Archive for febbraio 2016

MLPS:CHIARIMENTI IN MATERIA DI COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

28/02/2016

I chiarimenti di cui all’oggetto sono contenuti nella circolare n.33/970/2016,che riguardano i seguenti aspetti

-DETERMINAZIONE BASE DI COMPUTO

-COMPUTABILITA’NELLA QUOTA DI RISERVA
-SOSPENSIONE OBBLIGHI
-ESONERO PARZIALE AUTOCERTIFICATO
-COMPENSAZIONE AUTOMATICA DATORE DI LAVORO PUBBLICO
-RICHIESTA DI AVVIAMENTO E PROSPETTO
-TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DEL PROSPETTO
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Nota MLPS del 17 febbraio 2016 prot.n. 33/970 – 

ASPETTI RAPPORTO LAVORO MODIFICABILI DA CONTRATTAZIONE TERRITORIALE / AZIENDALE

25/02/2016

Poiche’ il decreto legvo n.81/2015 :

1)nell’art.51 -Norme di rinvio ai contrati collettivi-precisa che:” qualora non diversamente indicato, per contratti collettivi, si devono intendere tutti i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendalistipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentativesul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacaliaziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.”;

 

2) nell’ambito del riordino dei contratti di lavoro, ha previsto delle ipotesi normative di rinvio ai contratti collettivi;

 

di seguito si individuano gli interventi che la contrattazione collettiva, anche aziendale, può effettuare in autonomia per modificare alcune regole previste dal provvedimento legislativo  citato

 CONTRATTO TEMPO PARZIALE

Gli interventi della contrattazione collettiva possono concernere  alcune regole alla sua gestione ed in particolare:

 

a)Lavoro supplementare

 

Non soltanto  la  contrattazione collettiva nazionale ,  ma pure quella di secondo livello puo’ regolamentare un

surplus di orario effettuato dai lavoratori a part time ,superando las regolamentazionev legale in materia

 

b)Clausole elastiche

 

Con il contratto aziendale è possibile   rendere operative  clausole che  modificano  la collocazione oraria e l

’ampiezza della prestazione lavorativa nei rapporti a tempo parziale. Infatti, la norma ,come previsto dal comma 4 dell

’art. 6)

 

c)Periodo di prova -preavviso -comporto

 

La contrattazione collettiva decentrata potrebbe  rimodulare  la

durata dei suddetti tre istituti, in relazione all’articolazione dell’orario di lavoro.

 

CONTRATTO INTERMITTENTE

 

Riguardo a tale tipologia contrattuale ,la contrattazione collettiva, anche decentrata, può rivedere le regole legali all’utilizzo di questo contratto flessibile. circa i seguenti aspetti:

 

a)Attivazione del contratto

 

In mancanza: di una previsione del Ccnl, un’accordo territoriale o  anche aziendale,può regolamentare il contratto intermittente anche in mancanza  di una delle attività previste dal Regio Decreto n. 2657/1923, · in materia d’età del lavoratore (meno di 24 o più di 55 anni),

 

b)Indennità di disponibilità

 

 

Un accordo aziendale può decidere la misura dell’indennità mensile di disponibilità che, comunque, senza scendere al di sotto

previsto dal Decreto del 10 marzo 2004 del Ministero del Lavoro (350,00 euro mensili).

 

c)Comunicazione alle rappresentanze sindacali

 

In sede aziendale o territoriale è possibile variare , in maniera più favorevole la cadenza ,dalla legge  prevista annualmente,  della

nuova comunicazione che l’azienda deve effettuare alle rappresentanze sindacali qualora utilizzi il

lavoro intermittente.

 

CONTRATTO A TERMINE

 

 

Per il contratto a termine ,la contrattazione decentrata puo’ intervenire sui seguenti aspetti:

a) Durata massima

In virtù dell articolo 51,si  può modificare la durata massima dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso  lavoratore ,legalmente fissata a 36 mesi

 

b)Stop & go

 

In sede aziendale è permesso per talune ipotesi specificatamente indicate, la vacanza

contrattuale minima presente tra la stipula di un primo ed  un secondo contratto a termine

 

c)Percentuale massima

E’ consentito  superare la previsione della percentuale massima sia di legge (20%) che della contrattazione collettiva nazionale

di lavoratori a termine assumibili in proporzione ai rapporti a tempo indeterminato; bypassando sia la disposizione di legge (20%) che l

Inoltre si potranno definire  i periodi per i quali ‘azienda è esentata al rispetto della  percentuale massima

di rapporti a termine, nei casi di avvio di nuove attività.

 

d)Diritto di precedenza

Le parti (datore di lavoro e sindacati) potranno, con un accordo aziendale, disciplinare diversamente i

diritto di precedenza rispetto a quanto la normativa prevede.

 

e)Comunicazioni

Infine, con accordo aziendale si potranno  definire le modalità ed i contenuti delle informazioni da rendere

alle rappresentanze sindacali dei lavoratori in merito all’utilizzo del lavoro a tempo determinato.,nonche’ le modalità di informazione

ai lavoratori a tempo determinato ed alle rappresentanze sindacali aziendali, circa i posti vacanti che si rendono disponibili nell’impresa.

 

SOMMINISTRAZIONE

 

Si possono rivedere con accordo i  limiti  relativi all’utilizzo di lavoratori

somministrati a tempo determinato ed a tempo indeterminato ricordando che il primo  potrebbe essere presente

presente nella contratto collettivo nazionale, mentre il secondo, risulta introdotto proprio con il  decreto legvo 81/15

 

APPRENDISTATO

 

Il legislatore ha previsto le seguenti  deleghe alla contrattazione collettiva.

 

a)Piano formativo individuale

L’accordo, anche di secondo livello, può portare ad una revisione del piano formativo individuale, così come predisposto dal Ccnl.

 

b)Retribuzione delle ore di formazione

 

Per l’apprendistato qualificante e quello di alta formazione, l’accordo può rivedere la previsione

legislativa ,secondo cui: «Per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di

lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di

lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe

dovuta.»

.

c)Alternanza scuola-lavoro

 

Per le Regioni che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro, l’accordo può

prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento

di attività stagionali.

 

d)Computo degli apprendisti

Infine, potrebbe  risultale confacente stipulare un accordo aziendale che preveda il computo degli apprendisti in determinate disposizioni di legge (es. nei tempi determinati).

 

 

MANSIONI

 

 

Nella  nuova disciplina delle mansioni (art. 2103 c.c.), si prevede la possibilità che lazienda, in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendaliche incidano sulla posizione del lavoratore, proceda ad assegnare a quest’ultimo mansioni

appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale

. La norma delega alla contrattazione collettiva, anche decentrata, la verifica sulle ulteriori ipotesi di assegnazione di mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, purché rientranti nella medesima categoria legale

 

SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA RECUPERO CONTRIBUZIONE PER TRASFORMAZIONE RAPPORTI SUBORDINATI COLLABORAZIONE IRREGOLARI

25/02/2016

Si richiama l’attenzione sulla sottostante sentenza della Corte Suprema di reiezione del ricorso aziendale avverso il recupero di contribuzioni in conseguenza della trasformazione da parte dell’Inps di  collaborazioni irregolari in rapporti di lavoro subordinato , risultando affermato che la gravata pronuncia ha – con motivazione immune da vizi logici o giuridici – accertato: l’indefettibile inserimento dei dipendenti nell’organizzazione produttiva della ricorrente; l’eterodirezione e la vigilanza, da parte della società, in ordine alla loro prestazione; l’utilizzo esclusivamente di strutture, servizi e materiali messi a loro disposizione dalla società; l’essere gli istruttori contattati dalla società, che affidava loro gli allievi; il pagamento di compensi commisurati alle ore in concreto effettuate; l’assenza di rischio economico da parte dei collaboratori; la continuità e l’assiduità della loro prestazione; la predeterminazione, da parte della società, del programma di insegnamento.

In tal modo,i giudici di merito hanno fatto corretta applicazione dei noti indici sintomatici della subordinazione come elaborati da antica e costante giurisprudenza di questa Corte Suprema.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 febbraio 2016, n. 2735

A PROPOSITO DI INDENNITA’ MOBILITA’ E NASPI

25/02/2016

E’  risaputo  che quello  in corso  ,secondo la previsione  introdotta  dalla legge n. 92/2012, e’  l’ultimo anno  in cui l’indennità di mobilità ,collegata al licenziamento collettivo di personale , viene corrisposta;

1) nelle aree del centro nord per un massimo di dodici mesi per le due prime fasce di lavoratori fino a 40 e 50anni  , mentre per gli over 50 sale a 18 mesi

2) nelle aree  meridionali   ,invece, l’indennità di mobilità e’ pari a 12 mesi per i soggetti fino a quarant’anni, sale a 18 mesi per quelli fino a 50, mentre per coloro che superano tale età dura 24 mesi.

A sua volta, la Naspi ,operativa  dal maggio 2015, che risulta correlata alla metà delle settimane. di contribuzione degli ultimi quattro anni, prescinde dall’età e dal luogo di residenza dell’interessato

Non esiste alcun collegamento tra le due prestazioni previdenziali ,s tanto  che,  tra l’altro, i datori di lavoro,  pagando il contributo di ingresso alla mobilità, sono esonerati, fino al 1 gennaio 2017, dal  ticket licenziamento   per l’ ingresso alla NASPI

La NASPI, secondo la regolamentazione del  decreto legislativo n.80/2015, puo’ essere corrisposta per un massimo di 24 mesi, con importi  che si riducono del 3% a partire dal quarto mese in poi, secondo i criteri  indicati  dalle circolari INPS n. 94 e n. 142 del 2015, e non puo  superare il 75% della retribuzione, se la  la medesima  è pari od inferiore nel 2015 a 1195 euro  , mentre, se è superiore, va aggiunto il 25% del differenziale tra la retribuzione mensile ed il predetto importo con un tetto massimo fissato a 1300 euro ,restando stabilito che detti valori sono rivalutati annualmente del 100% in base all’indice istat

Ivalori dell’ l’indennità di mobilità ,  riferiti all’anno 2015, sono stati precisati  dalla circolare dell’Istituto n. 19/2015,  risultando  pari a 914,66 euro,  per la  retribuzione inferiore o uguale a 2102,24 euro lordi ed a 1,099,70 , retribuzione superiore.

Si aggiunge che  l’accesso sia alla NASPI che all’indennità di mobilità,  quando diventera’  sarà pienamente operativo il sistema    dal D.Lvo n. 150/2015,riguardante l’istituzione e l’operativita’ dell’ANPAL , saranno  soggetti  all’obbligo di  partecipazione a programmi di riqualificazione professionale conseguenti  alla sottoscrizione di specifici programmi con i servizi per l’impiego.

Premesso quanto sinora esposto ,non e’ fuori luogo ritenere  che si possa determinare un paradosso  con partcolare riferimento per i lavoratori licenziati nelle aree del centro nord

Si vuol  significare che  in caso  di lavoratore  dipendente , destinatario di recesso individuale  ovvero in forza d’impresa  con  piu’ di quindici dipendenti, che risolve consensualmente il rapporto a seguito del tentativo obbligatorio di conciliazione relativo alla ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo  , l’indennità NASPI viene corrisposta per due anni

Se, invece, ad essere licenziato sarà un lavoratore individuato dal datore di lavoro sulla base dell’accordo sindacale a conclusione  della procedura collettiva  di riduzione di personale ex legge n. 223/1991, l’indennità di mobilita’, nel centro nord, sarà, in ogni caso, sempre inferiore a quella della NASPI,mentre, nel meridione soltanto per gli “over 50” viene prevista una durata temporale simile ma, nella maggior parte dei casi, gli importi saranno inferiori

Il che è porta a ritenere che  per il  2016   nelle trattative sindacali che portano alla definizione della procedura di mobilta’ ed alla individuazione dei lavoratori da licenziare sulla base dei criteri individuati, potrebbe essere richiesto un incentivo economico maggiore tale, quantomeno, da  eguagliare  gli importi  della  NASPI.,determinandosi problematiche difficili da definire ,che sono conseguenti   ad un  mancato utile ed efficace  coordinamento tra le disposizione delle  due indennita’ previdenziali ,non essendosi tenuto conto peraltro   che il lavoratore interessato non  puo’  autonomamente scegliere una o l’altra indennità, avendo le stesse origine da situazioni tipologiche diverse.

 

 

CONVERTITO IN LEGGE DECRETO MILLEPROROGHE 2016

25/02/2016
Il Senato ha votato il 24 scorso la fiducia al decreto mi
Mille proroghe  , che, pertanto,è definitivamente convertito in legge.
  Sono numerosi i campi di intervento delle proroghe approvate dal Parlamento anche a seguito di correzioni introdotte dalla Camera.    Queste le principali novità.
-Slitta a giugno prossimo il termine entro il quale i partiti e i movimenti politici devono presentare i rendiconti del 2013-2014 e arriva una multa di 200mila euro per chi non ottempera “all’obbligo di trasmissione degli atti” alla commissione per la trasparenza e il controllo.
– Per i contratti di solidarietà, di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e successive modificazioni, stipulati prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le cui istanze di integrazione salariale siano state presentate entro la stessa data, l’ammontare del trattamento di integrazione salariale è aumentato, per il solo anno 2016, per una durata massima di dodici mesi, nella misura del 10 per cento della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario, fino a concorrenza dell’importo massimo complessivo di 50 milioni di euro.
Per il periodo 2013/2016, il contributo  per il licenziamento  non
e’ dovuto nei seguenti casi: a) licenziamenti effettuati in
conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni
presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che
garantiscano la continuita’ occupazionale prevista dai contratti
collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni
sindacali dei lavoratori edei datori di lavoro comparativamente piu’
rappresentative sul piano nazionale; b) interruzione di rapporto di
lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili,
per completamento delle attivita’ e chiusura del cantiere.
-Viene estesa anche ai lavoratori delle Poste e delle Ferrovie la possibilita’ di trasformare da tempo pieno a tempo parziale il rapporto di lavoro subordinato ,con copertura pensionistica figurativa per la quota di retribuzione perduta e con la corresponsione al dipendente ,da parte del datore di lavoro ,di una somma pari alla contribuzione pensionistica che sarebbe stata a carico di quest’ultimo (relativa alla prestazione lavorativa non effettuata.
Province(,anche se non hanno rispettato il patto di stabilita’)e citta’ metropolitane  potranno prorogare per comprovate necessita’ i contratti di lavoro a tempo determinato ed i contratti di cococo ed a progetto sino al 31 dicembre 2016
– Per la scuola arriva il blocco degli aggiornamenti delle graduatorie ad esaurimento per un ulteriore anno e le prime fasce delle graduatorie di istituto “per il conferimento delle supplenze” sono aggiornate a decorrere dall’anno scolastico 2019-2010
-Rinviato ad aprile il termine per l’adozione del piano per il triennio 2016-2018 per il personale dell’università
–  Per la Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute — GSSI). — .  . Al fine di proseguire le attività di sperimentazione, alla scadenza del triennio individuato dal comma 2 l’operatività della scuola è prorogata per un ulteriore triennio”
– Le risorse destinate al finanziamento dei fondi gestori di previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazioni dello Stato, nell’anno 2016 possano essere utilizzate, per un importo massimo di 214.000 euro, anche ai fini del finanziamento delle spese di avvio dei fondi dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche
Viene confermato fino al 31 dicembre 2016 il divieto, per i soggetti che esercitano attività televisiva in ambito nazionale attraverso più di una rete, di acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani o di partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di giornali quotidiani
Si differisce a fine anno il termine entro cui è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese della stampa quotidiana e periodica attraverso l’utilizzo degli opportuni strumenti informatici e telematici basati sulla lettura del codice a barre. Per realizzare questa operazione è previsto un credito d’imposta agli operatori del settore
– In caso di reati di associazione mafiosa, terrorismo ed eversione, criminalità e contrabbando ci sono sei mesi in più, fino al 30 giugno 2017, per conservare i tabulati telefonici –

ISTAT:RAPPORTO 2016 COMPETITIVITA’ SETTORI PRODUTTIVI

25/02/2016

L’Istat pubblica, sul proprio sito internet, il Rapporto sulla competitività dei settori produttivi – Edizione 2016.

Il Rapporto fornisce un quadro dettagliato su struttura, performance e dinamica del sistema produttivo italiano. L’edizione 2016 offre un approfondimento sull’andamento della domanda di lavoro delle imprese nell’ultimo triennio.

Una novità di questa edizione è la creazione di un’area web sulla competitività, con gli indicatori congiunturali contenuti nelle schede aggiornati dinamicamente in tempo reale.

Di particolare interesse il capitolo riguardante i provvedimenti normativi e la domanda di lavoro, in quanto viene trattato l’impatto dell’esonero contributivo nelle leggi di stabilità 2015 e 2016 e il contratto di lavoro a tutele crescenti.

 

Scarica il Rapporto  pdficon

INPS:INDICAZIONI CIRCA CONGEDO PARENTALE GESTIONE DIPENDENTI PUBBLICI

24/02/2016

Si richiama l’attenzione sulla sotto evidenziata circolare con cui  l’Inps fornisce le indicazioni relative alla valorizzazione in denuncia dei congedi parentali ad ore con contribuzione figurativa ai fini pensionistici a carico dell’Istituto per le aziende e le amministrazioni pubbliche iscritte alla Gestione Dipendenti Pubblici.

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circolare n. 40 del 23 febbraio 2016,

 

Fonte: Inps

 

MLPS:AGGIORNATE FAQ ISEE

24/02/2016

Il Ministero del Lavoro e l’Inps hanno aggiornato, al mese di febbraio 2016,    le domande più frequenti pervenute sul nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Scarica le F.A.Q aggiornate pdficon

Fonte: Inps

FONDO RESIDUALE SOLIDARIETA’ PRESSO INPS

24/02/2016

Con il decreto ministeriale sotto segnato , pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 6 giugno 2014, è stato istituito presso l’INPS il Fondo di solidarietà residuale, previsto dalla legge n. 92/2012,onde    assicurare tutela, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, ai dipendenti di imprese escluse dalle norme in materia di integrazione salariale.

Il Fondo riconosce, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, la prestazione di un assegno di importo pari all’integrazione salariale, ridotto sulla base dei contributi previsti dalla legge n. 41/1986.

Ciascun intervento è corrisposto fino ad un periodo massimo di tre mesi continuativi, prorogabile trimestralmente fino ad un massimo complessivo di nove mesi.

Le prestazioni possono essere riconosciute esclusivamente in favore dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di imprese che abbiano occupato mediamente più di quindici lavoratori nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o delle riduzioni dell’orario di lavoro.

Per le prestazioni è dovuto al Fondo:

  • a) un contributo ordinario dello 0,50% della retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori;
  • b) un contributo addizionale a carico del datore di lavoro che ricorra alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, calcolato in rapporto alle retribuzioni perse nella misura del 3% per le imprese che occupano fino a 50 dipendenti e nella misura del 4,50% per le imprese che occupano più di 50 dipendenti.

 Per le  istruzioni applicative sul fondo in questione si richiama la circolare Inps n.100/14

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Decreto ministeriale n. 79141 del 7 febbraio 2014 – Gazzetta ufficiale del 6 giugno 2014

 

INAIL :PREMIO ASSICURAZIONE ALLIEVI CORSI ISTRUZIONE E FORMAZIONER

24/02/2016

Si richiama l’attenzione sulla circolare dell’ Inail sotto evidenziata ,relativa all’istituzione di un premio speciale unitario e relative modalità di applicazione per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli allievi iscritti ai corsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale regionali curati dalle istituzioni formative e dagli istituti scolastici paritari, accreditati dalle Regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale, ai sensi dell’art. 32, comma 8, del D. Lgs. n. 150 del 14/09/2015

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INAIL – Circolare 23 febbraio 2016, n. 4