SENTENZA CASSAZIONE RIGUARDANTE CONFIGURABILITA’ RISOLUZIONE CONTRATTO LAVORO A TERMINE PER MUTUO CONSENSO

In merito al ricorso esaminato ,relativo alla questione di cui al titolo,la Corte Suprema ha  evidenziato che nel giudizio instaurato ai fini del riconoscimento della sussistenza di un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, sul presupposto dell’illegittima apposizione al contratto di un termine finale ormai scaduto, affinché possa configurarsi una risoluzione del rapporto per mutuo consenso, è necessario che sia accertata, non solo sulla base del lasso di tempo trascorso dopo la conclusione dell’ultimo contratto a termine, ma anche del comportamento tenuto dalla parti e di eventuali circostanze significative, una chiara e certa comune volontà delle parti medesime di porre definitivamente fine ad ogni rapporto lavorativo, nel rispetto del sistema delle presunzioni ex art. 2729 c. 1 c.c.

Pertanto ha deciso  la sentenza emessa in secondo grado  deve essere cassata, con rinvio alla Corte d’Appello di Roma, in diversa composizione, la quale provvederà anche alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

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