E’ CONSENTITO LAVORATORE CUMULARE PRESTAZIONI SUBORDINATE ED ACCESSORIE ?

Riguardo al quesito  di cui al titolo,si deve premettere che la questione prevista dal medesimo nella realta’  puo’ interessare due distinte  ipotesi  concernenti:

1)lavoratore  subordinato  che   intende svolgere  contestualmente prestazioni accessorie  con distinto  datore di lavoro  ;

2) lavoratore  subordinato   interessato a  rendere contestualmente  prestazioni  accessorio con il medesimo datore di lavoro.

Delineate le possibili situazioni come  precisate  nei numeri 1) e 2) ,per rispondere al quesito riguardanti le stesse ,necessita anzitutto  riportarsi alla regolamentazione del lavoro accessorio ,indagando se e come essa abbia previsto e disciplinato la questione riportata nel titolo.

Orbene ,ricordato che il lavoro accessorio, almeno con riferimento al nostro attuale ordinamento nazionale, è stato introdotto dal D.Lgs. n. 276/2003, che , malgrado le molteplici modifiche intervenute  nel tempo   trascorso ,non risulta aver mai preso in considerazione  e disciplinata  l’ipotesi sub 1) , il che in pratica   consente  di affermare che    la legislazione , le dispsizioni amministrative delle istituzioni competenti ,(Mlps ed Inps in primis), la dottrina e neppure  la giurisprudenza hanno   avuto modo di intervenire  per negare la legittimita’ dell’eventuale situazione in cui lavoratore  subordinato  svolge   contestualmente anche  prestazioni accessorie  con un  distinto  datore di lavoro  .

La stessa cosa ,invece ,non e’ stato per l’ipotesi sub 2)., rispetto alla quale ,si reputa opportuno  amzitutto  evidenziare   che in materia di lavoro accessorio  ,dal 25.6.2015  ,, vige l’art.48 del dec.legvo n.81/2015 ,che, abrogando tra’altro gli artt . 70 e seguenti del dec.legvo n.276/03,  ha introdotto una nuova regolamentazione sul lavoro accessorio  ,prevedendo in particolare  ,  attraverso il  combinato disposto dei commi 1 e 3   dell’articolo citato  ,quanto segue:

“a)  Prestazioni di lavoro accessorio ,intendendo  per  tali le attivita’lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalita’ dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro netti  nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati,nonche’ , le attivita’ lavorative svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro netti , rivalutati annualmente” ;

“b) Dette prestaxioni accessorie si applicano in agricoltura:

A) alle attivita’ lavorative di natura occasionale rese nell’ambito delle attivita’ agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni di eta’ se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’universita’;

B) alle attivita’ agricole svolte a favore di soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.,restandp precisato che il citato comma 6 dell’art.34 recita:”. I produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato, in caso di inizio di attivita’, prevedono di realizzare un volumeDecreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 n. 633 -d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi dacessioni di prodotti di cui al comma 1, sono esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermo restando l’obbligo di numerare e conservare lefatture e le bollette doganali a norma dell’articolo 39. I cessionari e i committenti, se acquistano i beni o utilizzano i servizi nell’esercizio dell’impresa, devono emettere fattura, con le modalita’ e nei termini di cuiall’articolo 21, indicandovi la relativa imposta, determinata applicando le aliquote corrispondenti alle percentuali di compensazione, consegnarne copia al produttore agricolo e registrarla separatamente a norma dell’articolo 25.Le disposizioni del presente comma cessano comunque di avere applicazione a partire dall’anno solare successivo a quello in cui e’ stato superato illimite di 7.000 euro a condizione che non sia superato il limite di un terzo delle cessioni di altri beni. I produttori agricoli hanno facolta’ di non avvalersi delle disposizioni del presente comma. In tal caso, l’opzione ola revoca si esercitano con le modalita’ stabilite dal regolamento di cui al, edecreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442 successive modificazioni.”

In secondo luogo , ai fini  che interessano , si segnala  che il comma  1 ,secondo periodo,  dell’art.70 del decreto legvo, 276 /03 , (successivamente abrogato ) disponeva  :

In via sperimentale per l’anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si intendono anche le attivita’ lavorative di natura occasionale rese nell’ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatore  in favore di datori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della possibilita’ di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale

Si  rimarca ,altresi’,  che  la disposizione  or ora riportata  e’ stata  oggetto di interpello al MLPS ,che ha  fornto ‘  risposta    con la nota prot. n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 , secondo  cui:” La medesima disposizione(art.70 ,c.1 secondo periodo) ) esclude …la possibilità di utilizzare il sistema dei c.d. voucher presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale, con l’intento di tutelare la ratio sottesa a tale rapporto di lavoro ed evitare possibili forme elusive dell’utilizzo del lavoro accessorio.In risposta al quesito avanzato, si ritiene dunque che i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno possano comunque svolgere prestazioni di natura occasionale ”

Pertanto ,in virtu’ di quanto sopra specificato ,.l’ipotesi sub 2) ,non solo è risultata  disciplinata ed ammessa dal legislatore(  art.70 ,comma 1  ,secondo periodo, del dec.legvo276/03)  ,ma anche  dal MLPS (  risposta n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 ),    sia pure con la  precisazione   che soltanto ” i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno possano comunque svolgere prestazioni di natura occasionale con lo stesso datore di lavorio“,  risultando  invece , esclusi i lavoratori subordinati a part time , e cio’ “onde  evitare possibili forme elusive dell’utilizzo del lavoro accessorio”.

Infine ,per  completezza informativa , non si puo’ fare a meno di  richiamare   l’attenzione pure sulla circolare Inps n.49/2013 ,che al punto 2 dichiara:”

 “Pertanto, a decorrere dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012, con riferimento ai buoni lavoro acquistati a far tempo da tale data, il lavoro occasionale accessorio può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto,salvo poi aggiungere che:”“In considerazione di finalità antielusive, si ritiene di confermare che il ricorso all’istituto del lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.”

Quest’ultima affermazione dell’Istituto previdenziale  ,.non solo si pone in contrasto con quanto asserito dal Mlps nella risposta all’interpello   n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 ,ma soprattutto non trova fondamento e giustificazione in una  specifica  e vigente  disposizione normativa  sul   lavoro accessorio ,anche perché  nel frattempo    la  disposizione   del   comma 1  ,secondo periodo,  dell’art.70 del dec.276/03  ,di cui si è fatto cenno prima,  e’ stata  abrogata  ad opera  della legge n.106/2011    ,di conversione del dec.legge n.70/2011 ,  il che ,  quindi , significa che , quando risulta emanata la circolare Inps n.49/13 ,il richiamato  comma 1 ,secondo periodo,aveva cessato di far parte delle norme sulla regolamentazione    del lavoro accessorio e di conseguenza    va considerara   decaduta pure  la    pronuncia fornita in merito  dal Mlps con l’interpello  di cui alla n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010   ,  secondo  cui  era  confermato      il  divieto di prestare  lavoro occasionale   nei confronti del   prestratore  subordinato  occupato  presso lo stesso  datore di lavoro,  se     legato al medesimo  da rapporto  subordinato  part time.

Il valore vincolante di quanto previsto nella circolare Inps  richiamata ,si ritiene essere pari a quello che,ad esempio ,si legge percorrendo le strade di grande cpmunicazioni che inviotano alla prudenza e a moderare la velocita.Vale a dire che l’infrazione scatta non gia’ perché l’atomibilista non ha tenuto conto di quanto  raccomandato  dalla società  gestrice dell’autostrada ,bensi’ in quanto venga  superato il limite di velocita’ fissato dallle norme legislative contenute nel codice della strada.

In proposito  appare  di conforto    :

a)   il    brocardo che dichiara :”Quam lex voluit dixit,ubi noluit tacuit”;

b)   il  principio di legalità  ,che afferma la corrispondenza dell’attività amministrativa alle prescrizioni di legge  ;

c) il dispositivo dell’art. 12 della c.d. Preleggi,che recita:”Nell’applicare la  legge    non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la  connessione    di esse   e dalla intenzione del legislatore    

,Infatti ,nel caso in esame la legge ha taciuto,l’attivita’ amministtativa deve corrispondere alle prscrizioni di legge ,che in concreto mancano ed infine l’Inps non puo’ introdurre un’interpretazione che non puo’  riportarsi ad uno specifivo testo legislativo,che risulta inesistente.

Sulla base di quanto sinora esposto ,a fronte  del quesito di cui al titolo,si ritiene di poter esprimere risposta affermativa  con riferimento  ad entrambe all’ipotesi di cui ai numeri 1) e 2) iniziali.

Infatti  ,circa l’ipotesi sub 1),la risposta affermativa risultava gia’ fornita dal Mlps in occasione del riscontro all’interpello . con nota n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 ,in cui testualmente dichiarava: “… si ritiene dunque che i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno possano comunque svolgere prestazioni di natura occasionale ”

Ma   consenso   deve essere  fornito   pure  per l’ipotesi sub 2),  rispetto al quale   oltretutto ormai non è consentito   distinguere   tra lavoro subordinato a tempo pieno e parziale, dopo l’  intervenuta abrogazione del comma 1  ,secondo periodo ,dell’art.70 del dec.legvo n.276/03 ,ed il venir  della persistenza di  validita’ed efficacia  del  parere contrario ,pur se limitato   al  part time ,esplicitato,  in costanza di vigenza  del predetto   comma ,dal Mlps con la piu’ volte citata nota .n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010,.

Si conclude la presente esposizione, confidando che   senso di responsabilità dei datori di lavoro  ,  assistito  dal diligente e costante impegno degli organi istituzionali  addetti alla  vigilanza  , riescano a  prevenire    e contrastare  con la necessaria efficacia le   finalita’ antielusive .che  di certo potrebbero essere  favorite  dal ricorso  strumentale e fraudolento  al  lavoro  accessorio   assegnato  a prestatori  titolari di contratto di tipo subordinato a tempo pieno o parziale presso lo stesso o diverso datore di lavoro ,che ,non solo deve comuque avvenire nel rispetto dei limiti fissiti dalle leggi  per  il  compenso e lper l’orario  di prestazione giornaria ,ma che risulterebbe   preferibile    utilizzare    i voucher per  prestazioni  occasionali riferbili a   categoria professionale,,mansioni lavorative  , attivita’  produttive    ed inquadramento contrattuale  del tutto differenti ,rispetto   a quelle  del rapporto dipendente,proprio al fine di non favorire involontarie ,ma   pericolose commistioni ,che potrebbero alimentare dubbi ed incertezza di giudizio   negli organi istituzionali  con valutazioni negative  e   decisioni  dannose a carico  dei datori  di lavoro coinvolti.

Vale a dire che  nel caso di specie ,predendo atto   di una legislazione incompleta  e d’indirizzi amministrativi contrastanti tra  organi istituzionali , e’ opportuno  affidarsi      alla sapienza popolare ed in particolare al  proverbio  secondo cui :”la prudenza non e’ mai troppa!”

—————————————————————————

Min. lav., nota 46/2010,

Inps, circ. 29.3.2013, n. 49

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: