PUBBLICATO NUOVO TESTO UNICO SOCIETA’ PARTECIPAZIONE PUBBLICA

 

 

 Sulla G.U. n. 210 dell’8 settembre 2016,risulta pubblicato il decreto legislativo n. 175 del 19 agosto 2016, relativo al Testo unico   richiamato  nel titolo,le cui disposizioni ,in vigore dal provvedimento 23.9.2016 ,si esaminano  di seguito .

 Oggetto (art. 1) – Il dcreto  si applica alla costituzione di società da parte di P.A. ex art. 1, comma 2, D. Leg.vo 165/2001, nonché l’acquisto, mantenimento e gestione di partecipazioni da parte di tali amministrazioni, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta. Restano ferme le norme che disciplinano società pubbliche costituite per l’esercizio della gestione di servizi di interesse generale o per il perseguimento di una specifica missione di pubblico interesse. Si segnala che con D.P.C.M. può essere deliberata l’esclusione totale o parziale dell’applicazione delle disposizioni del decreto a singole società a partecipazione pubblica.

Società in cui è ammessa la partecipazione pubblica (artt. 3 e 4) – Le società partecipate devono avere ad oggetto la produzione di servizi di interesse generale; la progettazione e realizzazione di un’opera pubblica sulla base di un accordo di programma fra P.A.; la realizzazione e gestione di un’opera o l’organizzazione e gestione di un servizio d’interesse generale in regime di PPP; l’autoproduzione di beni e servizi strumentali all’ente o agli enti pubblici partecipati; servizi di committenza. Le amministrazioni pubbliche possono partecipare esclusivamente a società per azioni o a responsabilità limitata, anche in forma cooperativa.

La motivazione analitica (art. 5) – L’atto deliberativo di costituzione o di acquisto di partecipazioni in una società pubblica deve essere analiticamente motivato circa la necessità della società per il perseguimento delle proprie attività istituzionali.

Principi relativi organizzazione e gestione  società con  controllo pubblico (art. 6) – Le società in controllo pubblico devono adottare specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale ed eventuali altri strumenti di governance opzionali.

Gestione partecipazioni pubbliche (art. 9) – Le competenze sono attribuite al Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con i Ministeri competenti.

 Amministrazione società a controllo pubblico (art. 11) – Sono previsti per i componenti dell’organo di amministtrazione requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, da stabilirsi con D.P.C.M., fermo restando il D. Leg.vo 39/2013 in materia di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi presso le P.A. e gli enti privati in controllo pubblico. L’organo amministrativo è di regola costituito da un amministratore unico, salvo che l’assemblea della società disponga la composizione a 3 o 5 membri.

Società titolari di affidamenti diretti di contratti pubblici (società in house) (art. 16) – È vietata la partecipazione di capitali privati, a meno che non sia prevista dalla legge o che non comporti controllo o potere di veto. La P.A. deve esercitare sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e almeno l’80% delle attività della società devono essere effettuate nello svolgimento dei compiti affidati dall’ente pubblico.

Società a partecipazione mista pubblico-privata (art. 17) – Nelle società costituite per la finalità di realizzazione e gestione di un’opera, il socio privato deve essere selezionato con gara e partecipare in misura non inferiore al 30%.

Personale (artt. 19 e 25) –

Art-19

Salvo quanto previsto dal presente decreto, ai rapporti di

lavoro dei dipendenti delle societa’ a controllo pubblico   si

applicano le disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del

codice civile, dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato

nell’impresa, ivi incluse quelle in materia di   ammortizzatori

sociali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, e dai

contratti collettivi.

  1. Le societa’ a controllo pubblico stabiliscono, con propri

provvedimenti, criteri e modalita’ per il reclutamento del personale

nel rispetto dei principi, anche di derivazione   europea,   di

trasparenza, pubblicita’ e imparzialita’ e dei principi di cui

all’articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

  1. In caso di mancata adozione dei suddetti provvedimenti, trova

diretta applicazione il suddetto articolo 35, comma 3, del decreto

legislativo n. 165 del 2001.

  1. I provvedimenti di cui al comma 2 sono pubblicati sul sito

istituzionale della societa’. In caso di mancata o incompleta

pubblicazione si applicano gli articoli 22, comma 4, 46 e 47, comma

2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

  1. Salvo quanto previsto dall’articolo 2126 del codice civile, ai

fini retributivi, i contratti di lavoro stipulati in assenza dei

provvedimenti o delle procedure di cui al comma 2, sono nulli. Resta

ferma la giurisdizione ordinaria sulla validita’ dei provvedimenti e

delle procedure di reclutamento del personale.

  1. Le amministrazioni pubbliche socie   fissano,   con   propri

provvedimenti, obiettivi specifici, annuali e pluriennali,   sul

complesso delle spese di funzionamento, ivi comprese quelle per il

personale, delle   societa’   controllate,   anche   attraverso   il

contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale

e tenuto conto di quanto stabilito all’articolo 25, ovvero delle

eventuali disposizioni che stabiliscono, a loro carico, divieti o

limitazioni alle assunzioni di personale.

  1. Le societa’ a controllo pubblico garantiscono il concreto

perseguimento degli obiettivi di cui al comma 5 tramite propri

provvedimenti da recepire, ove possibile, nel caso del contenimento

degli oneri contrattuali, in sede di contrattazione di secondo

livello.

  1. I provvedimenti e i contratti di cui ai commi 5 e 6 sono

pubblicati sul sito istituzionale della societa’ e delle pubbliche

amministrazioni socie. In caso di mancata o incompleta pubblicazione

si applicano l’articolo 22, comma 4, 46 e 47, comma 2, del decreto

legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

  1. Le pubbliche amministrazioni titolari di partecipazioni di

controllo in societa’, in caso di reinternalizzazione di funzioni o

servizi esternalizzati, affidati alle societa’ stesse, procedono,

prima di poter effettuare nuove assunzioni, al riassorbimento delle

unita’ di personale gia’ dipendenti a tempo indeterminato   da

amministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della societa’

interessata dal processo di reinternalizzazione, mediante l’utilizzo

delle procedure di mobilita’ di cui all’articolo 30 del decreto

legislativo n. 165 del 2001 e nel rispetto dei vincoli in materia di

finanza pubblica e contenimento delle spese di personale.   Il

riassorbimento puo’ essere disposto solo nei limiti dei posti vacanti

nelle dotazioni   organiche   dell’amministrazione   interessata   e

nell’ambito delle facolta’ assunzionali disponibili.

  1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 565 a 568 della

legge 27 dicembre 2013, n. 147, continuano ad applicarsi alle sole

procedure in corso alla data di entrata in vigore del presente

decreto.

(Si riporta il testo dei commi dell’art.1 sopra citati :

565.Le societa’ controllate direttamente o  indirettamente  dallepubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, o  dailoro enti strumentali,,  che  rilevino  eccedenze  dipersonale, in relazione alle esigenze funzionali o ai casi di cui  alcomma 564(Gli enti che controllano le  societa’  di  cui  al  comma  563adottano, in relazione ad esigenze di riorganizzazione delle funzionie dei servizi esternalizzati,  nonche’  di  razionalizzazione  dellespese e di risanamento economico-finanziario secondo appositi  pianiindustriali, atti di indirizzo volti a favorire,  prima  di  avviarenuove procedure di reclutamento di  risorse  umane  da  parte  dellemedesime societa’, l’acquisizione di personale mediante le proceduredi mobilita’ di cui al medesimo comma 563, nonche’ nell’ipotesi in cui l’incidenza  delle  spese  dipersonale sia pari o superiore al 50 per cento delle spese  correnti,)

inviano alle rappresentanze sindacali operanti presso la societa’  e

alle organizzazioni sindacali firmatarie  del  contratto  collettivo

dalla stessa  applicato  un’informativa  preventiva  in   cui   sono

individuati il  numero,  la  collocazione  aziendale  e  i   profili

professionali del personale in  eccedenza.  Tali  informazioni  sono

comunicate anche alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  —

Dipartimento della  funzione  pubblica.  Le   posizioni   dichiarate

eccedentarie non possono  essere  ripristinate  nella  dotazione  di

personale neanche  mediante  nuove  assunzioni.  Si   applicano   le

disposizioni dell’articolo 14, comma 7, del decreto-legge  6  luglio

2012, n. 95, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7  agosto

2012, n. 135.

  1. Entro dieci giorni dal ricevimento dell’informativa di cui al

comma 565,  si  procede,  a  cura   dell’ente   controllante,   alla

riallocazione totale  o  parziale   del   personale   in   eccedenza

nell’ambito della  stessa  societa’  mediante  il  ricorso  a  forme

flessibili di gestione del tempo  di  lavoro,  ovvero  presso  altre

societa’ controllate dal medesimo ente o dai suoi  enti  strumentali

con le modalita’ previste dal comma 563. Si  applica  l’articolo  3,

comma 19,  della  legge  28  giugno  2012,  n.  92,   e   successive

modificazioni.

  1. Per la gestione delle eccedenze di cui al comma 566, gli enti

controllanti e le societa’ partecipate di cui al comma  563  possono

concludere accordi  collettivi  con  le   organizzazioni   sindacali

comparativamente piu’ rappresentative finalizzati alla realizzazione,

ai sensi del medesimo  comma  563,  di  forme  di  trasferimento  in

mobilita’ dei dipendenti in  esubero  presso  altre  societa’  dello

stesso tipo operanti anche al di fuori del territorio della  regione

ove hanno sede le societa’ interessate da eccedenze di personale.

  1. Al fine di favorire le forme di mobilita’, le societa’ di cui

al comma 563 possono farsi carico, per un  periodo  massimo  di  tre

anni, di  una  quota  parte  non  superiore  al  30  per  cento  del

trattamento economico del  personale  interessato  dalla  mobilita’,

nell’ambito delle proprie disponibilita’ di bilancio e senza nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le somme a tal  fine

corrisposte dalla societa’ cedente  alla  societa’  cessionaria  non

concorrono alla formazione del  reddito  imponibile  ai  fini  delle

imposte sul  reddito  e  dell’imposta  regionale   sulle   attivita’

produttive. )

 

Art.25

  1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto in esame,(quindi entro il 23 marzo 2017) le societa’ a controllo pubblico effettuano una ricognizionedel personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze,

L’elenco del personale eccedente, con la puntuale indicazione   dei   profili

posseduti, e’ trasmesso alla regione nel cui territorio la societa’

ha sede legale secondo modalita’ stabilite da un decreto del Ministro

del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro

delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con

il Ministro dell’economia e delle finanze.

  1. Le regioni formano e gestiscono l’elenco dei   lavoratori

dichiarati eccedenti  e agevolano processi dimobilita’ in ambito regionale,

con modalita’ definite dal decreto interministeriale  di

cui sopra.

  1. Decorsi ulteriori sei mesi dalla scadenza del termine di cui al

comma 1 (quibn’ndi entro il 23.settembre 2017), le regioni trasmettono

gli elenchi dei lavoratori dichiaratieccedenti e non ricollocati all’Agenzia nazionale

per le politiche attive del lavoro_ANPAL_, che gestisce l’elenco dei lavoratori dichiarati

eccedenti e non ricollocati.

  1. Fino al 30 giugno 2018, le societa’ a controllo pubblico non

possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non

attingendo, con le modalita’ definite dal decreto di cui al comma 1,

agli elenchi di cui ai commi 2 e 3.

  1. Esclusivamente ove sia indispensabile personale con profilo

infungibile inerente a specifiche competenze e lo stesso non sia

disponibile negli elenchi di cui ai commi 2 e 3, le regioni, fino

alla scadenza del termine di cui al comma 3, possono autorizzare, in

deroga a quanto previsto dal comma 4, l’avvio delle procedure di

assunzione ai sensi dell’articolo 19. Dopo la scadenza del suddetto

termine, l’autorizzazione e’ accordata dall’Agenzia nazionale per le

politiche attive del lavoro. Per le societa’ controllate dallo Stato,

prima e dopo la scadenza del suddetto termine, l’autorizzazione e’

accordata dal Ministero dell’economia e delle finanze.

  1. I rapporti di lavoro stipulati in violazione delle disposizioni

del presente articolo sono nulli e i   relativi   provvedimenti

costituiscono grave irregolarita’ ai sensi dell’articolo 2409 del

codice civile.

  1. Sono escluse dall’applicazione del presente articolo le societa’

a prevalente capitale privato di cui all’articolo 17 che producono

servizi di interesse generale e che nei tre esercizi precedenti

abbiano prodotto un risultato positivo.

 

Razionalizzazione  (artt. 20 e 24) – È previsto un meccanismo di verifica e monitoraggio periodico dell’assetto complessivo delle società in cui le P.A. detengono partecipazioni, anche mediante un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione. Inoltre le partecipazioni detenute dalle P.A., all’entrata in vigore del decreto (23/09/2016), in società che non soddisfano i requisiti indicati dal provvedimento devono essere alienate entro un anno dal termine di approvazione di apposito atto ricognitivo. In mancanza, la partecipazione è liquidata in denaro

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