Archive for dicembre 2015

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

29/12/2015

PERIODO:DAL 16 AL 23 DICEMBRE 2015

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Denominazione azienda: At Security

Con sede in: LECCE Prov: LE

Causale di Intervento: Concordato preventivo

Unità di: TERAMO Prov: TE

Settore: Servizi di vigilanza privata

Decreto del: 16/12/2015 N. 93650

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/09/2015 al 31/08/2016

Pagamento diretto INPS: Si

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Denominazione azienda: G.Ro.Mar.

Con sede in: SAN MARTINO SULLA MARRUCINA Prov: CH

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: SAN MARTINO SULLA MARRUCINA Prov: CH

Settore: Segagione e lavorazione delle pietre e del marmo

Decreto del: 22/12/2015 N. 93720

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/06/2015 al 31/05/2016

Pagamento diretto INPS: Si

 

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Denominazione azienda: Go Kids

Con sede in: NOLA Prov: NA

Causale di Intervento: Amministrazione straordinaria

Unità di: CHIETI Prov: CH

Settore: Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati

Decreto del: 22/12/2015 N. 93700

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 29/09/2015 al 29/12/2015

Pagamento diretto INPS: Si

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Denominazione azienda: il Messaggero

Con sede in: ROMA Prov: RM

Causale di Intervento: Contratti di solidarietà

Settore: Edizione di giornali

Unità di: L’AQUILA Prov: AQ

Settore: Edizione di giornali

Unità di: PESCARA Prov: PE

Comunicato del: 16/12/2015 N. 93658

Comunicazione integrativa al decreto n. 89756 del 05/05/2015

——————————————————————-Denominazione azienda: L’ALTRACARNE

Con sede in: CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO Prov: TE

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO Prov: TE

Settore: Produzione di carne di volatili e prodotti della loro macellazione (attività dei mattatoi)

Decreto del: 22/12/2015 N. 93727

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 10/08/2015 al 09/08/2016

Pagamento diretto INPS: No

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Denominazione azienda: OFFICINE ORTOPEDICHE RIZZOLI

Con sede in: BOLOGNA Prov: BO

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta’

Settore: Fabbricazione di protesi ortopediche, altre protesi ed ausili (inclusa riparazione)

Unità di: PESCARA Prov: PE

Decreto del: 16/12/2015 N. 93619

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 19/08/2015 al 18/08/2016

Pagamento diretto INPS: No

MLPS:RISPOSTE ULTIMI INTERPELLI

28/12/2015

Di seguito ,s segnalano le risposte  datate  22.12.2015 che  il MLPS ha fornito a tre interpelli formulati ex art.9 dec.legvo n.124/04

 

 

•  22/12/2015 – n. 33/2015
destinatario: CNA
istanza: regime contributivo previdenziale ed assistenziale del contributo di solidarietà

•   22/12/2015 – n. 32/2015
destinatario: Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
istanza: ambito applicativo del lavoro accessorio – settore marittimo e maestri di sci

•   22/12/2015 – n. 31/2015
destinatario: CGIL
istanza: accesso DIS-COLL

MLPS:PRIME INDICAZIONI OPERATIVE DECRETO LEGVO POLITICHE ATTIVE

28/12/2015

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la circolare n. 34 del 23 dicembre 2015, con il quale fornisce i primi chiarimenti e indicazioni operative, relativamente al decreto legislativo n. 150/2015, con particolare riferimento allo stato di disoccupazione, alla condizione di non occupazione e all’applicazione delle norme del Capo II del suddetto decreto legislativo “Principi generali e comuni in materia di politiche attive del lavoro”, al collocamento dei disabili di cui alla legge n. 68/1999.

 

Fonte: Ministero del Lavoro

 

LEGGE STABILITA’ 2016 :DISCIPLINA “INVECCHIAMENTO ATTIVO”

28/12/2015

Il comma 284  della legge di stabilita’ dell’anno prossimo ,in vigore dall’ 1.1.2016 , regolamenta     il c. d “invecchiamento attivo” ,i cui aspetti si espongono di seguito.

Si tratta di un’ agevolazione per il prepensionamento dei  lavoratori/lavoratrici  del settore privato  , sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima  ,sono titolari di     contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato  ,maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia  ,disponendo di   almeno vent’anni di contribuzione e  conseguendo il requisito dell ’età per la pensione di vecchiaia, (66 anni e 7 mesi ), di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni

Si rimarca che  i predetti lavoratori    :   ,

a) d’intesa   con il datore di lavoro, per un periodo non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio di cui al presente comma e la data di maturazione del requisito anagrafico previsto dal citato articolo 24, comma 6, del predetto decreto-legge n. 201 del 2011,possono ridurre l’  orario del rapporto di lavoro in misura compresa tra il 40 per cento e il 60 per cento,

b) ricevono     mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico del medesimo datore di lavoro , corispondente  alla prestazione lavorativa non effettuata, che non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettata  a contribuzione previdenziale.

c)  per  i periodi di riduzione della prestazione lavorativa  ai suddetti dipendenti è riconosciuta la contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata. con l’applicazione dell’articolo 41, comma 6, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.che recita :

” Ai fini dell’individuazione della retribuzione da assumere quale base di calcolo per la determinazione delle quote retributive della pensione dei lavoratori che abbiano prestato lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 5, e’ neutralizzato il numero delle settimane di lavoro prestate a tempo parziale, ove cio’ comporti un trattamento pensionistico piu’ favorevole”

d)il datore si lavoro che  desidera  ,d’intesa con  un proprio  dipendente a tempo  indeterminato   , accedere alla facoltà di ricorso al  part time , deve dare comunicazione all’INPS e alla Direzione Territoriale del Lavoro   della stipulazione del contratto a tempo parziale   e della relativa cessazione ,conformandosi  alle  modalità stabilite dal decreto   ,che il  MLPS ,di concerto con il MEF ,deve emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilita’

e) l’’INPS, qualora   ricorrano i necessari presupposti e requisiti, nei limiti delle risorse disponibili ,riconosce il beneficio previsto  dalla norma  , secondo le modalità stabilite  dal  decreto interministeriale di cui alla precedente  lettera

f) l’INPS  , altresì, provvede al monitoraggio delle domande di accesso al beneficio    rimesse c dalle imprese. ,fermo restando che , qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite delle risorse disponibili ,anche in via prospettica,  l’Istituto non prenderà in esame ulteriori domande finalizzate all’accesso al beneficio in esame.

LEGGE STABILITA’ 2016:SETTIMA SALVAGUARDIA ESODATI

28/12/2015

La legge di stabilita’    dell’anno prossimo  ,in vigore dall’1.1.2016 contiene nei commi da 265 a 270  dell’articolo unico la regolamentazione della settima salvaguardia  per gli  esodati ,che riguardera’  nel  2016 complessivi 26.300 soggetti,impegnando risorse nel limite massimo di 213 milioni di euro per l’anno2016,387 milioni di euro per l’anno 2017 336 milioni di euro per l’anno 2018, 258 milioni di euro per l’anno 2019, 171 milioni di euro per l’anno 2020, 107 milioni di euro per l’anno 2021, 41 milioni di euro per l’anno 2022 e 3 milioni di euro per l’anno 2023.

Si stabilisce    che la disciplina della  c.d. settima salvaguardia, in relazione alla quale le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 :
1))nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge n. 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, o ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 229, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, o nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ovvero, limitatamente ai lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
2))nel limite di 9.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere a)(*) e f),(**) della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011
(*) lett,a) sono : i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita’, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato
(**) lett.f)sono :i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorche’ al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attivita’ lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita’ lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato
3)nel limite di 6.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b)(*), c) (**)e d)(***), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
(*)lett.b sono i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e’ risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita’ non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

(**)lett.c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e’ risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita’ non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

(***)d) i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita’ non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

4) nel limite di 2.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge

5) nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge.

Peraltro, si prevede che per i lavoratori   che siano già stati autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente  all’1.1.2016 e per i quali siano decorsi i termini di pagamento,gli stessi  sono riaperti a domanda   sino ai dodici mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.
Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il terminedi decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  dellas legge di stabilita’ ,si applicanoper ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedentiprovvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011,n. 201,convertito,con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decretodelMinistro del lavoro 14.2.2014  ,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89/14

L’INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate
dai lavoratori di cui ai commi da 265 a 270 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, e provvede a pubblicare nel proprio sito internet , in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti a seguito dell’attività di monitoraggio, avendo cura di evidenziare le domande accolte,quelle respinte e le relative motivazioni.
Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione e dei limiti di spesa anche in via prospettica determinati ai sensi dei commi 265 e 270,primo periodo, l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci previsti dai commi da 265 a 267.

LEGGE STABILITA’ 2016: ESONERO CONTRIBUTIVO INPS ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

27/12/2015

Di seguito, si evidenziano gli aspetti  rilevanti  dell’esonero contributivo  di cui al titolo ,tenendo conto delle disposizioni contenute nei  commi  dal 178 al 181 dell’articolo  unico della  legge  di stabilita’  n.208/15 , in vigore dall’1.1.2016

Sommario

1) Fonti normative

2) Finalità perseguite

3)Datori di lavoro destinatari

4)Cause  esclusione esonero

5)Misura, assunzioni  rientranti  ,durata e modalità per usufruire esonero

6)Natura  esonero contributivo

7) Datori di lavoro ammessi ed esclusi  esonero contributivo

 8)Rapporti di lavoro incentivati.

9)  Per lavoro intermittente esonero contributivo escluso

10) Condizioni per il diritto all’esonero contributivo.

11) Contratto di somministrazione ed esonero contributivo

 12) Datori di lavoro agricoli ed esonero contributivo

13)  Esonero contributivo e subentro contratto appalto

Rapporto tra esonero contributivo ed altre forme di incentivo all’occupazione

 

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1) Fonti normative

 Si  fa riferimento alle seguenti fonti articolo unico , commi da 179 a  181, della legge stabilita’ anno 2016,in vigore dall’1.1.2016

2) Finalità perseguite

Promuovere forme di occupazione stabile, attraverso  l’esonero dal versamento del 40 per cento

dei complessivi contributi previ-denziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti al-l’INAIL, nel limite

massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base  annua per un periodo massimo di 24 per le  nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato   realizzate   nel corso del 2016.

3)Datori di lavoro destinatari

Ad eccezione  dei  titolari di rapporti di apprendistato e lavoro domestico,l’esonero contributivo inps     trova applicazione   a tutti i datori di lavoro privati  ,compresi quelli agricoli ,  sia pure  con misure, condizioni e modalità di finanziamento specifiche ,nonche’ agli enti pubblici non economici ,precisando che il beneficio in questione  spetta anche  ai datori lavoro  non imprenditori

 

 4) Cause  esclusione esonero

L’esonero  non spetta  se:

a)nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore   sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato (anche di apprendistato ,lavoro domestico ed in somministrazione ;

  1. b)  nell’arco dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2015, il lavoratore assunto  abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato (anche di apprendistato ,lavoro domestico, ed in somministrazione) ,con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo;
  2. c) non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui al  comma  ovvero di cui all’articolo 1, comma 118, della legge n.190/2014 ,sia già stato usufruito dal datore di lavoro in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato con il medesimo lavoratore
  3. d) per il settore agricolo,   le cause di esclusione   sono precisate al par. 12 della presente esposizione , cui si rinvia

5)Misura, assunzioni  rientranti  ,durata e modalità per usufruire esonero

Ai datori di lavoro  spetta l’esonero dal versamento del 40 per cento

dei complessivi contributi previ-denziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti al-l’INAIL, nel limite

massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base  annua per un periodo massimo di 24 per le  nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato   realizzate   nel corso del 2016,

 

L’applicazione del predetto beneficio non determina alcuna riduzione della misura del trattamento previdenziale, in quanto l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche resta fissata nella misura ordinaria, pari, per la generalità dei lavoratori subordinati, al 33% della retribuzione lorda imponibile. Parimenti, continuano ad applicarsi ai lavoratori gli istituti e gli interventi previdenziali tipici del settore in cui opera il relativo datore di lavoro.

Per le modalita’, si rinvia  all’ apposita circolare,  con cui  l’Inps ,richiamando le disposizioni del 2015, emanerà le istruzioni per la fruizione della misura di legge in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro.

6)Natura  esonero contributivo

Posto che  la norma sull’esonero non risulta  idonea a determinare un vantaggio a  favore di talune imprese o settori produttivi o aree geografiche del territorio nazionale,essa    non  risulta  inquadrabile tra quelle disciplinate dall’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (aiuti concesso dallo Stato ovvero mediante risorse statali).  Pertanto , alle relative assunzioni non va applicato né il de minimis né la verifica dell’incremento occupazionale netto.

 7) Datori di lavoro ammessi ed esclusi  esonero contributivo

Come già   evidenziato, l’incentivo   è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo e gli enti pubblici economici ,evidenziando che l’esonero contributivo in questione non si applica nei confronti delle pubbliche amministrazioni,come individuabili assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione  di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.

Pertanto, il beneficio in oggetto si applica ai seguenti datori di lavoro

a) datori di lavoro imprenditori.  ex  art. 2082 del codice civile ed ex   Cass. SS.UU. 11 aprile 1994, n. 3353.

b)rientrano tra i datori di lavoro destinatari dell’esonero  ,come prima accennato , anche gli enti pubblici economici (EPE), tenuto conto che gli stessi, pur essendo dotati di personalità giuridica di diritto pubblico, svolgono in via principale o esclusiva un’attività economica ex art. 2082 cod. civ., in regime di concorrenza con gli altri imprenditori privati che operano nel medesimo settore. Per una disamina sugli enti pubblici economici definibili imprese ai sensi dell’art. 2082 del cod. civ. si rinvia alla circolare n. 40 del 20 febbraio 1996.

c)sono altresì da ricomprendersi tra i datori di lavoro che possono beneficiare dell’incentivo pure  gli organismi pubblici che sono stati interessati da processi di privatizzazione (trasformazione in società di capitali), indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale

d) datori di lavoro privati non imprenditori. ,ossia che non svolgono attività imprenditoriale ex art. 2082 cod. civ., quali, ad esempio, associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali, ecc..

 8)Rapporti di lavoro incentivati.

Sono incentivati i seguenti rapporti di lavoro:

a)ancorché in regime di part-time,tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, compresi quelli con  i dirigenti,  con l’eccezione  di rapporti di apprendistato e di lavoro domestico

  1. b) i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della legge n. 142/2001.

c)le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, sulla base delle modalità indicate al  par .11di questa esposizione

9)  Per lavoro intermittente non spetta esonero contributivo

In relazione alla ratio della legge  di stabilita’ 2016, che  è quella di incentivare l’adozione, nella regolazione dei rapporti di lavoro, della tipologia contrattuale per sua natura caratterizzata da requisiti fondanti di stabilità – il contratto a tempo indeterminato – si ritiene che non possa rientrare fra le tipologie incentivate l’assunzione con contratto di lavoro intermittente o a chiamata, di cui agli articoli 33-40 del d.lgs. n. 276/2003, ancorché stipulato a tempo indeterminato. Al riguardo, si osserva come il lavoro intermittente, anche laddove preveda la corresponsione di un compenso continuativo in termini di indennità di disponibilità (la cui misura è peraltro rimessa alla pattuizione fra le parti), costituisca pur sempre una forma contrattuale strutturalmente concepita allo scopo di far fronte ad attività lavorative di natura discontinua (“svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente … ovvero per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno”, art. 34, comma 1, d.lgs. n. 276/2003), tant’è che, sul piano generale, la durata della prestazione lavorativa è soggetta a limitazioni di legge (“con l’eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente  non superiore alle quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari”, art. 34, comma 3, d.lgs. n. 276/2003). Infine, l’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa, nell’an e nel quantum, è soggetto alla totale discrezionalità delle esigenze produttive del datore di lavoro (“il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa”, art. 33, comma 1, d.lgs. n. 276/2003).

Insomma , le caratteristiche strutturali del lavoro intermittente, ancorché a tempo indeterminato, risultano decisamente incoerenti con le motivazioni che sorreggono le finalità dell’esonero contributivo  ,   individuate nell’espansione di forme di occupazione basate sulla stabilità della prestazione lavorativa.  .

10) Condizioni per il diritto all’esonero contributivo.

Il diritto all’esonero contributivo risulta subordinato al rispetto dei principi fissati da ultimo dalla legge n. 92 del 2012 (cfr. circ.inps n. 137/2012),così che l’esonero contributivo di cui si tratta non spetta ove ricorra una delle seguenti condizioni

a) l’assunzione viola il diritto di precedenza, fissato dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato nell’ambito di un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine. Considerato che la fruizione all’esonero contributivo della legge di stabiulita’ 2016 si può ritenere operante, ferme le altre condizioni, anche laddove il lavoratore venga utilizzato mediante contratto di somministrazione (v. par 11 ), la violazione del predetto diritto di precedenza sussiste anche nel caso di utilizzazione con contratto di somministrazione senza la preventiva offerta di riassunzione al lavoratore licenziato in relazione ad un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine

b) il datore di lavoro ovvero l’utilizzatore con contratto di somministrazione sia interessato da sospensioni dal lavoro con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, fatti salvi i casi in cui l’assunzione o la somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità diverse rispetto a quelle in possesso dei lavoratori interessati dai predetti provvedimenti. Al riguardo, si ricorda che il rispetto della presente condizione interessa esclusivamente le assunzioni riferite all’unità produttiva interessata dai sopra citati interventi di integrazione salariale

c) l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento. Detta condizione di esclusione si applica anche all’utilizzatore del lavoratore somministrato. Pertanto, nel caso in cui il lavoratore somministrato, nell’arco dei sei mesi precedenti la decorrenza della somministrazione, abbia avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ovvero una precedente somministrazione con l’utilizzatore, per la nuova assunzione il datore di lavoro (agenzia di somministrazione) non può fruire dell’esonero contributivo triennale. Anche in questo caso, la nozione di datore di lavoro va intesa tenendo in considerazione gli elementi di relazione, controllo e collegamento sopra illustrati, che vanno opportunamente riferiti al datore di lavoro effettivo, coincidente con l’utilizzatoreù

d) l’inoltro della comunicazione telematica obbligatoria di cui al d.m. 30.10.2007 (Unilav, Unisomm, ecc.) inerente l’assunzione risulta effettuata decorsi i termini di legge ,ma , in tal caso, la perdita dell’esonero attiene al periodo compreso fra la data di decorrenza del rapporto di lavoro agevolato e quella dell’inoltro tardivo della comunicazione obbligatoria.

Tuttavia occorre tener presente che in riferimento alla legge n.190/2014,l’ Inps ha sottolineato  che,essendo la finalita’ massima ,perseguita   attraverso l’esonero contributivo ,quella di consentire un’idonea espansione dell’occupazione a tempo indeterminato ,e’ da notare che sussistono situazioni in presenza delle quali è da ritenere che le assunzioni in parola operate nel rispetto delle complessive condizioni di legge , peraltro  illustrate nella circolare n.17/2015 , fruiscono dell’esonero contributivo, a prescindere dalla circostanza che costituiscano attuazione di un obbligo stabilito da norme di legge o di contratto collettivo di lavoro.

Infatti la circolare citata afferma ,a titolo meramente esemplificativo, che   potesse  fruire dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di stabilità 2015 il datore di lavoro che:

1 ) in attuazione dell’obbligo previsto dall’art. 5, comma 4-quater, del d.lgs. n. 368/2001, assuma a tempo indeterminato il lavoratore con il quale, nel corso dei dodici mesi precedenti, ha avuto uno o più rapporti di lavoro a termine per un periodo complessivo di attività lavorativa superiore a sei mesi;

2 ) trasforma un rapporto di lavoro a termine in corso in un rapporto a tempo indeterminato,senza soluzione di continuita’ ,(peraltro avendo titolo al rimborso del contributo  per il restante periodo di lavoro a termine non prestato dal lavoratore a seguito della trassformazione a tempo indeterminato)

3) nella sua qualità di acquirente o affittuario di azienda o di ramo aziendale, in attuazione dell’obbligo previsto dall’art. 47, comma 6, della legge n. 428/1990, entro un anno dalla data del trasferimento aziendale(ovvero nel termine piu’ ampio stabilito nell’accordo previsto dalla regolamentazione sul trasferimento d’aziendas), assuma a tempo indeterminato lavoratori a termine che non siano passati alla sue dipendenze.

4) procede all’assunzione dei lavoratori disabili ai sensi dell’art. 3, della legge n. 68/1999 (cfr. circ. n. 137/2012, par. 1.1.1), per cui, nei limiti delle condizioni fissate dallo specifico quadro normativo che riguarda dette assunzioni, l’esonero contributivo della Legge di stabilità 2015 può ritenersi valido anche in queste fattispecie.

Inoltre , la fruizione dell’esonero contributivo in esame per il 2016 ,di cui si tratta, è subordinata al rispetto da parte del datore di lavoro che assume delle condizioni fissate dall’art. 1, commi 1175 e 1176, della legge n. 296/2006, che vengono di seguito elencate:

a) regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro. Al riguardo, si tratta delle condizioni alle quali è subordinato il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), per la cui trattazione si rinvia alle disposizioni adottate in materia dall’Istituto

b) rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Infine, la fruizione del diritto all’esonero contributivo triennale è subordinata alla sussistenza, alla data dell’assunzione, delle seguenti condizioni

a) il lavoratore, nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione, non risulti occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ,compreso quello stipulato ex art. 1, comma 118, secondo periodo, legge n. 190/2014 . Al riguardo, si ricorda che, ancorché escluso dall’applicazione dell’esonero contributivo in oggetto, il contratto di apprendistato, seppur soggetto a disciplina speciale, costituisce un rapporto a tempo indeterminato . Pertanto, qualora il lavoratore assunto abbia avuto, nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione un rapporto di lavoro regolato sulla base del contratto di apprendistato, il datore di lavoro non può fruire del presente esonero contributivo triennale. Analoghe considerazioni valgono nel caso in cui il lavoratore assunto abbia avuto un rapporto  di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione ovvero un rapporto di lavoro domestico a tempo indeterminato. Con riferimento, infine, al lavoro intermittente, si osserva come, ferme le indicazioni fornite nell’ambito del par.9 , la circolare Inps n.17/2015 prevede che la sussistenza di un rapporto di lavoro intermittente a tempo indeterminato nell’arco dei sei mesi precedenti la data di assunzione non costituisce condizione ostativa per il diritto all’esonero contributivo triennale recato dalla norma in esame

b) il lavoratore, nel corso dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2015 (1.10.2015-31.12.2015), non abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo

Si tratta di una condizione introdotta all’evidente scopo di prevenire comportamenti elusivi della finalità della norma posti in essere nel corso del suo periodo di gestazione al solo scopo di conseguire illegittime riduzioni del costo del lavoro. Per quanto concerne la nozione volta a delimitare il novero dei datori di lavoro assunti a riferimento ai fini dell’applicazione della presente condizione ostativa, si osserva come si tratti di una nozione che presenta profili di sostanziale coincidenza con quella introdotta dall’art. 4, comma  12, lettera d), della legge n. 92/2014 ,sopra riportato. Difatti, il campo di osservazione attiene:

– alle società controllate o collegate, ai sensi dell’art. 2359 c.c., dal/al datore di lavoro che assume;

– a soggetti comunque “facenti capo” al datore di lavoro che assume, condizione che si riscontra nel caso di etero direzione attraverso persona fisica ovvero per via di assetti proprietari coincidenti sotto il profilo sostanziale

c) il lavoratore non deve avere avuto un precedente rapporto di lavoro agevolato, ai sensi della Legge di stabilità 2016 e della legge 190/14 con lo stesso datore di lavoro che assume. Difatti, la legge in esame recita : “L’esonero di cui al presente comma e del comma n.118 della legge 190-14 … non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio … sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato”.

11) Contratto di somministrazione ed esonero contributivo

,L’esonero contributivo di cui alla norma qui analizzata spetta anche alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, nell’accezione illustrata nell’ambito della presente circolare, a scopo di somministrazione, ancorché la somministrazione sia resa verso l’utilizzatore nella forma a tempo determinato. In applicazione del principio di cumulo stabilito dall’art. 4, comma 13, della legge n. 92/2012, l’esonero contributivo in oggetto opera in forma unitaria nei periodi in cui il lavoratore abbia prestato l’attività in favore dello stesso soggetto a titolo di lavoro subordinato a tempo indeterminato o somministrato, purché i relativi rapporti di lavoro siano instaurati nel rispetto dei requisiti fissati dal quadro normativo introdotto dalla  Legge di stabilità 2016, primo fra i tutti la condizione di assenza di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’arco dei sei mesi precedenti l’assunzione.

Pertanto, l’assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore che ha già prestato la sua opera presso il datore di lavoro nella qualità di lavoratore somministrato, godendo dell’esonero contributivo in oggetto, fruisce dell’esonero contributivo triennale a condizione che il lavoratore medesimo non sia stato occupato a tempo indeterminato, nel corso degli ultimi sei mesi presso qualsiasi datore di lavoro, ivi incluso il somministratore, e per il periodo residuo di utilizzo dell’esonero. A titolo di esempio, si consideri la seguente situazione:

– il somministratore Alfa assume a tempo indeterminato, con decorrenza 1° febbraio 2016, il lavoratore per somministrarlo, con la medesima decorrenza, presso l’azienda Beta, fruendo dell’esonero contributivo;

– il predetto rapporto di lavoro si risolve il 31 marzo 2016 (durata dell’esonero contributivo pari a 2 mesi);

– qualora l’azienda Beta assuma a tempo indeterminato il lavoratore potrà fruire dell’esonero contributivo, per la durata residua del periodo massimo di fruizione (pari a 22  mesi, corrispondenti alla differenza fra  24  mesi e i 2 mesi già fruiti per effetto dell’utilizzo indiretto in regime di somministrazione), a condizione che l’assunzione decorra dopo almeno 6 mesi dalla cessazione della somministrazione e che nel corso di questi 6 mesi il lavoratore non abbia avuto rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro.

 

 

12) Datori di lavoro agricoli ed esonero contributivo

La legge di stabilita’ 2016 prevede che a decorrere dal primo gennaio 2016, l’esonero contributivo in oggetto si applica anche alle assunzioni a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, relativi ai lavoratori agricoli che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  1. a) che non risultino occupati nel corso dell’anno 2015, in forza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, presso qualsiasi datore di lavoro agricolo. Al riguardo, si precisa che, ancorché escluso dall’applicazione dell’esonero contributivo in oggetto, il contratto di apprendistato costituisce un rapporto a tempo indeterminato, pertanto, qualora il lavoratore assunto abbia avuto nel corso del 2015 un rapporto di lavoro agricolo regolato sulla base del contratto di apprendistato, il datore di lavoro non può fruire del presente esonero contributivo. Analoghe considerazioni valgono nel caso in cui il lavoratore assunto abbia avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione. Viceversa, la sussistenza di un rapporto di lavoro intermittente a tempo indeterminato nel corso dell’anno 2015 non costituisce condizione ostativa per il diritto all’esonero contributivo in esame (cfr. par 9 presente esposizione )
  2. b) che non risultino iscritti negli elenchi nominativi dell’anno 2015 per un numero di giornate di lavoro pari o superiore a 250 giornate, in qualità di lavoratori a tempo determinato presso qualsiasi datore di lavoro agricolo.

Ai fini del diritto alla fruizione dell’esonero contributivo, la nuova assunzione di un operaio agricolo deve essere realizzata nel rispetto:

– del quadro ordinamentale previsto dalla legge n. 92/2012, nei limiti e sulla base delle istruzioni fornite nell’ambito del par. 10 ;

– della regolamentazione dettata dalla legge n. 296/2006 (possesso del DURC, rispetto dei contratti collettivi di lavoro).

L’esonero contributivo è riconosciuto nel limite delle risorse indicate dalla Legge di stabilità 2015, pari a:

  1. a) nel limite di 1,1 milioni di euro per l’anno 2016, 2,8 milioni di euro per l’anno 2017, 1,8 milioni di euro per l’anno 2018, 0,1 milioni di

euro per l’anno 2019 per i la-voratori con qualifica di impiegati e diri-

genti

b) nel limite di 1,6 milioni di euro per l’anno 2016, 8,8 milioni di euro per l’anno 2017, 7,2 milioni di euro per l’anno 2018, 0,8 milioni  e di euro per l’anno 2019,

con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, decorrenti dal 1º gennaio 2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016,

Il riconoscimento del diritto alla fruizione dell’esonero contributivo per il settore agricolo è regolato sulla base dell’ordine cronologico di presentazione delle relative istanze. Nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’incentivo, l’Istituto non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione.anche tramite internet

L’ente previdenziale provvede al monitoraggio delle minori entrate valutate con riferimento alla durata dell’incentivo,inviando relazioni mensili al Ministero del la-voro ,al Ministero politiche agricole ed al Mef

 

13)  Esonero contributivo e subentro contratto appalto.

Il datore di lavoro cvhe subentra nell’appalto di servizi e che assume,ancorché in attuazione di un obbligo preesi-stente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante,anche agricolo, fruisce dell’esonero contributivo di cui ai commi dell’art.1  legge stabilita’ 2016 preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

LEGGE STABILITA’ CONFERMA DIS-COLL PER ANNO 2016

27/12/2015

La conferma dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa  (DIS-COLL) è è prevista  dal comma 310 dell’art.unico della legge di stabilita’,in vigore dall’1.1.2016 .

Prima di riportare quanto stabilisce il predetto comma,si ritiene confacente ricordare  di seguitole caratteristiche      del     trattamento previdenziale in parola  secondo la disciplina dell’art.15 del dec.legvo n.22/15

 

1.Periodo di  operativita’

 La previsione iniziale disponeva che tale indennita’   doveva  trovare applicazione ,in  via sperimentale  ,    ai nuovi eventi di disoccupazione  intervenuti    dal 1 gennaio 2015   al 31 dicembre 2015,

2.Soggetti destinatari

   Collaboratori coordinati e continuativi  ,con esclusione degli amministratori e dei sindaci, iscritti  iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

3.Requisiti  destinatari

  La DIS-COLL e’ riconosciuta ai soggetti di cui   al n.2 che
presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
a) siano, al momento della domanda  di  prestazione,  in  stato  di
disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma  2,  lettera  c),  del
decreto legislativo n. 181 del 2000, e successive modificazioni;
b) possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel  periodo
che va dal primo gennaio  dell’anno  solare  precedente  l’evento  di
cessazione dal lavoro al predetto evento;
c) possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento
di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto
di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un  mese
e  che  abbia  dato  luogo  a  un  reddito  almeno  pari  alla  meta’
dell’importo  che  da’  diritto   all’accredito   di   un   mese   di
contribuzione.

4.Calcolo e misura indennita’

 La DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione , relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi.

 La DIS-COLL, rapportata al reddito medio mensile   è pari al 75 per cento dello stesso reddito nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1195 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Nei casi in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra il reddito medio mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di euro 1300 nel 2015, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.

A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione ,l’indennità  si  riduce  progressivamente nella misura del 3 per cento al mese.

5.Durata

 La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.

 Per i periodi di fruizione della DIS-COLL non sono riconosciuti i contributi figurativi.

6.Domanda

 La richiesta della    DIS  COLL è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro  e spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della richiesta  e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

7.Condizione    per  ottenere  indennita’

. L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art.1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive modificazioni.

8. Prestazioni  lavoro dipendente e autonomo

  In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di lavoro subordinato, la DIS-COLL è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a cinque giorni l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego

 Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La DIS-COLL è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma.

Premesso quanto sopra,si richiama l’attenzione sulle disposizioni in materia di DIS-COLL  previste dal comma 310 della Legge di Stabilita’ 2016,secondo cui:

a)l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa(DIS-COLL), è riconosciuta ,nei limiti  di 54 milioni di euro ,anche per l’anno 2016, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016.

b))  risulta confermato pure  per l’anno 2016,ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL.

c)per gli episodi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, non si applica la disposizione di cui all’articolo 15, comma 2, lettera c), del citato decreto legislativo n.22 del 2015 secondo cui:”L’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa(DIS-COLL), è riconosciuta ai soggetti   che  possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’eventodi cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapportodi collaborazione  di durata pari almeno ad un  mesee  che  abbia  dato  luogo  a  un  reddito  almeno  pari  alla  meta’dell’importo  che  da’  diritto   all’accredito   di   un   mese   di
contribuzione. ”

 

d)Ai fini dell’applicazione dell’articolo 15 del citato decreto legislativo n. 22 del 2015, comntenenbte la disciplina della DIS-COLL e disposizioni che hanno a riferimento l’anno solare(  individuato in un periodo di 365 giorni, che può decorrere  da un qualsiasi giorno del calendario ) ,sono da interpretarsi(   con effetto retroattivo) come riferite all’anno civile(  periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre di un singolo anno )

La suddetta interpretazione,che ,peraltro , consente   il superamento della  querelle     di  rappresentanti aziendale e   professionisti nei riguardi degli organi istituzionali competenti in materia  ,trova  applicazione  alle seguenti disposizione dell’art.15  sopra richiamato :

Comma 2) Lettera b) Possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;

Comma 2) Lettera c) possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto   all’accredito   di   un   mese   di contribuzione;

Comma 3) La  DIS-COLL  è  rapportata  al  reddito  imponibile  ai  fini previdenziali  risultante  dai  versamenti  contributivi  effettuati, derivante da rapporti di collaborazione di cui al comma  1,  relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro  e all’anno  solare  precedente,  diviso  per  il  numero  di  mesi   di contribuzione, o frazione di essi.

Comma 6) La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento   di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.

e)la DIS-COLL èriconosciuta, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016,nel limite di 54milioni di euro perl’anno 2016  salvo quanto stabilito dall’ultimo periodo del presente comma.

 

f)lNPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande;

g)nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande,fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet;

h)le risorse finanziate dall’articolo 19,comma 1,del decreto-legge 29 novembre 2008,n.185, convertito,con modificazioni, dalla legge 28gennaio 2009, n.2,sono destinate al finanziamento degli interventi previsti dal presente comma nella misura di 54 milioni di euro per l’anno 2016 e di 24milioni di euro perl’anno 2017.

i)Il limite di cui al quinto periodo del presente comma può essere incrementato in misura pari alle risorse residue destinate nell’anno 2016 al finanziamento della DIS-COLL riconosciuta per eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015 e non utilizzate, come accertate con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, da concludersi entro il 31 maggio 2016,computando le presta-zioni in corso al 30 aprile 2016, ai fini del predetto procedimento accertativo, per la loro intera durata teorica, calcolata ai sensi dell’articolo 15, comma 6, del citato decreto legislativo n. 22 del 2015.,che recita:

“6. La DIS-COLL e’ corrisposta mensilmente per  un  numero  di  mesi
pari alla meta’ dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che
va  dal  primo  gennaio  dell’anno  solare  precedente  l’evento   di
cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini  della  durata  non
sono computati i periodi contributivi che hanno gia’  dato  luogo  ad
erogazione della prestazione. La  DIS-COLL  non  puo’  in  ogni  caso
superare la durata massima di sei mesi”

 

 

 

A PROPOSITO ESCLUSIONE REQUISITO 90 GIORNI ANZIANITA ‘AZIENDALE CIGO PER EVENTI OGGETTIVAMENTE NON EVITABILI

27/12/2015

Qualche settimana  fa  il blog  ritenne di   evidenziare   ,che ,  mentre il  MLPS aveva fornito con la circolare n.24/15 primi chiarimenti di competenza sulla disciplina delle integrazioni salariali contenuta nel  dec.legvo n.148/15 ,con particolare riferimento agli aspetti della cigs ,  mancavano le istruzioni   da parte dell’Inps   ,il che  determinava     difficolta’ alle aziende ed ai professionisti  ,che si trovavano a  dover porre in essere gli adempimenti in materia d’integrazione salariale ordinaria   senza le istruzioni d’uso  su varii aspetti ,  rimarcando  , ad esempio,  l’incertezza derivante    dall’art.1,comma 2,del dec.levo n.148/15  , che ,   in caso di  eventi oggettivamente non evitabili (es.intemperie stagionali) ,mentre   esclude    per  le imprese del settore industriale  il requisito dell’anzianità di effettivo lavoro  pari ad almeno 90 giorni  , nulla dispone in merito   per le imprese artigiane edili e del settore lapideo.   

Poiche’  nel frattempo è  risultata  pubblicata la circolare Inps n.197/15  sulla cigo , si e’ ritenuto consono  verificare  se e come  la  stessa    avesse   chiarito  l’aspetto  sopra evidenziato.

Sul punto la circolare inps  sopra richiamata ha dichiarato :

a)” Altra importante novità riguarda il requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro previsto dall’art. 1 comma 2, cioè l’anzianità di almeno novanta giorni alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento”;

b).” Nello stesso comma 2 dell’art. 1 si prevede un’eccezione a questo principio generale: infatti, per le sole domande relative a trattamenti di cassa integrazione ordinaria per eventi oggettivamente non evitabili nel settore industriale, comprese anche le imprese industriali dell’edilizia e affini e le imprese industriali di escavazione e lavorazione di materiali lapidei, viene esclusa la verifica del requisito dei 90 giorni di anzianità.”

Stante il silenzio  anche dell’Inps    in proposito  ,la conclusione ,malgrado l’ evidente disparita’ di trattamento , è stata di dover ritenere   ob torto collo    che    in caso di ricorso alla cigo  da parte   delle imprese artigiane dell’edilizia ed affini ,nonche’ di quelle artigiane di escavazione e lavorazione di materiali lapidei , i relativi dipendenti devono possedere l’anzianità di almeno novanta giorni alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

In seguito all’ approvazione della legge di stabilita’ 2016 pero’ la situazione è mutata ,  nel senso che si è stabilito il    superamento  di quella  che veniva ritenuta un’ingiustificata   disparita’ di trattamento, posto che  il comma 308 dell’articolo unico del provvedimento    afferma:”All’articolo 1 ,comma 2,secondo periodo,del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le parole: «nel settore industriale» sono soppresse”

Pertanto, si  prevede che il rispetto del requisito dell’anzianità lavorativa effettiva di almeno 90 giorni (richiesto per la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale) è escluso per eventi oggettivamente non evitabili in tutti i settori, non più solo nel settore industriale, come attualmente previsto dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 148/2015 .

 

LEGGE STABILITA’ 2016:NORME RELATIVE AMMORTIZZATORI SOCIALI

27/12/2015
 Oltre alle disposizioni contenute nel comma 310 dell’articolo unico, riguardanti la DIS-COLL , cui  il blog ha dedicato apposito post ,la legge di stabilita’,che attende di essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore dall’1.1.2016, contiene altre quattro norme destinate  agli ammortizzatori sociali    , con inserite inserite rispettivamente  nei commi 304, 305, 307 e 309  dell’articolo unico  ,i cui aspetti  si espongono di  seguito
1)Il comma 304,prevede  che,al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro,ai sensi del decreto legislativo 148/15,vengono stanziati per il 2016 250 milioni di euro  per essere destinati a finanziare gli ammortizzatori sociali   in deroga alla normativa vigente

Pertanto, fermo  restando quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro

n. 83473/2014 ,nel periodo gennaio-dicembre puo’  essere concessa ,  per un periodo non superiore a tre mesi, la cig in deroga ,mentre a parziale rettifica di quanto stabilito dall’art.3 del predetto decreto del mlps ,l’indennita’ di mobilita’ in deroga ,nel  periodo gennaio-dicembre2016 ,non puo’ essere riconosciuta ai lavoratori che,   alla data di decorrenza della stesa,  ne  abbiano gia ‘beneficiato per almeno tre anni ,anche non continuativi.

Per i restanti lavoratori il trattamento di mobilita’ può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili,più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree
individuate dal testo unico di cui al dpr n.218/78
 Per tali lavoratori il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo
di tre anni e quattro mesi.

Le regioni e le  province  autonome  di Trento e  diBolzano possono  disporre  la  conces- sione dei trattamenti  di integrazione  salariale  e  di  mobilità,  anchein deroga ai criteri di  cui  agli  articoli 2  e  3 del  citato  decreto MLPS in misura non superiore al 5 % dellec risorse ad esse attribuite ovvero in misura supet riore imputando gli oneri eccedenti  alle  fionanze regionali e provinciali nei piani e programmi coerenti con la specifica destinazione,ai sensi dell’art.1. comma 253, della legge n.228/12 e smi.

2) Il comma 305,fa riferimento all’art.46,comma 3 del dec,.legvo 148/2015 ,secondo cui :

 ." A decorrere dal 1° luglio 2016  e'  abrogato  l'articolo  5  del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.",che concerne i contratti di solidarieta' di secondo tipo ,osia senza l''intervento della cig ,ma del comtributo economico del Mlps pari al 50% della retribuzione persa per la riduzione dell'orario di lavoro,da ripartire in misura pari tra azienda e dipendente.

Con il comma sopra richiamato ,si precisa l’ambito di applicazione della disposizione (art. 46, co. 3, D.Lgs. 148/2015) che prevede l’abrogazione, dal 1° luglio 2016, delle disposizioni concernenti i contratti di solidarietà stipulati dalle imprese che non rientrano nel campo di applicazione dell’art. 1 del D.L. n. 726/1984 (imprese industriali, aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, aziende esercenti attività commerciale, giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti dipendenti da imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa e, a determinate condizioni, imprese artigiane non rientranti nel campo di applicazione del trattamento straordinario d’integrazione salariale.

Vale a dire  che le disposizioni di cui all’articolo 5, commi 5e 8, del dec. legge  148/ 93 ,convertito in  legge n.236/93   e smi trovano applicazione perl’intera durata stabilita nei contratti collettiviaziendali, qualora detti contratti siano stati stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015, e, negli altri casi, esclusivamente sinoal 31 dicembre 2016, nel limite massimo di 60 milioni di euro per l’anno 2016.

-3) Il comma 307  prevede l’assegnazione di 18 milioni di euro per la cigs in deroga per il lavoratori del settore pesca nell’anno 2016
4)Il comma 309    precisa per via normativa l’ambito soggettivo di applicazione della nuova disciplina in materia di trattamenti di integrazione salariale, come delineata dal D.Lgs. 148/2015, specificando che rimangono escluse dall’applicazione di tale normativa determinate imprese elencate dall’art. 3 del D.Lgs. C.P.S. 869/1947, che torna dunque in vigore,prevedendo che
" Sono  escluse dalla applicazione delle norme sulla integrazione dei
guadagni degli operai dell'industria:
  -  le    imprese    armatoriali    di   navigazione   o   ausiliarie
dell'armamento;  le  imprese ferroviarie, tramviarie e di navigazione
interna;  le  imprese di spettacoli; gli esercenti la piccola pesca e
le imprese per la pesa industriale; le industrie boschive e forestali
e del tabacco;
   - le  imprese  artigiane  ritenute  tali agli effetti degli assegni
familiari;  le  cooperative,  i  gruppi,  le compagnie e carovane dei
facchini,  portabagagli,  birocciai  e simili; le imprese industriali
degli enti pubblici, anche se municipalizzate, e dello Stato.
  Su  richiesta  delle  Amministrazioni  interessate, con decreto del
Ministro  per  il lavoro e la previdenza sociale, sentito il Comitato
di  cui all'art. 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre
1945,  n.  788,  le  imprese  industriali degli enti pubblici possono
essere  assoggetate  all'applicazione  delle norme sulla integrazione
dei guadagni degli operai dell'industria"

LEGGE STABILITA’:DETASSAZIONE PREMI RISULTATO E PRODUTTIVITA’ ANNO 2016

27/12/2015

La Legge di stabilità ,in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e di entrare in  vigore dal primo gennaio prossimo ,  disciplina nei commi da 182 a 188 dell’articolo unico , il ripristino   nel  2016 della detassazione dei premi produttività,  per cui risultano stanziati 430 milioni di euro per il 2016 e 589 milioni di euro per gli anni successivi.  Inoltre ,la predetta Legge ha previsto anche l’ampliamento della platea di beneficiari,  ammettendo all’incentivo  i  redditi fino a 50mila euro lordi annui ,mentre prima il tetto massimo si era aggirato tra i 30mila ed i 40mila euro, escludendo così i quadri che invece ora possono godere dell’agevolazione fiscale.

Il limite massimo di importo che potrà essere assoggettato a tassazione agevolata del 10%, se legato al raggiungimento di obiettivi di produttività e redditività aziendali, è stato fissato a 2.500 euro (2.000 euro lordi per le aziende che non coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Stesso limite e stessa aliquota agevolata (imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%) per gli utili distribuiti dalle aziende ai dipendenti.

La Legge di Stabilità 2016 ha infine  stabilito che:

  • le somme e i valori dei fringe benefit concessi ai dipendenti (art. 51, comma 2 D.P.R. n. 917/1986) e quelli di importo non superiore a 258 euro (art. 51, comma 3 ultimo periodo D.P.R. n. 917/1986) non concorrono, entro questi limiti, a formare il reddito di lavoro dipendente, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme detassate;
  • i premi produttività, fino al limite massimo di 2.000 euro (2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del lavoratore o del suo nucleo familiare ai fini della determinazione della situazione economica equivalente (ISEE);
  • resta fermo il computo dei predetti redditi ai fini dell’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Come in passato, i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le modalità attuative della nuova disposizione, compresi gli strumenti e le modalità di partecipazione all’organizzazione del lavoro saranno stabiliti con un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

Si conclude la presente esposizione ,rimarcando che ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui sopra , le somme e i valori di cui ai commi 87 e 88 devono essere erogati in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali di cui all’articolo 51 del decreto legislativo n.81-2015 ,secondo cui: “1. Salvo diversa previsione, ai  fini  del  presente  decreto,  percontratti collettivi si intendono icontratti  collettivi  nazionali,territoriali  o  aziendali  stipulati   da   associazioni   sindacalicomparativamente  piu’  rappresentative  sul  piano  nazionale  e   icontratti collettivi aziendali stipulati  dalle  loro  rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.