CONFERENZA UNIFICATA APPROVA LINEE GUIDA INCLUSIONE ATTIVA

 E’ stato approvato   l’11 scorso in Conferenza Unificata il modello da adottare per predisporre e attuare i progetti di presa in carico delle famiglie beneficiarie del Sostegno per l’inclusione attiva (SIA), la misura di contrasto alla povertà che da quest’anno verrà estesa all’intero territorio nazionale, dopo la sperimentazione attuata nelle grandi città.

Il documento chiarisce nel dettaglio il funzionamento e l’applicazione del SIA regolamentando un nuovo schema di intervento che prevede il rafforzamento del sistema dei servizi sociali sul territorio nell’ottica della rete integrata dei servizi. Il SIA prevede infatti l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie con minori in condizioni di povertà, subordinato all’adesione ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa.  Per accedere al Sia è quindi necessaria una valutazione multidimensionale dei bisogni e la costruzione di un patto con i servizi, finalizzato al miglioramento del benessere della famiglia e quindi alla graduale riconquista dell’autonomia. La presa in carico richiede interventi personalizzati di valutazione, consulenza, orientamento, monitoraggio, attivazione di prestazioni sociali e di interventi in rete con altri servizi pubblici e privati del territorio.

Diventa quindi cruciale delineare il modello di governance del processo volto a riorganizzare gli attuali assetti nell’ottica di rafforzare la capacità dei servizi sociali di operare in rete con le altre amministrazioni competenti sul territorio.

Al riguardo, il Ministro Poletti ha sottolineato che “oggi si avvia un percorso ambizioso, finalizzato non solo all’attuazione del SIA, ma diretto più in generale a riorganizzare e a potenziare l’intero sistema dei servizi sociali nel nostro paese. Possiamo finalmente condividere un modello, un approccio innovativo di presa in carico delle famiglie che, adottando la logica della rete integrata dei servizi e superando l’attuale frammentazione degli interventi, possa rispondere alla complessità dei bisogni in maniera più efficace e soprattutto più duratura”.

Il modello descritto nel documento va considerato come il punto di arrivo di un percorso complesso, che inizialmente dovrà tener conto degli attuali assetti organizzativi dei servizi. Delinea quindi il percorso finalizzato a costruire l’infrastruttura che dovrà gestire la messa a regime del SIA e degli altri interventi di contrasto alla povertà che andranno a comporre il Piano nazionale.

“Per sostenerne l’attuazione – ha aggiunto il Ministro- abbiamo per la prima volta a disposizione anche le risorse del Fondo sociale europeo: il primo Programma Operativo dedicato interamente all’inclusione sociale (PON Inclusione) stanzia a questo scopo 1 miliardo e 100 milioni di Euro nei prossimi sette anni. Risorse che saranno attribuite agli Ambiti territoriali per finanziare progetti coerenti con il modello di presa in carico condiviso nel documento approvato oggi”.

Il modello in sintesi

Il modello di presa in carico del SIA pone in capo ai Comuni (o agli Ambiti territoriali) la predisposizione, per ciascun nucleo beneficiario, del progetto personalizzato. A tal fine richiede che ogni Comune attivi un sistema coordinato di interventi e servizi sociali con le seguenti caratteristiche:

  • Servizi di Segretariato sociale per l’accesso
  • Servizio sociale professionale per la valutazione multidimensionale dei bisogni e la presa in carico
  • Equipe multidisciplinari
  • Accordi territoriali con servizi per il lavoro, la salute, l’istruzione e con altri soggetti privati, in particolare non profit.

 

I progetti personalizzati sono definiti attraverso le seguenti fasi:

  1. Preassessment (pre-analisi): orienta gli operatori e le famiglie nella decisione sul percorso da svolgere.
  2. Equipe Multidisciplinare: segue ogni progetto e orientativamente è costituita da un assistente sociale, un operatore dei servizi per l’impiego, uno o più membri della famiglia target, altre figure professionali stabilite in esito al Preassessment.
  3. Assessment (quadro di analisi): identificazione dei bisogni e delle potenzialità di ciascuna famiglia funzionale alla definizione del progetto personalizzato. Tre le dimensioni rilevanti: i bisogni della famiglia e dei suoi componenti, le risorse che possono essere attivate e i fattori ambientali.
  4. Progettazione: il programma individua l’insieme delle azioni finalizzate al superamento della condizione di povertà, all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale dei componenti del nucleo familiare nonché gli impegni che quest’ultimo è tenuto ad assumere.
  5. Interventi: le equipe multidisciplinari attivano un sistema coordinato di interventi e servizi per l’inclusione attiva quali: inserimento al lavoro, assistenza educativa domiciliare, sostegno al reddito complementare al beneficio del SIA, sostegno all’alloggio.
  6. Governance: l’implementazione del SIA prevede la definizione di una struttura gestione e di governance complessa. Gli ambiti territoriali dovranno tener conto degli indirizzi regionali; le Regioni potranno decidere di finanziare con risorse proprie l’estensione della platea dei destinatari del beneficio, ovvero un maggior importo del beneficio stesso. Il sistema dei servizi potrà essere sostenuto e finanziato anche sulla base delle risorse del PON Inclusione e dei Programmi Operativi Regionali.

 

Per ulteriori informazioni :

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