TAR CAMPANIA:PER INSTALLARE ASCENSORE IN CONDOMINIO NON NECESSARI TUTTI CONSENSI

Si richiama l’attenzione sulla sotto evidenziata sentenza del TAR Campania -Sede di Salerno ,relativa alla ricorso di un proprietario  di un appartamento , in cui si  esponeva che per accedere a detto appartamento bisognava superare un dislivello di circa mt. 10,80, con alzate di ogni scalino mediamente di circa cm. 22,50, rendendo per tal via pressoché impossibile alla propria moglie, affetta da “dispnea da sforzo in soggetto con insufficienza respiratoria operata di lobectomia polmonare per adenocarcinoma”, l’accesso alla abitazione.

Superato l’ostacolo frapposto dal diniego della Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Salerno ed Avellino,, il ricorrente si era, nondimeno, visto sollecitare la produzione di nuova documentazione integrativa, intesa, fra l’altro, a conseguire l’assenso di tutti i proprietari del cortile e, quindi, di tutti coloro i quali avevano diritto alla servitù di passaggio e di tutti i proprietari delle abitazioni prospicienti, oltre alla verifica della sussistenza delle distanze stabilite dal codice civile.

Faceva seguito, all’esito di ulteriore interlocuzione endoprocedimentale, il provvedimento impugnato, con il quale il Responsabile del’U.T.C. ribadiva l’asserita necessità dell’assenso di tutti i proprietari delle unità abitative di altri fabbricati che si affacciavano nella corte, oltre al rispetto delle distanze e, in difetto, rigettava l’articolata istanza.

Avverso tale lesiva determinazione insorgeva il ricorrente, lamentando violazione di legge ed eccesso di potere sotto plurimo profilo.

Nella resistenza dell’Amministrazione comunale intimata, alla pubblica udienza del 9 dicembre 2015,  , la causa veniva riservata per la decisione  ,che è risultata favorevole al proprietario dell’appartamento  nei cui confronti il Tar ha riconosciuto essere ricorso  fondato e meritevole  di essere accolto.

È noto che l’art. 2 l. 9 gennaio 1989 n. 13, recante norme per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, ha previsto la possibilità per l’assemblea condominiale di approvare le innovazioni preordinate a tale scopo con le maggioranze indicate nell’art. 1136, 2 e 3 comma, c.c., così derogando all’art. 1120, 1 comma, che richiama il 5 comma dell’art. 1136 e, quindi, le più ampie maggioranze ivi contemplate: cfr., fra le tante, Cass., sez. II, 24 luglio 2012, n. 12930

 Sotto distinto profilo, è altresì noto che l’installazione di un ascensore, al fine dell’eliminazione delle barriere architettoniche, realizzata da un condomino su parte di un cortile e di un muro comuni, deve considerarsi indispensabile ai fini dell’accessibilità dell’edificio e della reale abitabilità dell’appartamento, e rientra, pertanto, nei poteri spettanti ai singoli condomini ai sensi dell’art. 1102 c.c., senza che, ove siano rispettati i limiti di uso delle cose comuni stabiliti da tale norma, rilevi, la disciplina dettata dall’art. 907 c.c. sulla distanza delle costruzioni dalle vedute (cfr. Cass.., sez. II, 16 maggio 2014, n. 10852).

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo ha accolto accoglie  annullando  per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

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  201600561 (SALERNO, SEZIONE 2)             

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