LIMITI IMPORTI VOUCHER ENTI NON PROFIT

 L’Inps, con il messaggio n. 8628 del 2 febbraio 2016, ha fornito specifiche indicazioni  circa il corretto inquadramento dei soggetti per il quale vige il limite di 2000 euro quale compenso al singolo prestatore di lavoro accessorio (nonchè l’obbligo di acquisto dei voucher esclusivamente online),che ,come e’ risaputo ,è riferito ai committenti imprenditori e professionisti.

Nel richiamato  messaggio, INPS  rimarca che   l’espressione “imprenditori” risulti comprensiva di tutte le categorie disciplinate dall’art. 2082 e segg. del codice civile, dalla cui lettura congiunta è possibile individuare una serie di soggetti che, pur operando con partita IVA e/o codice fiscale numerico, non sono da considerare imprenditori ,tra    cui ,a titolo non esaustivo ::

•Committenti
pubblici[1](nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa in materia
di contenimento della spesa e,ove previsto, dal patto distabilità interno);
Ambasciate;
Partiti
e
movimenti
politici;
Gruppi
parlamentari;
Associazioni
sindacali;
Associazioni
senza
scopo
di
lucro;
Chiese
o
associazioni religiose
•Fondazioniche non svolgono attivitàd’impresa;
Condomini;
-Associazioni
-società sportive dilettantistiche;
•Associazioni di volontariato e i Corpi volontari(Protezione civile,Vigili del Fuoco ecc.)
•Comitati provinciali e locali della Croce Rossa,Gialla,Verde e Azzurra,
-AVIS,
 Quanto precisato dall’Inps ,si pone in qualche modo al di fuori delle indicazioni fornite in materia dal MLPS con la Circolare n.18/2012,in cui tra l’altro si prevede:Fermo restando il limite complessivo di euro 5.000 nel corso di un anno solare, il Legislatore stabilisce inoltre che “nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative (…) possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 curo, rivalutati annualmente (…)”.
Ai fini del rispetto della nuova disciplina, occorrerà pertanto verificare se il committente è un “imprenditore commerciale o professionista”. In caso positivo la prestazione nei suoi confronti non potrà dar luogo a compensi maggiori di euro 2.000 di voucher. Il limite in questione necessita tuttavia di una precisazione; in particolare è possibile evidenziare che l’espressione “imprenditore commerciale” voglia in realtà intendere qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, che opera su un determinato mercato, senza che l’aggettivo “commerciale” possa in qualche modo circoscrivere l’ambito settoriale dell’attività di impresa alle attività di intermediazione nella circolazione di beni.

Per maggiori dettagli, consultare l’allegato:

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