DISCIPLINA ASDI-ASSEGNO DISOCCUPAZIONE-DOPO DEC.LEGVO N.150/2015

Di seguito, si  esaminano   gli aspetti rilevanti  della   ASDI- Assegno Disoccupazione-,cosi’ come    disciplinata dall’ art.16  del DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 22   e  dalle  integrazioni di cui al  dec.legv n. 150/2015.

 1.Premessa e quadro normativo
L’articolo 16, comma 1, del citato  decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2015, in vigore dal 7 marzo 2015,
 ha istituito, a decorrere dall’1 maggio 2015, e in viasperimentale per il solo 2015, l’ASDI -Assegno di disoccupazione – con  la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito per i lavoratori, già beneficiari della   prestazione NASpI   fruita  per l’intera sua durata, fino al 31 dicembre 2015, che siano privi di occupazione e si trovino in condizione economica di bisogno.
Lo stesso articolo 16, al comma 6, rinvia ad un successivo decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di
concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze,  la definizione, tra l’altro, della situazione economica di bisogno, dei requisiti, dei criteri di individuazione dei destinatari, nonché dei limiti di cumulabilità dei redditi da lavoro conseguiti nel periodo di fruizione dell’ASDI.
Inoltre , il  decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 all’art.43  , dopo aver  stabilito un incremento
dell’autorizzazione di spesa ,ha previsto  la prosecuzione della sperimentazione dell’Assegno di disoccupazione (ASDI)
anche nei confronti di coloro che abbiano interamente usufruito della NASpI oltre il termine del 31 dicembre 2015,aggiungendo,peraltro, che successivamente  verranno definite le modalità per la prosecuzione ulteriore della sperimentazione dell’ASDI.
Con il decreto del MLPS/ MEF del 29 ottobre 2015,pubblicato in G.U. n.13 del 18 gennaio 2016, emanato in attuazione della norma di cui all’articolo 16 del decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2015, sono stati, definiti
-i beneficiari ed i requisiti (art.2),
la durata ela misura del beneficio (art.3),
la compatibilità con lo svolgimento dell’attività lavorativa ;
– la decadenza (art.4),
-il progetto personalizzato (art.5),
– gli obblighi e le sanzioni (art.6),
-le modalità di richiesta ed erogazione (art.7),
-il monitoraggio e la valutazione (art.8).
Sulla materia è inoltre intervenuto il decreto legislativo n. 150 del 2015, che all’articolo 20 ha stabilito che i lavoratori,
al fine di confermare lo stato di disoccupazione, debbano stipulare un patto di servizio personalizzato con i centri per
l’impiego ed  all’articolo 21  ha disciplinato più specificamente in norma primaria alcuni aspetti, relativamente alle
politiche attive, connessi allo stesso ASDI.

2.Requisiti

Per poter beneficiare dell’assegno in questione la/il lavoratrice/ lavoratore deve aver già beneficiato della Naspi per la sua durata massima e deve trovarsi ancora in uno stato di disoccupazione e deve inoltre  possedere almeno uno dei seguenti requisiti

a)presenza nel nucleo familiare di almeno un minore di anni 18;

b)età pari o superiore a 55 anni e mancata maturazione dei requisiti di pensione anticipata o di vecchiaia.

Per gli eventi di disoccupazione iniziati entro il 1 maggio 2015, ricadenti nella tutela dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) e Mini-ASpI, e che  risultano terminati  entro il 31 dicembre 2015, i soggetti fruitori della prestazione di disoccupazione sono esclusi dalla platea dei potenziali beneficiari ASDI.

fissa anche il livello massimo del valore ISEE che dà diritto all’erogazione dell’Asdi in 5mila euro.

Il nucleo familiare da prendere in considerazione ai fini del requisito di cui alla sopra citata lettera a) è quello di cui all’articolo 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, indicato dal richiedente l’ASDI nella Dichiarazione Sostitutiva Unica per la l’ISEE, come stabilito all’articolo 1 lettera e) del decreto interministeriale del 29 ottobre 2015.

Ai fini della ammissibilità della domanda di ASDI, il minore di cui al punto a) può anche non essere figlio del richiedente.

Per quanto concerne  i destinari dell’ASDI  di cui all’ipotesi sub b )  prevista nel precedente n.2), si segnala che il perfezionamento dei requisiti pensionistici di vecchiaia o anticipata, come attualmente vigenti, comporta l’impossibilità di percepire l’ASDI.

3.Misura

L’Asdi prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% dell’importo percepito con la Naspi.

L’Inps con propria circolare sotto evidenziata ha fissato  l’importo minimo e massimo del sussidio  in misura  pari all’ammontare della Carta Acquisti sperimentale per quanto riguarda il valore più basso (231 euro al mese) e dell’assegno sociale per il valore massimo (448,07 euro al mese).

Entrambi gli importi sono incrementati proporzionalmente in base ai carichi di famiglia del beneficiario, senza comunque mai superare i 600 euro.

3-bis.Durata

La durata massima dell’Asdi viene stabilita in 6 mesi.

 

4.Domanda

Per accedere al sostegno deve essere presentata all’Inps attraverso la procedura informatica predisposta sul sito dell’ente entro 30 giorni dalla cessazione della Naspi.

Nel caso in cui il lavoratore abbia cessato di percepire l’assegno della Naspi nel periodo tra il primo maggio 2015, data di entrata in vigore del decreto istitutivo, e la pubblicazione della circolare Inps, i termini di richiesta dell’Asdi decorrevano  a partire dal 3 marzo 2016.

Il lavoratore ammesso all’erogazione del sussidio, è tenuto a sottoscrivere con i servizi per l’impiego un progetto personalizzato che prevede la partecipazione a corsi di formazione e orientamento e l’accettazione di posti di lavoro eventualmente offerti. La disattenzione all’impegno sottoscritto comporta la perdita del sussidio.

5.Compatibilità dell’ASDI con l’attività di lavoro e decadenza

Il lavoratore che durante il periodo è collocato in ASDI instaura un nuovo rapporto di lavoro (subordinato, autonomo anche come impresa individuale) è soggetto ai limiti di compatibilità e agli obblighi di comunicazione identici a quelli previsti per la NASPI.

Pertanto il lavoratore decade dal beneficio allorquando, senza giustificato motivo, non si presenta agli appuntamenti con il responsabile del progetto dell’orientamento, non partecipa alle iniziative formative e di riqualificazione, non accetta un’offerta di lavoro congrua.

Sanzioni

Le sanzioni sono adottate dal Servizio per l’impiego che le comunica all’INPS e all’INAIL ai fini dell’emanazione dei conseguenti provvedimenti e del recupero delle somme indebite eventualmente erogate. Contro il provvedimento del Servizio dell’Impiego è ammesso ricorso all’ Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro ( ANPAL)

Allegat1.

 

 
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