ASSUNZIONI PP.AA. DISABILI COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO TRAMITE CONCORSO

La pubblica amministrazione è tenuta ad assumere persone appartenenti alle categorie protette disabili  nella quota d’obbligo prevista dalla normativa e ad osservare precisi vincoli per effettuare le assunzioni in conformità a quanto previsto dall’art. 35 del Decreto Legislativo n. 165/2001 in tema di procedure per le assunzioni presso le pubbliche amministrazioni. L’art. 3 della legge 68/99 prevede che i datori di lavoro, pubblici, come quelli privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori invalidi nella seguente misura:

a) 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;

b) 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;

c) 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.(soltanto in caso di nuova occupazione entro 30 .12.2016)

Le persone disabili  delle categorie protette che abbiano compiuto i 18 anni e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile ,  possono essere assunte presso i datori di lavoro pubblici (non economici) purché appartenenti ad una delle seguenti categorie:

  • invalidi civili (con una riconoscimento di invalidità superiore al 45%);
  • invalidi del lavoro (con un riconoscimento di invalidità INAIL superiore al 33%);
  • non vedenti (persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi);
  • sordi (persone colpite da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata);
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio (con minorazioni ascritte dalla I all’VIII categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. in materia di pensioni di guerra).

Tra le modalità per effettuare le assunzioni vi sono i concorsi pubblici  ,rispetto ai quali l’art. 3 della legge n. 127/97 ha abolito il limite di età per la partecipazione  salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni

I concorsi sono espletati direttamente dall’ente o amministrazione che deve assumere, per i profili professionali per i quali è previsto il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e/o laurea.

L’art 16 – comma 1 della legge 68/99 prevede che gli appartenenti alle categorie protette disabili  possono partecipare a tutti i concorsi per il pubblico impiego, da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi e che, a tal fine “i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di concorrere in effettive condizioni di parità con gli altri”.

L’art. 20 della legge 104/1992 ( legge quadro sull’handicap) prevede che la persona con disabilità sostiene le prove d’esame nei concorsi pubblici e per l’abilitazione alle professioni con l’uso degli ausili necessari e nei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione allo specifico handicap. Nella domanda di partecipazione al concorso e all’esame per l’abilitazione alle professioni il candidato specifica l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonché l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi. Alcune amministrazioni, in sostituzione degli ausili richiesti, prevedono l’affiancamento del candidato da parte di un tutor.

L’art. 25 – comma 9 del Decreto legge n. 90/2014  ,convertito con modificazioni dalla legge n. 114/2014 ha modificato l’art. 20 della legge 104/92 aggiungendo il comma 2-bis in cui si prevede che una persona con invalidità uguale o superiore all’80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista nel concorso pubblico.

Per l’accesso all’impiego pubblico della persona disabile è richiesta l’idoneità specifica per singole funzioni. L’art. 16 – comma 3 della legge 68/99 prevede che “salvi i requisiti di idoneità specifica per singole funzioni, sono abrogate le norme che richiedono il requisito della sana e robusta costituzione fisica nei bandi di concorso per il pubblico impiego (art. 16 legge 68/99)”. In alcuni concorsi pubblici riservati a persone con disabilità  non puo’ essere  richiesto il certificato di idoneità fisica all’impiego ,ma questo  non può più accadere in quanto l’art. 42 – comma 1 del Decreto Legge n. 69/2013 convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98 dispone che, fermi restando gli obblighi di certificazione previsti dal Testo Unico sulla Sicurezza (decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81), per i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria, sono soppresse alcune certificazioni sanitarie e tra queste proprio il certificato di “idoneità fisica all’impiego” previsto dall’art. 2 del D.P.R. n. 3/57. Pertanto l’unica certificazione medica che può essere richiesta per l’accesso all’impiego pubblico della persona con disabilità è la certificazione attestante l’idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni proprie del posto da ricoprire oppure di compatibilità delle residue capacità lavorative con le specifiche mansioni da svolgere

. L’art. 7 – comma 2 e l’art.18  della legge n. 68/99, relativamente all’assunzione di persone  protette invalide   attraverso il concorso pubblico, specifica che i  lavoratorio “iscritti nell’elenco di cui all’articolo 8 e 18  hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d’obbligo e fino al cinquanta per cento dei posti messi a concorso”. Da ciò si desume chiaramente ed inequivocabilmente che, l’iscrizione nelle liste speciali è un presupposto indispensabile per la partecipazione al concorso.

Si rileva, però, che il Ministero del Lavoro nell’interpello n. 50 del 2011, mentre conferma che l’iscrizione nell’elenco di cui all’art. 8 e 18 della legge 68/99 costituisce presupposto per accedere alla riserva dei posti nelle procedure selettive e condizione per la chiamata numerica e nominativa, specifica che, in caso di concorso, l’iscrizione alle liste del collocamento è indispensabile  non gia’ per la partecipazione alla procedura selettiva, ma solo al momento della sottoscrizione del contratto di lavoro. Su questo ultimo aspetto, sono poi intervenute le innovazioni introdotte dalla legge n. 114/2014 che l’interpello n. 50/2011 è  sembrato  anticipare. Infatti, mentre l’art. 16 – comma 2 della legge 68/99 prevedeva che i disabili risultati idonei nei concorsi pubblici potessero essere assunti, ai fini dell’adempimento dell’obbligo, anche se non “in stato di disoccupazione” e oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso, l’art. 25 – comma 9 bis della legge n. 114/2014, inserito in fase di conversione, modifica il secondo comma dell’articolo 16 della legge 68/1999 abolendo l’inciso relativo alla disoccupazione.

 Tale previsione si pone in linea con quanto  dal MLPS con l’intepello  n.50/2011 sancendo  così che gli appartenenti alle categorie protette , dovranno  essere disoccupati al momento della scadenza del termine  previsto dal bando per la partecipazione al concorso ,come  da art. 8 della legge n. 68/99 ,nonche ‘ al momento dell’assunzione,in quanto vincitore del concorso.

 Si ritiene di evidenziare che  Le quote di riserva non si applicano ai concorsi per passaggio di categoria e/o avanzamento di carriera  ,secondo la previsione  della Corte Costituzionale  (sentenza n. 190/2006 ) sottolineando che le norme contenute nella legge 68/99, in tema di riserva di posti, si riferiscono alle assunzioni di persone  delle ccategorie protette  ai fini dell’adempimento dell’obbligo da parte dei datori di lavoro pubblici e non sono estensibili ai concorsi per passaggio di categoria e/o avanzamento di carriera.

A compleramentla presente esposizione ,richioamando l’attenzione sullo stralcio della sentenza del consiglio di Stato n.380/2012

“L’appello è fondato.

Infatti, risulta nel caso di specie corretto l’operato degli uffici scolastici, i quali avevano inteso la disposizione di cui all’art. 16 della l. n. 68 del 1999 di guisa tale da ammettere, sì, il riconoscimento della c.d. “quota di riservà in favore del disabile privo dello stato di disoccupazione al momento di approvazione della graduatoria, ma a condizione che il medesimo disabile fosse in possesso di tale qualità quanto meno al momento di presentazione della domanda. La nuova disposizione, introdotta con il comma 2 dell’art. 16 l. n. 68 del 1999 (secondo cui “i disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici possono essere assunti, ai fini dell’adempimento dell’obbligo di cui all’articolo 3, anche se non versino in stato di disoccupazione”) ha innovato al sistema normativo delle assunzioni privilegiate dei disabili, laddove posto in comparazione con il previgente art. 19 della l. 482 del 1968, il quale richiedeva pacificamente che l’aspirante fosse in possesso dello stato di disoccupazione sia al momento di presentazione della domanda, sia al momento di approvazione della graduatoria. All’indomani della novella del 1999 si è andato formando un orientamento giurisprudenziale (di cui la pronuncia gravata costituisce un esempio) secondo cui l’intervento riformatore avrebbe determinato una radicale riforma del regime previgente, con la conseguenza che le assunzioni privilegiate del personale disabile sarebbero ormai consentite a prescindere dal possesso dello stato di disoccupazione sia al momento iniziale della procedura, sia al momento dell’approvazione della graduatoria e della successiva chiamata per l’assunzione. Il Collegio ritiene, tuttavia, di aderire piuttosto all’ormai consolidato orientamento secondo cui l’art. 16 comma 2, l. n. 68 del 1999 non debba essere inteso nel senso che la riserva di cui all’art. 8 l. n. 68 del 1999 possa essere considerata come scissa dallo stato di disoccupazione (il quale risulta sempre necessario), ma vada vista come disposizione di carattere generale che consente, in definitiva e con previsione di favore, l’assunzione del disabile non più disoccupato, purché in possesso del requisito all’atto della partecipazione al concorso (in tal senso: Cons. Stato, VI, 23 maggio 2008, n. 2490; 29 aprile 2008, n. 1910). Questa interpretazione è l’unica che pare legittimata dalla lettera dell’art. 7 della citata legge la quale, nell’indicare le modalità delle assunzioni obbligatorie, dispone che, per le assunzioni concorsuali, i lavoratori disabili debbano essere iscritti negli elenchi menzionati all’art. 8 comma 2, per poter beneficiare della “riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d’obbligo e fino al 50% dei posti messi a concorso”, dal che consegue che lo stato di disoccupato debba essere posseduto necessariamente, se non altro ai fini di poter beneficiare dell’aliquota dei posti a concorso (in tal senso Cons. Stato, VI, 27 luglio 2007, n. 4181). Del resto, l’assunto della qui appellata sentenza sembra poggiare su una sorta di precostituita prevalenza del dato testuale di cui al comma 2 dell’art. 16 (il quale non menziona espressamente il momento in cui il mancato possesso dello stato di disoccupazione possa nondimeno risultare indifferente ai fini dell’assunzione) sul richiamato art. 7 (il quale richiede in modo espresso l’iscrizione del candidato negli elenchi dei disabili che risultino disoccupati). Ma così si pone una contraddizione interna alla legge del 1999, che di fatto realizza un’interpretazione abrogatrice dell’inciso contenuto nel comma 2 dell’art. 7 l. n. 68 del 1999, perché ne nega ogni reale portata al riguardo. Perciò è assunto non condivisibile, mentre va invece condivisa la giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, che pone in sistema la successione delle due richiamate previsioni normative.

3. Per le ragioni sin qui esposte il ricorso in epigrafe va accolto e conseguentemente, in riforma della sentenza appellata, va disposta la reiezione del primo ricorso”

Infine, la circostanza che il comma 9 bis dell’art.25 della legge n.114/2014 ,( a far data dal 18 agoisto 2014) abbia eliminato dal testo del comma 2 dell’art.16 della legge n.68/99  le parole “anche se non versino in stato di disoccupazione “,lungi  dal determinare negastive ripercussioni rispetto all’applicazione della normativa coinvolta ,confortano   quanto  riportato nella sopra richiamata sentenza del Consiglio  di Stato,nel senso che  dal 18 agosto 2014  risulta sanata la contraddizione interna  alla legge n.68/99 ,indentificabile tra le previsioni  del comma 2 dell’art.7  e del    comma 2 dell’art.16 della medesima.
Infatti ,mentre il comma 2 dell’art.7 richiede in modo espresso l’iscrizione del candidato dei concorsi pubblici negli elenchi dei disabili che risultino disoccupati,il comma 2 dell’art.16 ,invece ,prevedeva essere indifferente il mancato possessi dello stato di disoccupazione ai fini dell’assunzione dei vincitori di detti oncorsi pubblici.
Dal 18 agosto 2014 ,la contraddizione evidenziata dalla sentenza del Consiglio di Sato di cui sopra ,ormai non ha piu’ ragione di essere chiamata in causa,considerato che ,come si legge nella decisione volte citata,il Collegio  Il Collegio  ha ritenuto comunque  di aderire piuttosto all’ormai consolidato orientamento secondo cui l’art. 16 comma 2, l. n. 68 del 1999 non debba essere inteso nel senso che la riserva di cui all’art. 8 l. n. 68 del 1999 possa essere considerata come scissa dallo stato di disoccupazione (il quale risulta sempre necessario), ma vada vista come disposizione di carattere generale che consente, in definitiva e con previsione di favore, l’assunzione del disabile non più disoccupato, purché in possesso del requisito all’atto della partecipazione al concorso (in tal senso: Cons. Stato, VI, 23 maggio 2008, n. 2490; 29 aprile 2008, n. 1910).

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