A PROPOSITO ASSUNZIONE T.D. VIGILI URBANI MEDIANTE SOMMINISTRAZIONE

Riguardo all’ argomento di cui al titolo , appare  confacente esaminare e definire due distinte questioni ,concernenti rispettivamente:ù

a) la compatibilita’ del rapporto di somministrazione con la polizia locale;

b)l’attuale vigenza dell’art. 5, comma 6, del d.l. n. 78/2015, convertito in legge n. 125/2015,secondo cui:” “sono fatte salve le assunzioni del personale a tempo determinato effettuate dopo la data di entrata in vigore del [presente] decreto, anche se anteriormente alla data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, per lo svolgimento di funzioni di polizia locale, esclusivamente per esigenze di carattere strettamente stagionale e comunque per periodi non superiori a cinque mesi nell’anno solare, non prorogabili” .

Circa la questione sub a),si  sottolinea  che in merito si registrano due orientamenti   contrapposti,che rispettivamente ritengono   escluso ovvero ammesso il rapporto di somministrazione  per la polizia locale

I sostenitori  dell’incompatibilita’   spiegano  tale posizione basandosi su  due motivi. Il primo, è che l’opportunità di utilizzazione della somministrazione di lavoro risiede proprio nella possibilità di acquisire rapidamente dall’esterno risorse già formate per fronteggiare situazioni contingenti; il vantaggio di fondo (per il datore di lavoro) di questa tipologia di lavoro flessibile viene allora a cessare proprio nel momento in cui si desiderano ottenere risorse umane con una qualificazione che l’ agenzia interinale potrebbe non essere  in grado di fornire, non disponendo  di  personale già specializzato nei compiti di polizia locale, compiti che già non risultano ben definiti neanche all’interno dell’ente locale.

Pertanto ,sostituire il personale della polizia locale con personale che possiede qualificazioni impiegatizie proveniente da una agenzia interinale equivale a dire che la polizia locale non ha una propria professionalità.  Il problema è che per la polizia locale la professionalità non risulta al momento attestata da alcuna scuola specifica né titolo di studio o professionale abilitante. Il secondo punto fa parte di una riflessione di natura giuridico-sociale rispetto ai poteri di polizia dei quali gli organi della polizia locale sono dotati; ci si riferisce alle qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza (in caso di richiesta al prefetto ed ottenimento di questa qualifica) delle quali il personale della polizia locale è dotato. Lavorare nella polizia locale implica l’esercizio di poteri autoritativi che sembrerebbero di difficile conferimento ad un soggetto “preso in prestito” da una agenzia di lavoro interinale; se è vero, come è vero, che l’esercizio di determinati poteri non è direttamente collegato al rapporto di lavoro subordinato (si pensi, per esempio, ai magistrati onorari), è anche vero che le ipotesi di mancato inquadramento in pianta stabile del soggetto dotato di poteri autoritativi all’interno dell’organizzazione dello Stato e degli enti pubblici sono circoscritte e ben specificate dalla legge, prevedendo altresì le forme di assunzione. L’utilizzo della somministrazione di lavoro per aliquote massicce di personale all’interno, per esempio, di un corpo polizia municipale, porterebbe alla “privatizzazione” della stessa, snaturandone, nei fatti anche se non nella teoria, le funzioni. In conclusione, nell’ambito della polizia locale, mentre l’utilizzazione di contratti a tempo determinato è senza dubbio legittima, l’uso di lavoratori forniti da agenzie di lavoro interinale (somministrazione di lavoro) appare altamente inopportuna.

Invece , i fautori della legittimita’ del ricorso alla somministrazione per  la polizia locale   fanno riferimento   alla realta’ legislativa  ed in particolare a quanto dispone  l’ .36 del decreto legvo n.165/01 nel testo  definito    dal d.l. 25 giugno 2008, n. 112   convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133,   recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, che con l’art. 49 “Lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni”,  ha ulteriormente   modificato  il citato modificare l’art. 36  , che risulta  ora  essere il seguente:

“Art. 36. Utilizzo di contratti di lavoro flessibile −

  1. Per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato seguendo le procedure di reclutamento previste dall’articolo 35. 2. Per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti. Ferma restando la competenza delle amministrazioni in ordine alla individuazione delle necessità organizzative in coerenza con quanto stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, i contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei contratti di lavoro a tempo determinato, dei contratti di formazione e lavoro, degli altri rapporti formativi e della somministrazione di lavoro, in applicazione di quanto previsto dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dall’articolo 3 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall’articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 per quanto riguarda la somministrazione di lavoro, nonché da ogni successiva modificazione o integrazione della relativa disciplina con riferimento alla individuazione dei contingenti di personale utilizzabile. Non è possibile ricorrere alla somministrazione di lavoro per l’esercizio di funzioni direttive e dirigenziali. 3. Al fine di evitare abusi nell’utilizzo del lavoro flessibile, le amministrazioni, nell’ambito delle rispettive procedure, rispettano principi di imparzialità e trasparenza e non possono ricorrere all’utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell’arco dell’ultimo quinquennio”.     A questo punto il d.l. 112/2008 prima e la legge di conversione n. 133/2008 poi, forniscono una rinnovata apertura alle “forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa”, specificando genericamente che queste modalità possono essere utilizzate solo per “rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali” e rimandando ai contratti nazionali per le modalità applicative.  Va   notato ,inoltre,come anche le pubbliche amministrazioni soddisfino la definizione di “impresa utilizzatrice” di cui all’art. 1, comma 1, legge n. 196/1997, con riferimento all’art. 1, comma 2, d.lgs. n. 165/2001 che considera amministrazioni pubbliche “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale”. Pertanto, in via generale, le pubbliche amministrazioni, e anche i comuni e le province, possono fare ricorso alla somministrazione di lavoro, e dunque senza preclusione per l’utilizzazione di queste forme anche per la polizia locale, questo perché la polizia locale non è compresa in quelle specificità che hanno invece escluso dall’utilizzo della somministrazione di lavoro o dal part-time ai sensi dell’art. 1 della legge 662/1996, alcune categorie, fra le quali il personale militare, quello delle forze di polizia, quello del corpo nazionale dei vigili del fuoco, esclusioni peraltro riferite al solo personale operativo e non a quello amministrativo. Insomma,  , come in molti enti, sono presenti ufficiali ed agenti part-time,   egualmente non vi è una preclusione normativa per la somministrazione di lavoro ,risultando sicuramente possibile utilizzare legittimamente la somministrazione di lavoro per assumere personale all’interno della polizia locale.

In ordine alla questione sub b), alcun  dubbio sussiste sulla persistente ed attuale vigenza dell’art. 5 ,comma 6 ,  del d.l. n. 78/2015, convertito in legge n. 125/2015, che recita:” “sono fatte salve le assunzioni del personale a tempo determinato effettuate dopo la data di entrata in vigore del [presente] decreto, anche se anteriormente alla data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, per lo svolgimento di funzioni di polizia locale, esclusivamente per esigenze di carattere strettamente stagionale e comunque per periodi non superiori a cinque mesi nell’anno solare, non prorogabili” .

Quanto sopra trova espressa e chiara conferma non solo nella risposta a quesito fornito dalla Sezione della Regione Toscana della Corte dei Conti con provvedimento n.3/2016 ,ma pure in quella   prevista dal provvedimento della Corte deei Conti del Lazio n.43/2016 ,in cui  sul punto si legge:

“Venend, poi,all’esame dei termini e della portata della deroga, si osserva quanto segue.

Premesso che, trattandosi di disposizione di natura eccezionale, la deroga deve essere interpretata

in senso stretto, ci si deve chiedere quale sia la ragione del suo sopravvenire

in un quadro normativo che dava valore assoluto all’assorbimento del personale

provinciale anche in deroga a noti e consolidati principi di risparmio della spesa degli enti locali.

A ben vedere, tale principio di partenza, della prevalenza dell’interesse alla riallocazione del personale provinciale,

non è disatteso dalla disposizione derogatoria, ma può ritenersi addiritturaconfermato.

Infatti, l’eccezione riguarda innanzitutto il caso di assunzioni a tempo determinato.

Non solo, ma dette assunzioni, per rientrare nel parametro ammesso, devono rispondere ad

esigenze di carattere strettamente stagionale, e comunque devono avere durata non superiore a cinque mesi nell’anno solare.

Invero, una simile forma di assunzione a carattere stagionale non pare poter rientrare

nell’interesse del personale provinciale, e forse neppure può concettualmente intendersi come forma di assorbimento dello stesso, stante la temporaneità dell’impiego

.In tale quadro, la clausola di garanzia della non prorogabilità dei cinque mesi del lavoro

stagionale si deve intendere come clausola volta ad evitare forme di aggiramento della

disposizione, tali da mascherare un impegno lavorativo di durata superiore con contratti

di lavoro stagionale ripetuti nell’anno.

In altri termini, il divieto di proroga non attiene alla prorogabilità intesa come ripetibilità

del contratto stagionale negli anni a venire, come parrebbe essere oggetto di dubbio nella

richiesta di parere, bensì alla ripetizione del contratto di polizia municipale di cinque mesi in cinque mesi nel medesimo anno.

Tanto è confermato dal dato testuale e dalla considerazione che il limite temporale della durata della disposizione di divieto di assunzione è quello, strettamente connesso alla ratio dell’intera norma, dell’integrale riallocazione del personale di polizia provinciale.

Prima di concludere sull’argomento   ,si ritiene consono richiamare l’attenzione  su  alcuni  aspetti  di cui tener conto in materia di somministrazione per la polizia municipale .

In primo luogo ,evidenziato che l’art.38 del dec.legvo 165/01 al comma 2 dispone che ”  i contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei contratti di lavoro a tempo determinato, dei contratti di formazione e lavoro, degli altri rapporti formativi e della somministrazione di lavoro”  si ricorda che l’art. 2 comma 3 del c.c.n.l. Regioni/Enti Locali 14.9.00 stabilisce che: “Il numero dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo non può superare il tetto del 7% calcolato su base mensile, dei lavoratori a tempo indeterminato in servizio presso l’Ente, arrotondato, in caso di frazioni, all’unità superiore”.

 

In secondo luogo.sembra il caso di rimarcare che  operatori della polizia municipale   sono coloro    che svolgono le attività necessarie all’esercizio di una pubblica funzione quale quella di polizia locale, e nello svolgimento del servizio essi esercitano anche le funzioni di polizia giudiziaria, servizio di polizia stradale e funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ex art. 5 della L. 65/86.Pertanto , occorre valutare se l’Agenzia di Lavoro sia in grado di fornire personale di per se’ idoneo a svolgere dette funzioni,verificando ,quindi ,che il medesimo possa documentare precedenti esperienze lavorative similari  significative   ,tenendo peraltro conto che ,trattandosi di assunzione  a tempo di durata limitata ,tale personale deve essere immediatamente operativo ,mancando la possibilita’ di  formazione sul campo e/o di affiancamento ad altra unita’ esperta

In terzo luogo,si  si sottolinea  la previsione dell’art.19 del dec.legvo n.163/06 ,secondo cui il contratto di somministrazione,in quanto contratto “concernente contratti di lavoro”,rientra tra i c.d. “contratti esclusi” dal medesimo decreto ,mentre il successivo art.27,comma 1, del decreto precisato   stabilisce : .

“L’affidamento dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori,servizi forniture,esclusi,in tutto o  in parte,dall’ambito di applicazione oggettiva del presente codice avviene nel rispetto dei principi di economicità, efficacia,imparzialità,parità di trattamento,trasparenza,proporzionalità.L’affidamento deve essere preceduto da invito ad almeno cinque(Agenzie)concorrenti, se compatibile con l’oggetto del contratto”

Infine ,da non trascurare l’esame  ed il rispetto da parte dell’ente comunale interessato della circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n.9/2007 .in materia di somministrazione che sia attivata  dalle pubblicche amministrazioni.

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