CIRCOLARE MIUR RELATIVA SUPPLENZE 2016/17 E RISERVE COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

Tra gli argomenti  trattati nella  circolare  Miur n.24306 dell’1.9.2016 figura anche quello riguardante l’assunzione dei soggetti  appartenenti alle categorie tutelate  dalla legge n.68/99 .

In proposito la nota ministeriale prevede quanto segue

 Anche per le assunzioni a tempo determinato di personale docente, educativo ed A.T.A.
beneficiario delle riserve di cui alla L. n. 68/99,  si dovra’  tener conto delle
istruzioni emanate nell’allegato A, punto A7, alla nota n. 11689 dell’11 luglio 2
008 circal’applicazione delle recenti sentenze della Corte di Cassazione.
Ai fini del calcolo sul 50% da destinare alle supplenze dei candidati riservisti devono
essere presi in considerazione soltanto i posti ad orario intero, nei limiti della capienza
del contingente provinciale.
Si richiama, inoltre, l’attenzione delle SS.LL. sull’obbligo di applicare alle assunzioni del
personale scolastico la normativa di cui all’art. 3, c. 123, della legge n. 244/07 che assimila,
ai fini del collocamento obbligatorio, gli orfani o, in alternativa, il coniuge superstite di
coloro che siano deceduti per fatto di lavoro, ovvero a causa dell’aggravarsi delle

mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento di rendita da infortunio sul

lavoro, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, di cui all’art. 1, c.2, della
L. n. 407/98.
In riferimento alle suddette previsioni ministeriali ,si ritiene confacente evidenziare i seguenti aspetti :
 1) le categorie riservatarie e  sono   quelle  invalide e normodotate ,così come  individuate dall’art.1 e 18 della legge n.68/99,nonche’ dall’art.1 dpr n.333-2000.
Infatti tali disposizioni dispongono che:

a) le persone disabili  delle categorie protette che abbiano compiuto i 18 anni e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile ,  possono essere assunte presso i datori di lavoro pubblici (non economici) purché appartenenti ad una delle seguenti categorie:

  • invalidi civili (con una riconoscimento di invalidità superiore al 45%);
  • invalidi del lavoro (con un riconoscimento di invalidità INAIL superiore al 33%);
  • non vedenti (persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi);
  • sordi (persone colpite da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata);
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio (con minorazioni ascritte dalla I all’VIII categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. in materia di pensioni di guerra).(art.1 legge 68/99)

b). In attesa di una disciplina organica del diritto

al lavoro degli orfani e dei coniugi superstiti di
coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di g
uerra o di servizio, ovvero in conseguenza
dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali
cause, nonché dei coniugi e dei figli di soggetti
riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, d
i servizio e di lavoro e dei profughi italiani
rimpatriati, il cui
status
è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 19
81, n. 763, è attribuita in
favore di tali soggetti una quota di riserva, sul n
umero di dipendenti dei datori di lavoro pubblici e
privati che occupano più di cinquanta dipendenti, p
ari a un punto percentuale e determinata
secondo la disciplina di cui all’articolo 3, commi
3, 4 e 6, e all’articolo 4, commi 1, 2 e 3, della
presente legge. La predetta quota è pari ad un’unit
à per i datori di lavoro, pubblici e privati, che
occupano da cinquantuno a centocinquanta dipendenti
.(art.18 legge 68/99)

c)possono essere iscritti negli elenchi di cui al comma 1 i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 del 1999, nonché quelli di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407, recante: “”Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.”, come modificata dalla legge 17 agosto 1999, n. 288, questi ultimi anche se non in possesso dello stato di disoccupazione. Per i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di servizio, di guerra o di lavoro, nonché per i soggetti di cui alla citata legge n. 407 del 1998 e successive modificazioni e integrazioni, l’iscrizione nei predetti elenchi è consentita esclusivamente in via sostitutiva dell’avente diritto a titolo principale. Tuttavia, il diritto all’iscrizione negli elenchi per le predette categorie sussiste qualora il dante causa sia stato cancellato dagli elenchi del collocamento obbligatorio senza essere mai stato avviato ad attività lavorativa, per causa al medesimo non imputabile.Gli orfani e i figli dei soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro possono iscriversi negli elenchi del collocamento obbligatorio se minori di età al momento della morte del genitore dante causa o del riconoscimento allo stesso della prima categoria di cui alla tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915. Agli effetti della iscrizione negli elenchi, si considerano minori i figli di età non superiore a 21anni, se studenti di scuola media superiore, e a 26 anni, se studenti universitari.(art.1 dpr) 333/2000)

Le categorie   in questione   hanno titolo a fruire dell’assunzione obbligatoria, a prescindere dalla posizione in ebventiuali graduatorie ,sino alla saturazione della quota di riserva,fissata al 7%dell’organi della amministrazione pubblica interessata per gli invalidi ,ed a una unita’  se il datore di lavoro pubblico occupa  più di cinquanta dipendenti,  e sino a 150  ,e all’1% per datori di lavoro con oltre 150 dipendenti occupati.

Sino alla saturazione della quota di riserva prevista dalla legge ,le disponibilita’ venfìgono riservate per il 50%n ai riservatari,

La circolare Miur  richiamata ricorda che il diritto di riserva assume rilievo solo con rriferimento ai posti interi,omettendo di precissare se tale vincolo valga per i posti interi in generale oppure soltanro per quelli in organico di diritto.Ossia non risulta chiarito se per posti interi si intendono sia i posti dìche danno luogo all’attribuzione delle supplenzaìee annuali ,che quelli che si assegnano fino al 30 giuggno.Ovvero solo quelli che vengono assegnati fino al 31 agosto.

In materia si richioama la decisione del Consiglio di Stato n.870/2011 ,secondo cui ” la quota indicata dall’art.18 della legge 68/99 va calcolata sull’organico di diritto ,non gia sul contingente di posti ai’utorizzati per le assunzioni a tempo indeterminato

Non risulta neppure emanata alcuna precissazione da parte del Miur in caso di disponbilita di un solo posto.va o no  in favore del riservista?La prassi è in facìvore dell’indisponibilita’ dell’unico posto interom in favore della riserva ed in tal senso si e’ espresso il Consiglio di Stato con la sentenza   n.1984/2006,di seguito riportata in sintesi:

“Con il terzo e fondamentale motivo l’appellante deduce che ha errato il Tribunale nel ritenere inapplicabile – dopo l’entrata in vigore della legge n. 68 del 1999 – la riserva in favore delle categorie protette nei concorsi banditi per la copertura di uno solo tra i posti vacanti esistenti in pianta organica.

Il  motivo  è fondato.

Come è noto, nel vigore dell’art. 12, comma 4, della legge 2.4.1968, n. 482, la giurisprudenza si è autorevolmente orientata nel senso di ritenere che detta riserva opera quando il concorso è stato bandito per la copertura di uno solo fra i più posti vacanti esistenti nella pianta organica per la stessa qualifica, e che simmetricamente la stessa non opera invece (oltre che nel caso di saturazione della quota d’obbligo) quando il posto bandito sia l’unico previsto in pianta organica. (cfr. Ap. 21.10.1989, n. 13, e 24.12.1998, n. 12).

Come è altresì noto, la legge 12.3.1999, n. 68 – recante norme per il diritto al lavoro dei disabili – ha innovativamente introdotto nell’ordinamento una serie di disposizioni sistematicamente finalizzate a realizzare la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato, disponendo altresì in via espressa (art. 22) l’abrogazione della legge n. 482 del 1968.

Per quanto riguarda la riserva nei pubblici concorsi, l’art. 7, comma 2, della legge n. 68 del 1999 prevede che ” i lavoratori disabili iscritti nell’elenco di cui all’articolo 8, comma 2, della presente legge hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d’obbligo e fino al cinquanta per cento dei posti messi a concorso.”.

A fronte di tale contesto normativo il Tribunale ha ritenuto che la riserva può operare solo per la metà dei posti messi a concorso, ed è quindi inapplicabile (anche se la quota d’obbligo non risulti satura) qualora il posto bandito sia unico e quindi infrazionabile.

Al riguardo osserva in primo luogo il Collegio che il limite all’operatività della riserva di cui si discute – originariamente previsto nei concorsi per le carriere direttive e di concetto dall’art. 5 del T.U. n. 3 del 1957 – era già stato reintrodotto dal D.P.R. 9.5.1994, n. 487, recante Norme sull’accesso agli impieghi nelle Pubbliche Amministrazioni, il cui art. 5 prevede infatti che ” le riserve di posti… non possono complessivamente superare la metà dei posti messi a concorso”.

Ora, la vigenza di tale “limite” normativo (perfettamente sovrapponibile nella sua portata sostanziale a quello recato dalla legge n. 68), già allorquando l’Adunanza Plenaria si è pronunciata sul punto, già depone nel senso della traslabilità del principio affermato nella dec. n. 12 del 1998 nel contesto del nuovo ordinamento, non presentando questo alcun carattere di specifica novità.

In altri termini, la disposizione del 1999 ripete – con riferimento ai disabili – un principio già operante nei confronti di tutte le categorie di riservatari (volontari in ferma prefissata, ex ufficiali di complemento etc.) ai sensi dell’art. 5 del Regolamento.

Indipendentemente da ciò, osserva il Collegio che la disposizione in rassegna non può essere interpretata come volta a subordinare l’operatività della riserva al concorrere simultaneo di due diverse condizioni (disponibilità della quota e di metà dei posti) operanti sullo stesso piano.

All’opposto, a giudizio del Collegio, la norma riconosce al disabile idoneo un pieno diritto alla riserva, purchè la relativa quota d’obbligo non risulti già satura.

Il successivo limite (fino alla metà dei posti) non incide sulla correlazione tra il diritto alla riserva e la percentuale della dotazione organica, ma si limita a precludere che – come in vigenza della legge n. 468 poteva in teoria avvenire – la riserva porti alla copertura di tutti i posti messi a concorso da parte di soggetti appartenenti alle categorie protette.

Trattasi, dunque, di limite che risulta naturalmente e ragionevolmente operativo solo laddove i posti banditi siano più di uno e, per converso, non applicabile nei concorsi ad un solo posto, nell’ambito dei quali il diritto del disabile idoneo non è subordinato ad altra condizione che quella della disponibilità di quota percentuale sulla pianta organica.

Del resto, ulteriori considerazioni di ordine generale militano, a giudizio del Collegio, nel senso ora esposto.

In primo luogo sembra infatti non congruo ipotizzare che il Legislatore del 1999 abbia inteso ridurre il livello di protezione garantito ai disabili dalla precedente normativa e dai connessi indirizzi giurisprudenziali in un ambito – quello delle riserve nei concorsi presso la P.A. – da sempre particolarmente sensibile.

In secondo luogo occorre considerare che l’esclusione della riserva nei concorsi ad un solo posto potrebbe comportare – in caso di esasperato frazionamento delle procedure selettive – una materiale elusione del regime di tutela in favore delle categorie protette.

Certamente, nel caso di concorsi banditi per la copertura di un unico posto l’applicazione della riserva comporta una particolare deroga ai principi costituzionali del pubblico concorso e del buon andamento, ma la Corte costituzionale ha già da tempo chiarito come l’esigenza della Pubblica amministrazione per la migliore selezione dei propri impiegati vada contemperata con quella di tutela delle categorie protette, onde consentire a categorie svantaggiate, in possesso comunque di attitudini lavorative e professionali riconosciute in seno ad una selezione pubblica, un più agevole reperimento di un’occupazione. (Corte cost. 1.4.1998, n. 88).

Il provvedimento di rettifica della graduatoria adottato dall’Amministrazione è dunque immune dal vizio di legittimità riscontrato dalla sentenza impugnata.

L’accoglimento dell’appello comporta l’esame delle ulteriori censure dedotte in primo grado dalla ricorrente, e qui riproposte in quanto assorbite dal Tribunale.

Infondato è il motivo mediante il quale la dott.ssa Scargiali deduce l’omessa comunicazione di avvio del procedimento di rettifica della graduatoria nella quale la stessa risultava al primo posto.

L’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento risponde infatti alla finalità di consentire agli interessati di parteciparvi, mediante la presentazione di memorie e documenti, al fine di ottenere una qualche modifica dei provvedimenti finali; pertanto, ove tale contenuto non possa – come nel caso in esame – essere condizionato da parte degli interessati l’omessa comunicazione degrada a mera irregolarità non viziante (cfr. V Sez. 7.7.2005, n. 3733), come del resto ora positivamente previsto dall’art. 21 octies, comma 2, della stessa legge n. 241, introdotto dall’art. 14 della legge n. 15, del 2005.

Infondata in punto di fatto è la censura mediante la quale si deduce che l’art. 2 del bando di concorso precludeva l’applicazione della riserva in favore delle categorie protette nel caso di unico posto messo a concorso.

Al riguardo il Collegio osserva infatti che l’art. 2 del bando – unitariamente considerato – si limita a riproporre pedissequamente il testo della norma primaria di riferimento contenuta nella legge n. 68 del 1999, alla quale la lex specialis fa del resto espresso rinvio, e dunque ben si presta ad essere interpretato nel senso opposto a quello divisato dalla ricorrente.

Con l’ultima censura si deduce la violazione dell’art. 3, comma 4, della legge n. 68 del 1999, a mente del quale ” Per i servizi di polizia, della protezione civile e della difesa nazionale, il collocamento dei disabili è previsto nei soli servizi amministrativi.”.

Sostiene la ricorrente che per i posti di biologo – i quali afferiscono all’area tecnica e non amministrativa – la riserva non poteva essere applicata, indipendentemente dal numero delle unità poste a concorso.

Il mezzo è inammissibile, non avendo la ricorrente impugnato, nemmeno quale atto presupposto, il bando, il quale prevedeva invece – come si è sopra visto – l’applicazione della riserva anche per il concorso de quo.

Sulla scorta delle considerazioni che precedono l’appello va dunque accolto e per l’effetto, in integrale riforma della sentenza impugnata, va respinto il ricorso di primo grado.

Ricorrono giusti motivi per compensare integralmente spese ed onorari del giudizio tra tutte le parti costituite.

 

P.Q.M.

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quarta, definitivamente pronunciando, accoglie l’appello e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso di primo grado.
Le spese del giudizio sono integralmente compensate.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.”

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