LEGGE STABILITA’2017:PREVISIONI IN MATERIA DI PENSIONE

L’APE (sperimentale per due anni) è l’ anticipo pensionistico per ritirarsi su base volontaria a 63 anni (invece che a 66 anni e 7 mesi).

Il lavoratore riceve dall’INPS un prestito, da restituire in 20 anni quando si matura la pensione. Il trattamento è finanziato dalla banca (scelta del lavoratore), con cui è obbligatorio stipulare un’assicurazione (anche la compagnia si può scegliere) contro il rischio di morte prima della restituzione (premorienza), così da tutelare anche gli eredi.

Tendenzialmente, la restituzione peserà sulla pensione per circa il 5% annuo. L’APE sarà a carico dello Stato (APE sociale) per lavoratori in difficoltà (disoccupazione, lavori usuranti, problemi di salute, familiari disabili) o del datore di lavoro nel caso di ristrutturazione aziendale

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 L’anticipo pensionistico entrerebbe   in vigore il primo maggio  2017 con risorse nella Legge di Bilancio (  pari a 7 miliardi in tre anni.,prevedendosi tre tipologie:

  • L’APE volontario (da 63 anni di età, con 3 anni e 7 mesi di anticipo sull’età pensionabile), a carico del lavoratore, richiede 20 anni di contributi e prevede una rata di restituzione del prestito pari a un taglio medio del 4,6% per ogni anno di anticipo sulla pensione, quindi con un costo massimo fino al 20% sulla pensione percepita per 20 anni.
  • L’APE sociale a carico dello Stato richiede 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con parenti 1° grado con disabilità grave; servono 36 anni se in costanza di rapporto di lavoro di tipo usurante. Per queste categorie è necessario un reddito lordo massimo di 1.500 euro. Se il reddito è maggiore si paga una rata corrispondente alla parte eccedente. Il trattamento è riservato, come dicevamo, a disoccupati, disabili e categorie di lavoratori impegnati in attività usuranti, tra i quali il Governo ha aggiunto: maestre, operai edili, alcune categorie di infermieri, macchinisti, autisti di mezzi pesanti (bisogna aver svolto lavori usuranti per almeno metà dell’attività lavorativa o 7 anni negli ultimi 10 di lavoro).
  • L’APE imprese è a carico del datore di lavoro e si applica come incentivo alla pensione anticipata nell’ambito di ristrutturazioni aziendali, prevedendo un’agevolazione fiscale che compensi in parte il costo del trattamento.

Precoci

I lavoratori precoci (con almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età) potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico se disoccupati o comunque rientranti nella platea dell’APE sociale (quota 41).

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