ASPETTI RAPPORTO LAVORO MODIFICABILI DA CONTRATTAZIONE TERRITORIALE / AZIENDALE

Poiche’ il decreto legvo n.81/2015 :

1)nell’art.51 -Norme di rinvio ai contrati collettivi-precisa che:” qualora non diversamente indicato, per contratti collettivi, si devono intendere tutti i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendalistipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentativesul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacaliaziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.”;

 

2) nell’ambito del riordino dei contratti di lavoro, ha previsto delle ipotesi normative di rinvio ai contratti collettivi;

 

di seguito si individuano gli interventi che la contrattazione collettiva, anche aziendale, può effettuare in autonomia per modificare alcune regole previste dal provvedimento legislativo  citato

 CONTRATTO TEMPO PARZIALE

Gli interventi della contrattazione collettiva possono concernere  alcune regole alla sua gestione ed in particolare:

 

a)Lavoro supplementare

 

Non soltanto  la  contrattazione collettiva nazionale ,  ma pure quella di secondo livello puo’ regolamentare un

surplus di orario effettuato dai lavoratori a part time ,superando las regolamentazionev legale in materia

 

b)Clausole elastiche

 

Con il contratto aziendale è possibile   rendere operative  clausole che  modificano  la collocazione oraria e l

’ampiezza della prestazione lavorativa nei rapporti a tempo parziale. Infatti, la norma ,come previsto dal comma 4 dell

’art. 6)

 

c)Periodo di prova -preavviso -comporto

 

La contrattazione collettiva decentrata potrebbe  rimodulare  la

durata dei suddetti tre istituti, in relazione all’articolazione dell’orario di lavoro.

 

CONTRATTO INTERMITTENTE

 

Riguardo a tale tipologia contrattuale ,la contrattazione collettiva, anche decentrata, può rivedere le regole legali all’utilizzo di questo contratto flessibile. circa i seguenti aspetti:

 

a)Attivazione del contratto

 

In mancanza: di una previsione del Ccnl, un’accordo territoriale o  anche aziendale,può regolamentare il contratto intermittente anche in mancanza  di una delle attività previste dal Regio Decreto n. 2657/1923, · in materia d’età del lavoratore (meno di 24 o più di 55 anni),

 

b)Indennità di disponibilità

 

 

Un accordo aziendale può decidere la misura dell’indennità mensile di disponibilità che, comunque, senza scendere al di sotto

previsto dal Decreto del 10 marzo 2004 del Ministero del Lavoro (350,00 euro mensili).

 

c)Comunicazione alle rappresentanze sindacali

 

In sede aziendale o territoriale è possibile variare , in maniera più favorevole la cadenza ,dalla legge  prevista annualmente,  della

nuova comunicazione che l’azienda deve effettuare alle rappresentanze sindacali qualora utilizzi il

lavoro intermittente.

 

CONTRATTO A TERMINE

 

 

Per il contratto a termine ,la contrattazione decentrata puo’ intervenire sui seguenti aspetti:

a) Durata massima

In virtù dell articolo 51,si  può modificare la durata massima dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso  lavoratore ,legalmente fissata a 36 mesi

 

b)Stop & go

 

In sede aziendale è permesso per talune ipotesi specificatamente indicate, la vacanza

contrattuale minima presente tra la stipula di un primo ed  un secondo contratto a termine

 

c)Percentuale massima

E’ consentito  superare la previsione della percentuale massima sia di legge (20%) che della contrattazione collettiva nazionale

di lavoratori a termine assumibili in proporzione ai rapporti a tempo indeterminato; bypassando sia la disposizione di legge (20%) che l

Inoltre si potranno definire  i periodi per i quali ‘azienda è esentata al rispetto della  percentuale massima

di rapporti a termine, nei casi di avvio di nuove attività.

 

d)Diritto di precedenza

Le parti (datore di lavoro e sindacati) potranno, con un accordo aziendale, disciplinare diversamente i

diritto di precedenza rispetto a quanto la normativa prevede.

 

e)Comunicazioni

Infine, con accordo aziendale si potranno  definire le modalità ed i contenuti delle informazioni da rendere

alle rappresentanze sindacali dei lavoratori in merito all’utilizzo del lavoro a tempo determinato.,nonche’ le modalità di informazione

ai lavoratori a tempo determinato ed alle rappresentanze sindacali aziendali, circa i posti vacanti che si rendono disponibili nell’impresa.

 

SOMMINISTRAZIONE

 

Si possono rivedere con accordo i  limiti  relativi all’utilizzo di lavoratori

somministrati a tempo determinato ed a tempo indeterminato ricordando che il primo  potrebbe essere presente

presente nella contratto collettivo nazionale, mentre il secondo, risulta introdotto proprio con il  decreto legvo 81/15

 

APPRENDISTATO

 

Il legislatore ha previsto le seguenti  deleghe alla contrattazione collettiva.

 

a)Piano formativo individuale

L’accordo, anche di secondo livello, può portare ad una revisione del piano formativo individuale, così come predisposto dal Ccnl.

 

b)Retribuzione delle ore di formazione

 

Per l’apprendistato qualificante e quello di alta formazione, l’accordo può rivedere la previsione

legislativa ,secondo cui: «Per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di

lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di

lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe

dovuta.»

.

c)Alternanza scuola-lavoro

 

Per le Regioni che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro, l’accordo può

prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento

di attività stagionali.

 

d)Computo degli apprendisti

Infine, potrebbe  risultale confacente stipulare un accordo aziendale che preveda il computo degli apprendisti in determinate disposizioni di legge (es. nei tempi determinati).

 

 

MANSIONI

 

 

Nella  nuova disciplina delle mansioni (art. 2103 c.c.), si prevede la possibilità che lazienda, in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendaliche incidano sulla posizione del lavoratore, proceda ad assegnare a quest’ultimo mansioni

appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale

. La norma delega alla contrattazione collettiva, anche decentrata, la verifica sulle ulteriori ipotesi di assegnazione di mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, purché rientranti nella medesima categoria legale

 

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