DECRETO MLPS CONTENENTE CRITERI PROVVEDIMENTI CIGS

Come e’ noto dal 25 settembre 2015 è in vigore la nuova regolamentazione delle integrazioni salariali  straordinarie prevista dal dec.legvo n.148/2015 su cui il MLPS ha fornito  istruzioni operative  state con la circolare n.24/15  ,nella quale,in particolare , si rappresenta che, nelle more della adozione dei decreti attuativi della nuova normativa, recanti i   criteri per la approvazione dei programmi e la concessione dei trattamenti, avrebbero continuato  ad essere applicati, ove compatibili, i criteri previsti nei seguenti decreti ministeriali , gia’  utilizzati per la concessione dei trattamenti  :

  • per la causale di riorganizzazione aziendale trova applicazione il DM n. 31444 del 2002;
  • per la causale di crisi aziendale, il DM n. 31826 del 2002;
  • per la causale di contratto di solidarietà, il DM n. 46448 del 2009;
  • per i partiti politici, i DDMM nn. 82762 e 81401 del 2014;
  • per le imprese dei servizi di pulizia, il DM n. 31446 del 2002;
  • per le imprese dei servizi di ristorazione e mensa, il DM n. 31347 del 2002;
  • per le procedure concorsuali di cui all’articolo 3 della legge n. 223/1991, fino al 31 dicembre 2015, il DM n. 70750 del 2012.

Premesso quanto sopra,si segnala che risulta approvato il decreto del Ministro del Lavoro n.9433 del 13 gennaio 2016 ,che ,abrogando  quelli previsti   dai  provvedimenti  elencati nella citata  circolare n.24/15 , fissa i nuovi criteri per l’applicazione della cigs ,  cosi’ come disciplinata dal richiamato  decreto delegato  , da  utilizzare   per le  domande prodotte  dal giorno successivo a quello di pubblicazione del provvedimento sul sito istituzionale ,che di seguito si esaminano con riferrimento alle  varie  fattispecie d’intervento dell’integrazione salariale straordina

1) Riorganizzazione aziendale

Sono adottati i seguenti criteri:

a) l’impresa richiedente deve presentare un programma di interventi volti a fronteggiare le inefficienze della struttura gestionale, commerciale o Tale programma deve essere predisposto anche nel caso di ridefinizione dell’assetto societario e del capitale sociale, ovvero della ricomposizione dell’assetto dell’impresa e della sua articolazione produttiva

b) il programma di interventi può contenere investimenti per impianti fissi ed attrezzature direttamente impegnate nel processo produttivo e può prevedere attività di formazione e riqualificazione professionale rivolta al recupero e alla valorizzazione delle risorse interne

c) il valore medio annuo degli investimenti previsti nel programma – relativo alle unità aziendali interessate all’intervento, inclusi gli eventuali investimenti per la formazione e riqualificazione professionale di cui sopra, comprensivi dei contributi pubblici sia nazionali che dei fondi U.E. – deve essere superiore al valore medio annuo degli investimenti, della stessa tipologia, operati nel biennio precedente

d) le sospensioni dal lavoro devono essere motivatamente nell’entità e nei tempi, al processo di riorganizzazione da realizzare

e) le sospensioni decorrenti dal 24 settembre 2017 possono essere autorizzate soltanto   nel limite dell’80   percento delle ore lavorabili nell’unità   produttiva,   nell’arco   di tempo del programma autorizzato

f) nel programma devono essere indicate le previsioni di recupero occupazionale dei lavoratori interessati   alle sospensioni o riduzioni di orario, nella misura minima del 70%. Per recupero occupazionale   deve intendersi,   oltre al rientro in azienda dei lavoratori   sospesi,   anche il riassorbimento degli stessi all’interno di altre unità produttive della medesima impresa ovvero di altre imprese, nonché iniziative volte alla gestione non traumatica dei lavoratori medes Per gli eventuali esuberi strutturali residui devono essere dettagliatamente precisate le modalità di gestione

g) il programma deve   esplicitamente   indicare le modalità di copertura     finanziaria degli investimenti

Resta stabilito che per l’approvazione   del programma   di riorganizzazione aziendale di cui sopra deve riscontrarsi la contestuale presenza delle condizioni di cui alle lettere da a) a g) di cui sopra  .

Infine, si prevede che in sede di prima applicazione del decreto ministeriale , i piani di riorganizzazione   sono esaminati anche con riferimento agli interventi di CIGS già attuati dall’impresa richiedente, a prescindere dal valore degli investimenti previsti nella lettera e)

.

2)Crisi aziendale

Sono adottati i seguenti criteri

a) dagli indicatori economico-finanziari   di bilancio (fatturato, risultato   operativo, risultato d’impresa, indebitamento), complessivamente   considerati e riguardanti il biennio precedente, deve emergere un andamento a carattere negativo ovvero involutivo; l’impresa deve presentare specifica relazione tecnica, recante le motivazioni a supporto della propria critica situazione economico-finanziaria;

b) deve essere verificato, in via generale, il ridimensionamento – o, quantomeno, la stabilità   – dell’organico   aziendale   nel biennio   precedente   l’intervento   della CIGS. Deve, altresì, riscontrarsi, di norma, l’assenza di nuove assunzioni, con particolare riguardo a quelle assistite da agevolazioni contributive e/o    Nel caso in cui l’impresa abbia proceduto ad assumere personale, ovvero intenda assumerne durante il periodo di fruizione della cassa integrazione guadagni straordinaria, deve motivare la necessità delle suddette assunzioni, nonché la loro compatibilità con la disciplina normativa e le finalità dell’istituto della CIGS;

c) deve essere presentato, da parte dell’impresa, un piano di risanamento che, sul presupposto delle cause che hanno determinato la situazione di crisi aziendale, definisca gli interventi correttivi intrapresi, o da intraprendere, volti a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria o gestionale per ciascuna unità aziendale/settore di attività dell’impresa interessata dall’intervento straordinario di integrazione salariale;

d) il programma di risanamento di cui al punto precedente deve essere finalizzato a garantire la continuazione dell’attività e la salvaguardia, seppure parziale, dell’occupazione.   L’impresa – qualora, nel corso dell’intervento di CIGS o al termine dello stesso preveda esuberi strutturali – deve presentare un piano di gestione degli

Si dispone che per l’approvazione del programma di crisi aziendale, deve riscontrarsi la   contestuale presenza delle condizioni di cui alle sopra riportate lettere da a) a d)

 

2.1). Crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto

E’ stabilito che il trattamento straordinario di integrazione salariale può essere concesso, quando la situazione di crisi aziendale sia conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale. In tal caso, l’impresa, deve rappresentare l’imprevedibilità dell’evento causa della crisi, la rapidità con la quale l’evento ha prodotto gli effetti negativi, la completa autonomia dell’evento rispetto alle politiche di gestione aziendale. Tale fattispecie è valutata, pur in assenza delle condizioni di cui alle lettere a) e b), sempre che siano soddisfatti i requisiti di cui alle lettere c) e d) del n.2)

2.2). Programmi crisi aziendale non presi in esame di regola

Il decreto in esame avverte che non vengono presi in esame, di regola , i programmi di crisi aziendale , presentati da imprese che

a) abbiano iniziato l’attività produttiva nel biennio antecedente alla richiesta di CIGS;

b) non abbiano effettivamente avviato I’attività produttiva;

c) abbiano subito significative trasformazioni societarie nel biennio antecedente la richiesta di CIGS, salvo che tali trasformazioni siano avvenute tra imprese che presentano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti, con la preminente finalità del contenimento dei costi di gestione, nonché nei casi in cui, pur in presenza di assetti proprietari non coincidenti, tali trasformazioni comportino, per le imprese subentranti, azioni volte al risanamento aziendale e alla salvaguardia

 

3)Contratti solidarietà

3.1) Aziende e lavoratori , beneficiari)

Per l’accesso al trattamento   di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti   , è necessario che le imprese stipulino un contratto aqziendale di solidarietà , ai sensi dell’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che stabiliscono una riduzione dell’orario di lavoro al fine di evitare, in tutto o in parte,   la riduzione o la dichiarazione   di esubero del personale anche attraverso un suo più razionale impiego.

Il contratto di solidarietà non si applica nei casi di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili. A tale riguardo, nel caso di imprese rientranti nel settore edile, devono essere indicati nel suddetto contratto   i nominativi dei lavoratori inseriti nella struttura permanente, distinguendo detti lavoratori da quelli interessati ai di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri.

II ricorso al contratto di solidarietà non è ammesso per i rapporti di lavoro a tempo determinato, instaurati al fine di soddisfare le esigenze di attività   produttive soggette a fenomeni di natura stagionale.

Infine , è stabilito che per i dipendenti con rapporto di lavoro part-time è ammissibile l’applicazione     dell’ulteriore riduzione di orario, qualora sia dimostrato il carattere strutturale del part-time nella preesistente organizzazione del lavoro.

 

3.2)Modalità applicative)

Anzitutto ,si dispone che l’esubero di personale,   in relazione al quale viene sottoscritto tra le parti il contratto di solidarietà, deve essere quantificato e motivato nel contratto stesso.

Peraltro, si avverte che ,qualora le parti, per soddisfare temporanee esigenze   di maggior lavoro, ritengano di derogare, nel senso di una minore riduzione di orario, a quanto già concordato nel contratto di solidarietà,   le modalità di tale deroga devono essere previste nel contratto medesimo.   L’azienda   è tenuta a comunicare l’avvenuta variazione di orario al competente ufficio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e all’INPS   In tutti i casi in cui la deroga comporti, invece, una maggiore riduzione di orario è necessario stipulare un nuovo contratto di solidarietà.

Infine, risulta disposto che

a) di regola, non sono ammesse prestazioni di lavoro straordinario per i lavoratori posti in solidarietà

b) nel corso del trattamento straordinario di integrazione salariale a seguito di stipula di un contratto di solidarietà   – al fine di consentire la gestione non traumatica degli esuberi di personale   – è possibile attivare la procedura   di licenziamento   collettivo   solo con la non opposizione   dei lavoratori

5)Imprese appaltatrici dei servizi di mensa e dei servizi di pulizia

Sono adottati i seguenti criteri:

  1. a)   la contrazione dell’attività   de Il’azienda appaltatrice dei servizi di mensa deve essere in diretta connessione   con la contrazione   dell’attività dell’impresa   committente   verificatasi   a seguito del ricorso al trattamento   ordinario di integrazione   salariale   o all ‘attuazione   di programmi di crisi aziendale, di riorganizzazione   aziendale o a seguito di   sottoscrizione di contratti di solidarietà;
  1. b) la contrazione dell’attività   dell’azienda   appaltatrice dei servizi di pulizia   deve essere in diretta connessione   con la contrazione   dell’attività   dell’impresa   committente   verificatasi   a seguito dell’attuazione   di programmi di crisi aziendale, di riorganizzazione aziendale   o a seguito di sottoscrizione di contratti di solidarietà;
  1. c) la sospensione   dal lavoro o l’effettuazione   di un orario   ridotto deve essere in diretta connessione con la contrazione dell’attività di cui alle lettere a) e b);
  1. d) le difficoltà   dell’impresa   committente   devono   essere già state oggetto   di   specifici provvedimenti autorizzativi dei trattamenti di integrazione salariale.

Inoltre si evidenzia che il trattamento straordinario di integrazione salariale per l’azienda appaltatrice dei servizi di mensa e pulizia non può avere una durata superiore a quella del contratto di appalto. A tal fine, l’impresa richiedente il predetto trattamento deve indicare – allegando specifica dichiarazione   della società committente – la durata del contratto medesimo.

 

6)Imprese artigiane)

Si applicano   i seguenti criteri per la concessione del trattamento   straordinario di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti delle imprese artigiane che procedono alla sospensione dei lavoratori   in conseguenza di sospensioni o riduzioni dell’attività   dell’impresa   che esercita l’influsso gestionale prevalente di cui all’articolo 20, comma 5, del decreto legislativo   n. 148 del 14 settembre 2015

  1. a) la contrazione dell’attività dell’impresa artigiana deve essere in diretta connessione con la sospensione   o riduzione dell’attività dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente a seguito del ricorso della stessa a trattamenti straordinari di integrazione   salariale o a trattamenti ordinari di integrazione salariale o a prestazioni in costanza di rapporto di lavoro a carico dei fondi di solidarietà   ovvero del fondo di integrazione salariale;
  1. b) gli interventi di integrazione salariale straordinaria in favore dei lavoratori dipendenti delle imprese artigiane possono essere autorizzati limitatamente ai periodi in cui vi sia stato il ricorso ai trattamenti

di cui alla lettera   a) da parte dell’impresa   che esercita l’influsso   gestionale prevalente
Partiti politici movimenti politici e loro rispettive articolazioni sezioniterritoriali

7.1)Intervento Cigs

Possono beneficiare del trattamento straordinario di integrazione salariale i lavoratori dipendenti dei partiti   e dei movimenti politici e delle loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali in presenza delle condizioni di cui ai commi successivi.

In caso di presentazione   di un programma   di riorganizzazione,   l’esame   dell’istanza     di ammissione al trattamento di integrazione salariale straordinaria, è effettuato sulla base del riscontro delle seguenti condizioni:

  1. a) presentazione di un programma volto a fronteggiare le inefficienze della struttura gestionale, attraverso interventi finalizzati ad una ricomposizione dell’assetto e dell’articolazione   centrale o territoriale;
  1. b) presentazione di un piano di sospensioni coerente con il programma di riorganizzazione;
  1. c) presentazione di un piano di gestione non traumatica   delle eventuali eccedenze di personale, anche attraverso la programmazione di attività di formazione e riqualificazione   professionale;
  1. d) presentazione,   a corredo   dell’istanza   di ammissione     al trattamento   straordinario   di integrazione salariale, di una specifica relazione comprovante le condizioni   di cui alle lettere da a) a c).

.

Ai fini dell’approvazione dei programmi di crisi, devono sussistere le seguenti condizioni:

  1. a) diminuzione dell’attività   della struttura, con conseguente esubero di personale, anche in considerazione   degli effetti che tale diminuzione potrà produrre in epoca immediatamente successiva all’istanza;
  1. b) andamento involutivo dei risultati di bilancio complessivamente considerati relativi all’anno antecedente alla richiesta;
  1. c) previsione di azioni volte alla ripresa dell’attività;
  1. d) presentazione di un piano di gestione non traumatica delle eventuali eccedenze di personale;
  1. e) la struttura richiedente deve presentare, a corredo dell’istanza di ammissione al trattamento di integrazione salariale, una specifica relazione in ordine al possesso dei requisiti di cui alle lettere

Inoltre, i partiti e movimenti politici possono accedere all’intervento   del trattamento di integrazione salariale a seguito di stipula di contratti di solidarietà ai sensi dell’articolo 21,   comma 5, del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 e secondo le modalità indicate al n.3 della presente esposizione

 

7.1)Partiti politici- Monitoraggio delle risorse finanziarie

 

Per di consentire all’ ufficio competente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la predisposizione dei decreti di autorizzazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, l’Inps quantifica annualmente le risorse finanziarie disponibili, tenuto  conto dello stanziamento annuale, nonché della contribuzione dovuta dai partiti e dai movimenti politici.

 

Sulla base delle disponibilità finanziarie annuali di cui sopra , l’ufficio effettua, prima dell’emanazione di ogni decreto, una stima preventiva dell’onere   finanziario connesso e delle residue risorse disponibili.

 

Al   fine di consentire   il monitoraggio   delle risorse finanziarie annualmente   assegnate,   il trattamento straordinario di integrazione salariale in favore dei lavoratori sospesi è autorizzato con il pagamento diretto da parte dell’INPS e dell’INPGI,che provvedono al monitoraggio della spesa presentando rendiconti annuali ali’ufficio competente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

 

.

8)Disciplina del cumulo di cigs e cigo Risulta stabilito che nell’unità produttiva interessata sia da interventi di integrazione salariale ordinaria sia da interventi di integrazione salariale straordinaria, il cumulo dei due distinti benefici è consentito alle seguenti condizion

1) gli interventi di integrazione salariale straordinaria siano esclusivamente quelli approvati ai sensi dell’articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 148 del 14 settembre2015 ,lettere :

a)riorganizzazione aziendale

b) crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1°  gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attivita’ produttiva dell’azienda o di un ramo di essa

c) contratto di solidarieta’.

 

2) i lavoratori interessati ai due distinti benefici siano comunque diversi, e precisamente individuati, tramite specifici elenchi nominativi; tale diversità deve sussistere sin dall’inizio e per l’intero periodo in cui coesistono le due distinte forme di intervento.

9)(Disposizioni finali)

Le modalità ed i criteri indicati nei precedenti articoli si applicano alle istanze di intervento straordinario di integrazione salariale presentate a decorrere dalla data   di entrata in vigore del presente decreto.

Dalla medesima data cessano di avere efficacia il decreto ministeriale 23 dicembre 1994 e i decreti ministeriali n. 31347 del 22 luglio 2002, n. 31444 del 20 agosto 2002, n. 31446 del 20 agosto 2002, n. 31447 del 20 agosto 2002, n. 31826 del 18 dicembre 2002, n. 35302 del 15 dicembre 2004, n. 46448 del 10 luglio 2009, n. 82762 del 27 giugno 2014, n. 85145 del 10 ottobre 2014

L’efficacia del DM esaminato     decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

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