MODIFICAZIONI APPORTATE DA DPCM N.185/16 DISCIPLINA CIGO E CIGS PREVISTA D.L.VO N.148/15

 


Come è noto, la disciplina  della  cigo e cigs  è contenuta nelle disposizione del   dec.legvo n.148/15,che,in vigore dal 24In vigore dal 24.9.2015,  ha  riordinato la normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro

A questo  provvedimento  ,il Dpcm n.185/16   ha apportato ,dall’9.102016, le seguenti modificazioni :

A) CIGO- Nuova scadenza  presentazione domanda 

Riguardo alla cigo , è stato  riformulato  il testo del comma 2 dell’ articolo 15,cui sono  state aggiunte infine alcune parole evidenziate in grassetto: « 2. La domanda  deve essere presentata entro il termine di 15  giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa,fatte salve le domande per eventi oggettivamente non evitabili (es.maltempo), per le quali si applica il termine della fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.» , così da agevolare   i datori di lavoro che, con la precedente norma, dovevano fare più istanze in presenza di eventi atmosferici ripetuti.

B )Decorrenza cigs per riorganizzazione , crisi aziendale e contratti solidarieta’

La decorrenza del trattamento  di cigs   varia in riferimento alle  causali   del medesimo,  rispetto  alle quali ,come e’ noto, l’art.21 del provvedimento citato  distingue le seguenti :

a) riorganizzazione aziendale;

b) crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1°  gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attivita’ produttiva dell’azienda odi un ramo di essa;

c) contratto di solidarieta’.

Peraltro, e’ da evidenziare che  il successivo art.25 ,al comma 2,che nel testo del dec.legvo n.148/15 ,in vigore dal 24.9.2015,recitava :”La sospensione o la riduzione dell’orario, cosi’ come concordata tra le parti nelle procedure di  cui  all’articolo  24,  decorre  non prima del trentesimo giorno successivo  alla  data  di  presentazione della domanda di cui al comma 1.”,dall’8.10.2016 ,ossia dall’entrata in vigore del nuovo dec.delegato n.185/16, stabilisce che:

"La sospensione o la riduzione dell'orario cosi' come concordatatra  le  parti ha inizio  entro  trenta  giorni   dalla   data   di presentazione della domanda di cui al comma 1.»;

Vale a dire che, mentre  il testo del comma 2 dell’art.25 previsto   dal dec.legvo n.148/15 era il seguente :”La sospensione o la riduzione dell’orario, cosi’ come concordata tra le parti nelle procedure di  cui  all’articolo  24,  decorre  non prima del trentesimo giorno successivo  alla  data  di  presentazione della domanda di cui al comma 1.”,

,dopo l’intervento del  dpcm n.185/ 16 ,in vigore dall’8.10.2016  , il predetto comma 2  appare così riformulato :”La sospensione o la riduzione dell’orario cosi’ come concordata tra le parti ha inizio entro trenta giorni   dalla   data   di presentazione della domanda di cui al comma 1.»

L’esame comparativo    dei  due testi in questione  fa  emergere   che  nel testo previgente (operante dal 24.9-15 al 7.10.16 ) figuravano anche  le parole ” La sospensione o la riduzione dell’orario, cosi’ come concordata tra le parti nelle procedure di  cui  all’articolo  24″,che ,invece,  mancano  in quello introdotto  dal dpcm  n.185/16  con  efficacia  dall’8.10.2016.

Cio’  comporta che ,per effetto del nuovo testo del comma 2 dell’art.25 , in cui non si fa piu’ riferimento alle “procedure di cui all’art.24″, (afferenti l’intervento della cigs per le sole causali della crisi aziendale e della riorganizzazione   ,ma non pure per quella dei contratti di solidarieta’) ,  è venuta   meno ,dall’ 8.10.2016 ,  qualsiasi differenza circa la  la regolamentazione della decorrenza della   cigs, in precedenza basata sulle causali ,che, appunto , nei casi di crisi e rorganizzazione doveva iniziare ” non  prima del trentesimo giorno successivo  alla  data  di  presentazione della domanda”,mentre in quelli dei contratti di solidarieta’ dalla data fissata dalle parti nell’accordo collettivo.

Pertanto dall’8.10.2016 la disciplina della decorrenza della cigs è disciplinata in maniera univoca  sia per i casi di crisi aziendale e riorganizzazione ,che per quelli dei contratti di solidarieta’.

Infatti , per tutte le tre causali in questione ,la regola e’ che la sospensione o la riduzione dell’orario cosi’ come concordata tra le parti ha inizio entro trenta giorni   dalla   data   di presentazione della domanda  d’intervento previdenziale.

 Il dec.legvo 148/15 ,art.25, commi 3 e 4 inoltre, dispone che  :

a) in caso di presentazione tardiva dell’istanza  , cioè oltre il termine perentorio dei sette giorni, il trattamento decorre dal trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda medesima;

b) qualora dalla omessa o tardiva presentazione derivi a danno del lavoratore la perdita parziale o totale del diritto all’integrazione salariale, l’impresa è tenuta a corrispondere ai lavoratori stessi una somma d’importo equivalente all’integrazione salariale non percepita.


 

C) Possibilità trasformazione  contratti solidarieta’ da difensivi in espansivi

All’articolo 41,dec.legvo 148/15,il Dpcm 185/16 ,dopo il comma 3 , ha inserito il comma 3 bis, in cui si stabilisce  che:

“Per tutti i contratti di solidarietà in corso da almeno 12 mesi (la durata massima è, come è noto, di 24 mesi ) o che, comunque, siano stipulati entro il 31 dicembre 2015 (che, quindi, al momento, potrebbero registrare un periodo consumato inferiore all’anno) è prevista la possibilità di trasformarsi in “espansivi” a condizione che la riduzione complessiva dell’orario non sia superiore a quella già concordata. Qui, l’accordo sindacale che, necessariamente, dovrà essere sottoscritto, dovrà prevedere, per i lavoratori in forza, il “consolidamento” dell’orario frutto della precedente riduzione.

I  “vantaggi” consentiti  dalla disposizione  per i lavoratori “in forza ” e per i datori di lavoro  sono i seguenti:

Trattamento di integrazione salariale pari al 50% della misura della integrazione salariale prevista prima della trasformazione del contratto e fino alla scadenza fissata dall’accordo collettivo. Va ricordato come durante la solidarietà “difensiva” i lavoratori interessati percepiscano l’80% della retribuzione globale perduta nei limiti reddituali previsti dall’art. 3 del decreto legislativo n. 148/2015

Integrazione del datore di lavoro con una somma almeno pari alla misura dell’integrazione originaria, esente sia da IRPEF che da contribuzione

Contribuzione figurativa sulla somma corrisposta dal datore di lavoro

Le quote di accantonamento del TFR relative alla retribuzione persa a seguito della riduzione di orario restano a carico dell’INPS (o della gestione di riferimento), con la sola eccezione di quelle concernenti i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo o nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo, entro 90 giorni dal termine del periodo di fruizione del trattamento di integrazione salariale, ovvero entro 90 giorni dal termine del periodo di fruizione di un ulteriore trattamento straordinario di integrazione salariale concesso entro 120 giorni dal termine del trattamento precedente

Il contributo addizionale, previsto dall’art. 5 del decreto legislativo n. 148/2015 (9%, 12%, 15%, strettamente correlato al periodo di fruizione all’interno del quinquennio mobile) per ogni lavoratore interessato, viene ridotto del 50%

Il contributo in favore dei datori di lavoro previsto, per le nuove assunzioni, dal comma 1 dell’art. 41 (15%, 10% e 5% della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile, rispettivamente, ognuno dei primi tre anni) o l’agevolazione contributiva (10% per i lavoratori di età compresa tra i 15 ed i 29 anni) si applicano per il solo periodo compreso tra la data di trasformazione del contratto ed il suo termine di scadenza. Qualora venga applicata la contribuzione del 10% analoga a quella prevista per gli apprendisti, questa non può andare oltre il compimento del ventinovesimo anno di età

Il periodo di solidarietà sopra considerato si computa nella durata massima di 24 mesi (art. 4) e se “goduto” nei primi 24 mesi del quinquennio mobile, viene calcolato per la met

Non trova applicazione nei confronti dei lavoratori il comma 5 dell’art. 41 che prevede la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale (non superiore al 50%), con erogazione della contribuzione figurativa per le ore non lavorate, in favore di quei lavoratori a quali manchino non più di 24 mesi per il raggiungimento della pensione di vecchiaia e che hanno maturato i requisiti minimi di contribuzione (di regola, 20 anni

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