SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA INFORTUNIO IN ITINERE DIPENDENTE IMPRESE PRIVATE RADIO-TV

Con sentenza depositata il 12.8.13 la Corte d’appello di Milano rigettava il reclamo di R. S.r.l. contro la sentenza n. 379/13 del Tribunale di Monza, confermativa dell’ordinanza dello stesso Tribunale che aveva dichiarato la nullità del licenziamento per superamento del periodo di comporto intimato il 29.6.12 dalla suddetta società a L.Z., con le conseguenze reintegratorie e risarcitorie previste dall’art. 18 Stat. (nel testo previgente alla novella di cui alla legge n. 92/12).

Statuivano i giudici di merito che, ai sensi dell’art. 53 CCNL imprese radiotelevisive private del 16.2.11, il termine massimo di comporto di 15 mesi ivi previsto era applicabile solo alle assenze dovute a malattia e non anche ad infortunio sul lavoro (infortunio in itinere, nel caso di specie), dovendosi in tale ultima evenienza attendere comunque il recupero dell’abilitazione al lavoro, come argomentato dal co. 12 dello stesso art. 53.

Per la cassazione della sentenza ricorre R. S.r.l. affidandosi ad un solo motivo, poi  ,lamentando falsa applicazione dell’art. 53 CCNL imprese radiotelevisive private del 16.2.11 e degli artt. 1362, 1363 e 1369 c.c., per avere la sentenza impugnata negato l’applicabilità anche alle assenze per infortunio sul lavoro della pattuizione collettiva che prevede, riguardo a quelle per malattia, il termine massimo di comporto di 15 mesi .

Il ricorso risulta respinto dalla Corte Suprema , secondo cui   ai fini in esame non basta negare che il co. 12 del cit. art. 53 stabilisca un comporto coincidente in ogni caso con la durata dell’inabilità al lavoro conseguente ad infortunio: è, invece, pur sempre necessario accertare – in alternativa – se il cit. art. 53, in commi diversi dal co. 12, preveda al proprio interno l’estensione, anche al caso di infortunio sul lavoro, del periodo massimo di comporto previsto specificamente soltanto per la malattia (estensione da escludersi alla stregua delle considerazioni sopra svolte), oppure si presenti lacunoso a riguardo, il che rinvia o alla norma di chiusura dell’art. 1371 c.c. (e, quindi, all’equo contemperamento degli interessi delle parti) o all’art. 2110 co. 2 c.c. (e, quindi, agli usi o all’equità).


CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 giugno 2016, n. 11976

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