ELENCO REATI IN MATERIA LAVORO DEPENALIZZATI

   Considerato che dal 6 febbraio 2016 risulta in vigore la legge n.8/2016 concernente la depenalizzazione di alcuni reati in materia di lavoro ,circa la previsione del titolo ,si riferisce quanto segue.

Il provvedimento fa espressamente salvi dalla trasformazione in illeciti amministrativi alcuni reati socialmente deplorevoli in materia di igiene e sicurezza (elencati nell’allegato al provvedimento) come quelli previsti dal dlgs n. 81/2008 (testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), dalla legge n. 257/1992 (norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) e dalla legge n. 1045/1939 (condizioni per l’igiene e l’abitabilità degli equipaggi a bordo delle navi mercantili nazionali).

L’intervento di depenalizzazione, quindi, implicitamente coinvolge:

  • le esternalizzazioni di manodopera e le attività di ricerca e selezione del personale disciplinate dal dlgs n. 276/2003 attuativo della legge Biagi;
  • alcuni adempimenti nei riguardi degli enti e istituti previdenziali quali il rilascio di false dichiarazioni o atti fraudolenti finalizzate a ottenere prestazioni previdenziali, i trattamenti di disoccupazione in edilizia e le prestazioni economiche per malattia e per maternità;
  • alcune violazioni relative alle malattie professionali previste nel Tu degli infortuni sul lavoro (dpr n. 1124/1965) tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, l’art. 139 (riguardante l’obbligo, per il medico di effettuare la denuncia delle malattie professionali) e quelle contenute negli artt. 175 e 176 (contenenti le disposizioni per la silicosi e l’asbestosi);
  • le violazioni riguardanti il collocamento obbligatorio dei massaggiatori e massofisioterapisti ciechi previste dalla legge n. 686/1961;
  • le violazioni riguardanti la parità di trattamento tra uomo e donna previste dal dlgs n. 198/2006.

Per quanto riguarda il versamento delle ritenute previdenziali, l’art. 3, comma 6, del dlgs n. 8/2016 interviene, inoltre, sostituendo il testo dell’art. 2, comma 1-bis, del dl n. 463/1983 (convertito con modificazioni nella legge n. 638/1983) che contiene le sanzioni previste in caso di omesso versamento, da parte del datore di lavoro, della quota di contributi previdenziali a carico dei lavoratori (ivi compresi quelli relativi ai co.co.co. iscritti alla gestione separata ex legge n. 335/1995).”

Scarica e leggi l’articolo icona_pdf2

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: