A PROPOSITO NUOVO REGOLAMENTO PROVINCIA TERAMO RICONOSCIMENTO QUALIFICHE CENTRI IMPIEGO

Qualche  giorno fa ,il Blog ha  pubblicato    il testo del nuovo regolamento e  della   modulistica  approvati      dalla Provincia di Teramo per il riconoscimento ed attribuzione  ,da parte dei Centri Impiego  del  rispettivo territorio,  delle qualifiche professionali  all’atto  dell’ iscrizione e reiscrizione  negli elenchi del collocamento , gestiti    dagli stessi.

In particolare , nel provvedimento di approvazione, si dispone che sono  riconosciute valide  le
qualifiche attribuite dai soggetti pubblici e privati alle persone iscritte negli elenchi anagrafici anche  nei seguenti casi :

“2.Dichiarazione redatta dal datore di lavoro a seguito di rapporto di lavoro
subordinato.
Tale dichiarazione va rilasciata su apposito allegato 1/B:
-dal Legale rappresentante o persona delegata, in caso di datore di lavoro
privato;
-dal Dirigente o Responsabile dell’Ente Pubblico Titolare del Servizio dell’Ente
Pubblico presso il quale il lavoratore ha prestato attività per i servizi prestati
direttamente c/o la P.A.;
-congiuntamente dal datore di lavoro privato affidatario e dal Dirigente o
Responsabile dell’Ente Pubblico Titolare del Servizio dell’Ente Pubblico presso
il quale il lavoratore ha prestato attività per i servizi prestati direttamente c/o
la P.A, nell’ipotesi di contratti di somministrazione di lavoro e in caso di
affidamento dei servizi all’esterno.

In tale dichiarazione devono essere espressamente indicati:
a) l’attività lavorativa e le mansioni svolte;
b) il periodo di lavoro subordinato full time effettuato dal lavoratore, non

inferiore a 90 giorni di durata complessiva (tale periodo deve essere
riproporzionato percentualmente in caso di lavoro part-time );
c)l’attribuzione della qualifica con l’indicazione esatta secondo la
classificazione della codifica ministeriale;
d)può essere rilasciata una sola dichiarazione da allegato 1/B per singolo
rapporto di lavoro
e)superamento eventuale periodo di prova contrattualmente pattuito.”

“3.Dichiarazione svolgimento Attività Socialmente Utile con dichiarazione del
Responsabile dell’Ente pubblico Titolare del Servizio relativa a periodi di
utilizzazione in attività socialmente utili di almeno 8 mesi continui ovvero 12
mesi discontinui. Può essere rilasciata una sola dichiarazione da allegato 1/B per
singolo utilizzo e la dichiarazione deve essere supportata o riscontrata da
documentazione telematica ai sensi del D.I. 30/10/2007 e succ. modif. ed
integraz., e/o cartacea certa pervenuta tempestivamente o nei termini di legge
ove previsti (ad es.   rettifica entro 5 gg o 20 del mese successivo secondo il tipo di
datore di lavoro, ordine di servizio etc).”

Premesso quanto sopra riportato , si e’ ritenuto dover tornare sull’argomento dopo aver esaminato il contenuto del  modello Allegato 1/B  ,che si prevede di dover  utilizzare per rendere la dichiarazione  per le fattispecie di cui ai numeri 2 e 3 del provvedimento provinciale ,

Infatti secondo   quanto dispone il predetto provvedimento   la dichiarazione  va effettuata in applicazione e secondo la formula di cui artt.art 45 e 46 dpr n.445/2000.,che ,tuttavia ,facendo  riferimento esplicitamente alla “DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’ , riguardano  esclusivamente ,in sostituzione delle certificazioni  non piu’  consentite  , i seguenti stati, qualità personali e fatti:

a) data e il luogo di nascita;

b) residenza;

c) cittadinanza;

d) godimento dei diritti civili e politici;

e) stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;

f) stato di famiglia;

g) esistenza in vita;

h) nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;

i) iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;

l) appartenenza a ordini professionali;

m) titolo di studio, esami sostenuti;

n) qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;

o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;

p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;

q) possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;

r) stato di disoccupazione;

s) qualità di pensionato e categoria di pensione;

t) qualità di studente;

u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;

v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;

z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;

aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa; (1)

bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;

bb-bis) di non essere l’ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;

cc) qualità di vivenza a carico;

dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile;

ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.

Detto questo  ,si aggiunge essere vero che il comma 2 dell’art.47 del citato dpr ,afferma che “2. La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.”,ma purche’ si tratti sempre  di “stati ,qualita’ personali e fatti  ”   rientranti  nell’elencazione  dell’art.46  e non altri diversi  , come  risultano ,appunto ,  quelli  indicati  per le situazioni  considerate dai numeri 2 e 3.

Per quest’ultimi ,dunque , si esprime l’avviso che la “Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’ ed il riferimento al dpr n.445/200o sono  inidonei ed  ed inconferenti  rispetto allo  lo scopo cui si vuole destinarli.,mentre si assegnano competenze ed  incombenze a rappresentanti aziendali ed istituzionali non previste e disciplinate  dalle  norme che disciplinano l’incontro tra domanda ed offerta di lavoeo e le politche attive dell’impiego

Pertanto ,si ritiene di  richiamare l’attenzione  su    un percorso diverso ,ricordando che,
a  seguito della abrogazione della legge 10 gennaio 1935, n. 112, per effetto del disposto di cui all’art. 8, comma 1, lett. a) del D. Lgs. 19 dicembre 2002, n. 297, a partire dal 30 gennaio 2003 , è stato soppresso il libretto di lavoro.
Dopo quasi settant’anni, il libretto di lavoro  e’ stato sostituito dalla “scheda professionale”, rilasciata dal Centro   per l’Impiego, in cui sono inseriti i dati del lavoratore, nonché le esperienze formative e le competenze professionali.

Quanto  sopra in attesa del   “Libretto formativo del cittadino”  ,che  è un documento dove ogni lavoratore potrà elencare le proprie esperienze professionali e specificare la formazione accumulata nel corso degli anni.
Predisposto in formato cartaceo ed elettronico, il libretto si ispira a una logica di massima semplificazione e trasparenza con lo scopo di far emergere il patrimonio delle competenze dell’individuo nella sua integrità.
Il libretto formativo raccoglie, infatti, informazioni, dati e attestazioni riguardanti le esperienze di tipo educativo/formative e lavorative, effettuate anche in ambito sociale, ricreativo o familiare da ogni individuo.
E’ stato istituito nell’ambito del percorso attuativo della “legge Biagi”.
Il Decreto legislativo n. 276/2003 lo definisce come lo strumento di registrazione delle “competenze acquisite durante la formazione in apprendistato, la formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica e la formazione continua svolta durante l’arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti accreditati dalle regioni, nonché delle competenze acquisite in modo non formale e informale secondo gli indirizzi della Unione Europea in materia di apprendimento permanente, purché riconosciute e certificate”.
Responsabili del rilascio del Libretto sono le Regioni, che possono delegare ad altri soggetti. Responsabile dell’aggiornamento del Libretto è essenzialmente l’individuo, che ne è titolare.

Il modello di libretto formativo del cittadino è stato approvato con il Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, 10 ottobre 2005 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 3 novembre 2005).

Il Libretto Formativo del Cittadino, predisposto in formato cartaceo ed elettronico, si articola in due sezioni, organizzate in modo dinamico e selettivo a seconda delle caratteristiche del soggetto utilizzatore in modo da permettere all’interessato di rendere più evidenti le sue competenze ed alle imprese di individuare meglio le persone con le competenze più adatte alle loro esigenze.
La prima sezione riguarda:
a) le informazioni personali, connesse ai dati anagrafici, relative alle diverse tipologie di esperienze lavorative/professionali,
b) le informazioni relative ai titoli di studio e di formazione professionale conseguiti,
c) le informazioni relative ad altre esperienze formative
.

La seconda sezione è dedicata alla “descrizione” della persona mediante il linguaggio delle competenze, al fine di mettere in trasparenza il patrimonio di quanto acquisito nei diversi contesti di vita e di lavoro.
Ognuna delle due sezioni può avere una diversa ampiezza e una composizione variabile a seconda delle informazioni prevalenti e più significative del soggetto, pur in un quadro unico di leggibilità.

Il Libretto Formativo del Cittadino sarà allegato alla Scheda anagrafico/professionale che ha natura amministrativa e costituisce il supporto informativo nell’erogazione di servizi da parte dei soggetti competenti in materia di servizi al lavoro e la base per lo scambio di informazioni nell’ambito della Borsa Continua Nazionale del Lavoro.
Il libretto potrà essere eventualmente accompagnato dal curriculum vitae europeo, che, però, avrà sempre più un limitato valore sociale in quanto è autogestito dal solo interessato, e dal portfolio delle competenze.

Responsabili del rilascio del Libretto e della sua gestione sono le singole Regioni e Province autonome, che possono gestire direttamente o delegare ad altri soggetti le relative operazioni. Le scelte operative dovranno ispirarsi ad una serie di comportamenti condivisi a garanzia dell’unitarietà dello strumento stesso.
Ciascuna Regione e Provincia autonoma individuerà così le tipologie di soggetti preposti a supportare la persona nella compilazione ed aggiornamento del libretto formativo, almeno nella fase di introduzione e sperimentazione dello strumento, garantendone la effettiva capacità e competenza a svolgere il servizio, mediante idonee misure di controllo.
In particolare, nell’attivazione del libretto, i soggetti autorizzati ad assistere i singoli individui dovranno avere le competenze professionali necessarie per instaurare una corretta relazione con gli stessi, rispettare il carattere volontario dello strumento e delle scelte che la persona opera rispetto a ciò che intende mettere in trasparenza, mantenere costantemente centrale la prospettiva di valorizzazione dell’individuo, anche al fine di orientarlo nei progetti professionali e nelle scelte di vita, o indirizzarlo in percorsi per la successiva validazione delle competenze non ancora certificate.
Le Regioni e le Province autonome dovranno garantire la massima diffusione ed informazione circa le caratteristiche dello strumento stesso presso i potenziali utilizzatori.
Responsabile dell’aggiornamento del Libretto Formativo del Cittadino è il singolo interessato, che ne è titolare.

– Si riporta il fac-simile del:
. Libretto formativo del cittadino.

 

 

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