DISCIPLINA ASSUNZIONI PP.AA. TRAMITE GRADUATORIE SERVIZI IMPIEGO ART.16 L.56/87

Prima di   parlare dello specifico   argomento di cui al titolo, che   in Abruzzo   trova regolamentazione,oltre  che   nel Dec.Lgs. 21 aprile 2000, n. 181 e nel Dec.Legvo 165/01 ,nella legge regionale n.76/03 e nella Delibera della Giunta Regionale n.157/2006,  in attesa   che diventino  operative le nuove  disposizioni contenute nel decreto legvo n.150/15  di competenza dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro-ANPAL -,il cui Statuto ,previsto da specifico    DPR   , approvato  in via definitiva  nel Consiglio dei Ministri n. 115 del 29 aprile 2016  , entrera’ in vigore  dal  giorno successivo  a quello di  pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ,si ritiene confacente,riportandosi al decreto legvo n.181/2000 ed  alla DGRA n.1572006  ,soffermare l’attenzione sulla nozione  di :

– elenco anagrafico

– inoccupati

– disoccupati

-sospensione dello stato di disoccupazione

– perdita dello stato di disoccupazion

A) ELENCO ANAGRAGFICO

E’ l’elenco in cui sono inserite le persone soggiornsnti nel tyeritorio nazionale aventio l’etra’ stabilita per essere ammesse al lavoro ,che, essendo in cerca di lavoro poiche’ inoccupate ,disoccupate ovvero occupate in cerca di altro lavoro ,si iscrivono ai Centri Impiego del proprio domicilio intendendo avvalersi dei servi zi dei medesimi.

B) INOCCUPATi

Sono le persone  che, senza aver precedentemente

svolto un’attività lavorativa, siano alla ricerca di un’occupazione

 

C) DISOCCUPATI

Sono le persone prive di lavoro, oppure occupate con un reddito personale non superiore, nell’anno solare  per ogni singolo rapporto di lavoro, agli 8.000 € (in caso di lavoro subordinato) o ai 4.800 € (in caso di lavoro autonomo).

E’ inoltre fondamentale aver reso la dichiarazione di essere immediatamente disponibili alla ricerca di un posto di lavoro. E’ possibile conservare lo stato di disoccupazione già maturato, a seguito di attività lavorative avviate con:

  • contratto di lavoro a tempo determinato pieno o part-time
  • contratto di lavoro a tempo indeterminato part-time

 

  • contratto di collaborazione coordinata e continuativa e attività autonoma

. a condizione che il reddito percepito non superi, nell’anno solare, il limite    di 8 mila (subordinato o cococo ) ovvero 4500 euro  (autonomo)

 

D) SOSPENSIONE STATO DISOCCUPAZIONE

Prevista dal D.Lgs. 181, così come modificato dal D.Lgs. 297/02, la sospensione dello stato di disoccupazione trova applicazione in riferimento   allo svolgimento  di attività a

tempo determinato non superiore ai 4 mesi (se il soggetto è giovanedi età non superiore ai 25 anni,29 se laureato), agli 8 mesi, se adulto, a condizio

ne che il reddito annuo di tale attività superi i limiti prima indicati : in tal caso vie

ne mantenuta la data di decorrenza dello stato di disoccupazione ,mentre non viene  conteggiato ,nel periodo complessivamente maturato prima e dopo il rapporto a termine  in questione  il numero dei mesi riferiti alla singola attività lavorativa che, nell’anno solare, ha comportato il superamento dei  limiti di reddito.

E) PERDITA STATO DISOCCUPAZIONE

Essa interviene :

a)a seguito di attività lavorativa a tempo indeterminato oppure a tempo determinato superiore ai 4 mesi, se il soggetto è giovane,ovvero ad a 8 mesi, se adulto, con un reddito annuo conseguito, con riferimento alla singola attività , superiore ai limiti  stabiliti  come precisati sopra ;

b)   in  caso di mancata presentazione   senza   giustificato  motivo  alla  convocazione  del servizio  competente  nell’ambito  delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 del dec.legvo 181/00;

c) in caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno ed indeterminato  o  determinato  o  di lavoro temporaneo ai sensi della legge  24  giugno 1997, n. 196, con durata del contratto a termine o, rispettivamente,  della missione, in entrambi i casi superiore almeno a  otto  mesi,  ovvero  a  quattro  mesi  se  si  tratta  di giovan e , considerando congrua l’offerta che prevede profilo profesionale equivalente ,ossia  comportante  un medesimo inquadramento contrattuale  rispetto a quello previsto dal patto di servizio sottoscritto mentre il lavoro e’ previsto   nell’ambito  dei  bacini, distanza dal domicilio e tempi di trasporto con mezzi pubblici, stabiliti dalle Regioni ,ricordando che per l’Abruzzo sono fissati sedi di lavoro distanti entro 50 km dal domicilkio e comunque raggiungibili entro 80 minuti con mezzi pubblici

Venendo a trattare   delle    ASSUNZIONI  PP.AA.  TRAMITE GRADUATORIE  SERVIZI IMPIEGO  ,anzitutto  ,  ,occorre riportarsi    al decreto legvo n.165/01 e smi  ed in particolare ,  stante il riferimento all’argomento del titolo, agli artt 1,comma 2 ,e 35 del medesimo.

Il primo   dichiara che” Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti i del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI.

Il secondo ,disciplinando il reclutamento del personale,al comma 1 prevede che:” L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro

a) tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno;

b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.

Il concorso pubblico rappresenta  la forma generale e ordinaria per il reclutamento del personale nel pubblico impiego, in quanto meccanismo idoneo a garantire il canone dell’efficienza dell’azione amministrativa; pertanto, deroghe a tale principio sono possibili soltanto in presenza di peculiari situazioni giustificatrici individuate dal legislatore nell’esercizio di una discrezionalità non irragionevole, che trovi il proprio limite specifico nella necessità di meglio perseguire il buon andamento nella Pubblica Amministrazione

Il presupposto  di quanto sopra evidenziato  è insito nel fatto che il reclutamento debba avvenire per concorso, o meglio, tramite “procedure selettive” idonee a garantire la scelta imparziale del più meritevole(per capacita e/o bisogno), e “le cui modalità potrebbero esser disciplinate anche da atti che siano espressione della capacità di diritto privato del datore di lavoro pubblico o della disciplina pattizia”.

Il legislatore, nel rispetto del principio contenuto nell’art.97, primo comma  Cost.( sembra aver voluto separare l’organizzazione degli uffici (che resta demandata alla legge e alle fonti unilaterali della pubblica amministrazione) dalla disciplina dei rapporti di lavoro, rimessa alla contrattazione collettiva, garantendo il valore dell’efficienza contenuto nello stesso precetto costituzionale, attraverso “un equilibrato dosaggio di fonti regolatrici” e senza pregiudizio per l’imparzialità. Infatti, il dettato costituzionale non pone alcun vincolo assoluto di indisponibilità della materia: né il primo comma dell’art.97 Cost., secondo il quale sono “i pubblici uffici” e non “gli impieghi” ad essere organizzati per legge; né il terzo comma che introduce il principio di unilateralità nel reclutamento del personale .

Comunque, volendosi ricercare la natura giuridica dei concorsi pubblici non si potrebbe, ovviamente, prescindere da quanto stabilito dal Testo Unico sul pubblico impiego, d.lgs. 30 marzo 2001, n.165, nel quale si ravvisa che l’attività di selezione del personale deve qualificarsi di  natura pubblicistica perché attinente ad una fase precontrattuale e che tale attività, nella fase di accesso al lavoro, rimarrebbe invece vincolata agli obiettivi delle direttive costituzionali e legislative.

La ratio della disposizione suddetta va ricercata nei principi costituzionali, in particolare nel dettato dell’art.97 Cost.,   secondo cui  la disciplina prevista dalla legge  è  tale da assicurare il criterio di imparzialità nell’amministrare , cosicché essi obbligano il legislatore dall’alto “a predisporre i mezzi perché sia assicurato il criterio di imparzialità nell‘amministrare. 

Per “accesso all’impiego” si intende tutto ciò che attiene “l’instaurazione del rapporto” e, quindi la formale collocazione di soggetti nell’assetto organizzativo degli uffici.

L’assunzione del personale nelle amministrazioni pubbliche è materia di competenza residuale delle Regioni in base al contenuto del quarto comma dell’art.117 Cost e si realizza secondo il disposto del sopra riportato ‘art.35 del d.lgs. n.165/2001 con contratto individuale di lavoro e attraverso, in primo luogo, procedure selettive, le quali sono volte all’accertamento della professionalità richiesta, come adeguata garanzia dell’accesso dall’esterno. Tale limite si rappresenta attraverso la riserva di legge dettata dall’art.2 della legge delega n.421/1992,  la quale statuisce che “i procedimenti di selezione per l‘accesso al lavoro e di avviamento al lavoro […] sono tra le materie […] regolate con legge, ovvero sulla base della legge o nell‘ambito dei principi dalla stessa posti, con atti normativi o amministrativi”, nonché mediante la riserva di giurisdizione ex art.63 del TUPI nella parte in cui prevede che restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

L’obbligo delle procedure concorsuali vige anche per gli enti locali: ciò al fine di salvaguardare, appunto, l’accesso dall’esterno per l’assegnazione di pubblici uffici; è, pertanto, illegittimo anche l’atto di indizione di una selezione per progressione verticale riservata al solo personale in servizio  .

Le procedure di reclutamento si conformano ai principi elencati nel terzo comma dell’art.35 TUPI, ovvero quelli di pubblicità, imparzialità, economicità, celerità, oggettività e trasparenza, idoneità alla verifica del possesso dei requisiti professionali, pari opportunità tra lavoratori e lavoratrici, decentramento delle procedure e composizione delle commissioni di valutazione con esperti

Da quanto detto, è pacifico che il pubblico concorso rappresenta la regola generale e fondamentale per l’accesso al pubblico impiego, direttamente prevista a livello costituzionale. Nonostante ciò, alle procedure selettive pubbliche in materia di accesso all’impiego nelle p.a. è possibile derogare, ai sensi del comma 3 dell’art.97 Cost., “in presenza di particolari situazioni che le rendano non irragionevoli

Tra le principali deroghe alla regola del concorso spicca quella operata dall’art.16 della legge n.56/1987 ,che appunto ha  previsto  una forma di selezione degli iscritti nelle liste di collocamento.

La ratio dell’eccezione è stata ravvisata nell’esigenza di non attivare un meccanismo di reclutamento costoso e complesso, che risulti, per lo più, decisamente sproporzionato rispetto all’obiettivo della copertura di posizioni di non rilevante contenuto professionale. Attualmente  spetta alle Regioni ,alle Provimce ed ai Centri per l’Impiego  provvedere in proposito.

Ai sensi della legislazione vigente, per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità ,   le Regioni possono procedere al coordinamento delle disposizioni   e creare dei regolamenti regionali in tema di avviamento a selezione presso le Pubbliche Amministrazioni.   ,

Il fine  di questo strumento di reclutamento è dato comunque dalla selezione che viene operata secondo criteri predeterminati che  vanno  rispettati sia dagli uffici pubblici che si occupano del collocamento, sia dalle amministrazioni che effettuano le assunzioni..

Prima del   decentramento alle Regioni delle funzioni  statali relative al mercato del lavoro , assegnate e svolte prevalentemente   dal Ministero del Lavoro e dalle sue  strutture territoriali (Sezioni circoscrizionali Impiego) ,la materia dell’avviamento a selezione  degli iscritti nelle liste del collocamento ,disciplinato dall’art.16 della legge n.56/1987,è stata   oggetto     sia di molteplici circolari da parte del citato Dicastero,che di significative determinazioni della Commissione Centrale dell’Impiego   e dalle Commissioni Regionali     per l’impiego,istituite rispettivamente a norma degli artt 22 e 26 legge n.675/77

Tra le circolari del Mlps, si ricorda  quella del 4 aprile 1989, n. 29  , riguardante le  “Disposizioni per l’applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988( concernente la “Disciplina dell’avviamento e della selezione dei lavoratori iscritti nelle liste di collocamento ai fini dell’assunzione nella pubblica amministrazione”.

La suddetta tra l’altro,al punto 2) , in merito alla procedura  per  l’avviamento a selezione presso le pp.aa., afferma  che la   legge   n.   160/1988, art.1, comma 1  prevede che il  comma 1 dell’articolo 16 della legge 28  febbraio  1987, n. 56, e’ sostituito dal seguente: ‘1. Le amministrazioni dello Stato anche ad  ordinamento  autonomo,gli enti pubblici non economici a carattere nazionale  e  quelli  che svolgono attività in una o più regioni, le province, i comuni e  le unità sanitarie locali effettuano le assunzioni  dei  lavoratori  da inquadrare nei livelli retributivo – funzionali  per  i  quali  non  e’ richiesto il  titolo  di  studio superiore  a  quello  della  scuola dell’obbligo, sulla base di selezioni  effettuate  tra  gli  iscritti nelle liste di collocamento ed in quelle di mobilità che abbiano  la professionalità eventualmente richiesta e i requisiti  previsti  per l’accesso al pubblico impiego. Essi sono avviati  numericamente  alla selezione secondo l’ordine delle graduatorie risultante  dalle  liste delle circoscrizioni territorialmente competenti’.

L’articolo 16 della legge 28 febbraio  1987,  n.  56,  trova applicazione  anche  nei  casi  di  assunzione  a  tempo  determinato previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 31  marzo  1971, n. 276, e dall’articolo 6 della legge 20 marzo 1975, n.  70,  nonché in ogni altro caso di assunzioni a termine consentito nelle regioni a statuto  ordinario,  nelle  province,  nei  comuni  e  nelle unità sanitarie locali.”

Tale disposizione, quindi,  ha   introdotto   il  requisito  della professionalita’,   modificando   radicalmente    quanto    contenuto nell’originario art. 16, laddove si faceva riferimento al solo titolo di studio.

Peraltro, il  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988  ,chiarendo  il  concetto  di  professionalita’,  ha   previsto,all’art.  1,  comma 2, la riconduzione, anche mediante equiparazione,della preparazione, della  qualificazione  e  della  specializzazione desumibili  sia  dalla  qualifica,  che dalla categoria o dal profilo professionale ,alle qualifiche  di  iscrizione  dei  lavoratori  nelle liste    di   collocamento.   Ne   consegue,   ovviamente,   che   le amministrazioni richiedenti, nel formulare le richieste di avviamento a   selezione,  dovranno  indicare  le  qualifiche  del  collocamento elencate nel prontuario delle qualifiche professionali  in  dotazione alle   sezioni  circoscrizionali   …”

La circolare in questione  ha  precisato che la qualifica che l’ente pubblico deve specificare nella richiesta, deve corrispondere a quelle  previste  dalle  normative  vigenti  ai fini della iscrizione nelle liste di collocamento; mentre  in  caso  di  mancata  coincidenza,  é necessario che venga compiuta una analisi delle effettive mansioni da svolgere, al fine di individuare con certezza la qualifica  riportata sul “Codice delle qualifiche professionali”.

 

In ordine alle disposizioni  legislative  sul  decentramento delle funzioni relative alla materia del mercato del lavoro.si rimanda ai seguenti provvedimento legislativi:

a)Legge 15 marzo 1997, n. 59 “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa “

 

Pur non disponendo direttamente in materia di Servizi per l’impiego, la legge 59/1997, nota come “Legge Bassanini”, predispone le fondamenta per l’attuazione della riforma delineando il processo di localizzazione e di ammodernamento dell’intervento dei pubblici poteri, processo di cui la riforma dei Servizi per l’impiego costituisce un tassello. La legge 59/1997 delegava, infatti, il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi volti a conferire alle Regioni ed agli enti locali funzioni e compiti amministrativi in una serie di materie, tra cui il mercato del lavoro e le politiche per l’impiego.

 

–         b) D. Lgs. 23 dicembre 1997, n. 469 “Conferimento alle Regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell’articolo 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59. (

 

Attuativo della “Legge Bassanini”, il D. Lgs. 469/1997è il cardine della riforma dei servizi per l’impiego., nel senso che ha:

 

–          Conferito alle Regioni ed agli enti locali le funzioni ed i compiti relativi al collocamento ed alle politiche attive del lavoro, prima gestiti dal Ministero del Lavoro

 

–          Soppresso il precedente assetto organizzativo e stabilisce le linee guida che le Regioni dovranno seguire nell’organizzare

 

–          Disposto le linee guida relative al trasferimento dallo Stato alle Regioni delle risorse, umane e finanziarie, necessarie al funzionamento dei nuovi Servizi per l’impiego. Il trasferimento ad ogni singola Regione sarà attuato mediante Dpcm specifici

 

–          Stabilisto un calendario di scadenze nella realizzazione della riforma, relativamente sia all’attivazione dei Servizi per l’impiego sia al trasferimento alle Regioni di personale ed altre risorse.

 

 

 

–         Cancellato il monopolio pubblico del collocamento. ed  Istituito il SIL – Sistema Informativo del Lavoro

 

 

 

–          c)D. Lgs. 21 aprile 2000, n. 181 ,modificato dal dec. legvo n. 297/02       “Disposizioni in materia di incontro tra domanda ed offerta di lavoro”.

 

 

 

I predetti   decreti Lg.vi completano    il panorama normativo nazionale, relativamente alle regole di incontro domanda/offerta, su cui si fonda la riforma dei Servizi per l’impiego, in merito ai quali  si prende atto che hanno :

 

–          Ridefinito   lo stato di disoccupazione, fissano le cause di perdita dell’anzianità di appartenenza al detto status e definiscono  cosa si intende per disoccupato ed inoccupato “di lunga durata”, “giovane”, “adolescente” e “donna in reinserimento lavorativo”

 

–          Assegnato agli organi che erogano i servizi per l’impiego nuove funzioni, necessarie all’attuazione dei contenuti del Decreto.

 

I soggetti coinvolti dalla riforma dei Servizi per l’impiego sono Stato, Regioni, Enti locali (Comuni, Province e Comunità montane) e soggetti privati. Il processo di delocalizzazione delle funzioni amministrative e gestionali relative al mercato del lavoro ed alle politiche per il lavoro, prima accentrate in capo al Governo, si è realizzato attraverso la divisione tra  i suddetti  soggetti dei compiti e delle funzioni già esistenti, nonché attraverso la creazione di un nuovo compito: l’obbligo di integrazione tra servizi per l’impiego, politiche attive del lavoro e politiche formative.

Con riferimento  all’Abruzzo,  e’ da precisare che   risulta  affidata alla   L. R. 16 settembre 1998, n. 76   la  Disciplina dell’organizzazione del sistema regionale integrato dei servizi all’impiego,  evidenziando   che in Abruzzo a tutt’oggi manca una  legge regionale  in materia di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, che ,   infatti ,tuttora , è affidata   alla  deliberazione della Giunta Regionale n.157 del 24.02.2006-BURA  n.17 del 17.03.06-  , il cui art.38  prevede   la formazione delle graduatorie per gli avviamenti presso le pubbliche amministrazioni come da art 16 legge n.56/87  ,facendo riferimento ad elementi  e  parametri indicati nella   Tabella annessa al Decreto del   Presidente Consiglio dei Ministri    datato  27.12.1988 ,mentre il successivo art.51 (disposizioni transitorie e finali ) prevede che “…continueranno a trovare applicazione le disposizioni   della previgente normativa per quanto attiene ai punteggi riguardanti l’anzianità dello stato di disoccupazione, al reddito personale annuale ed al carico di famiglia, nonché ai criteri di precedenza  nelle situazioni di parità di punteggio in graduatoria”. In relazione a quanto sinora esposto ,si procede all’analisi del provvedimento che attualmente in Abruzzo rappresenta la fonte principale di regolamenttazione dell’avvviamento a selezione presso le pubbliche amministrazioni ex art.16 legge 56/87 ,cioe’ la DGRA n.157/2006 ,il cui contenuto si espone di seguito con riferimento agli aspetti principali e rilevanti previsti dagli artt,da 35 a 47 della stessa.

In primo luogo ,occorre evidenziare che il citato provvedimento regionale consente che agli adempimenti dell’avviamento a selezione venga dato corso direttamente dai   datori di lavoro pubblici interessati direttamente oppure per il tramite dei servizi impiego territorialmente competente

La regolamentazione prevista da citato provverdimento regionale stabilisce :

1Le pubbliche amministrazione, come individuate dall’art. 1, comma 2 del DLgs 30 marzo 2001, n. 165, fatta eccezione per le selezioni del personale per sedi centrali e periferiche delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, effettuano direttamente le assunzioni per le qualifiche e i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, fatti salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità, mediante selezione dei soggetti interessati inseriti negli elenchi anagrafici dei Centri per l’Impiego della Regione Abruzzo.

2.Le selezioni di personale per le sedi centrali delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e degli Enti pubblici non economici a carattere nazionale seguono la disciplina di cui agli articoli 26 e seguenti del Regolamento approvato con D.P.R. 09.05.1994, n. 487.

Inoltre le selezioni di personale per le sedi periferiche delle amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, e degli Enti pubblici non economici a carattere nazionale, seguono la disciplina prevista per le selezioni affidate ai Centri per l’Impiego contenute nel presente regolamento

3.Prima di ricorrere all’avviamento a selezione secondo le procedure e modalità di seguito precisare, le PP.AA. danno corso agli adempimenti previsti dagli artt. 34 e 34 bis del D.L.vo 165/01, verificando l’eventuale esistenza di personale collocato in disponibilità in possesso della stessa qualifica professionale

Di notevole rilievo risulta la disposizione riguardante la pubblicità delle offerte di lavoro,secondo cui:

 

  1. A prescindere dall’ambito territoriale di competenza istituzionale rispettiva, ciascuna amministrazione in ordine alle assunzioni in parola predispone apposito avviso pubblico di offerta di lavoro, di seguito denominato “avviso”, e provvede a darne adeguata e diffusa informazione mediante affissione nel proprio albo, inviandone contestualmente copia ai Centri per l’Impiego e alle Agenzie per il lavoro esistenti nel territorio regionale per la pubblicazione nei relativi albi, provvedendo, altresì, alla tempestiva divulgazione attraverso organi di stampa e radio televisivi territoriali dell’avviso stesso.L’avviso deve contenere:
  1. numero di lavoratori da assumere e la/e sede/i di lavoro;
  2. tipologia e durata del rapporto di lavoro;
  3. qualifica (secondo la previsione del DM 30/01/01) e profilo professionale con relativo inquadramento contrattuale;
  4. mansioni alle quali verranno adibite i lavoratori;
  5. requisiti richiesti per l’accesso al pubblico impiego;
  6. eventuali requisiti professionali previsti dal vigente CCNL e dall’ordinamento interno;
  7. elementi per la formazione della graduatoria;
  8. trattamento economico e normativo applicato;
  9. modalità di svolgimento della prova selettiva, con l’indicazione della data, dell’ora, del luogo e dei contenuti di svolgimento della stessa;
  10. data di pubblicazione dell’avviso e scadenza del termine per la presentazione delle domande;
  11. modalità di pubblicazione della graduatoria;
  12. dichiarazione di rispetto delle quote di riserva previste per specifiche categorie di lavoratori, con particolare riferimento alle previsioni di cui alla legge n. 68/99;
  13. durata di validità della graduatoria;
  14. motivi che giustificano l’assunzione nel caso di posti a tempo determinato;
  15. rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso al lavoro;
  16. l’organo al quale inoltrare ricordo e i relativi termini.

 

  1. I termini per la presentazione delle domande di partecipazione non possono essere inferiori a quindici giorni, decorrenti dalla data di pubblicazione dell’avviso all’albo della Pubblica Amministrazione interessata. L’indicazione del termine dovrà essere contenuta nel testo dell’avviso stesso. In caso di assunzione a tempo determinato, il termine può essere ridotto a otto giorni.

Con riferimento alla qualifica professionale da indicare nel bando pubblico e che deve risultare in possesso dei partecipanti ,si  ritiene di  richiamare   la  circolare ministeriale n.29/89   , che ,alla  voce  “Avviamento a selezione a livello locale o periferico e procedura”,    prevede  che  l’art. 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.27.12.1988 , relativo   alle procedure da seguire per gli avviamenti a selezione presso  i datori pubblici  locali e periferici ,   prevede che   la richiesta di avviamento deve contenere  specifici elementi ,tra cui la “qualifica richiesta”,  nel senso che  essa   deve corrispondere a quelle previste dalle norme  vigenti  circa l’iscrizione nelle liste di collocamento ,mentre   in caso di mancata coincidenza, e’ necessario che venga compiuta un’ analisi delle effettive mansioni da svolgere, al fine di individuare con certezza la qualifica riportata sul “Codice delle qualifiche professionali ” dell’Istat,in uso presso i Centri Impiego ,denominato “CPI 2011-ex Istat 91”,  il  quale  per  ogni qualifica  prevede  un codice  di sei cifre  .

Di recente , a causa del suddetto codice,   la Asl di Teramo  ha ritenuto di dover  revocare    in regime di autotutela un avviso pubblico per l’assunzione  a tempo indeterminato di 14 0peratori , mediante le procedure dell’art.16 della legge n.56/87  e della DGRA n.157/2006 .

Il suddetto avviso pubblico , che era stato  approvato con deliberazione n.1091 dell’1.9.2015,   limitava la partecipazione alla      selezione   ai soli  disoccupati iscritti negli elenchi dei Centri Impiego dell’Abruzzo  in possesso della    qualifica di “Addetti Immissione Dati ” ed il codice CP 2011 Istat”4.1.2.2.0.0.”

Quanto sopra poiche ‘scaduto il termine per la  presentazione delle istanze e predisposta la graduatoria da parte del Centro Impiego competente ,alla vigilia   della prova di idoneità  per i  candidati ,  la ASL di Teramo  ha ricevuto  in data 20.1.2016 una nota del Responsabile della Classificazione Ufficiale delle Profesioni(CP 2011/Istast)_Servizio Istruzione,Formazione e Lavoro,in cui risulta precisato quanto segue:

“Per la classificazione delle professioni predisposte dall’Istat,l’ultimo livello gerarchico ufficiale e’ il quinto,denominato unita’  professionale.Nella fattiospecie citata nel bando di concorso risulta ufficiale l’unita’ professionale individuata dal codice a cinque cifre 4.1.2.2.o,denominata “addetti immissioni dati”.All’interno di  tale unita’ professionale si trovano le professioni che ineriscono dati ed eseguomo operazioni di calcolo e di elabotìrazione utilizzando calcolatrici elettromeccaniche,elettriche o strumenti informatici di calcolo.Per la CP 2011b tutte le profesioni individuate all’interno di una medesima unita’ professionale sono omogenee rispetto al livello ed all’ambito di competenze richiesto ,che rappresentano i criteri fondfanti la classificazione. Pertanto:

-operatore di computer per l’immissione dati

-addetto inserimento dati

-codificatore dati meccanografici

-operatore di calcolo

-operatore di consolle

-operatore di data entr

-operatotre di mamacchine contabili

-operatore meccanografico

-schedatore informatico

-videoterminalista(per immissione dati),

citate dal CP 2011 all’interno dell’unita’ professionale 4.1.2.2.o -addetti immissione dati -sono da ritenersi equivalenti rispetto al criterio della competenza ,che ribadiscono essere il criterio fondante la clasificazione”.

In riferimento a quanto rappresentato dalla nota  predetta ,la Asl di Teramo,atteso che,  in virtu’ di  quanto chiarito  dall’Istat ,l’avviso pubblico approvato con la deliberazione n.1091 dell’1-9-2015 non avrebbe dovuto essere riservato ai soli candidati in posseso della qualifica di “addetto immissione dati-cod 2.1.2.2.0.0-,ma a tutte le professioni individuate all’interrno dell’unita’ professionali  4.1.2.2.0.come sopra indicate., ha stabilito  ,allo stato dei fatti e per le motivazioni esposte, di dover procedere in autotela,ai sensi dell’art.21 nonies della legge n.241/90 all’annullamento dell’atto deliberativo n.1091/2015 .

Il precedente della ASL di   Teramo per la qualifica di “addetto immissione dati”,si valuta costituisca un precedente  da utilizzare come indirizzo di comportamento per  i datori di lavoro del settore pubblico  e per  le  istituzioni  che gestiscono i servizi  , nel caso  in cui si trovino ad  essere   interessati da situazioni  analoghe.

.Rispetto all’onere di presentazione delle domande di partecipazione al bando di avviamento a selezione si segnalano le seguenti norme da rispettare:

 

  1. I lavoratori che risultano inseriti negli elenchi anagrafici (quindi a prescindere che siano disoccupati/inoccupati ovvero sospesi dallo stato di disoccupazione ed occupati )/ dei Centri per l’Impiego della Regione, anche per l’occasione della partecipazione all’avviamento a selezione, in possesso del diploma di scuola dell’obbligo e dei requisiti richiesti per l’accesso al pubblico impiego, possono produrre dalla data di pubblicazione dell’avviso, ed entro la scadenza prestabilita nel medesimo, la domanda di partecipazione alla selezione alla pubblica amministrazione utilizzando l’apposito modello predisposto dalla medesima e allegato all’avviso stesso e che, reso disponibile all’utenza, occorre consegnare personalmente o a mezzo servizio postale con raccomandata prioritaria A.R., allegando in ogni caso fotocopia del documento di identità personale.
  2.  Nel modello di domanda di partecipazione i candidati attestano, mediante autocertificazione, il possesso dei requisiti indicati nell’avviso e gli elementi di graduatoria (reddito individuale, carico di famiglia , anzianità dello stato di disoccupazione).
  3.  La pubblica amministrazione interessata provvede, in collaborazione con il Centro per l’Impiego competente per territorio, ad accertare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate con l’autocertificazione anche dopo l’assunzione in servizio in conformità alla previsione della legislazione statale in mate

 

Circa la graduatoria,resta stabilito che le graduatorie sono formate nel rispetto dell’ordine di priorità per i lavoratori partecipanti al bando in stato di disoccupazione così come definito dal D.Lgs 181/2000 Disoccupsti ed inoccupati), in assenza dei quali si procede alla formazione di apposite graduatorie per i soggetti non in stato di disoccupazione.( sospesi dallo stato di disoccupazione ed occupasi) ,mentre per  la formazione della graduatori,la delibera regionale prima citata recita quanto segue:

 

  1. La pubblica amministrazione entro trenta giorni successivi alla data di scadenza dell’avviso procede alla formazione della graduatoria secondo le procedure, modalità, indirizzi operativi e in relazione agli elementi e ai parametri indicati nella Tabella A unita di cui alle presenti disposizioni della dgra n.157/06
  2.  Per le situazioni di parità di punteggio di graduatoria si applica quanto previsto nella Tabella A.
  3.  La graduatoria è resa pubblica con le modalità stabilite nell’avviso, anche attraverso la pubblicazione presso gli albi dei Centri per l’Impiego.
  4.  Entro dieci giorni dalla pubblicazione i candidati possono proporre richiesta di riesame alla pubblica amministrazione avverso il punteggio e la posizione nella graduatoria se derivata da errori materiali compresi quelle di calcolo del punteggio. L’eventuale rettifica è effettuata nei dieci giorni successivi

Si richiama l’attenzione sui termini di validità della graduatoria ,essendo stabilito che

  1. Per le assunzioni a tempo indeterminato la graduatoria ha validità e utilizzazione fino alla totale copertura dei posti previsti nell’avviso e comunque per un ulteriore termine non superiore a sei mesi.
  2.  Per le assunzioni a tempo determinato la graduatoria ha validità e utilizzazione fino a diciotto mesi successivi alla sua pubblicazione, anche per assunzioni in posti della stessa qualifica e profilo professionale aggiunti successivamente a quelli previsti nell’avviso.Si rimarca che gli  ulteriori sei mesi previsti nel n.1 sono stati aggiunti  stante l’opportunita’ di consentire alle pp.aa. di far fronte ad eventuali mancati superamenti della prova ovvero a dimissioni o rinunce di vincitori ,da sostituire con  candidati idonei in graduatoria ,che però deve risultare ancora  in corso di validita’.

Non mancano indicazioni regolamentari a proposito dei casi di decadenza della graduatoria,secondo cui i candidati decadono dalla graduatoria in cui siano inseriti in presenza delle seguenti fattispecie:

  1. a) mancata presentazione alle prove di idoneità senza giustificato e comprovato motivo;dichiarazione di inidoneità al posto offerto;
  2. b)mancanza dei requisiti richiesti, anche se intervenuta successivamente alla pubblicazione dell’avviso;dichiarazione di rinuncia alla graduatoria.

 

 

 

Per quanto concerne la convocazione alle prove selettive la DGRA in esame stabilisce che:

 

  1. La pubblica amministrazione convoca i candidati aventi diritto secondo l’ordine della graduatoria entro trenta giorni dalla sua pubblicazione per sottoporli a prova selettiva.
  2.  I candidati sono convocati in numero doppio rispetto a quello dei posti da coprire.
  3.  La pubblica amministrazione, nei casi di assunzione con rapporto a tempo determinato, laddove ricorrano motivi che giustificano l’urgenza a coprire il posto derivante da esigenze organizzative, ha facoltà di convocare alle prove di selezione un numero di lavoratori triplo rispetto a quello dei posti da coprire.
  4.  La pubblica amministrazione provvede alla sostituzione dei candidati che non abbiano risposto alla convocazione o non abbiano superato le prove selettive o non abbiano accettato l’assunzione ovvero non siano più in possesso dei requisiti richiesti, procedendo alla convocazione di ulteriori candidati secondo l’ordine della graduatoria.
  5.  La pubblica amministrazione comunica, altresì, ai Centri per l’Impiego competenti i nominativi dei candidati che non hanno risposto alla convocazione, allegando eventualmente copia della documentazione relativa a motivi giustificativi addotti dall’interessato.

 

In materia di selezione la previsione del provvedimento regionale e’ nei seguenti termini:

 

  1. La selezione consiste nello svolgimento di prove tattiche attitudinali ovvero in sperimentazioni lavorative i cui contenuti devono essere determinati con riferimento a quelli previsti nelle declaratorie e nei mansionari di qualifica, categoria e profilo professionale.
  2.  La selezione accerta esclusivamente l’idoneità del candidato a svolgere le mansioni proprie della qualifica o profilo professionale del posto offerto e non comporta alcuna valutazione comparativa.
  3.  Le operazioni di selezione, a pena di nullità, sono pubbliche.
  4.  Alle operazioni di selezione provvede apposita commissione nominata dalla pubblica amministrazione interessata in base alla disciplina prevista dalla legislazione statale in materia fino alla completa copertura dei posti complessivamente indicati nell’avviso.
  5.  I lavoratori avviati presso una P.A., ma non ancora assunti, sono avviati a selezione anche presso altre Amministrazioni ove risultino utilmente collocati in graduatoria.

 

Si conclude chiarendo che ,relativamente all’assunzione ed agli  obblighi di comunicazione,è disposto che la pubblica amministrazione assume in servizio candidati utilmente selezionati nel rispetto dell’ordine della graduatoria e comunica i nominativi dei lavoratori assunti al Centro per l’Impiego nel cui territorio si verifica l’assunzione e dei candidati che non hanno accettato l’assunzione, allegando eventualmente copia della documentazione relativi di motivi giustificativi addotti dagli interessati, nonché agli inidonei al posto offerto.

 

 

 

 

 

 

 

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