REGOLAMENTAZIONE COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO DOPO DEC.RETI LEGVI 150/15 E 151/15

Molteplici e rilevanti sono le modifiche ed integrazioni che ,a decorrere  dal 24 settembre 2015, risultano apportate dai decreti citati nel titolo   ,emanati  in attuazione della legge 183/14 , alla disciplina del collocamento obbligatorio ,di cui  viene dato  conto nella presente esposizione ,che   fa riferimento  in particolarealle disposizioni della legge n.68/99 e dl DPR n.333/2000,che tuttora costituiscono le  principali fonti normative   sulla  materia.

 

1)  I SERVIZI IMPIEGO PER COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

( Art 6,comma 1 ,Legge 68/99)

 

La legge affida il compito di provvedere all’ inserimento professionale dei soggetti appartenenti alle categorie protette mediante il collocamento obbligatorio  ai servizi competenti,che ,a norma dell’ art.4 dell’ormai abrogato  dec.legvo 469/97, non compete piu’ al MLPS ,ma alle singole Regioni individuare   ,stabilendo altresì l’ambito di competenza territoriale, di regola  coincidente con quello  delle singole province.

Detti servizi  sono tenuti a comunicare    alla competente Direzione territoriale del lavoro il mancato rispetto della normativa in materia di collocamento obbligatorio ed i casi di esonero, per l’attivazione degli eventuali accertamenti

I servizi competenti provvedono ad iscrivere i lavoratori interessati in appositi elenchi, ordinati secondo una graduatoria, sulla base dei criteri definiti dalle singole Regioni, nel rispetto dell’atto di indirizzo e coordinamento adottato dalla Presidenza del Consiglio con D.P.C.M. 13/01/2000,come stabilito   dall’art. 8, 4° comma,della  legge n.68/1999

Di conseguenza, i criteri e punteggi regionali per la formazione della graduatoria non saranno necessariamente uniformi a livello nazionale, circostanza che potrebbe sollevare qualche problema in caso di trasferimento dell’iscrizione da una Regione ad un’altra, anche se i criteri di valutazione prioritari rimangono sempre per ciascun lavoratore i seguenti: l’anzianità di iscrizione, le condizioni economiche, il carico familiare e le percentuali di disabilita’ .

Per gli avviamenti nel pubblico impiego, come si vedrà, si applicano invece gli specifici criteri di valutazione indicati nella tabella allegata al D.P.R. n. 487/94 ,come modificata dal dpr n.246/97,che,quindi sono uniformi su tutto il territorio nazionale, anche se le Regioni possono individuare ulteriori elementi di valutazione.

 

Pertanto,qualora le Regioni nulla dispongano,laddove si utilizzi il sistema della graduatoria fissa annuale ,la stessa viene stilata con riferimento agli iscritti ed ai punteggi risultanti alla data del 31 dicembre di ogni anno, per essere pubblicata entro il 31 marzo successivo ,che rimane ferma fino alla pubblicazione della nuova graduatoria dell’anno successivo

Tuttavia ,il sistema  della graduatoria annuale risulta ormai poco praticato  ,mentre in genere si ricorre alle cosi’ dette graduatorie di giornata ,ossia quelle che ,previste dagli indirizzi  operativi regionali,vengono realizzate previo bando pubblico da divulgare adeguatamente anche  tramite i mezzi d’informazione ,così da permettere ai lavoratori di fornire la propria personale adesione entro un termine prestabilito e la conseguente formazione e pubblicazione delle graduatorie da cui in servizi attingono per l’avviamento in  esito di  richieste datoriali numeriche

Infatti, nel collocamento obbligatorio ,a differenza di quello ordinario caratterizzato dall’ dall’iscrizione facoltativa negli elenchi del collocamento  di domicilio e dalla assunzione diretta nominativa generalizzata  con la preventiva  comunicazione obbligatoria on line  ai Centri impiego,continua a vigere  il sistema  dell’iscrizione obbligatoria ai servizi impiego di residenza ,salvo trasferimento in altra struttura e del rilascio preventivo del  nulla osta di avviamento  da parte dei servizi per impiego ,in esito a corrispondente richiesta numerica o nominativa  da parte dei datori di lavoro privati e degli enti pubblici economici ,nonche’ delle  pubblche amministrazioni, ex art.35 comma 1 dec.legvo 165/01,che operano :

  1. a) tramite procedure selettive , volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno; b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.

 

 

2) LE CATEGORIE PROTETTE  ASPIRANTI AL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

(Art.1,c.1 legge 68/99-art.1 commi 1,2 e 3 dpr 333/2000-Art.18 Legge 68/99-legge 407/98 -d.lvo 151/15)

 

I destinatari  delle assunzioni obbligatorie presso i datori privati e le pubbliche amministrazioni sono:

1) le persone disabili di cui all’articolo 1 della legge n. 68 /1999, ossia :

  1. a) le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile in conformità alla tabella indicativa delle percentuali di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata, ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509, dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dalla Organizzazione mondiale della sanità
  2. b) (dal 24.9.2015 ex d.lvo 151/15) i titolari di assegno d’invalidita’,di cui alla Legge 12 giugno 1984 n. 222 il cui 1 ,comma 1,che recita“Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell’assicurazione obbligatoria per  l’invalidita’,  la vecchiaia  ed  i  superstiti  dei  lavoratori  dipendenti ed autonomi gestita    dall’Istituto    nazionale   della   previdenza   sociale,l’assicurato la  cui  capacita’ di lavoro, in occupazioni confacenti alle  sue  attitudini,sia  ridotta  in  modo  permanente a causa di infermita’ o difetto fisico o mentale a meno di un terzo”.

c)le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento, accertatadall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti

d)le persone non vedenti o sordomute, di cui alle leggi 27 maggio 1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e successive modificazioni ,intendendo ,agli effetti della legge sul collocamento obbligatorio , per non vedenti ,coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore adun decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione e , per sordomuti ,coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata

  1. e) le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme inmateria di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.

f)Inoltre restano ferme le norme per i centralinisti telefonici non vedenti di cui alle leggi 14 luglio 1957  n.594, e successive modificazioni, 28 luglio 1960, n.778, 5 marzo 1965, n. 155, 11 aprile 1967, n.231, 3 giugno 1971, n. 397, e 29 marzo 1985, n. 113, le norme per i massaggiatori e massofisioterapisti non vedenti di cui alle leggi 21 luglio 1961, n. 686, e 19 maggio 1971, n. 403, le norme per i terapisti della riabilitazione non vedenti di cui alla legge 11 gennaio 1994, n. 29, e le norme per gli insegnanti non vedenti di cui all’articolo 61 della legge 20 maggio 1982, n. 270.

 

2) i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 /1999,ossia:gli orfani ed i coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause, nonché i coniugi ed i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati, il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763),

3) i soggetti di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407, recante: “”Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.”, come modificata dalla legge 17 agosto 1999, n. 288,  ossia le vittime ed i familiari   superstiti di eventi   di terrorismo, malavita organizzata e   dovere ,compresi quelli intervenuti per fatti di lavoro , intervenuti sia in Italia(art.15 legge 2006/04 ) ,che all’estero (art.2,comma 106, legge 244/07),a decorrere dall’1.1. 1961.

4)i testimoni di giustizia hanno diritto, tra l’altro, ad accedere a programmi di assunzioni nella pubblica amministrazione, con qualifica e funzioni corrispondenti al titolo di studio ed alle professionalità possedute, fatte salve quelle che richiedono il possesso di specifici requisiti, per chiamata diretta nominativa, nei limiti dei posti vacanti e nel rispetto delle disposizioni limitative in materia di assunzioni, sulla base delle intese conseguite fra il Ministero dell’interno e le Amministrazioni interessate

Infatti risulta esteso anche ai testimoni di giustizia il diritto al collocamento obbligatorio con precedenza previsto dall’articolo 1, comma 2, della L. n. 407/1998,per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzatae del dobvere  con modalità stabilite, anche al fine di garantire la sicurezza delle persone interessate,

 

 

3) ISCRIZIONE LAVORATORI LISTE DEL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

(Art.8 commi da 1 a 5 legge 68/99-Art.1,c.1 dpr 333/2000 Decreti legvoi nn.150/15 e 151/15).

 

Come detto in precedenza ,gli aventi diritto, che aspirano ad una occupazione obbligatoria  conforme alle proprie capacità lavorative, si iscrivono nell’elenco tenuto dai servizi del collocamento obbligatorio per il luogo di residenza ,mentre l’art.7 del  dec.legvo n.151/2015 , ha disposto che   l’’iscrizione nell’elenco dei servizi competenti di luoghi diversi da quello di residenza  può avvenire solo previa cancellazione dall’elenco di provenienza

L’iscrizione al  collocamento obbligatorio dei disabili da parte dei Servizi competenti avviene secondo le indicazioni del Comitato tecnico, composto da funzionari dei servizi medesimi ed esperti del settore sociale e medico-legale, con particolare riferimento alla materia della disabilità, con compiti di valutazione delle residue capacità lavorative, definizione di strumenti e prestazioni atti all’inserimento e predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di disabilità

L’iscrizione è consentita anche ai lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, che abbiano gli stessi i requisiti richiesti per i cittadini italiani, con l’unico onere aggiuntivo di esibire il permesso di soggiorno, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale con olare n. 11/1999, in virtù del principio di parità di trattamento fra lavoratori italiani e stranieri regolarmente soggiornanti

Vediamo ora quali sono i requisiti  per l iscrizione

Innanzitutto il possesso dell’età lavorativa, nel senso che possono  essere iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio solamente le persone che abbiano compiuto l’età per l’accesso al lavoro e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile,rammentando . in proposito che dall’anno scolastico 2007-2008, l’istruzione obbligatoria è impartita per almeno 10 anni e di conseguenza l’età per l’accesso al lavoro è elevata a 16 anni e che il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia è stato innalzato a 66 anni e tre mesi e sarà ulteriormente  inalzato nei tempi futuri.

È stato abolito, invece, il limite dei 55 anni di età previsto previgente disciplina del collocamento obbligatorio di cui alla precedentte legge 482/68 e di conseguenza si ritengono superati, benché non espressamente abrogati dalla L. n.68/1999, anche gli analoghi limiti di età previsti dalle normative speciali sul collocamento obbligatorio di alcune categorie particolari, quali i centralinisti ed i masso-fisio-terapisti non vedenti .

In secondo luogo, sinora quale  requisito generale per l’iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio veniva previsto  lo stato di disoccupazione,che com’è noto,si conserva anche in caso di svolgimento di un’attività lavorativa che procuri un reddito da lavoro non superiore al minimo esente ai fini fiscali .

Si segnalano tuttavia due eccezioni in proposito

In primo luogo, quando un lavoratore disabile viene avviato al lavoro dai servizi

competenti e successivamente perde l’impiego per riduzione di personale o per giustificato

motivo oggettivo, mantiene la posizione in graduatoria che aveva acquisito prima dell’

avviamento, come se non fosse stato mai cancellato

In secondo luogo, il requisito della disoccupazione non è richiesto per le vittime del

terrorismo e della criminalità organizzata , del dovere e per i testimoni di giustizia

Naturalmente, lo stato di disoccupazione non può essere causato dal rifiuto ingiustificato di un’offerta di lavoro da parte dello stesso lavoratore disabile.

Difatti al secondo rifiuto consecutivo, salvo giustificato motivo, la Direzione Provinciale del Lavoro ne dispone la decadenza dal godimento dell’eventuale indennità di disoccupazione e la cancellazione dalle liste del collocamento obbligatorio per un periodo di sei mesi. Ne conseguirebbe, a rigore, la perdita dell’anzianità maturata, salvo interpretare il termine“cancellazione”, utilizzato dal legislatore, nel senso di una semplice “sospensione”, con conservazione dell’anzianità di iscrizione

In materia di stato disoccupazione ,il  24 settembre 2015 costituisce la data  da cui risulta entrato in vigore il decreto legvo n.150/15,che ha portato significative  innovazioni in materia,con la conseguente ed esplicita abrogazione ,prevista dall’art.34 ,comma 1,del dec.legvo n.181/2000(fatta eccezione per gli artt.1bis(Scheda anagrafica e professionale)  e 4bis( Assunzione diretta nominativa ),che insieme alla DGRA n.157/2006 ,in Abruzzo  disponeva   gli indirizzi operativi per favorire l’incontro tra  la domanda e l’offerta di lavoro ,nonche’ i criteri per le politiche attive  concernenti il mercato del lavoro.

Ricordato che in proposito la Direzione Lavoro ,Formazione e Politiche Attive della regione  Abruzzo ha fornito le prime indicazioni operative riguardanti le nuove disposizioni  sullo stato di disoccupazione di cui al dec.legvo 15015 ,il 9 maggio 2016,,da tale data risulta che i servizi impiego delle quattro province  operano in conformita’ in materia sia per il collocamento ordinario ,che per quello obbligatorio.

Pertanto ,si illustrano sinteticamente le nuove norme in mmateria di disoccupazione vigenti dal 9 maggio scorso:

 

A) STATO  DISOCCUPAZIONE 

Il D.Lgs. 150/2015 (,che si occupa delle politiche attive per l’impiego negli artt da 18 a 28),definisce all’art. 19 la condizione di disoccupazione, considerando  disoccupati  i lavoratori “privi di impiego” che dichiarano, in forma telematica, al Portale Nazionale delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego

Pertanto, lo stato di disoccupazione ,secondo il decreto menzionato , presuppone    essere privi di impiego  e ,quindi , non svolgere alcuna attività lavorativa ,sia di tipo subordinato ,che di tipo autonomo. ,mentre   l’unica attività lavorativa compatibile  è quella svolta con il lavoro accessorio per esplicita previsione normativa (art. 49, c. 4, del D.Lgs. n. 81/2015).

 

La nota del Ministero del Lavoro . n. 2866 del 26/02/2016  consente di essere considerati privi di impiego anche ai soggetti in possesso di partita IVA non movimentata negli ultimi 12 mesi.

 

Si conferma ,altresì ,che sono da considerare privi di impiego,  i soggetti   interessati da   situazioni ,che,  pur  se remunerate, non costituiscono rapporto di lavoro, come, ad esempio: tirocini, borse di studio, borse lavoro, servizio civile ed attività di pubblica utilità.

Infine,per lo stato di disoccupazione  necessita dichiarare la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro.

B) LAVORATORE A RISCHIO DISOCCUPAZIONE

E’ il comma 4 dell’art.19 del dec.lvo 150/15 che ha introdotto nell’ordinamento lo status di       “Lavoratore a rischio disoccupazione” , riferendosi ai lavoratori dipendenti che, per accelerare la presa in carico da parte dei CPI, possono effettuare la relativa  dichiarazione al Portale nazionale delle politiche del lavoro  sin dal momento  del ricevimento  della comunicazione di licenziamento,   risultando in corso  l’eventuale  periodo di preavviso.

Peraltro resta stabilito che in  questo caso il lavoratore acquisisce lo status di disoccupato dal momento della perdita effettiva del rapporto di lavoro.

 

 C)SOSPENSIONE STATO DISPOCCUPAZIONE

 

In continuità con la previgente normativa ,secondo l’art.19,comma 3, ,lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi.

La Nota del Ministero del Lavoro, Prot. n. 2866 del 26/02/2016, ha chiarito che:

1) in caso di attribuzione di una CO (a prescindere dalla durata del rapporto di lavoro) ad un soggetto che abbia rilasciato la DID, verrà prevista “in automatico”  la sospensione dello stato di disoccupazione, per la durata massima di sei mesi

2)Qualora il contratto di lavoro abbia ab origine una durata superiore ai sei mesi e nel termine di sei mesi non interviene una C.O. di cessazione del rapporto di lavoro, si procederà alla decadenza dallo stato di disoccupazione, a far data dall’inizio del rapporto di lavoro.

 

3) Laddove, invece, intervenga una C.O. di cessazione entro il termine di sei mesi (ad esempio, entro tre mesi), la sospensione dello stato di disoccupazione terminerà dopo i tre mesi. e la durata della disoccupazione ricomincia a decorrere da tale termine.

 

D)LA CONDIZIONE DI “NON  OCCUPAZIONE

 

Tra le novità introdotte dal D.Lgs. 150/2015  risalta la cosi’ detta Condizione di “Non occupazione” (art. 19, c.7): ossia, la condizione dei soggetti non disponibili allo svolgimento dell’attività lavorativa. Questa fattispecie è stata inserita per evitarne l’ingiustificata registrazione come disoccupati, specificando che, dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 150/2015, le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionavano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione, si intendono oggi riferite alla condizione di “non occupazione”.

La Circolare MLPS n. 34/2015 chiarisce che, in analogia alle disposizioni dell’art. 9 e 10 del D.Lgs. n. 22/2015 (dettate con riferimento alla NASpI) a tutela del diritto alla prestazione, per coloro che svolgono una attività lavorativa di “scarsa intensità” si intendono in condizione di “non occupazione” anche coloro che pur svolgendo una attività lavorativa ne ricavino un reddito annuo minimo escluso da imposizione (inferiore a € 8.000 per lavoro subordinato o parasubordinato e € 4.800 per lavoro autonomo).

Le amministrazioni interessate provvederanno, a verificare che il soggetto, che faccia richiesta di prestazioni sociali/assistenziali, risulti privo di impiego o svolga attività lavorativa da cui derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi del DPR 917/1986.

Nelle more della stipula delle Convenzioni tra Anpal e le amministrazioni interessate, si rinvia a quanto previsto dal D.P.R. n. 445/2000 in tema di dichiarazioni sostitutive e di idonei controlli che le amministrazioni sono tenute ad effettuare sulla veridicità delle dichiarazioni.

 

 

E)PERDITA DELLO STATO DISOCCUPAZIONE

Si perde lo stato di disoccupazione nei seguenti casi:

1)Avvio di un’attività lavorativa, con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato della durata superiore a 6 mesi: la perdita è automatica e regolata dai meccanismi della sospensione (art. 19, c. 1, del D.lgs. n. 150/2015).

2)Avvio di un’attività di lavoro autonomo di qualsiasi durata :la perdita viene accertata nel momento in cui, come da Patto di Servizio Personalizzato, vi è una comunicazione con autocerticazione da parte dell’utente (art. 19, c. 1, del D.Lgs. n. 150/2015).

3)In caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua in assenza di giustificato motivo (art. 20, c. 3, lett. c, D.Lgs. n. 150/2015)

Pertanto ,in relazione alla perdita dello Stato di disoccupazione, il D.lgs. 150/2015 (Art.22)inasprisce, attraverso i nuovi meccanismi di condizionalità per i percettori il regime sanzionatorio in caso di mancata partecipazione alle misure di politica attiva concordate, prevedendo la decurtazione progressiva delle indennità prima della decadenza del trattamento e dallo stato di disoccupazione.

 

In relazione a quanto sopra ,si tratta di verificare se ed in che modo le nuove disposizione previste dal dec.legvo 150/15 sullo stato di disoccupazione e rese operative presso i Servizi Impiego dell’Abruzzo ,incidono sulla disciplina del collocamento obbligatorio ,tenuto conto che la previgente regolamentazione dello stesso indica tra i requisiti che devono sussisteri in capo delle persone appartenenti alle ccategorie protette ed aspiranti alle assunzioni riservate indicava di regola lo stato di disoccupazione e l’iscrizione nelle liste relative .

A tal fine ,si richiama la Circolare del Mlps n.34/15 ,che prevede quanto  segue.

L’articolo 18, comma 3, del decreto legislativo n. 150/2015  stabilisce  che le norme del Capo II si applicano al collocamento dei disabili, di cui allalegge n. 68/1999, “in quanto compatibili”

Si ritiene, pertanto, utile chiarire quali siano le norme compatibili, al fine di garantirne un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale.

In primo luogo, le attività di politica attiva del lavoro previste dall’articolo 18 del decreto

legislativo n. 150/2015 dovranno essere svolte anche ai fini del collocamento mirato.

Inoltre, considerato che requisito per l’iscrizione negli elenchi del collocamento è lo

stato di disoccupazione, trova applicazione l’articolo 19, comma 1, del de

creto legislativo n. 150/2015.

Pertanto, la persona priva di impiego, che dichiarala propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro, si iscrive nell’ elenco del collocamento mirato dove ha la residenza o in altro elenco nel territorio dello Stato.

Tuttavia, all’iscrizione nell’elenco del collocamento mirato si ritengono applicabili analogicamente le disposizioni di cui agli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 22/2015 dettate con riferimento alla NASpI, rinvenendosi la medesima ratio a fondamento dei due benefici, ovvero favorire l’inserimento lavorativo delle persone disoccupate evitando, in particolare, i disincentivi legati alla perdita immediata dei benefici connessi allo stato di disoccupazione.

Pertanto, la permanenza nell’elenco del collocamento mirato è compatibile con il rapporto di lavoro subordinato e lo svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma nei seguenti termini:

a)l’iscritto che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (€ 8.000), decade dall’iscrizione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tal caso, l’iscrizione è sospesa per la durata del rapporto di lavoro.

Esempi:

– Nel caso in cui l’iscritto svolga una attività lavorativa di tipo subordinato da cui derivi un reddito annuo pari a € 9000, della durata di sette mesi, decade dall’iscrizione.

 

-Nel caso in cui l’iscritto svolga una attività lavorativa di tipo subordinato da cui derivi un reddito annuo pari a € 9000, della durata di cinquemesi, l’iscrizione è sospesa.

 

b)l’iscritto che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione (€ 8.000), conserva l’iscrizione.

 

c)L’iscritto che intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale dalla quale ricava un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti (€ 4.800) ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, conserva l’iscrizione.

 

La persona iscritta negli elenchi del collocamento mirato è tenuta alla stipula del patto di servizio personalizzato, di cui all’articolo 20 del decreto legislativo n.150/2015.

In merito ai contenuti, pare opportuno evidenziare che nell’individuazionedel profilo personale di occupabilità, della definizione degli atti di ricerca attiva e delle tempistiche, della frequenza ordinaria di contatti con il responsabile, dell’accettazione di congrue offerte di lavoro, si dovrà tener conto di quanto annotato nella scheda dal Comitato tecnico, ovvero delle capacità lavorative, delle abilità, delle competenze e delle inclinazioni, nonché della natura e del grado della disabilità.

Nel caso in cui la scheda non fosse disponibile, il patto potrà essere aggiornatosulla base della stessa. A tal fine ulteriori indirizzi operativi potranno derivare dalle redigende Linee guida in materia di collocamento mirato che saranno adottate in materia di valutazione bio-psico-sociale della disabilità, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 151/2015.

 

Alla persona iscritta negli elenchi del collocamento mirato risulta applicabile la disciplina prevista dall’articolo 21 del decreto legislativo n. 150/2015, recante “rafforzamento dei meccanismi di condizionalitàe livelli essenziali delle prestazioni relative aibeneficiari di strumenti di sostegno al reddito”.

In particolare, quanto alle sanzioni, in luogo dell’articolo 10, comma 6, della legge 68/1999, riferito all’indennità di disoccupazione ordinaria, trovano applicazione il comma 7, il comma 8 e il comma 9 dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 150/2015, considerato che la disciplina dei benefici ordinari connessi alla disoccupazione è stata del tutto innovata rispetto alle norme previgenti e che, in via generale, le nuove disposizioni risultano essere di maggior favore rispetto alle antecedenti con particolare riferimento alla decadenza dal beneficio economico e dallo stato didisoccupazione. Infatti, l’articolo 21 del decreto legislativo n. 150/2015, disponendo la decadenza dalla prestazione alla terza mancata presentazione alle convocazioni (art. 21, comma 7, lett. a) e la decadenza dallo stato di disoccupazione per due mesi (comma 9), risulta più favorevole all’iscritto al collocamento mirato rispetto all’articolo 10, comma 6, della legge 68/1999 che prevede “ladecadenza dal diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria e la cancellazione dalle liste di collocamento per un periodo di sei mesi del lavoratore che per due volte consecutive senza giustificato motivo non risponda alla convocazione”

.In merito all’articolo 25 del decreto legislativo n. 150/2015, ed in particolare ai principi ivi indicati ai fini della definizione di offerta di lavoro congrua, il posto di lavoro offerto deve essere corrispondente ai requisiti professionali e alle disponibilità dichiarate all’atto della iscrizione.

Atteso il disposto di cui all’articolo 10, comma 1,della legge n. 68/1999, al lavoratore assunto ai sensi della Legge 68/99 si applicano le norme di cui agli articoli 22 e 26 del decreto legislativo n. 150/2015.

In particolare, con riferimento alle attività di pubblica utilità a beneficio della comunità, sebbene in tale ipotesi, è bene ricordare, non si determini l’instaurazione di un rapporto di lavoro, resta fermoil principio generale secondo cui al lavoratore condisabilità non può essere chiesto lo svolgimento di una prestazione non compatibile con le sue “minorazioni” ( articolo 10, comma 2 della legge  n.68/1999).

Uffici competenti ex lege n. 68/1999.

In merito alla nozione di “uffici competenti”, più volte richiamata dalla legge n. 68/1999, sembra opportuno effettuare un raccordo con le previsioni del decreto legislativo n. 150/2015.

In particolare, al fine di garantire livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale e di rendere meno onerosi gli adempimenti in merito al collocamento mirato da parte dei datori di lavoro, si ritiene che le regioni debbano individua

re almeno un ufficio, su base territoriale provinciale, deputato agli interventi volti a favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti con disabilità

Gli indirizzi or ora esposti ,cosi’ come ricavati dalla circolare del MLPS n.34/15 ,indicano ai servizi impiego ed agli utenti i comportamenti da tenere “di regola “in materia di stato di disoccupazione per il collocamento obbligatorio ,mentre tacciono quando si e’ in presenzza della situazione ,accennata al n.3 della presentte esèpposizione ,degli aspiranti beneficiari del colloccamento obbligatorio appartenenti alle categorie di cui all’art.1,comma 2 , del dpr n.333/2000,secondo cui :

“2. In attesa di una disciplina organica del diritto al lavoro per tali categorie, possono essere iscritti negli elenchi di cui al comma 1 i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 del 1999, nonché quelli di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407, recante: “”Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.”, come modificata dalla legge 17 agosto 1999, n. 288, questi ultimi anche se non in possesso dello stato di disoccupazione. Per i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di servizio, di guerra o di lavoro, nonché per i soggetti di cui alla citata legge n. 407 del 1998 e successive modificazioni e integrazioni, l’iscrizione nei predetti elenchi è consentita esclusivamente in via sostitutiva dell’avente diritto a titolo principale. Tuttavia, il diritto all’iscrizione negli elenchi per le predette categorie sussiste qualora il dante causa sia stato cancellato dagli elenchi del collocamento obbligatorio senza essere mai stato avviato ad attività lavorativa, per causa al medesimo non imputabile.”

Salvo diversa indicazione da parte degli organi istituzionali competernti ,di cui al momento non si ha conoscenza,si ritiene che, trattandosi di norma speciale,che,peraltro, non viene citata tra quelle abrogate dall’art.34, c.1 ,del dec.legvo 151/15,la  stessa continui a trovare applicazione senza  essere  in alcun modo intaccata e/o  condizionata  dalle nuove disposizioni del dec.legvo 150/15 sullo stato di disoccupazione per il collocamento obbligatorio ,così come precisate dalla circolare del mlps n.34/15 sopra esposta.

 

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) QUOTE RISERVA  DATORI LAVORO PER COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

(Art.3 commi 1e 2 ,art.4 ,commi 1,2 e 3 , art.18 c.2 legge 68/99-Art.2 dpr 333/2000 dec.legvo n.151/15)

 

Per promuovere l’integrazione lavorativa degli appartenenti alle categorie , tra l’altro,

la legge prevede l’obbligo di riservare ai lavoratori appartenenti alle stesse

una certa quota delle assunzioni, proporzionata alle dimensioni dell’organico aziendale,

I datori di lavoro che occupano da quindici a trentacinque dipendenti,

sono tenuti ad assumere alle loro dipendenze almeno un lavoratore disabile appartenente alle categorie protette di cui all’art. 1 della L. n.68/1999,con richiesta nominativa ,coloro che occupano da trentasei a cinquanta dipendenti sono tenuti ad assumerne due , con richiesta numerica e nominativa al 50% mentre oltre i cinquanta dipendenti l’obbligo di riserva  per i disabilii è stabilito nella misura del

7% del personale in organico,di cui 60% nominativamente e 40% numericamente. più 1% a favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati, ai quali l’articolo 18 della medesima legge riserva questa ulteriore e specifica quota aggiuntiva (

In due ipotesi, la facoltà di richiesta nominativa è ulteriormente estesa.

In primo luogo per le assunzioni obbligatorie effettuate da parte dei partiti

politici, delle organizzazioni sindacali e sociali e degli enti da loro promossi ; in secondo luogo per l’assunzione dei disabili psichici

in attuazione di una convenzione appositamente stipulata con i servizi competenti (art.

L’obbligo di riserva riguarda indistintamente tutti i datori di lavoro, privati e pubblici

, compresi naturalmente gli enti pubblici economici, che a

questi fini sono completamente equiparati ai datori di lavoro privati

 

Da gennaio 2017 sono abrogate le disposizioni che, per i

datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti e per le

associazioni senza scopo di lucro, rinviavano l’insorgere dell’obbligo di

riserva a favore dei disabili alla scadenza dei dodici mesi successivi alla

prima nuova assunzione ovvero a sessanta giorni dopo un’eventuale seconda

nuova assunzione

.

Considerato che l’obbligo di riserva a favore delle categorie protette è

stabilito in ragione delle dimensioni dell’organico aziendale, risulta

determinante stabilire con quali modalità esso debba essere computato

. Al riguardo la normativa prevede espressamente alcune ipotesi di esclusione

dal computo, da ritenersieccezionali, tassative e di stretta interpretazione secondo il Ministero del lavoro, per le seguenti categorie di dipendenti (art,5 commi 1 ,2 e 5 legge 68/99-artt.2,c.6 ed art.3 commi 1,2 3 4 dpr 333/2000):

 

1)i lavoratori assunti a norma della stessa legge 68/1999;

2)i dirigenti;

3)i lavoratori con contratto a tempo determinato fino a 6mesi;

4)i soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro;

5)i lavoratori a domicilio;

6)i lavoratori impiegati all’estero ; i contratti di inserimento(stipulabili fino al 31/12/2012), di

reinserimento ed i contratti di formazione e lavoro ancora teoricamente utilizzabili solo dalle pubbliche amministrazioni, a seguito

della sua abolizione per i datori di lavoro privati, con l’introduzione del contratto di inserimento, anch’esso escluso dal computo dell’organico

8)Per i servizi di polizia, protezione civile e difesa nazionale

, il collocamento dei disabili è previsto nei soli servizi amministrativi

ed analogamente devono ritenersi esclusi dalla base di computo anche gli autosoccorritoridel servizio di pronto soccorso ‘118’, le guardie giurate degli istituti di vigilanza, in considerazione dei requisiti psicofisici prescritti per ottenere il porto d’armi ed il decreto prefettizio di nomina a guardia giurata, , ma non il restante personale addetto a mansioni di semplice attesa e custodia e prevenzione antincendio

.9)Per alcune associazioni ed istituzioni senza scopo di lucro,la quota di

riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-

esecutivo e svolgente funzioni amministrative, individuato in base alle

norme contrattuali e regolamentari applicate da quegli stessi organismi.

Più precisamente si tratta di “partiti politici, organizzazioni sindacali ed

organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà

sociale, dell’assistenza e della riabilitazione”“enti ed associazioni d’arte e

cultura e istituti scolastici religiosi, che operano senza scopo di lucro” “Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza”

.

10)Non si computa neppure il personale viaggiante delle aziende di

trasporto aereo, marittimo e terrestre, nonché il personale direttamente adibito ad assicurare l’esercizio e laregolarità delle aree operative dell’attività di trasporto degli

impianti a fune

 

 

 

L’esenzione riguarda esclusivamente le aziende, pubbliche e private,

esercenti attività di trasferimento di persone o cose e come tali iscritte nel

registro delle imprese,a norma dell’art. 2188 e dell3) del codice civile, che

pertanto sono tenute ad osservare l’obbligo di riserva soltanto sul

restante personale non viaggiante, qualora raggiungale quindici unità

.

Nessuna esclusione, invece, è prevista per il personale viaggiante di altre imprese non esercenti l’attività di trasporto, ad esempio gli esercizi commerciali dotati di fattorini o autisti o le imprese che curano la ristorazione sui treni, come ribadito

.

Tali aziende potranno soltanto evidenziare le loro difficoltàai fini di un’eventuale esonero parziale dall’obbligo’di riserva, che tuttavia, come si vedrà,

rappresenta una soluzione limitata e comunque onerosa.

 

11)Dal 2008, sono esclusi il personale di cantiere e gli addetti al trasporto del

settore edile,, compreso il personale operante in montaggi industriali o

impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere,

indipendentemente dall’inquadramento previdenziale nelsettore edile e dal

contratto collettivo applicato

 

.

Al riguardo, si ritiene di poter escludere tutto il personale impiegato

nei cantieri edili, anche in maniera non continuativa o non prevalente, ma

comunque significativa e non conciliabile con la condizione di disabilità,

compresi i supervisori, alle dipendenze di imprese che svolgono lavori edili e di ingegneria civile annoverati nell’allegato X del

D.Lgs. n. 81/2008(Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro)

 

12)Dal 2011, sono esclusi inoltre i lavoratori del settore minerario, che prestano la loro attività nel sottosuolo o sono adibiti alla movimentazione o al trasporto del minerale

 

 

13)Nei comuni privi di personale con qualifica dirigenziale, qualora le

funzioni dirigenziali siano attribuite ai funzionari responsabili degli uffici o

dei servizi, con provvedimento motivato del Sindaco a norma dell’art. 109

del D.Lgs. n. 267/2000, anche costoro possono essere

esclusi dal computo, in quanto dirigenti in senso sostanziale, collocati in posizione apicale

 

14)Nel caso di un’ istituzione scolastica religiosa, deve essere

computato ai fini del collocamento obbligatorio dei disabili anche il personale

docente, con esclusione soltanto di quanti esercitano le funzioni di culto

costituenti diretta ed immediata espressione delle finalità proprie

dell’istituto religioso

 

.

 

 

15). I lavoratori assunti con contratto a tempo parziale, si computano in proporzione all’orario svolto, sommando le ore svolte da ciascuno e rapportando la somma così ottenuta al corrispondente numero di unità a tempo pieno, arrotondando solo alla fine il risultato delcalcolo (art. 4 L. n.68/1999).

 

 

 

 

16) Il numero dei lavoratori acquisito nel caso di cambio di appalto non  è considerato ai fini del compito della quota d’obbligo…calcolando la riserva sulla base dell’organico

già in servizio al momento dell’acquisizione dell’appalto…ferma restando la

permanenza in servizio dei disabili provenienti dall’impresa cessata”

 

.

L’organico aziendale ottenuto escludendo dal computo le casistiche di

cui si è detto, costituisce la base di calcolo per determinare la quota di riserva

a favore delle categorie protette, nella percentuale stabilita dalla legge, con arrotondamento all’unità inferiore delle frazioni fino al 0,5 ed arrotondamento all

unità superiore delle frazioni superiori a 0,5

A seguito delle semplificazioni introdotte dal D.Lgs. n. 151/2015, sono

computabili ai fini della copertura della quota d’obbligo anche i lavoratori

disabili assunti direttamente, al di fuori delle procedure gestite dai servizi

competenti, purché portatori di un’invalidità non inferiore al 60% (anziché al

46%) o alla 6acategoria del testo unico delle pensioni di guerra (anziché 8a)

o di un’invalidità intellettiva e psichica superiore al 46%

 

Con esclusivo riferimento all’ambito privatistico” (secondo la circolare n. 2/2010) è riconosciuta inoltre la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competentiper il collocamento obbligatorio,

in quanto all’epoca nondisabili, alla triplicecondizione che:

–l’invalidità determini inabilità a svolgere le proprie mansioni;

–non sia stata causata dalla violazione dlelle norme di sicurezza da parte dello stesso

datore di lavoro;

–la percentuale di invalidità civile sia almeno pari al 60%(anziché al 46%),

mentre se si tratta di invalidità derivante da causa di lavoro è sufficiente l’’ordinaria misura del 34%.

 

 

5)COMPENSAZIONE TERRITORIALE , SOSPENSIONE TEMPORNEA ED ESONERO PARZIALE

A) Compensazione territoriale

(art.5,comma 8,8bis e 8 ter legge 68/99 n-art.5 dpr n.333/2000)

L’obbligo di riserva a favore dei disabili e delle altre categorie protette

deve essere rispettato a livello nazionale, facendo riferimento all’

intero personale complessivamente occupato su tutto il territorio italiano, a prescindere dal numero dei dipendenti impiegati in ciascuna unità locale, anche qualora esso fosse molto esiguo.

Sarà l’azienda a scegliere le unità locali dove intende procedere alle assunzioni obbligatorie, a seguito della semplificazione procedurale introdotta con decretazione d’

urgenza a decorrere dal 13 agosto 2011(art. 5, comma 8 e segg., L.68/99)

 

La compensazione territoriale, quindi,opera automaticamente SIA

per i datori di lavoro privati, sia per quelli pubblici (per questi ultimi a decorrere

dal 24 settembre 2015, che non devono far altro che darne comunicazione

ai servizi competenti, attraverso il prospetto informativo annuale, indicando

le assunzioni obbligatorie effettuate in ciascuna provincia, le eccedenze e le

carenze portate in compensazione ed il numero delle “scoperture” residue a

livello nazionale.

Per i datori di lavoro pubblici, però, essa è limitata solo in ambito regionale (art. 5,comma8-ter).

Analogamente, anche i gruppi societari possono effettuare un numero

di assunzioni obbligatorie superiore a quello prescritto in alcune delle società

controllate o collegate e portare in compensazione le eccedenze con le carenze

riscontrate in altre società del medesimo gruppo, dandone comunicazione ai

servizi competenti mediante la presentazione in via telematica di un unico

prospetto informativo da parte della capogruppo, da cui risulti l’adempimento dell

’obbligo ovveroil numero delle “scoperture”residue nell’intero grupponel suo complesso

.

La nozione di gruppo di società controllate e collegate, anche a questi

fini, è data dallart. 2359 c.c.,

Per i gruppi di societàmultinazionali, naturalmente, la compensazione opera solamente fra

le società aventi sede in Italia.

B) Sospensione temporanea

(art.3 commi 5 e 6 legge 68/99 -Art.4 dpr 333/2000)

 

La sospensione temporanea degli obblighi in materia di collocamento

obbligatorio è concessa dai servizi competenti alle imprese che stiano

attraversando un periodo di crisi

aziendale ed occupazionale e più

precisamente quando versi in stato di fallimento, liquidazione coatta

amministrativa o amministrazione straordinaria senza prosecuzione

dell’attività ovvero stia facendo ricorso alla C.I.G.S., anche in deroga o a

contratti di solidarietà difensivi o alla procedura di mobilità.

In quest’ultimo caso, qualora la procedura di mobilità si concluda con il licenziamento dei

lavoratori in esubero, la sospensione si protrae fino a quando perdura il loro

diritto di precedenza nelle assunzioni da parte della stessa azienda,ridotto da dodici a sei mesi dall’ ultimo dei licenziamenti effettuati a conclusione della procedura di mobilità

 

In attesa dell’emanazione del provvedimento che ammette l’impresa

a fruire degli ammortizzatori sociali, i servizi competenti, valutata la

situazione aziendale, puo’ autorizzare la sospensione in via transitoria, con provvedimento valido

per un periodo non superiore a tre mesi, rinnovabile una sola volta.

La sospensione dell’obbligo di riserva cessa con il venir meno della

situazione che l’ha originata, cui consegue il ripristino dellobbligo di

presentare ai servizi competenti la richiesta di avviamento, anche mediante

linvio di un nuovo prospetto informativo, entro i successivi sessanta giorni.

Nelle ipotesi di C.I.G.S. o di contratti di solidarietà difensivi, la norma

precisa espressamente che la sospensione opera solo nell’ambito della

provincia interessata ed in proporzione all’

effettiva riduzione dell’attività aziendale

Nessuna limitazione del genere, invece, è espressamente prevista

per le altre ipotesi di sospensione degli obblighi occu

pazionali e pertanto deve ritenersi che il fallimento e le altre procedure concorsuali ed il

ricorso alla procedura di mobilitàcomportino la totale sospensione dell’

obbligo di riserva su tutto il territorio nazionale

 

In proposito, il Ministero del Lavoro ha riconosciuto ,ad esempio,la sospensione dell’obbligo di riserva :

a )agli istituti di credito, che pur essendo

sottratti alla disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria,

versino in condizioni di crisi e riconversione aziendale, tali da fare ricorso agli

analoghifondidi solidarietà di settore

b)per i datori di lavoro che sottoscrivono accordi di

“prepensionamento” con incentivo all’esodo ai sensi dell’art. 4 della legge n .92/2012

 

.Più in generale, con la circolare n. 2/2010, inoltre, il Ministero del

Lavoro “rimette ai servizi competenti l’opportunità di individuare strumenti

compatibili”per fronteggiare ulteriori situazioni di difficoltà occupazionale,

che pur non essendo contemplate dallanorma come cause di sospensione

dell’obbligo di riserva, ugualmente rendono inesigibile un immediato

assolvimento dell’obbligo, come nelle ipotesi di intervento della cassa

integrazione guadagli ordinaria, auspicando anche un raccordo a livello

territoriale con i servizi ispettivi delle Direzioni Provinciali del Lavoro, per

evitare l’irrogazione di sanzioni in simili ipotesi di “scopertura”, che non

possono ritenersi imputabili al datore di lavoro e la stipula di una convenzione ai sensi

dell’art. 11, della L. n.68/1999

.

 

C)Esonero parziale

 

(Art.5 c.da 3 a 6 legge 68/99-D.M. 357/2000)

 

L’esonero parziale dall’obbligo di assunzione può essere chiesto

dai datori di lavoro privati e dagli enti pubblici economici,che occupano più di 35 dipendenti, (quindi tenuti ad effettuare più di un’assunzione obbligatoria), in ragione della particolarità, faticosità o pericolosità dell’attività lavorativa svolta, tale da risultare difficilmente compatibile con la residua capacità lavorativa di un disabile

 

Qualora si tratti di lavorazioni che comportano un tasso di rischio

INAIL superiore al 60‰, i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici

possono essere esonerati dall’obbligo di riserva relativamente agli addetti a

tali lavorazioni con una semplice autocertificazioneresa contestualmente

alla presentazione del prospetto informativo, compilando la casella

appositamente predisposta, e versando autonomamente il contributo dovuto

al fondo per il diritto al lavoro dei disabili

 

.In tutti gli altri casi, la domanda di esonero va presentata al servizio

competente per il luogo in cui si trova la sede legale, che qualora l’azienda

sia articolata in diverse province, provvederà ad inoltrarla ai vari servizi

competenti a rilasciare l autorizzazione per le altre dipendenze. Il termine

del procedimento è di 120 giorni, eventualmente prorogabile per motivate

esigenze istruttorie fino a 150 giorni, previa comunicazione all’interessato,

ma senza l’automatismo del silenzio-assenso, a differenza di quanto è previsto invece per la richiesta di compensazione territoriale.

 

Di norma l’esonero è comunque oneroso e parziale

Difatti comporta l’obbligo di pagare un contributo sostitutivo, fin dalla data di presentazione

della domanda di esonero, pari a 30,64 euro al giorno perciascun disabile non occupato

e di regola non può superare la misura massima del sessanta per cento della quota d’obbligo, con la sola eccezione delle aziende operanti nei settori della sicurezza e vigilanza o del trasporto privato, per le quali l’esonero può arrivare fino all’ottanta per cento della quota d’obbligo e delle lavorazioni ad alto rischio, per le quali come si è detto l’esonero è totale ed automatico.

 

In caso di omesso o inesatto versamento del contributo dovuto, il

servizio competente diffida ildatore di lavoro ad adempiere entro un congruo

termine e, in mancanza, ne dà comunicazione alla Direzione Provinciale del

Lavoro che provvede all’

irrogazione della sanzione amministrativa prevista dalla legge, consistente nellamaggiorazione del contributo dovuto su base annua dal 5% al 24%

 

Si rammenta, infine, che il Ministero del Lavoro ha ribadito l’incompatibilità

tra la presentazione della domanda di esonero parziale ed

un’eventuale richiesta di compensazione territoriale a favore della stessa

provincia, in quanto fondate su presupposti diametralmente opposti: l’uno

prende atto di una particolare difficoltà di inserimento dei lavoratori disabili,

l’altro vuole agevolare l’assunzione dei disabili nelle unità produttive che

meglio possono impiegarli

 

 

 

 

6)  LE CONVENZIONI CON  I SERVIZI IMPIEGO

(Artt 11,12 e 12 bis legge 68/99)

a)Convenzioni relative modalita’ e tempi riserva assolvimento collocamento

A norma dell’art. 11 della L. n.68/1999, tutti i datori di lavoro, privati

e pubblici, possono stipulare convenzioni con i servizi competenti, per

concordare tempi e modalità di assolvimento dell’obbligo di riserva a favore

dei disabili, con la possibilità di fruire di diverse agevolazioni:

–l’assolvimento dell’obbligo di riserva in maniera graduale e

programmata;

–l’ampliamento della facoltà di richiesta nominativa e del periodo di

prova;

–l’assunzione con contratto di lavoro a termine;–la possibilità di coprire la quota d’obb

ligo mediante tirocini formativi o contratto

di apprendistato anche oltre gli ordinari limiti di età (la

stessa facoltà è prevista per il contratto di formazione e lavoro,

 

 

Il dettato normativo limita espressamente la possibilità di stipulare

convenzioni alle sole assunzioni di lavoratori disabili, in senso stretto,

escludendo quindi le altre categorie protette di lavoratori, che pur avendo

diritto al collocamento obbligatorio, non sono affetti da disabilità

175

.

b)Convenzioni mediante inserimento temporaneo

 

L’art. 12 della L. n.68/1999, consente di adempiere all’obbligo di

riserva a favore dei disabili anche mediante convenzioni di inserimento

temporaneo, con finalità formative, che comportano l’assunzione a tempo

indeterminato ed il contestuale distacco del lavoratore disabile presso

cooperative sociali, imprese sociali, disabili liberi professionisti o altri

datori di lavoro privati non soggetti all’obbligo, con oneri retributivi e

contributivi a carico del soggetto ospitante, al quale il datore di lavoro si

impegna a conferire commesse di lavoro di imp

orto non inferiore a quanto

stabilito nella convenzione e comunque sufficiente a coprire i costi diretti ed

indiretti derivanti dall’assunzione ed i costi del programma personalizzato

di inserimento lavorativo, che deve essere anch’esso ben descritto nella

convenzione

c) Convenzioni inserimento lavorativo con assunzione presso cooperative sociali ,ecc

.

L’art. 12 bis della L. n.68/1999, consente di adempiere all’obbligo di

riserva a favore dei

disabili, anche mediante convenzioni di inserimento

lavorativo, che comportano l’assunzione del lavoratore disabile direttamente

da parte di cooperative sociali, imprese sociali, disabili liberi professionisti,

datori di lavoro privati non soggetti all’ob

bligo (in possesso di particolari requisiti di idoneità e regolarità), ai quali il soggetto obbligato si impegna a conferire commesse di lavoro di importo non inferiore agli oneri retributivi e contributivi derivante dall’assunzione.

 

 

7)  INCENTIVI ASSUNZIONI DISABILI

(Art.13 e 14 legge 68/99 -Dec.legvo n.151/15)

 

Il decreto legvo n.151/15 ha previsto modifiche al sistema degli incentivi dall’1.1.2016 incentivi per il collocamente dei disabili di cui all’asrt.13 legge n.68/99 ,che pertanto hanno la seguente regolamentazione:

«Ai datori di lavoro e’ concesso a domanda un incentivo per un periodo di trentasei mesi

  1. a) nella misura del 70 per cento della retribuzione mensile lorda

imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile,

assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una

riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 79 % o

minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle

tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di

guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23

dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;

 

  1. b) nella misura del 35 per cento della retribuzione mensile lorda

imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile,

assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una

riduzione della capacita’ lavorativa compresa tra il 67 e

il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta

categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a).

c). L’incentivo di cui al comma 1 e’ altresi’ concesso, nella

misura del 70 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile

ai fini previdenziali, per   ogni   lavoratore   con   disabilita’

intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacita’

lavorativa superiore al 45 per cento, per un periodo di 60 mesi, in

caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo

determinato di durata non inferiore a dodici mesi e per tutta la

durata del contratto.

  1. d) L’incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis e’ corrisposto al

datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive

mensili.

e)La domanda per la fruizione dell’incentivo e’ trasmessa,

attraverso apposita procedura telematica, all’INPS, che provvede,

entro cinque giorni, a fornire una specifica comunicazione telematica

in ordine alla sussistenza di una effettiva disponibilita’ di risorse

per l’accesso all’incentivo. A seguito della comunicazione, in favore

del richiedente opera una riserva di somme pari all’ammontare

previsto dell’incentivo spettante e al richiedente e’ assegnato un

termine perentorio di sette giorni per provvedere alla stipula del

contratto di lavoro che da’ titolo all’incentivo. Entro il termine

perentorio dei successivi sette giorni lavorativi, il richiedente ha

l’onere di comunicare all’INPS, attraverso l’utilizzo della predetta

procedura telematica, l’avvenuta stipula del contratto che da’ titolo

all’incentivo. In caso di mancato rispetto dei termini perentori di

cui al terzo e quarto periodo, il richiedente decade dalla riserva di

somme operata in suo favore, che vengono conseguentemente rimesse a

disposizione di ulteriori potenziali beneficiari.

L’incentivo in questione e’ riconosciuto dall’INPS in base all’ordine

cronologico di presentazione delle domande cui abbia fatto seguito

l’effettiva stipula del contratto che da’ titolo all’incentivo e, in

caso di insufficienza delle risorse a

Esaurite le risorse,l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande   fornendo   immediata

comunicazione   anche   attraverso   il   proprio   sito   internet istituzionale.

 

8) ASSUNZIONI DATORI LAVORI PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI

(Art.7 legge n.68/99 e art 6 dec.legvo 151/2015)

 

L ’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 151/2015 modifica l’art. 7 della legge n. 68/99.

Con la sostituzione del comma 1 – art. 7 della Legge n. 68/99, le assunzioni per chiamata nominativa sono estese a tutti i datori di lavoro privati e agli enti pubblici economici, a prescindere dal numero degli occupati.

Questi datori di lavoro potranno quindi assumere con chiamata nominativa o tramite le convenzioni di cui all’art. 11.

Questa è sicuramente una delle principali novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 151/2015. Si rammenta, però, che i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono assumere i lavoratori con disabilità attraverso chiamata nominativa (l’azienda individua autonomamente la persona da inserire), ma non di effettuare l’assunzione diretta in quanto potranno essere assunti solo i disabili inseriti nelle apposite  liste.

Con l’introduzione del comma 1 bis all’art. 7 della Legge n. 68/99, si prevede che in caso di mancata assunzione, entro 60 giorni dal momento in cui insorge l’obbligo, gli uffici competenti dovranno avviare i lavoratori secondo l’ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili. Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

Secondo quanto già previsto dall’art. 9 – comma 4 della Legge n. 68/99, le persone con disabilità di tipo psichico continuano ad essere assunte su richiesta nominativa mediante le convenzioni tra datore di lavoro e Centro per l’Impiego di cui all’art. 11 della Legge n. 68/99.

Per effettuare la chiamata nominativa il datore di lavoro può sia consultare l’elenco contenente la graduatoria unica degli aventi diritto (la lista infatti è pubblica e consultabile purché nel rispetto della privacy degli iscritti) così come scegliere tra gli aspiranti che si sono autocandidati presso l’azienda stessa.

Come era in precedenza

Ricordiamo che fino a questo momento l’assunzione di lavoratori disabili avveniva tramite chiamata nominativa per le aziende da 15 a 35 dipendenti obbligate ad assumere una sola persona disabile, per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali e gli enti da essi promossi.  Le aziende con un numero di dipendenti da 36 a 50, obbligate ad assumere due lavoratori disabili, potevano procedere all’assunzione di un lavoratore con chiamata nominativa e dell’altro con richiesta numerica (l’azienda fa riferimento alle liste di collocamento dei Centri per l’impiego). Nel caso di aziende con più di 50 dipendenti, il 60% poteva essere assunto con chiamata nominativa ed il restante 40% con richiesta numerica. A partire dall’entrata in vigore del decreto legislativo 151/2015, tutte le assunzioni possono essere effettuate con la chiamata nominativa che può essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di procedere ad una preselezione fra le persone, iscritte negli elenchi tenuti dai centri per l’impiego, che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

 9) DISCIPLINA PROSPETTO INFORMATIVO COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

(Art 6 ,comma 6 Legge n.68/99-Art 2 ,comma 4 , DPR 333/2000– D.M. 02/11/201)

Entro il 31 gennaio di ogni anno la legislazione vigente in materia di collocamento obbligatorio prevede che  sia effettuata la ricognizione dell’organico aziendale e della copertura della quota d’obbligo,dandone periodica  comunicazione ai servizi per il collocamento obbligatorio, cui va presentato  un dettagliato prospetto informativo, che  si pone come la fotografia” della situazione aziendale, alla data 31 dicembre dell’anno  precedente

 

Datori lavoro tenuti a presentare prospetto informativo

Sono tenuti a presentare il prospetto informativo i datori di lavoro privati e pubblici soggetti all’obbligo di riserva e quindi soltanto quelli con almeno quindici dipendenti computabili, dopo aver operato le dovute esclusioni (come conferma la circolare del Min. Lavoro, n. 2/2010), per i quali sono intervenuti, entro il 31 dicembre dell’anno precedente l’invio del prospetto, cambiamenti della situazione occupazionale che hanno comportato una modifica dell’obbligo di assunzione o del computo della quota di riserva rispetto all’ultimo prospetto informativo annuale inviato.

I datori di lavoro che, rispetto all’ultimo prospetto informativo annuale inviato, non hanno subito tali cambiamenti  non sono tenuti ad inviare un nuovo prospetto informativo, ad eccezione delle imprese che intendono comunicare compensazioni territoriali tra le proprie sedi o che siano coinvolte in compensazioni tra imprese facenti parte dello stesso gruppo così come definito dall’art. 31 del D. L.vo n. 276/2003.

  Soggetti esclusi dalla base di computo riserva

Sono previsti dall`articolo 4 della legge n. 68/1999, come modificato dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 e, successivamente, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134

 

Lavoratori part-time-I dipendenti a tempo parziale devono essere calcolati proporzionalmente alla quota di orario effettivamente svolto in relazione all`orario stabilito dal vigente CCNL di appartenenza.

In altre parole, il calcolo va effettuato sommando le ore di tutti i contratti part-time in atto nell`azienda, e dividendo il risultato ottenuto per il numero delle ore lavorative ordinarie praticate in azienda, in base al contratto collettivo di lavoro. Le frazioni superiori al 50% vanno arrotondate all`unità.

Esempio di 4 contratti part-time di 20, 24, 32 e 34 ore settimanali e di un orario normale settimanale pari a 40 ore:

110:40 = 2,75 da arrotondare a 3 unità.

Per quanto concerne, invece, il computo dei lavoratori disabili assunti con contratto a tempo parziale, il Ministero del Lavoro, con circolare 26 giugno 2000, n. 41, ha chiarito che va considerato singolarmente l`orario prestato da ciascun disabile, rapportato al normale orario a tempo pieno praticato in azienda.

Agli effetti della copertura della quota di riserva, il lavoratore è computato come unità qualora l`orario prestato sia superiore al 50% dell`orario ordinario, mentre è computato in proporzione all`orario svolto nel caso in cui quest`ultimo sia inferiore o pari al 50% di quello ordinario.

Inoltre, il D.P.R. n. 333/2000 ha precisato, altresì, che i datori di lavoro, sia pubblici che privati, che occupano da 15 a 35 dipendenti, qualora assumano un lavoratore disabile con invalidità superiore al 50% o ascrivibile alla quinta categoria (in base alla tabella allegata al D.P.R. 18 giugno 1997, n. 246) con contratto a tempo parziale, hanno diritto a computare il lavoratore medesimo come unità, a prescindere dall`orario di lavoro svolto.

Lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni

Il D.P.R. n. 333/2000 ha incluso fra i soggetti che possono essere esclusi dalla base di computo anche i lavoratori di cui all`art. 4, comma 4 della legge, divenuti inabili (prima o dopo la costituzione del rapporto di lavoro e non assunti tramite le liste di collocamento obbligatorio, ad avviso di Confindustria) allo svolgimento delle proprie mansioni per infortunio o malattia (non professionali), e che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%.

Tali lavoratori, esclusi dalla base di computo, sono computabili nella percentuale di riserva, a meno che l`inabilità non sia stata determinata da violazione, da parte del datore di lavoro pubblico o privato, delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro, accertata in sede giudiziale. I lavoratori in parola sono ascrivibili alla quota parte di assunzioni da effettuare con chiamata numerica.

La decisione delle istanze di computo che ne siano prive, quindi, non può essere effettuata d`ufficio, sulla base dei soli documenti presentati dall`Azienda, e necessita la sottoposizione del lavoratore, a cura della citata Commissione (che rilascerà anche la relazione conclusiva), ad un

 Termini per invio   prospetto informativo

Il prospetto deve essere inviato entro il 31 GENNAIO di ogni anno, con dati riferiti alla situazione occupazionale al 31 dicembre dell’anno precedente. Il termine è perentorio e non prorogabile nel caso in cui cada di sabato o giorno festivo al giorno lavorativo immediatamente successivo

 

 Prospetto vale come richiesta

Si evidenzia che il prospetto informativo vale anche quale richiesta di assunzione di un numero di aventi diritto al collocamento obbligatorio pari alle “scoperture” risultanti. Anche in corso danno, qualora si verifichino variazioni rilevanti, il datore di lavoro ha la facoltà di scegliere se inviare entro sessanta giorni una semplice richiesta di assunzione integrativa rispetto al prospetto già inviato oppure un nuovo prospetto informativo aggiornato, che vale anche come richiesta di assunzione per le ulteriori scoperture risultanti,

 Consultazione prospetti informativi aziendali

I prospetti informativi presentati dalle aziende sono documenti pubblici e possono essere consultati presso i servizi competenti da parte di chi vi abbia motivo, nel rispetto del diritto di accesso di cui alla L. n.241/199

 Modalità trasmissione

Il prospetto informativo previsto dalla legge 68/99 deve essere inviato, direttamente o per il tramite di un intermediario (soggetto abilitato), esclusivamente in via telematica (art. 40 del D.L. 112/2008, convertito con modificazioni nella L. 133/2008).

.Sanzioni

Il ritardato (o mancato) invio del prospetto è punito con la sanzione amministrativa di euro 635,11, maggiorata di euro 30,76 per ogni giorno di ulteriore ritardo

Tale sanzione non si applica ai datori di lavoro che, occupando da 15 a 35 dipendenti alla data di entrata in vigore della legge n. 68/1999, non effettuino “nuove assunzioni”.

Si pone in evidenza che la sanzione prevista dall’art. 15, comma 1, della legge n. 68/1999 è una sanzione cosiddetta “progressiva”, cioè che aumenta con il perpetuarsi del comportamento renitente e che può, pertanto, cumularsi negli anni.

 

Da ultimo si precisa  che, secondo il consolidato orientamento ministeriale, non esiste una specifica sanzione per l’invio di un prospetto inesatto o lacunoso, che tuttavia potrà comportare le sanzioni previste per la mancata copertura della quota d’obbligo per causa imputabile al datore di lavoro, qualora abbia fuorviato o rallentato l’attività dei servizi competenti e salvo comunque l’errore scusabile, ai sensi dell’articolo 3 della L. n. 689/1981

 

10) ASSUNZIONI  PP.AA. PER   COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO 

-Art.35 commi 1 3 3 dec.legvo n.165/01

-Artt.3 e 18 legge 68/99-Art.7 ,c.2, dpr 333/2000

-dpr 487/94 e dpr 246/97

-Art.16 legge 68/99

-Art.20 legge 104/92

 

La disciplina di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni  ,.tra l’altro  ,e’ contenuta nell’art.35 del dec.legvo n.165/01,che   prevede  quanto segue  nel comma 1  :

“L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro:

a) tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno;

b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità. “

A sua volta  ,l’art. 3 della legge 68/99 prevede che i datori di lavoro, pubblici, come quelli privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori invalidi nella seguente misura:

-7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti lavoratori,

  • 2 lavoratori se occupano da 36 a 50 dipendenti
  •  1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.(soltanto in caso di nuova occupazione entro 30 .12.2016)

 

Inoltre l’art.18 della legge n.68/99 comma 2, recita: .

In attesa di una disciplina organica del diritto al lavoro degli orfani e dei coniugi superstiti dicoloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause, nonché dei coniugi e dei figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati, il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763, è attribuita in favore di tali soggetti una quota di riserva, sul numero di dipendenti dei datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di cinquanta dipendenti, pari a un punto percentuale e determinata secondo la disciplina di cui all’articolo 3, commi 3, 4 e 6, e all’articolo 4, commi 1, 2 e 3, della presente legge. La predetta quota è pari ad un’unità per i datori di lavoro, pubblici e privati, che occupano da cinquantuno a centocinquanta dipendenti

 

Peraltro, l’art.7 del dpr n.333/2000 ,al comma 2 dispone :2.  I  datori di lavoro pubblici, previa verifica circa la sussistenza delle condizioni di assunzione nel settore pubblico previste dall’ordinamento vigente in materia di lavoro pubblico, entro il termine     di 60 giorni   decorrenti dal giorno successivo a quello in cui insorge l’obbligo di assunzione. devono, rispettivamentte  per le qualifiche richiedenti titoli di studio superiori  ovvero  il rispetto dell’obbligo scolastico,        devono attivare le procedure selettive   ovvero  la richiesta di avviamento a selezione  ,come previsto     dall’articolo 35 comma 1  lett.a) e b)   del d.lvo 165/’01  , volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno. Qualora il datore di lavoro pubblico intenda adempiere agli obblighi di assunzione mediante le convenzioni di cui all’articolo 11 della legge n. 68 del 1999, il predetto termine e’ riferito alla trasmissione al servizio competente di una proposta di convenzione.”

 

Le persone appartenenti  alle categorie protette disabili e normodotate  devono aver compiuto i 18 anni e non  aver  raggiunto l’età pensionabile ,  per poter  essere assunte presso i datori di lavoro pubblici (non economici) purché appartenenti ad una delle seguenti  c.d. protette

Tra le modalità per effettuare le assunzioni ,come detto ,vi sono sia i concorsi pubblici, che l’avviamento a selezione  ,rispetto ai quali  risultta   abolito il limite di età per la partecipazione  salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni

I concorsi sono espletati direttamente dall’ente o amministrazione che deve assumere, per i profili professionali per i quali è previsto il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e/o laurea,seguendo le indicazioni ed i criteri di cui al dpr n ,D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487 –   ,come modificato dal dpr n.246/96,

 

L’art 16 – comma 1 della legge 68/99 prevede che gli appartenenti alle categorie protette disabili  possono partecipare a tutti i concorsi per il pubblico impiego, da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi e che, a tal fine “i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di concorrere in effettive condizioni di parità con gli altri”.

L’art. 20 della legge 104/1992 ( legge quadro sull’handicap) prevede che la persona con disabilità sostiene le prove d’esame nei concorsi pubblici e per l’abilitazione alle professioni con l’uso degli ausili necessari e nei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione allo specifico handicap. Nella domanda di partecipazione al concorso e all’esame per l’abilitazione alle professioni il candidato specifica l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonché l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi. Alcune amministrazioni, in sostituzione degli ausili richiesti, prevedono l’affiancamento del candidato da parte di un tutor.

Presupposto indispensabile per la partecipazione ai concorsi e alle graduotarie del collocamento ex art.16 legge n.56/87  concernenti le assunzioni nelle pp.aa.  e’  l’iscrizione nelle  liste speciali e ex art.8 o 18 legge 68/99

Si rileva, però, che il Ministero del Lavoro nell’interpello n. 50 del 2011, mentre conferma che l’iscrizione nell’elenco di cui all’art. 8 e 18 della legge 68/99 costituisce presupposto per accedere alla riserva dei posti nelle procedure selettive e condizione per la chiamata numerica e nominativa, specifica che, in caso di concorso, l’iscrizione alle liste del collocamento è indispensabile  non gia’ per la partecipazione alla procedura selettiva, ma solo al momento della sottoscrizione del contratto di lavoro.

. Infatti, mentre l’art. 16 – comma 2 della legge 68/99 prevedeva che i disabili risultati idonei nei concorsi pubblici potessero essere assunti, ai fini dell’adempimento dell’obbligo, anche se non “in stato di disoccupazione” e oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso, l’art. 25 – comma 9 bis della legge n. 114/2014, inserito in fase di conversione, ha modificato il secondo comma dell’articolo 16 della legge 68/1999 ,abolendo l’inciso relativo alla disoccupazione.

 Tale previsione si pone in linea con quanto  dal MLPS con l’intepello  n.50/2011 sancendo  così che gli appartenenti alle categorie protette , dovranno  essere disoccupati al momento della scadenza del termine  previsto dal bando per la partecipazione al concorso ,come  da art. 8 della legge n. 68/99 ,nonche ‘ al momento dell’assunzione,in quanto vincitore del concorso.

 

 11)COSTITUZIONE, SVOLGIMENTO E CESSAZIONE DEL RAPPORTO LAVORO

(ART.10 legge 68-99)

 

Premesso che l’atto di avviamento da parte dei servizi competenti per

il collocamento obbligatorio non comporta l’automatica costituzione

ex legedel rapporto di lavoro, secondo il reiterato insegnamento della

giurisprudenza, il datore di lavoro deve procedere alla for

male assunzione del lavoratore appartenente alle categorie protette effettuando gli stessi

adempimenti previsti dalla legge in via generale per l’assunzione di qualsiasi

altro lavoratore (lettera di assunzione, comunicazione antecedente al Centro ’ per l

impiego, ecc…).

 

Il datore di lavoro, peraltro , potrebbe anche paralizzare l’azione amministrativa, opponendo il proprio rifiuto di procedere all’assunzione obbligatoria del lavoratore avviato dai servizi competenti.

In tal caso, però, oltre ad incorrere nella sanzione amministrativa prevista dalla legge per ogni giorno di ritardo, risponde dei danni causati al lavoratore, consistenti nella mancata retribuzione che questi avrebbe percepito se il rapporto di lavoro fosse stato tempestivamente instaurato,

 

Il rifiuto da parte del datore di lavoro di procedere all’assunzione obbligatoria,

però, può ritenersi giustificatoqualora la disabilità renda impossibile impiegare il lavoratore in alcuna mansione o settore dell’azienda,

anche accessorio o collaterale, senza pregiudizio per sé, per gli altri lavoratori e per gli impianti ,così come in caso di inerzia dello stesso lavoratore, che senza addurre alcuna valida giustificazione, non si presenti o non sappia decidere se accettare l’assunzione, entro la data solitamente indicata nell’atto di avviamento o comunque oltre ogniragionevole attesa, potendosi ravvisare in tale comportamento un’

implicita rinuncia.

Si ritiene legittimo, infine, anche il rifiuto di riassumere un lavoratore

precedentemente già licenziato per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo,

motivazioni che presuppongono inadempienze tali da costituire

un definitivo ostacolo alla ricostituzione del vincolo di fiducia essenziale al

rapporto di lavoro.

Il rifiuto da parte del lavoratore disabile di un’offerta di lavoro

corrispondente ai suoi requisiti professionali, che come si è visto può essere

anche implicitamente manifestato con la mancata presentazione all’azienda

entro un ragionevole lasso di tempo, se ingiustificato e reiterato per almeno

due volte consecutive, comporta la cancellazione dalle liste del collocamento

obbligatorio per sei mesi, con conseguente perdita dell

’anzianità di iscrizione, salvo voler interpretare il termine cancellazione utilizzato dalla norma nel senso più mite di una semplice sospensione, con conservazione dell’anzianità maturata

.

La cancellazione viene disposta con provvedimento della Direzione

Provinciale del Lavoro enon da parte dei servizi provinciali competenti per il collocamento obbligatorio

 

Il patto di prova , è ritenuto compatibile con l’assunzione obbligatoria, ma l’

esercizio del diritto di recesso senza preavviso

e senza motivazione consentito durante tale periodo è stato circondato da

particolari cautele da parte della giurisprudenza più attenta alla necessità

di contemperarlo con l’esigenza si salvaguardare anche lo spirito della nor

mativa sul collocamento obbligatorio. La prova, allora, dev’essere

innanzitutto limitata alla residua capacità lavorativa dell’

invalido, senza poter operare paragoni fra il suo rendimentoe quello del lavoratore medio

e di conseguenza deve avere ad oggettomansioni compatibili con lo stato

invalidante del lavoratore

 

. In secondo luogo, sebbene il recesso per mancato superamento del periodo di prova non richieda per la sua validità una contestuale motivazione, ugualmente il datore di lavoro

ètenuto a spiegarne le ragioni, serie ed obiettive, qualora il lavoratore disabile ne faccia

successivamente richiesta, anche prima del giudizioallo scopo di

consentire un vaglio in particolare sulla adeguatezza delle mansioni

assegnate e sulla inidoneità dimostrata dal lavoratore a svolgere

In linea di principio, l’obbligo di riserva può essere soddisfatto con

qualsiasi tipologia di assunzione, purché ne sussistano gli ordinari requisiti.

Sono quindi ammissibili le assunzioni con contratto a contenuto formativo

come il contratto di apprendistato e di formazione e lavoro(quest’

ultimo ormai teoricamente utilizzabile solo dalle pubbliche amministrazioni)

Sono altresì ammissibili le assunzioni con contratto a tempo determinato

, purché ne sussistano effettivamente le ragioni ed i limiti fissati dalla  contrattazione collettiva, secondo le regole generali

 

 

Sono ammissibili anche le assunzioni con contratto a tempo parziale

,

Una tipologia di assunzione particolarmente indicata, per un

lavoratore con serie difficoltà di deambulazione, può essere quella del

lavoro a domicilio, anche con modalità di tele-lavoro, che tuttavia la legge consente

di computare ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di riserva solo a condizione che l’

imprenditore conferisca in via continuativa una quantità di lavoro

corrispondente al normale orario a tempo pieno, nel rispetto degli oneri previsti dall’

art. 11 della L. n. 877/1973

 

Naturalmente, l’assunzione a tempo parziale non può essere imposta

unilateralmente dal datore di lavoro, sia pure per apprezzabili esigenze

aziendali, ma richiede il consenso del lavoratore, che come di regola,

deve risultare da atto scritto a fini di prova

 

Ai lavoratori assunti a norma del collocamento obbligatorio, in linea di

principio, si applica lo stesso trattamento economico e normativo previsto

dalla legge e dai contratti collettivi per tutti gli altri lavoratori, sal

ve le specifiche tutele e particolarità espressamente previste dalla legge a loro

favoredisabile ad essere adibito a mansioni compatibilicon la sua condizione

 

Per gli assunti obbligatoriamente vige la regolamentazione generale fissata per le cessazioni dei rapporti ,sia pure con la particolare tutela che la legge assicura ai lavoratori appartenenti alle categorie protette

 

 

12) SANZIONI PER VIOLAZIONE  NORMATIVA COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

(Art. 11 e 15 legge 68/99-agg. D.M. del 15 dicembre 2010.)

 

Le imprese private e gli enti pubblici economici che non adempiano agli obblighi previsti dalla legge 68/99 per il diritto al lavoro delle persone disabili sono soggetti a sanzioni amministrative (art. 15 – comma 1 della legge 68/99).

Per le pubbliche amministrazioni inadempienti agli obblighi della legge permangono anche le sanzioni di tipo penale.

Nella Pubblica Amministrazione, ai responsabili, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, di inadempienze alle disposizioni della legge 68/99, si applicano le sanzioni penali, amministrative e disciplinari previste dalle norme sul pubblico impiego (art 15, comma 3, della legge 68/99).

La circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica n. 6 del 14 dicembre 2009,  icorda che la mancata copertura della quota d’obbligo riservata alle categorie protette è espressamente sanzionata sul piano penale, amministrativo e disciplinare secondo quanto previsto dall’art. 15, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68.

Gli importi delle sanzioni amministrative previste dall’art. 15 comma 1 della legge 68/99 sono state aggiornate   con D.M. del 15 dicembre 2010.

Attualmente sono applicate nella seguente misura:

  • pagamento di una somma pari a 635,11 euro per ritardato invio del prospetto informativo che le aziende, oltre i 15 dipendenti, sono obbligate ad inviare annualmente agli uffici competenti; tale somma è maggiorata di 30,76 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo;
  • trascorsi sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere lavoratori disabili, per ogni giorno in cui risulti scoperta la quota d’obbligo, il datore di lavoro è tenuto a versare la somma di 62,77 euro al giorno per ciascun lavoratore disabile non occupato.

Le somme delle sanzioni sono destinate al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili e sono adeguate ogni cinque anni con decreto del Ministro del Lavoro.

Le sanzioni amministrative sono disposte dalla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio a cui spetta anche l’attività ispettiva in materia di assunzioni obbligatorie.

A tal fine, i servizi per il collocamento trasmettono gli atti al servizio ispettivo della Direzione provinciale attivando la procedura prevista dalla legge 24 novembre 1981, n.689, recante: “Modifiche al sistema penale”.

Sanzioni per omesso versamento del contributo esonerativo. I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che, per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l’intera percentuale di disabili, possono essere parzialmente esonerati dall’obbligo di assunzione, a condizione che versino al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili un contributo esonerativo nella misura di euro 30,64 per ogni giorno lavorativo riferito a ciascun lavoratore disabile non occupato.

In caso di omissione totale o parziale del versamento del contributo esonerativo, la somma dovuta può essere maggiorata, a titolo di sanzione amministrativa, dal 5 per cento al 24 per cento su base annua.

13) ESCLUSIONE APPALTI PER INOSSERVANZA COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

(art.17 legge 68/99)

 

 L’’art. 17, della L n. 68/99 , prevede l’’obbligo per le imprese, sia pubbliche che private, OCCUPANTI ALMENO 15 DIPENDENTI,che partecipano a bandi per appalti pubblici o intrattengono rapporti convenzionali o di concessione con pubbliche amministrazioni, di presentare preventivamente alle stesse la dichiarazione del legale rappresentante circa la regolare posizione rispetto alle norme disciplinanti il lavoro dei disabili, accompagnata dalla certificazione attestante il rispetto delle norme contenute nella stessa legge n. 68/99, concernente i l diritto al lavoro dei disabili medesimi.   Dalla lettura della norma, così come dall’interpretazione sistematica, risulta evidente che la finalità perseguita dal legislatore è quella di garantire che le P.A. instaurino rapporti (contrattuali o convenzionali) esclusivamente con controparti che abbiano soddisfatto gli obblighi imposti dalla normativa sul diritto al lavoro dei disabili.

In proposito si rinvia alla CIRCOLARE  del MLPS N.23/2001

 

14) MODIFICHE DISCIPLINA COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO INTRODOTTE DEC.LEG.VO 151/15

Le modifiche in materia di collocamento obbligatorio  ,relative alla legge n.68/99 e alla legge 113/85,sono previste dagli artt da 1 a 13 del  declegvo n.151/15  ,in vigore dal 24 settembre 2015 ,che   seguito  si provvede ad evidenziare evidenziate

  1. a) Linee guida per collocamento obbligatorio mirato

Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del   decreto legislativo, con uno o piu’ decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilita’ sulla base dei    principi  precisati nelle lettere da a) ad f)

  1. b) Estensione normativa collocamento obbigatorio titolari assegno invalidita’

Si  estende l’applicazione della normativa del collocamento mirato di cui all’art.1 comma 1,lettera a) legge 68/99 ,ai titolari di assegno d’invalidita’,di cui alla Legge 12 giugno 1984 n. 222 il cui art.1 ,comma 1 recita

“Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto  ad assegno   nell’assicurazione obbligatoria   per  l’invalidita’,  la vecchiaia  ed  i  superstiti  dei  lavoratori  dipendenti ed autonomi gestita    dall’Istituto    nazionale   della   previdenza   sociale,l’assicurato la  cui  capacita’ di lavoro, in occupazioni confacenti alle  sue  attitudini,sia  ridotta  in  modo  permanente a causa diinfermita’ o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.

 

  1. c) Collocameto obbligatorio datori lavoro  da 15 a 35 dipendenti

L’art.3 del decreto legvo in esame   dispone  la soppressione dall’1.1.2017,dell’articolo 3, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68  secondo cui :Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni.

 

d)Assunzioni obbligatorie partiti politici , sindacati ed organizzazioni senza scopo di lucro   

Dall1.1.2017     i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione, devono coprire la quota di riserva sevìcon do la regola generale e non piu’ quando effettuano nuove assunzionila

  1. e)  Computo  in quota riserva lavoratori gia’ invalidi assunti collocamento ordinario

All’art.4 della legge n.68/99 risulta  inserito  .dopo il comma 3    ,il comma 3 bis , secondo cui i lavoratori, gia’ disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella quota di   riserva   di   cui all’articolo 3 a condizione che;

1)abbiano una riduzione della capacita’lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unicodelle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decretodel Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915,

2)registrano una  riduzione della capacita’lavorativa superiore al 45 %per una disabilita’ intellettiva e psichica,   accertata dagli   organi competenti

 

  1. f) Sostituzione procedura esonero con autocertificazione

 

Le aziende che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per cento, la procedura di esonero prevista è sostituita da un’autocertificazione del datore di lavoro ,in cui si attesta che i lavoratori di cui sopra sono esclusi dalla base di computo e siono obbligate a versare al Fondo per il diritto al lavoro dei  un contributo esonerativo pari a 30.64 euro per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore con disabilita’ non occupato

 

g)Facolta’assunzione con   richiesta nominativa o convenzione per datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici

 

A modifica della previsione  dell’articolo 7 legge 68/99 1999, n. 68, si stabilisce che :

1). Ai fini dell’adempimento dell’obbligo previsto dall’articolo 3,

i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici assumono i

lavoratori mediante richiesta nominativa di avviamento agli uffici

competenti o mediante la stipula   delle   convenzioni   di   cui

all’articolo 11.

2)La richiesta nominativa puo’ essere preceduta dalla

richiesta agli uffici competenti di effettuare la preselezione delle

persone con disabilita’ iscritte nell’elenco di cui all’articolo 8

che aderiscono alla specifica occasione di lavoro, sulla base delle

qualifiche e secondo le modalita’ concordate dagli uffici con il

datore di lavoro.»;

3 ) Nel caso di mancata assunzione secondo le modalita’ di cui sopra

entro il termine di cui all’articolo 9, comma 1la richiesta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono obbligati all’assunzione dei lavoratori disabili. ), gliuffici competenti avviano i   lavoratori   secondo   l’ordine   di

graduatoria per la qualifica richiesta o altra   specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili

4) Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderisconoalla specifica occasione di lavoro.

Le modifiche sopra segnalate  son disposte dall’art.7 ,comma 1 del dec,legvo n.151,che sostituisce il testo dell’art.8 comma 1 della legge 68/99,il quale ,a sua volta, facendo  riferimento  “all’adempimento dell’obbligo previsto dall’articolo 3” della medesima legge ,richiama  le assunzioni dei soggetti di cui al comma 1 dell’art.1 della legge citata e,quindi ,alle assunzioni dei disabili.

Stando così le cose  sotto il profilo normativo,viene da chiedersi se  l’ estensione generalizzata  delle richieste nominative ovvero  tramite  convenzione, introdotta dal dec.legvo in  esame   ,per analogia e  parita’ di trattamento sia o meno applicabile,  oltre che ai lavoratori disabili ,anche a quelli delle categorie   dei normodotati ,di cui all’art.18 della legge 68/99 ed alla legge n. 407/98.

L’esigenzza  di favorire la  parita’ di  trattamento tra le  categorie interessate spingerebbe   verso  l’estensione della disposizione  in esame anche anche agli aspiranti   non invalidi , ma  ad ostacolare l’accettazione di  tale orientamento sta la circostanza che   la  disposizione introdotta  dal dec.legvo 151/01 prevede   ,oltre alla  la facoltà dei datori di lavoro coinvolti di assumere anche  tramite  la stipula della  convenzione ex art.11 legge 68/99,riservata esplicitamentte ai lavoratori disabili, ma pure che “la richiesta nominativa puo’ essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di effettuare la preselezione delle persone con disabilita’ iscritte nell’elenco…”,cosi’ da portare a ritenere  esclusa  la facolta’ di richiesta nominativa generalizzata per le categorie dei lavoratotri  non disabili,salvo ,ben’inteso,  espressa diversa indicazione  degli organi istituzionali competenti,che tuttora non risulta fornita.

  1. h) Compensazione datori   lavoro pubblici senza preventiva autorizzazione

 Come è noto ,i datori di lavoro  pubblici possono essere autorizzati, su loro motivata richiesta, ad assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione (articolo 5, comma 8-ter Legge n. 68/1999).

In questo caso, pertanto, la compensazione territoriale  andava   preventivamente autorizzata secondo modalità che spettava al Dipartimento della funzione pubblica.individuare ,ma che non e mai intervenuta.

Per effetto dell’art.5 del dec.legvo 151/15 , il comma 8ter dell ‘art.5 della legge n.68/99 assume un nuovo testo  ,  che consente ai datori di lavoro pubblici ,senza bisogno della preventiva autorizzazione ,di   assumere in una unita’ produttiva un numero di lavoratori aventi

diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unita’

produttive della medesima regione.,prescrivendo che datori di lavoro pubblici ,laddove si avvalgano di tale facolta’ , devono trasmettere in via telematica a ciascuno degli uffici competenti, il prospetto informativo di cui all’articolo 9, comma6. della legge 68/99

 

  1. i) Modifica  per  l’iscrizione dei lavoratori aspiranti al collocameno obbligatorie   

 

Dal 24.9.2015, risultano apportate modifiche      alle modalità di iscrizione dei portatori di handicap nell’elenco dei servizi per il collocamento mirato. Infatti ,si conferma che il soggetto e’ tenuto ad iscriversi presso quello sul quale insiste il luogo di residenza ma, al contempo, gli si consente di emigrare, previa cancellazione, presso un altro servizio presente sul territorio italiano. nel ,previa cancellazione dall’elenco precedente

La modifica e’ contenuta nell’art.7,comma 1,del dec.legvo 151/15 ,che fa riferimento all’art.8 ,comma 1, che a sua volta si riferisce “alle persone disabili” .

Pertanto ,si pone il problema se la modifica in questione sia o meno estensibile  anche agli aspirantti al collocamento obbligatorio non disabili.

L’esigenza di evitare disparita’ di trattamento tra le categorie disabili e non disabili   suggerirebbe una risposta  favorevole per l’estensione,che ,tuttavia ,d e’ resa incerta  dalla constatazione   che  nel medesimo art.7,comma 1 del decreto legvo n.151/15 ,risulta introdottaall’art.8 della legge n.68/99 ,dopo il comma 1 ,il comma 1 bis ,che pare portare a riotenere che anche la variazione circa il trasferimento d’iscrizione valga solo per i disabili ,in quanto  prevede questioni  riguardanti lo stato d’invalidita’ ,recitando:”

“1-bis. Presso i servizi per il collocamento mirato opera un comitatotecnico, composto da funzionari dei servizi medesimi e da esperti del settoresociale e medico-legale, con particolare riferimento alla materia della disabilità,

con compiti di valutazione delle capacità lavorative, di definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all’inserimento e di predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di disabilità”

Pertanto,   pur potendo peccare di eccesso di prudenza ,sulla questione si suggerisce di   restare in   attesa di un definitivo chiarimento da paste dei competenti organi istituzionali.

 

 l)Modifiche alla disciplina degli incentivi per l’assunzione delle persone invalide

 

Dall’1.1.2016gli incentivi per il collocamente dei didsabili di cui all’asrt.13 legge n.68/99 dai seguenti hanno la seguente regolamentazione:

«Ai datori di lavoro e’ concesso a domanda un incentivo per un periodo di trentasei mesi:

  1. a) nella misura del 70 per cento della retribuzione mensile lorda

imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile,

assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una

riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 79 % o

minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle

tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di

guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23

dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;

  1. b) nella misura del 35 per cento della retribuzione mensile lorda

imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile,

assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una

riduzione della capacita’ lavorativa compresa tra il 67 e

il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta

categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a).

c). L’incentivo di cui al comma 1 e’ altresi’ concesso, nella

misura del 70 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile

ai fini previdenziali, per   ogni   lavoratore   con   disabilita’

intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacita’

lavorativa superiore al 45 per cento, per un periodo di 60 mesi, in

caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo

determinato di durata non inferiore a dodici mesi e per tutta la

durata del contratto.

  1. d) L’incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis e’ corrisposto al

datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive

mensili.

e)La domanda per la fruizione dell’incentivo e’ trasmessa,

attraverso apposita procedura telematica, all’INPS, che provvede,

entro cinque giorni, a fornire una specifica comunicazione telematica

in ordine alla sussistenza di una effettiva disponibilita’ di risorse

per l’accesso all’incentivo. A seguito della comunicazione, in favore

del richiedente opera una riserva di somme pari all’ammontare

previsto dell’incentivo spettante e al richiedente e’ assegnato un

termine perentorio di sette giorni per provvedere alla stipula del

contratto di lavoro che da’ titolo all’incentivo. Entro il termine

perentorio dei successivi sette giorni lavorativi, il richiedente ha

l’onere di comunicare all’INPS, attraverso l’utilizzo della predetta

procedura telematica, l’avvenuta stipula del contratto che da’ titolo

all’incentivo. In caso di mancato rispetto dei termini perentori di

cui al terzo e quarto periodo, il richiedente decade dalla riserva di

somme operata in suo favore, che vengono conseguentemente rimesse a

disposizione di ulteriori potenziali beneficiari.

L’incentivo in questione e’ riconosciuto dall’INPS in base all’ordine

cronologico di presentazione delle domande cui abbia fatto seguito

l’effettiva stipula del contratto che da’ titolo all’incentivo e, in

caso di insufficienza delle risorse a

Esaurite le risorse,l’INPS nonprende in considerazione ulteriori domande   fornendo   immediata

comunicazione   anche   attraverso   il   proprio   sito   internet

istituzionale.

“L’incentivo di cui sopra si applica alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1°gennaio 2016″

  1. m) Soppressione Albo centralinisti telefonici non vedenti

Detta soppressione e’ prevista dall’ art 12

 

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