SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO PER ASSENZA INGIUSTIFICATA

La Corte d’appello di Roma ha respinto l’impugnazione proposta da L.V. avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Velletri che gli aveva rigettato la domanda di impugnativa del licenziamento intimatogli il 31/3/1999 dal Comune di Marino per assenza ingiustificata dal posto di lavoro per oltre dieci giorni consecutivi.

La Corte capitolina, pur ritenendo che non vi era prova del perfezionamento del procedimento notificatorio della contestazione disciplinare, stante la mancanza dell’avviso di ricevimento o l’attestazione di compiuta giacenza, ha affermato che era, comunque, certo che la stessa nota d’addebito era stata spedita al ricorrente a mezzo raccomandata A.R., aggiungendo quanto segue: -Poteva presumersi l’arrivo del plico postale al destinatario nei due giorni successivi; era stato rispettato il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare; il Comune di Marino aveva prodotto la documentazione attestante il protrarsi dell’assenza ingiustificata.

La Cassazione ha ritenuto due dei motivi addotti dal ricorrente   fondati.

In effetti l’errore in cui è incorsa la Corte territoriale è stato quello di considerare sufficiente, ai fini della presunzione di conoscibilità dell’addebito disciplinare, la semplice spedizione della raccomandata A.R., contenente la contestazione dell’addebito disciplinare, all’indirizzo del destinatario, pur in mancanza della prova del perfezionamento del procedimento notificatorio a causa della mancanza dell’avviso di ricevimento o dell’attestazione di compiuta giacenza.

Si è, infatti, affermato (Cass. sez. 1 n. 20924 del 27/10/2005) che “la spedizione di una comunicazione in plico raccomandato non vale da sola a stabilire che il destinatario sia venuto a conoscenza della dichiarazione in esso contenuta, occorrendo, invece, provare che detto plico sia pervenuto a destinazione, per poter fondare una presunzione di conoscenza nei confronti del destinatario; il principio di presunzione di conoscenza posto dall’art. 1335 cod. civ., infatti, opera per il solo fatto oggettivo dell’arrivo della dichiarazione nel luogo di destinazione, ma non quando sia contestato che essa sia mai pervenuta a quell’indirizzo e il dichiarante non fornisca elementi di prova idonei a sostenere tale assunto.

Pertanto ,la Corte Suprema ha  accolto il ricorso con rinvio alla Corte d’Appello   in diversa composizione

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 giugno 2016, n. 12822

Lavoro

Licenziamento – Assenza ingiustificata dal lavoro – Contestazione disciplinare – Avviso di ricevimento – Giacenza – Mezzo raccomandata

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