PILLOLE DI GIURISPRUDENZA

Giudice di pace di Palermo – Sentenza 21 marzo 2016 Il dipendente pubblico risponde in solido con l’amministrazione per i danni causati nei confronti del terzo mentre era in servizio.

Scuola, l’insegnante conserva l’anzianità nel passaggio dalla “materna” alla “secondaria”

 Corte di cassazione – Sezioni unite civili – Sentenza   6 maggio 2016 n. 9144 «In caso di passaggio dalla scuola materna alla scuola secondaria, l’insegnante ha diritto al riconoscimento integrale dell’anzianità maturata nel ruolo della scuola materna».

 

 

Tribunale di Pistoia – Provvedimento 20 gennaio 2016 Il pubblico ministero durante la fase delle indagini preliminari, avuto un primo riscontro della sussistenza del reato di usura, su richiesta della società vittima dell’estorsione, può disporre …

 

Datore condannato per estorsione se ricatta i lavoratori di licenziamento

 Corte di cassazione – Sezione II penale – Sentenza 5 maggio 2016 n. 18727 Estorsione a carico del datore di lavoro che prospetti ai propri dipendenti il licenziamento in caso di mancata accettazione di condizioni capestro da lui dettate

 

Va  risarcita lavoratrice esclusa da selezione per il velo

Corte d’appello di Milano – Sentenza 4 maggio 2016 n. 579 La Corte d’appello di Milano con una sentenza del 4 maggio scorso, in riforma della sentenza n. 1558/14 del Tribunale di Lodi, ha stabilito che è discriminatorio il comportamento di una azienda che ha escluso una lavoratrice presente alle selezioni con il volto velato

All’avvocato papà non spetta l’indennità di maternità al posto della mamma

 

Corte di cassazione – Sezione lavoro – Sentenza 2 maggio 2016 n. 8594 In caso di paternità biologica, l’avvocato non ha diritto di percepire l’indennità di maternità a carico della Cassa forense al posto della moglie

Lavoro dei familiari. Senza il libro matricola scatta la sanzione

È legittimo sanzionare il ristoratore che non ha istituito il libro matricola per inserirvi i nominativi dei parenti stretti che lo aiutano a mandare avanti l’attività, salvo che non sia dimostrata la gratuità delle loro prestazioni. È quanto emerge dalla sentenza 6 maggio 2016, n. 9195

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