MODIFICAZIONI APPORTATE DPCM N.185/16 PER NASPI E AMMORTIZZATORI IN DEROGA

NASPI per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

L’art.2 ,comma 1, lett.e) del DPCM 185/2016 ha aggiunto al testo del dec.legvo n.148/15 all’articolo 43, dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:
4-bis.,a-ter e 4-quater ,in base ai quaòli  risulta che ,dall’8.10,201,con riferimento agli eventi di disoccupazione  verificatisinel 2016 e limitatamente ai lavoratori con  qualifica  di  stagionali dei settori produttivi del  turismo  e  degli  stabilimenti  termali,
qualora la durata della NASpI, calcolata ai sensi dell’articolo 5 del
decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sia  inferiore  alla  durata
ottenuta disapplicando  il  secondo  periodo  del  comma  1  di  tale
articolo  relativamente  alle  prestazioni  di   disoccupazione,   ad
eccezione di prestazioni di mini-ASpI e di NASpI, fruite negli ultimi
quattro anni, la durata della NASpI viene incrementata di un mese,  a
condizione che la differenza nelle durate  cosi’  calcolata  non  sia
inferiore a dodici settimane. In ogni caso,  la  durata  della  NASpI
corrisposta in applicazione del primo periodo non  puo’  superare  il
limite massimo di quattro mesi.

Cassa integrazione o mobilità in deroga

L’art.2,comma 1 lett.f) del DPCM n.185/2016  all’articolo 44 del dec.legvo n.148/15 ,  ha  apportato la seguente modificazione:dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
«6-bis. Con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale  e
di mobilita’, anche in deroga alla legislazione vigente, le regioni e
le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  possono  disporre
nell’anno 2016 l’utilizzo delle risorse ad esse attribuite in  misura
non superiore al 50 per cento anche in deroga ai criteri di cui  agli
articoli 2 e 3 del decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche
sociali 1° agosto 2014, n. 83473, ovvero in eccedenza  a  tale  quota
disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico  delle
finanze regionali o delle  risorse  assegnate  alla  regione  o  alla
provincia autonoma nell’ambito di piani o programmi coerenti  con  la
specifica destinazione, ai sensi dell’articolo 1,  comma  253,  della
legge 24 dicembre 2012, n.  228,  destinandole  preferibilmente  alle
aree di crisi  industriale  complessa  di  cui  all’articolo  27  del
decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83,  convertito  con  modificazione
dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. In alternativa, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano hanno facolta’ di  destinare
le risorse di cui al primo periodo ad azioni di politica  attiva  del
lavoro. Il presente  comma  e’  efficace  anche  con  riferimento  ai
provvedimenti di assegnazione  delle  risorse  alle  regioni  e  alle
province autonome di Trento e di Bolzano gia’ emanati  per  gli  anni
2014, 2015 e 2016, con  esclusione  delle  risorse  gia’  oggetto  di
decretazione da parte delle regioni e delle province autonome.»;
2) al comma 11, secondo periodo, le parole «5 milioni di  euro»
sono sostituite dalle seguenti: «8 milioni di euro»;
3) dopo il comma 11 e’ aggiunto il seguente:
«11-bis. In deroga all’articolo 4,  comma  1,  e  all’articolo  22,
commi 1, 2 e 3, entro il limite massimo di spesa di  216  milioni  di
euro per l’anno 2016, previo accordo stipulato  in  sede  governativa
presso il Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  con  la
presenza del Ministero dello sviluppo economico e della regione, puo’
essere concesso un ulteriore  intervento  di  integrazione  salariale
straordinaria, sino al  limite  massimo  di  12  mesi,  alle  imprese
operanti in un’area di crisi industriale complessa riconosciuta  alla
data di entrata  in  vigore  della  presente  disposizione  ai  sensi
dell’articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,  n.  134.  Al  fine  di
essere ammessa all’ulteriore  intervento  di  integrazione  salariale
straordinaria l’impresa presenta un piano di  recupero  occupazionale
che  prevede  appositi  percorsi  di  politiche  attive  del   lavoro
concordati con  la  regione  e  finalizzati  alla  rioccupazione  dei
lavoratori, dichiarando contestualmente di  non  poter  ricorrere  al
trattamento di integrazione salariale straordinaria  ne’  secondo  le
disposizioni  del  presente  decreto  ne’  secondo  le   disposizioni
attuative dello stesso. All’onere derivante dal primo periodo, pari a
216  milioni  di  euro  per  l’anno  2016,   si   provvede   mediante
corrispondente  riduzione  dell’autorizzazione  di   spesa   di   cui
all’articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4  marzo  2015,  n.
22, come incrementata dall’articolo 43, comma 5, e  dall’articolo  1,
comma 387,  lettera  b),  della  legge  28  dicembre  2015,  n.  208.
Entro quindici  giorni  dall’entrata   in   vigore   della   presente
disposizione, le regioni richiedono al Ministero del lavoro  e  delle
politiche  sociali  l’assegnazione  delle   risorse   necessarie   in
relazione alle proprie esigenze. Con decreto del Ministro del  lavoro
e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro  dell’economia
e delle finanze, le risorse sono proporzionalmente ripartite  tra  le
regioni in base alle richieste, entro il limite  massimo  complessivo
di spesa di euro 216 milioni di euro per l’anno 2016. L’INPS provvede
al monitoraggio del rispetto del limite  di  spesa,  con  le  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e
senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica  e
trasmette relazioni  semestrali  al  Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze»;

Con tale misura la copertura degli ammortizzatori in deroga potrà arrivare a 4 mesi e mezzo nel corso del 2016

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