PILLOLE GIURISPRUDENZA CASSAZIONE

1)Licenziamento, TFR e “rito Fornero”

Con sentenza n 17091 del 12 agosto 2016, la Corte di Cassazione ha affermato che nel caso in cui il giudice di merito abbia confermato la validità del licenziamento ed il lavoratore abbia presentato nel ricorso una istanza subordinata finalizzata alla liquidazione del TFR e dell’indennità di mancato preavviso, debba essere applicato, nel giudizio, il c.d. “rito Fornero” non potendo essere letto in maniera restrittiva l’art. 1, comma 48, della, legge n. 92/2012, laddove stabilisce che non si possono proporre domande diverse dalla impugnativa di licenziamento, fatte salve quelle fondate sugli identici fatti costitutivi.

Da notare che  la decisione di cui sopra  contrasta  la  precedente sentanza  della stessa Corte  n. 16662/2015.

2) Certificati medici e licenziamento

Con sentenza n. 17113 del 16 agosto 2016, la Corte di Cassazione ha affermato che se, attraverso elementi oggettivi si prova l’inesistenza di una patologia riportata nei certificati medici, il licenziamento si deve considerare legittimo. Nel caso di specie, a fronte di una lombalgia certificata, il lavoratore aveva tenuto un comportamento palesemente incompatibile con la patologia (cosa accertata da una agenzia di investigazione).

Si rimarca che  la motivazione del recesso e’ stata di “simulazione fraudolenta dello stato di malattia”.

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