SENTENZA CASSAZIONE RIGUARDANTE CUMULABILITA’ISCRIZIONE GESTIONECOMMERCIANTI CON QUELLA SEPARATA

La Corte di appello di Bologna ha respinto l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza del locale Tribunale che aveva accolto l’opposizione di L.C. alla cartella esattoriale con la quale era stato richiesto il pagamento dei contributi non versati alla gestione commercianti dal socio accomandatario della s.a.s. I. per il periodo 1° febbraio 1998/31 ottobre 2000.

La Corte ha premesso che la cumulabilità della iscrizione alla gestione commercianti con quella alla gestione separata presuppone che sussistano i requisiti richiesti per l’iscrizione medesima dalla disciplina generale, sicché è necessario che il socio partecipi al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza. Ha aggiunto che la ricorrenza di detto presupposto deve essere provata dall’istituto previdenziale che, nella specie, si era limitato a fare leva sulla percezione di redditi derivanti dalla qualità di accomandatario. Infine ha evidenziato che le prove assunte in grado di appello avevano consentito di escludere il diretto coinvolgimento del C. nella attività aziendale.

Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso l’INPS sulla base di un unico motivo. L.C. ha resistito con tempestivo controricorso

La Corte Suprema ha ritenuto infondato il ricorso dell’Istituto,ervidenziando trac l’altro ,che affinché sorga l’obbligo della iscrizione per i singoli soci non è sufficiente il requisito di cui alla lettera b), ossia la responsabilità illimitata per gli oneri ed i rischi della gestione, ma è comunque richiesta anche l’ulteriore condizione di cui alla lettera c) ed è quindi necessaria la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

La disposizione di riferimento , inoltre, non differenzia in alcun modo l’accomandatario dal socio della s.n.c. e detta equiparazione risulta senz’altro coerente con la disciplina codicistica, atteso che, a norma dell’art. 2318 c.c., “i soci accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della società in nome collettivo”.

Ne discende che, così come nelle società in nome collettivo non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione il regime della responsabilità illimitata del socio, parimenti nella società in accomandita semplice l’accomandatario sarà tenuto all’iscrizione solo qualora partecipi direttamente al lavoro aziendale e detta partecipazione sia abituale e prevalente.

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sentenza n.3836/2016

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