A PROPOSITO ABOLIZIONE INDENNITA’ MOBILITA’ DALL’1.1.2017

“L’art.2 ,comma 71 ,della legge n.92/2012,dispone quanto segue:

"71. A decorrere dal 1° gennaio  2017,  sono  abrogate  le  seguenti
disposizioni della legge n.223/91:
  
  a) articolo 5,( (relativo ai Criteri di scelta dei lavoratori ed oneri a carico delle imprese),commi 4, 5 e 6:

b) articoli  6 (relativo Lista di mobilità e compiti della Commissione regionale per l’impiego)

. , 7(relativo  Indennita’ di mobilita’), ed 8 (relativo Collocamento dei lavoratori in mobilità e 9 (relativo Cancellazione del lavoratore dalla lista di mobilità;

c) articolo 10, comma 2, (relativo Norme in materia di integrazione salariale per i lavoratori del settore dell’edilizia);

d) articolo 16, commi da 1 a 3,(relativo Indennità di mobilità per i lavoratori disoccupati in

conseguenza di licenziamento per riduzione di personale);
e) articolo 25, comma 9,  (relativo alla riduzione per asunzioni lavoratori iscritti lista mobilita?
  f) articolo 3, commi 3 e 4, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451; g) articoli da 9 a 19 della legge 6 agosto 1975, n. 427.
   Cio’ che non   cambia,  invece ,  in materia di  licenziamento collettivo ,  è  l’obbligo di avvio della procedura sindacale e amministrativa,  nel rispetto dei  i tempi e delle modalità  di cui   alla citata  legge 223/91.

Quanto detto vale sia per imprese ammesse al trattamento straordinario di  cigs – che ritengano di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative –  che per  quelle    occupanti più di quindici dipendenti (compresi i dirigenti) e che, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell’arco di 120 giorni.

Per le procedure di mobilità che non  pervengano a  conclusione   con il licenziamento prima del  31 dicembre 2016,  vengono meno alcuni oneri e formalità.,nel senso che  non si dovrà più effettuare il versamento  anticipato  della mensilita’ dell’indennità di ‘avvenuto mobilita’ ,né    dovrà darsi più  conto, nella lettera di avvio della procedura, dell’intervenuto   versamento

Inoltre ,vengono meno gli incentivi   sulla misura  del contributo dovuto  a  seguito all’accordo con le organizzazioni sindacali.

Al contrario il datore dovrà versare il ticket di licenziamento di cui alla legge 92/12 , poiché viene meno la specifica esenzione ,come da previsione dell’articolo 2,comma 33 della citata legge 92/2012

In ordine  agli elementi fondamentali dell’avvicendamento   normativo  ,si richiama la Circolare n. 2 /2013,  con cvui   l’Inps   ha  chiarito gli elementi essenziali degli effetti del medesimo  , precisando che per fruire dell’indennita’ di  mobilità il licenziamento deve perfezionarsi entro il 31 dicembre 2016  ,sottolineando che  in caso di procedure di licenziamento collettivo, ai fini del regime applicabile,  va  verificata  , non gia’  la data di avvio della procedura, bensì quella  di licenziamento.

Oltre che le norme della legge 223/91 relative all’indennita’ di  mobilità,  verranno meno :

a)l’articolo 11, comma 2 della legge 223/91(trattamento per i lavoratori adibiti al completamento di impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni del settore edile);

b) l’articolo 3, commi 3 e 4, del Dl 299/94 (trattamento speciale per licenziamento collettivo in edilizia al termine di un programma di trattamento straordinario di integrazione salariale)

c)  le disposizioni degli articoli da 9 a 19 della legge 427/75 (regime speciale per impiegati e operai nel settore edile in caso di disoccupazione).

Riguardo all’Aspi, però, l’Inps, nella fase transitoria, nel caso in cui il lavoratore risultasse titolare del trattamento speciale per l’edilizia, in caso di possesso del requisito delle 52 settimane di contribuzione, aveva riconosciuto la facoltà di scelta del regime di maggior vantaggio, come anche la facoltà di scelta della mini-Aspi, in alternativa alla disoccupazione speciale.

Oggi, per il regime speciale dell’edilizia, questo non sembrerebbe più possibile in riferimento ai licenziamenti collettivi (nota Inps 7509/2015). L’Inps, inoltre, con la circolare 142/2015 ha chiarito che, sussistendo i requisiti di accesso alla mobilità, ancorché nel regime transitorio, non sarà possibile optare per la Naspi.

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