Archive for ottobre 2015

DISEGNO LEGGE STABILITA’ 2016:REGIME FISCALE PROFESSIONISTI E PICCOLE IMPRESE

28/10/2015

 

L’art 8 delk disehno di legge precir0tato nel titolo , al fine di rendere ulteriormente vantaggiosa l’adesione al regime forfetario, di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ne modifica, a decorrere dal periodo d’imposta relativo all’anno 2016, la vigente disciplina.

In primo luogo, è stato rimodulato, in senso più favorevole per il contribuente, il vincolo che occorre rispettare per l’accesso al regime in caso di esercizio di un’attività di lavoro dipendente, o attività a questo assimilata, nell’anno precedente a quello di applicazione del forfait.

Al riguardo, infatti, alla lettera b) del comma 1 è stata prevista l’esclusione all’accesso al regime forfetario nei confronti dei contribuenti che abbiano conseguito, nel corso dell’anno precedente a quello in cui intendono avvalersi del “forfait”, redditi di lavoro dipendente o assimilato eccedenti la soglia di 30.000 euro; il rispetto di tale limite non rileva laddove il rapporto di lavoro dipendente o assimilato risulti cessato. La finalità della norma è quella di evitare che soggetti esercenti attività di lavoro dipendente o assimilata nell’anno precedente a quello di applicazione del regime forfetario, da cui abbiano ritratto livelli reddituali piuttosto elevati, possano comunque beneficiare del regime in questione per le attività d’impresa, arti o professioni esercitate.

Contestualmente, viene eliminata la previsione di cui alla lettera d) del comma 54 che, in modo più restrittivo, non consente l’accesso al regime forfetario nel caso in cui siano contemporaneamente verificate le seguenti condizioni:

  • l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime, è pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nel medesimo anno;
  • la somma delle diverse fattispecie reddituali eccede l’importo di 20.000 euro.

Appare evidente come la causa di esclusione, introdotta ex novo ed inserita alla lettera d-bìs) del comma 57, risulti indubbiamente meno penalizzante, ai fini dell’accesso al regime, rispetto alla disposizione abrogata di cui alla predetta lettera d) del comma 54.

La norma persegue, inoltre, l’obiettivo di favorire l’avvio di nuove iniziative produttive; in tal senso è prevista la riduzione dal 15 al 5 per cento della misura ordinaria dell’aliquota d’imposta, per i primi cinque anni di attività. In ragione di ciò, potranno avvalersi di detta disposizione non solo i soggetti che, a decorrere dal 2016, intraprendono, in regime forfetario, attività d’impresa o di lavoro autonomo, ma anche i soggetti che, nel corso del 2015, hanno intrapreso le suddette attività avvalendosi del medesimo regime. In tale ultimo caso, l’agevolazione risulta limitata alle sole ultime quattro annualità del quinquennio agevolato, in quanto gli stessi hanno già beneficiato nel corso del 2015 della riduzione di un terzo del reddito imponibile; ciò significa che, per questi soggetti, l’aliquota ridotta al 5 per cento può essere fruita dall’anno d’imposta 2016 all’anno d’imposta 2019.

Inoltre, allo scopo di ampliare l’ambito soggettivo di applicazione del regime agevolato, il comma 2 della disposizione in esame prevede l’innalzamento generalizzato dei limiti di ricavi e compensi, indicati nell’allegato n. 4, annesso alla legge n. 190 del 2014 e richiamato nella lettera a) del comma 54 dell’articolo 1 della medesima legge, al di sotto dei quali i contribuenti esercenti impresa, arti e professioni possono accedere e permanere nel nuovo regime, fermo restando il rispetto di tutti gli altri requisiti previsti. A tal riguardo, a decorrere dal periodo d’imposta 2016, le soglie di ricavi e compensi sono generalmente incrementate di euro 10.000, mentre per quanto concerne le attività svolte dagli esercenti arti e professioni e altre attività di cui al progressivo n. 8 del citato allegato n. 4, detta soglia è aumentata di euro 15.000.

Infine, viene prevista l’applicazione del regime contributivo ordinario anche per i contribuenti forfetari i quali, in ogni caso, possono beneficiare della riduzione al 35 per cento degli oneri contributivi.

DISEGNO LEGGE STABILITA’ 2016:DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI AMMORTAMENTI

28/10/2015

 L‘art.7 del disegno di legge indicato nel titolo contiene disposizioni    finalizzate ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell’Ires e dell’Irpef, l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria più elevati.

Tale maggiorazione produce effetti solo ed esclusivamente ai fini del computo delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria e ciò fino al suo completamento. Restano fermi i coefficienti stabiliti nel decreto ministeriale 31 dicembre 1988.

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto a motore individuati nell’articolo 164, comma 1, lett. b) del Tuir, la maggiorazione riguarda anche i limiti di spesa sui quali calcolare le quote di ammortamento e i canoni di locazione finanziaria.

Il  beneficio interessa tanto i beni strumentali acquistati in proprietà quanto quelli acquisiti in leasing.

Sono esclusi dal beneficio, tuttavia, gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, gli investimenti in fabbricati e costruzioni, nonché gli investimenti in beni di cui all’allegato 3 della presente legge.

L’acconto per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015 e per quello successivo corrisponde a quello che si sarebbe determinato in assenza delle disposizioni dei commi 1 e 2.

La disposizione di cui ai commi 5 e 6 interviene sulla disciplina delle aggregazioni aziendali. Questa disciplina, prevedendo la neutralità di tali operazioni, determina naturalmente un disallineamento tra valori civili e fiscali, salvo opzione, per l’applicazione dell’imposta sostitutiva (del 12, del 14 e del 16 per cento) di cui all’articolo 176, comma 2-ter, del TUTR per il riallineamento degli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni materiali e immateriali ovvero per l’applicazione dell’imposta sostitutiva nella misura massima del 16 per cento ai sensi dell’articolo 15, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, per il riallineamento dell’avviamento, dei marchi e delle altre immobilizzazioni immateriali.

Come noto, con quest’ultima opzione è stata concessa la possibilità per i contribuenti, relativamente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, di ridurre il periodo di ammortamento previsto per i marchi e l’avviamento, dall’articolo 103, comma 1, del TUIR, da 18 a 10 quote (misura inizialmente fissata in 9 quote e successivamente portata a 10 quote per effetto del comma 59 dell’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225), a condizione che si applichi, comunque, l’imposta sostitutiva nella misura massima del 16 per cento prevista dall’articolo 176, comma 2-ter, del TUTR per le operazioni di aggregazione aziendale.

Il riconoscimento ai fini fiscali dei maggiori valori assoggettati ad imposta sostitutiva opera a decorrere dall’inizio del periodo di imposta nel quale è versata l’imposta sostitutiva, mentre la deduzione dei relativi ammortamenti è ammessa a partire dal periodo di imposta successivo.

Il comma 5 consente ai contribuenti di ridurre ulteriormente il periodo di ammortamento previsto per l’avviamento e i marchi d’impresa dal citato decreto legge n. 185del 2008, da 10 a 5 quote, ferme restando tutte le altre condizioni.

Tale regime si rende applicabile per i citati disallineamenti derivanti dalle operazioni societarie straordinarie effettuate a decorrere dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

DISEGNO LEGGE STABILITA’ 2016:RIDUZIONE IRES ED ESENZIONE IRAP IN AGRICOLTURA E PESCA

28/10/2015

L’argomento  riportato nel titolo e’ regolamentato nell’art.5 del disegno di legge di  stabilita’ rimesso al Senato per l’iter di approvazione ,prevedendo quanto segue.

Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 rideterminano l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società.

In particolare, il comma 1 riduce l’aliquota IRES dal 27,5 per cento al 24,5 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2016, con effetto per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 ed al 24 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2017, con effetto per i periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2016.

Conseguentemente,con il comma 2 viene rideterminata l’aliquota della ritenuta sugli utili corrisposti a società ed enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società in uno Stato membro dell’Unione Europea nonché in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), inclusi nella cosiddetta white list.

Il  comma 3 prevede che l’efficacia delle disposizioni di cui al comma 1, lettera a), e al comma 2, lettera a), sia condizionata al riconoscimento in sede europea dei margini di flessibilità correlati all’emergenza derivante dai flussi di immigrazione e della conseguente coerenza con la disciplina europea di un obiettivo di indebitamento programmatico fissato in misura superiore al 2,2 % e, comunque, nella misura necessaria alla loro copertura. Si prevede, altresì, che, in caso di mancato riconoscimento, in sede europea, dei suddetti margini di flessibilità, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 continuino ad applicarsi le aliquote vigenti alla medesima data.

Al comma 4, si  disponr  che, in caso di mancato riconoscimento, in sede europea, dei margini di flessibilità di cui al comma 3, per l’armo 2017, le risorse non più necessarie per la copertura degli oneri derivanti dall’applicazione dei commi 1 e 2, confluiscano nel fondo istituito per far fronte ad esigenze indifferibili, e che ai relativi maggiori oneri si provveda mediante corrispondente riduzioni delle dotazioni finanziarie di parte corrente delle missioni di spesa di ciascun ministero, con riferimento alle spese rimodulabili.

In particolare, il comma 5 dispone, in conseguenza della riduzione della aliquota IRES, che la ri determinazione delle percentuali di imponibilità in capo ai soci di cui agli articoli 47, comma 1, 58, comma 2, 59 e 68, comma 3, del Tuir – ossia delle percentuali di concorso alla formazione del reddito complessivo dei dividendi incassati e delle plusvalenze/minusvalenze realizzate dagli imprenditori soggetti all’Irpef e, limitatamente alle partecipazioni qualificate, dalle persone fisiche non esercenti attività d’impresa – nonché della percentuale di utili percepiti dagli enti non commerciali che non concorre alla formazione del reddito imponibile di tali enti, dovrà essere effettuata con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Nella rideterminazione delle suddette percentuali il decreto dovrà garantire l’invarianza del livello di tassazione dei dividendi e delle plusvalenze.

Onde evitare che la modifica delle percentuali di cui agli articoli 58, comma 2 e 68, comma 3, del Tuir estenda l’aumento della quota imponibile anche alle società di persone e agli enti a esse equiparati, è stato espressamente previsto che nel decreto ministeriale, ai fini delle suddette norme, la ri determinazione delle percentuali non abbia effetti sui soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir.

Il comma 6 è volto ad escludere dall’ambito soggettivo Irap i soggetti che esercitano una attività agricola ai sensi dell’articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le cooperative ed i loro consorzi che forniscono in via principale, anche nell’interesse di terzi, servizi nel settore selvicolturale, ivi comprese le sistemazioni idraulico-forestali, equiparati agli imprenditori agricoli ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, nonché le cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.

L’esclusione, quindi, riguarda le attività per le quali, fino alla data di entrata in vigore della presente norma, si applica l’aliquota dell’1,9 per cento.

Resta ferma, invece, la soggezione all’Irap per le attività di agriturismo, allevamento e per le attività connesse rientranti nell’articolo 56-bis del Tuir, alle quali continua ad applicarsi l’aliquota ordinaria.

I commi 7 e 8 contengono disposizioni di coordinamento e relativi all’entrata in vigore della norma.,restando previsto che le disposizioni del comma 6 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

27/10/2015

PERIODO :DAL 16 AL 23 OTTOBRE 2015

——————————————————————

Denominazione azienda: ANSA

Con sede in: ROMA Prov: RM

Causale di Intervento: Contratti di solidarietà

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: Attività delle agenzie di stampa

Decreto del: 16/10/2015 N. 92393

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 06/08/2015 al 05/08/2016

Pagamento diretto INPS: No

============================================

Denominazione azienda: Baker Hughes

Con sede in: CEPAGATTI Prov: PE

Causale di Intervento: Crisi aziendale

Unità di: CEPAGATTI Prov: PE

Settore: Attività dei servizi connessi all’estrazione di petrolio e di gas, esclusa la prospezione

Decreto del: 16/10/2015 N. 92358

Approvazione del programma C.I.G.S. dal: 20/05/2015 al 19/05/2016

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 20/05/2015 al 19/05/2016

Pagamento diretto INPS: No

========================================

Denominazione azienda: Burgo Group

Con sede in: ALTAVILLA VICENTINA Prov: VI

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: AVEZZANO Prov: AQ

Settore: Fabbricazione di carta e cartone

Decreto del: 23/10/2015 N. 92631

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/06/2015 al 31/05/2016

Pagamento diretto INPS: No

====================================

Denominazione azienda: COLABETON

Con sede in: GUBBIO Prov: PG

Causale di Intervento: Crisi aziendale

Unità di: BALSORANO Prov: AQ

Settore: Produzione di calcestruzzo

Unità di: SOLETO Prov: LE

Settore: Produzione di calcestruzzo

Unità di: CONTROGUERRA Prov: TE

Settore: Produzione di calcestruzzo

Decreto del: 19/10/2015 N. 92441

Reiezione del trattamento di CIGS dal 20/08/2013 al 19/08/2014

===============================================

Denominazione azienda: FALLIMENTO RIZZOLI ORTOPEDIA

Con sede in: BUDRIO Prov: BO

Causale di Intervento: Contratti di solidarietà

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: Fabbricazione di protesi ortopediche, altre protesi ed ausili (inclusa riparazione)

Decreto del: 23/10/2015 N. 92635

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/07/2015 al 31/08/2015

Pagamento diretto INPS: Si

==============================================0

Denominazione azienda: FINEGIL EDITORIALE DIVISIONE CENTRO SUD

Con sede in: ROMA Prov: RM

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: Edizione di giornali

Decreto del: 16/10/2015 N. 92389

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 27/07/2015 al 26/07/2016

Pagamento diretto INPS: No

==========================================

Denominazione azienda: JONNY Q ITALIA

Con sede in: SANT’OMERO Prov: TE

Causale di Intervento: Crisi aziendale

Unità di: NERETO Prov: TE

Settore: Confezione in serie di abbigliamento esterno

Decreto del: 23/10/2015 N. 92568

Approvazione del programma C.I.G.S. dal: 22/06/2015 al 21/06/2016

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 22/06/2015 al 21/06/2016

Pagamento diretto INPS: Si

============================================

Denominazione azienda: METAL SERVICE

Con sede in: CORROPOLI Prov: TE

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: CORROPOLI Prov: TE

Settore: Fabbricazione di articoli da viaggio, borse, marocchineria e selleria

Decreto del: 19/10/2015 N. 92528

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 07/07/2015 al 06/07/2016

Pagamento diretto INPS: No

===========================================

Denominazione azienda: So.L.E.S. S.r.l.

Con sede in: FORLI’ Prov: FO

Causale di Intervento: Concordato preventivo

Unità di: L’AQUILA Prov: AQ

Settore: Lavori generali di costruzione di edifici

Decreto del: 16/10/2015 N. 92344

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 05/05/2015 al 04/05/2016

Pagamento diretto INPS: Si

=============================================

Denominazione azienda: Te.Am. Teramo Ambiente

Con sede in: TERAMO Prov: TE

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: TERAMO Prov: TE

Settore: Raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi

Decreto del: 19/10/2015 N. 92539

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 22/06/2015 al 21/06/2016

Pagamento diretto INPS: No

========================================

Denominazione azienda: WIND TELECOMUNICAZIONI

Con sede in: ROMA Prov: RM

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: TELECOMUNICAZIONI

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: TELECOMUNICAZIONI

Decreto del: 19/10/2015 N. 92552

Pagamento diretto INPS: No

SENTENZA CORTE CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO PER SUPERAMENTO PERIODO DI COMPORTO

27/10/2015

Si richiama l’attenzione sulla sentenza sottostante con cui ,la Corte Suprema non ha accollto   il ricorso della Societa’ datrice di lavoro ,che si era vista respingere dalla Corte di Appello l’impugnazione della  sentenza del Tribunale  in cui si c stabiliva l’illegittimita’ del licenziamento a carico del dipendente ,in quanto  la Azienda  ai  per raggiungere i   180 giorni di assenza dal lavoro per malattia aveva cumulato anche quelle intervenute quando il lavoratore era in aspettativa sindacale .afferrmando quanto segue:

Nella fattispecie in esame è pacifico tra le parti che l’evento verificatosi nel periodo di aspettativa sindacale ha costituito oggetto di copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro.

Ciò, come si è detto, in base alla tutela assicurativa riconosciuta anche ai lavoratori in aspettativa sindacale ex art. 31 d.P.R. n. 1124 del 1965 alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 171 del 2002.

 In ragione di ciò (v. citata sentenza Corte costituzionale n. 171 del 2002), ferme le conseguenze giuridiche dell’infortunio sul lavoro verificatosi durante l’aspettativa sindacale anche al termine della stessa, una volta cessata tale aspettativa e riattivato l’originario rapporto di lavoro, l’assenza del lavoratore, che dipenda dall’evento che ha dato luogo all’infortunio sul lavoro nel periodo di aspettativa sindacale, non può che essere imputata, rispetto all’originario datore di lavoro, ad una attività extralavorativa, in quanto non riconducibile al rapporto di lavoro originario, atteso che come si è ricordato il rapporto di lavoro originario durante l’aspettativa sindacale entra in una fase di sospensione, e l’organizzazione sindacale, in quanto beneficiaria della prestazione di c.d. lavoro sindacale, è tenuta a corrispondere all’INAIL il premio assicurativo computato sull’indennità erogata al lavoratore sindacalista.

 Pertanto, correttamente e con congrua motivazione, che non è incisa dalle censure prospettate, la Corte di Appello di Genova ha ritenuto che, nel caso di specie, nello svolgimento del rapporto di lavoro originario, non era stato superato il periodo di comporto stabilito dal CCNL di settore, con riguardo all’infortunio sul lavoro”

———————————————————-

  

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2015, n. 21499

MLPS:CHIARIMENTI CIRCA ART.26 D.LVO 150/15 RIGUARDANTE PROGETTI LSU

27/10/2015

Con la sottostante circolare  il Mlps ,in esito a numerosi quesiti pervenuti, chiarisce il significato da dare  espressione  che afferma  :”gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, si applicano ai soli progetti di attività e lavori socialmente utili in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto“.

In particolare, viene è chiarito quali siano i progetti di attività in corso al 24 settembre 2015 (data di entrata in vigore del decreto legislativo 150/2015), affinché, per gli stessi, possano continuare ad essere applicate le disposizioni di cui agli artt. 7 e 8 del D.L.vo n. 468/1997, e la condizione  circa la possibilita’   dell’eventuale prolungamento degli stessi.

————————————-

circolare n. 28 del 22 ottobre 2015pdf_icon,

LEGGE STABILITA ‘2016 : PROROGATO CON MODIFICHE ESONERO CONTRIBUZIONE INPS ASSUNZIONI T.I.

27/10/2015

Di seguito, si riporta il testo dell’art.11 della bozza della legge di stabilita’ 2016 ,presentata per l’esame e l’approvazione al Senato ,riguardante l’argomento di cui al titolo,il cui conternuto sara’ approfondito dal blog a breve.

Art.11 (Proroga esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato)

  1. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, e con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, decorrenti dal 1° gennaio 2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016, è riconosciuto, per un periodo massimo di 24 mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annuaL’esonero di cui al presente comma spetta ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzioni di cui al primo periodo, con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui al presente comma ovvero di cui all’articolo 1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminatoL’esonero di cui al presente comma non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigenteL’esonero di cui al presente comma non spetta ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della presente legge. L’lNPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del numero di rapporti di lavoro attivati ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.
  2. Per i datori di lavoro del settore agricolo le disposizioni di cui al comma 1 si applicano:
    1. nel limite di 1,1 milioni di euro per l’anno 2016, 2,8 milioni di euro per l’anno 2017, 1,8 milioni di euro per l’anno 2018, 0,1 milioni di euro per l’anno 2019 per i lavoratori con qualifica di impiegati e dirigenti;
    2. nel limite di 1,6 milioni di euro per l’anno 2016, 8,8 milioni di euro per l’anno 2017, 7,2 milioni di euro per l’anno 2018, 0,8 milione di euro per l’anno 2019, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, decorrenti dal 1° gennaio 2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016, con esclusione dei lavoratori che nell’anno 2015 siano risultati occupati a tempo indeterminato e relativamente ai lavoratori occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 giornate con riferimento all’anno
  3. L’esonero contributivo di cui al comma 2 è riconosciuto dall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse indicate al comma 2, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet. L’ente previdenziale provvede al monitoraggio delle minori entrate valutate con riferimento alla durata dell’incentivo, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ed al Ministero dell’economia e delle
  4. Il datore di lavoro  che  subentra nella fornitura  di servizi in appalto  e che assume,  ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo di cui ai commi I e 2, preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

Art.11 (Proroga esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato)

  1. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, e con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, decorrenti dal 1° gennaio 2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016, è riconosciuto, per un periodo massimo di 24 mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annuaL’esonero di cui al presente comma spetta ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzioni di cui al primo periodo, con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui al presente comma ovvero di cui all’articolo 1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminatoL’esonero di cui al presente comma non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigenteL’esonero di cui al presente comma non spetta ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della presente legge. L’lNPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del numero di rapporti di lavoro attivati ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.
  2. Per i datori di lavoro del settore agricolo le disposizioni di cui al comma 1 si applicano:
    1. nel limite di 1,1 milioni di euro per l’anno 2016, 2,8 milioni di euro per l’anno 2017, 1,8 milioni di euro per l’anno 2018, 0,1 milioni di euro per l’anno 2019 per i lavoratori con qualifica di impiegati e dirigenti;
    2. nel limite di 1,6 milioni di euro per l’anno 2016, 8,8 milioni di euro per l’anno 2017, 7,2 milioni di euro per l’anno 2018, 0,8 milione di euro per l’anno 2019, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, decorrenti dal 1° gennaio 2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016, con esclusione dei lavoratori che nell’anno 2015 siano risultati occupati a tempo indeterminato e relativamente ai lavoratori occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 giornate con riferimento all’anno
  3. L’esonero contributivo di cui al comma 2 è riconosciuto dall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse indicate al comma 2, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet. L’ente previdenziale provvede al monitoraggio delle minori entrate valutate con riferimento alla durata dell’incentivo, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ed al Ministero dell’economia e delle
  4. Il datore di lavoro  che  subentra nella fornitura  di servizi in appalto  e che assume,  ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo di cui ai commi I e 2, preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

MLPS: CONTRIBUTO COMUNI STABILIZZAZIONE LAVORATORI LSU

26/10/2015

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato che sono stati trasmessi all’Ufficio Centrale del Bilancio (MEF – DRGS) gli ordini di pagamento del contributo per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili (ex art. 1, comma 1156, lett.f ed  ed f-bis, L. 296/2006 e ss. mm. e ii.) emessi a favore dei Comuni indicati nell’Elenco n.16.

• Per consultare gli elenchi vai alla sezione dedicata

Fonte: Ministero del Lavoro

MINTERNO:CALENDARIO FESTIVITA’ EBRAICHE 2016

26/10/2015

MINISTERO DELL’INTERNO

Comunicato relativo al calendario delle festività ebraiche, per l’anno 2016

L’art. 5, comma 2, della legge 8 marzo 1989, n. 101, recante “Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane”, emanata sulla base dell’intesa stipulata il 27 febbraio 1987, dispone che entro il 30 giugno di ogni anno il calendario delle festivita’ cadenti nell’anno solare successivo e’ comunicato dall’Unione al Ministero dell’Interno, il quale ne dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Su comunicazione dell’Unione, si indicano le festività ebraiche relative all’anno 2016:

  • Tutti i sabati
  • Venerdi’ 22 aprile – Vigilia di Pesach (Pasqua);
  • Sabato 23 e Domenica 24 aprile – Pesach (Pasqua);
  • Venerdi’ 29 e Sabato 30 aprile – Pesach (Pasqua);
  • Domenica 12 e Lunedi’ 13 giugno – Shavuoth (Pentecoste);
  • Domenica 14 agosto – Digiugno del 9 di Av;
  • Lunedi’ 3 e Martedi’ 4 ottobre – Rosh Hashana’ (Capodanno);
  • Martedi’ 11 ottobre – Vigilia Kippur (Digiuno di espiazione);
  • Mercoledi’ 12 ottobre – Kippur (Digiuno di espiazione);
  • Lunedi’ 17 e Martedi’ 18 ottobre – Sukkot (Festa delle Capanne);
  • Domenica 23 e Lunedi’ 24 ottobre – Sukkot (Festa delle Capanne);
  • Martedi’ 25 ottobre – Simchat Tora’ (Festa della legge).

INPS:MESSAGGIO CHIARIMENTI ESCLUSIONE CUMULO ESONERO CONTRIBUTIVO TRIENNALE ZONE MOTANE ED AGRICOLE

26/10/2015

L’Inps ha pubblicato il Mesaggio  sottostanrte   con cui  informa circa la non cumulabilità, per i datori di lavoro agricolo dell’esonero triennale (previsto dalla Legge di Stabilità 2015 – ex art. 1, co. 119, Legge 23 dicembre 2014, n.190) e le riduzioni contributive per zone montane e svantaggiate (previste dall’art. 9 Legge 67/1988).,a seguito della risposta fornita in materia dal MLPS ,sotto evidenziata

Pertanto, l’Inps procederà ad applicare i conseguenti criteri di tariffazione e a ricalcolare i contributi relativi al primo trimestre 2015, affinché per i lavoratori ammessi al beneficio:

–        per le giornate lavorate in zona ordinaria, si applichi l’esonero triennale ex art. 1, co. 119, L. 190/2014;

–        mentre per le giornate lavorate in zone montane o svantaggiate, si applichino le riduzioni contributive di cui all’art. 9 L. 67/1988.

——————————–
 

risposta fornita dal Ministero del Lavoro.

Fonte: Inps