A PROPOSITO TAGLI PENSIONI REVERSIBILITA’

Nel disegno di Legge di contrasto alla povertà approdato alla Camera,risulta inserito una norma che fa presumere un giro di vite sulle pensioni di reversibilità,

Mentre il Governo difende la norma, chiarendo che l’intenzione è di evitare sprechi.  ,numerose e forti sono le polemiche  sul  provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 gennaio, che modifica il metodo di calcolo per le pensioni ai superstiti, legandole al reddito più che al numero di parenti aventi diritto

Le critiche provengono da rappresentanti deòll’opposizione ,ma non mancano anche quelle di componenti della maggioranza chec sostiene il Governo

Tra quest’ultime figura  quella del presidente della commissione Lavoro della Camera  , che esprime un complessivo parere positivo sul piano contro la povertà messo a punto dall’Esecutivo ma critica:«la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità, per noi questo non è accettabile. Si tratterebbe dell’ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del Governo Monti»,insistendo piuttosto sulla necessità di un generale provvedimento di riforma pensioni, che introduca nuove forme di flessibilità in uscita.

Come detto il Governo, dal canto suo, difende il giro di vite sulle pensioni di reversibilità ,affermando che «se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri, qualsiasi intervento varrà solo sulle prestazioni future e non su quelle in essere, che quindi non verranno toccate».

Va ricordato  che la misura prevede un nuovo meccanismo di calcolo delle pensioni di reversibilità e di tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali legate a condizioni di bisogno (assegno sociale, maggiorazioni sociali).

Per quanto riguarda i trattamenti ai superstiti, che oggi dipendono in primo luogo dal numero di parenti che hanno diritto alla prestazione (coniuge, figli e nipoti minorenni), si prevedono criteri maggiormente legati al reddito, in base allISEE (solo alla componente reddituale, non a quella patrimoniale).

Nel 2015 i trattamenti erogati hanno avuto come importo medio un’ammontare di 650 euro, destinato a quanto pare a ridursi ulteriormente.

Sulla reale portata delle modifiche è intervenuto anche  il Ministro  del Lavoro   che in pratica ha smentito i tagli sui trattamenti di reversibilità:

«La polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata. Evidentemente c’è chi cerca facile visibilità e si diletta ad inventare un problema che non c’è per poi poter dire di averlo risolto. La proposta di legge delega del Governo lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere». «Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale».

Si tratta di aspettare  il completamento dell’iter  parlamentare del provvedimento in questione

 

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