REGOLAMENTAZIONE VIGENTE SUI PERMESSI LAVORATORI PER DONAZIONE SANGUE

 

FONTI NORMATIVE

Legge 13 luglio 1967, n. 584

 Decreto  Mlps  8 aprile 1968

Legge n.107/90

Legge 21 ottobre 2005, n. 219

– Decreto del  Ministero Sanita’ del  18 NOV.2015

– Disposizioni Contratti Colettivi Lavoro

–Circolare Inps  n. 134367/81

Di seguito ,si riportano le principali disposizioni  previste dai provvedimenti normativi su elencati  relativi al la disciplina dei permessi spettanti a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati in caso di donazione volontaria di sangue.

I donatori di sangue   con rapporto di lavoro dipendente,  di qualsiasi categoria,qualifica e livello d’inquadramento  hanno diritto a permessi dal lavoro per la giornata in cui effettuano la donazione,  validi  ai fini pensionistici ,conservando la normale retribuzione corrispondente alle ore non lavorate comprese nella giornata di riposo ed i   relativi contributi previdenziali sono accreditati ai sensi d Il lavoratore ha l’obbligo di dare preavviso al datore di lavoro con le modalità eventualmente previste dai singoli CCNL.

Per ottenere il permesso  il lavoratore ha l’obbligo di dare preavviso al datore di lavoro con le modalità eventualmente previste dai singoli CCNL.,mentre il datore di lavoro non ha alcuna    discrezionalità nel concedere il permesso.

Inoltre, il lavoratore  e’ tenuto  a presentare al datore di lavoro il certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo del sangue indicante: i dati anagrafici del donatore e il relativo documento di identificazione, quantità del prelievo, giorno e ora del prelievo e il centro che l’ha effettuato. .

La giornata di riposo retribuita non spetta ai lavoratori autonomi ed ai lavoratori che versano contributi nella gestione separata.

Il prelievo di sangue , per un minimo di 250 grammi, deve risultare effettuato presso un centro di raccolta fisso o mobile, ovvero presso un centro trasfusionale ovvero presso un centro di produzione di emoderivati regolarmente autorizzati dal Ministero della sanità.

Sarà il datore di lavoro a chiedere il rimborso, alla sede Inps di competenza, di quanto anticipato al lavoratore.

Possono richiedere il rimborso solo:

  • i datori di lavoro non tenuti alla denuncia contributiva;
  • gli artigiani che occupano solo apprendisti.

Alla domanda devono essere allegati, per ciascun donatore:

  • la dichiarazione del donatore;
  • il certificato medico.

La domanda di rimborso deve essere inoltrata alla Sede Inps di competenza entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha donato il sangue.

 

Il lavoratore può non avere titolo ad alcuna retribuzione (es.: donazione effettuata di sabato in caso di settimana corta ovvero giorno festivo ) oppure può avere diritto ad una retribuzione inferiore a quella giornaliera (es.: lavoratore che si assenta per la donazione non gia’ prima dell’inizio dell’orario di lavoro ,ma nel corso dello stesso e,quindi  del termine dell’orario di lavoro).

La domanda di cui sopra deve contenere le generalità del lavoratore che ha donato il sangue e la dichiarazione attestante l’importo della retribuzione allo stesso corrisposta e il giorno in cui si è verificata l’astensione del lavoro. La domanda deve essere corredata:

– da una dichiarazione del lavoratore interessato attestante che ha fruito della giornata di riposo e della relativa retribuzione, il cui ammontare deve essere specificato e che ha donato il sangue gratuitamente; – da un certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo del sangue indicante:

  1. a) i dati anagrafici del donatore, rilevati da un valido documento di riconoscimento, gli estremi del quale devono essere annotati; b) la avvenuta donazione gratuita del sangue nonché il quantitativo prelevato, il giorno e l’ora del prelievo.

Il certificato predetto deve essere rilasciato su di un modulo intestato al centro presso il quale è avvenuta la donazione e contenente gli estremi di autorizzazione per il funzionamento del centro stesso da parte del Ministero della sanità.

Ai fini dell’applicazione di quanto previsto in precedenza , al datore di lavoro vengono certificati, a cura del servizio di immunoematologia e trasfusione o del centro trasfusionale o dell’unità di raccolta, l’accesso e le pratiche delle donazioni cui è stato sottoposto il dipendente donatore di sangue”

Nel caso in cui il lavoratore si sia recato al centro per donare il proprio sangue e la donazione per caso di inidoneita’ non venga effettuata, è garantita la retribuzione dei donatori lavoratori dipendenti, limitatamente al tempo necessario all’accertamento dell’idoneità e alle relative procedure. …ed i certificati relativi alle prestazioni effettuate sono rilasciati al donatore dalla struttura trasfusionale che le ha effettuate.

I casi di inidoneita’ alla donazione per le quali e’ garantitala retribuzione dei donatori lavoratori dipendenti, limitatamente altempo necessario all’accertamento dell’idoneita’ e alle relativeprocedure, sono i seguenti:

  1. a) sospensione o esclusione del donatore per motivi sanitari,

secondo i criteri di esclusione o sospensione dalla donazione,

previsti dalla normativa vigente;

  1. b) mancata decorrenza dei tempi di sospensione, previsti dalla

normativa vigente, tra una donazione e la successiva;

  1. c) rilevata esigenza di non procedere al prelievo per specifico

emocomponente e/o gruppo sanguigno, in base alla programmazione dei

bisogni trasfusionali.

 

La non idoneita’ del donatore e’ certificata dal medico,responsabile delle selezione del donatore, del servizio trasfusionaleo relativa articolazione organizzativa o dell’Unita’ di raccolta,gestita dalle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue.

Il donatore lavoratore dipendente, unitamente all’istanza da inoltrare al proprio datore di lavoro, allega la certificazione di inidoneita’ ai fini della garanzia della retribuzione.

Il datore di lavoro procedera’ al conguaglio, o negli specifici casi previsti dalla norma alla richiesta di pagamento diretto,dell’importo della retribuzione corrisposta ai lavoratori dipendenti non idonei, ai sensi del comma 2 dell’art. 8, della legge 219 del 2005, secondo le specifiche modalita’ stabilite dall’Istituto nazionale della previdenza sociale

 

Nei casi di mancata trasfusione per inidoneita’ e’ riconosciutalala contribuzione figurativa limitatamente al tempo necessario all’accertamento dell’idoneita’ e alle relative procedure.

 

Il datore di lavoro provvede ad inviare all’ente previdenziale i dati necessari a determinare la collocazione e il valore della retribuzione  e il valore della contribuzione figurativa

 

La disciplina relativa al rimborso ai datori di lavoro delle retribuzioni corrisposte per le giornate di riposo fruite dai dipendenti donatori di sangue , prevede le condizioni alle quali lo stesso e’ subordinato ,tra cui la presentazione al datore di lavoro  della  dichiarazione del donatore circa il   godimento della giornata di riposo e  della  relativa retribuzione

 

Infine. si rimarca che trovano applicazione   le disposizioni   della contrattazione collettiva risultanti piu’ favorevole   ai lavoratori .

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