A PROPOSITO IMPIEGO IN ATTIVITA’ LSU PERCETTORI TRATTAMENTI PREVIDENZIALI

Riguardo all’impiego nelle attivita’ dei  lavori socialmente utili  dei percettori di trattamenti previdenziali di sostegno al reddito,anzitutto si segnala che ,al momento ,l’ordinamento giuridico  statale     registra  la presenza di    due  Vigenti fonti legislative    ,ossia:
a) gli artt 7 ed 8 del decreto legvo n.468/97;
b) gli artt.26 e 34 del dec.legvo n.150/2015
Circa il contenuto di tali disposizioni, si chiarisce che    :

a) gli artt..7 e 8  concernono  l’utilizzo diretto dei lavoratori titolari “del trattamento straordinario di integrazione salariale, del trattamento di indennita’ di mobilita’ e di altro trattamento  speciale di   disoccupazione”,   residenti nel comune o nell’area  dei Centri Impiego    ove si svolge la prestazione ,mentre l’art.8 regolamenta  le modalita’ di impiego dei predetti lavoratori nelle attivita’ degli  lsu;
b)Invece :
– l’art.26 ,al comma 12  ,dispone  ,che ” Gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 1° dicembre
1997, n. 468, si applicano ai soli progetti di attivita’ e lavori socialmente utili in corso alla
data di entrata in vigore del presente decreto.;“
-l’art.34   prevede  al comma 1 ,lettera  m) , che” tra le norme abrogate,  a far  data dal 24.9.2015,
rientrano anche quelle del   dec.legvo n.468/97, riguardante la ” Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili” ,     precisando ,peraltro , che gli articoli 7 e 8 del   suddetto  provvedimento,continuano a  trovano applicazione ,ma   soltanto ai progetti di attivita’ dei  lavori socialmente utili in corso alla   data  del 24 settembre 2015″.
In riferimento alle previsioni delle richiamate disposizioni contenute nel     dec.legvo n.150/15 ,
poiché   da parte delle pubbliche amministrazioni interessate   si e’ temuto di dover subire il blocco  sia    del  rinnovo alla loro scadenza  dei contratti lsu in corso  ,sia  l’avvio di nuovi progetti ,   rischiando   di non poter    dar corso ( soprattutto   nei comuni)    a servizi  importanti ,come quelli delle pulizie  nelle   scuole, della gestione delle biblioteche o degli uffici comunali ,    non di rado     garantiti soltanto  con  le attivita’  degli lsu.
 Tale  rischio  pero’è venuto meno  ad opera  della   conversione   del  dec.legge n.154/2015
in legge n.189/2015 ,publicata sulla G.U.n.279 del 30.11.2015 ed entrata in vigiore dall’1.12.2015 ,
che ha reso  operativo l’art.1 bis   , che  stabilisce :”Allo scopo di consentire alle
amministrazioni pubbliche  di  cuiall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.165, e successive modificazioni,  la  continuita’  nello  svolgimento delle attivita’ di pubblica utilita’ di cui agli articoli 7 e  8  delm decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, all’articolo 26,  comma12, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, le parole: «incorso alla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto»  sono sostituite dalle seguenti: «che hanno avuto inizio prima  della  data di adozione della convenzione quadro di cui al comma 2»,ricordando che  ,sua volta ,detto comma 2  recita:
” Allo scopo di dar corso alle attivita’che  permettano il mantenimento  e  lo  sviluppo  delle competenze acquisite, i lavoratori  che  fruiscono  di  strumenti  di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro possono essere chiamati a svolgere attivita’ a fini di pubblica utilita’ a beneficio della comunita’ territoriale di appartenenza, sotto la  direzione  ed il coordinamento di amministrazioni pubbliche di cui all’articolo  1,comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nel territorio  del comune ove siano residenti. ,   le regioni e province autonome stipulano, con le amministrazioni  pubbliche predette operanti sul territorio, specifiche  convenzioni,  sulla  base  della convenzione quadro predisposta dall’ANPAL-Agenzia Nazionale Politiche Attive”.
Pertanto  ,pur  evidenziando  che  con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 maggio 2016, n. 108  risulta approvato il “Regolamento   relativo allo  Statuto dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.,che,publicato in GU Serie Generale n.143 del 21-6-2016 ,  e’   in vigore  dal 22/06/2016  ,si rimarca che    manca a tuttora     l’apposita convenzione- quadro,che,predisposta dall’ANPL ,  consentira’ alle regioni e province autonome di stipulare  accordi con le pubbliche amministrazioni operanti sul territorio dei comuni  interessati a  svolgere attivita’di pubblica utilita’ impegnando  i lavoratori   fruitori di  strumenti  di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro
Pertanto ,  in  assenza della convenzione quadro dell’ANPAL e  della stipula dei suddetti accordi tra Regioni e province autonome  con le pp.aa. operanti sui territori dei comuni interessati  a  svolgere attivita’di pubblica utilita’ impegnando  i lavoratori   fruitori di  strumenti  di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro , per le   attività di  lsu si continuera’ ad operare   transitoriamente come da regolamentazione precedente all’art.26, comma 12 ,del dec.legvo n.150/15  , ossia applicando      gli  artt.7 ed 8 dec.legvo  n.468 /97 ,consentendo così   dopo il 24.9.2015 alle  pp.aa.interessate sia di continuare ,anche  mediante proroga,  l’utilizzo  dei lavoratori coinvolti in progetti in essere, sia  di    richiedere  ed ottenere  l’assegnazione di nuovi   lavoratori .

 Resta inteso che nel  predetto  periodo   transitorio ,in cui appunto  continuera’

l’ applicazione degli artt.7 e 8 del decreto legvo 468/97 ,l’impiego diretto da parte delle pubbliche amministrazione  ed in  particolare da parte dei   comuni, potra’ interessare, giusta  l’esplicita previsione dei  richiamati   articoli  , i lavoratori,titolari del trattamento straordinario di integrazione salariale, del trattamento di indennita’ di mobilita’ e di altro trattamento speciale di disoccupazione  ,che risultano residenti nel comune o nell’area  dei singoli Centri Impiego   ove si svolge la prestazione per le attivita’ di lsu.

Decorso il periodo transitorio  ,   dopo che sara stata predisposta da parte   dell’ANPAL

l’apposita convenzione- quadro di cui al dec.legvo    150/15 ,laddove     regioni e province autonome  stipulino specifi accordi in merito con le pp.aa.  operanti sul territorio dei comuni  interessati a  svolgere attivita’di pubblica utilita’ con  l’impiego di  fruitori   di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro ,trovera’ applicazione  l’art.26 del citato d.lvo 150/5o,    che dispone quanto segue:

a) nel  comma 1:
“Allo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro per la riduzione di orario connessa all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa che sia superiore al 50 per cento  ,per integrazione   guadagni , contratto di solidarieta’ o intervento ei fondi di solidarieta’ , calcolato in un periodo di dodicimesi, possono essere chiamati a svolgere attivita’di pubblica utilita’ a beneficio della comunita’ territoriale di appartenenza, sotto la direzione ed il coordinamento di amministrazioni pubbliche   di cui all’articolo 1,comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nel territorio del comune ove siano residenti”.;
b) nel comma 5:
Le convenzioni di cui al comma 2 possono prevedere l’adibizione alle attivita’ di cui al comma 1,
da parte di lavoratori disoccupati, con piu’ di sessanta anni, che non abbiano ancora maturato il
diritto al pensionamento di vecchiaia o anticipato. I lavoratori di cui al presente comma, utilizzati
in attivita’ di cui al comma 1, non possono eccedere l’orario di lavoro di 20 ore settimanali e ad essi compete un importo mensile pari all’assegno sociale, eventualmente riproporzionato in caso di orario di lavoro inferiore alle 20 ore settimanali. Tale assegno e’ erogato dall’INPS ,  previa certificazione delle presenze secondo le modalita’ fissate dall’INPS a cura dell’ente utilizzatore e per esso trovano applicazione, in quanto non diversamente disposto, le disposizioni in materia di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.-NASPI ,  gli onri restano a carico delle amministrazioni regionali e delle province autonome stipulanti.”
 Sembra  il caso di  far notare  che, mentre nel periodo transitorio, ontinuando ad operare gli artt.7 ed 8 del decreto legvo n.468/97, i lavoratori impiegabili nelle attività dei lsu sono i  fruitori di cigs,mobilita’ ed altro trattamento speciale di disoccupazione , invece quando  sara’ operativo l’art.26 del dec.legvo 150/15  ,sono impiegabili negli lsu nuove  categorie di soggetti, cosi  come individuati dallo  stesso art.26  nei commi 1 e 5,ossia :
-Comma 1:
"1. Allo scopo di permettere il mantenimento  e  lo  sviluppo  delle
competenze acquisite, i lavoratori  che  fruiscono  di  strumenti  di
sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro possono essere
chiamati a svolgere attivita' a fini di pubblica utilita' a beneficio
della comunita' territoriale di appartenenza, sotto la  direzione  ed
il coordinamento di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo  1,
comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nel territorio  del
comune ove siano residenti. "

-Comma 5:
"5. Le convenzioni di cui al comma 2 possono prevedere  l'adibizione
alle attivita' di cui al comma 1, da parte di lavoratori disoccupati,
con piu' di sessanta anni, che non abbiano ancora maturato il diritto
al pensionamento di vecchiaia o anticipato. I lavoratori  di  cui  al
presente comma, utilizzati in  attivita'  di  cui  al  comma  1,  non
possono eccedere l'orario di lavoro di 20 ore settimanali e  ad  essi
compete un importo mensile pari  all'assegno  sociale,  eventualmente
riproporzionato in caso di orario di lavoro  inferiore  alle  20  ore
settimanali. Tale assegno e' erogato dall'INPS previa  certificazione
delle  presenze  secondo  le  modalita'  fissate  dall'INPS  a   cura
dell'ente utilizzatore e per esso trovano applicazione, in quanto non
diversamente  disposto,  le  disposizioni   in   materia   di   Nuova
Assicurazione Sociale per l'Impiego. Gli oneri restano a carico delle
amministrazioni regionali e delle province autonome stipulanti.
Inoltre,  si ritiene confacente  evidenziare che la regolamentazione contenuta  in materia di lsu
  negli art.7 ed 8 del dec.legvo n.468/97 ,non fa cenno alle conseguenze che possono intervenire 
 a carico  di quanti,senza giustificato e  documentato motivo non accettano  l'impiego o non
 frequentano con regolarita'le attivita'degli lsu
Dette conseguenze ,ed in particolare la decadenza dal trattamento previdenziale di cui sono 
beneficiari i lavoratori,in effetti sono regolamentate dall'art.9 del decreto legvo n468/97,
che però , a differenza degli artt.7ed 8 ,insieme a tutti gli altri del provvedimento in questione , 
risulta  abrogato dal 24.9.2015 dal dec.legvo 150/15,e quindi  non e' applicabile.

Si pone allora il problema,con  previsione di risposta  affermativa,se durante il periodo transitorio
 ,ai fruitori di cigs ,siano applicabili le disposioni del dec.legvo 150/15,che,in caso di  mancata
 partecipazione   alle iniziative  di cui all'articolo 26 ,prevedono :
1) la decurtazione di  una  mensilita'  per  la  prima  mancata  partecipazione;
2) la decadenza dalla  prestazione  per  la  ulteriore  mancata presentazione.
 Alla domanda ,si ritiene di potersi dare risposta   affermativa,poiche' i percettori di cigs
 sono inclusi tra i lavoratori  da impiegare negli lsu tanto dal dec.legvo 468/97 ,quanto dal
dec.legvo n.150/15
Invece si esprime l'avviso che non altrettanto positiva  ,in mancanza di diversa indicazione
da parte degli organi istituzionali competenti ,sia  la  risposta se  trattasi   di   percettori
 "di mobilita' e di altro trattamento speciale di disoccupazione" ,previsti dal d.lvo 468/97,
considerato che le disposizioni dell'art .26  dedicato  nel  dec.legvo 150/15  a tale aspetto,
 non  menzionano i predetti  soggetti, percettori "di mobilita' e di altro trattamento speciale
 di disoccupazione" ,tra gli utilizzabili  nelle attività degli lsu
Il che puo'aver determinato o determinare durante il periodo transitorio incertezza applicativa
 rispetto  agli strumenti che  gli organi competenti dei servizi dell'impiego coinvolti  possono assumere per dissuadere quanti ,  avviati nel  periodo transitorio alle attività degli lsu presso le pp.aa. richiedenti , in ottemperanza alla previsione dell'art.7 dec.legvo 468/97, individuati ed avviati come   fruitori di "mobilita' o altro trattamento speciale di disoccupazione ",    non accettano  o frequentino in maniera irregolare le attività di lsu di destinazione.
 La conferma di  quanto sopra   viene  fornita dalle  previsioni del dec.legvo n.150/15 ,che :

a) nell'art.21.
-al comma 1, ferma l'intervenuta stipula della convenzione-quadro dell'ANPAl con regioni e province
 autonome  individua tra i soggetti utilizzabili nelle attivita' di pubblica utilita' soltanto" i
lavoratori  che  fruiscono  di  strumenti  disostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro"
,mentre non prevede i percettori di mobilita'  ;
- nel comma 5    stabilisce che  le   convenzioni  delle regioni e province autonome con le pp.aa.
 possono prevedere  l'adibizione alle attivita' socialmente  utili di lavoratori disoccupati,
con piu' di sessanta anni, che non abbiano ancora maturato il diritto
al pensionamento di vecchiaia o anticipato  ;
                             
b)nell'  art. 22 ,comma 2 ,  stabilisce  che  i lavoratori dipendenti per  i  quali  la  riduzione  di  orario connessa all'attivazione di una procedura di sospensione o  riduzione
dell'attivita' lavorativa per integrazione  salariale,  contratto  di
solidarieta', o intervento dei fondi  di  solidarieta'  ,  sia
superiore al 50 per cento dell'orario  di  lavoro,  calcolato  in  un
periodo di dodici mesi, possono  alle attivita' socialmente utilidi cui all'articolo 26, comma 1,dello stesso dec.legvo 150/15 ,aggiungendo al comma   3.che  con  riferimento ai suddetti lavoratori di cui   si applicano  in caso di  mancata  partecipazione    ovvero alle iniziative  di  cui
all'articolo 26: 
      1) la decurtazione di  una  mensilita'  per  la  prima  mancata
partecipazione; 
      2) la decadenza dalla  prestazione  per  la  ulteriore  mancata
presentazione.
Niente di simile ,invece ,e' previsto per i percettori di mobilita' ,che oltre tutto verra' meno
 dall'1.1.2017 ,venendo sostituita dalla Naspi
  Si ritiene di aggiungere ,a conferma che nei   confronti dei percettori di mobilita' che non
 accettano  durante il  periodo transitorio di temporanea  applicazione degli artt.7 ed 8 del
dec.legvo n.468/97,di partecipare alle attivita' di lsu  o di frequentarle in modo irregolsre  ,i
 servizi impiego hanno le armi spuntate e quinsi non sono in grado di dissuadere tali soggetti
dalla rinuncia e dalla anomalo partecipazione ai lavori di pubblica utilita' sta infine la previsione
dell'art.21b ,comma 7 del dec. legvo n.150/15,secondo cui: 
 “Con riferimento… all’indennita’ di mobilita’, si applicano le seguenti sanzioni:
a) in caso di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero
agli appuntamenti di cui all’articolo 20, commi 1 e 2, lettera d), e di commi 2 e 6 del presente
articolo: 1) la decurtazione di un quarto di una mensilita’, in caso di prima mancata presentazione;
2) la decurtazione di una mensilita’, alla seconda mancata presentazione; 3) la decadenza dalla
prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione; ù
b) in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di
orientamento di cui all’articolo 20, comma 3, lettera a), le medesime conseguenze di cui alla lettera a) del
presente comma 7;
c) in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di cui all
’articolo 20, comma 3, lettera b): 1) la decurtazione di una mensilita’, alla prima mancata
partecipazione; 2) la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di
ulteriore mancata presentazione;
d) in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua di cui all’articolo 20, comma 3,
lettera c), in assenza di giustificato motivo, la decadenza dalla prestazione.
  A sua volta il comma 10. dell’art.21  dispone che “In caso di violazione degli obblighi di cui ai
commi 7 e 8, il centro per l’impiego adotta le relative sanzioni, inviando pronta comunicazione, per
il tramite del sistema informativo di cui all’articolo 13, all’ANPAL ed all’INPS, che emette i
provvedimenti conseguenti e provvede a recuperare le somme indebite eventualmente erogate.
Ma questo non ha niente da vedere con il rifiuto da parte dei percettori di mobilita’
alla partecipazione o allav regolasre frequenza dell’attivita’ lsu nel periodo  transitorio
che precede la  stipula della convenzione quadro  dell’Anpal  con  Regioni e province autonome.

N.B.  Sulla disciplina LPU prevista dal dec.legvo 150/15 ,si rinvia al seguente post:

NUOVA REGOLAMENTAZIONE LSU E LPU SECONDO DEC.LEGVO N.150/2015

 

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