ANCORA A PROPOSITO ABOLIZIONE INDENNITA’ DI MOBILITA’

Come e’  risaputo , a partire dal 1° gennaio del 2017 ,L’ istituto previdenziale della mobilita’  cessera’ di essere operativOil che comporterta’     un  significatiovo  colpo  a carico  dei lavoratori subordinati, ma anche dei datori di lavoro, i quali non potranno più beneficiare degli sgravi previsti dalla legge 23 luglio 1991, n. 223 (riduzione del contributo previdenziale in misura pari a quella prevista per gli apprendisti in ipotesi di assunzione di lavoratori a tempo determinato ed indeterminato di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità)

E’ vero che , i lavoratori saranno comunque salvaguardati dalla NASPI, ma l’entità della nuova tutela  appare   del tutto inadeguata a confronto della  precedente.

Il 31 dicembre 2016 segnerà l’abolizione pure delle “liste di mobilità”, che costituiscono il presupposto per la corresponsione della relativa indennita’.,

Nel rinviare per quanto concerne l’abolizione  di tali liste  al  post  pubblicato su questo BLOG il 23 scorso,di seguito ‘ intende soffermare l’attenzione in particolare sugli aspetti concernenti l’abrogazione delle norme relative alla regolamentazione dell’indennita’ di mobilita’.

Trattandosi di indennita’ di disoccupazione involontaria, per ottenerla , il lavoratore deve presentare  apposita  richiesta  all’INPS, esclusivamente per via telematica, a pena di decadenza, entro 68 giorni dalla data del licenziamento.

Tuttavia ,si ritiene opportuno rimarcare  che tale incombenza deve trovarebv modo di essere adempiuta prima dello spirare di detto termine,  considerando ,peraltro , che la prestazione decorre a partire dall’ottavo giorno successivo alla data del licenziamento, qualora l’istanza sia presentata entro tale data,posto che ,in caso contrario, il trattamento previdenziale in parola verra’ corrisposta dal quinto giorno successivo alla data di presentazione della domanda,  a condizione  che ciò avvenga entro il sessantottesimo giorno dalla data del licenziamento.

Si aggiunge che in caso di fruizione dell’indennità per mancato preavviso, il lavoratore può presentare la domanda entro 68 giorni dalla scadenza di detta indennità e ,se la domanda sia presentata entro l’ottavo giorno dalla scadenza dell’indennità per mancato preavviso,la prestazione decorrerà, anche in questo caso, dall’ottavo giorno.

Invece ,qualora la presentazione  abbia  luogo oltre l’ottavo giorno dal  termine  dell’indennità di preavviso, la prestazione decorrerà dal quinto giorno successivo a quello di presentazione della stessa.

Si avverte che  nel caso in cui l’ultimo giorno utile per la presentazione della domanda (il sessantottesimo) venga a cadere in un giorno festivo, il termine è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Il  termine di 68 giorni riveste natura decadenziale, e quindi non è soggetto agli istituti della sospensione e dell’interruzione previsti, invece, per la prescrizione,:

Pertanto , le domande presentate oltre tale termine dovrebbero essere in linea di principio respinte,salvo la previsione di una prassi amministrativa adottata dell’INPS con la circolare  n. 53159 Obg del 23 settembre 1953  . (e tuttora vigente),èer cui il termine  predetto può subire slittamenti in alcuni casi particolari.

Si termina  evidenziando  l’opportunita’ che , in mancanza ,allo stato ,di specifiche indicazioni   degli organi istituzionali competenti (MLPS  ed  INPS)  , da parte degli stessi  sia   chiarito  se il termine piu’ volte citato resta utilizzabile  anche  da   chi  , essendo licenziato entro  il 30 dicembre 2016 ed iscrivibile in lista di mobilita’ dal giorno successivo  ,,presenti istanza  per l’indennita’ di mobilita’ entro 68 giorni dal licenziamento ,  malgrado  che , a far data dall’1.1.2017, cessano di essere operative ed applicabili le norme riguardanti  le liste  e l’indennita’ di mobilita’.

Nel frattempo si esprime il parere che  il licenziamento ,l’iscrizione in lista di mobilita’ la richiesta dell’indennità di mobilita’ e la liquidazione della stessa,nel rispetto dei periodi di franchigia previsti dalle sisposizoni legislative ed amministrative in merito, dovranno avere decorrenza  non oltre il 31.12.2016  ed  in conformita’ dovranno essere   realizzati i relativi adempimenti  spettanti ai datori di lavoro ,ai lavoratori ed alle rappresentanze sindacali nell’esercizio delle rispettive incombenze .

 

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