibile solo per frazioni mensili intere, la rinuncia parziale dovrà essere per uno o più mesi e non per frazioni di esso.

A titolo di esemplificazione, qualora la lavoratrice abbia richiesto ed ottenuto un contributo di due mesi di voucher (importo 1.200 euro di voucher), nel caso in cui abbia utilizzato voucher per un importo pari a 610 euro e voglia rinunciare al residuo beneficio, non potrà chiedere di recuperare il secondo mese di congedo parentale, in quanto l’utilizzo di voucher per un importo superiore a 600 euro si colloca nella seconda mensilità che non può essere frazionata.

La madre lavoratrice a cui è stato riconosciuto il beneficio e che abbia effettuato l’appropriazione dei voucher, qualora effettui la rinuncia on-line, è tenuta alla restituzione dei voucher percepiti e non utilizzati. In mancanza, la rinuncia non avrà effetto e la lavoratrice non potrà chiedere i periodi di congedo parentale a cui ha rinunciato per accedere al beneficio. I voucher non restituiti verranno considerati come fruiti.

Si rammenta che la mancata appropriazione dei voucher entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite canali telematici equivale a rinuncia tacita al beneficio stesso.

L’Istituto provvede ad effettuare controlli in merito alle situazioni dichiarate dalle lavoratrici richiedenti il beneficio.

L’Istituto, salvo quanto previsto dal D.P.R. 445 del 28 dicembre 2000, provvederà a recuperare le somme erogate a coloro che avranno prodotto dichiarazioni risultate mendaci a seguito dei controlli che verranno effettuati.

10. Monitoraggio

L’Istituto nei limiti della copertura finanziaria indicata nel decreto ministeriale del 1 settembre 2016 provvederà a tenere aperta la procedura di presentazione delle domande fino al 31 dicembre 2016.

In conformità con quanto disposto dall’art. 3, comma 3, dello stesso decreto ministeriale, in relazione all’andamento delle domande e alle disponibilità residue, il Ministero del Lavoro, delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con successivo decreto direttoriale, potrà indicare un valore massimo dell’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza (ISEE) dell’anno di riferimento per accedere al beneficio, ovvero, anche in via concomitante, potrà rideterminare la misura del beneficio.

Al raggiungimento del limite di spesa di 2 milioni di euro (art. 7 del decreto cit.), l’Istituto non prenderà in considerazione ulteriori domande.

NEL 2017 NUOVI INCENTIVI PER ASSUNZIONI

12/12/2016

I nuovi incentivi per le assunzioni di cui al titolo sono previsti e disciplinati  rispettivamente:

a) dal Decreto del Direttore Generale dell’Anpal ,che ,pubblicizzato sul sito del MLPS in data 16.11.2016,si trova   all’esame della Corte dei Conti ,prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale;

b) dalla legge di  Bilancio 2017 definitivamente approvata dal Senato ed in attesa di publicazione sulla Gazzetta Ufficiale .

Di seguito si  esaminano  per sintesi   le disposizioni che caratterizzano i richiamati provvedimenti.

a) DECRETO ANPAL

-Di cosa si tratta

. Tale   decreto   concerne  un incentivo all’assunzione per il solo Sud, con   validità temporale per 1 anno (12 mesi) a chi assume giovani disoccupati
Si tratta ,quindi, di  una nuova agevolazione che consente  , ai datori di lavoro che assumono fondamentalmente a tempo indeterminato  ed in apprendistato professionalizzante giovani e disoccupati nelle regioni del Sud, nel periodo che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017.
Come funziona 

I datori di lavoro ,per fruire degli incentivi fino ad 8.060 euro per ogni  lavoratore assunto, devono avere la sede lavorativa ubicata in una delle seguenti  regioni del Mezzogiorno: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia oppure in quelle definite in transizione, Sardegna, Abruzzo e Molise.

Una prima discriminante è la sede di lavoro ubicata nel Sud a prescindere dalla residenza del lavoratore. Se viene modificato il luogo di lavoro fuori dai territori incentivati, l’incentivo non spetta, a partire dal mese di paga successivo a quello di trasferimento.

Nel caso della somministrazione di lavoro, ai sensi del Dlgs n. 151/2015, dal momento che i benefici economici legati all’assunzione o alla trasformazione di un contratto sono trasferiti in capo all’utilizzatore, la sede di lavoro dovrà intendersi quella del luogo di lavoro della missione presso l’utilizzatore stesso.
Importo  del bonus “giovani” e “disoccupati” .
• L’importo massimo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono giovani e disoccupati al Sud è fino a 8.060 euro annui ,posto che la durata dell’incentivo Sud 2017 è fissata per un massimo di 12 mesi;

• Si precisa altresì  che l’incentivo per l’anno 2017 è riservato all’assunzione di giovani e disoccupati, nello specifico alle seguenti categorie di svantaggiati :

• i giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni;

• disoccupati   con almeno 25 anni, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Per ambedue le categorie, si prevede che non debbano aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro richiedente l’incentivo.
.

Il decreto, all’articolo 2 fa una importante premessa: sono incentivate le assunzioni al SUD di persone disoccupate, facendo preciso riferimento all’art. 19 del Decreto Legislativo n 150 del 2015, che è il Decreto del Jobs Act che disciplina le politiche attive, compreso l’istituzione dell’ANPAL. L’art. 19 richiamato, disciplina in modo inequivocabile lo “Stato di disoccupazione” e prevede che “sono considerati disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al portale nazionale delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego”.

Per quanto sopra sulla base di quanto disposto dal Decreto dell’Anpal, il giovane under 24 anni che potrebbe essere destinatario dell’Incentivo occupazione SUD, deve essere iscritto al portale nazionale quindi in stato di disoccupazione, e concordare il percorso con il CPI senza che sia necessaria alcuna anzianità. In sostanza, i lavoratori under 24 anni possono essere assunti senza il requisito dell’essere “privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”,

. Se invece sono passati almeno sei mesi dal precedente rapporto di lavoro tra le parti, l’incentivo spetta. In questo caso la Scheda Anagrafico Professsionale del CPI, potrà aiutare  in specie se l’assunzione è a scopo di somministrazione di lavoro

Viceversa, nel caso di lavoratori con almeno 25 anni, oltre a quanto sopra, occorre invece uno stato di disoccupazione certificato dal Centro per l’Impiego dal quale risulta lo status di “lavoratore privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”.

-Ma quali sono i lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi?

Il Decreto che istituisce l’Incentivo occupazione SUD” richiama i principi del Decreto ministeriale del 20 marzo 2013, che definisce “chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi” come “coloro che negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione”.

Ci si riferisce a coloro che negli ultimi sei mesi rispetto alla data di assunzione non sono titolari di un rapporto di lavoro subordinato di durata pari o superiore a sei mesi. Occorre collocarsi all’interno degli ultimi sei mesi prima dell’assunzione e verificare che l’assumendo non si a titolare di un negozio giuridico lavoristico pari o superiore ai sei mesi. (ciò è certificato dal Centro per l’Impiego attraverso la Scheda Anagrafico Professionale).

Lo status di lavoratore privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi sussiste anche quando il lavoratore ha svolto lavoro autonomo o parasubordinato (quindi contratti a progetto o contratti di collaborazione coordinata e continuativa) dai quali il reddito annuale minimo personale è un reddito inferiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale. Nel caso del lavoro autonomo tale limite è 4.800 euro annui,che  sale ad € 8145 nel caso di lavoro parasubordinato.

Un’ultima considerazione concerne la parte del Decreto in cui si norma che, fatte salve le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine, i lavoratori interessati (sia under 24 che over 25 secondo i requisiti sopra descritti) “non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro”. Come dire, anche, che è plasubile assumere lavoratori con Incentivo occupazione SUD 2017 già utilizzati dal medesimo datore di lavoro ma solo dopo 6 mesi di stop. Regola semplicistica per gli under 25. Viceversa, con l’aggravante, però, che per i lavoratori di età pari o superiore a 25 anni, come abbiamo visto, per essere assunti dallo stesso datore di lavoro, deve sussistere sia il requisito del periodo “privo di impiego regolarmente retribuito da sei mesi” che il requisito di “non aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro”. Ciò significa, altresì, che tra le parti negoziali (assumendo e datore di lavoro richedente l’incentivo) qualora ci sia un periodo di sei mesi nel quale il lavoratore ha avuto un rapporto con il datore di lavoro richiedente; piuttosto che all’interno dei sei mesi antecendenti l’assunzione incentivata, l’assumendo abbia avuto rapporti regolarmente retribuiti, di lavoro subordinato di durata pari o superiore a sei mesi ovvero rapporti di lavoro autonomo o parasubordinato, non con quel datore di lavoro ma con altri: in tal casi sarà possibile assumere tale lavoratore al termine dei sei mesi.

 

-Quando e quanto spetta di bonus “giovani” e “disoccupati ” Sud 2017.
Il quando è legato in primis alla Tipologia contrattuale.
I rapporti incentivati sono il tempo indeterminato anche a scopo di somministrazione.
L’apprendistato professionalizzante e non in generale. Manca la dicitura anche a scopo di somministrazione ma non si intravedono motivi ostativi alla pretesa. C’è da sottolineare che il Decreto estendendo il diritto all’incentivo anche ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, comprende anche il contratto previsto per i lavoratori con età superiore a 30 anni, il cosiddetto apprendistato professionalizzante per lavoratori in disoccupazione, ossia lavoratori di qualsiasi età beneficiari  di trattamenti di disoccupazione (Naspi ex Aspi e Mini Aspi, Asdi e DIS-COLL), previsti dal Jobs Act.

L’incentivo è dovuto anche in caso di traformazione da tempo determinato a tempo indeterminato. Il decreto precisa che solo in caso di trasformazione, non è necessario il requisito che il lavoratore “non deve aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo.
In caso di tempo parziale il massimale di 8060 euro annui si riproporziona. Rientra tra gli incentivi anche il rapporto di lavoro subordinato del socio lavoratore di cooperativa ma ne sono esclusi i rapporti domestici ed il lavoro accessorio.
Il “quantum”.
Per i datori di lavoro del Mezzogiorno che assumono giovani e disoccupati spetta un bonus assunzioni fino a 8.060 euro. Si tratta sostanzialmente dello stesso input riservato ai datori di lavoro nel vecchio esonero contributivo al 100% previsto per le assunzioni effettuate dalla legge di stabilita n.190/14  nel 2015. Ma questa volta si tratta di un solo anno di incentivi, quindi di 8.060 euro annui, per un anno e non per tre anni.

Al datore di lavoro non competano però 8.060 euro di sconto a prescindere, ma sarà uno sconto totale (100%) sui contributi da versare nel limite massimo di 8.060 euro annui. Ciò vuol dire che l’effettivo risparmio sui contributi previdenziali va calcolato prendendo a riferimento la retribuzione imponibile previdenziale nel primo anno di rapporto di lavoro.

Dal lordo va decifrato uno sconto sui contributi previdenziali, pari alla quota a carico del datore di lavoro, quindi esclusa l’aliquota a carico del lavoratore. L’incentivo potrà essere mensilmente portato a conguaglio nella denuncia contributiva uniemens individuale.
Incumulabilità
L’art. 8 del Decreto contiene una norma che stabilisce la non cumulabilità con altri incentivi dell’incentivo occupazione SUD 2017. ,stabilendo i9nfatti    che l’incentivo “non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva”. Cio’ vale a  differenza di alcune norme che hanno nel tempo stimolato l’occupazione di giovani, come ad esempio il Bonus occupazionale di Garanzia Giovani, che è cumulabile con l’esonero contributivo (almeno fino al 2016), l’incentivo occupazione SUD 2017, che ricordiamo è un incentivo del 100% sui contributi fino a 8.060 euro annui, non è cumulabile con incentivi di natura sia selettiva che non.

Ne deriva che l’intervento non sia cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive ovvero con le misura di natura economica, quali a titolo esemplificativo: l’incentivo per l’assunzione di lavoratori disabili; l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori (se sarà rifinanziato in quanto ora i fondi sono terminati); l’incentivo all’assunzione di lavoratori in Naspi pari al 20% dell’indennità residua; il bonus occupazione di Garanzia Giovani o altri incentivi previsti dal programma;l’incentivo per l’assunzione di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e residenti in aree svantaggiate o occupate in particolari professioni o settori di attività; gli over 50.
La non cumulabilità con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive secondo le prime espressioni dottrinali potrà travolgere anche la contribuzione dell’ apprendistato.

In sostanza dato il sottoinquadramento di due livelli dell’apprendistato si potrebbe giungere a dover scegliere tra il bonus di 8060 euro per un anno e poi andare a contribuzione piena (o forse dal secondo anno riprendere la contribuzione agevolata dell’apprendistato), e la contribuzione agevolata degli apprendisti per tre anni.
Rispetto e contrariamente a quanto presentato  tale incentivo non risulta assolutamente cumulabile con altri incentivi di natura economica e contributiva.

Incentivo ed   aiuti di Stato.
L’incentivo è considerato aiuto di stato perché specifico per determinati soggetti e per area geografica.

Quindi può essere goduto nel rispetto del de minimis. Qualora, si vada oltre il limite del regime del de minimis, l’assunzione deve comportare un incremento netto occupazionale. La condizione dell’incremento netto occupazionale non si applica laddove nei 12 mesi antecedenti l’assunzione incentivata, si è verificata una riduzione del personale per effetto di dimissioni, invalidità, pensionamento per raggiunto limiti di età, licenziamento per giusta causa, riduzione volontaria dell’orario di lavoro (scelta part time).

Si rileva che l’incremento netto occupazionale secondo la scarsa prassi amministrativa previdenziale, in caso dì sommistrazione a tempo indeterminato (per il tempo indeterminato e per l’apprendistato) gravi sull’Apl mentre il superamento o meno del de minimis grava sull’utilizzatore. Per quanto poc’anzi detto, servirebbe in tale sede un intervento per ribaltare tutto sull’utilizzatore effettivo fruitore dell’incentivo.
Domanda per incentivo occupazione SUD 2017 (art 9)

-Il meccanismo di domanda dell’incentivo

Risulta  simile a quello previsto per il bonus occupazionale di Garanzia Giovani. I datori di lavoro dovranno inoltrare un’istanza preventiva di ammissione all’Inps in via telematica, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare. L’Inps verifica la disponibilità residue delle risorse e , in caso di disponibilità, risponde con una comunicazione nella quale viene confermato che è stato prenotato in favore del datore di lavoro richiedente l’importo dell’incentivo.

In caso di part-time la risorsa economica prenotata sarà proporzionalmente ridotta in funzione della riduzione dell’orario di lavoro.

Dopo di che, il datore di lavoro entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione dell’Inps, per accedere all’incentivo, deve effettuare l’assunzione, se non l’ha ancora fatto.

Entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione dell’Inps, a pena di decadenza, il datore di lavoro ha l’onere di comunicare l’avvenuta assunzione (quindi indicando gli estremi dell’unilav assunzione od unisomm), chiedendo conferma della prenotazione effettuata in suo favore.
All’art 10 del decreto , per quanto riguarda l’importo del beneficio prenotato dall’Inps,  si  precisa che l’ente previdenziale assegna le risorse sulla base di una valutazione ex ante del costo legato ad ogni assunzione agevolataIl beneficio è comunque assegnato dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione dell’istanza preliminare.

E per le assunzioni che avvengono prima che l’Inps renda  disponibile il modulo telematico dell’istanza preliminare, il beneficio seguirà l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione.

 

b) INCENTIVO PREVISTO DA LEGGE BILANCIO 2017

Lo sgravio  contributivo  di cui al titolo  è previsto e finanziato   dalla  legge di bilancio 2017 ,il cui testo , gia’ approvato da  Camera e Senato,come detto, risulta riportato  a margine ,prevedendo  in breve quanto segue .

 E’ riconoosciuto  l’esonero contributivo totale per i datori di lavoro  in nordinme alle  assunzioni di studenti che abbiano svolto attività di alternanza scuola o a conclusione di un periodo di apprendistato di primo e terzo livello presso il datore di lavoro. Significative però le differenze rispetto al passato:

– Il massimale annuo previsto è di 3.250 euro rispetto ai precedenti 8.060 euro.

– Le assunzioni agevolate;sono quelle effettuate nel biennio 2017/2018 e il diritto all’agevolazione non è automatico, ma subordinato alla presentazione  di apposita domanda all’INPS.

 L’incentivo  prevede l’esonero totale triennale dei contributi INPS relativamente alle assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato, con esclusione dei contratti di lavoro domestico e quelli relativi agli operai del settore agricolo, effettuate entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio ovvero dalla conclusione del periodo di apprendistato con esclusione di quello professionalizzante.
Tuttavia tale incentivo  presenta importanti differenze.
Intanto il massimale annuo è di 3.250 euro mentre, relativamente alle assunzioni effettuate ai sensi del comma 118 dell’articolo 1 della legge n. 190/2014, era di 8.060 euro.
Le assunzioni agevolate sono quelle effettuate nel biennio 2017/2018 ovvero quelle decorrenti dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2018 e, come anticipato, riguarderanno anche i contratti di apprendistato a tempo indeterminato, anzi proprio tali tipologie di contratto sono tra quelli su cui il legislatore intende puntare per favorirne la stipulazione.
Il diritto all’agevolazione non è tuttavia automatico in quanto è necessario che i datori di lavoro presentino apposita domanda all’INPS; anche questo aspetto rappresenta un elemento distintivo rispetto alle precedenti misure di esonero previste nelle due precedenti leggi di bilancio.
E’, infatti, previsto che il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di spesa di 7,4 milioni di euro per l’anno 2017, di 40,8 milioni di euro per l’anno 2018, di 86,9 milioni di euro per l’anno 2019, di 84,0 milioni di euro per l’anno 2020, di 50,7 milioni di euro per l’anno 2021 e di 4,3 milioni di euro per l’anno 2022. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate ed accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie assegnate, l’INPS non prenderà in esame ulteriori domande dai datori di lavoro

 

 

————————————————————————————————-

 Legge sbilancio 2017 Esonero contributivo per l’alternanza scuola-lavoro

308 Al fine di promuovere forme di

occupazione stabile, ai datori di lavoro

privati, con riferimento alle nuove assun-

zioni con contratto di lavoro a tempo in-

determinato, anche in apprendistato, con

esclusione dei contratti di lavoro domestico

e di quelli relativi agli operai del settore

agricolo, decorrenti dal 1º gennaio 2017 al

31 dicembre 2018, è riconosciuto, per un

periodo massimo di trentasei mesi, ferma

restando l’aliquota di computo delle pre-

stazioni pensionistiche, l’esonero dal versa-

mento dei complessivi contributi previden-

ziali a carico dei datori di lavoro, con

esclusione dei premi e contributi dovuti

all’INAIL, nel limite massimo di un im-

porto di esonero pari a 3.250 euro su base

annua. L’esonero di cui al presente comma

spetta, a domanda e alle condizioni di cui

al comma

309

del presente articolo, ai

datori di lavoro che assumono a tempo

indeterminato, secondo quanto stabilito al

primo periodo del presente comma, entro

sei mesi dall’acquisizione del titolo di stu-

dio, studenti che hanno svolto presso il

medesimo datore di lavoro attività di alter-

nanza scuola-lavoro pari almeno al 30 per

cento delle ore di alternanza previste ai

sensi dell’articolo 1, comma 33, della legge

13 luglio 2015, n. 107, ovvero pari almeno

al 30 per cento del monte ore previsto per

le attività di alternanza all’interno dei per-

corsi erogati ai sensi del capo III del de-

creto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,

ovvero pari almeno al 30 per cento del

monte ore previsto per le attività di alter-

nanza realizzata nell’ambito dei percorsi di

cui al capo II del decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008,

pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale

  1. 86

dell’11 aprile 2008, ovvero pari almeno al

30 per cento del monte ore previsto dai

rispettivi ordinamenti per le attività di al-

ternanza nei percorsi universitari. L’eso-

nero di cui al primo periodo del presente

comma si applica inoltre ai datori di lavoro

che assumono a tempo indeterminato, se-

condo quanto stabilito al medesimo primo

periodo, entro sei mesi dall’acquisizione

del titolo di studio, studenti che hanno

svolto, presso il medesimo datore di lavoro,

periodi di apprendistato per la qualifica e

il diploma professionale, il diploma di

istruzione secondaria superiore, il certifi-

cato di specializzazione tecnica superiore o

periodi di apprendistato in alta forma-

zione. L’INPS provvede, con le risorse

umane, strumentali e finanziarie disponi-

bili a legislazione vigente, anche ai fini di

cui al comma309del presente articolo, al

monitoraggio del numero di contratti in-

centivati ai sensi del presente comma e

delle conseguenti minori entrate contribu-

tive, inviando relazioni mensili al Ministero

del lavoro e delle politiche sociali e al

Ministero dell’economia e delle finanze

 

309.

Il beneficio contributivo di cui al

comma 308

è riconosciuto nel limite mas-

simo di spesa di 7,4 milioni di euro per

l’anno 2017, di 40,8 milioni di euro per

l’anno 2018, di 86,9 milioni di euro per

l’anno 2019, di 84 milioni di euro per

l’anno 2020, di 50,7 milioni di euro per

l’anno 2021 e di 4,3 milioni di euro per

l’anno 2022. Qualora dal monitoraggio

delle domande presentate e accolte emerga

il verificarsi di scostamenti, anche in via

prospettica, del numero di domande ri-

spetto alle risorse finanziarie determinate

ai sensi del primo periodo del presente

comma, l’INPS non prende in esame ulte-

riori domande per l’accesso al beneficio di

cui al comma 308

.

310.Entro il 31 dicembre 2018 il Go-verno verifica i risultati

del beneficio di cuiai commi308 e 309, al fine di una sua

eventuale prosecuzione.

  1. Il secondo periodo del comma 39

dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015,

  1. 107, è sostituito dal seguente: « Le ri-

sorse sono ripartite tra le istituzioni sco-

lastiche del sistema nazionale di istru-

zione. »

 

  1. 312. All’articolo 1 della legge 27 dicembre2006, n. 296,

dopo il comma 616-bis èinserito il seguente:

 

«616ter. Il Ministero dell’istruzione,

dell’università e della ricerca, relativa-

mente al programma operativo nazionale

“Per la Scuola – competenze e ambienti

per l’apprendimento” del periodo di pro-

grammazione 2014/2020, può condurre le

verifiche di cui all’articolo 125, paragrafo 5,

del regolamento (UE) n. 1303/2013 del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 17

dicembre 2013, avvalendosi dei revisori dei

conti di cui al comma 616 del presente

articolo, rispettando il principio della se-

parazione delle funzioni previsto dalla nor-

mativa dell’Unione europea che disciplina

l’intervento dei Fondi strutturali ».

 

  1. Nel programma operativo nazio-

nale « Per la scuola – competenze e am-

bienti per l’apprendimento », relativo al

periodo di programmazione 2014/2020, di

cui alla decisione della Commissione euro-

pea n. 9952 del 17 dicembre 2014, per

« istituzioni scolastiche » si intendono tutte

le istituzioni scolastiche che costituiscono

il sistema nazionale di istruzione, ai sensi

dell’articolo 1, comma 1, della legge 10

marzo 2000, n. 62

 

 

LEGGE BILANCIO 2017;SALTANO PENALIZZAZIONI PENSIONI ANTICIPATE

12/12/2016

Le penalizzazioni sul trattamento di pensione anticipata, previste dall’avicolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto legge 201/2011 nei confronti dei lavoratori che vanno in pensione con una età anagrafica inferiore a 62 anni (riduzione del trattamento di pensione dell’1 per cento per ciascuno dei due anni inferiore ai 62 anni di età e del 2 per cento per ciascun anno inferiore a 60), non solo continueranno a non essere applicate ancora per tutto il 2017, come prevede l’articolo 1, comma 113 della legge 190/2014, ma a partire dal 1 gennaio 2018 non troveranno più applicazione in nessun caso di pensionamento anticipato. E quanto dispone il comma 194 dell’articolo 1 del disegno di legge di stabilità 2017 nel testo approvato in prima lettura dall’aula di Montecitorio. Non si prevedono modifiche da parte dei senatori anche perché la ratio che era stata alla base dell’introduzione delle penalizzazioni, frenare i pensionamenti anticipati rispetto ai nuovi requisiti di accesso introdotti dalla riforma Fornero, è di fatto venuta meno per effetto delle numerose deroghe apportate ai requisiti anagrafici e contributivi richiesti dal decreto legge 201/2011.

PILLOLE GIURISPRUDENZA LAVORO

12/12/2016

CORTE DI APPELLO VENEZIA – Ordinanza 14 luglio 2016

 Lavoro – Trattamenti retributivi e contributivi dovuti ai lavoratori – Contratto di subfornitura – Mancata estensione della responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore prevista con riferimento al contratto di appalto di opere e servizi – Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30), art. 29, comma 2

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 dicembre 2016, n. 24972

 Licenziamento – Cessazione attività – Appalto di servizi – Trasferimento ex art. 2112 cc

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 dicembre 2016, n. 51897

 Lavoro – Apparecchiature di controllo – Esigenze organizzative e produttive – Divieto esplicito di controlli a distanza – Art. 4, L. n. 300/1970

 
 
 
 

Licenziamento – Per giustificato motivo soggettivo – Inosservanza dell’orario di lavoro – Contestazioni plurime

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 dicembre 2016, n. 25201

Licenziamento – Per giustificato motivo oggettivo – Esigenze aziendali – Onere probatorio – Effettività della riorganizzazione