POSIZIONE TITOLARI DI PENSIONE RIGUARDO AL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

L’occasione per trattare l’argomento di cui al titolo   risulta fornita  da un quesito posto in proposito  da un visitatore del Blog ,  con cui ,  appunto, ha domandato  se ai titolari di pensione  sia o meno consentito iscriversi nelle liste del collocamento obbligatorio per  aspirare alle assunzioni  obbligatorie riservate alle categorie protette invalide e   non invalide  .

Si risponde di seguito alla richiesta ,precisando ,anzitutto ,che per partecipare al collocamento obbligatorio i soggetti interessati ,non solo devono appartenere ad una delle categorie di disabili di cui agli articoli 1 e 2  della legge n.68/99  ,e l’art.1 dpr 3333/2000,cioe’:

  1. a) persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile in conformità alla tabella indicativa delle percentuali di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata, ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509, dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dalla Organizzazione mondiale della sanità
  2. b) persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento, accertata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti
  3. c) persone non vedenti o sordomute, di cui alle leggi 27 maggio 1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e successive modificazioni
  4. d) persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni nonché alle persone nelle condizioni di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222.
  5. f) non vedenti ,ossia coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione.
  6. g) sordomuti ,ossia coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata

ovvero delle categorie di cui all’art.18 della medesima legge ,cioe’

-orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause, nonché dei coniugi e dei figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati, il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763;

ma altresì devono sussistere le seguenti condizioni:

a)avere almeno 15 anni d’eta’  e 10 anni di frequenza scolastica, se minore;

  1. b) non aver raggiunto,se disabile , l’età pensionabile prevista dall’ordinamento, rispettivamente per il settore pubblico e per il settore privato.

c)trovarsi  in stato di disoccupazione o  , pur occupato ,aver titolo a conservare  lo stato di disoccupazione;.

d)essere scritto al collocamento ordinario e nelle liste del collocamento obbligatorio; –

-e)aver ottenuto il rilascio della valutazione del Comitatio tecnico circa l’idoneità lavorativa

Alla condizione di cui alla lettera c)(stato di disoccupazione)  deroga l’art.1 del dpr n.333/2000 ,secondo cui : possono essere iscritti negli elenchi di cui al comma 1 i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 del 1999, nonché quelli di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407, recante: “”Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.”, come modificata dalla legge 17 agosto 1999, n. 288, questi ultimi anche se non in possesso dello stato di disoccupazione. Per i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di servizio, di guerra o di lavoro, nonché per i soggetti di cui alla citata legge n. 407 del 1998 e successive modificazioni e integrazioni, l’iscrizione nei predetti elenchi è consentita esclusivamente in via sostitutiva dell’avente diritto a titolo principale. Tuttavia, il diritto all’iscrizione negli elenchi per le predette categorie sussiste qualora il dante causa sia stato cancellato dagli elenchi del collocamento obbligatorio senza essere mai stato avviato ad attività lavorativa, per causa al medesimo non imputabile”.

Pertanto ,aie il titolo fini di valutare se per i titolari di pensione sussiste il titolo per iscriversi nelle liste del collocamento obbligatorio ed aspirare alle asunzioni riservate alle categiorie protette in particolare che non ostino due ostacoli ,ossia l’impossibilita’ di dichiarare e conservare lo stato di disoccupazione e di aver raggiunto,se disabile , l’età pensionabile prevista dall’ordinamento, rispettivamente per il settore pubblico e per il settore privato.

Mentre   per il secondo aspetto non si ritiene determinante    condurre specifici  approfondimenti.invece   significativo appare intrattenersi sul secondo aspetto

A tal fine ,si richiama il decreto legvo n.181/2000 ,come modificato dal dec,.legvo n.297/2002.che:

-all’art1 lett.c )dispone: “stato di disoccupazione , la condizione del soggetto privo dilavoro, che  sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attivita’ lavorativa secondo modalita’ definite con i servizi competenti;

-all’art4 prevede  :, 1. Le Regioni stabiliscono i criteri per l’adozione da parte dei servizi competentidi procedure  uniformi  in  materia  di  accertamento dello stato didisoccupazione sulla base dei seguenti principi :    a) conservazione  dello  stato  di  disoccupazione  a  seguito disvolgimento di  attivita’  lavorativa  tale da assicurare un redditoannuale   non  superiore  al  reddito  minimo  personale  escluso  daimposizione. Tale soglia di reddito non si applica ai soggetti di cuiall’articolo 8, commi 2 e 3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997,n. 468;    b) perdita  dello  stato  di  disoccupazione  in  caso di mancatapresentazione   senza   giustificato  motivo  alla  convocazione  delservizio competente  nell’ambito  delle misure di prevenzione di cuiall’articolo 3;    c) perdita dello stato di disoccupazione in caso di rifiuto senzagiustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno edindeterminato o  determinato  o  di lavoro temporaneo ai sensi dellalegge 24  giugno 1997, n. 196, con durata del contratto a termine o,rispettivamente, della missione, in entrambi i casi superiore almenoa otto  mesi,  ovvero  a  quattro  mesi  se  si  tratta  di giovani,nell’ambito dei  bacini, distanza dal domicilio e tempi di trasportocon mezzi pubblici, stabiliti dalle Regioni;    d) sospensione   dello   stato   di  disoccupazione  in  caso  diaccettazione di un’offerta di lavoro a tempo determinato o di lavorotemporaneo di durata inferiore a otto mesi, ovvero di quattro mesi sesi tratta di giovani.”.In spplucazione delle disposizioni sioopra riportate ,dunque,lo ststo di disoccupazione non puo’ essere rinosciouto ovvero si puo perdere quando l’interesato consegue  un reddito da lavoro un reddito annuo superiore a qiuello esente da imposizione fiscale,che attualmente e’ fidssato ad euro 8000 per il lavoro dipendente o parasubordinato ed a 4500 euro per quello autonomo .

Inoltre si richiama l’art.49 del TUIR ,secondo cui:

“1. Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando e’ considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro.

  1. Costituiscono, altresi’, redditi di lavoro dipendente: a) le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati; b) le somme di cui all’art. 429, ultimo comma, del codice di procedura civile.”

Combinando le disposizioni di cui sopra ,si perviene alla conclusione per cui  , quando i titolari  di pensione percepiscono  un assegno,  d’importo superiore al   limite di 8.000 euro annui,agli stessi  è precluso di rendere la dichiarazione  circa lo stato di disoccupazione ovvero,  non riuscendo a conservare  lo stato di disoccupazione ,non possono  iscriversi al collocamento odinario  ne’ a quello obbligatorio .e ,dunque, restano esclusi ,tranne  che per la deroga di cui all’art.1 dpr n.333/2000  , dalla  partecipazione alle assunzioni riservate alle categorie protette valide ed invalide, per cui risulta indispensabile tale condizione.ex legge 68/99.

 

 

 

 

 

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