DISCIPLINA PROSPETTO INFORMATIVO COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

1.Introduzione

Entro il 31 gennaio di ogni anno la legislazione vigente in materia di collocamento obbligatorio prevede che  sia effettuata la ricognizione dell’organico aziendale e della copertura della quota d’obbligo,dandone periodica  comunicazione ai servizi per il collocamento obbligatorio, cui va presentato  un dettagliato prospetto informativo, che  si pone come la fotografia” della situazione aziendale, alla data 31 dicembre dell’anno  precedente

2.Fonti normative

La disciplina sul prospetto informativo è contenuta in particolare nelle seguenti fonti:

– Art 6 ,comma 6 Legge n.68/99

-Art 2 ,comma 4 , DPR 333/2000

– D.M. 02/11/2010

 

3.Datori lavoro tenuti a presentare prospetto informativo

Sono tenuti a presentare il prospetto informativo i datori di lavoro privati e pubblici soggetti all’obbligo di riserva e quindi soltanto quelli con almeno quindici dipendenti computabili, dopo aver operato le dovute esclusioni (come conferma la circolare del Min. Lavoro, n. 2/2010), per i quali sono intervenuti, entro il 31 dicembre dell’anno precedente l’invio del prospetto, cambiamenti della situazione occupazionale che hanno comportato una modifica dell’obbligo di assunzione o del computo della quota di riserva rispetto all’ultimo prospetto informativo annuale inviato.

I datori di lavoro che, rispetto all’ultimo prospetto informativo annuale inviato, non hanno subito tali cambiamenti  non sono tenuti ad inviare un nuovo prospetto informativo, ad eccezione delle imprese che intendono comunicare compensazioni territoriali tra le proprie sedi o che siano coinvolte in compensazioni tra imprese facenti parte dello stesso gruppo così come definito dall’art. 31 del D. L.vo n. 276/2003.

 

 4. Soggetti esclusi dalla base di computo riserva

L`articolo 4 della legge n. 68/1999, come modificato dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 e, successivamente, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134  stabilisce che, agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere:

 

  • sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato,

 

mentre , ai medesimi effetti, non sono computabili:

 

  • i lavoratori assunti ai sensi della legge n. 68/1999;
  • i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato  di  nove o sei mesi (legge n.  68/1999 e legge n. 134/2012 a seconda chev trattasi   di  contratti stipulati prima della L. 92/2012 ovvero  dopo l’entrata in vigore della legge n. 134/2012
  • i soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • i dirigenti;
  • i lavoratori assunti con contratto di inserimento;
  • i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
  • i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero per la durata di tale attività;
  • i lavoratori impegnati in lavori socialmente utili, assunti ai sensi dell’art. 7 del d. lgs. n. 81/2000;
  • i lavoratori a domicilio

 

Per i lavoratori intermittenti si prende in considerazione la presatazione resa  in ciascun semestre

 

Il Ministero del lavoro, con nota 12 dicembre 2012, ha precisato, in aggiunta a quanto sopra, che dal computo in esame sono altresì esclusi, in forza di specifiche disposizioni di legge, i lavoratori assunti con contratto di apprendistato (art. 7, comma 3, d. lgs. n. 167/2011), formazione e lavoro (art. 3, comma 10, d. l. n. 726/1984) e reinserimento (art. 20, comma 4, l. n. 223/1991).

Con le circolari 24 novembre 1999, n. 77,  17 gennaio 2000, n. 4 e 26 giugno 2000, n. 41,il ML ha precisato  che dal computo sono inoltre esclusi, i soggetti di cui all`art. 18, comma 2 (orfani, vedove e profughi), nei limiti della percentuale ivi prevista.

Si rammenta altresì che, dal 1° gennaio 2004, è venuto meno il regime transitorio relativo al computo nella quota complessiva di riserva di tutti i soggetti già assunti in base alla previgente normativa e mantenuti in servizio per effetto della legge n. 68/99, che consentiva che eventuali lavoratori appartenenti alle suddette categorie (cosiddetti “orfani e vedove“), che risultassero in eccedenza rispetto alla quota speciale loro assegnata dalla legge 68 (a seconda, 1 unità o 1% dell`organico occupato), potessero essere conteggiati nella quota dei disabili.

Per i datori di lavoro, pubblici o privati, che svolgono attività stagionale sono esclusi, dalla base di computo per la determinazione della quota di riserva, i lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa a tempo determinato per un periodo complessivo di 9 mesi (ridotti a 6 a far data dal 12 agosto 2012), anche se non continuativo.

Parimenti, per i datori di lavoro, pubblici e privati, che operano nel settore del trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre (ex art. 5, comma 2, della legge e art. 2, comma 1, del D.P.R. n. 333/2000), il computo della quota di riserva si effettua escludendo dalla base occupazionale il personale viaggiante e navigante.

Del pari, per le aziende del settore dell’autotrasporto, è escluso dalla base di computo il personale viaggiante

Per i datori di lavoro del settore edile, il computo si effettua escludendo il personale di cantiere e gli addetti al trasporto del settore

Indipendentemente dall`inquadramento previdenziale dei lavoratori, è considerato personale di cantiere anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere.

A questo riguardo, con risposta a FAQ pubblicata sul proprio sito internet (sezione “Cliclavoro”), il Ministero del Lavoro ha precisato:

 

  • con riferimento al “personale di cantiere”, che con tale espressione si intende non solo il personale operante nelle imprese edili, ma anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere, indipendentemente dall`inquadramento previdenziale e quindi indipendentemente dalla circostanza che l`impresa sia classificabile come edile o che applichi un contratto collettivo dell`edilizia. L`esclusione dal computo, tuttavia, opera limitatamente al personale direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione “svolte in cantiere”;
  • con riferimento al concetto di “attività svolta in cantiere”, che il concetto di cantiere è quello di cui all`art. 89 del d. lgs. n. 81/2008, vale a dire “qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell`allegato X“. L`Allegato X ricomprende: i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento; la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici; le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro; gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.

Per le aziende che gestiscono impianti a fune, è escluso dalla base di computo il personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto.

Parimenti , gli istituti di vigilanza privati possono escludere dalla base di computo della quota di riserva le guardie particolari giurate in possesso del decreto prefettizio di nomina.

L’esclusione in parola è stata indicata dal Ministero del Lavoro con nota 20 luglio 2001, prot. n. 1238/M20, in considerazione della riconosciuta assimilazione, agli effetti dell’applicazione della legge sul collocamento obbligatorio, dell’attività espletata dagli istituti di vigilanza privati a quella dei servizi di polizia, della protezione civile e della difesa nazionale.

Ai sensi dell`art. 2, comma 12-quater, d. l. n .225/2010, convertito in legge n. 10/2011, i datori di lavoro del settore minerario possono escludere dalla base di computo il personale di sottosuolo e quello adibito alle attività di movimentazione del minerale.

Il lavoratore intermittente viene computato  proporzione all’orario di lavoro effettivamente svolto nell’arco di ciascun semestre.

Tramite risposta a FAQ, il Ministero ha fornito in merito i seguenti indirizzi

  • il riferimento al tasso   di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per mille deve intendersi al tasso di tariffa indicato dal DM 12 dicembre 2000 e non al tasso specifico aziendale; diversamente, risulterebbero penalizzate proprio le imprese che registrano andamenti infortunistici positivi o effettuano investimenti in prevenzione;
  • la norma va interpretata, sia per la collocazione sistematica che per il dato letterale, come una ipotesi di esclusione dalla base di computo, per la quale è espressamente indicato nell’autocertificazione lo strumento sufficiente per l`esonero e lo scomputo  dei lavoratori per cui e’ stabilitoNel tracciato del prospetto informativo  risulta inserita ,per effetto del dec.direttorale  del Mlps n.345/13 una voce ad hoc nell`elenco delle categorie escluse, riferita al personale impiegato in mansioni esposte a rischio elevato, cui è associato un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per mille.

Confindustria ha ritenuto al riguardo  non dovuto il pagamento di alcun contributo esonerativo per le imprese che si avvalgano di questa facoltà, che classifica come ipotesi di esclusione dalla base di computo.

Doverosamente si segnala che la Direzione Regionale del Lavoro della Lombardia, al pari delle Direzioni Regionali di altri territori a livello nazionale, considerano, invece la fattispecie in esame come un’ipotesi – non di esclusione dalla base di computo, bensì – di parziale esonero, con conseguente obbligo di pagamento del relativo contributo.

In ordine alla divergenza interpretativa sulla questione tra alcune Regioni ed il livello centrale  del Ministero del Lavoro  , che Confindustria  ha seguito  attivamente, si segnala che da ultimo il Ministero con nota n.31-004808 del 16.7.2014 ,in riscontro a  specifica  richiesta del 15.7.2014 di Confindustria, ha precisato che, in via del tutto transitoria, in attesa di definitivi chiarimenti, la fattispecie rappresenta un’ipotesi di esclusione dalla base di computo che non comporta alcun versamento di contributo esonerativo.

Comunque l’accennata   divergenza   risulta ormai superata , poiché all`art. 5 della legge n.68/99 risulta aggiunto ,dall’art.5 del  dec.legvo 151/15 ,il  comma 3 bis , che recita :  “I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per mille  possono autocertificare l’esonero dall’obbligo di cui all’articolo 3 per quanto concerne i medesimi addetti e sono tenuti a versare al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili di cui all’articolo 13 un contributo esonerativo pari a 30,64 euro per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore con disabilità non occupato”

Sempre in materia di esclusione dal computo per determinare la qota di riserva, si segnala altresì’ che:

– con risposta ad interpello 15 gennaio 2010, n. 1 il Ministero del Lavoro ha precisato che anche le aziende di raccolta e trasporto di rifiuti non sono tenute all`osservanza dell`obbligo di riserva a favore dei disabili, limitatamente al personale viaggiante.

-con risposta ad interpello 15 ottobre 2010, n. 36  il Ministero del Lavoro  , altresì, ha precisato che, con riferimento alle aziende del settore edile, non sono esclusi dalla base di computo gli addetti alla fabbricazione di manufatti, in quanto esulano dalla definizione di personale di cantiere;

-i dipendenti a tempo parziale devono essere calcolati proporzionalmente alla quota di orario effettivamente svolto in relazione all`orario stabilito dal vigente CCNL di appartenenza.

Vale a diire che  il calcolo va effettuato sommando le ore di tutti i contratti part-time in atto nell`azienda, e dividendo il risultato ottenuto per il numero delle ore lavorative ordinarie praticate in azienda, in base al contratto collettivo di lavoro. Le frazioni superiori al 50% vanno arrotondate all`unità.

Esempio di 4 contratti part-time di 20, 24, 32 e 34 ore settimanali e di un orario normale settimanale pari a 40 ore:

110:40 = 2,75 da arrotondare a 3 unità.

Per quanto concerne, invece, il computo dei lavoratori disabili assunti con contratto a tempo parziale, il Ministero del Lavoro, con circolare 26 giugno 2000, n. 41, ha chiarito che va considerato singolarmente l`orario prestato da ciascun disabile, rapportato al normale orario a tempo pieno praticato in azienda.

Agli effetti della copertura della quota di riserva, il lavoratore è computato come unità qualora l`orario prestato sia superiore al 50% dell`orario ordinario, mentre è computato in proporzione all`orario svolto nel caso in cui quest`ultimo sia inferiore o pari al 50% di quello ordinario.

Inoltre, il D.P.R. n. 333/2000 ha precisato, altresì, che i datori di lavoro, sia pubblici che privati, che occupano da 15 a 35 dipendenti, qualora assumano un lavoratore disabile con invalidità superiore al 50% o ascrivibile alla quinta categoria (in base alla tabella allegata al D.P.R. 18 giugno 1997, n. 246) con contratto a tempo parziale, hanno diritto a computare il lavoratore medesimo come unità, a prescindere dall`orario di lavoro svolto.

Lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni

Il D.P.R. n. 333/2000 ha incluso fra i soggetti che possono essere esclusi dalla base di computo anche i lavoratori di cui all`art. 4, comma 4 della legge, divenuti inabili (prima o dopo la costituzione del rapporto di lavoro e non assunti tramite le liste di collocamento obbligatorio, ad avviso di Confindustria) allo svolgimento delle proprie mansioni per infortunio o malattia (non professionali), e che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%.

Tali lavoratori, esclusi dalla base di computo, sono computabili nella percentuale di riserva, a meno che l`inabilità non sia stata determinata da violazione, da parte del datore di lavoro pubblico o privato, delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro, accertata in sede giudiziale. I lavoratori in parola sono ascrivibili alla quota parte di assunzioni da effettuare con chiamata numerica.

La decisione delle istanze di computo che ne siano prive, quindi, non può essere effettuata d`ufficio, sulla base dei soli documenti presentati dall`Azienda, e necessita la sottoposizione del lavoratore, a cura della citata Commissione (che rilascerà anche la relazione conclusiva), ad un

5 Termini per invio   prospetto informativo

Il prospetto deve essere inviato entro il 31 GENNAIO di ogni anno, con dati riferiti alla situazione occupazionale al 31 dicembre dell’anno precedente. Il termine è perentorio e non prorogabile nel caso in cui cada di sabato o giorno festivo al giorno lavorativo immediatamente successivo. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Decreto Direttoriale n. 345 del 17 settembre 2013 ha aggiornato gli standard del sistema informatico del Prospetto Informativo.  . Con i decreti legislativi attuativi della Legge n.183/2014 (Jobs Act) sono state introdotte numerose novità in tema di collocamento mirato e sulle modalità di computo dei lavoratori.Pertanto è stato necessario un aggiornamento dei sistemi informatici, regionali e nazionale, che supportano l’invio del prospetto informativo , la cui scadenza è normalmente fissata per il 31 gennaio.

La Direzione Generale per i sistemi informativi, l’innovazione tecnologica e la comunicazione, con la nota del 17 febbraio 2016 prot.n. 33/970, ha comunicato che in relazione all’anno 2015 la scadenza per effettuare l’adempimento è prorogata al 15 maggio 2016. A tal fine, i servizi informatici saranno disponibili solo a partire dal 15 aprile 2016.

 

6.Dati da riportare nel prospetto .informativo .

Nel prospetto deve essere specificato il numero complessivo dei lavoratori occupati, il numero di quelli computabili ed il numero di quelli, invece, non computabili nella base di calcolo della quota di riserva, nonché il numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette computabili ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo e le mansioni disponibili per le eventuali ulteriori assunzioni obbligatorie ancora da effettuare fino alla completa copertura della quota stessa, nonché eventuali provvedimenti di compensazione, sospensione, esonero parziale o convenzioni

Si evidenzia che il prospetto informativo vale anche quale richiesta di assunzione di un numero di aventi diritto al collocamento obbligatorio pari alle “scoperture” risultanti. Anche in corso danno, qualora si verifichino variazioni rilevanti, il datore di lavoro ha la facoltà di scegliere se inviare entro sessanta giorni una semplice richiesta di assunzione integrativa rispetto al prospetto già inviato oppure un nuovo prospetto informativo aggiornato, che vale anche come richiesta di assunzione per le ulteriori scoperture risultanti,

7.Consultazione prospetti informativi aziendali

I prospetti informativi presentati dalle aziende sono documenti pubblici e possono essere consultati presso i servizi competenti da parte di chi vi abbia motivo, nel rispetto del diritto di accesso di cui alla L. n.241/199

8.Modalità trasmissione

Il prospetto informativo previsto dalla legge 68/99 deve essere inviato, direttamente o per il tramite di un intermediario (soggetto abilitato), esclusivamente in via telematica (art. 40 del D.L. 112/2008, convertito con modificazioni nella L. 133/2008).

L’invio con strumenti diversi costituisce mancato adempimento. Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Cliclavoro è disponibile  il documento “Modelli e regole” – Versione Gennaio 2014, che contiene le modalità di compilazione del prospetto, le regole di calcolo e le indicazioni sulla formazione della base di computo per l’individuazione degli obblighi di cui agli artt. 3 e 18 della L. 68/99. Tale documento è comunque scaricabile anche in calce alla presente pagina.

9.Competenza trasmissione prospetto

Secondo quanto stabilito dalla nota Ministeriale del 14 dicembre 2010, la competenza nell’invio dei prospetti informativi è così articolata:

  • i datori di lavoro che hanno sede/i in un’unica Regione, che adempiono all’obbligo direttamente, inviano il prospetto tramite i sistemi informatici messi a disposizione dalla Regione;
  • i datori di lavoro che hanno sedi in più Regioni, che adempiono all’obbligo direttamente, inviano il prospetto presso il servizio informatico dove è ubicata la sede legale dell’azienda;
  • se l’obbligo è adempiuto per il tramite di un intermediario (consulente del lavoro, associazione di categoria, ecc..), il prospetto deve essere inviato al servizio informatico ove è ubicata la sede legale dell’intermediario.

L’impresa capogruppo può presentare il prospetto informativo per le aziende facenti parte del gruppo sia in qualità di soggetto abilitato ad agire in nome e per conto delle aziende del gruppo sia per comunicare le compensazioni tra imprese del gruppo secondo le disposizioni introdotte dalla L. n. 148/2011. Nel caso di invio del prospetto da parte di un’azienda capogruppo la regola di invio segue quella dell’azienda capogruppo stessa.

I soggetti obbligati ad inviare il prospetto in una Regione in cui i servizi informatici non sono ancora disponibili devono inviare il prospetto informativo utilizzando il sistema sussidiario messo a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali all’indirizzohttp://www.cliclavoro.gov.it  (art. 7 Decreto Interministeriale 2 novembre 2010).

I sistemi informatici rilasciano una ricevuta dell’avvenuta trasmissione che fa fede, salvo prova di falso, per documentare l’adempimento di legge.

L’invio telematico è consentito anche a tutti gli operatori autorizzati all’attività di intermediazione nei rapporti di lavoro: consulenti, associazioni, agenzie per il lavoro, che utilizzeranno il sistema adottato dalla regione dove ha sede lo studio professionale, per tutte le aziende loro clienti, ovunque ubicate

Si ribadisce che dal 25 giungo 2008, i datori di lavoro non sono più tenuti ad inviare un nuovo prospetto informativo se rispetto all’ultimo prospetto inviato, non sono avvenuti mutamenti della situazione occupazionale,tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computodella quota di riserva

10.Sanzioni

Il ritardato (o mancato) invio del prospetto è punito con la sanzione amministrativa di euro 635,11, maggiorata di euro 30,76 per ogni giorno di ulteriore ritardo

Tale sanzione non si applica ai datori di lavoro che, occupando da 15 a 35 dipendenti alla data di entrata in vigore della legge n. 68/1999, non effettuino “nuove assunzioni”.

Si pone in evidenza che la sanzione prevista dall’art. 15, comma 1, della legge n. 68/1999 è una sanzione cosiddetta “progressiva”, cioè che aumenta con il perpetuarsi del comportamento renitente e che può, pertanto, cumularsi negli anni.

In altri termini, nel caso in cui venga omessa la presentazione del prospetto informativo di un determinato anno, la presentazione nei termini del prospetto relativo all’anno successivo non “blocca” a quel momento il calcolo della sanzione riferita all`omissione del prospetto dell`anno precedente. Pertanto, anche se per gli anni successivi l’Azienda adempie regolarmente, per l`omesso invio del prospetto dell`anno interessato la sanzione, nella sua componente variabile, continua a cumularsi, fino al limite della prescrizione o fino all’invio del prospetto omesso.

Inoltre, se il ritardo riguarda più anni successivi, si verifica l’effetto cumulo della quota variabile per gli stessi giorni di ritardo riferiti a ciascun anno. Ad esempio, la mancata presentazione dei prospetti riferiti al personale in servizio al 31/12/2006 (termine di scadenza 31 gennaio 2007) e al 31/12/2007 (termine di scadenza 31 gennaio 2008) comporta, per il profilo sanzionatorio, che a partire dal 1° febbraio 2008, ed entro i limiti prescrizionali, per ogni giorno di ulteriore ritardo la quota variabile (€ 30,76) si computa due volte, una volta per il ritardo riferito al prospetto del 2007 e una volta per il ritardo del prospetto del 2008.

Ai sensi dell`art. 15, comma 4, della legge citata, inoltre, il datore di lavoro, trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l`obbligo di assunzione, è tenuto al versamento, a titolo di sanzione amministrativa, di una somma pari a euro 62,77 al giorno per ciascun lavoratore disabile che non risulta occupato nella medesima giornata, per cause imputabili al medesimo datore di lavoro.

A riguardo, è da rammentare che, in base a quanto affermato dal Ministero del lavoro con nota 18 marzo 2003 la chiamata nominativa rappresenta una semplice agevolazione riconosciuta al datore di lavoro, in forza della quale il medesimo può scegliere il disabile da inserire nella propria organizzazione.

Nel caso in cui l`Azienda si astenga dall`esercizio di detta facoltà, quindi, il servizio competente della Provincia dovrebbe compiere ogni tentativo per trovare una soluzione di inserimento al lavoro condivisa e, in caso di esito negativo, procedere d`ufficio ad avviamenti numerici. La segnalazione alla D.P.L. al fine dell`applicazione della sanzione amministrativa di cui all`art. 15, comma 4, citato, pertanto, dovrebbe avvenire solo a seguito dell`inottemperanza del datore di lavoro all`avviamento numerico disposto dall`Ufficio competente.

Come gia’ detto parlando di sanzioni ,in caso di inottemperanza , le imprese private e gli enti pubblici economici che non adempiano all’obbligo di presentare questa sorta di “fotografia” della situazione aziendale, entro il termine di legge, sono soggetti alla sanzione amministrativa in misura fissa, ma progressiva, di 635,11 euro più 30,76 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo. Tale importo viene periodicamente aggiornato dal Ministero del Lavoro

La norma parla di “giorni” di calendario e non di “giorni lavorativi”, fermo restando il limite massimo, per ciascun anno, di 365 giorni

Trattandosi dell’omissione di un adempimento amministrativo –alla anche luce della circolare del Ministero del Lavoro n. 24/2004 la violazione deve ritenersi sanabile a seguito di diffida da parte del personale ispettivo ex art. 13 D.Lgs. n. 124/2004, con conseguente ammissione al pagamento di un quarto della sanzione prevista dalla legge in misura fissa, seppur progressiva, in caso di ottemperanza

.Si osserva, inoltre, che la norma sanzionatoria fa espresso riferimento alle “imprese private” ed agli “enti pubblici economici” e pertanto non comprende alcuni altri soggetti, che pure sono tenuti alla presentazione del prospetto informativo, quali gli enti pubblici non economici ed idatori di lavoro non imprenditori, come le associazioni politiche e sindacali, nei confronti dei quali non pare quindipossibile adottare alcun provvedimento in caso di omissione o ritardo, per i noti principi di stretta legalità e divieto di analogia vigenti in materia di sanzioni amministrative o penali.

Si ricorda  che qualora il termine del 31 gennaio coincida con una festività, esso è prorogato al primo giorno successivo non festivo, ma tale proroga non opera qualora il termine cada di sabato

Da ultimo si rileva che, secondo il consolidato orientamento ministeriale, non esiste una specifica sanzione per l’invio di un prospetto inesatto o lacunoso, che tuttavia potrà comportare le sanzioni previste per la mancata copertura della quota d’obbligo per causa imputabile al datore di lavoro, qualora abbia fuorviato o rallentato l’attività dei servizi competenti e salvo comunque l’errore scusabile, ai sensi dell’articolo 3 della L. n. 689/1981

Si conclude precisando che  gli importi delle sanzioni amministrative di cui all`art. 15 della legge n. 68/1999, come riferiti, sono stati adeguati con decreto ministeriale 15 dicembre 2010 I valori precedenti erano fissati, rispettivamente in euro 578,43 e euro 28,02.

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