SENTENZA CORTE CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO PER FALSA ATTESTAZIONE PRESENZA LAVORO MEDIANTE BADGE

 L’A.N.A.S.  appellava la sentenza  del Tribunale  con cui era stata respinta la sua domanda ,diretta alla declaratoria di legittimità della sanzione del licenziamento irrogata al dipendente ,lamentando  l’erronea valutazione delle risultanze istruttorie da cui, a differenza di quanto ritenuto dal primo giudice, era emersa la piena prova del fatto contestato all’O. (essere stato assente dal lavoro nei periodo 25-29.8.08, mentre dal sistema di rilevazione elettronica delle presenze risultavano sue regolari timbrature).

La Corte d’appello   rigettava il gravarne. e quindi l’Anas impugnava il rigetto per cassazione per  quattro motivi, ,dichiarati inammissibili dalla Corte Suprema che ,peraltro , ha rimarcato   che la sentenza impugnata ha accertato, in base alle risultante istruttorie, il fatto storico controverso (la contestata assenza dal lavoro nei giorni 24-28 agosto e la loro presunta attestazione di presenza a mezzo di timbrature non veritiere), ritenendo che dalle emergenze di causa era risultato che l’O. si era assentato unicamente il giorno 28.8.08 e per sole due ore (tra le 15,30 e le 17,30), peraltro per assistere la moglie in stato di gravidanza. Risulta dunque un adeguato esame del fatto storico decisivo, ed una corretta valutazione della proporzionalità della sanzione, calibrata dall’azienda dei resto sulla ben più grave contestata assenza per più giorni e fraudolentemente occultata attraverso illecita timbratura dei cartellini di presenza per tutti i quattro giorni contestati.

 Inoltre ha aggiounto che  risulta ammissibile la censura laddove lamenta che anche l’assenza per due ore il giorno 28.8.08 doveva ritenersi, a differenza di quanto motivato dalla sentenza impugnata, giustificare il licenziamento, trattandosi di apprezzamento di fatto rimesso al prudente giudizio di giudice di merito.

Infine  , fatto presente che anche quanto alla valutazione dei precedenti disciplinari, deve rilevarsi che la Corte di merito ha motivatamente accertato che trattavasi di precedenti non specifici, ed in larga parte assai risalenti nel tempo, sicché non poteva tenersene conto al fine di valutare la legittimità del licenziamento in questione, ha rgettato il ricorso.

——————————————————–

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 aprile 2016, n. 6587

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: