ANCL: NUOVA RICHIESTA INTERVENTO MINISTRO LAVORO DIMISSIONI ON LINE

Di seguito il testo della nuova lettera che il Presidente dell’Ancl ha rimesso al Ministro del Lavoro per le difficolta’ dell’utenza circa gli adempimenti per le dimissioni on line.

Caos dimissioni online

A seguito del perdurare delle segnalazioni di disservizi che pervengono alla segreteria nazionale, il presidente nazionale Ancl Francesco Longobardi scrive nuovamente al ministro del lavoro. «Egregio Sig. Ministro, i disagi e le complicazioni derivanti dalla vigente procedura inerente la comunicazione telematica delle dimissioni, non sono affatto sopite né attenuate dal consolidarsi della procedura medesima. Le segnalazioni che pervengono da tutto il territorio nazionale di difficoltà e anche uso distorto del sistema introdotto, sono all’ordine del giorno. Intendo riportarle», ha proseguito Longobardi, «a mero titolo informativo, una delle ultime notizie riferite allo scrivente Sindacato. È mio dovere, in qualità di iscritto all’Ancl e di rappresentante nazionale, segnalare le problematiche che nella mia provincia esistono per una persona che vuole semplicemente dimettersi dal lavoro.

Come prima cosa le attese sono estenuanti; proprio stamani una persona recatasi presso un Patronato di zona alle ore 10, è stata ricevuta alle 12.50; poi alle 13 in punto, con la pratica ancora in corso, veniva fatta uscire dall’ufficio per la pausa pranzo, convocandola nuovamente per la riapertura prevista alle ore 14.30. Come seconda cosa e forse ancora molto più importante, segnalo che vengono applicati veri e propri tariffari per le pratiche di dimissioni telematiche; le somme da pagare per un dipendente che vuole dimettersi vanno da un minimo di 15 euro, presso alcuni Patronati, fino ad arrivare alla richiesta di sottoscrizione della tessera sindacale per un anno presso i sindacati dei lavoratori. Quanto sopra riportato», ha proseguito il presidente Ancl, «deriva dalla incomprensibile ostinazione nel non voler attribuire al Consulente del lavoro lo svolgimento della naturale e istituzionale funzione di intermediario in materia, nonostante i Consulenti siano i medesimi soggetti che hanno originato e gestito i rapporti di lavoro, riconosciuti soggetti terzi nelle conciliazioni e titolari e componenti di commissioni di certificazione. Duole notare che anche nello schema di decreto correttivo del Jobs act qualche giorno fa licenziato dal Consiglio dei ministri, non vi sia traccia della abilitazione per i Consulenti del lavoro alla trasmissione telematica in oggetto, che agevolerebbe decisamente lavoratori e datori di lavoro negli adempimenti prescritti ed eviterebbe fenomeni come quello sopra riportato.

Confidiamo, ancora una volta, che si dia la dovuta attenzione alla questione ancora una volta qui sollevata, adottando specifici provvedimenti a riguardo»

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